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Sicurezza alimentare e tutela dell'ambiente

Total questions: 111

Worksheet time: 2hrs 17mins

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1.

I prodotti agroalimentari possono contenere sostanze tossiche presenti in modo naturale o provenienti da contaminazioni che possono avvenire durante i processi di trasformazione o di conservazione degli alimenti.

Come vengono classificate queste contaminazioni in base all'agente contaminante?

a)

Chimiche, fisiche, biologiche

b)

Naturali, artificiali, patologiche

c)

Batteriche, naturali, chimiche

d)

Crociate, dirette, indirette

2.

È la contaminazione dovuta a sostanze prodotte dal metabolismo di esseri viventi estranei all'alimento o correlate con varie attività umane:

a)

Contaminazione fisica

b)

Contaminazione biologica

c)

Contaminazione chimica

d)

Contaminazione naturale

3.

È la contaminazione causata principalmente dalla presenza di corpi estranei nell'alimento

a)

Contaminazione crociata

b)

Contaminazione diretta

c)

Contaminazione fisica

d)

Contaminazione biologica

4.

È la contaminazione correlata con la presenza di microrganismi o parassiti indesiderati nell'alimento

a)

Contaminazione batterica

b)

Contaminazione biologica

c)

Contaminazione patogena

d)

Contaminazione chimica

5.

Cosa si intende per fattori antinutrizionali?

a)

Sono fattori che non sono adatti alla nutrizione dell'essere umano

b)

Sono composti tossici presenti già in origine nell'alimento che vengono inattivati tramite cottura o o consumo moderato

c)

Sono agenti patogeni che si manifestano tramite contaminazione con la mano dell'uomo non igienizzata

d)

Sono fattori che avvengono per mezzo di cotture o conservazioni sbagliate degli alimenti e che comportano caratteri antinutrizionali

6.

Come si sviluppano le micotossine negli alimenti?

a)

Tramite conservazione inadeguata o durante lo sviluppo della pianta

b)

Tramite cottura inadeguata o conservazione in contenitori non idonei

c)

Tramite conservazione senza considerare le corrette temperature

d)

Senza seguire la catena del freddo

7.

Cos'è un fitofarmaco?

a)

Un farmaco che permette di garantire una sana alimentazione al genere animale

b)

Un farmaco che permette all'animale di produrre maggiormente anche nei casi in cui non è possibile l'attività ordinaria di sopravvivenza

c)

Qualsiasi agente chimico utilizzato nella lotta antiparassitaria con lo scopo di aumentare la resa di produzione

d)

Agenti chimici inseriti in piccole quantità negli alimenti che permettono la lunga conservazione per la messa in commercio

8.

Quali requisiti, tra quelli elencati, devono possedere i materiali impiegati nella conservazione degli alimenti? (imballaggi, contenitori)

(Più di una risposta è corretta)

a)

Essere igienicamente sicuri

b)

Essere di materiale non plastico

c)

Non conferire agli alimenti contenuti odori sapori estranei

d)

Non essere rotti o scheggiati

9.

Cosa si intende con l'acronimo MOCA?

a)

Mezzi Originari per la produzione di Contenitori Artificiali

b)

Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti

c)

Moduli e Operazioni per la Conservazione Alimentare

d)

Metodologie e Origine della Conservazione degli Alimenti

10.

Cosa prevede la normativa italiana (DM 21/03/1973), in linea con quella europea (R. 1935/2004), riguardo la prevenzione per la sicurezza alimentare?

a)

Tutti i materiali impiegati nella fabbricazione di contenitori per alimenti e bevande devono essere inseriti e approvati nelle liste positive del Ministero della Salute

b)

La filiera alimentare deve seguire le regole e le norme per garantire la sicurezza alimentare dal punto di vista igienico-sanitario

c)

Tutti gli operatori e i consumatori che entrano in contatto col cibo devono prestare massima attenzione per prevenire il rischio di contaminazione alimentare

d)

Un elevato livello della vita e della salute umana, così come la tutela e il benessere animale e vegetale attraverso procedure legali di agricoltura, allevamento, pesca, produzione e somministrazione degli alimenti

11.

Quali, tra gli elementi indicati, è adatto maggiormente alla conservazione degli alimenti?

a)

Alluminio

b)

Ceramica

c)

Acciaio inox

d)

Rame

12.

