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La letteratura delle origini (ripasso, 1)

Total questions: 13

Worksheet time: 27mins

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1.

Qual è la definizione corretta di latino volgare?

a)

Si definisce latino volgare, o sermo vulgaris o rusticus, la lingua parlata dalla popolazione delle aree più periferiche dell’Impero.

b)

Si definisce latino volgare, o sermo vulgaris o rusticus, il latino quotidiano correntemente parlato dalla gente comune e relativamente diverso dal latino usato dai colti e nella scrittura.

c)

Si definisce latino volgare, o sermo vulgaris o rusticus, la lingua incline all’uso di espressioni colorite e talvolta scurrili utilizzata in talune forme letterarie, dalla commedia all’epigramma osceno.

d)

Si definisce latino volgare, o sermo vulgaris o rusticus, la lingua parlata dalla popolazione delle aree meno romanizzate dell'Impero.

2.

Individua, tra quelle proposte, la reale dinamica di sviluppo delle lingue neolatine o romanze:

a)

La caduta dell’Impero romano coincise con l’abbandono del latino come lingua della comunicazione sia orale che scritta e con l’adozione, a partire dal V secolo, delle diverse lingue locali.

b)

La caduta dell’Impero romano determinò il ritorno, prima nella comunicazione orale quindi nella scrittura, all’uso delle tre maggiori lingue romanze, quella d’oc, quella d’oïl e quella di sì (l’italiano).

c)

La caduta dell’Impero romano favorì il prevalere delle forze centrifughe in conseguenza del disgregamento dell’unità politica. Questo produsse, sul piano linguistico, la nascita delle diverse lingue romanze o neolatine.

d)

Nessuna delle tre

3.

Quali istituzioni concorsero in modo decisivo, durante l’Alto Medioevo, alla sopravvivenza della lingua e della cultura latine?

a)

Le nascenti istituzioni universitarie.

b)

Le istituzioni monastiche, ormai diffuse in tutta Europa.

c)

Le istituzioni politiche, capaci di condurre un’efficace politica culturale.

d)

Le corti feudali

4.

Nel basso Medioevo il volgare subentra sempre più al latino come lingua della comunicazione formale e letteraria perché

a)

nessuno comprende più il latino per cui è necessario ricorrere al volgare anche negli ambiti amministrativi e burocratici;

b)

la Chiesa perde il suo monopolio culturale a favore delle scuole cittadine e delle università;

c)

gli intellettuali, che in genere erano chierici, cioè uomini di chiesa, decidono di abbandonare il latino per ampliare il pubblico delle loro opere;

d)

i nuovi intellettuali si rivolgono a un nuovo pubblico formato dal ceto mercantile e dall'elite politico-amministrativa cittadina.

5.

Perché in Italia il volgare approda relativamente tardi alla scrittura letteraria rispetto a quanto avviene nel resto d'Europa? SCEGLI LE DUE OPZIONI CORRETTE.

a)

A causa del monopolio culturale della Chiesa

b)

A causa dell'assenza di un potere forte

c)

A causa del prestigio del latino avvertita come lingua della tradizione

d)

A causa dell'assenza di un potere centrale

e)

A causa della mancanza di un pubblico interessato

6.

I due generi più importanti della letteratura delle origini sono

a)

la novella e la poesia religiosa che si sviluppano nell'area tosco-umbra;

b)

la poesia religiosa e la lirica d'amore che si sviluppano rispettivamente nell'area umbra e in Sicilia;

c)

la novella e la lirica d'amore che si sviluppano rispettivamente nell'area umbra e in Sicilia;

d)

la lirica d'amore e la poesia religiosa che si sviluppano nell'area umbra e tosco-emiliana.

7.

Per letteratura cortese intediamo

a)

la produzione in versi e in prosa che si sviluppa nelle corti feudali italiane nel XIII secolo;

b)

la produzione in versi e in prosa che si sviluppa nelle corti feudali

del Sud della Francia tra XI e XIII secolo

c)

la produzione in versi e in prosa che si sviluppa nelle corti feudali francesi tra XI e XIII secolo;

d)

nessuna delle tre

8.

Individua la corretta definizione della struttura delle canzoni di gesta (chanson de geste):

a)

Le canzoni di gesta sono poemi narrativi scritti in versi e destinati principalmente alla diffusione orale.

b)

Le canzoni di gesta sono poemi narrativi di genere epico scritti in prosa e destinati alla lettura privata.

c)

Le canzoni di gesta sono poemi narrativi di genere epico scritti in prosa o in versi e destinati alla lettura privata.

d)

Le canzoni di gesta sono romanzi scritti in versi e destinati principalmente alla diffusione orale.

9.

Le Chansons de geste presentano spesso ripetizioni e forme stereotipate

a)

perché le ripetizioni conferivano enfasi al racconto;

b)

perché gli autori erano popolani incolti;

c)

perché sono il segno di un'originaria composizione orale

d)

perché non sono state sottoposte a un'opera di revisione.

10.

Quali sono i principali elementi di “modernità” della lirica trobadorica (provenzale)?

a)

Quella dei trovatori è la prima forma di poesia nata nell’ambito delle corti europee e destinata ad una diffusione sovranazionale garantita dall’uso del latino, ancora lingua universale della produzione culturale.

b)

Quella dei trovatori è la prima prova di poesia “d’arte” scritta in lingua volgare, e quindi accessibile a tutti; per la prima volta, inoltre, l’identità del poeta è dichiarata e l’autore rivendica una professionalità e un’abilità legata al possesso di un bagaglio tecnico specifico.

c)

Quella dei trovatori è la prima prova di una poesia popolare, prevalentemente anonima, scritta in lingua volgare e costruita secondo strutture semplici con l’obiettivo di renderla facilmente fruibile anche alla popolazione incolta.

11.

La lingua adottata dai poeti della Magna Curia di Federico II

a)

è il siciliano correntemente parlato dalla popolazione;

b)

è un “siciliano illustre”, depurato e raffinato

c)

è la lingua d’oc dei modelli trobadorici.

12.

Si deve a Giacomo da Lentini l’invenzione

a)

della canzone

b)

della ballata

c)

del sonetto

d)

della tenzone

13.

A che epoca risalgono i primi documenti letterari scritti in volgare in Italia?

a)

Alla seconda metà del xii secolo, con la diffusione anche in Italia di una poesia lirica in volgare, sulla scia della vicina e fortunata esperienza dei trovatori del sud della Francia.

b)

Tra il X e l’XI secolo, con il Placito cassinese, in cui, per la prima volta, il volgare viene adottato per la trascrizione e la redazione degli atti di un processo invece del latino.

c)

All’inizio del XIII secolo, con il Cantico di Frate Sole di Francesco d’Assisi, scritto in un volgare di chiara impronta umbra.