
Fascismo
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LUIGI DUINA
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22 Slides • 5 Questions
1
Le istituzioni
del regime
fascista
2
Poll
Hai mai sentito parlare di fascismo?
Si
No
3
Poll
Se hai sentito parlare di fascismo rispondi:
Il fascismo è stato:
una cosa buona
una cosa cattiva
ne buona ne cattiva
4
Il fascismo in Italia
PRIMA
Fino al 1922 l’Italia è uno Stato liberale e
democratico.
DOPO
Dal 1922, con la presa di potere del fascismo,
l’Italia diventa un regime autoritario.
Giovanni
Giolitti nel
1920 è il
presidente
del
Consiglio.
I parlamentari sono i
rappresentanti dei cittadini
Benito
Mussolini
non è solo il
capo del
governo, ma
il “duce”, il
capo
assoluto
d’Italia.
La folla lo acclama come
propria guida ed eroe.
5
A colpo
d’occhio!
La parolaFascismo
Indica il regime nato in Italia dopo l’ascesa al
potere di Benito Mussolini nel 1922; il nome
deriva dai fasci littori, che nell’antica Roma
erano il simbolo del potere dei magistrati.
Il personaggioBenito Mussolini
Benito Mussolini è il fondatore del Partito
Nazionale Fascista. Nel 1922 il re lo nomina
capo del governo, ma negli anni successivi
Mussolini instaura una dittatura che durerà
circa vent’anni.
L’ideaIl fascismo è una dittatura
Tutti i poteri nelle mani di una sola persona,
Mussolini, e sono gestiti da un solo Partito, il
Partito Nazionale Fascista, anche se
formalmente il capo dello Stato resta il re
Vittorio Emanuele III.
L’oggetto La radio
Negli anni Trenta la radio
diventa il mezzo scelto per
la propaganda fascista.
6
7
Il fascismo cambia le istituzioni dello Stato
Per ‘fascistizzare’ lo Stato Mussolini si propose di privare il parlamento di ogni
potere di controllo sull’attività del governo, e sostituì o affiancò le istituzioni dello
Stato con nuove istituzioni fasciste.
Con una modifica allo Statuto, si stabilì che il governo era responsabile dei suoi atti
di fronte al re.
Soltanto il re poteva costringerlo alle dimissioni, mentre nello Stato democratico
questo potere spetta al Parlamento.
Sulle questioni più importanti il capo del governo non si consultava più con il
parlamento, ma con il Gran Consiglio del Fascismo, composto da dirigenti del
partito nominati direttamente da Mussolini.
Vecchie
Istituzioni
Parlamento
Non ha più
poteri.
Capo del
governo
(Mussolini)
Ha ampi
poteri. Solo il
re può
chiedergli di
dimettersi.
Nuove
Istituzioni
Gran Consiglio
del Fascismo
Consiglia il
governo su
che cosa fare.
Formato da
fascisti
nominati da
Mussolini.
Milizia
volontaria per
la sicurezza.
E’ un esercito
al comando
diretto di
Mussolini.
Podestà
Nei comuni,
sostituisce il
sindaco. E’
nominato dal
governo.
8
Il fascismo cambia le istituzioni dello Stato
Le squadre d’azione fasciste furono trasformate in un nuovo corpo di polizia, la
Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Della milizia facevano parte i Battaglioni Camicie Nere, reparti militari che si
affiancavano all’esercito regolare.
Mussolini era consapevole che molti ufficiali dell’esercito erano fedeli alla
monarchia più che al fascismo, e decise di organizzare in questo modo una specie
di esercito fascista.
Il partito fascista prese il controllo anche delle amministrazioni locali. I sindaci, che
in precedenza erano eletti dal popolo, furono sostituiti da podestà nominati dal
governo.
Vecchie
Istituzioni
Parlamento
Non ha più
poteri.
Capo del
governo
(Mussolini)
Ha ampi
poteri. Solo il
re può
chiedergli di
dimettersi.
Nuove
Istituzioni
Gran Consiglio
del Fascismo
Consiglia il
governo su
che cosa fare.
Formato da
fascisti
nominati da
Mussolini.
Milizia
volontaria per
la sicurezza.
E’ un esercito
al comando
diretto di
Mussolini.
Podestà
Nei comuni,
sostituisce il
sindaco. E’
nominato dal
governo.
9
L’informazione è controllata dal regime
Il governo fascista emanò subito leggi che soppressero la libertà di stampa*. La
censura e il divieto di pubblicazione furono usati abitualmente per far tacere le voci
di critica. Fu istituita un’agenzia di stampa, controllata dal partito, che sceglieva le
informazioni e comunicava ai giornali e alla radio solo quelle consentite.
Il ministero della cultura popolare impartiva istruzioni sul rilievo maggiore o minore
da dare alle notizie.
