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L'Italia longobarda

L'Italia longobarda

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History

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Giuseppe Argentieri

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L'Italia longobarda

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L'invasione longobarda

Nel 568 il re Alboino varcò le Alpi con circa 300 mila uomini e marciò sulla pianura Padana.

Gran parte della popolazione fuggì verso il Veneto, andando a occupare le isole della laguna.

L'Italia, dopo le guerre di Giustiniano, viveva un periodo di pace. La sede della capitale era stata portata a Ravenna.

I bizantini avevano esteso all'Italia le loro leggi e imposto pesanti tributi.

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​Alboino, re dei Longobardi

In un primo tempo i Longobardi non formarono un regno unitario; divisi in gruppi familiari (fare) comandati da duchi spezzettarono il territorio in ducati.

L'Italia settentrionale fu divisa in due parti: la Longobardia, comprendente le terre conquistate dai Longobardi, e la Romània, i territori rimasti ai Bizantini.

I ducati maggiori furono quelli del Friuli, di Trento, di Spoleto e di Benevento.

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Clefi e Autari

Alla morte di Alboino (572) e di Clefi, suo successore (574), entrambi assassinati, ci fu un periodo di anarchia fino al 584 quando prese il potere Autari, che diede vita a un vero e proprio regno.

Per rafforzare il suo potere, Autari si fece consegnare dai duchi metà del loro territorio e costituì un demanio regio che affidò ai suoi funzionari (gastaldi).

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Agilulfo e Rotari

​Ad Autari succedette Agilulfo (590 - 615) che ne sposò la vedova Teodolinda, di religione cattolica, e che si convertì a sua volta al Cattolicesimo.

​Mentre l'Italia bizantina si indeboliva, il Regno longobardo si andò consolidando ed espandendo, soprattutto sotto il re Rotari (636 - 652), che pur essendo ariano non perseguitò i cattolici, ma rafforzò l'arianesimo facendo nominare ovunque vescovi ariani.

Ai danni dei bizantini, conquistò Liguria e Salerno.

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​L'editto di Rotari

Nel 643 venne emanato il famoso editto, la prima raccolta longobarda di leggi scritte valide su tutto il regno.

Redatto in latino e composto di 388 articoli, ebbe come fonti la tradizione longobarda, le altre legislazioni barbariche e il diritto romano.

Vi si trova l'abolizione della faida (vendetta), sostituita dal guidrigildo (pena pecuniaria).

Da questo documento, la società longobarda appare divisa in tre ordini: i liberi (arimanni), i semiliberi (aldi) e i servi.

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Liutprando e Astolfo

Alla morte di Rotari, il partito cattolico riacquistò importanza e potere e l'arianesimo scomparve a poco a poco.

L'Impero bizantino entrò in crisi, e Liutprando (712 - 744) ne approfittò per occupare l'Esarcato (zona intorno a Ravenna) e la Pentapoli (le Marche) e per penetrare nel Ducato romano, occupando Sutri (728).

Astolfo continuò la conquista (Ferrara, Spoleto) arrivando a minacciare Roma. Così, papa Stefano II nel 754 invocò l'aiuto dei Franchi.

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