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PICCIONE QUIZ 60 domande

Total questions: 60

Worksheet time: 5hrs 0mins

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1.

ai sensi della L 157/92 il piccione di città è specie cacciabile?

a)

b)

no

c)

solo in alcuni periodi dell'anno

2.

che cosa significa fauna sinantropica?

a)

animali che vivono in vicinanza con l’uomo

b)

animali che sfuggono dalla vicinanza con l’uomo

c)

fauna rara

3.

quale specie è simile al piccione di città?

a)

tordo bottaccio

b)

tortora selvatica

c)

cornacchia grigia

4.

esiste un potenziale rischio di trasmissione di patologie da parte negli allevamenti?

a)

nessun rischio perché il piccione di città non trasmette patologie

b)

c)

no, perché i piccioni di città non sono presenti negli allevamenti

5.

la cattura con gabbie-trappole del piccione di città è utilizzabile:

a)

solo in ambito rurale

b)

solo in ambito urbano

c)

sia in ambito urbano sia in ambito rurale

6.

che cosa stabilisce la sentenza n. 2598 del 26 gennaio 2004 della Sezione III penale della Corte di Cassazione in merito al piccione di città?

a)

che il piccione di città va considerato animale selvatico in quanto vivente in stato di naturale libertà

b)

che il piccione di città appartiene alle specie domestiche o addomesticate

c)

che il piccione di città è specie protetta ma cacciabile in determinati periodi

7.

la legge 11 febbraio 1992 n. 157 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per l’esercizio dell’attività venatoria” , al comma 2 dell’art. 19 dà facoltà alle Regioni di operare il controllo della fauna selvatica, anche al fine di :

a)

tutelare le produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche

b)

diminuire le popolazioni di piccione di città sul territorio delle regioni

c)

consentire la caccia al piccione di città in determinati periodi

8.

qual'è una delle criticità più frequentemente attribuita al piccione di città in ambito urbano?

a)

compromissione del patrimonio storico-artistico a causa della trasmissione di malattie

b)

compromissione del patrimonio storico-artistico a causa delle deiezioni acide

c)

danni alle colture agricole in primavera-estate

9.

le deiezione del piccione di città causano danni ai monumenti cittadini?

a)

sì, perché sono acide e corrodono la pietra calcarea dei monumenti cittadini

b)

no, le deiezioni dei piccione di città non hanno alcun effetto sui monumenti cittadini

c)

sì, ma a esclusione dei monumenti costituiti da pietra calcarea

10.

I piccioni di città sono ospiti di patogeni?

a)

I piccioni di città non ospitano patogeni trasmissibili

b)

I piccioni di città possono ospitare patogeni di varia natura ma non trasmissibili mediante vettori (zanzare, zecche, pulci).

c)

I piccioni di città possono patogeni di varia natura trasmissibili per via aerea, feco-orale, alimentare o mediante vettori (zanzare, zecche, pulci).

11.

il piccione di città costituisce una minaccia per il piccione selvatico Columba livia?

a)

il piccione di città costituisce minaccia perché sottrae spazio ai nidi di piccione selvatico Columba livia

b)

il piccione di città costituisce una minaccia perché può ibridarsi con il piccione selvatico e produrre prole fertile con conseguente compromissione del pool genico della specie originaria

c)

il piccione di città non costituisce minaccia per la biodiversità a carico del piccione selvatico Columba livia perchè non può ibridarsi e produrre prole fertile

12.

il piccione di città può competere per i siti riproduttivi urbani con altre specie selvatiche sinantropiche?

a)

sì, può competere con taccole (Corvus monedula), rondoni (Apus apus) e pipistrelli.

b)

no, non compete con altre specie selvatiche sinantropiche.

c)

sì, può competere solo con le taccole (Corvus monedula)

13.

quali danni causa il piccione di città in agricoltura?

a)

danneggia alcune coltivazioni agrarie durante le fasi di semina e maturazione, ma non gli allevamenti di bestiame

b)

danneggia alcune coltivazioni agrarie durante le fasi di semina e maturazione, oltre che gli allevamenti di bestiame

c)

non danneggia le coltivazioni agrarie quali cereali ma rappresenta una criticità unicamente per gli allevamenti di bestiame

14.

quale tipo di danno possono arrecare i piccioni di città all'interno di aree aeroportuali?

