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Traumatologia/PHTLS

Traumatologia/PHTLS

Assessment

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1st - 3rd Grade

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Centro Simulazioni SAM

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FREE Resource

64 Slides • 14 Questions

1

media

www.amut.ch

Un progetto della

Federazione

Cantonale Ticinese Servizi
Autoambulanze (FCTSA)

Corso FoSV

Traumatologia

Dicembre 2017

Validazione scientifica: Dr. De Monti M.

2

Open Ended

COSA TI ASPETTI DA QUESTA FORMAZIONE?

3

media

Conoscere le caratteristiche anatomo-fisiologiche del
trauma vertebrale

Conoscere i principi del PHTLS e la cinematica

Capire la motivazione della messa in atto di alcune
manovre e dell’utilizzo di alcuni presidi

Conoscere ed applicare le tecniche di mobilizzazione
secondo i principi PHTLS

Conoscere le particolarità del trauma toracico

Conoscere le particolarità dell’ustione

Conoscere le particolarità dell’ipotermia

Conoscere le particolarità delle emorragie

Conoscere le particolarità della folgorazione

4

media

Nato negli Stati Uniti nel 1983, il PreHospital Trauma Life Support
(PHTLS) è un corso che permette ai soccorritori preospedalieri di
migliorare la gestione preospedaliera del paziente traumatizzato o
politraumatizzato.

Il PHTLS rappresenta la fase preospedaliera del corso Trauma Advanced
Life Support (ATLS), anch'esso disegnato dall'American College of
Surgeons per la fase di presa a carico iniziale in ospedale

Incentrato sui principi

Promuove il pensare critico (non mnemonico) per potersi adattare ad
ogni situazione

Basato sull’evidenza e supportato scientificamente

5

media

90% dei pazienti traumatizzati presenta lesioni
semplici

Nei traumi alla colonna la popolazione più a rischio ha
tra i 16 ed i 35 anni

Il 50% dei traumi alla colonna sono legati ad incidenti
stradali

Spesso la frattura di una regione della colonna è
associata a frattura di altre regioni

6

Open Ended

Cosa ti viene in mente con il termine "CINEMATICA"?

7

media

8

media

Valutazione della scena dell’evento per
determinare la dinamica in base alle forze in
gioco.

Essa ci aiuta a immaginare le possibili lesioni
conseguenti al trauma.

9

media

10

media

11

media

12

media

13

media

Forma ad “S” che consente un ampio movimento
multi direzionale e al contempo massima robustezza

Sostiene e garantisce il movimento

La colonna cervicale è molto flessibile per consentire il
movimento completo della testa

La colonna dorsale è piuttosto rigida (minor
movimento)

Le vertebre lombari sono più massicce per poter
tenere il peso del corpo

Le vertebre sono mantenute in linea da muscoli e
legamenti che danno stabilità

14

media

Il midollo spinale si estende dal cervello sino alla seconda
vertebra lombare (L2) passando attraverso le vertebre.

Una lesione può interrompere parzialmente o
totalmente la connessione fra il sistema
nervoso centrale e i nervi periferici.

Più la lesione è vicina al cervello più i danni
sono estesi e gravi.

Non si rigenera: lesioni irreversibili

15

media

Fratture da compressione

Fratture che producono frammenti ossei che possono
trovarsi vicino al midollo

Sublussazione vertebrale (lussazione parziale)

Stiramento o lacerazione di legamenti e muscoli che
producono instabilità tra le vertebre

16

media

Compressione del midollo

Lesione midollare diretta (spesso da frammenti ossei)

Interruzione dell’apporto ematico midollare

17

media

Edema

Ischemia

Movimento di frammenti ossei

Un trauma spinale non riconosciuto o non trattato
correttamente può portare ad un danno irreversibile!

Lesioni instabili

18

media

Deficit neurologico:

Motorio

Sensitivo

Alterazione della funzione respiratoria (a livello C5 o sup.)

