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Primo test classe quarta

Total questions: 44

Worksheet time: 22mins

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1.

Quale era la principale convinzione filosofica di Anselmo d’Aosta riguardo al rapporto tra ragione e fede?

a)

La ragione doveva essere considerata inferiore alla fede.

b)

La ragione ha la forza di dimostrare le basi della Fede.

c)

La filosofia deve occuparsi solo dell'osservazione della realtà.

d)

La fede non ha alcun ruolo nella dimostrazione filosofica.

2.

In quale luogo Sant'Anselmo insegnò per moltissimi anni?

a)

Aosta

b)

Roma

c)

Napoli

d)

Canterbury

3.

Quale delle opere principali di Anselmo presenta una dimostrazione dell'esistenza di Dio a posteriori?

a)

Proslogion

b)

Monologion

c)

De Veritate

d)

Le Cinque Vie

4.

Che cosa implica una dimostrazione dell'esistenza di Dio a priori?

a)

Che la dimostrazione avviene successivamente all'esistenza della realtà, osservandola.

b)

Che si basa sulla semplice fede, senza uso della ragione.

c)

Che si possa dimostrare che Dio esiste ancora prima dell'esistenza della realtà.

d)

Che non è possibile dimostrare l'esistenza di Dio.

5.

Qual è il presupposto fondamentale della dimostrazione a posteriori di Anselmo?

a)

L'impossibilità di pensare a un essere più perfetto.

b)

Il concetto di Dio presente nell'intelletto.

c)

L'esistenza di diversi gradi di perfezione che non possono procedere all'infinito.

d)

La contraddizione logica derivante dal dubbio.

6.

Chi è il personaggio immaginato da Anselmo nel Proslogion che dubita dell'esistenza di Dio?

a)

Tommaso d'Aquino

b)

Gaunilone

c)

L'insipiente

d)

Il sapiente

7.

Secondo Anselmo, come viene definito il concetto di Dio posseduto nell'intelletto?

a)

Un ente logico ma non reale.

b)

Ciò di cui non si può pensare nulla di meglio.

c)

Un'idea che esiste solo se viene osservata nella realtà.

d)

La causa prima non causata.

8.

Nella prova ontologica, perché l'esistenza nella realtà è considerata superiore all'esistenza solo nell'intelletto?

a)

Perché la fede lo impone.

b)

Perché l'intelletto umano è limitato.

c)

Perché l’esistenza nella realtà presuppone quella nell’intelletto, quella dell’intelletto non presuppone quella nella realtà.

d)

Perché la ragione è completamente asservita alla fede.

9.

Se Dio esistesse solo nell'intelletto e non nella realtà, quale conseguenza logica ne deriverebbe, secondo Anselmo?

a)

Si dimostrerebbe che Dio non è perfetto ma solo logico.

b)

Si potrebbe pensare a un essere ancora più grande (perché esiste nella realtà), contraddicendo la definizione iniziale.

c)

Si confermerebbe la tesi dell'insipiente che osserva nella realtà l'impossibilità di spiegare l'esistenza di Dio.

d)

Si affermerebbe che l'ente logico e l'ente reale sono sempre separati e non coincidono mai.

10.

Chi fu un critico della prova ontologica che non accettava l'idea che l’ente logico di Dio potesse esistere necessariamente anche nella realtà, preferendo le dimostrazioni a posteriori?

a)

Karl Popper

b)

Ockam

c)

Tommaso d'Aquino

d)

Sant'Agostino

11.

Tommaso d'Aquino era l'ultimo figlio di una famiglia nobile, vassalli di quale imperatore?

a)

Carlo Magno

b)

Costantino

c)

Federico II

d)

Ottone I

12.

Quale ordine monastico scelse Tommaso?

a)

I Benedettini

b)

I Francescani

c)

I Domenicani

d)

I Gesuiti

13.

Quali sono considerate le due opere maggiori di Tommaso d'Aquino?

a)

Proslogion e Monologion

b)

Confessioni e Città di Dio

c)

Summa contra gentili e Summa teologica

d)

Metafisica e Fisica

14.

Qual è la posizione di Tommaso d'Aquino riguardo al rapporto tra ragione e fede?

a)

La ragione e la fede sono in contrasto perché hanno origini diverse.

b)

La ragione deve essere completamente sottomessa alla fede.

c)

La fede non ha bisogno della ragione per esistere.

d)

Entrambe hanno un'origine divina e concorrono a formare la verità.

15.

Quale filosofo dell'antichità Tommaso riscopre e utilizza come strumento fondamentale per la filosofia cristiana?

a)

Platone

b)

Stoicismo

c)

Parmenide

d)

Aristotele

16.

Nella distinzione di Tommaso, l'ente logico è definito come:

a)

Ciò che esiste nella realtà.

b)

Un concetto che non ha nessuna corrispondenza nella realtà.

c)

L'unione di forma e materia.

d)

L'ente che ha ricevuto esistenza da Dio.

17.