a)

non arrecano danni all'interno di aree aeroportuali

b)

possono impattare con gli aeromobili nelle fasi di decollo e di atterraggio

c)

possono impattare con gli aeromobili solo in fase di decollo

15.

quante volte l'anno può riprodursi in situazioni ambientali ottimali una coppia di piccioni di città?

a)

fino a 4 volte all’anno con punte di 9 covate annue

b)

fino 12 volte all’anno con punte di 20 covate annue

c)

al massimo 2 volte all’anno

16.

il piccione di città :

a)

è dotato solo di spiccate doti di adattabilità ma non di una notevole mobilità

b)

è dotato di notevole mobilità unita a spiccate doti di adattabilità

c)

è una specie poco mobile e poco adattabile

17.

quali sono gli indici di consistenza urbana del piccione di città che evidenziano la necessità di attuazione di interventi limitativi?

a)

300-400 individui/kmq ed oltre

b)

50 individui/kmq al massimo

c)

25 individui/kmq al massimo

18.

Negli ambiti urbani gli obiettivi perseguiti dal piano sono

a)

l’eliminazione di possibili danni alle colture

b)

l’eliminazione di possibili veicoli di diffusione di patologie interspecifiche che possono interessare l’uomo (aspetto sanitario)

c)

il piano di controllo non è applicabile in ambito urbano

19.

La limitazione dei danni arrecati dal piccione di città nei contesti urbani compete a:

a)

Amministrazioni comunali

b)

unicamente a Regione Lombardia

c)

unicamente alle Province

20.

qual' è una delle finalità del piano di controllo del piccione di città in ambito rurale?

a)

la riduzione delle popolazioni in quanto minacciano la biodiversità

b)

la riduzione dell’impatto sulle colture agricole passibili di asporto e alle strutture di allevamento e di stoccaggio

c)

la riduzione dell'impatto sui monumenti cittadini

21.

il piano di controllo può interessare anche siti industriali e/o artigianali anche dismessi o depositi di materiali industriali?

a)

b)

no

c)

il piano di controllo può interessare unicamente aree rurali, perché è dove si verificano i maggiori danni

22.

quali sono le modalità con cui si attuano i piani di controllo?

a)

mediante interventi non selettivi per ottenere un'efficacia d'azione migliore

b)

mediante interventi che rispondono a requisiti di massima selettività ed efficacia d'azione

c)

mediante interventi che rispondono a requisiti di massima selettività ed efficacia d'azione, ma solo in ambito urbano

23.

il piano di controllo può essere attuato:

a)

solo nelle aree Natura 2000 per contrastare la minaccia alla biodiversità

b)

solo sul territorio a caccia programmata

c)

anche negli istituti a gestione privata (aziende faunistico venatorie) e negli istituti venatori di protezione (ZRC/ZRA)

24.

quando si effettuano preferenzialmente le catture e gli abbattimenti del piccione di città con finalità di limitazione dei danni alle colture?

a)

nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 settembre di ogni anno.

b)

nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 28 febbraio di ogni anno.

c)

tutto l'anno

25.

Gli interventi di controllo svolti in contesto di aree urbane/urbanizzate o siti industriali possono essere effettuati:

a)

solo nel periodo tardo autunnale e invernale.

b)

durante tutto l’anno privilegiando il periodo tardo autunnale e invernale.

c)

durante tutto l’anno privilegiando il periodo primaverile - estivo

26.

quale di questi è un metodo ecologico di prevenzione incruenta?

a)

l’impiego di sagome dissuasive di varia forma (palloni Predator di colori vari e simili)

b)

la carabina ad aria compressa

c)

la gabbia-trappola letter box

27.

Gli interventi di controllo possono essere effettuati da:

a)

Polizia provinciale e polizia di Città Metropolitana di Milano

b)

unicamente dalla Polizia di Città Metropolitana di Milano

c)

unicamente dai cacciatori

28.