Dolore

Parestesie

Perdita controllo sfinteri, priapismo (a qualsiasi livello)

Shock (spinale)

Perdita tono simpatico: vasodilatazione (DIMINUZIONE PA)

e bradicardia. Non vi è compensazione!

19

media

PARAPLEGIA


Paralisi totale o parziale che colpisce il tronco e gli arti
inferiori (T1-T12)


Se la lesione avviene a livello lombare (L1-L5)
vengono compromessi solo gli arti inferiori

TETRAPLEGIA

Paralisi totale o parziale che colpisce i quattro arti

La lesione midollare avviene nella zona cervicale
In base al livello della lesione viene compromessa la
capacità di respirare autonomamente

20

media

Colonna cervicale:
Zona maggiormente a rischio essendo esposta sia a
traumi diretti che indiretti

Rappresenta il 55% delle lesioni vertebrali

Impatti laterali producono rotazioni del capo e della cervicale

con lesioni alle parti molli del collo (baricentro testa)

Peso della testa: 7-10 kg

Iperestensione o iperflessione spesso conducono a frattura o

lussazione delle vertebre con lesione midollare

Solitamente nell’urto il capo si muove in direzione opposta al

tronco

21

media

Alterazione del GCS

Dolore alla colonna

Deficit neurologico

Deformità anatomica della colonna

Intossicazione da alcool o droghe

Lesione distraente

Incapacità di comunicazione

In caso di dubbio …

22

media

Attenzione se:

Resistenza al movimento

Contrattura dei muscoli del collo

Aumento del dolore

Comparsa o aumento di deficit neurologico

Compromissione delle vie aeree e della ventilazione

In questi casi mantenere la testa fissata nella posizione

originaria, evitare il collare e far capo ad asciugamani

per mantenerla ferma!

23

Fill in the Blank

Dall'alto verso il basso troviamo dapprima le vertebre...

24

Multiple Choice

Dopo le vertebre cervicali troviamo le vertebre...

1

LOMBARI

2

DORSALI O TORACICHE

3

COCCIGE

4

LOMBARI

25

Multiple Select

Le vertebre sono mantenute in linea da...

1

MUSCOLI

2

NERVI

3

VENE E ARTERIE

4

LEGAMENTI

26

Multiple Select

Lo shock spinale provoca...

1

AUMENTO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

2

TACHICARDIA

3

DIMINUZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

4

BRADICARDIA

27

Fill in the Blank

Solitamente nell'urto il capo si muove in direzione ................ al tronco.

28

Multiple Choice

Tutte le seguenti, ECCETO una, sono dei criteri di fissazione.

1

LESIONE DISTRAENTE

2

CINEMATICA

3

DEFICIT NEUROLOGICO

4

ALTERAZIONE DEL GCS

29

media

Non fornisce un’immobilizzazione
adeguata se utilizzato da solo, sostiene il collo e facilita la
riduzione dei movimenti

Limita la flessione del 90%

Limita l’estensione, la flessione laterale
e la rotazione del 50%

Trasferisce il carico fra testa e torace
dalla cervicale riducendo la
compressione delle vertebre cervicali

Non deve interferire con la capacità di
aprire la bocca e non deve
compromettere la funzione
ventilatoria

30

media

Applicato in posizione neutra:

Supino

Seduto

In piedi

Misura corretta

Possibilità di apertura bocca

Sempre eseguita da 2 soccorritori

31

media

Troppo corto

flessione significativa

Troppo lungo

iperestensione

Troppo stretto compressione vene del collo

Troppo largo movimenti e rientro del mento

con conseguente movimento
completo

33

media

Fissazione manuale della cervicale in posizione neutra fino alla sua
immobilizzazione completa

La fissazione della colonna implica l’immobilizzazione dal capo alla pelvi

Riallineare il paziente sull’asse con spostamenti diagonali e non trasversali

Ogni spostamento va fatto in asse (testa, spalle e bacino)

Gli arti vengono riallineati tenendo ferma l’articolazione a monte

Ridurre al minimo i movimenti evitando quelli potenzialmente dannosi

Fissare prima le spalle, bacino, gambe ed infine la testa

Vomito

Angolazione nei movimenti di fissazione

Nei pazienti critici il tempo è vita!

