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SECONDO: Politica ed organizzazione gundosa LZ

Total questions: 42

Worksheet time: 21mins

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1.

LE ESTERNALITA’ DI RETE:

a)

Si costituiscono grazie all'utilizzo della rete (web) nelle transazioni commerciali; i costi di transazione degli acquirenti e venditori si riducono a vantaggio di entrambe le categorie di soggetti.

b)

Si costituiscono quando l’attività di un soggetto risulta potenzialmente inquinante: la rete di interconnessioni che caratterizza un ecosistema viene in questi casi minacciata.

c)

Si costituiscono quando il valore di un prodotto per un consumatore dipende dal numero di altri consumatori che ne fanno uso: ognuno compra per sé il proprio bene o servizio ma così facendo crea involontariamente un beneficio per gli altri consumatori

d)

Si costituiscono quando l’utilità di un prodotto per un consumatore dipende dall'acquisto di diversi altri beni o servizi accessori che ne consentono l’utilizzo.

2.

LA POLITICA PER LA CONCORRENZA RIGUARDA TRE AREE PRINCIPALI. QUALI?

a)

L’abuso di posizione dominante, l’abuso di potere di mercato, la definizione…

b)

L’abuso di potere di mercato, le fusioni e le acquisizioni, le pratiche restrittive della concorrenza

c)

La concorrenza sleale, la protezione commerciale delle imprese nazionali, …

d)

La contendibilità del mercato, protezione del segreto industriale, …

3.

UNA POLITICA DI REGOLAMENTAZIONE DEL MERCATO PUO’ ESSERE GIUSTIFICATA IN CASO DI:

a)

Monopolio naturale

b)

Potere di mercato

c)

Asimmetrie informative

d)

Tutte le precedenti

4.

LA POLITICA PER LA CONCORRENZA RIGUARDA TRE AREE PRINCIPALI. QUALI?

a)

L’abuso di posizione dominante, l’abuso del potere di mercato e la definizione di mercato rilevante

b)

La concorrenza sleale, la protezione commerciale delle imprese nazionali, l’abuso di posizione monopolistica

c)

La contendibilità del mercato, la protezione del segreto industriale, la concorrenza tra politiche

d)

Nessuna delle precedenti

5.

SECONDO L’APPROCCIO DEI FALLIMENTI DI MERCATO:

a)

Il governo è chiamato ad intervenire nei tradizionali casi di fallimento del mercato di carattere macroeconomico (es: disoccupazione, inflazione e disequilibrio)

b)

Il governo è legittimato ad intervenire solo nei casi di fallimento di mercato

c)

Il governo non è chiamato ad intervenire nei casi in cui è palese l’incapacità dei meccanismi di mercato di condurre il sistema verso l’efficienza

d)

Il governo deve astenersi dall’intervenire nelle dinamiche economiche poiché il mercato è sempre in grado di raggiungere l’efficienza

6.

IN BASE A QUANTO DISCUSSO A LEZIONE, GLI AMBITI DI INTERVENTO DELLA POLITICA INDUSTRIALE POSSONO ESSERE LEGATI A:

a)

Correzione dei fallimenti di mercato

b)

Correzione dei fallimenti di mercato, obiettivi che vanno oltre la correzione dei fallimenti di mercato, correzione dei fallimenti di governo

c)

Correzione dei fallimenti del mercato e correzione dei fallimenti del governo

d)

Nessuna delle affermazioni precedenti è corretta

7.

QUALE DEFINIZIONE DI POLITICA INDUSTRIALE È STATA ADOTTATA DURANTE IL CORSO?

a)

Un complesso di interventi decisi, promossi e organizzati da un soggetto pubblico, aventi potere coercitivo o di indirizzo, miranti ad influenzare attraverso la (concentrazione?) dei principali strumenti finanziari del settore privato, gli effetti che i mercati finanziari internazionali esercitano sull'economia reale

b)

Un complesso di interventi decisi, promossi e organizzati da un soggetto pubblico aventi potere coercitivo o di indirizzo esclusivamente miranti a correggere i fallimenti di mercato

c)

Un complesso di interventi decisi, promossi e organizzati da un soggetto pubblico aventi potere coercitivo o di indirizzo miranti ad influenzare con strumenti di carattere macroeconomico le variabili economiche aggregate

d)

Un complesso di interventi decisi, promossi e organizzati da un soggetto pubblico avente potere coercitivo o di indirizzo mirati ad influenzare il sistema industriale di riferimento (o sue parti) secondo direzioni diverse da quanto sarebbe avvenuto in assenza di interventi stessi per perseguire finalità che il governo ritiene rilevanti

8.