Le Guardie Venatorie Volontarie (GVV) delle Provincie e di Città Metropolitana di Milano e delle Associazioni venatorie (AAVV):

a)

possono effettuare gli interventi di controllo solo nelle aziende faunistiche

b)

non possono mai effettuare gli interventi di controllo

c)

possono effettuare gli interventi di controllo

29.

i proprietari e conduttori dei fondi possono effettuare gli interventi di controllo

a)

possono effettuare gli interventi di controllo

b)

non possono mai effettuare gli interventi di controllo

c)

solo in ambito urbano

30.

i cacciatori possono effettuare il controllo del piccione di città:

a)

indipendentemente dall'Ambito territoriale o dal Comprensorio Alpino in cui risultano iscritti

b)

solo nell'ambito territoriale o nel Comprensorio Alpino in cui risultano iscritti

c)

i cacciatori non possono mai effettuare il controllo

31.

si stima che una coppia di piccioni di città produca in media

a)

3-4,5 nuovi nati all’anno

b)

10 nuovi nati all’anno

c)

2 nuovi nati all’anno

32.

gli operatori demandati al controllo del piccione di città

a)

devono aver frequentato specifici corsi di formazione conformi a programmi predisposti da ISPRA con una prova di abilitazione

b)

devono aver frequentato specifici corsi di formazione conformi a programmi predisposti da ISPRA senza una prova di abilitazione

c)

devono unicamente fare richiesta di autorizzazione alla Polizia, ma non necessitano della frequenza a specifici corsi di formazione né di superare una prova di abilitazione

33.

i proprietari o conduttori dei terreni, se utilizzano gabbie-trappola:

a)

devono avere la licenza di caccia

b)

non devono avere la licenza di caccia

c)

non possono utilizzare gabbie-trappola

34.

quale tra questi è uno dei principali strumenti operativi per il controllo dei piccioni di città in ambito urbano?

a)

Reti o gabbie-trappola selettive di cattura in vivo attivate con esca alimentare

b)

Reti o gabbie-trappola non selettive di cattura in vivo

c)

sterilizzazione controllata

35.

quale tra questi è uno dei principali strumenti operativi per il controllo dei piccioni di città in ambito urbano?

a)

carabina ad aria compressa di potenza superiore a 7,5 Joule dotata di ottica su calibro non inferiore a 6,35 mm per i soli componenti del Corpo di Polizia Provinciale.

b)

carabina ad aria compressa di potenza superiore a 7,5 Joule dotata di ottica su calibro non inferiore a 6,35 mm per tutti gli operatori

c)

fucile con canna ad anima liscia di calibro non superiore al 12

36.

quale tra questi è uno dei principali strumenti operativi per il controllo dei piccioni di città in ambito rurale:

a)

fucile con canna ad anima liscia di calibro non superiore al 12

b)

fucile con canna ad anima liscia di calibro non superiore al 20

c)

carabina

37.

La Polizia Provinciale/metropolitana può avvalersi:

a)

degli operatori muniti della specifica abilitazione prevista dall’art. 41 della l.r. 26/1993

b)

non può avvalersi degli operatori abilitati ai sensi dell’art. 41 della l.r. 26/1993

c)

può avvalersi dei cacciatori anche se non abilitati ai sensi dell’art. 41 della l.r. 26/1993

38.

Le carcasse dei piccioni di città:

a)

sono smaltite conformemente al Regolamento (CE) 1069/2009 e alla DGR 1389 del 2019

b)

sono smaltite unicamente dal cacciatore

c)

devono essere sempre infossate.

39.

Qualora, in casi eccezionali, non sia possibile recuperare le carcasse dei piccioni di città abbattuti

a)

le carcasse potranno essere lasciate in loco così come previsto dal Regolamento (CE) n. 1069/2009 all’art. 2, comma 2, lett. a) e b)

b)

le carcasse dovranno comunque essere recuperate e inviate allo smaltimento

c)

le carcasse dovranno essere comunque infossate

40.

Nelle aree naturali protette di cui alla legge n. 394/91 e alla l.r. n. 86/83, il controllo della fauna selvatica compete

a)

all’ente gestore dell'area naturale protette

b)

alla Regione

c)

alla polizia provinciale e della città metropolitana

41.

Gli enti gestori per l’attuazione del controllo possono avvalersi, oltre che di proprio personale d’istituto:

a)

anche di operatori, di ditte specializzate o di proprietari e conduttori delle aziende agricole opportunamente formati a cura dell’ente gestore

b)

solo di operatori opportunamente formati a cura dell’ente gestore

c)

solo di proprietari e conduttori delle aziende agricole opportunamente formati a cura dell’ente gestore

42.

