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Cene lontane

Total questions: 13

Worksheet time: 7mins

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1.

Nella frase “…i bambini non erano ammessi alla tavola dei genitori fino a che non si sapessero comportare” è sottointeso un avverbio. Quale?

a)

Bene

b)

Con educazione

c)

Male

d)

Sgarbatamente

2.

Perché secondo l’autore, era “funzionale” escludere i bambini dalla tavola dei grandi?

a)

Perché così i bambini si abituavano ad ascoltare i grandi in silenzio

b)

Perché così i bambini potevano mangiare piatti elaborati e saporiti

c)

Perché così sia i grandi sia i bambini potevano fare ciò che più piaceva loro

d)

Perché così i grandi stavano più comodi a sedere

3.

Perché il crème caramel viene definito “lussuoso”?

a)

Perché solo i bambini potevano mangiarlo

b)

Perché non sempre a fine pasto era previsto il dolce

c)

Perché è un dolce molto costoso

d)

Perché viene servito in un luogo speciale

4.

Che cosa significa la frase: "Ripensandoci, mi rendo conto di avere interpretato quelle cene appartate non come un'esclusione, ma come un'esenzione"?

a)

Che i bambini, lasciati liberi dagli obblighi degli adulti, potevano giocare insieme con spensieratezza

b)

Che mangiare da soli liberava i bambini dal mondo degli adulti, avvertito come lontano e pesante

c)

Che la cena in solitudine dava ai bambini il tempo per fare cose che non facevano mai

d)

Che i bambini lasciati soli si sentivano emarginati dagli adulti

5.

Le visite che i grandi fanno ai bambini mentre mangiano sono un po’ sbrigative. Il narratore per descriverle usa, con ironia, un linguaggio

a)

Burocratico

b)

Gastronomico

c)

Medico

d)

Filosofico

6.

La seguente frase: "Certificava, quel riverbero sonoro, la presenza rassicurante degli adulti" ha un andamento colloquiale. Riscrivila ripristinando l'ordine soggetto, verbo e complementi.

a)

Quel riverbero sonoro certificava la presenza rassicurante degli adulti.

b)

La presenza rassicurante degli adulti certificava quel riverbero sonoro.

c)

La presenza rassicurante certificava quel riverbero sonoro degli adulti.

d)

Certificava la presenza rassicurante degli alunni quel riverbero sonoro.

7.

Nelle ultime righe del testo una metafora descrive l'atmosfera percepita dal narratore in quelle cene solitarie di bambino: trascrivi le quattro parole che la compongono.

a)

Aura della grande famiglia

b)

Periferia di luce calante

c)

Lasciato nella mia periferia

d)

Addetti alla mia cura

8.

Che cosa significa l’espressione “meditabonda ignavia” che si legge alla fine del testo?

a)

Inconsapevolezza meditata

b)

Oziosità riflessiva

c)

Meditazione ignara

d)

Ignoranza media

9.

Il narratore prova:

a)

malinconia per luoghi che non può più rivedere

b)

speranza di riprovare i gusti sperimentati da bambino

c)

dolore nel ricordarsi momenti in cui si sentiva abbandonato

d)

nostalgia di un tempo spensierato che non tornerà più

10.

Il narratore ricorda quando da bambino cenava in luoghi separati rispetto a quelli degli adulti:

a)

positivamente

b)

negativamente

11.

Il narratore da bambino aveva la possibilità di vivere dei momenti di:

a)

spensieratezza

b)

imprudenza

c)

noia

d)

paura

12.

Il narratore pensava che stare a tavola con gli adulti fosse

a)

noioso

b)

piacevole

c)

faticoso

d)

rilassante

13.

Le voci dei grandi servivano solo a ricordare ai bambini la loro presenza

a)

rassicurante

b)

oppressiva

c)

protettiva

d)

pressante