

La "guerra fredda"
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CHIARA RASERA
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1
La “guerra fredda”
1949-1989
2
Multiple Choice
Quale territorio esce economicamente più forte dalla Seconda guerra mondiale?
l'Europa
gli Stati Uniti
il Giappone
l'URSS
3
Le due superpotenze
Alla fine della seconda guerra mondiale l’Europa è distrutta ed ha perso
definitivamente il suo ruolo di centro politico ed economico del mondo.
Le grandi potenze vincitrici della guerra, che ne escono rafforzate nel prestigio e
nel ruolo internazionale, sono due:
-gli Stati Uniti
-l’Unione Sovietica
Esse sono portatrici di due modelli politici ed economici diametralmente opposti.
4
Gli Usa
Escono dalla guerra come la maggiore potenza economica mondiale: il loro
territorio non è stato toccato, le perdite umane sono state inferiori a quelle di molte
altre nazioni, il dollaro è la moneta più forte.
Il possesso esclusivo della bomba atomica fa di loro la maggiore potenza militare
del pianeta.
Sono uno Stato democratico con un’economia di mercato, fondata sulla libera
iniziativa economica e sul successo individuale.
5
L’URSS
-esce dalla guerra devastato sul piano materiale ed economico, ma si tratta di un
enorme Paese ricco di risorse ed in grado di riprendersi economicamente
-è dotata di un gigantesco apparato militare (inizialmente NON della bomba
atomica, realizzata nel 1949)
-può vantare l’immenso tributo di vittime versato nella guerra (17 milioni e mezzo
di morti) e il fatto che l’eroica resistenza di Stalingrado abbia mutato le sorti del
conflitto
-è un Paese socialista a partito unico, con un’economia pianificata dallo Stato e
l’assenza di libertà di iniziativa individuale
6
La Conferenza di Yalta del 1945
I tre protagonisti della guerra (Roosvelt, Churchill, Stalin) durante tale conferenza
tenuta a Yalta in Crimea nel febbraio 1945, avevano preso alcune importanti
decisioni sull’assetto del mondo a fine guerra. In particolare si erano decise:
-la provvisoria smilitarizzazione e spartizione della Germania in zone di influenza
-la fondazione dell’ONU
-la libertà dell’Europa e il suo diritto a eleggere governi democratici
7
La “cortina di ferro”
In realtà Stalin si impadronì del controllo di tutti i Paesi “liberati” dell’Europa
orientale (Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria) dove furono
instaurati regimi comunisti strettamente legati all’URSS (“Paesi satelliti”)
L’Europa si trovò perciò divisa tra la sua parte occidentale legata politicamente ed
economicamente agli Usa, e la sua parte orientale del tutto dipendente dall’URSS.
Churchill nel 1946 coniò l’espressione “Cortina di ferro”:
https://www.raicultura.it/storia/accadde-oggi/Churchill-conia-il-detto-cortina-di-ferro
-bf7b063d-7178-4226-a3c1-497de85f8f89.html
8
Il “piano Marshall”
Gli Stati Uniti reagirono all’iniziativa di Stalin proponendo ai Paesi europei un
piano di massicci aiuti economici per la ricostruzione. Essi furono offerti anche ai
Paesi dell’Europa orientale, a cui però Stalin proibì di accettare.
Tale piano consentì all’Europa occidentale di ricostruire materialmente i territori
devastati e di sostenere la ripresa economica.
Anche l’Italia aderì, in seguito ad un viaggio negli USA del Presidente del
Consiglio Alcide De Gasperi.
https://www.raicultura.it/storia/articoli/2020/07/Il-piano-Marshall-c3319353-ef62-4a
6f-8ec0-13b703ef7aea.html
9
La nascita della Nato e del Patto di Varsavia
!949: gli URSS realizzarono la loro bomba atomica, evento che destò enormi
preoccupazioni negli USA.
Essi reagirono perciò unendo le nazioni del Blocco occidentale in un’alleanza
armata (NATO) sotto la protezione nucleare americana. I Paesi aderenti si
impegnavano a combattere a fianco degli USA in caso di nuovi conflitti europei.
In reazione, nel 1955 l’URSS diede vita al Patto di Varsavia, che assicurava ai
Paesi del Blocco orientale la protezione nucleare sovietica in cambio del loro
intervento a fianco degli URSS.
10
1949: la nascita della Repubblica popolare cinese
Nel 1949 un altro shock colpì gli USA: la proclamazione della Repubblica
popolare cinese guidata da Mao Tse-tung, che voleva realizzare una società
comunista fondata non sulla classe operaia (come aveva teorizzato Marx) ma
sulla classe contadina (la Cina era un enorme Paese rurale).