Cosa si intende col termine "manipolazione" nell'ambito della sicurezza alimentare?

a)

Qualsiasi operazione in cui gli alimenti entrano a contatto con superfici, utensili, attrezzature e mani per essere trasformati, preparati e somministrati

b)

Tutte le operazioni consentite dalla filiera alimentare onde evitare qualsiasi caso di contaminazione

c)

Identifica il tempo di gestione dell'alimento nelle fasi di preparazione, cottura e somministrazione onde evitare proliferazione batterica

d)

Il tempo e il livello igienico-sanitario in cui un alimento entra a contatto con la mano dell'uomo e l'utensile o l'attrezzatura utilizzata per il suo scopo

13.

La contaminazione biologica è causata da microrganismi patogeni in grado di causare malattie all'essere umano. Attraverso quali modalità possono essere trasmessi?

a)

Solida, liquida, gassosa

b)

Naturale, artificiale, artificiosa

c)

Diretta, indiretta, crociata

d)

Umana, animale, batterica

14.

Contaminazione che si manifesta quando l'alimento entra a contatto direttamente con l'uomo o l'animale malato:

a)

Diretta

b)

Indiretta

c)

Crociata

d)

Biologica

15.

Contaminazione che si manifesta quando l'alimento entra a contatto con vettori (mosche, topi, animali domestici) o attraverso veicoli (acqua, suolo, aria):

a)

Diretta

b)

Indiretta

c)

Crociata

d)

Biologica

16.

Contaminazione che si manifesta quandoi germi patogeni sono trasferiti da un alimento all'altro attraverso utensili, attrezzature o mani dell'essere umano:

a)

Diretta

b)

Indiretta

c)

Crociata

d)

Biologica

17.

I batteri utilizzano le sostanze organiche presenti nell'ambiente che li circonda per nutrirsi e modificarsi. Quali altri fattori, tra quelli elencati, influiscono sulla loro crescita?

a)

Tempo

b)

Freddo

c)

Animali

d)

Muffe

18.

Le malattie batteriche che possono essere trasmesse con gli alimenti sono molto numerose; in base alla modalità di trasmissione come possono essere definite?

a)

Tossinfezioni e infezioni

b)

Dissenteria e asfissia

c)

Allergia e intolleranze

d)

Contaminazioni e infestazioni

19.

Ta le principali malattie batteriche di origine alimentare la salmonellosi rappresenta un problema sanitario di particolare rilievo. Quali sono gli alimenti maggiormente a rischio di tale malattia?

a)

Pollame, uova, creme, latte e derivati, frutti di mare

b)

Scatolame e conserve sott'olio

c)

Carne bovina e ovina, uova, conserve

d)

Carne suina, pesce crudo, conserve sott'olio o sottaceto

20.

Ta le principali malattie batteriche di origine alimentare il botulismo rappresenta un problema sanitario di particolare rilievo. Quali sono gli alimenti maggiormente a rischio di tale malattia?

a)

Pollame, uova, creme, latte e derivati, frutti di mare

b)

Conserve, insaccati e alimenti sott'olio

c)

Carne bovina e ovina, uova, conserve

d)

Carne suina, pesce crudo, conserve sott'olio o sottaceto

21.

Per additivo alimentare si intende "qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento e non utilizzata come ingrediente, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, che si possa presumere diventi un componente di tali alimenti direttamente o indirettamente".

a)

Direttiva Europea 91/105

DM n 515 del 5/11/1992

b)

Direttiva Europea 90/106

DM n 526 del 6/11/1995

c)

Direttiva Europea 89/107

DM n 525 del 6/11/1992

d)

Direttiva Europea 79/104

DM n 232 del 6/12/1993

22.

Da chi viene predisposta la lista positiva contenente l'elenco degli additivi autorizzati nell'industria alimentare?

a)

Ministero della Salute

b)

Amministrazione sanitaria insieme ad altre amministrazioni e associazioni interessate

c)

ASL di Roma

d)

NAS

23.

In base all'origine, quali tipi di additivi si possono distinguere?

a)

Naturali, animali, chimici

b)

Naturali, natural-identici, sintetici

c)

Animali, vegetali, sintetici

d)

Chimici, naturali, vegetali

24.

