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Prova

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Assessment

Presentation

Professional Development

6th - 8th Grade

Practice Problem

Easy

Created by

GIORGIO ACCIAIO

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69 Slides • 6 Questions

1

media

Interventi psico-educativi con
disturbi comportamentali:
«Osservazione e Relazione»

Gorgio Acciaio

Psicoanalista, Psicologa

2

Poll

Question image

Cosa ti aspetti dalla lezione

Imparare tutto sul comportamento

Acquisire strategie

non so

altro

3

media

Disturbi dell’età evolutiva

4

Slide di prova

5

  • Item

  • Item

  • Item

media

6

Replace this text with your title

7

media

Che cosa si intende per problemi

comportamentali? Come li conosciamo?

Difficoltà di controllo e di gestione delle proprie emozioni
Incapacità di conformare il proprio comportamento alle richieste

dell’ambiente

Scarsa capacità di prendere in considerazione il punto di vista altrui
Bisogno immediato di soddisfazione delle proprie necessità con

pretesa di priorità su tutto e su tutti

Rendimento scolastico al di sotto delle competenze intellettive
Aggressività, rabbia, oppositività, provocazione, trasgressione delle

norme sociali e morali

8

media

Definizione DSM 5

«I disturbi da comportamento dirompente, del controllo degli

impulsi e della condotta comprendono problemi di
autocontrollo delle emozioni e del comportamento. (…) questi
problemi si manifestano attraverso comportamenti che violano
i diritti degli altri (per es., aggressione, distruzione della
proprietà) e/o che mettono l’individuo in contrasto
significativo con norme sociali o figure che rappresentano
l’autorità» (APA, DSM 5, p. 539).

9

10

media

DSM - 5 DISTURBI: DIROMPENTE, DEL

CONTROLLO DEGLI IMPULSI E DELLA CONDOTTA

Mancanza di controllo nel comportamento e nelle emozioni

• Disturbi che violano i diritti degli altri e le norme sociali

11

media

Disturbi Dirompenti, del Controllo degli

Impulsi e della Condotta (DSM 5):

Disturbo oppositivo-provocatorio (DOP)
• Disturbo esplosivo intermittente
• Disturbo della condotta (DC) (esordio: infanzia; adolescenza; non
specificato)
• Disturbo di personalità antisociale (DPA o DAP)
• Piromania
• Cleptomania
• Altri specificati disturbi dirompenti, del controllo degli impulsi e della
condotta
• Altri non specificati disturbi dirompenti, del controllo degli impulsi e
della condotta

12

13

media

N.B.

I disturbi comportamentali tendono ad essere più comuni nei maschi

che nelle femmine

I disturbi di questo tipo tendono a manifestarsi per la prima volta

nell’infanzia e nell’adolescenza

14

Multiple Select

scegli l'opzione

1

1

2

2

3

3

4

4

15

media

Imparare a distinguere…

Tutti i disturbi che descriveremo comportano problemi nella regolazione

emotiva e comportamentale, l’origine della differenza tra i disturbi è
l’enfasi relativa ai problemi nei due tipi di autocontrollo:

a. Disturbo della condotta è focalizzato su comportamenti scarsamente

controllati che violano i diritti degli altri, spesso sono conseguenze di
emozioni come la rabbia

b.

Disturbo esplosivo intermittente è focalizzato sul mancato
controllo delle emozioni con esplosioni di rabbia incontrollate

c. Disturbo oppositivo provocatorio si situa in un punto intermedio

tra i due precedenti, i sintomi sono distribuiti tra emozioni (rabbia e
irritazione) e comportamenti (di polemica e sfida).

16

media

N.B.

Esiste una relazione evolutiva tra il disturbo oppositivo

provocatorio e il disturbo della condotta, anche se non è detto
che i bambini con DOP sviluppino necessariamente un DC.

Molti dei sintomi che definiscono questi disturbi consistono in

comportamenti che possono verificarsi in certa misura durante
il normale sviluppo degli individui. Quello che ne fa un
disturbo è frequenza, la persistenza e la pervasività.