Naturalmente le notizie sgradevoli per il regime erano taciute o minimizzate.
Si mise al servizio del fascismo anche una buona parte degli editori, dei proprietari
di giornali, dei giornalisti, degli uomini di cultura e degli scrittori.
Libertà di stampa*: un
diritto che ogni Stato di
diritto, assieme agli
organi d'informazione
(giornali, radio,
televisioni, provider
internet) dovrebbe
garantire ai cittadini ed
alle loro associazioni,
per assicurare
l'esistenza della libertà
di parola e della
stampa libera
Quali compiti
aveva l’agenzia di
stampa? …………………
……………………………………
LA BUSSOLA
Cosa vedete e cosa vuol dire
per voi?
Quali compiti
aveva il ministero
della cultura
popolare?……………
……………………………
10
L’informazione è controllata dal regime
Molti italiani considerarono il fascismo un male che era necessario accettare.
La mancanza di libertà sembrò un prezzo che era giusto pagare per avere un’Italia
ordinata, senza scioperi né agitazioni popolari, senza minacce di rivoluzione.
Libertà di stampa*: un
diritto che ogni Stato di
diritto, assieme agli
organi d'informazione
(giornali, radio,
televisioni, provider
internet) dovrebbe
garantire ai cittadini ed
alle loro associazioni,
per assicurare
l'esistenza della libertà
di parola e della
stampa libera
Quali compiti
aveva l’agenzia di
stampa? …………………
……………………………………
LA BUSSOLA
Cosa vedete e cosa vuol dire
per voi?
Quali compiti
aveva il ministero
della cultura
popolare?……………
……………………………
11
Il fascismo cerca il consenso degli italiani
Il fascismo si era imposto con la violenza e aveva avuto l’appoggio delle più alte
istituzioni dello Stato e di potenti forze economiche.
Ma Mussolini comprese ben presto che, per rendere durevole il suo regime, avrebbe
dovuto ottenere il consenso, cioè l’approvazione, se non di tutti, almeno di una
buona parte degli Italiani.
Occorreva che la gente avesse un’assoluta fiducia in lui e credesse nella sua
personale superiorità. Egli doveva mostrare pubblicamente di possedere le qualità
dell’ ‘uomo nuovo’ fascista: la forza, l’arroganza, l’astuzia, l’audacia temeraria, la
prestazione fisica.
Un’intensa propaganda, fatta con i più moderni mezzi di comunicazione (radio,
giornali, cinema, manifesti), esaltò il fascismo, il duce e l’ordine instaurato dal
regime.
Giornale ufficiale del
Partito Fascista.
Quali sono le
qualità dell’
“uomo nuovo”
fascista?……………
……………………………
In che modo fu
esaltato il
fascismo?…………
………………………………
12
Il fascismo cerca il consenso degli italiani
L’immagine e le parole del duce riempivano i manifesti in ogni angolo delle
strade; le radio e i cinegiornali ripetevano i suoi accesi discorsi e mostravano i
suoi gesti forti e decisi.
L’anno della presa del potere, il 1922, fu considerato come l’inizio di una nuova
era e si cominciarono a contare gli anni dell’era fascista.
Questa era, come vedremo nei prossimi paragrafi, durò circa vent’anni, un
periodo che gli storici definiscono il ventennio fascista.
Giornale ufficiale del
Partito Fascista.
Quali sono le
qualità dell’
“uomo nuovo”
fascista?……………
……………………………
In che modo fu
esaltato il
fascismo?…………
………………………………
13
Un regime totalitario
Gli antifascisti italiani usarono l’aggettivo ‘totalitario’ per definire il governo
dittatoriale di Mussolini.
Infatti il regime fascista non si limitava a mantenere il controllo assoluto della vita
pubblica e politica, come fanno tutte le dittature.
Esso interveniva su tutti gli aspetti della vita, anche quella privata, per imporre agli
Italiani l’ideologia fascista, cioè le idee, i valori e i comportamenti del gruppo
dominante.
Cosa si intende
per governo
‘totalitario’?………
…………………………………
…
14
Un regime totalitario
Per questo il regime impose regole alla vita familiare, all’uso del tempo libero,
all’educazione e alla cultura.
Il totalitarismo non caratterizzò soltanto la dittatura fascista italiana. Gli storici
usano questa parola per indicare altre dittature del XX secolo, come lo stalinismo, il
nazismo, i regimi comunisti cinese e dell’Est europeo (ne parleremo nei prossimi
capitoli).
Cosa si intende
per governo
‘totalitario’?………
…………………………………
………………………………..
15
Le minoranze etniche sono penalizzate
Nei territori annessi all’Italia dopo la guerra vivevano consistenti minoranze etniche
e linguistiche.