Golden Hour – Golden period

10 minuti di platino

34

media

Fissazione colonna cervicale prevedendo la rotazione
del corpo

Tirare vs spingere

35

media

Fissazione colonna cervicale prevedendo la rotazione
del corpo

Tirare il paziente

Posizionare ev. già l’asse davanti ai soccorritori

Mantenere l’asse più in alto per il riallineamento

Spostare la posizione delle mani dopo la prima parte
di rotazione

37

media

Sempre tolto!

Osservare per determinare l’impatto e portare in
ospedale

Crea un’iperflessione del capo

Paziente in posizione supina

Tecnica con minimo 2 soccorritori

Fissare il casco tenendo anche la mandibola

Allargare il casco tenendo i laccetti interni

39

media

La fissazione della colonna segue i principi delle altre fratture.

Immobilizzare l’articolazione a monte e a valle della lesione: capo –

bacino

Fissazione delle spalle per evitare movimento verso l’alto

Fissazione del bacino per evitare movimento verso il basso

Migliore sarà la fissazione minore sarà il comfort!!!

40

media

Non fissare le braccia nelle cinghie:
- riduzione della forza di fissazione della cinghia

Non unire le gambe nella fissazione

Non esagerare nello stringere le cinghie:
- escursione toracica

Iperflessione o iperestensione del capo:
Uso di spessori

41

media

Ideale se paziente già supino

Prendere la misura della barella ancora chiusa al lato
del paziente

Preparare il materasso già sulla barella disponendo il
suo contenuto in modo uniforme

Adattarlo perfettamente al corpo del paziente
considerando lo spazio lombare

42

media

Principali complicanze nelle fratture:

Emorragia

shock

Lesioni muscolari o di organi

Lesioni vascolari

Lesioni nervose

Infezioni

43

media

Visualizzazione completa dell’arto prima e dopo la fissazione

Ricerca del polso e della sensibilità distalmente alla frattura con
ricontrollo frequente

Immobilizzazione manuale dell’arto leso con leggera trazione

Importanza della fissazione:

Alleviamento del dolore

Prevenzione di danni secondari a vasi sanguigni e nervi

Riduzione dei sanguinamenti

Prevenzione della lesione cutanea da parte dei monconi ossei con
apertura della ferita e conseguente aumento del rischio d’infezione

Principio di fissazione:

Immobilizzare l’articolazione posta a monte e l’articolazione posta a

valle del punto di frattura

44

media

Omero

500-750ml

Avambraccio

250-500ml

Bacino

1000-5000ml

Zona Femorale

1000-2000ml

Tibia perone
500-1000ml

Costa
125ml

Rottura epatica
1500-5000ml

Rottura della milza

1500-2000ml

45

media

Segni e sintomi:

Emorragia (venosa o arteriosa)

Dolore

Shock

Trattamento:
Controllo emorragia

Medicazione e bendaggio

Analgesia

Arto amputato: ricoprirlo sterilmente,
inserirlo in un sacchetto vuoto e a sua
volta inserirlo in un sacchetto con
ghiaccio e acqua fredda.

RISCHIO CONGELAMENTO!!!

46

media

Coprire sterilmente e bendare

Bloccare le emorragie con una buona emostasi ed un

bendaggio compressivo

Attenzione: il bendaggio compressivo può causare danni ai

vasi

47

media

Arteriosa

Venosa

Tipologia di ferita?

Da punta, taglio, lacerante, …

Da punta, taglio, lacerante…

Emorragia?

Zampillante

Fluido scorrevole

Flusso?

Alternato

Costante

Colore del sangue?

Rosso vivo

Rosso scuro

Perdita ematica?