17

media

DISTURBO OPPOSITIVO - PROVOCATORIO

A. Un pattern di UMORE collerico/irritabile, comportamento

polemico/provocatorio o vendicativo che dura da almeno 6
mesi evidenziato dalla presenza di almeno 4 sintomi (tra i
seguenti) presente durante l’interazione con almeno una
persona diversa dai fratelli

18

Fill in the Blank

il mio testo di prova prevede --- lezione

19

media

DISTURBO OPPOSITIVO - PROVOCATORIO

UMORE ARRABBIATO/IRRITABILE
1.

Va spesso in collera

2.

È spesso permaloso o facilmente contrariato

3.

È spesso adirato o risentito

COMPORTAMENTO POLEMICO/PROVOCATORIO
4. Spesso litiga con le figure autoritarie,
5. Spesso sfida attivamente o rifiuta di rispettare le richieste delle
figure che rappresentano l’autorità o le regole
6. Spesso irrita deliberatamente gli altri
7. Spesso accusa gli altri per i propri errori e per il proprio
comportamento

20

media

DISTURBO OPPOSITIVO - PROVOCATORIO

VENDICATIVITA’
8. È stato dispettoso e vendicativo almeno due volte negli ultimi 6
mesi

N.B. La Persistenza e la Frequenza della sintomatologia si
utilizzano per distinguere il disturbo dal comportamento da un
comportamento che invece è entro i limiti della norma in
relazione alle tappe di sviluppo, genere e cultura.

21

media

DOP: DIFFERENZIZIONE RISPETTO L’ETA’

Bambini fino a 5 anni: il comportamento dovrebbe verificarsi

per la maggior parte dei giorni per un periodo di almeno 6
mesi *

Bambini dai 5 anni in su: il comportamento dovrebbe

verificarsi almeno 1 volta a settimana per almeno 6 mesi a
meno che non venga specificato diversamente (Criterio A8)

22

media

DOP: Inoltre…

B. L’anomalia del comportamento è associata a disagio

dell’individuo o di altre persone nel suo contesto sociale
(famiglia, gruppo dei pari, colleghi di lavoro) o ha un impatto
negativo sul funzionamento in ambito sociale, educativo,
lavorativo o in altre aree importanti

C. I comportamenti non si verificano esclusivamente durante il

decorso di un Disturbo Psicotico, da Uso di Sostanze, di un
Disturbo Depressivo o Disturbo Bipolare. Non devono essere
soddisfatti i criteri per Disturbo da Disregolazione dell’umore
dirompente

23

media

DOP: Specificare la Severità

Lieve: i sintomi sono limitati ad un solo contesto (casa, scuola,

lavoro, con i pari).

Moderata: alcuni sintomi sono presenti in almeno 2 contesti.
Grave: alcuni sintomi sono presenti in almeno 3 o più contesti

24

media

DISTURBO ESPLOSIVO-INTERMITTENTE

A. Ricorrenti comportamenti esplosivi che rappresentano un’incapacità

nel controllo degli impulsi aggressivi come manifestato da:

1.

Aggressione verbale (ad es. eccessi di collera, discussioni o litigi
verbali) o aggressioni fisiche verso proprietà, animali, o altri individui,
per almeno 2 volte a settimana, in media, per un periodo di 3 mesi. Le
aggressioni fisiche non provocano danno o distruzione di proprietà e
non provocano lesioni ad animali o altri individui.

2. Tre comportamenti esplosivi che implicano danno o distruzione di
proprietà e/o aggressione fisica contro animali o altri individui che si
verificano in un periodo di 12 mesi

25

media

DISTURBO ESPLOSIVO-INTERMITTENTE

B. Il grado di aggressività manifestato durante gli episodi

esplosivi è esageratamente grossolano rispetto a qualsiasi
provocazione o fattore psicosociale stressante precipitante

C. Le ricorrenti esplosioni aggressive non sono premeditate

(sono impulsive e provocate dalla rabbia) e non sono rivolte al
raggiungimento di un obiettivo (soldi, potere, intimidazione)

