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WorksheetsThe Challenge of Cultural Relativism
Total questions: 12
Worksheet time: 8mins
Nell'osservare culture diverse si può constatare che...
si danno sempre codici morali condivisi
talvolta si danno codici morali diversi
si danno sempre e necessariamente codici morali diversi
Il relativismo culturale è la concezione secondo cui...
Tra culture diverse si danno codici morali diversi.
Il codice di una determinata cultura è superiore ai codici di altre culture.
Tra culture diverse si danno codici morali diversi e non c'è un criterio morale indipendente dalle culture.
Il codice morale della nostra cultura è l'unico ingrado di valutare gli insiemi di precetti morali delle altre culture.
Perché l'argomento delle differenze culturali non è un buon argomento per sostenere la tesi del relativismo culturale?
Perchè la tesi del relativismo culturale ha una solida base intuitiva, dunque non necessita di venir dimostrata.
Perchè la base fattuale a sostegno della tesi non è sufficientemente ampia: ci vogliono più dati.
Perchè si danno verità morali transculturali, dunque la conclusione è falsa.
Perché deriva una conclusione sulla realtà morale a partire dalle credenze/opinioni degli individui.
Con quale strategia argomentativa l'autore l'implausibilità del relativismo culturale?
Mostrando degli esempi di verità morali universali, indipendenti dalle culture: c'è molto più accordo morale di quanto si creda.
L'autore non mostra l'implausibilità del relativismo culturale: lo problematizza, ma lascia aperta la questione sulla sua verità.
Con un'argomentazione per assurdo: ne assume la validità e ne deriva conseguenze assurde; dunque ne rigetta la validità.
Con un'analogia rispetto all'impresa scientifica: come nella scienza si avanza una pretesa di verità per gli asserti scientifici, così è anche in morale per i giudici etici.
Se l'argomento delle differenze culturali non è un argomento valido allora segue che il relativismo culturale è falso.
Falso
Vero
Le differenze dei codici morali delle diverse culture sono esclusivamente differenze nei valori?
Sì, i codici morali sono fondati unicamente sui valori: giudizi di fatto sul mondo, storia e condizioni ambientali non hanno rilievo nella dimensione morale.
Quasi sempre sì: codici morali diversi rimandano per lo più a valori diversi. Prevalentemente le culture non si trovano d'accordo sui valori.
No, i codici morali sono fondati su molteplici aspetti diversi: giudizi di fatto sul mondo, storia e condizioni ambientali hanno rilievo nella dimensione morale.
Nell'esempio del divieto morale per gli indù di uccidere le vacche, su che cosa potrebbe fondarsi il precetto?
Sul valore in sé dell'animale: la vacca è animale sacro, dunque di valore.
Sulla credenza intorno alla reincarnazione delle anime, che è un giudizio di fatto sul rapporto tra fatti naturali e soprannaturali.
Sulle difficili condizioni dell'ambiente che dunque tutela gli animali produttori di latte.
Su un imperativo divino.
Come si potrebbe conciliare la divergenza riguardo al precetto morale sugli infanticidi, tra noi e la cultura degli eschimesi?
Convincendo gli eschimesi, attraverso un discorso razionale, che la loro norma è ingiusta.
Mutando le condizioni ambientali, tecnologiche e di sopravvivenza del contesto di vita degli eschimesi.
Non è possibile conciliare la differenza: si fonda su valori morali incommensurabili.
Come farebbe Protagora: persuadendo gli eschimesi dell'inutilità dell'infanticidio, quindi agendo con la retorica sulle loro opinioni, per far loro credere ciò che è più utile alla loro comunità.
Secondo l'autore ci sono valori universalmente condivisi da tutte le società. Con quale tipo di argomento individua alcuni di questi?
Con un argomento statistico: cita due valori tutelati dalla morale - il divieto di uccidere e la proibizione di mentire - ed elenca il grande numero di società in cui sono rispettati.
Con una sorta di esperimento mentale simile alla procedura per assurdo: si immagina una società priva di quel valore, si osservano le conseguenze e si conclude della necessità del valore.
Con un'analogia presa dalla linguistica: così come è sempre possibile tradurre una lingua in un'altra per via di significati comuni, è possibile individuare valori comuni tra più culture.
L'autore non ritiene ci siano valori condivisi. La differenza culturale impedisce la condivisione di valori morali.
Il relativismo culturale è spesso presentato come una concezione morale avanzata e adatta all'attuale mondo globalizzato, dove si moltiplicano i rapporti tra culture diverse. Secondo te è più facile essere un relativista culturale nel mondo attulae globalizzato o in un mondo dove le diverse culture hanno meno relazioni?
È più facile essere relativisti nel mondo globalizzato contemporaneo.
È più facile essere relativisti in un mondo dove le culture hanno meno rapporti tra loro.
Non ci sono differenze, la situazione è all'incirca simile.
L'autore avanza una proposta per un criterio di valutazione morale universale degli atti e delle pratiche, indipendendente dalle specifiche culture e valido per ogni società. Qual è?
Il vantaggio per classe dominante in quella specifica società dato dall'atto o dalla pratica.
Il benessere e la felicità delle persone coinvolte nella pratica o soggette all'atto.
La conformità dell'atto o della pratica ad un criterio religioso universale.
L'utilità, il vantaggio, la felicità per il maggior numero di persone che quella pratica o atto possono produrre.
Secondo le considerazioni conclusive dell'autore, il relativismo è
Una teoria implausibile, che tuttavia ci insegna a guardare criticamente i nostri codici etici spesso irragionevolmente pretesi universali, a non confondere ciò che crediamo vero con ciò che è vero.
Una teoria plausibile che ci insegna che non è mai legittimo criticare i codici morali delle altre culture, ci offre una lezione di tolleranza e ci invita all'ascolto dell'altro, del diverso.
Una teoria coerente che mostra come ogni credenza morale sia giusticabile solamente attrraverso standard intraculturali.
Una teoria implausibile, che ignora il primato della razionalità occidentale, e la abbassa al livello delle altre culture che non hanno conosciuto lo sviluppo filosofico e scientifico.