11
1950: la guerra di Corea
Alla fine della seconda guerra mondiale la Corea, penisola confinante a nord con la Cina, che
per 35 anni aveva subito il dominio giapponese, era stata divisa in 2 parti, separate all’altezza del
38° parallelo:
-la Corea del nord, comunista e protetta dai Sovietici, con capitale Pyongyang;
-la Corea del sud, capitalista e protetta dagli Usa, con capitale Seul.
Nel giugno 1950 la Corea del nord, con l’appoggio di Stalin, invase la Corea del sud. Gli Usa
intervennero sotto la guida del generale Mac Arthur, che fu però respinto dall’intervento della
Cina. Mac Arthur chiese a Truman di usare la bomba atomica contro la Cina e il mondo si trovò
sull’orlo della guerra nucleare.
Il conflitto si risolse attraverso trattative diplomatiche che nel 1952 ribadirono la divisione delle
due Coree.
12
Un clima avvelenato
Negli anni della guerra fredda si realizzò una frenetica corsa agli armamenti, sia
di armi convenzionali che di letali armi atomiche. Tutto questo produsse il
cosiddetto “equilibrio del terrore”: il timore che i conflitti sfociassero in una guerra
nucleare che avrebbe portato alla distruzione del pianeta indusse i due
contendenti a risolvere sul piano diplomatico le controversie.
USA e URSS si fronteggiarono però in numerose “guerre periferiche” in Asia,
appoggiando Stati loro alleati.
I due Stati inoltre stanziarono una cifra enorme per i loro servizi segreti: la CIA
americana e il KGB sovietico ingaggiarono una “guerra di spie” senza precedenti.
13
La morte di Stalin e il “disgelo”
Nel 1953 morì il dittatore dell’URSS, Stalin.
Nel 1956 il suo successore Nikita Krusciov denunciò pubblicamente alcuni crimini
di Stalin, come le “grandi purghe” e il culto della personalità.
Questa fase di apparente apertura fu salutata come “disgelo”.
14
La rivolta in Ungheria del 1956
Il “disgelo” fece sperare la popolazione di alcuni Paesi dell’Europa orientale nella
possibilità di una maggiore autonomia da Mosca.
In Ungheria una grande rivolta popolare finì però in tragedia: Krusciov dimostrò
che nella gestione del potere sovietico poco era cambiato.
I carri armati sovietici entrarono a Budapest sparando sulla folla, creando
sconcerto nell’opinione pubblica dei Paesi occidentali, dove molti militanti
comunisti decisero di lasciare i partiti comunisti dei loro Paesi.
15
La “coesistenza pacifica”
Nel frattempo negli USA era stato eletto Presidente Eisenhower.
Nel 1958 Krusciov e Eisenhower si dichiararono disponibili ad inaugurare una
nuova fase di maggiore dialogo, fondato sulla “coesistenza pacifica” tra le due
superpotenze. I principi su cui si basava tale fase erano:
-evitare confronti militari diretti
-impegnarsi a non intervenire l’uno nel “Blocco” dell’altro.
16
Kennedy alla guida degli Usa
Nel 1960 venne eletto Presidente il giovane democratico John Fitzgerald
Kennedy.
Il suo programma era la conquista di una “Nuova frontiera”, non più quella
territoriale dei pionieri dell’Ottocento, ma quella “culturale, scientifica e spirituale”:
la fine della segregazione razziale, la conquista dello spazio, il consolidamento
della coesistenza pacifica.
17
1961: la costruzione del muro di Berlino
Nel 1961 si verificò il primo “incidente” della coesistenza pacifica.
La città di Berlino, situata nella Germania est, era divisa in zona A(appartenente
alla Germania ovest) e zona B (appartenente alla Germania est).
In 15 anni, 3 milioni di tedeschi dell’est erano passati alla Germania ovest
semplicemente attraversando i posti di blocco.
L’URSS, nella notte tra 12 e 13 agosto, fece costruire un muro di divisione tra i
due settori della città, separando intere famiglie e rendendo molto difficili le fughe.
La tensione tra URSS e USA salì alle stelle, ma Kennedy si attenne al principio
della “non ingerenza” e non intervenne a favore dei berlinesi.
18
1962: la crisi di Cuba
Nel 1959 il potere a Cuba era stato preso dal giovane rivoluzionario Fidel Castro.
Di fronte al tentativo americano di rovesciare il suo governo, nel 1962 Castrò firmò
un trattato di alleanza con Krusciov e accettò l’installazione sul suo territorio di
missili sovietici.
Quando gli Usa vennero a sapere del progetto, annunciarono che avrebbero
reagito con la forza.
Per 13 giorni il mondo fu sull’orlo della guerra nucleare.
