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La Grande Guerra

Total questions: 25

Worksheet time: 2hrs 5mins

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1.

Secondo Vittorio Foa, la Grande guerra

a)

Rappresenta un momento di continuità tra l'Ottocento e il secolo appena iniziato.

b)

È una svolta nella storia del mondo nel Novecento, per la rottura con il periodo precedente e l'anticipazione di fenomeni successivi.

c)

È il momento generativo di fenomeni esclusivamente negativi, come il totalitarismo nazista e comunista.

d)

Rappresenta per lo più un momento positivo, che apre alle sviluppo del Novecento: tecnologico, sociale e politico.

2.

Uno degli esiti della guerra è il sorgere di un certo tipo di regime autoritario. Qual è l'aspetto originale che lo caratterizza?

a)

Si tratta di un regime autoritario elitario, militare e clericale.

b)

Il ruolo egemonico delle aristocrazie europee, che controllano le istituzioni dello Stato liberale.

c)

L'adesione della massa: al suddito si chiede non solo obbedienza ma anche partecipazione.

d)

L'aspetto illiberale: la limitazione delle libertà civili, la cancellazione dei diritti sociali.

3.

Perchè i nuovi regimi autoritari sorti dopo la guerra sono un segno del nuovo secolo?

a)

Per l'uso della tecnologia militare, il cui sviluppo è un fenomeno importante nel Novecento.

b)

Perchè esautorano le masse dalla scena politica, operazione tipica nel corso del Novecento.

c)

Perchè attribuiscono importanza al singolo, esaltandolo col mito dell'individuo come accade nella società contemporanea.

d)

Per il ruolo che vi hanno le masse, protagoniste del Novecento.

4.

Qual è stato il primo aspetto non previsto, mostrato dalla guerra quasi immediatamente?

a)

Il fatto che si trattasse di una guerra di movimento. Tutti si aspettavano un conflitto statico.

b)

Il fatto che il conflitto si trasforma immediatamente da guerra di movimento a guerra di posizione.

c)

La superiorità di alcune potenze rispetto ad altre.

d)

La rapida soluzione del conflitto: in breve tempo tutte le potenze furono in guerra e altrettanto rapidamente la guerra si concluse.

5.

Qual è la prima conseguenza sul modo con cui si combatte, di tale aspetto imprevisto?

a)

La guerra si risolve con tattiche brillanti, gesti eroici dei soldati, assalti temerari guidati da ufficiali preparati. L'innovazione tecnologica permette di sfruttare tali elementi.

b)

La guerra non si risolve con la tattica, il coraggio e l'eroismo dei soldati. Si tenta, infruttuosamente, di sfondare la linea nemica con assalti di massa delle truppe.

c)

La guerra vede il prevalere delle armi leggere, più adatte alla conduzione delle battaglie caratterizzate da movimento.

d)

La guerra vede il prevalere di soldati specializzati, con competenze militari avanzate, funzionali alle esigenze tatticamente più complesse poste dalle nuove armi.

6.

Perché la guerra diventa "totale"?

a)

Perché attraverso le alleanze si estende su scala mondiale, e costituisce un teatro bellico totale.

b)

Perché non è breve e, perdurando, necessita di grandi risorse, quindi richiede uno sforzo da parte di tutte le componenti sociali.

c)

Perché colpisce l'animo del combattente in profondità, modificandone completamente la psicologia.

d)

Perché nella sua violenza al fronte non risparmia nessuno e provoca milioni di vittime.

7.

Quale significato hanno le parole di Luigi Einaudi "Questa guerra è una guerra di materiali e industrie"?

a)

La guerra non si combatte in realtà sui campi di battaglia, ma nelle relazioni economiche di industria e commercio.

b)

È una guerra che si combatte con le armi più sofisticate: vince chi è più avanzato dal punto di vista tecnologico.

c)

L'elemento decisivo per vincerla è la capacità costante e continua delle industrie di produrre armamenti per rifornire i fronti.

d)

È una guerra combattuta dagli operai delle industrie, che ora costituiscono la maggioranza dei soldati al fronte.

