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Le Guerre d'Indipendenza e l'Unità d'Italia

Le Guerre d'Indipendenza e l'Unità d'Italia

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History

7th - 8th Grade

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Giuseppe Argentieri

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Le Guerre d'Indipendenza e l'Unità d'Italia

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​Il Risorgimento

​Il Risorgimento ebbe come esito l'unificazione italiana. Ad essa si arrivò dopo lunghi anni di guerre e tensioni con l'Austria, di sottili giochi diplomatici da parte dello statista che più di ogni altro si mosse per conseguire l'unità: Camillo Benso conte di Cavour.

Il cammino verso la meta iniziò nel 1848, quando gli Stati italiani, trascinati dal re Carlo Alberto, si coalizzarono contro l'Austria con l'intento di scacciarla dal Lombardo Veneto.

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La prima Guerra d'Indipendenza

La prima Guerra d'Indipendenza italiana scoppiò in seguito alle sollevazioni di Venezia e Milano. Nelle due città, il popolo insorse in corrispondenza dei moti contro il governo scoppiati a Vienna.

A Venezia la sollevazione (17 marzo 1848) portò alla liberazione dal carcere di Niccolò Tommaseo e Daniele Manin che istituirono un governo democratico.

A Milano si ebbero le 5 giornate (18 - 23 marzo) che culminarono con la cacciata degli Austriaci.

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Il 23 marzo, il re di Sardegna Carlo Alberto entrò in guerra, con l'obiettivo di istituire il Regno dell'Alta Italia.

I sovrani di Granducato di Toscana, Regno delle due Sicilie e Stato della Chiesa, più per la pressione dell'opinione pubblica, schierarono i propri eserciti a fianco dei Piemontesi.

Dopo i primi successi (Pastrengo, Goito), l'alleanza si scioglie e i Piemontesi vennero sconfitti a Custoza (23 - 25 luglio) e costretti a firmare l'armistizio (9 agosto).

Nel 1849, Carlo Alberto abdicò in favore del figlio, Vittorio Emanuele II.

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La Guerra di Crimea

Nel 1853 la Russia di Nicola I, da un lato, la Turchia, l'Inghilterra e la Francia dall'altro, combatterono la Guerra di Crimea, combattuta per il controllo del Bosforo.

Il conflitto si risolse con la vittoria della coalizione (cui dal gennaio '55 aderì anche il Piemonte, inviando un contingente).

Ottenuta la possibilità di partecipare alla conferenza di Parigi (1856) Cavour dimostrò a Francesi e Inglesi l'improrogabile esigenza di un intervento risolutivo nella penisola.

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La seconda Guerra d'Indipendenza

​Il 20 luglio 1858 a Plombières, Napoleone III e Cavour s'incontrarono pianificando un accordo che portasse a un nuovo assetto della penisola dopo una guerra con l'Austria.

​Ufficialmente, i due stabilirono di istituire tre regni (Alta Italia, Italia Centrale e Meridionale) affidati ai Savoia, al Papa e ai Borbone.

In realtà, entrambi perseguivano obiettivi diversi: Napoleone intendeva estendere l'influenza francese sull'Italia, Cavour unificare il Paese sotto il controllo sabaudo.

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Il 26 aprile 1859 iniziò la seconda Guerra d'Indipendenza. Il comando venne affidato a Napoleone III.

La vittoria degli alleati fu fulminea (Palestro, Magenta, San Martino e Solferino) e provocò l'insurrezione delle regioni centrali dove si sviluppò una forte corrente di annessionismo al Piemonte.

Questo spinse Napoleone a firmare l'Armistizio di Villafranca (11 luglio 1859) in cui l'Austria, in segno di disprezzo, cedette la Lombardia alla Francia, che l'avrebbe consegnata al Piemonte.

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A seguito di pressioni popolari sempre più insistenti, diversi plebisciti sancirono la fusione al Piemonte dei Ducati di Parma e di Modena dell'Emilia e della Toscana (agosto - settembre 1859, marzo 1860).

Intanto, come pattuito a Plombières, Savoia e Nizza venivano cedute alla Francia.

Su proposta del Partito d'azione, fondato da Mazzini, Garibaldi accettò di guidare un'impresa che dalla Sicilia risalisse la penisola per liberarla.

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La spedizione dei Mille

Alla testa di circa mille volontari, Garibaldi partì da Quarto al comando delle navi Piemonte e Lombardo tra il 5 e il 6 maggio 1860, sbarcando a Marsala l'11.

Tra l'entusiasmo della folla e con minimo sforzo, Garibaldi espugnò tutta l'isola (battaglia di Milazzo, 20 luglio) e il 7 settembre entrò a Napoli.

Dopo la vittoriosa battaglia del Volturno, Garibaldi incontrò il re a Teano (26 ottobre) consegnando le terre conquistate.

Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II fu proclamato dal Parlamento nazionale re d'Italia.

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