Cosa prevede la direttiva UE n.93 del 16/11/1993?

a)

Indica quali materiali sono consentiti per la conservazione o imballaggio degli alimenti

b)

Definisce le procedure atte alla creazione del piano HACCP

c)

Definisce i gruppi degli additivi impiegati nell'industria alimentare

d)

Definisce le regole per un corretto utilizzo degli agenti chimici nell'industria alimentare

25.

L'acido acetico (E260) è una sostanza naturale presente nell'aceto. Dove viene impiegato?

a)

Nel settore dei sottaceti

b)

Nel settore della panificazione e dei dolci lievitati

c)

Nel settore delle bevande alcoliche derivate dall'uva

d)

Nel settore farmaceutico

26.

L'acido sorbico (E200) si trova naturalmente nelle bacche del sorbo degli uccellatori. Dove è consentito il suo impiego?

a)

Bevande aromatizzate alcoliche e analcoliche, frutta essiccata, olive, formaggi non stagionati

b)

Settore della panificazione e dolciario, preparazioni a base di confetture e creme spalmabili

c)

Prodotti dolciari come caramelle, cioccolato e bevande analcoliche al gusto di frutta

d)

Settore dei sottaceti e sottolio

27.

Il lisozima (E1105) è un enzima presente in modo naturale nell'albume dell'uovo e in molti tessuti animali. Dove è consentito il suo impiego?

a)

Formaggi stagionati

b)

Insaccati

c)

Preparazioni a base di carne (cotolette, ali di pollo impanate ecc.)

d)

Preparazioni vegetali e vegane

28.

Cosa si intende per antiossidanti?

a)

Sostanze artificiali che mantengono intatta la struttura di un determinato materiale

b)

Sostanze capaci di fissare l'ossigeno impedendo l'avvio del processo di irrancidimento o l'imbrunimento

c)

Sostanze naturali che mantengono intatta la struttura di un determinato materiale

d)

Sostanze utilizzate per non far appassire le piante che vanno a rimpolpare il concime mantenendolo sempre idoneo all'alimentazione della pianta

29.

L'acido ascorbico (E300) è un antiossidante consentito in bibite, succhi di frutta, confetture e altri prodotti simili. Da dove deriva tale sostanza?

a)

Alcune tipologie di piante come le leguminacee e le graminacee

b)

Vitamina C come Kiwi, agrumi, frutti di bosco

c)

Si ricava dalla soia

d)

Dalla canna da zucchero o dalla barbabietola da zucchero

30.

Indica, tra quelli elencati, un addensante utilizzato nell'industria alimentare:

a)

Agar agar

b)

Olio

c)

Acquafaba

d)

Uova

31.

I coloranti sono una vasta gamma di sostanze, indicate e comprese nelle sigle da E100 a E180, che possono essere aggiunte agli alimenti per accentuarne o modificarne il colore. Come si suddividono?

a)

Inorganici, organici naturali, organici sintetici

b)

Naturali, artificiali, chimici

c)

Animali, vegetali, naturali

d)

Sintetici, naturali, artificiali

32.

Qual è l'esaltatore di sapidità maggiormente utilizzato nell'industria alimentare?

a)

Glutammato monosodico

b)

Dado da brodo

c)

Sale marino e sale rosa dell'Himalaya

d)

Cappero

33.

Cosa si intende per edulcorante?

a)

Sostanze dal gusto dolce di origine naturale o ricavate da sintesi che sostituiscono lo zucchero

b)

Sostanze dal gusto acido di origine naturale o ricavate da sintesi per contrastare il gusto dolce naturale di alcuni alimenti

c)

Sostanze dal gusto amaro di origine naturale o ricavate da sintesi per contrastare il gusto dolce naturale di alcuni alimenti

d)

Sostanze dal gusto fruttato di origine naturale per contrastare il gusto amaro naturale di alcuni alimenti

34.

Qual è il regolamento in materia igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e bevande in Italia?

a)

DPR 325

del

26 Marzo 1980

b)

DPR 326

del

26 Marzo 1980

c)

DPR 327

del

26 Marzo 1980

d)

DPR 328

del

26 Marzo 1980

35.

