WorksheetsDomande su Cartesio e il Razionalismo
Total questions: 32
Worksheet time: 1hrs 24mins
Cosa ci garantisce che la realtà che viviamo non sia un’illusione?
Se fossimo cervelli in una vasca, come potremmo scoprirlo?
Quali implicazioni morali o esistenziali potrebbe avere questa ipotesi?
Perché Cartesio dubita delle conoscenze sensibili?
Le conoscenze matematiche sono una fonte certa di conoscenza o anche di esse è possibile dubitare? Perché?
È possibile dubitare di tutto o c’è qualcosa di cui ho certezza?
Sintetizza il percorso metodologico compiuto da Cartesio per giungere all’io penso. Il primo punto è già dato, gli altri aggiungili tu.
Esiste il mondo fuori di me?
Sì, esiste un mondo fuori di me
No, non esiste un mondo fuori di me
Da dove derivano le idee fattizie?
Delle idee fattizie sono io la causa
Derivano dagli oggetti esterni
Non derivano da me
Da dove derivano le idee avventizie?
Dagli oggetti esterni
Dalla mia mente
Dalla logica
Da dove derivano le idee innate?
Non da me
Da me
Dagli oggetti esterni
Tuttavia: non sono ancora sicuro che esista effettivamente una realtà esterna (se fosse tutto un parto della mia mente?)
Da dove derivano le idee innate?
Quale? L’idea di Dio
Perché l’idea di Dio non deriva da me?
Ma: tale idea non può essere stata prodotta da me stesso
Perché: io sono un essere finito e in quanto tale non posso essere causa di effetti infiniti; infatti, l’idea di infinito deve avere come sua causa un essere infinito.
Allora: deve averla posta in me un essere infinito realmente esistente
Quindi: Dio esiste ed è la causa della sua rappresentazione nella mia mente
Se: se Dio è perfetto non può ingannarmi
Allora: ciò che appare evidente alla mia mente → deve essere anche vero, ossia realmente esistente.
Quindi: esiste un mondo di corpi corrispondenti alle rappresentazioni che io ne ho.
Ora so che: esistono le cose corrispondenti alle idee
Quindi: la sostanza è duplice: Res cogitansRes extensa
Premessa 1: tutti i pensieri, i desideri, le volizioni ecc. sono parti (modi) della sostanza pensante; tutti i corpi invece sono parti (modi) della sostanza estesa.
Premessa 2: ogni parte “eredita” tutte le caratteristiche della sostanza a cui appartiene
Conclusione: ogni pensiero è incorporeo, inesteso, consapevole e libero e viceversa ogni corpo è esteso (spazializzato), privo di consapevolezza, determinato in modo meccanico.
L’uomo è costituito allo stesso tempo di due sostanze: è sia pensiero (anima, mente; cioè parte della res cogitans) → produce libere rappresentazioni che corpo (cioè parte della res extensa) → è in relazione meccanica con gli altri corpi
Domanda: come è possibile l’azione dell’anima sul corpo e viceversa?
Risposta: grazie alla “ghiandola pineale” (ipofisi)
Passione (determinata, automatica) = quando il corpo agisce sull’anima
Volontà (libera) = capacità dell’anima di agire sul corpo
