WorksheetsFoscolo
Total questions: 11
Worksheet time: 7mins
La formazione di Foscolo
si basa esclusivamente sulla cultura classica, poiché egli si sente erede della civiltà greca.
unisce tradizione classica, razionalismo illuminista e orientamenti preromantici.
è segnata dall’Illuminismo settecentesco ed esclude i modelli classici della tradizione italiana, come Dante e Petrarca.
respinge il materialismo, ossia l’idea che il mondo sia un aggregato casuale di elementi materiali secondo forze meccaniche.
L’esperienza di Foscolo è segnata da una delusione storica perché
la Rivoluzione francese ha sovvertito la quiete dell’ancien régime che garantiva ordine e libertà.
il governo democratico formatosi a Venezia dopo l’arrivo di Napoleone mette in atto una violenta persecuzione contro di lui.
con il Trattato di Campoformio Napoleone cede Venezia all’Austria e tradisce le attese di libertà degli italiani.
dopo la vittoria di Napoleone a Marengo, Foscolo non ottiene i riconoscimenti pubblici che aveva sperato.
La morte, secondo Foscolo
è vagheggiata come sinonimo di quiete, ma è al tempo stesso respinta in nome di un ideale combattivo ed eroico.
è rifiutata categoricamente: il suicidio, in particolare, è rappresentato nelle opere di Foscolo come un atto vile e indegno.
è attesa con fiducia, come unico scampo alla negatività del presente, perché dopo la morte si aprirà una dimensione ultraterrena.
è temuta profondamente: il poeta la esorcizza evitando di parlarne nelle sue opere.
Lo stile del romanzo Ultime lettere di Jacopo Ortis può essere definito
argomentativo, perché il protagonista intende spiegare logicamente le motivazioni delle proprie scelte, secondo il razionalismo illuminista.
teatrale, perché il racconto sembra il monologo di un eroe tragico alfieriano.
epico, perché le imprese del protagonista rappresentano quelle di un intero popolo.
dimesso, perché il protagonista narra a un amico la propria quotidianità in modo semplice.
Nel sonetto A Zacinto il tema dominante è
la bellezza femminile come forza purificatrice e rasserenatrice.
la serena contemplazione della morte come fine dei tormenti dell’esistenza.
il valore morale e civile delle sepolture dei grandi uomini.
il dramma dell’esilio assieme all’illusione di una sepoltura compianta dalle persone care.
Quale occasione ispirò al poeta la composizione del carme Dei sepolcri?
Una discussione con l’amico Ippolito Pindemonte e la successiva riflessione personale in merito al Trattato di Campoformio.
Una discussione con l’amico Ippolito Pindemonte in cui Foscolo si proclamò convinto dell’utilità delle tombe, contro le perplessità materialiste e nichiliste di Pindemonte.
Una discussione con l’amico Ippolito Pindemonte in merito alla questione dell’utilità delle tombe, che Foscolo in un primo momento negò in nome delle dottrine materialiste e nichiliste, salvo poi rivalutarne il significato a seguito di un’ulteriore riflessione personale.
I Sepolcri furono composti nel 1806 a seguito della tumulazione in Santa Croce, a Firenze, di Vittorio Alfieri, morto proprio quell’anno.
In che senso il sepolcro, per Foscolo, può diventare il centro dei valori civili di un popolo?
In quanto ne conserva le tradizioni e tramanda la memoria dei grandi uomini e delle azioni eroiche, spingendo alla loro imitazione.
In quanto, ricordando all’uomo che la morte è la dissoluzione totale dell’essere, lo spinge a usare nel modo migliore il poco tempo che gli è dato da vivere.
In quanto, inducendo nell’uomo il timore della morte, lo spinge a guardare con fede ai valori cristiani come unico autentico fondamento del vivere civile.
In quanto mostra come le tradizioni dei popoli e le azioni eroiche dei grandi uomini siano comunque destinate a morire e a essere cancellate dall’oblio, stimolando pertanto gli individui a rinnovare incessantemente il “contratto sociale” che li unisce, senza nostalgie per il passato.
Nei Sepolcri Foscolo ravvisa qualche possibilità di azione politica nell’Italia del suo tempo?
No; infatti appare ancora profonda in lui la delusione delle speranze rivoluzionarie provocata dal tradimento napoleonico e ravvisabile nelle pagine dell’Ortis.
No; infatti la riflessione, di matrice materialista e nichilista, sulla morte come totale dissoluzione dell’essere finisce per vanificare per Foscolo ogni slancio eroico e ogni velleità di lotta.
Sì; infatti Foscolo, abbandonate le velleità eroiche e rivoluzionarie a seguito della delusione per il tradimento napoleonico, prospetta un approccio più realistico all’azione politica, basato sulla ricerca del compromesso e sul ricorso alla diplomazia.
Sì; infatti nei Sepolcri Foscolo prospetta la possibilità di un riscatto degli Italiani dalla loro tragica condizione grazie all’incoraggiamento proveniente dalle memorie del passato preservate dal culto delle tombe.
Nel poemetto Foscolo rivaluta l’importanza solo delle tombe dei grandi uomini?
Sì; essi solamente e le loro imprese possono infatti sopravvivere, secondo il poeta, nella memoria dei posteri grazie al culto della tomba.
Sì; infatti solo i grandi uomini sopravvivono alla totale dissoluzione della morte, che attende invece le persone comuni.
No; infatti Foscolo ritiene, al contrario, che il culto della tomba possa assicurare una forma, seppure illusoria, di sopravvivenza anche alle persone comuni, preservando il loro ricordo nell’affetto dei vivi.
No; in realtà nel poemetto Foscolo non distingue fra le tombe dei “grandi” e quelle dei “piccoli”, perché dopo la morte l’anima non sopravvive al corpo e la tomba appare pertanto del tutto inutile.
Come appare caratterizzato lo stile del poemetto per quanto riguarda il lessico e la sintassi?
Il lessico, aulico e classicheggiante, rimanda al modello di Petrarca e Ariosto; la sintassi è sempre concisa e lapidaria.
Il lessico, aulico e classicheggiante, rimanda al modello di Parini e Alfieri, anche se la parola è sempre carica di echi e suggestioni profondamente personali; la sintassi varia dalla sentenza concisa e lapidaria al periodare ampio e complesso, ricco di subordinate e di inversioni.
Il lessico, estremamente originale, non rimanda ad alcun modello precedente, e la parola appare sempre carica di echi e suggestioni profondamente personali; la sintassi è ampia e complessa, ricca di subordinate e di inversioni.
La sintassi è semplice e prevalentemente paratattica; ciò che conferisce grande intensità lirica al poemetto è il lessico, estremamente elevato e aulico.
Il carme Dei sepolcri
è l’espressione più profonda e sconsolata del nichilismo di Foscolo.
a differenza dell’Ortis, esclude ogni possibilità di azione politica dell’uomo giusto nella storia.
rientra nel genere della “poesia cimiteriale” e ha una struttura argomentativa che esplicita con chiarezza i passaggi logici tra un concetto e l’altro.
è caratterizzato da un continuo variare di tono, poiché passa dall’interrogazione problematica alla polemica,dall’argomentazione alla rievocazione mitica.