La dispensa è il locale adibito al deposito dlle derrate alimentari. In questo luogo, ben areato e asciutto, gli alimenti non deperibili dove devono essere conservati?

a)

In un pallet che le sollevi dal pavimento

b)

In apposite scaffalature

c)

Nel pavimento, in linea col muro

d)

In uno spazio apposito

36.

Dove devono essere conservati gli alimenti deperibili nella dispensa?

a)

In apposite scaffalature

b)

In frigorifero

c)

In apposite celle frigorifero

d)

Dipende dagli alimenti

37.

L'organizzazione delle fasi lavorative nell'azienda ha la finalità di impedire le contaminazioni micribiche sia nella fasi dell'elaborazione degli alimenti sia nei prodotti finiti.

Il pericolo di una contaminazione microbica sarà minore se le fasi lavorative seguono quale criterio?

a)

Criterio di marcia in avanti

b)

Criterio di igiene e sicurezza

c)

Criterio delle zone grigie e bianche

d)

Criterio dell'igiene personale

38.

Esiste una normativa adatta all'istruzione del personale alimentare nell'ambito dell'igiene e sicurezza?

a)

No, il personale alimentare viene formato sul campo e durante il lavoro

b)

Sì, tale normativa obbliga il datore di lavoro (o chi ne fa le veci) di istruire e formare il proprio personale in materia di igiene e sicurezza

39.

A cosa serve la pulizia attraverso detergenti?

a)

Ad eliminare parzialmente microrganismi dalle superfici lavabili delle aree

b)

Ad eliminare in maniera totale microrganismi dalle superfici lavabili delle aree

c)

A rimuovere lo sporco grossolano per sottrarre terreno di sviluppo ai microrganismi

d)

A rimuovere macchie di grasso visibili nelle superfici

40.

A cosa serve la disinfezione attraverso disinfettanti?

a)

A eliminare la proliferazione batterica delle superfici precedentemente pulite con detergente

b)

A ridurre la carica batterica delle superfici precedentemente pulite con detergente

c)

A rimuovere totalmente i microrganismi dalle superfici

d)

A rimuovere totalmente i microrganismi dalle superfici solo ed esclusivamente se effettuate con detergenti chimici

41.

A cosa serve la disinfestazione attraverso disinfestanti?

a)

A eliminare microrganismi presenti in tutte le attrezzature e superfici dell'area

b)

A eliminare macroparassiti vettori di malattie infettive

c)

A eliminare parzialmente microparassiti vettori di malattie infettive

d)

A igienizzare in modo continuo le zone grigie di un'area ristorativa

42.

A quale temperatura i microrganismi patogeni trovano condizioni favorevoli alla loro proliferazione?

a)

tra i 20 e 40°C

b)

tra i 5 e 50°C

c)

tra lo 0 e 25°C

d)

tra i 10 e 40°C

43.

Qual è la temperatura adatta alla refrigerazione di un alimento?

a)

sopra gli 0°C e fino ai 10°C

b)

sotto lo 0°C e fino a -10°C

c)

sopra i 10°C e fino a 20°C

d)

sotto i 10°C e fino a 0°C

44.

Qual è la differenza principale tra congelamento e surgelazione?

a)

La surgelazione viene eseguita esclusivamente su prodotti già puliti, lavati, pronti alla cottura e consumo

b)

La congelazione viene eseguita nei ripiani bassi del frigo

c)

La surgelazione avviene in maniera ultra rapida per superare la zona di cristallizzazione dell'alimento

d)

La congelazione avviene a temperature molto inferiori rispetto alla surgelazione

45.

Quale metodo di conservazione sfrutta il principio HTST (High Temperature Short Time)?

a)

Sterilizzazione

b)

Cottura a vapore

c)

Pastorizzazione

d)

Surgelazione

46.

Metodo di conservazione che permette di eliminare totalmente microrganismi, spore e virus

a)

Pastorizzazione

b)

Affumicatura

c)

Surgelazione

d)

Sterilizzazione

47.

Le industrie della trasformazione degli alimenti si basano su moderni sistemi di gestioni atti a garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari. Quali sono i principali sistemi impiegati?

(Più di una risposta è corretta)

a)

BPF o GMP

b)

HTST

c)

ISO

d)

HACCP

e)

OMS e FAO

48.