LO SHERMAN ACT DEL 1890 FU UNA DELLE PRIME LEGISLAZIONI AD OCCUPARSI DELLA:

a)

Disciplina delle fusioni e acquisizione

b)

Protezione della proprietà intellettuale mediante brevetti

c)

Disciplina dei monopoli e degli accordi per la fissazione dei prezzi

d)

Promozione della concorrenza all'interno del mercato unico europeo

9.

A COSA SI RIFERISCE IL TERMINE “RENT-SEEKING”?

a)

Ai casi in cui le barriere istituzionali create da un intervento pubblico introducono la possibilità dei privati di aggiudicarsi una rendita (rent): le risorse vengono investite per accaparrarsi la rendita (“per guadagnarsi i favori della regina” e non per massimizzare la possibilità di profitto)

b)

Alla “lotta per guadagnarsi i favori della regina”: un termine in uso in Inghilterra per ricordare quanto alti siano i rischi di corruzione associati alla produzione di beni pubblici da parte del governo

c)

Ai casi in cui le barriere istituzionali create da un intervento pubblico non distorcono i meccanismi di mercato e l’intervento pubblico conduce ad un’allocazione efficiente di risorse

d)

Agli interventi di politica industriale che offrono beni pubblici a noleggio (rent) con l’obiettivo di stimolare lo sviluppo industriale e accelerare il cambiamento strutturale

10.

LE POLITICHE ANTITRUST SONO:

a)

Gli interventi di politica industriale volti al perseguimento di obiettivi strategici

b)

Solo interventi volti al conseguimento dei cartelli

c)

Gli interventi volti a garantire la concorrenzialità in un determinato mercato: in estrema sintesi gli interventi che intendono contestare gli abusi di posizione dominante e i tentativi di monopolizzazione

d)

Le politiche nazionali di consolidamento dei cartelli (trust) industriali

11.

PERCHE’ UN SEMPLICE ANNUNCIO DI UN INTERVENTO DI POLITICA INDUSTRIALE POTREBBE RISULTARE NON DESIDERABILE?

a)

Perché potrebbe innescare aspettative sulla possibilità di accaparrarsi una possibile rendita distogliendo le imprese dalle attività di profit-seeking

b)

Perché potrebbe innescare aspettative sulla possibilità di accaparrarsi un profitto distogliendo le imprese dalle regolari attività di rent-seeking

c)

Non esiste alcun motivo: un annuncio non è dannoso per le imprese e per di più non comporta alcun costo per il governo

d)

Perché potrebbe disattendere le aspettative delle imprese impegnate nelle proprie attività di rent-seeking

12.

QUAL È LA VISIONE DELL’INDIVIDUO E DELLA SOCIETA’ CHE EMERGE DALL'INDIVIDUALISMO / CONTRATTUALISMO?

a)

La società nel suo complesso può avere obiettivi propri indipendenti dal valore dei singoli individui. Il governo può quindi intervenire perseguendo un interesse collettivo che può andare oltre gli stessi interessi collettivi

b)

Agli individui dovrebbe essere permesso di seguire i propri valori e le proprie preferenze. Il governo non dovrebbe mai intervenire interferendo nelle scelte individuali

c)

Lo stato non può esistere come prodotto di volontari contratti tra individui a causa dei costi di transazione

d)

Nessuna delle precedenti

13.

COSA SI INTENDE PER INTERVENTO STRATEGICO DI POLITICA INDUSTRIALE?

a)

L’intervento del governo volto a promuovere lo sviluppo della struttura produttiva o particolari settori economici in vista di obiettivi ritenuti di interesse nazionale

b)

L’intervento del governo guidato da un approccio di tipo paternalistico

c)

L’intervento del governo volto esclusivamente alla promozione di beni e servizi

d)

L’intervento che tenta di correggere i fallimenti del mercato

14.

IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELLA RICERCA DI BASE PUÒ’ ESSERE CONSIDERATO UN INTERVENTO DI POLITICA INDUSTRIALE IN QUANTO PUÒ’:

a)

Promuovere la conoscenza come bene pubblico

b)

Promuovere l’innovazione

c)

Migliorare la competitività del sistema industriale

d)

Tutte le precedenti

15.