L’Alto Adige era abitato da cittadini prevalentemente di lingua tedesca, in Venezia
Giulia c’era una forte presenza di sloveni, in Istria la maggioranza della popolazione
dei paesi e delle campagne era di nazionalità croata.
La politica del regime fu di italianizzare quelle regioni.
LA BUSSOLA:
Come vengono trattate
le minoranze etniche e
linguistiche oggi in
Italia? Che cosa
prevede la Costituzione
(ART6)?
Quali territori
voleva
italianizzare la
politica del
regime?……………
……………………………
16
Le minoranze etniche sono penalizzate
Negli uffici pubblici fu imposto l’uso della lingua italiana (anche molti nomi geografici
furono resi in italiano).
Nelle scuole elementari l’insegnamento avveniva in italiano e fu proibito l’uso della
lingua madre.
Anche le associazioni culturali tedesche e slave furono strettamente controllate o
addirittura proibite.
Le tradizioni e la lingua di origine vennero tenute in vita con l’insegnamento in
famiglia o in scuole clandestine.
LA BUSSOLA:
Come vengono trattate
le minoranze etniche e
linguistiche oggi in
Italia? Che cosa
prevede la Costituzione
(ART6)?
Quali territori
voleva
italianizzare la
politica del
regime?……………
……………………………
17
Anche la scuola diventa fascista
Il regime pose sotto stretto controllo l’insegnamento scolastico. Nella scuola
elementare fu introdotto il libro di testo unico, il cui contenuto era accuratamente
controllato dalle commissioni di governo. In questa maniera i giovani si abituavano a
pensare nel modo che il regime desiderava: ammiravano il duce, pensavano che
l’Italia fascista fosse l’erede dell’antica Roma, desideravano la grandezza anche
militare del loro Paese.
Dal 1932 tutti i dipendenti pubblici, e quindi anche gli insegnanti, dai maestri
elementari ai professori universitari, furono obbligati a iscriversi al partito fascista e
a giurare fedeltà al regime. Solo pochi rifiutarono, con grave danno della loro
carriera e rischi per la loro stessa persona.
LA BUSSOLA:
Quanto è importante
controllare
l’istruzione?
Dal 1930 fu imposto
un unico libro di
testo per le scuole
elementari in cui
Mussolini era
presentato come un
eroe e gli alunni
erano invitati ad
amare il duce. Nel
1931 insegnanti e
professori
universitari furono
obbligati a prestare
un giuramento di
fedeltà. Su circa 1200
professori
universitari solo una
dozzina si rifiutarono
di prestare
giuramento.
Quanti libri avete voi?
Perchè nella
scuola
elementare fu
introdotto il libro
di testo
unico?………………
……………………………
Da chi era
controllato il
contenuto del
libro di
testo?………………
……………………………
18
L’educazione dei giovani
I giovani furono oggetto di attenzioni particolari da parte del regime fascista.
Secondo gli ideali fascisti, l’attività sportiva e l’istruzione dovevano formare una
gioventù forte e guerriera, degna erede dell’antico impero romano, al quale Mussolini
diceva di ispirarsi. Così, accanto allo studio, i giovani dovevano partecipare ad
attività che li preparavano alla vita militare. Le ragazze ricevevano anch’esse un
addestramento sportivo, ma si esercitavano anche nelle mansioni alle quali, secondo
il fascismo, erano destinate: di attente organizzatrici della casa e madri di famiglia.
Tutti i bambini e gli adolescenti italiani furono inseriti in un’organizzazione chiamata
Opera Nazionale Balilla (ONB). L’iscrizione all’Opera Nazionale Balilla era volontaria,
ma diventava di fatto obbligatoria, perché per un bambino era impossibile resistere
alle pressioni di tutte le autorità adulte, scolastiche, fasciste e anche familiari.
ONB, inquadrava tutti i giovani dagli 8 ai 18 anni (Figli della lupa, Balilla e Piccole Italiane, Avanguardisti e Giovani italiane. Praticavano sport e
addestramento. Ginnastica era molto importante per la formazione dei futuri soldati. Ai bambini iscritti all’ONB garantiva vacanze nelle colonie marine o
montane. Organizzazione di tipo militare: i bambini erano in divisa e dovevano seguire una rigida disciplina che li educava all’obbedienza, al culto del duce e
della patria.
Cosa facevano i giovani
balilla?…………………………………..
…………………………………………………….
19
APPROFONDIMENTO
L’aula al tempo del fascismo
L’arredo scolastico
Ogni scuola d’Italia, povera o piccola che fosse, doveva obbedire a quanto veniva imposto da Roma per quanto riguarda
l’arredo.
