
Filosofia del linguaggio 13.9.2021
Authored by Alessia Bulla
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1.
MULTIPLE SELECT QUESTION
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1) Semiotica e semeiotica:
si riferiscono la prima allo studio dei segni clinici in medicina, la seconda allo studio dei segni linguistici
hanno la stessa radice e lo stesso significato
si riferiscono la prima allo studio dei segni utilizzati negli alfabeti muti, la seconda allo studio dei sintomi specifici di alcune malattie respiratorie
2.
MULTIPLE SELECT QUESTION
1 min • 1 pt
Secondo Democrito,
l’esistenza del fenomeno dell’omonimia non dimostra che i nomi sono dovuti a convenzione
se i nomi fossero dati per natura e corrispondessero all’essenza delle cose, il fenomeno della polionimia richiederebbe che la stessa cosa avesse una molteplicità di essenze, una per ciascuno dei nomi con cui è designata, e questo è impossibile
il linguaggio è il risultato di una legge di natura che prevede la corrispondenza tra il nome e la cosa
3.
MULTIPLE SELECT QUESTION
2 mins • 1 pt
Secondo Democrito la formazione del linguaggio passa attraverso diverse fasi, che sono le seguenti:
le lingue nascono al termine di un processo in cui i nomi vengono attribuiti alle cose dopo che da suoni non organizzati si è passati a suoni articolati e definiti che costituiscono le parole
da lingue esistenti da sempre derivano un insieme di suoni che dapprima sono disorganizzati e solo successivamente si definiscono nella loro identità in modo graduale;
da un accordo originatosi dall’arbitrio degli dèi si sviluppa una diversa storia culturale per ciascun popolo, e questo conduce al convenzionalismo linguistico
4.
MULTIPLE SELECT QUESTION
1 min • 1 pt
Per il mondo antico, è corretto dire che
i problemi relativi alla fonazione potevano essere affrontati e spesso risolti mediante il ricorso alla chirurgia
per gli autori medici delle opere dette ippocratiche, le difficoltà di linguaggio erano considerate e trattate come patologie, come nel caso della palatoschisi che comportava interventi di chirurgia maxillo-facciale
per i medici a cui vengono attribuite le opere dette ippocratiche, le difficoltà di linguaggio erano considerate e trattate come segni che indicano la presenza di altre patologie
5.
MULTIPLE SELECT QUESTION
2 mins • 1 pt
Per lo Pseudo-Aristotele, così come per altri autori antichi,
per comprendere la fisiologia dei disordini del linguaggio occorre concentrarsi sulla lingua
per comprendere la fisiologia dei disordini del linguaggio occorre concentrarsi sulla laringe
per comprendere la fisiologia dei disordini del linguaggio occorre concentrarsi sui polmoni
alcuni disturbi del linguaggio si devono al fatto che la lingua non è fissata alla sua base come dovrebbe, e generalmente tale connessione risulta allentata
6.
MULTIPLE SELECT QUESTION
1 min • 1 pt
Nel secondo secolo dopo Cristo, il grande medico Galeno
identifica laringe e trachea come connesse con il linguaggio
scopre che la lingua è collegata al cervello
avvia un percorso che fa sì che i medici inizino a trattano i disordini del linguaggio come patologie
7.
MULTIPLE SELECT QUESTION
1 min • 1 pt
Per gli antichi, il modo di parlare delle donne
non era considerato come sintomatico della costituzione stessa dell’essere femminile
era generalmente più corretto di quello degli uomini perché le donne avevano più tempo e modo di esercitarsi nella conversazione
era legato allo sviluppo delle corde vocali femminili, spesso meno sviluppate di quelle maschili
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