COSA SIGNIFICA LA FRASE “NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NON È RILEVANTE LA RAZIONALITÀ’ DELLE SINGOLE DECISIONI, MA PIUTTOSTO GIUNGERE AD UNA RAZIONALE PROCEDURA DI DECISION-MAKING?”

a)

Che nell'ambito dell’intervento pubblico l’importante non è il risultato che si raggiunge, ma avere informazioni razionali

b)

Che il problema informativo che caratterizza l’intervento pubblico deve essere affrontato a partire dalla riforma della struttura organizzativa della pubblica amministrazione

c)

Che il processo decisionale migliore è quello che avviene attraverso dinamiche concorrenziali

d)

Che i consumatori sono dotati di razionalità limitata, quindi è meglio che sia il governo a prendere le decisioni

16.

LE PRATICHE DI VALUTAZIONE DELLE POLITICHE PUBBLICHE: [CONTROLLAREEE]

a)

Possono costituire un valido strumento per migliorare il fallimento del governo

b)

Possono costituire un valido strumento per monitorare e comunicare i risultati dell’intervento pubblico

c)

Possono costituire un valido strumento per legittimare l’intervento pubblico

d)

Tutte le precedenti sono corrette

17.

QUALI SONO LE IDEE DI FONDO CHE HANNO CARATTERIZZATO IL COSIDDETTO WASHINGTON CONSENSUS?

a)

Promozione della conoscenza, politiche per la scienza e tecnologia, innovazione

b)

Protezionismo commerciale, impresa pubblica, aumento della spesa pubblica

c)

Riduzione dell’intervento pubblico nell’economia, liberalizzazione dei mercati, privatizzazione dell’attività economica

d)

Promozione delle esportazioni, sostegno a campioni nazionali, import subsitution

18.

QUALE DELLE SEGUENTI AFFERMAZIONI È CORRETTA?

a)

Nel definire cosa sia la politica industriale e perché questa sia legittimata ad intervenire, alcuni autori sostengono che esista un “conflitto” tra ciò che suggerisce il dibattito teorico dominante e le pratiche storicamente promosse

b)

Esiste un’unica definizione di politica industriale universalmente accettata da economisti e policy maker “gli interventi di politica macroeconomica che hanno un impatto sul sistema industriale di un paese”

c)

La politica industriale è una prassi consolidata promossa ai governi che è stata sempre accettata e condivisa dagli economisti poiché trova immediata giustificazione riferendosi alla teoria economica dominante

d)

La politica industriale è l’intervento di politica macroeconomica finalizzato a riprodurre gli (out come di mercato???) quando quest’ultimi non sono socialmente accettabili

19.

CHE COSA SI INTENDE CON “THE SELF-SEEKING BUREAUCRATICS APPROACH”?

a)

Si riferisce ad un approccio in cui i burocrati si percepiscono dall'interesse pubblico

b)

Si riferisce ad un approccio in cui i burocrati hanno un ga… politici, fatto che non consente loro di massimizzare il budget della propria amministrazione

c)

Si riferisce ad un approccio basato sull’assunzione che i burocrati siano budget-maximisers

d)

Nessuna delle precedenti affermazioni è corretta

20.

QUALE DELLE SEGUENTI AFFERMAZIONI È CORRETTA?

a)

La produzione ottima di beni pubblici e di esternalità positive può costituire una buona motivazione all’intervento di politica industriale da parte dei governi

b)

Le esternalità sono dei beni pubblici che vengono offerti sui mercati

c)

La produzione di esternalità pubbliche è regolata dalla domanda dei consumatori

d)

Nessuna delle precedenti è corretta

21.

IL CLAYTON ACT 1914 FU UNA DELLE PRIME LEGISLAZIONI AD OCCUPARSI:

a)

Disciplina delle fusioni e acquisizioni

b)

Protezione della proprietà intellettuale mediante brevetti

c)

Disciplina dei monopoli e accordi per la fissazione dei prezzi

d)

Promozione della concorrenza all’interno del mercato unico europeo

22.

