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WorksheetsQuizzone di fine anno III E
Total questions: 32
Worksheet time: 16mins
Il Principe è stato composto da Machiavelli negli anni in cui svolgeva l’incarico di segretario della Cancelleria
Vero
Falso
ll Principe appartiene al genere del trattato politico ed è dedicato a Lorenzo il Magnifico.
Vero
Falso
Con la sua opera Machiavelli intende fornire uno strumento concettuale di immediata applicabilità alla politica reale.
Vero
Falso
Il Principe mira a fornire un’immagine ideale ed esemplare del regnante, a cui consiglia di praticare tutte le lodevoli virtù.
Vero
Falso
Secondo Machiavelli la «virtù» politica coincide con la capacità di dominare la fortuna.
Vero
Falso
Qual è il giudizio sulla natura umana alla base della riflessione politica del Principe?
Gli uomini sono buoni per natura e il principe deve promuovere le loro virtù assumendo un comportamento leale.
Gli uomini sono malvagi e il principe deve adattarsi a questa situazione di fatto, anche venendo meno all’osservanza delle leggi morali, compresa la lealtà.
Gli uomini sono buoni o cattivi a seconda di come vengono governati; se il principe vuole preservarne la bontà deve essere leale.
Gli uomini sono malvagi e il principe deve cercare di mutare questa situazione assumendo un comportamento morale, basato sulla lealtà.
Machiavelli giudica negativamente l’uso degli eserciti mercenari perché
devono essere pagati anche se perdono le battaglie
con il loro passaggio provocano danni all’agricoltura.
combattono per denaro e quindi sono inaffidabili.
costituiscono una spesa troppo ingente per lo Stato.
Machiavelli inaugura il metodo della scienza politica moderna poiché
assegna un ruolo preminente alla teoria rispetto alla prassi.
le sue riflessioni si ispirano alla lettura dei testi antichi
i suoi consigli sulla politica sono precisi e infallibili
basa il suo metodo sull’osservazione diretta della realtà.
«Il principe non si curi di incorrere nella infamia di quelli vizii sanza quali e’ possa difficilmente salvare lo stato; perché, se si considererà bene tutto, si troverà qualche cosa che parrà virtù, e seguendola sarebbe la ruina sua, e qualcuna altra che parrà vizio, e seguendola ne riesce la securtà e il bene essere suo» (cap. XV).
In questo passo del Principe Machiavelli
ritiene che il principe debba mascherare i suoi vizi e fingere di possedere tutte le virtù.
afferma che ciò che è bene moralmente può essere dannoso politicamente e viceversa.
consiglia al principe di non commettere crudeltà e violenze, per non rischiare di essere odiato.
sostiene che il benessere e la sicurezza del principe derivano dallo sradicare i vizi dallo Stato.
Nel cap. XVIII Machiavelli usa la similitudine della «golpe» e del «lione»
per indicare al principe come usare l’astuzia e la violenza
per criticare alcuni comportamenti lontani dalle norme civili.
per dimostrare che la società si fonda sul rispetto e sulla solidarietà
per descrivere alcune figure negative di cortigiani corrotti.
Nell’ultimo capitolo del Principe Machiavelli
si congeda dai suoi lettori con la promessa di un’opera più ampia sull’argomento
spiega la differenza tra la repubblica e il principato
esorta un principe forte a liberare l’Italia dalla dominazione straniera
si scaglia contro la corruzione e l’avidità dei fiorentini contemporanei
I rapporti tra Machiavelli e la famiglia de’ Medici furono sempre ostili.
vero
falso
Machiavelli prende decisamente le distanze dalla figura di Cesare Borgia (il duca Valentino), che conosce durante una missione diplomatica e che considera un politico troppo audace e spregiudicato
Vero
Falso
Dopo la caduta della Repubblica fiorentina nel 1512, Machiavelli continua a esercitare i suoi incarichi politici per conto dei Medici, nuovi signori della città.
Vero
Falso
«Io ho ragionato con Filippo di questo mio opuscolo, se gli era bene darlo o non lo dare». In questo passo tratto dalla lettera a Francesco Vettori del 10 dicembre 1513 con il termine «opuscolo» Machiavelli si riferisce
a una relazione sulla sua ultima missione diplomatica.
al Principe, che ha appena concluso di scrivere.
alle Istorie fiorentine, che ha appena iniziato a scrivere.
a un’epistola indirizzata a Giuliano de’ Medici.
Nella Mandragola Machiavelli
mette in scena un mondo dominato da sentimenti nobili e disinteressati.
descrive le conseguenze tragiche dell’incapacità di tutti i personaggi di adattare il proprio comportamento al variare della fortuna
delinea un mondo fantastico, in cui si muovono creature straordinarie dotate di magici poteri
dà una veste comica alla visione pessimistica dell’uomo che esprime anche nei trattati politici.