26

media

DISTURBO ESPLOSIVO-INTERMITTENTE

D. Le ricorrenti esplosioni aggressive causano o un disagio

marcato nell’individuo o la compromissioni nel suo
funzionamento in ambito lavorativo e interpersonale, o sono
associate a conseguenze finanziarie o legali

E. ETA’: Il soggetto deve avere almeno 6 anni (o livello di

sviluppo equivalente)

27

media

DISTURBO ESPLOSIVO-INTERMITTENTE

F. Le ricorrenti esplosioni di aggressività non sono riconducibili ad

altri disturbi mentali (per es., Disturbo Depressivo Maggiore, Disturbo
Bipolare, Disturbo Antisociale di Personalità, Disturbo Borderline di
Personalità, un Disturbo Psicotico), o non sono attribuibili ad una
condizione medica generale (per es., trauma cranico, malattia di
Alzheimer), o agli effetti fisiologici di una sostanza (per esempio
sostanza di abuso o un farmaco.

Note: questa diagnosi può essere posta in aggiunta alla diagnosi di

ADHD; DC, DOP o disturbo dello spettro autistico quando ricorrenti e
impulsive esplosioni di aggressività sono superiori rispetto a quelle
usualmente riscontrabili in tali disturbi

28

media

DISTURBO DELLA CONDOTTA

A. Una modalità di comportamento ripetitiva e persistente, in

cui vengono violati i diritti fondamentali degli altri o le
principali norme o regole sociali appropriate all’età, che si
manifesta con la presenza di almeno 3 dei seguenti 15 criteri
nei 12 mesi precedenti e almeno 1 criterio negli ultimi 6 mesi

29

Open Ended

descrivi

30

media

DISTURBO DELLA CONDOTTA: 3 criteri su 15

AGGRESSIONI A PERSONE O ANIMALI
1.

È prepotente, minaccia o intimorisce gli altri

2. Dà inizio a colluttazioni fisiche
3. Ha usato un’arma che può causare seri danni fisici ad altri (bastone,
mattone, bottiglia rotta, coltello, pistola)
4. È stato fisicamente crudele con le persone
5. È stato fisicamente crudele con gli animali
6. Ha rubato affrontando direttamente la vittima (aggressione, scippo,
estorsione, rapina a mano armata)
7. Ha costretto qualcuno ad attività sessuali

31

media

DISTURBO DELLA CONDOTTA: 3 criteri su 15

DISTRUZIONE DELLA PROPRIETA’
8. Ha deliberatamente appiccato il fuoco con l’intenzione di causare
danni seri
9. Ha deliberatamente distrutto proprietà altrui
FRODE O FURTO
10. È penetrato in edificio, domicilio o automobile altrui
11. Spesso mente per ottenere vantaggi o favori o per evitare obblighi
(“raggira gli altri”)
12. Ha rubato oggetti di valore senza affrontare la vittima (furto nei
negozi ma senza scasso, falsificazioni)

32

media

DISTURBO DELLA CONDOTTA: 3 criteri su 15

GRAVI VIOLAZIONI DI REGOLE
13. Trascorre fuori casa la notte nonostante la proibizione dei
genitori, con inizio prima dei 13 anni d’età
14. Si è allontanato da casa di notte almeno 2 volte mentre viveva
a casa dei genitori o di chi ne faceva le veci, o 1 volta senza
ritornare per un lungo periodo
15. Spesso marina la scuola, con inizio prima dei 13 anni

33

Word Cloud

i re di roma furono

34

media

DISTURBO DELLA CONDOTTA

C. L’anomalia del comportamento causa compromissione

clinicamente

significativa

del

funzionamento

sociale,

scolastico, o lavorativo

D. Se il soggetto ha 18 anni o più, non sono soddisfatti i criteri

per il Disturbo Antisociale di Personalità

35

media

DISTURBO DELLA CONDOTTA

SPECIFICARE QUALE:
312. 81 Tipo Esordio nell’Infanzia (almeno 1 sintomo prima dei 10
anni
312.82 Tipo Esordio nell’Adolescenza (gli individui non mostrano
alcun sintomo caratteristico del disturbo prima dei 10 anni)
312.89 Tipo esordio NON Specificato (i criteri per la diagnosi sono
soddisfatti ma non ci sono sufficienti informazioni disponibili per
determinare se l’esordio è stato prima o dopo i 10 anni)