IL SOGGETTO DI GOVERNO CHE PROMUOVE UNA DETERMINATA POLICY PUÒ’ SEMPRE ESSERE CONSIDERATO BENEVOLENTE?

a)

No, all’interno dell’amministrazione di governo (ministero, regione, agenzia, ecc) convivono ed interagiscono una pluralità di soggetti che possono decidere di non voler produrre beni pubblici e affidarsi esclusivamente al mercato

b)

Si, il soggetto di governo che promuove la policy ha un’unica funzione obiettivo: dati certi input adotta quei comportamenti che garantiscono la produzione ottima di beni pubblici

c)

No. All’interno dell’amministrazione di governo (ministero, regione, agenzia ecc…) che promuove l’intervento di policy, convivono ed interagiscono una pluralità di soggetti, ciascuno con una propria funzione obiettivo che insieme all’operare i diversi gruppi di interesse presenti nella società possono condizionare la sua “benevolenza”

d)

Si. All’interno dell’amministrazione di governo (ministero, regione, agenzia, ecc) che promuove l’intervento di policy collaborano una pluralità di soggetti tutti interessati alla promozione del bene pubblico

23.

COSA SONO I MERIT GOODS? [CONTROLLAREE]

a)

I beni che i singoli individui e la società nel suo complesso hanno dimostrato di apprezzare attraverso propri comportamenti

b)

I beni che hanno meritato l’attenzione dei produttori

c)

I beni che la società in maniera distinta dalle preferenze dei singoli consumatori, potrebbe legittimamente incoraggiare o comunque rimuovere dal dominio del mercato

d)

Nessuna delle precedenti

24.

LE POLITICHE MERCANTILISTICHE AVEVANO L’OBIETTIVO DI POTENZIARE IL COMMERCIO E LA PRODUZIONE RIVOLTA AL MERCATO. QUALI FURONO I PRINCIPALI INTERVENTI DELLO STATO IN QUESTO AMBITO?

a)

Liberazione dei mercati, riduzione della pressione fiscale per aumentare gli investimenti, privatizzazione di alcuni settori pubblici

b)

Protezionismo doganale, sostegno alle esportazioni, concessione di monopoli temporanei, imprese pubbliche, investimenti in infrastrutture e trasporti

c)

Sostegno alle importazioni, incentivi agli investimenti privati in beni pubblici, accordi bilaterali per la riduzione dell’export nazionale

d)

Incentivi agli investimenti nei paesi coloniali, liberalizzazione dei mercati, riordino dei conti pubblici

25.

FACENDO RIFERIMENTO ALL'APPROCCIO DEI GRUPPI DI INTERESSE:

a)

Lo stato è visto come un’arena in cui gruppi di interesse competono o si alleano al fine di influenzare le decisioni di policy del governo

b)

I diversi gruppi di interesse presenti nella società hanno sempre scarso successo nel contribuire alla definizione degli obiettivi di policy a causa delle difficoltà di organizzazione dell’azione collettiva

c)

Tutti i gruppi d’interesse presenti nella società hanno la stessa capacità di organizzarsi e far sentire la propria voce nella definizione dell’interesse pubblico

d)

Lo stato visto come un predatore che agisce indipendentemente e a volte contro l’interesse dei diversi gruppi sociali

26.

QUAL È IL PRINCIPALE OBIETTIVO DI UNA POLITICA DI REGOLAMENTAZIONE?

a)

Favorire una più equa distribuzione della ricchezza

b)

Correggere i fallimenti di mercato

c)

Incrementare il potere di mercato di alcune imprese

d)

Garantire la concorrenzialità in un determinato mercato

27.

QUALE IDEA STA ALL'ORIGINE DI UNA POLITICA INDUSTRIALE A SOSTEGNO DI CAMPIONI NAZIONALI?

a)

La concorrenza in un mercato è intesa come una lotta tra imprese che aspirano a diventare monopoliste

b)

Il governo prima di intervenire si affida ad agenzie specializzate che compiono indagini qualitative su specifici campioni di imprese che rappresentano l’industria nazionale

c)

La concorrenza tra paesi è intesa come una lotta tra campioni che, confrontandosi sui mercati internazionali, rappresentano l’interesse nazionale

d)

Il governo interviene a campione sulle proprie imprese al fine di ridisegnare la struttura produttiva nazionale

28.

LA PRODUZIONE PUBBLICA:

a)

E’ una buona prassi perché si contrappone alla privatizzazione che fonte di forti squilibri nella distribuzione della ricchezza

b)

E’ una prassi che si è storicamente sviluppata solo nelle economie pianificate. Riferendosi al presente ed ai i paesi occidentali, si tratta di una soluzione per definizione sconsigliabile: le produzioni pubbliche sono sempre inefficaci

c)

E’ un buono strumento di politica industriale in tutti i settori ad alto valore aggiunto

d)

Nessuna delle precedenti considerazioni è corretta

29.