8.

Se si tratta di "una guerra di materiali e industrie" chi, oltre ai soldati, deve dare il proprio contributo per la guerra?

a)

Gli industriali, che con le loro imprese sono i protagonisti sociali della guerra: loro pagano il contributo più alto.

b)

I funzionari del governo, che devono organizzare la produzione per sostenere la guerra.

c)

Tutta la società: lo sforzo bellico si sostiene con gli operai che lavorano di più, i prestiti dei cittadini e le donne che lavorano per sostituire gli uomini impegnati al fronte.

d)

Gli operatori del commercio internazionale, il settore che provvede al fabbisogno di materiali per le industrie.

e)

Le banche e gli istituti di credito, elemento essenziale per il sistema industriale ora chiamato al grandissimo sforzo di provvedere alla produzione bellica.

9.

Qual è il ceto sociale che ha dato il maggior contributo in termini di soldati sui fronti?

a)

La classe operaia

b)

Il ceto contadino

c)

La borghesia

d)

Le aristocrazie e le elite nobiliari, animate dallo spirito nazionalistico e patriottico.

10.

Che cosa intende Foa, quando parla di "doppia forma di modernità" esibita dalla guerra?

a)

Allude alla dimensione nuova - le nuove armi - e a una già conosciuta, tipica dell'età moderna: il dominio delle classi abbienti sui ceti più umili.

b)

Allude alle conseguenze della guerra: alcune sono inedite, altre sono la ripetizione delle conseguenze delle guerre del passato.

c)

Intende riferirsi ai protagonisti della guerra: alcuni sono figli della modernità, altri sono i rappresentanti dei ceti tradizionali.

d)

Allude al fatto che tutti gli aspetti nuovi portati dalla guerra, presentano una dimensione di opportunità e progresso e una di morte e distruzione.

e)

Allude al sacrificio rischiesto dalla guerra moderna, offerto tanto dalla borghesia che dalle classi lavoratrici.

11.

Secondo Foa, il modo irrazionale di condurre la guerra da parte dei Comandi militari, sviluppa nel soldato...

a)

un'esaltazione nei confronti dei Comandi, che porta ad azioni eroiche al fronte. Frequenti sono gli episodi di emulazione.

b)

una disciplina cieca, obbedienza a ordini insensati, per assalti che conducono alla morte senza alcun effetto risolutivo. Il soldato scinde il nesso tra comprensione ed esecuzione dell'ordine.

c)

un forte sentimento di rivolta contro i comandi, che sfocia pressoché immediatamente in ammutinamenti e insubordinazioni.

d)

Non ci sono effetti particolari: tutte le guerre comportano sacrifici per i soldati e il disagio di quest'ultimi è tratto invariante dell'esperienza bellica.

12.

L'umanità e il bisogno di senso, che non trovano più spazio nel modo in cui si fa la guerra, si manifestano al fronte in altri momenti. Quali?

a)

Nel forte legame che i soldati manifestano verso le loro famiglie d'origine, testimoniato dalle lettere dal fronte.

b)

Nella solidarietà che i soldati mostrano verso i propri comandi, apprezzati per l'efficacia della guida e la comprensione verso la truppa.

c)

Negli episodi di fraternizzazione con il soldato nemico, percepito come più prossimo (per condizione e destino) rispetto ai propri Comandi.

d)

Nei momenti di svago in trincea, quando il soldato torna ad essere pienamente umano, anche grazie alle razioni di cognac e cioccolato.

13.

Per molti giovani combattenti la guerra si presenta come la modernità, ma con un duplice volto. Di quali aspetti si tratta?

a)

La possibilità di imporsi sugli altri Stati e l'alto prezzo da pagare per sostenere la guerra.

b)

La disciplina severa, ferrea dello Stato che chiama alle armi e l'umanità degli ufficiali e dei Comandi.

c)

L'occasione per il coraggio in battaglia e la tecnologia della morte (nuove armi).

d)

La scoperta del mondo e del progresso fuori dall'arretrato ambiente paesano e la tecnologia che dà la morte sui fronti.

