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Il lupo, un animale da "favola"

Total questions: 5

Worksheet time: 24mins

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1-5.

La favola del lupo “cattivo”.

Nonostante l’avanzamento delle conoscenze scientifiche, l’immagine antica del lupo affamato e aggressivo, terrore dei nostri boschi, frutto di favole e leggende, continua a permeare la cultura di un numero importante di persone.

La paura del lupo è fondamentalmente dovuta alla mancanza di conoscenza delle (5) sue abitudini comportamentali e del suo modo di vivere. Probabilmente pesano anche episodi in cui il predatore, entrando nelle recinzioni incustodite, causa il panico tra gli animali d’allevamento con la conseguente morte di un numero di esemplari superiore a quelli direttamente predati per le sue esigenze alimentari.

Il lupo non è un animale “cattivo”. Non esistono animali “cattivi” in natura. Si tratta di (10) terminologie umane che vengono attribuite a specie che semplicemente vivono con i loro comportamenti tipici

1.

Qual è il motivo fondamentale per cui il lupo viene definito cattivo (riga 1)?

a)

Perché si aggira per i boschi.

b)

Perché mangia la carne

c)

Perché ha sempre fame

d)

Perché aggredisce e uccide

2.

Che cosa è «frutto di favole e leggende» (righe 2-3)?

a)

L’idea che il lupo viva nei boschi.

b)

L’idea che il lupo uccida per sfamarsi

c)

L’idea che il lupo sia cattivo

d)

L’idea che il lupo uccida per divertimento.

3.

Indica con una crocetta quale delle seguenti frasi riassume questa idea: «Nonostante l’avanzamento delle conoscenze scientifiche, l’immagine antica del lupo affamato e aggressivo… continua a permeare la cultura di un numero importante di persone» (righe 1-4).

a)

Le ricerche degli studiosi dimostrano che il lupo continua a essere lo stesso animale aggressivo e pericoloso dei tempi antichi

b)

Ai giorni nostri molte persone continuano a pensare che il lupo sia un animale cattivo nonostante gli studi scientifici dimostrino il contrario

c)

Numerose persone evitano di passeggiare nei boschi perché temono di incontrare un lupo

d)

Le ricerche scientifiche provano che il lupo non è pericoloso e molte persone credono che questo sia vero

4.

«Non esistono animali “cattivi” in natura. Si tratta di terminologie umane che vengono attribuite a specie che semplicemente vivono con i loro comportamenti tipici» (righe 9-11). Con questa frase l’autore del testo sostiene che:

a)

è vero che gli animali per natura sono buoni e sono gli esseri umani a renderli cattivi.

b)

è giusto che gli esseri umani si comportino con cattiveria con gli animali pericolosi.

c)

è normale che gli animali diventino cattivi quando gli esseri umani provano a addomesticarli

d)

è sbagliato giudicare gli animali attribuendo loro vizi e virtù propri della specie umana.

5.

Cerca nella riga 4 e trascrivi l'espressione esatta che indica la causa per cui le persone temono il lupo.

(a)  

6.

La favola del lupo “volante”.

Il successo del lupo è comunque solo ed esclusivamente frutto di dinamiche naturali della specie, infatti nessun ripopolamento è stato mai messo in atto in Italia e in Europa, ovvero non è mai stato realizzato da nessuna organizzazione o istituzione un progetto per catturare e riportare i lupi in natura. È sconfortante vedere come dopo quarant’anni siano ancora vive leggende assurde che raccontano di lupi reintrodotti e liberati, lanciati con il paracadute.

Negli anni Settanta, il Wwf Italia lanciò l’Operazione san Francesco per promuovere il valore e l’importanza di una specie come il lupo che, in quegli anni, veniva considerato per legge specie “nociva”.

Il lavoro del Wwf coinvolse alcuni dei migliori studiosi del lupo a livello internazionale e, per la prima volta nel nostro Paese, alcuni esemplari di lupo furono muniti di radio-collare per seguirne gli spostamenti. Ciò permise di dare un’immagine reale della vita di questo splendido animale e al contempo venne realizzato il primo calcolo approssimativo della popolazione italiana di lupi: appena cento esemplari! Nel frattempo, nel 1971 si riuscì finalmente a ottenere la normativa che collocava il lupo tra le specie protette, poi implementato nel 1992 con l’attuale legge in materia venatoria che riconosce al lupo la posizione di “specie particolarmente protetta”.

6.

Quale organizzazione internazionale si occupa da decenni della protezione del lupo?

(a)  

7.

Come i ricercatori sono riusciti a dare una «visione reale» della vita del lupo?

a)

Contando il numero di lupi sul territorio italiano

b)

Tracciando i movimenti di alcuni lupi tramite radio-collari

c)

Organizzando incontri per discutere delle abitudini del lupo

d)

Chiedendo agli Stati di finanziare progetti di ricerca sul lupo

8-9.

La favola del lupo “nocivo”.

(30) Spesso il mondo della caccia è contrario alla presenza del lupo perché lo ritiene in competizione per la selvaggina, trascurando il fondamentale ruolo ecologico che l’azione di predazione esercita sulla fauna selvatica con effetti positivi sulle popolazioni di ungulati (per esempio i cinghiali) e, di conseguenza, per gli agricoltori e l’ambiente forestale. Ancora oggi vengono compiuti atti di barbarie come il

(35) bracconaggio con lacci, veleno e armi da fuoco, che continuano a provocare centinaia di vittime ogni anno. Si tratta di azioni incivili, nei confronti di una specie protetta da leggi nazionali e direttive comunitarie, che un Paese moderno non può tollerare.

8.

Riguardo al rapporto difficile tra uomo e lupo, quali informazioni sono presenti alle righe 29-37?

a)

I lupi cacciano la fauna selvatica.

b)

I lupi non attaccano mai l’uomo

c)

I lupi muoiono a causa dei bracconieri.

d)

I lupi uccidono i cinghiali per procurarsi cibo

e)

I lupi sono meno pericolosi dei cani randagi

9.

Su quali due spazi naturali e antropizzati il lupo esercita un «fondamentale ruolo ecologico» (riga 31) cacciando, per esempio, i cinghiali?

(a)  

10-11.

l lupo in Italia: dove? La sua presenza in Italia interessa praticamente l’intera penisola, dalla Calabria alle Alpi, comprese le zone separate dalla dorsale appenninica principale (Toscana, Lazio e Puglia). Recentemente un branco si è stabilito sui monti Lessini e la coppia riproduttiva risulta formata da una lupa originaria dell’Appennino e un maschio proveniente dai Balcani. Complessivamente, circa il 30 per cento del territorio nazionale potrebbe vedere la presenza (stabile o occasionale) del lupo.

Adatt. da Cattivo a chi?, Dossier Wwf 2016

10.

Con l’affermazione «Recentemente un branco si è stabilito sui monti Lessini» (righe 40-41) a quale periodo si riferisce l’autore del testo?

a)

Ai mesi che precedono il 2017.

b)

Agli anni successivi al 2000

c)

Agli anni che precedono il 2016.

d)

Agli anni successivi al 2016

11.

In quale percentuale di territorio italiano potrebbe essere presente il lupo in futuro?

(a)