Il termine "autocontrollo" nell'ambito della sicurezza alimentare:

a)

Viene specificato come procedura primaria nel piano HACCP

b)

Si riferisce alle operazioni di monitoraggio contenute nel piano HACCP

c)

L'OSA gestisce autonomamente procedure e verifiche atte a garantire la sicurezza dell'alimento

d)

È il sistema su cui si regge la sicurezza e l'igiene alimentare

49.

Quando è stato reso obbligatorio il sistema HACCP in Italia?

a)

il 26/05/1990 attraverso il

D.lgs. 155/90

b)

il 26/05/1992

attraverso il

D.lgs. 155/92

c)

il 26/05/1997 attraverso il

D.lgs. 155/97

d)

il 26/05/1998

attraverso il

D.lgs. 155/98

50.

Da quale norma della CE è stato abrogato Il D.lgs. 155/97?

a)

R. (CE) 853/2004

b)

R. (CE) 883/2004

c)

R. (CE) 854/2004

d)

R. (CE) 852/2004

51.

Il pacchetto igiene

a)

850-853/2004

b)

852-853-854/2004

c)

852-853/2004

625/2017

d)

852-853/2004

52.

Qual è il regolamento generale sulla legislazione alimentare nell'unione europea?

a)

R.(CE) 170/2002

b)

R.(CE) 177/2002

c)

R.(CE) 178/2002

d)

R.(CE) 197/2002

53.

Qaule autorità europea è stata stabilita col R.(CE) 178/2002?

a)

HACCP

b)

EFSA

c)

OMS

d)

FAO

54.

Col termine rintracciabilità:

a)

Viene rintracciato un prodotto difettoso dal mercato

b)

Si ricostruisce il percorso di un alimento in tutte le sue fasi nessuna esclusa

c)

Si comunica al cliente l'acquisto di un alimento scaduto

d)

Si garantisce al cliente sicurezza

55.

Da quale regolamento è stato abrogato il R. (CE) 854/2004 del pacchetto igiene?

a)

R. (CE) 825/2017

b)

R. (CE) 625/2017

c)

R. (CE) 125/2017

d)

R. (CE) 855/2010

56.

Su cosa si basa il sistema HACCP?

a)

Sul garantire la sicurezza alimentare a tutti gli esseri umani

b)

Sull'analisi dei pericoli e dei rischi e sull'identificazione dei punti critici di controllo e la loro successiva gestione

c)

Sul controllo degli ispettori denominati dall'ASL locale e i NAS statali

d)

Sul compilare un registro o un documento che stabilisce i comportamenti di un'azienda alimentare

57.

Quale funzione assolve il diagramma di flusso in un piano HACCP?

a)

Garantisce ordine e pulizia nelle fasi di lavorazione

b)

Facilita l'elaborazione di un errore quando un CCP supera il limite prestabilito

c)

Garantisce a ricordare le operazioni e le procedure svolte durante il processo di trasformazione alimentare

d)

Fornisce una descrizione schematica e sequenziale delle fasi che costituiscono il processo di produzione e lavorazione di un alimento

58.

Nell'ambito del sistema HACCP, cos'è un CCP?

a)

Una fase molto delicata in cui un alimento è tra l'essere contaminato ma allo stesso tempo può salvarsi su intervento dell'OSA

b)

Un punto critico di controllo

c)

Qualsiasi punto, fase o procedura a cui può essere applicato un controllo per prevenire, ridurre o eliminare un pericolo

d)

Una procedura utilizzata per verificare il punto limite di contaminazione che può ricevere un alimento prima di essere messo in commercio

59.

Nel sistema HACCP in cosa consiste la fase di monitoraggio?

a)

Nel controllare che tutte le fasi su cui si basa il sistema HACCP vengano rispettate affinché l'alimento sia garantito da ogni punto di vista igienico-sanitario

b)

Nel monitorare come si comporta un alimento messo sotto stress per verificarne la data di scadenza per la messa in commercio

c)

Nel controllare le fasi di sviluppo di un alimento

d)

Nell'osservare un parametro al fine di garantire che un CCP sia sotto controllo

60.

Quando un CCP si discosta dai limiti critici prefissati cosa bisogna fare?

a)

Attuare le azioni correttive

b)

Buttare l'alimento

c)

Igienizzare e sanificare

d)

Pulire e detergere onde evitare la contaminazione di tutto il lotto

61.