36

media

DISTURBO DELLA CONDOTTA

SPECIFICARE SE:
Mancanza di Rimorso o Senso di Colpa
• Insensibilità-mancanza di empatia
• Indifferenza per i risultati
• Affettività superficiale o anaffettività

Specificare la gravità attuale:
- Lieve - Moderato - Grave

37

media

PIROMANIA

A. Appiccamento di incendi deliberato e intenzionale in più di
un’occasione
B. Tensione e eccitazione emotiva prima dell’atto
C. Il soggetto mostra fascino, interesse, curiosità o attrazione per
il fuoco e per i suoi contesti situazionali
D. Piacere, gratificazione o sollievo quando viene appiccato il
fuoco o quando assiste o partecipa ai momenti successivi

38

media

PIROMANIA

E. L’appiccamento degli incendi NON è messo in atto per un

vantaggio economico, come espressione di ideologia socio-politica,
per occultare attività criminali, per esprimere rabbia o vendetta,
per migliorare le proprie condizioni di vita, in conseguenza ad
allucinazioni o deliri, o come risultato di una compromissione del
giudizio

(ad

esempio

disturbi

neuro-cognitivi,

disabilità

intellettiva, intossicazione da sostanze).

F. L’appiccamento degli incendi NON è meglio spiegato da DC,

episodio maniacale o Disturbo Antisociale di Personalità

39

media

CLEPTOMANIA

A. Ricorrente incapacità di resistere all’impulso di rubare oggetti che
non sono necessari per un uso personale o per un valore economico
B. Aumento della tensione immediatamente prima di commettere l’atto
C. Piacere, gratificazione o sollievo nel commettere l’atto
D. Il furto non è commesso come espressione di rabbia o vendetta e non
è in conseguenza di un delirio o allucinazioni
E. Il furto non è meglio spiegato da DC, episodio maniacale o Disturbo
Antisociale di personalità.

40

Draw

collega le opzioni

41

media

Disturbo da comportamento dirompente, del controllo
degli impulsi e della condotta con altra specificazione

Questa categoria si applica in presenza di sintomi caratteristici di
comportamento dirompente, di controllo degli impulsi e di disturbo della
condotta che causano disagio clinicamente significativo o compromissione
nell’area lavorativa, sociale o in altre importanti aree, ma non soddisfano
pienamente i criteri per nessun disturbo.
Questa categoria diagnostica viene utilizzata nelle situazioni in cui il clinico
sceglie di comunicare le ragioni per cui il soggetto non può essere inquadrato
negli altri disturbi.
Viene quindi siglato Disturbo da comportamento dirompente… con
altra specificazione ed è seguito delle specifiche spiegazioni del clinico (ad
esempio “ricorrenti esplosioni comportamentali di frequenza insufficiente”).

42

media

Disturbo da comportamento dirompente, del controllo

degli impulsi e della condotta non specificato

Questa categoria si applica in presenza di sintomi caratteristici

di comportamento dirompente etc. che causano disagio
clinicamente significativo o compromissione del funzionamento
nell’area lavorativa, sociale o in altre importanti aree, ma non
soddisfano pienamente i criteri per nessun disturbo.

La

categoria

di

Disturbo

da

comportamento

dirompente… non specificato viene utilizzata nelle
situazioni in cui il clinico non spiega le ragioni per cui il
soggetto non può essere inquadrato negli altri disturbi e ci
sono scarse informazioni per fare una diagnosi più specifica.

43

media

Disturbo antisociale di Personalità

I disturbi comportamentali, soprattutto il disturbo della condotta

se non trattato può evolvere nella prima età adulta in un
disturbo antisociale di personalità.

Il disturbo antisociale di personalità è un quadro caratterizzato

da grave inosservanza e violazione dei diritti degli altri.