JEAN BAPTISTE COLBERT (1619-1683) RICOPRI’ IN FRANCIA NUMEROSE CARICHE TRA CUI QUELLA DI MINISTRO DELLE FINANZE. QUALE FU IL RUOLO DELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA PROMOSSO DA COLBERT?

a)

Lo Stato non si poneva solo come regolatore attuatore di politiche monetarie e fiscali ma anche come istituzione necessaria rispetto ai contratti di diritto privato

b)

Colbert si impegnò in particolare su due fonti: rimise in ordine le finanze pubbliche e attuò un’ampia politica di sostegno delle produzioni manifatturiere, consolidando la reputazione delle produzioni nazionali e rendendole concorrenziali sui mercati di esportazione

c)

Lo stato si poneva principalmente come regolatore attuatore di politiche monetarie fiscali

d)

Nessuna delle precedenti è corretta

30.

QUALE PROBLEMATICA ACCOMUNA BENI PUBBLICI, ESTERNALITA’, INFORMAZIONE E MERCATI NON COMPETITIVI?

a)

Il fallimento del governo

b)

Il meccanismo di mercato non è in grado di condurre il sistema verso l’efficienza

c)

Il prezzo del bene scambiato nel mercato è troppo elevato rispetto al salario medio della forza lavoro occupata

d)

Nessuna delle precedenti

31.

A COSA SI RIFERISCE IL TERMINE FALLIMENTI DEL GOVERNO?

a)

Ai fallimenti dell’industria di proprietà pubblica

b)

All'incapacità dei governi di raggiungere gli obiettivi di policy in maniera efficace ed efficiente

c)

Al fallimento finanziario dei governi

d)

All’incapacità finanziaria del governo di produrre beni pubblici

32.

SULLA BASE DI QUALI ARGOMENTAZIONI IL GOVERNO POTREBBE NON ESSERE INTENZIONATO A PERSEGUIRE L’INTERESSE PUBBLICO?

a)

I burocrati presenti nell’apparato del governo massimizzando l’interesse individuale (come il salario, la reputazione, il potere eccetera) a scapito del risultato sociale

b)

Il governo può avere una propria funzione obiettivo che la induce ad operare in maniera autonoma e predatoria nei confronti della società

c)

L’interesse collettivo può essere sacrificato dall’attività di gruppi di pressione che condizionano a proprio vantaggio il processo di definizione degli obiettivi di policy

d)

Tutte le precedenti

33.

CHE RELAZIONE C’E’ TRA PROPRIETÀ’ (PUBBLICA/PRIVATA) ED EFFICIENZA? QUALE DELLE SEGUENTI AFFERMAZIONI È CORRETTA? [CONTROLLAREEE]

a)

In un determinato mercato ciò che veramente conta è il livello di concorrenzialità in cui opera un’impresa. Un’impresa pubblica in un settore in cui non c’è concorrenza (e/o contendibilità) può operare in maniera efficiente. Un’impresa privata in un settore scarsamente concorrenziale può risultare non efficiente

b)

In un determinato mercato l’impresa pubblica è sempre più efficiente di una privata

c)

In un determinato mercato un’impresa privata è sempre più efficiente di una pubblica

d)

Nella produzione di beni pubblici non conta il livello di controllabilità cui è soggetta un’impresa privata. Un’impresa privata nel produrre beni pubblici è difficilmente efficiente

34.

PERCHÉ’ L’INFORMAZIONE PUÒ’ COSTITUIRE CAUSA DI FALLIMENTO DEL GOVERNO?

a)

Un governo a causa della propria funzione obiettivo non è interessato a reperire le informazioni necessarie all'implementazione della policy

b)

Il soggetto di governo che promuove la policy può raccogliere le informazioni necessarie al suo intervento solo ad un costo superiore ai benefici legati all'intervento stesso

c)

Un governo nazionale è in grado di reperire e processare le informazioni necessarie

d)

Nessuna delle precedenti

35.

LE BARRIERE ALL'ENTRATA DI UN MERCATO POSSONO ESSERE PRESENTATE COME:

a)

Le condizioni che permettono alle imprese già presenti sul mercato di ottenere extraprofitti

b)

Un costo di produzione che deve essere sostenuto da un’impresa che cerca di entrare in un mercato ma non grava sulle imprese già presenti nell’industria

c)

Un vantaggio competitivo che le imprese consolidate hanno sui potenziali entranti

d)

Tutte le precedenti

36.