Gli umanisti
cercano nelle biblioteche e nei conventi compendi, riassunti e compilazioni degli autori latini fissati dalla tradizione.
non hanno coscienza del distacco tra il loro mondo e il mondo antico, che assimilano alla propria visione della realtà
sentono la necessità di conoscere i testi nella forma e nella lingua originale, per cui nasce la filologia e si diffonde anche la conoscenza del greco
vedono i testi antichi come “autorità” che hanno affermato una verità assoluta e indiscutibile.
Secondo il classicismo rinascimentale
la Commedia, in cui Dante sperimenta il plurilinguismo e una grande varietà di stili, deve essere adottata come modello universalmente riconosciuto di lingua e stile
accanto ai classici latini e greci, devono essere considerati testi esemplari anche quelli in volgare, in particolare le opere di Petrarca e Boccaccio
i modelli antichi devono essere superati attraverso accostamenti inattesi e variazioni, nelle forme del comico e della parodia
i testi ritenuti “classici”, tanto in latino quanto in volgare, vanno letti e interpretati in modo simbolico e non soltanto in senso letterale.
Nel Cinquecento, l’intellettuale
in molti casi coincide con il cortigiano, le cui caratteristiche ideali sono delineate da Baldesar Castiglione nel Cortegiano.
non svolge più mansioni di tipo cancelleresco, ma si dedica solamente all’attività letteraria.
a differenza del passato, non intraprende più la carriera religiosa, perché trova nella corte maggiori garanzie, in particolare nella seconda metà del secolo.
collabora pienamente con gli uomini di governo, realizzando così uno dei più alti ideali dell’Umanesimo.
Il mecenatismo è un’istituzione tipica dell’Umanesimo, che scompare nel Rinascimento
Vero
Falso
Ne "La Mandragola" troviamo alcune influenze della novellistica, in particolare del "Decameron" di Boccaccio.
Vero
Falso
”La Mandragola” ha una struttura complessa poiché:
la trama si compone di due filoni, uno amoroso e l’altro legato alla beffa.
la trama si compone di due filoni, uno amoroso e l’ altro legato alla morte.
la trama si compone di due fiiloni, uno legato alla morte e l’ altro alla beffa.
la trama si compone di due filoni, uno amoroso e l’ altro religioso.
Che cosa sono gli "specula principis (specchi del principe)"?
Spettacoli teatrali che mettono in scena i diversi tipi di principi regnanti.
Quaderni che raccolgono le lamentele dei sudditi contro i principi regnanti.
Trattati di teoria politica molto in voga nel Medioevo e ripresi nel Quattrocento.
Ritratti letterari satirici di principi.
Nella lettera del Dicembre 1513 al Vettori, Machiavelli descrive le sue serate:
che si svolgono nell’ozio più totale, in compagnia dei volgari paesani.
che si svolgono in solitudine, riflettendo sulle proprie sventure.
che si svolgono in solitudine, studiando i classici latini.
che si svolgono con il prete del paese a discutere di elevati argomenti filosofici e morali
Per Machiavelli, la volontà e l’audacia nell’agire risultano gli unici atteggiamenti validi nei confronti della fortuna che ha un indole maschile e combattiva e quindi va battuta con audacia e con forza per sottometterla.
Vero
Falso
dal 1512 al 1527 i Medici vengono espulsi dalla città di Firenze
Vero
Falso
La teoria di Trissino e Castiglione sulla "questione della lingua prevede
una lingua di stampo "cortigiano"
una lingua nazionale basata sul fiorentino parlato
una lingua che abbia per modello la prosa di Boccaccio e la poesia di Dante
una lingua che abbia per modello la prosa di Boccaccio e la poesia di Petrarca
Il pensiero di Guicciardini si differenzia da Machiavelli per
il pessimismo di fondo che lo caratterizza
la fiducia nella storia come maestra di vita
la fiducia nel modello prospettato dai libri di Tito Livio
la preferenza per la prosa di Boccacio
La poesia del cinquecento ebbe come modello principale
il monolinguismo e monostilismo di Petrarca
Il plurilinguismo e pluristilismo di Dante
Il Dolce stil novo
Il rifiuto del classicismo
L'anticlassicismo di autori come Berni e Aretino rappresenta
un consapevole e voluto rifiuto dei valori del classicismo
l'unico mezzo di espressione di autori privi di adeguata cultura e istruzione
il rifiuto della teoria di Bambo contenuta nelle Prose della volgar lingua
l'opposizione al mecenatismo
Con la metafora del fiume e degli argini Machiavelli vuole illustrare
un altro modo per indicare le virtù della golpe e del lione
Il rapporto tra virtù e fortuna
il contrasto tra verità effettuale e immaginazione di essa
l'esperienzia delle cose moderne e la continua lezione delle antique
Secondo Machiavelli la religione
assicura la guida morale alle azioni del principe
deve essere utilizzata dal principe come instrumentum regni
aiuta l'uomo a rassegnarsi ai capricci della fortuna
è indifferente per le sorti dello Stato