La dotazione prevedeva: il crocifisso tra i ritratti del re e del duce, la bandiera (con il calendario dei giorni in cui doveva
essere esposta, dalle 8 del mattino al tramonto), una targa di bronzo in onore del Milite Ignoto, il Bollettino della Vittoria
(4 novembre 1918). E poi, con maggiore o minore ricchezza, cartelloni per l’insegnamento, carte geografiche, ritratti di
uomini illustri, pallottolieri, lavagne di ardesia con i portagessetti, la cattedra, i banchi, un armadio, illustrazioni varie per
la decorazione dell’aula (durante la guerra in Africa orientale c’era la cartina su cui appuntare gli spilli che segnalavano
l’avanzata dell’esercito italiano) ed attrezzi per la ginnastica. Quasi ogni scuola era poi collegata alla radio con un
altoparlante attraverso il quale era possibile ascoltare i discorsi del duce. Le aule erano stipate di alunni.
Affollamento: 1926-1927 39 alunni per aula; 1931-1932 48 alunni per aula; 1940-1941 46 alunni per aula.
I banchi erano in genere a due o tre posti, di legno, con in alto sulla destra, il buco per il calamaio di vetro.
20
Ora tocca a voi!
L’AULA AI TEMPI DEL FASCISMO
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L’AULA NEL 2023
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21
Il concordato con la Chiesa Cattolica
Mussolini esaltò come un grande successo della politica estera fascista l’aver posto
fine alla ‘questione romana’, che opponeva la Chiesa allo Stato italiano dai tempi
della conquista di Roma nel 1870. dopo lunghe trattative, l’11 febbraio 1929, nel
palazzo del Laterano a Roma, furono firmati i Patti Lateranensi.
Con essi il Pontefice riconosceva Roma come capitale del regno d’Italia e in cambio
l’Italia cedeva alla Chiesa un piccolo territorio intorno alla basilica di San Pietro,
facendone un vero e proprio Stato sovrano: la Città del Vaticano (dal nome del colle
sul quale si estendeva). Un insieme di norme – il Concordato – regolò i rapporti fra lo
Stato italiano e la Città del Vaticano.
Fin dal tempo di Cavour, lo Stato e la Chiesa erano stati concepiti come due poteri
separati e indipendenti, che operavano in ambiti diversi: lo Stato nella società civile,
la Chiesa in campo religioso.
Completa:
- Con i Patti
Laternanesi nasce
un nuovo stato, la
………………………………..;
- i rapporti fra
Stato italiano e
…………………………..,
interrotti nel ………….,
vengono ricuciti.
-In Italia, il potere
………. e quello …….
vengono
nuovamente
associati.
In che anno furono
firmati i Patti
Lateranesi?………………
22
Il concordato con la Chiesa Cattolica
Con i Patti Lateranensi il potere civile e quello religioso furono nuovamente associati.
Lo Stato italiano riconobbe che la religione cattolica apostolica romana era la sola
religione dello Stato; che il matrimonio religioso aveva validità anche civile;
introdusse nelle scuole l’insegnamento della dottrina cattolica.
Dal canto suo la Chiesa accettò di nominare solo dei vescovi che avessero il
gradimento politico del governo italiano e li impiegò a giurare fedeltà allo Stato.
Questo accordo regolò i rapporti fra Chiesa e Stato italiano per
molto tempo anche dopo la fine del fascismo: venne modificato solo nel 1984.
Completa:
- Con i Patti
Laternanesi nasce
un nuovo stato, la
………………………………..;
- i rapporti fra
Stato italiano e
…………………………..,
interrotti nel ………….,
vengono ricuciti.
-In Italia, il potere
………. e quello …….
vengono
nuovamente
associati.
In che anno furono
firmati i Patti
Lateranesi?………………..
23
24
Mappa concettuale completiamo insieme:
Benito Mussolini- razziali- stampa- dittatura- speciali- impero
Il Duce
………………………………….
Leggi
………………………………….
contro gli
oppressori
soppressione
della libertà di
………………………………..
le leggi
………………………………….
la conquista
dell’Etiopia e
fondazione
dell’..................................
impone una
…………………………………………….
Che crea il consenso
tramite
propaganda e il
controllo
dell’istruzione
che contrasta gli
avversari con
che raggiunge il
culmine con
25
Multiple Choice
A chi Mussolini si rivolge per discutere sulle questioni importanti?
al Re
alle camicie nere
al parlamento
al gran consiglio del fascismo
26
Multiple Choice
Qual è un sinonimo della libertà di stampa che il regime fascista nega?
libertà di parola
libertà di cammino
libertà di pace
libertà di francobollo
27
Multiple Choice
Quale strumento Mussolini NON usò per ottenere il consenso?
stampa
radio
Le istituzioni
del regime
fascista
Show answer
Auto Play
Slide 1 / 27
SLIDE
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