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Fuga dalla caverna di Platone

Total questions: 10

Worksheet time: 5mins

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1.
Inizia un nuovo giorno e tu riapri gli occhi, come ogni mattina. Ma non sei nel tuo letto! Ti trovi a terra in una caverna… Un momento: sembrerebbe proprio la caverna descritta da Platone! Come sei finito/a qui? Non era soltanto un mito? Certo, ora ricordi, è raccontato nell’opera di Platone intitolata:
a)
Repubblica.
b)
Simposio.
c)
Fedone.
d)
Timeo.
2.
Sei bloccato/a da pesanti catene, che ti impediscono di alzarti e di voltare la testa. Percepisci che ci sono altre persone, incatenate al tuo fianco, ma non riesci a vederle. Siete tutti rivolti nella stessa direzione, verso una parete della grotta. Davanti a te, sul muro, vedi alcune figure che si muovono… Chiedi a uno degli altri prigionieri che cosa sono, e lui risponde:
a)
«Quello è un albero! Gli alberi sono fatti così, non lo sai? Quell’altra figura è un cane, non lo riconosci?»
b)
«Io non vedo niente, è completamente buio qui!»
c)
«Non posso rispondere: io so di non sapere»
d)
«Quelle figure sono soltanto ombre»
3.
La risposta che ti ha dato il tuo compagno di prigionia non ti soddisfa… C’è qualcosa di strano qui. Provi con forza a liberarti dalle catene e, dopo qualche tentativo, riesci finalmente a romperle! Ora puoi alzarti! Ti giri per vedere che cosa c’è dietro di te:
a)
il bagliore della luce di un fuoco quasi ti acceca e per un attimo vedi tutto in modo confuso.
b)
immediatamente vedi con chiarezza le statuette di un albero e di un cane; capisci subito che le figure che hai visto prima sulla parete erano soltanto ombre!
c)
qualcuno ti blocca e cerca di incatenarti nuovamente al tuo posto!
d)
alle tue spalle brilla la luce del sole attraverso l’entrata della caverna.
4.
A poco a poco, i tuoi occhi si abituano alla luce… Dietro i prigionieri c’è un muretto e al di là di esso è acceso un fuoco. Alcuni uomini, nascosti dietro il muro, muovono al di sopra del bordo le statuette di un albero e di un cane. Adesso è tutto più chiaro:
a)
le immagini che hai visto sulla parete erano soltanto le ombre di queste statuette.
b)
queste statuette sono le idee platoniche!
c)
gli uomini che muovono le statuette sono i politici, che Platone disprezza perché ingannano gli altri esseri umani tenendoli prigionieri!
d)
gli esseri umani credono di conoscere la realtà che li circonda, ma questa è solo un inganno! È impossibile giungere alla conoscenza della verità!
5.
Ora che sei libero/a di muoverti, puoi guardare bene che cosa succede nella caverna e rifletti meglio… Anche le statuette dell’albero e del cane non sono un "vero albero" e un "vero cane", ma soltanto una loro riproduzione. Conoscere le ombre o le statuette delle cose, non è una forma di sapere certo e completo! Secondo Platone, corrisponde alla conoscenza che possiamo avere degli oggetti sensibili, che egli definiva:
a)
opinione, cioè un sapere imperfetto e mutevole.
b)
scienza, un sapere stabile, perché si basa sui dati che arrivano dai sensi.
c)
congettura, pura immaginazione.
d)
ragione scientifica o matematica.
6.
Ti decidi a uscire dalla caverna: il mondo reale è là fuori! Cammini verso l’apertura della grotta… a poco a poco che ti avvicini all’uscita, la luce dall’esterno si fa sempre più forte! Con un ultimo passo, finalmente sei fuori! I tuoi occhi, però, non sono abituati a tutta quella luce: per il momento non vedi bene le cose intorno a te, ne intuisci soltanto i contorni. Ci vorrà un po’ di tempo prima che tu riesca a vedere con chiarezza. Ecco perché Platone sosteneva che il cammino per giungere alla conoscenza dalla Verità fosse lungo e difficile! Per questo motivo, nella "Repubblica", egli scrive che la formazione dei filosofi deve durare:
a)
fino ai trentacinque anni di età.
b)
fino ai trent’anni di età.
c)
fino ai cinquant’anni anni di età.
d)
dai diciotto anni di età, fino ai venti.
7.
Queste parole significano che, secondo Platone:
a)
è possibile conoscere le idee perché l’anima immortale le ha già contemplate nell’iperuranio, prima di incarnarsi.
b)
è possibile conoscere le idee soltanto grazie all’insegnamento di un maestro.
c)
soltanto chi è coraggioso può apprendere.
d)
non è possibile conoscere davvero le idee, ma non bisogna comunque stancarsi di cercare la verità.
8.
Guardi tutto ciò che ti circonda. I prati, gli animali, il cielo… La luce non ti dà più alcun fastidio. Anzi: rivolgi lo sguardo in alto, verso il sole. Da esso proviene l’energia che permette a ogni altra cosa di vivere; da esso proviene la luce che ti consente di vedere in maniera distinta tutte le altre cose. Nel racconto di Platone, infatti, il sole rappresenta l’idea del Bene, la più importante di tutte, verso la quale l’anima umana è trascinata:
a)
dalla sua parte razionale, che presiede al compito della conoscenza.
b)
dalla sua parte concupiscibile, che è la sfera degli istinti e delle pulsioni.
c)
dalla sua parte irascibile, che è la sfera delle passioni più nobili.
d)
dall’amore per le cose sensibili.
9.
Ora che hai guardato verso il sole la tua conoscenza è completa. Ripensi ai prigionieri che si trovano ancora incatenati nella caverna, convinti che le ombre che vedono sulla parete della grotta siano la realtà. Che sciocchi! Che cosa puoi fare per loro? Sei un po’ combattuto/a…: non hai molta voglia di tornare lì dentro per cercare di convincerli a liberarsi… Che cosa ti direbbe di fare Platone?
a)
«Chi ha raggiunto la conoscenza filosofica delle idee ha il dovere morale di guidare anche gli altri uomini verso la Verità e verso il Bene. È il compito dei filosofi!».
b)
«È impossibile convincere gli uomini ignoranti ad ampliare la loro conoscenza. Lascia perdere!».
c)
«Il compito di liberare gli uomini dall’ignoranza non spetta a te, né ai sapienti e ai filosofi: devono pensarci i politici».
d)
«Ora che hai contemplato il Bene devi isolarti e dedicarti unicamente allo studio e alla conoscenza».
10.
Ti sei convinto/a: devi tornare nella caverna e provare a liberare gli altri prigionieri. Rientri nella grotta e ti avvolge il buio. Non se più abituato/a a questa oscurità. Procedi lentamente, ogni tanto inciampi. I prigionieri incatenati ti sentono e cominciano a prenderti in giro: «Che c’è? Non vedi?». Provi a dire loro che quelle che si muovono sulla parete sono soltanto ombre, che fuori dalla caverna c’è la vera realtà, ma nessuno ti crede. Urlano: «Sei completamente pazzo/a! Una persona come te è pericolosa per la società!» Ti viene in mente quello che è successo a Socrate, condannato addirittura a morte a causa dei suoi insegnamenti. Come ha reagito il grande filosofo di fronte alla condanna?
a)
Ha accettato la decisione degli ateniesi, scegliendo di non trasgredire alle leggi della sua città.
b)
Ha chiesto al suo amico Critone di organizzare una fuga dal carcere.
c)
Ha implorato i giudici di condannarlo all’esilio, perché come tutti gli uomini aveva paura di morire.
d)
È morto provando un’immensa angoscia e disperazione.