14.

Che cosa si osserva a proposito del Comando militare supremo sia al fronte che nel Paese?

a)

Il Comando militare supremo ha un ruolo di subordine rispetto al potere politico che conserva il controllo della conduzione della guerra.

b)

Il Comando militare supremo soffre della diffidenza dell'opinione pubblica e l'efficacia della sua conduzione della guerra è costantemente messa in discussione.

c)

Il comando militare supremo assume un potere sempre maggiore: di vita e morte sui soldati, preminente rispetto al potere politico, sostenuto dal consenso dell'opinione pubblica.

d)

Il Comando militare è costretto a scendere a patti con il potere politico, per via del rafforzamento di quest'ultimo, aspetto tipico nei conflitti.

15.

Com'è percepita e quale senso assume la guerra per la classe operaia?

a)

È la presa di coscienza della propria forza: con il lavoro operaio lo Stato regge lo sforzo bellico. Terminata la guerra, lo Stato e le classi borghesi dovranno riconoscere tale contributo.

b)

È il momento del sacrificio cui non corrisponde alcun senso: si lavora di più, si riducono i diritti sindacali per alimentare la produzione e sostenere la guerra dei capitalisti.

c)

È il momento del riscatto della nazione contro le altre nazioni: gli operai sono consapevoli di contribuire con il lavoro all'affermazione della forza del proprio Paese.

d)

La classe operaia è divisa e non si registra una posizione unitaria sul significato della guerra nel movimento operaio.

16.

Da che cosa è favorita la presa di coscienza della propria identità e forza di classe da parte degli operai?

a)

Dal contributo degli operai al fronte come soldati.

b)

Dall'azione propagandistica del governo, che fa leva sull'identità di classe per aumentare la produttività.

c)

Dalla cresciuta alfabetizzazione, ormai molto diffusa anche nella classe operaia.

d)

Dalla crescita e dalla concentrazione industriale per le esigenze belliche, unite al lavoro organizzativo dei socialisti.

17.

Per quali ragioni il 1917 è considerato l'anno di svolta della guerra?

a)

Perché gli Imperi centrali si avviano alla vittoria finale.

b)

Perché le potenze dell'Intesa si avviano alla vittoria finale.

c)

Perché le rivolte dei soldati, in tutti gli eserciti, condurrano alla rapida conclusione del conflitto.

d)

Perchè entrano in guerra gli USA e la Russia esce dal conflitto.

18.

Nella descrizione che ne dà Foa, qual è l'aspetto comune tra USA e Rivoluzione russa?

a)

Entrambi sono tesi alla dominazione del mondo: con il comunismo i russi, con il capitalismo gli americani. La storia successiva lo dimostrerà.

b)

Entambi si radicano in una lunga tradizione politica, che risale alle vicende passate dei due Paesi.

c)

Entrambi propongono nuovi modelli politici: tra loro diversi, eppure uniti dalla distanza dalla concezione tradizionale europea basata su ceti, privilegi, tradizioni.

d)

Entrambi propongono l'abolizione del capitalismo e l'avvio di un mondo nuovo basato sulla condivisione delle risorse.

19.

Dove risiede, secondo Foa, l'aspetto dirompente del modello americano, la forza del "sogno americano"?

a)

Nella veneranda tradizione degli USA, che risale all'Indipendenza dall'Inghilterra.

b)

Nella forza della loro democrazia: aperta a tutti, al di là del ceti di origine, libera dai vincoli di dinastie e tradizioni, proiettata al futuro per lo sviluppo tecnologico.

c)

Nella funzione che essi attribuiscono alla ricchezza e al grande capitale.

d)

Nell'attenzione che essi mostrano all'aspetto etnico e alla sua importanza nel costituire la comunità politica: dimensione che avrà grande rilevanza nei regimi europei post-bellici.