Per Tommaso un ente reale è composto da due sottodimensioni fondamentali. Quali sono?

a)

A. Sostanza e accidente

b)

B. Forma e materia

c)

C. Essenza ed esistenza

d)

D. Potenza e atto

18.

Nella filosofia tomistica, l'Essenza è equiparabile a quale concetto aristotelico?

a)

Sostanza

b)

Atto

c)

Motore immobile

d)

Causa finale

19.

In che modo Dio risolve il problema del passaggio da Essenza ad Esistenza per gli enti reali?

a)

Dio è l'Ente Logico che traduce in atto una potenza.

b)

Dio è l'essere che concede l'esistenza all'ente.

c)

Dio si ritira dopo la creazione e non interviene più.

d)

Dio è il Sommo Bene e la Causa Efficiente.

20.

Quali sono le conseguenze del fatto che l'uomo partecipa a Dio per analogia?

a)

Che l'uomo può intuire, per analogia, immediatamente i concetti divini.

b)

Che l'intuizione immediata e sensibile gli permette di assomigliare a Dio.

c)

Che l'uomo può conoscere poichè l'uomo, come tutti gli enti, partecipa delle caratteristiche trascendentali di Dio.

d)

Che possiamo essere partecipi del fuoco divino senza bruciare.

21.

Quali sono le caratteristiche trascendentali dell'ente (che sono anche quelle divine)?

a)

A. Bellezza, Ordine, Giustizia

b)

B. Causa, Effetto, Sostanza

c)

C. Bontà, Verità e Unicità

d)

D. Eternità, Infinità, Onnipotenza

22.

Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio la posizione di Tommaso sull'esistenza di Dio?

a)

Tommaso utilizza la dimostrazione a priori, partendo dal concetto di perfezione.

b)

Tommaso afferma che l'esistenza di Dio non può essere dimostrata partendo dall'intuizione.

c)

Tommaso dimostra l'esistenza di Dio tramite dimostrazioni che partono dall'osservazione della realtà.

d)

Tommaso sostiene che la partecipazione alle caratteristiche trascendentali di Dio dimostra che Dio non può ingannarci.

23.

Come viene chiamata la dimostrazione che tutto tende a uno scopo o fine ideale, e quindi deve esistere qualcuno che ha imposto questo ordine?

a)

Dio come Causa Prima

b)

Dio come Motore Immobile

c)

Dio come Grado di Perfezione

d)

Dio come Somma Intelligenza Ordinatrice (causa finale)

24.

Una delle dimostrazioni di Tommaso è basata sull'impossibilità di arretrare all'infinito nelle catene di causa ed effetto. Questa via mostra Dio come:

a)

Intrinsecamente Necessario nell'ordine finale del kosmos

b)

Causa Prima incausata

c)

Essenza ed Esistenza in forma assoluta

d)

Sommo Grado di Perfezione

25.

Secondo Tommaso, in che modo l'uomo ricava gli universali (come il concetto di "bottiglia")?

a)

Per intuizione diretta delle caratteristiche della realtà.

b)

Attraverso l'esperienza, astraendo la specie dall'oggetto concreto.

c)

Per illuminazione divina.

d)

Tramite un ragionamento puramente logico, separato dalla materia.

26.

Tommaso definisce il concetto di Universale come esistente solo:

a)

Nel Mondo delle Idee come astrazione dell'idea dalla materia.

b)

Nell'oggetto concretamente individuato nella materia signata.

c)

Come pura logica senza realtà.

d)

Nell'Intelletto Agente che lo coglie nella materia comune.

27.

Quali sono i due tipi di intelletto che Tommaso distingue per spiegare la capacità di conoscere la realtà?

a)

Intelletto Superiore e Intelletto Inferiore

b)

Intelletto Agente e Intelletto Possibile

c)

Ragione Naturale e Ragione Rivelata

d)

Intelletto Logico e Intelletto Reale

28.

Cosa intende Tommaso quando definisce la conoscenza della verità, adeguamento dell'intelletto alla realtà?

a)

Che il pensiero può comprendere la realtà perché è divino quindi adeguato

b)

Che è l'analogia con Dio ad adeguare la realtà al pensiero umano

c)

Che l'intelletto deve compiere un lavoro per gradi fino a giungere ad una definizione corretta dell'oggetto

d)

Che l'intelletto può solo intuire la realtà ma non astrarre i concetti

29.

Tommaso definisce il Male (Male) non come un'entità in sé, ma come:

a)

Una sostanza spirituale.

b)

Il prodotto del libero arbitrio di Dio.

c)

Privazione di bene.

d)

Unicamente la pena inflitta da Dio.

30.

Quale delle seguenti NON è citata come una delle le inclinazioni della Legge Naturale secondo Tommaso?

a)

Il diritto alla vita

b)

Il diritto alla famiglia

c)

Il diritto alla sanità

d)

Il diritto di proprietà (o vivere in società)

31.

Qual è la scuola filosofica che definisce l’idea di conoscenza di Ockham?

a)

Razionalismo Trascendentale

b)

Nominalismo Moderato

c)

Empirismo radicale

d)

Idealismo Assoluto

32.