Infine Krusciov e Kennedy arrivarono ad un accordo e le navi sovietiche
invertirono la rotta.
19
1963: l’assassinio di JFK
Nel 1963 Kennedy venne assassinato a Dallas, in Texas.
A sparare fu un giovane filocomunista, Oswald.
A 60 anni dall’accaduto, però, non c’è ancora una verità su quanto accaduto e
molti dei documenti legati alle indagini sono secretati.
20
Guerra fredda e decolonizzazione si intrecciano: il Vietnam
L’Indocina (Vietnam + Laos + Cambogia) era dal 1887 colonia francese.
Durante la seconda guerra mondiale si era creato un movimento indipendentista
(Vietminh) guidato politicamente da Ho Chi Minh (che aveva studiato a Parigi e lì
era diventato comunista) e militarmente dal generale Giap.
La Cina iniziò a rifornire il Vietminh di armi, gli Usa viceversa sostennero
militarmente la Francia.
Nel 1954 la principale roccaforte francese in Vietnam, Dien Bien Phu, cadde nelle
mani dei guerriglieri vietnamiti determinando la sconfitta della Francia.
21
Il Vietnam diventa una guerra “americana”
Alle trattative di pace dominate da Usa e Urss il Vietnam venne diviso tra un nord
comunista sotto il governo di Ho Chi Minh e un sud governato da un presidente-fantoccio
sostenuto dagli Usa, che si rivelò corrotto ed inetto.
Il nord non riconobbe tale divisione, mentre nel sud nasceva una guerriglia guidata da
gruppi partigiani chiamati Vietcong. Nel 1960 si arriva ad una guerra vera e propria.
Gli Usa inviarono in Vietnam del sud prima consiglieri militari, poi sempre più soldati
(mezzo milione!) in un’escalation inarrestabile.
Nel 1964 iniziarono a bombardare il Vietnam del nord.
Gli Usa utilizzarono sistemi atroci come il napalm, una gelatina incendiaria che bruciò
interi villaggi.
22
L’opinione pubblica si ribella alla guerra
Tali atrocità provocarono disgusto nell’opinione pubblica americana ed europea.
Questo sentimento si intrecciò alle rivolte studentesche del ‘68 che mettevano
fortemente in discussione il sistema politico americano e le sue contraddizioni.
Artisti come Bob Dylan, Joan Baez e i Beatles cantarono durante manifestazioni
oceaniche che invocavano la fine della guerra.
23
La fine della guerra
Il conflitto passò attraverso quattro presidenti: John Kennedy,
che lo iniziò, Lyndon Johnson, che intensificò l’escalation,
Richard Nixon, che arrestò l’escalation nel 1972 e concluse la
pace nel 1973 con il Trattato di Parigi, e Jimmy Carter, sotto il
quale avvenne, nel 1975, l’effettiva evacuazione di Saigon. Il
Vietnam divenne alla fine uno Stato indipendente con capitale
Ho Chi Minh (l’ex Saigon).
24
L’era Breznev
Dal 1966 al 1982 guidò l’URSS.
Si parlò di un’epoca di “stagnazione”: l’economia smise di espandersi e
l’organizzazione politica mostrò sempre più i segni della sua inadeguatezza
rispetto alla modernità.
Nel 1968 venne repressa la “primavera di Praga” (rivolta in Cecoslovacchia che
voleva maggiore indipendenza) mentre nel 1980 vennero bloccati i tentativi di
riforma in Polonia (sostenuti dal nuovo papa polacco Giovanni Paolo II).
Nel 1979 iniziò una disastrosa guerra in Afghanistan, che costò migliaia di morti ai
soldati sovietici (una sorta di “Vietnam” sovietico).
25
Gorbaciov , la “perestrojka” e la fine dell’URSS
Dal 1985 Gorbaciov iniziò una politica di radicali riforme economiche e politiche
(perestrojka) che avevano l’ambizione di ristrutturare l’URSS evitandone il crollo.
Il suo tentativo fallì: nel 1989, nel giro di pochi mesi, gli Stati dell’Europa orientale
instaurarono governi democratici, mentre il 9 novembre 1989 cadeva, per opera dei
berlinesi stessi, il simbolo della Guerra fredda: il Muro di Berlino.
Nel 1990 le repubbliche baltiche, nel 1991 le altre repubbliche federate proclamarono la
propria indipendenza.
L’URSS non esisteva più e la Guerra fredda era terminata.
Il mondo “multipolare” si rivelò però più instabile di quello “bipolare”.
26
Michail Gorbaciov
https://it-it.facebook.com/raistoria/videos/la-fine-della-guerra-fredda/70446899042
8250/
27
Il crollo del muro di Berlino
https://youtu.be/LdZVsFjWnbI
La “guerra fredda”
1949-1989
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