44

media

Disturbo di Personalità

Che cos’è un Disturbo di Personalità?
«È un pattern costante di esperienza interiore e di

comportamento che devia marcatamente rispetto alle
aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e
inflessibile, esordisce nell’adolescenza e nella prima età adulta,
è stabile nel tempo e determina disagio o menomazione»

(APA, DSM 5, p. 747).

45

media

Disturbo antisociale di Personalità

A.

Un pattern pervasivo di inosservanza e violazione dei diritti degli altri, che si
manifesta fin dall’età di 15 anni, come indicato da tre (o più) dei seguenti
elementi:

1.

Incapacità di conformarsi alle norme sociali per quanto riguarda il
comportamento legale (come indicato dal ripetersi di atti passibili di arresto)

2.

Disonestà, come indicato dal mentire ripetutamente, usare falsi nomi o
truffare gli altri, per profitto o piacere personale

3.

Impulsività o incapacità di pianificare

4.

Irritabilità e aggressività, come indicato da ripetuti scontri o aggressioni
fisiche

5.

Noncuranza sconsiderata della sicurezza propria o degli altri

46

media

Disturbo antisociale di Personalità

6. Irresponsabilità abituale, come indicato dalla ripetuta
incapacità di sostenere un’attività lavorativa continuativa
7. Mancanza di rimorso, come indicato dall’essere indifferenti o
dal razionalizzare dopo avere danneggiato, maltrattato o derubato
un altro.
B. L’individuo ha almeno 18 anni
C. Presenza di un DC con esordio prima dei 15 anni
D. Il comportamento antisociale non è conseguenza di
schizofrenia o disturbo bipolare.

47

media

Una visione dinamica dei problemi

comportamentali

È noto che con i problemi comportamentali una pedagogia

permissiva fallisce, purtroppo anche una troppo autoritaria.

E allora cosa si può fare per lavorare con ragazzi con problemi

comportamentali?

48

media

Ragionare diversamente…

49

media

Donald Winnicott

50

media

N.B.

Atto antisociale e tendenza antisociale per Winnicott non

equivalgono al concetto di personalità antisociale (Disturbo
antisociale di personalità) del DSM 5.

51

media

D. Winnicott

Donald Winnicott è stato un pediatra e psicoanalista inglese

che si è occupato di adolescenti con tendenze antisociali.

«Ciò che caratterizza la tendenza antisociale è un elemento che

costringe l’ambiente ad essere importante»

(D. Winnicott, Dalla pediatria alla
psicoanalisi, Psycho Martinelli, Firenze,
1991, p. 364)

52

media

L’atto antisociale

«L’atto antisociale è una manifestazione di speranza.
Troppe volte si vede questo momento di speranza andare perso o
sciupato per un’errata conduzione del caso o per intolleranza. (…)
la terapia adatta alla tendenza antisociale è (…) un trattamento
che va incontro a questo momento di speranza e lo accompagna»

(Winnicott, Il bambino deprivato, p. 157)

53

media

1956

Racconta che uno dei suoi primi pazienti fu un giovane

‘delinquente’:

«Potrei dire che l’analisi stava andando bene e la sua interruzione
lasciò desolati entrambi, nonostante fossi stato morsicato più
volte. (…) Il ragazzo era salito sul tetto ed aveva rovesciato una
tale quantità d’acqua da inondare il seminterrato. Aveva forzato la
portiera della mia auto e l’aveva guidata facendola partire in
quarta». (D. Winnicott, Dalla pediatria alla psicoanalisi, Psycho
Martinelli, Firenze, 1991, p. 364)

54

media

L’ambiente

«(…) una tendenza antisociale può qualche volta essere trattata

molto facilmente se l’intervento terapeutico viene completato
da cure particolari offerte dall’ambiente»

(Winnicott, La tendenza antisociale in Il
bambino deprivato, Raffaello Cortina
Editore, p. 153).