20.

Osserva l'immagine: a che cosa si riferisce?

a)

Alla rotta seguita da Charles Lindbergh nella prima trasvolata dell'oceano Atlantico.

b)

Alle rotte dei bastimenti americani che sostenevano con derrate alimentari, materiali e armi i Paesi dell'Intesa.

c)

Alla rotta delle navi militari statunitensi, che trasferiscono le truppe in Europa dopo l'entrata in guerra.

d)

Alle rotte dei bombardieri americani che partivano alla volta dei fronti europei, dopo l'ingresso degli Usa in guerra.

21.

Riflettendo sui caratteri nuovi del Primo conflitto mondiale, quale elemento spicca maggiormente, per qualità ed estensione dei suoi effetti, rappresentando la rottura con il passato e l'apertura al futuro?

a)

Il ruolo della tecnologia in campo mlitare.

b)

Il ruolo preminente dei Comandi militari sui governi. La subordinazione del potere politico a quello militare costituirà la cifra essenziale dei regimi autoritari post-bellici.

c)

La dimensione "totale". La guerra coivolge tutti: soldati al fronte, Stato e società civile. Dopo la guerra, tutti si aspettano un mondo diverso.

d)

L'aspetto democratico che è la verà eredità della guerra: il conflitto si conclude anticipando l'epoca nuova, che conosciamo come il nostro Novecento delle democrazie.

22.

Lo Stato, durante e dopo la guerra

a)

Ha ampliato le funzioni: dirige l'economia, disciplina la popolazione, attua la propaganda.

b)

È estremamente indebolito per l'immane sforzo bellico e non può più svolgere il ruolo che occupava nella società pre-bellica, si avvia dunque al collasso.

c)

Emerge con un grande prestigio per la gestione del conflitto: la guerra prometteva la crescita; ora può intraprendere il programma di riforme senza difficoltà

d)

È sotto attacco sotto più punti di vista: politico da parte dei rivoluzionari; economico da parte dei capitalisti; culturale da parte degli intellettuali.

23.

Qual è il soggetto che trova nelle esigenze poste dalla guerra un'occasione per smentire la propria immagine tradizionale millenaria (che l'aveva relegato in un ruolo di subordine) e accelerare il processo di riconoscimento sociale e politico?

a)

La borghesia

b)

La classe operaia

c)

Il ceto contadino

d)

La donna

24.

Che cosa rappresenta la fine della guerra, in particolare per i soggetti che per la prima volta hanno svolto un ruolo fondamentale per la comunità?

a)

Il ritorno alll'ordine tradizionale, interrotto dal conflitto: governi prevalentemente liberali, la speranza delle riforme, la coscienza della riluttanza delle classi dominanti a concederle.

b)

La prospettiva e il timore di una nuova oppressione, sotto regimi autoritari di cui già si presagiva l'affermazione.

c)

La speranza di un'epoca nuova, con un modello inclusivo di partecipazione politica, frutto del pesantissimo tributo di sangue e lavoro pagato durante la guerra.

d)

La prospettiva della povertà, dovuta all'enorme impiego di risorse nel conflitto, per tutte le classi sociali, in particolari per quelle più deboli.

25.

La guerra si conclude

a)

Con lo svolgimento di battaglie decisive da parte delle potenze dell'Intesa - ora forti dell'aiuto americano - che travolgono gli eserciti di Germania e Impero austro-ungarico.

b)

Grazie all'azione diplomatica delle potenze belligeranti, che concordano gli armistizi nonostante ci siano ancora forze e risorse per proseguire.

c)

Per le insurrezioni dei soldati sui fronti, esausti dai lunghi anni di geurra, e le sommosse popolari all'interno.

d)

Per esaurimento delle forze e delle risorse degli imperi centrali, senza colpi decisivi e invasioni dei territori.