QUALI SONO I PRINCIPALI TIPI DI BARRIERE ALL'ENTRATA?

a)

Economia di scala di rete, vantaggi comparati assoluti, diversificazione d’impresa, i costi di aggiustamento, le barriere di scala e le barriere legali geografiche

b)

Barriere legali

c)

Economie di scala

d)

Economie di scala, vantaggio assoluto di costo, differenziazione di prodotto, costi di cambiamento, esternalità di rete, barriere legali all'entrata, barriere geografiche all'entrata

37.

IN MERITO AL RUOLO DELLA PUBBLICITÀ’, È RAGIONEVOLE SOSTENERE CHE:

a)

Gli oligopolisti hanno forte interesse ad utilizzare la pubblicità sia per aumentare la domanda totale del mercato sia per sottrarre clienti ai concorrenti

b)

Una delle principali funzioni della pubblicità è comunicare la differenziazione, convincere il consumatore che il proprio prodotto è diverso

c)

In concorrenza perfetta la pubblicità non ha ruolo. La perfetta informazione dei consumatori sulla qualità dei prodotti comporta che ogni impresa fronteggi una domanda perfettamente elastica.

d)

La pubblicità può essere uno strumento per creare artificialmente delle differenze tra i prodotti

e)

Tutte le precedenti risposte sono corrette

38.

NELLA DIFFERENZIAZIONE NATURALE DEL PRODOTTO:

a)

La differenziazione è naturalmente creata dai produttori, per esempio attraverso politiche di marketing e pubblicità

b)

La differenziazione non è creata dai produttori ma dipende dagli attributi e dalle caratteristiche naturali dei prodotti, come ad esempio il paese di provenienza

c)

La differenziazione emerge grazie alla naturale propensione degli imprenditori ad innovare, offrendo beni necessariamente diversi tra loro

d)

La differenziazione non è creata dai produttori ma emerge grazie alla naturale inclusione di servizi accessori

39.

CHE COSA SONO LE BARRIERE ALL’ENTRATA?

a)

Le condizioni che permettono alle imprese già presenti nel mercato di ottenere extra profitti grazie all'esistenza di economie di scala

b)

Le condizioni che permettono alle imprese già presenti nel mercato di ottenere extra profitti senza attrarre nuovi entranti

c)

Le condizioni che permettono alle imprese già presenti sul mercato di ottenere extra profitti nonostante l’ingresso di nuovi concorrenti nel mercato

d)

Le condizioni che non consentono ad un monopolista di ottenere extra profitti a causa della minaccia di potenziali entranti nel mercato

40.

UN BREVETTO PUÒ’ COSTITUIRE UNA BARRIERE ALL'ENTRATA IN UN MERCATO?

a)

Si, il brevetto assicura che i rivali di un’impresa non scoprano una tecnologia o un prodotto innovativo entrando così in un certo mercato

b)

Si, un’impresa dominante può brevettare per coprire le possibili varianti di un prodotto in modo da negare ai rivali l’opportunità di sviluppare invenzioni incrementali

c)

No, l’innovazione tecnologica è oggi sempre imprevedibile e il brevetto non garantisce mai il raggiungimento di una posizione monopolistica temporanea

d)

Si, la funzione principale di un brevetto è favorire lo sviluppo di esternalità di rete che limitano l’ingresso dei rivali in un mercato

41.

QUANDO SI HA UNA DIFFERENZIAZIONE STRATEGICA DI UN PRODOTTO?

a)

Quando un prodotto si differenzia a seconda del suo luogo di origine di produzione

b)

Quando dipende dagli attributi o dalle caratteristiche naturali dei prodotti

c)

Quando è basata sul riconoscimento da parte dei consumatori di un particolare marchio naturale o logo

d)

Nessuna delle precedenti è corretta

42.

QUALE FUNZIONE PUO’ AVERE LA PUBBLICITA’?

a)

Nessuna, in quanto i consumatori hanno preferenze di acquisto difficilmente modificabili

b)

Una delle principali funzioni della pubblicità è mostrare caratteristiche che accomunano i beni di produttori diversi, in modo tale da convincere il consumatore che il proprio prodotto può essere sostituito con quello della concorrenza

c)

Può essere utilizzata dalle imprese per impegnarsi in forme di concorrenza non di prezzo

d)

Tutte le precedenti risposte sono corrette