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Ripasso - 2° anno - O.U.

Total questions: 20

Worksheet time: 16mins

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1.

Perché in una soluzione, possa avvenire la CRISTALLIZZAZIONE di un soluto in una soluzione È NECESSARIO che …

a)

la soluzione sia insatura

b)

la soluzione sia satura

c)

la soluzione sia sovra satura

2.

PER SOVRASATURARE una soluzione posso …

a)

raffreddarla e aumentare la concentrazione del solvente

b)

raffreddarla e aumentare la concentrazione del soluto

c)

riscaldare e aumentare la concentrazione del solvente

3.

La cristallizzazione FINISCE nel momento in cui ...

a)

la soluzione diventa satura

b)

la soluzione diventa insatura

c)

la soluzione contiene già un grande numero di cristalli

4.

L’INNESCO della cristallizzazione può essere ACCELERATO da …

a)

decantazione della soluzione

b)

aggiunta di acidi alla soluzione

c)

agitazione della soluzione e aggiunta di cristalli di soluto

5.

La SOLUZIONE LIQUIDA che resta DOPO aver effettuato la cristallizzazione prende il nome di …

a)

acqua decristallizzata

b)

acqua madre

c)

soluzione limpida

6.

Nel CRISTALLIZZATORE A SUPERFICIE RASCHIATA lo scambiatore a superficie raschiata ha la funzione di …

a)

pulire la superficie di scambio termico da eventuali impurità presenti nella soluzione

b)

pulire la superficie di scambio termico dalle incrostazioni di bruciato

c)

pulire la superficie di scambio termico dai cristalli in formazione

7.

Oggi l’ACIDO CITRICO viene prodotto SOPRATTUTTO …

a)

sfruttando l’attività di funghi

b)

sfruttando reazioni di sostanze inorganiche

c)

sfruttando l’attività di batteri lattici

d)

estraendolo da frutti ricchi di acido citrico

8.

Con TRATTAMENTO TERMICO si intende nello specifico

a)

la cottura di un prodotto alimentare

b)

ogni riscaldamento attuato nel processo di produzione dell’alimento

c)

il trattamento fatto per controllare la flora microbica in un alimento

d)

sia i trattamenti di riscaldamento che di surgelazione o congelamento

9.

Nella messa a punto di un TRATTAMENTO TERMICO vanno sempre specificati

a)

la temperatura a cui il trattamento avviene

b)

la temperatura a cui il trattamento avviene e la durata del trattamento

10.

Per “PUNTO TERMICAMENTE SFAVORITO” si intende …

a)

il punto dell’impianto dove si hanno maggiori dispersioni di calore

b)

il punto più centrale rispetto al volume del prodotto alimentare

c)

il punto del prodotto alimentare che ha più difficoltà a raggiungere la temperatura del trattamento termico

11.

Un microrganismo che si trova in un alimento OPPONE PIÙ RESISTENZA al trattamento termico se …

a)

l’alimento è molto acido

b)

l’alimento è molto salato

c)

l’alimento è molto grasso

d)

l’alimento è molto acido e salato

12.

L’obiettivo del TRATTAMENTO TERMICO di un prodotto alimentare è …

a)

avere sempre una carica microbica finale uguale a zero

b)

abbassare il rischio di malattie a trasmissione alimentare

c)

abbassare il più possibile il rischio di malattie a trasmissione alimentare

d)

uccidere solo i microorganismi patogeni e non quelli innocui

13.

Negli impianti di pastorizzazione e sterilizzazione il SOSTATORE serve a:

a)

far sostare l’alimento in attesa dell’entrata nell’impianto

b)

far riposare l’alimento ai fini di un miglioramento del gusto

c)

sottoporre l’alimento a temperature di trattamento adeguate per il tempo necessario

14.

L’OMOGENIZZATORE rompe i globuli di grasso del latte in goccioline piccole dal momento che il latte passa attraverso

a)

un foro molto piccolo

b)

un setaccio a maglia finissima

c)

una lama ad elevata rotazione

15.

Negli impianti di pastorizzazione e sterilizzazione CON RECUPERO TERMICO parte dell’energia viene riciclata per …

a)

riscaldare e raffreddare l’alimento stesso

b)

riscaldare l’ambiente in cui è presente l’impianto

c)

alimentare un generatore di corrente

16.

Nel PASTORIZZATORE A TUNNEL PER PRODOTTI CONFEZIONATI le confezioni sono …

a)

cosparse da getti di acqua

b)

immerse in una vasca di acqua

c)

scaldate da un forno ventilato

17.

In un ESTRUSORE tra il dispositivo di alimentazione e il meccanismo di taglio finale ci sono le seguenti zone:

a)

miscelazione, alta temperatura, bassa temperatura

b)

alimentazione, alta pressione, impastamento

c)

alimentazione, impastamento, alta pressione

18.

1-      Il PRODOTTO ESTRUSO che esce dall’estrusore tende a :

a)

contrarsi (rimpicciolirsi)

b)

espandersi

19.

L’ESTRUSIONE consente:

a)

l’uso di molti macchinari per ottenere il prodotto estruso

b)

basso costo per unità di prodotto

c)

di eliminare dal prodotto eventuali metalli pesanti

20.

1-      L’estrusione A BASSA UMIDITÀ (LMEC) mi permette di ottenere:

a)

 un prodotto fibroso con struttura filamentosa

b)

un prodotto spugnoso