Search Header Logo
EAS tecnologie

EAS tecnologie

Assessment

Presentation

•

Computers

•

University

•

Practice Problem

•

Easy

Created by

Gallo Pasquale

Used 1+ times

FREE Resource

13 Slides • 5 Questions

1

media

Tecnologie digitali per l’inclusione

(livello avanzato)

2

Word Cloud

Question image

Cosa sono le tecnologie per l'inclusione?

3

media
media

METODO EAS E DIDATTICA

INCLUSIVA

Un EAS è costruito su tre periodi principali: un momento
anticipatorio, cioè un compito che viene consegnato alla
classe e che può essere un video da guardare o
un’esperienza da fare solitamente in modalità flipped, da
svolgere a casa; un momento operativo in cui la classe
deve sviluppare una micro-attività individuale o di gruppo
nella quale bisogna produrre un artefatto (una mappa
concettuale, un breve video); un momento di
ristrutturazione, cioè il debriefing, ovvero una riflessione
critica sui processi attivati e che si può realizzare sia
attraverso un brainstorming, sia tramite metodologie di
analisi più strutturate. L’insegnante conclude, poi, con
una breve lezione in cui fissa i concetti-chiave e pone
ulteriori approfondimenti.

4

Multiple Choice

Question image

La prima fase dell'EAS è definita:

1

Ristrutturativa

2

Preoperatoria

3

Operatoria

5

Fill in the Blanks

La seconda fase dell'EAS è definita

6

media
media

LAVORARE CON GLI EAS

Lavorare con gli EAS vuole dire partire da
un’accurata progettazione del docente
(Lesson Plan) che proporrà agli studenti
esperienze di apprendimento situato e
significativo che dovranno concludersi con
la realizzazione di artefatti digitali
favorendo,

in

tal

modo,

sia

un’appropriazione personale dei contenuti,
sia la cooperazione e la condivisione.

7

media
media

PENSARE AI MEDIA

Appare sempre più urgente la necessità
educativa di pensare ai media digitali come
a

una

possibilità

per

iniziare

un

ripensamento

dell’essenza

stessa

dell’educare, ovvero leggerli come nuove
opportunità educative nel cui ambito la
relazionalità

e

la

cooperazione

si

coordinano con la cognizione.

8

media
media

TECNOLOGIE DI GRUPPO

L’espressione «tecnologie di gruppo» significa
che l’uso delle tecnologie può offrire nuove
possibilità di lavorare in gruppo; i giovani si
scambiano opinioni, discutono su un argomento,
cercano di orientarsi in una situazione e,
eventualmente, risolvere un problema, così come
possono anche decidere come organizzare il
lavoro del gruppo stesso. Il focus, dunque,
riguarda la gestione delle differenti interazioni in
quanto, all’inizio di un’esperienza didattica, nel
lavoro di gruppo c’è maggiore cooperazione.

9

media
media

EDUCAZIONE-MEDIA

Le tecnologie si presentano, ormai, come un
normale ambiente delle pratiche scolastiche,
diventano luogo e prolungamento della
relazione stessa. Insegnanti e alunni, infatti,
sono in grado tanto di rimanere in contatto
fuori

dall’ambiente

scolastico

grazie,

appunto, alle tecnologie, quanto costruire un
ambiente virtuale nel quale incontrarsi e
realizzare vere e proprie comunità di
apprendimento.

10

media
media

IL MICROLEARNING

Le tecnologie si presentano, ormai, come un
normale ambiente delle pratiche scolastiche,
diventano luogo e prolungamento della
relazione stessa. Insegnanti e alunni, infatti,
sono in grado tanto di rimanere in contatto
fuori

dall’ambiente

scolastico

grazie,

appunto, alle tecnologie, quanto costruire un
ambiente virtuale nel quale incontrarsi e
realizzare vere e proprie comunità di
apprendimento.

11

media
media

EAS E TECNOLOGIE

Tale metodo individua un determinato
argomento per realizzare una lezione
interattiva grazie anche alla tecnologia; si
tratta di un sapere che si organizza
progressivamente

e

in

maniera

collaborativa nel cui ambito il ruolo
dell’insegnante

diventa

quello

di

programmare e coordinare.

12

media
media
media

STRUTTURA DELL’EAS

13

Open Ended

Cosa fa il docente nella prima fase dell'EAS?

14

media
media

EAS E INCLUSIONE

Gli EAS si pongono come una sorta di mediatori
didattici nella direzione di un avvicinamento delle
pratiche attraverso le quali gli studenti nei loro
contesti informali accostano le informazioni, le
scambiano, se ne appropriano. Quando si lavora per
EAS si lascia spazio alla scoperta e al problem solving,
si ricorre al lavoro di gruppo, si organizza la classe
come un gruppo di affinità, si stimolano la produzione
e la pubblicazione di artefatti, e tutto questo
certamente trae vantaggio dalla disponibilità di
dispositivi digitali in modalità one-to-one (che
naturalizzano ancor di più dentro la scuola strumenti
con i quali i ragazzi quotidianamente gestiscono le loro
relazioni e occupano il tempo libero).

15

media
media

EAS E INCLUSIONE

Gli EAS assolvono anche al compito di organizzare
professionalmente l’attività di chi si occupa di educazione
nel senso che praticare gli EAS vuole anche dire, per il
docente, riflettere criticamente sulle proprie pratiche,
progettare, valutare e creare una relazione comunicativa
con gli alunni. In altri termini tale modello didattico,
integrando sia strumenti analogici, sia strumenti digitali
implica, da una parte una sorta di revisione delle azioni
principali delle pratiche didattiche, cioè la progettazione e
la comunicazione, poiché lavorare con gli EAS richiede una
logica di problem solving e di pensiero breve, e dall’altra
punta a una didattica inclusiva intesa, cioè, come una
didattica che scommette su quelle strategie e quei metodi
in grado di valorizzare, educativamente, il profilo personale
degli alunni.

16

media
media

EAS E INCLUSIONE

Anche se la categoria dell’inclusione è una categoria molto
ampia e adattabile a moltissimi fenomeni educativi e sociali,
ai fini della nostra riflessione è utile prendere in
considerazione due aspetti, quello sociale e l’aspetto
culturale. Per quanto concerne l’aspetto sociale esso si
declina

muovendosi

tra

due

poli,

quello

dell’autoreferenzialità e quello della prossimità, cioè
apertura e chiusura nei confronti dell’altro. Questa sorta di
dialettica è riscontrabile in molti ambiti educativi da quelli
macro, come la decisone di una scuola di relazionarsi o
meno con il territorio o con le altre scuole avvertite come
antagoniste nella pianificazione formativa, a quelli micro
come, ad esempio, un gruppo di alunni che invece di
accogliere i nuovi compagni si dimostra chiuso a qualsiasi
forma di integrazione.

17

media

https://rivistedigitali.erickson.it/pe
dagogia-piu-didattica/archivio/vol-

5-n-2/metodo-degli-eas-e-

didattica-inclusiva-nella-scuola-

delle-competenze/

18

Poll

La spiegazione del docente è stata utile

Sì

In parte

No

pattern-tertiary
media

Tecnologie digitali per l’inclusione

(livello avanzato)

Show answer

Auto Play

Slide 1 / 18

SLIDE