Secondo Ockham, la conoscenza intuitiva ha una prima certezza assoluta. Qual è questa certezza?

a)

Che qualcosa esiste.

b)

Che nulla esiste.

c)

Che tutto è relativo.

d)

Che la verità è soggettiva.

33.

Per quale motivo Ockham non considera la conoscenza astrattiva come una vera conoscenza?

a)

Perché è esclusivamente sensitiva e non utilizza l'intelletto.

b)

Perché deriva sempre da Dio.

c)

Perché non può essere dimostrata tramite esperienza.

d)

Perché si concentra solo sul futuro e non sul presente.

34.

Quando la conoscenza intuitiva è considerata "perfetta" da Ockham?

a)

Quando è al passato e deriva da una riflessione astratta.

b)

Quando è ottenuta per via induttiva.

c)

Quando non ha bisogno dell'intelletto.

d)

Quando l'oggetto della conoscenza è di fronte a noi.

35.

Qual è la posizione di Ockham riguardo all'esistenza degli universali?

a)

Esistono nella mente di Dio (come pensava Tommaso).

b)

Esistono come forme astratte nella realtà.

c)

Sono esclusivamente segni linguistici.

d)

Sono concetti innati, presenti nella mente fin dalla nascita.

36.

Quale netta separazione filosofica introduce Ockham, fondamentale per aprire la strada alla scienza sperimentale?

a)

La separazione tra astrazione e intuizione.

b)

La separazione tra conoscenza perfetta e imperfetta.

c)

La netta separazione tra gli strumenti della scienza e quelli della fede.

d)

La separazione tra sostanza e accidente.

37.

Perché Ockham rifiuta le prove a posteriori dell'esistenza di Dio?

a)

Perché la fede è l’unica che può accettare le verità di ragione.

b)

Perché Dio non è conoscibile sensibilmente ma solo astraendo la sua idea.

c)

Perché Dio è incommensurabile all'uomo.

d)

Perché rileva delle contraddizioni logiche nel sillogismo.

38.

Il famoso "rasoio di Ockham" è un metodo filosofico che applica un principio fondamentale. Quale?

a)

Il principio di causalità universale.

b)

Il principio di non contraddizione.

c)

Il principio di economia, secondo cui bisogna arrivare a un risultato utilizzando il minor numero di aspetti.

d)

Il principio di analogia.

39.

Qual è il criterio espresso dal Rasoio di Ockham in relazione agli enti nella filosofia?

a)

È necessario moltiplicare gli enti per spiegare la complessità del reale.

b)

Gli enti astratti sono fondamentali per la comprensione intellettiva della realtà.

c)

È inutile moltiplicare enti che non possono essere spiegati dall'esperienza.

d)

Gli enti devono essere ridotti al solo concetto di Sostanza, causa e scienza.

40.

Perchè, nella lettura fatta in classe, Tommaso ritiene impossibile che Dio abbia infuso conoscenze diverse per Fede e per Ragione naturale?

a)

Perchè è contraddittorio pensare che Dio infonda conoscenze contrastanti impedendo la conoscenza in entrambe.

b)

Perchè entrambi sono intuitivamente veri ma, per logica, il contrario di vero è falso.

c)

Perchè Dio ci ha creati, quindi siamo per forza infusi di una ragione naturale uguale alla Fede.

d)

Perchè l'idea di Dio è sia nell'intelletto che nella realtà.

41.

Perchè, nella lettura sulle 5 vie di Tommaso, Dio viene dimostrato come Essere sommo?

a)

Perchè è la Causa prima incausata quindi sta alla sommità della catena

b)

Perchè Tommaso era convinto che la somma sia superiore alla sottrazione.

c)

Perchè l'essere sommo è il termine di paragone (Bontà - Buono) di tutto ciò che sono gli enti reali

d)

Perchè ci vuole qualcuno che metta ordine al caos degli enti reali.

42.

Qual è il significato della distinzione tra essenza ed esistenza secondo Tommaso d'Aquino?

a)

Che l'esistenza è più importante dell'essenza in tutti gli enti.

b)

Che l'esistenza è una qualità che può essere attribuita solo a Dio.

c)

Che l'essenza è ciò che rende un ente ciò che è, mentre l'esistenza è il fatto che l'ente è.

d)

Che l'essenza è un concetto puramente astratto senza applicazione pratica.

43.

Quale delle seguenti affermazioni rappresenta meglio il concetto di 'Legge Naturale' secondo Tommaso?

a)

È un insieme di regole scritte da Dio per l'umanità.

b)

È la partecipazione dell'uomo alla legge eterna di Dio.

c)

È un'idea soggettiva che varia da persona a persona.

d)

È una legge che si applica solo ai cristiani.

44.

Quale affermazione descrive meglio il pensiero di Ockham riguardo alla conoscenza?

a)

La conoscenza è un dono divino che non può essere compreso dall'uomo.

b)

La conoscenza è un processo puramente razionale e non ha bisogno di esperienze.

c)

La conoscenza deve essere basata su esperienze concrete e non su astrazioni.

d)

La conoscenza è sempre derivata dalla fede e non dalla ragione.