Estremamente veloce

Dipende dal vaso colpito ma

in genere veloce

Interna o esterna?

Interne ed esterne

Interne ed esterne

Emostasi?

Compressiva o

tourniquet

Compressiva o

tourniquet

Conseguenze se non

trattata?

Shock ipovolemico
emorragico, morte

A lungo termine: Shock
ipovolemico emorragico,

morte

ATTENZIONE A:

-Farmaci anticoagulanti e

antiaggreganti

- Qualunque arteria

-Farmaci anticoagulanti e

antiaggreganti

- Grossi vasi e vene varicose

48

media

Vene giugulari

Vena cava superiore

Vena cava inferiore

Vene femorali

Vene brachiali

Vene succlavie

49

media

Arterie carotidi

Arco aortico

Aorta

Arterie femorali

Arterie brachiali

Arterie succlavie

Arterie iliache

50

media

Emostasi

Nel caso non fossero efficaci queste due misure applicare il tourniquet. Prendere

nota dell‘ora di chiusura e effettuare controlli ogni 20-30 min. Trasportare il

paziente velocemente!

Effettuare una pressione con il

dito o il pugno (direttamente sul

vaso o sulla ferita)

Bendaggio compressivo

(semplice o doppio)

52

media

Ferite chiuse:

Cadute (es. bicicletta, sport)

Urto (es. volante dell‘auto)

Calcio (es. cavallo)

Ferite aperte:

Punta (coltello, oggetti o frammenti penetranti,

ecc.)

Taglio (coltello, incidenti sul lavoro e stradali)

Sparo (proiettile)

53

media

Conseguenze:

Fratture costali con o senza

lesione polmonare

Lesioni cardiache e/o di

grossi vasi

54

media

Conseguenze:

Frattura di una singola costola

Fratture costali in serie

Fratture costali con lesione polmonare

Come riconoscere:

Dolore respiro-dipendente

Respiro rapido, superficiale, dispnea

Nelle fratture costali in serie respiro paradosso

!!! Lasciare il corpo estraneo nel torace !!!

55

media

Pericoli

Lesione polmonare con o senza

pneumotorace (collasso polmonare)

Diminuzione dell‘ossigeno ematico in

seguito ad una respirazione insufficiente

Shock

Emotorace

56

media

Definizione:

Provocate da influssi termici

Caldi e Freddi

che determinano un importante danno alla cute ed ai

tessuti sottostanti.

Inoltre ustioni di tipo:

Elettrico, chimico e da radiazione

57

media

1°grado:

-Epidermide ustionata

-Cute rossa

2°grado:

-Derma e strati epidermici
-Vesciche, eritemi, flittene

-Molto dolorosa

3°grado:

-Epidermide, derma, ipoderma

compromessi (carbonizzati)

-Non dolorosa causa lesione recettori

sensitivi

-Infezioni e ipotermia

-Perdita importante di liquidi --> shock

58

media

1° Grado

Segni e Sintomi:

Rossore

Dolore

Guarigione senza cicatrici

Lesioni superficiali

59

media

2° Grado

Segni e Sintomi:

Rossore

Bolle

Dolore

Guarigione senza cicatrici

Lesione cutanea parziale superficiale

60

media

Per un ustione di secondo grado esiste un pericolo vitale

quando:

Nell‘adulto è

> 20%

Nel bambino è

> 10%

Nel lattante è

> 5%

Necessitano rivalutazione medica costante (dopo 2 giorni)

61

media

2° Grado

Segni e Sintomi:

Bolle

Dolori

Cute biancastra

Segni di cicatrici

Lesioni parziali profonde della cute

62

media

3°Grado

Segni e sintomi:

Necrosi

Colore della cute grigio, bianco,

nero

Nessun dolore

Nessuna guarigione spontanea,

segni di cicatrici

Lesioni profonde della cute

63

media

Temperatura dell’acqua

tra i 10 e i 25° C per
non causare altre
ustioni ed evitare

l’ipotermia!