55

media

Guardare da un’altra prospettiva…

«Un delinquente è un ragazzo o una ragazza antisociale non
curato.
Un ragazzo antisociale a sua volta è un bambino deprivato.
Un bambino deprivato è quello che aveva qualcosa di
sufficientemente buono e poi l’ha perso (qualunque cosa fosse) ed
in un’epoca in cui era sufficientemente sviluppato e organizzato
per percepire come traumatica la deprivazione»

D. Winnicott, Sviluppo affettivo e ambiente

56

media

Tendenza antisociale

«Quando esiste una tendenza antisociale significa che vi è stata
una vera deprivazione (non una semplice privazione); vi è stata
cioè la perdita di qualcosa di buono che ha svolto un ruolo
positivo nell’esperienza del bambino fino ad un certo momento e
che è stato poi ritirato. Questo ritiro è durato più a lungo del
periodo di tempo in cui il bambino riesce a tener vivo il ricordo
dell’esperienza»

(Winnicott, Il bambino deprivato, p. 157)

57

media

Per chiarire…

«La tendenza antisociale non è una diagnosi. (…) Si può trovare

la tendenza antisociale in un individuo normale, in un
nevrotico o in uno psicotico. (…)

Un bambino diventa deprivato quando gli vengono a mancare

certe caratteristiche essenziali della vita familiare. (…)

Ciò che caratterizza la tendenza antisociale è un elemento che

costringe l’ambiente ad essere importante. Le pulsioni
inconsce del ragazzo obbligano qualcuno ad occuparsi di lui»

(Winnicott, Il bambino deprivato, pp. 155 sg.)

58

media

Il carattere

«Nel considerare i disturbi del carattere, mi trovo di fronte persone

intere, termine che implica un certo grado di integrazione,
indice di salute mentale. (…)

Il carattere è qualcosa che appartiene all’integrazione, è una

manifestazione di buona integrazione e un disturbo del carattere è
una deformazione della struttura dell’Io nonostante la quale
l’integrazione viene conservata. È opportuno ricordare che
l’integrazione ha un fattore tempo. Il carattere del bambino si è
formato sulla base di un processo evolutivo continuo e da questo
punto di vista il bambino ha un passato e un futuro»

59

media

Disturbo del carattere

«Uso l’espressione “disturbo del carattere” in quanto essa ci

permette di concentrare l’attenzione non tanto sul comportamento,
quanto su quelle radici della cattiva condotta che si estendono per
tutta l’area compresa fra la normalità e la delinquenza.

La tendenza antisociale può essere esaminata anche nel vostro

bambino sano, che a due anni prende dieci lire dalla borsa della
mamma. La tendenza antisociale proviene sempre da una
deprivazione e rappresenta l’esigenza del bambino di tornare, al di
là della deprivazione, alla situazione che la precedeva, quando
tutto andava bene».

60

media

Cos’è una tendenza antisociale? Come si comporta il

bambino?

«(…) il bambino, per far fronte alla propria tendenza antisociale
-può nasconderla (1)

-può sviluppare una formazione reattiva contro di essa (ad esempio può diventare
un ladruncolo), (2)

-

può sentire che gli viene fatta un’ingiustizia ed acquisire un carattere lamentoso,
(3)

-può specializzarsi nei sogni ad occhi aperti, (4)

-nelle bugie, (5)

-nella lieve attività masturbatoria cronica, (6)

-nella enuresi notturna, (7)

-nel succhiamento compulsivo del pollice, nello sfregamento delle cosce, ecc. (8)

-può manifestare periodicamente la tendenza antisociale (che è sua personale) in
un disturbo del comportamento (9)».

61

media

La speranza e la mancanza di speranza…

un paradosso

«La tendenza antisociale implica la speranza.
La mancanza di speranza è il tratto fondamentale del bambino
deprivato che, ovviamente, non è costantemente antisociale.
È nel periodo della speranza che il bambino manifesta la tendenza
antisociale.
Ciò può rappresentare un disturbo per la società (…)»

(Winnicott, Il bambino deprivato, p. 156)

62

media

Che cosa vediamo noi…

«Il disturbo del carattere, quindi, secondo il mio modo di vedere,

ha soprattutto a che fare con la deformazione della personalità
intatta dovuta agli elementi antisociali di tale personalità».