Nei siti Natura 2000, il controllo della fauna selvatica compete

a)

all'ente gestore del sito Natura 2000

b)

alla Regione

c)

ai Carabinieri forestali

43.

Nelle attività di controllo, le munizioni contenenti piombo

a)

possono essere utilizzate su tutto il territorio lombardo

b)

sono vietate nelle zone umide ricadenti nei siti di interesse comunitario (SIC) o in zone di protezione speciale
(ZPS)

c)

possono essere utilizzate solo dalla Polizia provinciale

44.

La legge nazionale 11 febbraio 1992 n. 157 dà facoltà alle Regioni di operare il controllo della fauna selvatica:

a)

per la tutela della pubblica incolumità e della sicurezza stradale

b)

solo per la tutela delle produzioni agricole

c)

solo per la tutela della sanità pubblica

45.

Reti di protezione fanno parte degli interventi per la difesa di frutteti, vigneti e colture orticole specializzate?

a)

b)

no perché sono vietate

c)

sì ma solo per i vigneti

46.

Qual è l'obiettivo del controllo?

a)

contenimento di danni arrecati dalla fauna selvatica omeoterma.

b)

contenimento di danni, opportunamente quantificati e localizzati, arrecati dalla fauna selvatica omeoterma.

c)

contenimento delle popolazioni di fauna selvatica omeoterma

47.

Il controllo faunistico

a)

è un intervento di natura eccezionale utile per ridurre danni temporalmente e spazialmente circoscritti.

b)

rappresenta una forma di utilizzo della fauna

c)

è un intervento di routine utile per ridurre danni sul territorio

48.

Qual è la frequenza con cui l'operatore deve controllare le gabbie-trappola?

a)

le gabbie trappola devono essere controllate almeno una volta al giorno e gli individui appartenenti a specie diversa dal piccione di città accidentalmente catturati devono essere liberati immediatamente

b)

le gabbie trappola possono essere controllate settimanalmente

c)

le gabbie trappola devono essere controllate almeno una volta al giorno

49.

L’uso di armi da fuoco senza limitazione di luogo, periodo ed orario è concesso sempre.

a)

ai cacciatori solo se iscritti nell'ambito territoriale in cui si attua il controllo

b)

ai proprietari dei fondi sui cui si attua il controllo del piccione di città

c)

Ai componenti dei Corpi di Polizia Provinciale

50.

Il piccione di città si può ibridare con il colombo selvatico e dare origine a prole fertile.

a)

no

b)

raramente

c)

si

51.

Perché è utile contare i piccioni di città?

a)

per monitorare la dinamica delle popolazioni

b)

per rendicontare all’amministrazione

c)

per esigenze burocratiche

52.

I piccioni di città sono forti consumatori di angurie e cucurbitacee in generale.

a)

raramente

b)

c)

no

53.

Nelle aree di copresenza con il piccione selvatico va fatto ricorso alla sola cattura selettiva con rimozione dei soli esemplari con livrea palesemente non riferibile al piccione selvatico.

a)

solo saltuariamente

b)

no

c)

si

54.

La sterilizzazione chirurgica è una promettente tecnica di contenimento durevole dei colombi.

a)

assieme alla sterilizzazione chimica

b)

no

c)

si

55.

La cattura selettiva in vivo è una tecnica di controllo numerico del piccione comunemente impiegata.

a)

b)

no

c)

raramente

56.

Il prelievo in deroga alla direttiva 409/2009/UE (art. 9) consente l’abbattimento in stagione di caccia.

a)

b)

no

c)

solo in certi casi

57.

Una coppia di piccioni può riprodursi anche in stagione invernale.

a)

solo nelle regioni meridionali

b)

c)

no

58.

La limitazione delle disponibilità di cibo è un’importante strumento di contenimento numerico dei piccioni di città.

a)

b)

solo in casi limitati

c)

no

59.

Il colombaccio è un appartenente alla famiglia dei columbidi che, a differenza del piccione di città, è cacciabile in Italia.

a)

sono entrambi cacciabili

b)

no

c)

si

60.

In generale le popolazioni selvatiche tendono a raggiungere le massime densità compatibilmente con le caratteristiche dell’ambiente.

a)

solo in rari casi

b)

c)

no