SE USTIONE DA AGENTI
CHIMICI SCIACQUARE
ABBONDANTEMENTE

CON ACQUA!

64

media

Definizione:

Diminuzione della temperatura corporea sotto i livelli

fisiologici. In condizioni normali chiunque può essere colpito,
di fatto però se si eccettua l'esploratore polare, l'alpinista, lo

sciatore sono soprattutto i bambini e gli anziani le vittime

predestinate. Questo perché il bambino disperde più

velocemente dell'adulto il calore, mentre l'anziano spesso
afflitto da disturbi circolatori ha difficoltà a riscaldare tutti i

distretti corporei.

65

media

Stadio I:

paziente cosciente, tremore muscolare
(temperatura centrale inferiore 35°-32°C)

Stadio II:

paziente sonnolento, senza tremore muscolare
(temperatura centrale inferiore 32°-28°C)

Stadio III:

paziente incosciente
(temperatura centrale inferiore 28°-24°C)

Stadio IV:

arresto cardiorespiratorio
(temperatura centrale inferiore 24°-15°C)

66

Open Ended

All'interno del kit ipotermia troviamo:

67

media

Tre tipi di lesioni da elettricità:

1. Lesioni termiche

2. Lesioni provocate da un arco elettrico (voltaico)

3. Lesioni da contatto diretto

68

media

Lesioni termiche

Lesioni provocate da contatto diretto
con la cute, attraverso vestiti o oggetti

diversi.

69

media

Lesioni provocate da un arco elettrico

Passaggio della corrente da un conduttore elettrico verso una

persona (fenomeno luminoso che genera lesioni).

Questo fenomeno si verifica in presenza

di corrente ad alta tensione.

!! Il soccorritore deve rimanere ad almeno 4 metri di distanza
dall‘arco fino al momento del disinserimento della corrente!!

70

media

Lesioni da contatto diretto

L‘elettricità si trasmette in tutto il corpo,

c‘è un punto

d‘entrata ed uno d‘uscita (Ustione). Le

lesioni esterne

evidenti sono solamente la

punta dell‘Iceberg.

71

media

Tipi di lesioni

Segni visibili = Punto d‘entrata e di uscita della corrente

Disturbi del ritmo cardiaco

Ustioni (arco elettrico raggiunge i 4000°C)

Perdita di liquidi, ustioni visibili

Ustioni interne

Problemi di vista provocati dall‘arco elettrico

Fratture

Lesioni muscolari / Lussazioni

72

media

Primo approccio

Sicurezza personale

Valutare la situazione

Disinserire se possibile la corrente, altrimenti richiedere

aiuti specializzati

Allarmare tempestivamente il 144

73

Multiple Choice

Quale ustione coinvolge anche l'ipoderma

1

1° GRADO

2

2° GRADO

3

3° GRADO

4

4°GRADO

74

Multiple Choice

Siete ad un picchetto sanitario, venite allertati per un accoltellamento, la scena è sicura, trovate il paziente con un coltello conficcato in addome, cosa fate?

1

Lo tolgo delicatamente

2

Lo tolgo con una mossa veloce e fugace

3

Lo lascio dove è e lo immobilizzo, in modo che non si muova

4

Lo lascio dove è e lo faccio rientrare finchè non vedo più la lama

75

Multiple Choice

La distanza di sicurezza da mantenere dall'arco voltaico è di...

1

2 metri

2

40 metri

3

20 metri

4

4 metri

76

Multiple Choice

Lo stadio dell'ipotermia che si caratterizza per la scomparsa dei tremori/brividi si riferisce a quale range di temperatura...

1

15-24°

2

24-28°

3

28-32°

4

32-35°

77

Multiple Choice

Il sangue arterioso è caratterizzato da una colorazione...

1

ROSSO VIVO

2

ROSSO SCURO

78

media

Grazie per l’attenzione !

media

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Traumatologia

Dicembre 2017

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