Winnicott, Sviluppo e ambiente,
p. 235

63

media

I disturbi del carattere possono essere

suddivisi secondo:

Successo o insuccesso dell’individuo nel tentativo che la sua

personalità globale fa di nascondere l’elemento malattia.

Successo significa qui che la personalità, sebbene impoverita, si è

messa in grado di socializzare la deformazione del carattere
trovandole dei vantaggi secondari o adeguandola ad un’usanza
sociale.

Insuccesso significa invece che l’impoverimento della personalità

comporta l’incapacità di stabilire un rapporto con l’insieme della
società, a causa dell’elemento nascosto della malattia.

Di fatto, la società svolge un certo ruolo nel determinare il destino di
una persona avente un disturbo del carattere, e lo svolge in vari modi.

64

media

La società come può fronteggiare questa tendenza?

Ad esempio: La società tollera la malattia individuale fino a un certo

punto. La società tollera che l’individuo non riesca a portarle un
contributo. La società tollera, o perfino accetta volentieri, forme anomale
di contributo individuale.

Oppure la società reagisce alla sfida costituita per lei dalla tendenza

antisociale di un dato individuo, e la sua reazione può essere motivata
da:

- Desiderio di vendetta.
- Desiderio di socializzare l’individuo.
- Comprensione ed applicazione nella prevenzione

65

media

Sintomi

L’individuo con un disturbo del carattere può soffrire di:
- Impoverimento della personalità,
- senso di essere vittima di ingiustizia,
- senso di irrealtà,
- consapevolezza della mancanza di uno scopo serio, ecc.
-

Insuccesso nel socializzare.

66

media

Vantaggi secondari della tendenza antisociale

«La sofferenza è presente solo nei primi stadi della malattia dell’individuo;

i vantaggi secondari prendono rapidamente il sopravvento, riducono la
sofferenza e interferiscono con la tendenza dell’individuo a cercare aiuto o
ad accettare l’aiuto offertogli.

Bisogna riconoscere che, dal punto di vista del “successo” (disturbo del

carattere nascosto e socializzato), la psicoterapia rende malato l’individuo,
perché la malattia sta fra la difesa e la salute dell’individuo.

Per contro, l’‘insuccesso’ nel nascondere il disturbo del carattere, sebbene

in un primo momento possa spingere l’individuo a cercare aiuto a causa
delle reazioni della società, non lo porta necessariamente fino al
trattamento della malattia più profonda».

67

media

N.B.

«Nei casi leggeri, l’ambiente può “curare”, perché la causa era

costituita da un insuccesso dell’ambiente stesso nel sostenere e nel
proteggere l’Io in un determinato stadio della dipendenza
dell’individuo. Ciò spiega come possa accadere che i bambini di
solito vengano “curati” di un incipiente disturbo del carattere nel
corso del loro sviluppo infantile semplicemente per mezzo della vita
familiare»

68

media

‘Qualcosa è andato storto…’

«In realtà, nei disturbi del carattere, c’è un altro elemento: la

percezione oggettiva da parte dell’individuo, in un momento della
prima infanzia, che dapprima tutto era andato bene, o abbastanza
bene, e che successivamente tutto era andato male; o, in altre
parole, che, ad un certo momento o durante una fase dello
sviluppo, si era verificato un reale fallimento del sostegno dell’Io
necessario allo sviluppo affettivo dell’individuo.

Una reazione a questo disturbo ha preso il posto del semplice

accrescimento nell’individuo; i processi maturativi vennero bloccati
a causa di una mancanza di condizioni ambientali favorevoli».

69

media

Tra disturbo e speranza…

L’individuo che soffre di tale disturbo si trova a sopportare due distinti

fardelli.

Uno di questi, naturalmente, è il peso crescente di un processo

maturativo disturbato e, sotto alcuni aspetti, ridotto o rimandato.

L’altro è la speranza, che non si estingue mai, che l’ambiente possa

riconoscere lo specifico fallimento che causò il danno, e sopperirvi.

Nella gran maggioranza dei casi, i genitori o la famiglia o il tutore del

bambino riconoscono la realtà affettiva (così spesso inevitabile)
dell’‘esser stato lasciato cadere’ (the fact of the “let-down”) e, grazie ad
un periodo di particolari cure e di indulgenze, ovverosia di una così
detta assistenza psicologica (mental nursing), aiutano il bambino a
guarire dal trauma

70

media

Tendenza all’acting out

Quando la famiglia non rimedia ai propri insuccessi, il bambino va avanti

in stato di inferiorità, essendo impegnato:

1.

ad adattarsi a vivere malgrado l’impedimento affettivo, e

2.

ad essere sempre aperto a momenti di speranza, momenti in cui
sembrerebbe possibile costringere l’ambiente a mettere in atto una
cura (di qui l’acting out).

Fra lo stato clinico di un ragazzo che è stato colpito nel modo qui

descritto e la ripresa del suo sviluppo affettivo, con tutto quello che ciò
significa in termini di socializzazione, si interpone questo suo bisogno di
far sì che la società lo riconosca e ripaghi.

71

media

Mancato adattamento dell’ambiente

«Un mancato adattamento dell’ambiente ai bisogni di un bambino che si trova

in un periodo di relativa dipendenza è sempre alla base del disadattamento di
quel dato bambino.

Il mancato adattamento dell’ambiente è inizialmente legato
1 all’educazione (nurture);
2 in un secondo tempo può aggiungervisi un insuccesso della famiglia nel sanarne
gli effetti;
3 e infine si aggiunge l’insuccesso della società quando prende il posto della
famiglia.
Vogliamo sottolineare che, in questo tipo di casi, si può dimostrare che l’insuccesso
iniziale si è verificato in un momento in cui lo sviluppo aveva reso possibile al
bambino di percepire il fallimento e la natura del disadattamento dell’ambiente».

72

media

La tendenza antisociale come difesa

La tendenza antisociale si può manifestare in due forme:
1. Con l’avanzare diritti sul tempo, sull’interesse, sul denaro ecc. delle

persone (che si esprime nel furto o nel desiderio eccessivo di avere).

2. Con l’attesa di quel grado di forza strutturale, di organizzazione e di

“ripresa” che è essenziale al bambino per essere in grado di
riposare, rilassarsi, disintegrarsi, sentirsi sicuro (attesa che si
esprime attraverso la distruttività la quale provoca appunto
un’educazione forte).

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Per concludere…

1) Alla base della tendenza antisociale vi è una buona esperienza
iniziale che è andata perduta.
2) Il bambino percepisce che la causa del problema risiede in una
carenza dell’ambiente.
3) Il fatto di sapere che la causa del problema sia esterna e legata
all’ambiente provoca la distorsione del carattere e la spinta a cercare
un rimedio in un nuovo apporto dall’ambiente.

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Nel momento della speranza il bambino/ragazzo:

A) Percepisce una situazione nuova che presenta degli elementi di

attendibilità;

B) Prova una pulsione che attiva una ricerca dell’oggetto,
C)

Riconosce che la crudeltà sta per diventare una caratteristica e
così

D) Sollecita l’ambiente affinché stia all’erta e si organizzi per

sopportare il danno,

E) Se la situazione regge, continuerà a mettere alla prova l’ambiente

per verificare se è capace di tollerare l’aggressione, prevenire e
riparare la distruzione, di riconoscere l’elemento positivo della
tendenza antisociale

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L’importanza dell’insegnante come chance

«In caso favorevole (…) le condizioni propizie possono con il

tempo permettere al bambino/ragazzo di trovare e amare una
persona, invece che continuare a cercare, trasferendo le
proprie richieste su altre persone.

Quando gli educatori conducono il bambino/ragazzo attraverso

tutti questi processi, essi fanno una terapia che è sicuramente
paragonabile al lavoro analitico»

(Winnicott, Il bambino deprivato, p. 165)

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Interventi psico-educativi con
disturbi comportamentali:
«Osservazione e Relazione»

Gorgio Acciaio

Psicoanalista, Psicologa

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