A chi sono affidate le operazioni di controllo del rispetto della norma sulla sicurezza e sull'igiene alimentare?

a)

Ministero della salute

b)

OMS e FAO

c)

OMS

d)

ASL e NAS

62.

Cosa prevede il libro bianco sulla sicurezza alimentare attuato dalla CE il 12/01/2000?

a)

La promozione di vini naturali, organici e biologici

b)

La tutela e il benessere animale, misure di controllo, controlli sull'utilizzo di fitofarmaci, igiene dei prodotti alimentari

c)

L'utilizzo di OGM, i prodotti biologici

e organici

d)

La promozione di una dieta vegana per diminuire gli allevamenti intensivi animali

63.

Cos'è il Codex Alimentarius attuato dalla FAO e dall'OMS nel 1962?

a)

Una raccolta di norme internazionali sulla sicurezza alimentare in modo tale da essere adottato per la nascita di un sistema uniforme

b)

Un codice che sancisce quali siano, in base alle diverse nazioni, le migliori alimentazioni da seguire per tutelare il benessere umano

c)

Un codice in continuo aggiornamento contenente gli alimenti commerciabili nel mondo

d)

Un sistema per garantire la massima sicurezza alimentare e l'igiene dei prodotti alimentari

64.

In base ai trattamenti di conservazione gli alimenti possono essere classificati in prodotti di 1a, 2a, 3a, 4a, 5a gamma.

A quale gamma appartengono i prodotti che non hanno subito nessun trattamento conservativo?

a)

1a

b)

2a

c)

3a

d)

4a

e)

5a

65.

In base ai trattamenti di conservazione gli alimenti possono essere classificati in prodotti di 1a, 2a, 3a, 4a, 5a gamma.

A quale gamma appartengono i prodotti che hanno subito una stabilizzazione di tipo termico o chimico naturale?

(ad esempio, pastorizzazione, sterilizzazione)

a)

1a

b)

2a

c)

3a

d)

4a

e)

5a

66.

In base ai trattamenti di conservazione gli alimenti possono essere classificati in prodotti di 1a, 2a, 3a, 4a, 5a gamma.

A quale gamma appartengono i prodotti derivati dalla surgelazione o dal congelamento?

a)

1a

b)

2a

c)

3a

d)

4a

e)

5a

67.

In base ai trattamenti di conservazione gli alimenti possono essere classificati in prodotti di 1a, 2a, 3a, 4a, 5a gamma.

A quale gamma appartengono i prodotti puliti, tagliati, confezionati e pronti per il consumo?

a)

1a

b)

2a

c)

3a

d)

4a

e)

5a

68.

In base ai trattamenti di conservazione gli alimenti possono essere classificati in prodotti di 1a, 2a, 3a, 4a, 5a gamma.

A quale gamma appartengono i prodotti semilavorati già cotti e confezionati sottovuoto?

a)

1a

b)

2a

c)

3a

d)

4a

e)

5a

69.

Da cosa dipende la qualità di un alimento?

a)

Dal contenuto in princìpi nutritivi e dalla conformità ai requisiti igienico-sanitari e tossicologici

b)

Dalla sua componente organolettica e dal modo in cui viene cucinato

c)

Dalla sua componente naturale chimico-fisica

d)

Dal suo rapporto nutritivo naturale e da quello successivo alla sua trasformazione

70.

Cosa regolamenta la Legge 283 del 30 Aprile 1962?

a)

Stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare e istituisce l'autorità Europea per la sicurezza alimentare

b)

Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande

c)

Stabilisce i controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e alimenti

d)

Stabilisce i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari

71.

Cosa regolamenta il R. (CE) 178/2002 del parlamento europeo e del consiglio del 28 Gennaio 2002?

a)

Stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare e istituisce l'autorità Europea per la sicurezza alimentare

b)

Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande

c)

Stabilisce i controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e alimenti

d)

Stabilisce i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari

72.

Cosa regolamenta il R. (CE) 882/2004?

a)

Stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare e istituisce l'autorità Europea per la sicurezza alimentare

b)

Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande

c)

Stabilisce i controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e alimenti

d)

Stabilisce i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari

73.

Cosa regolamenta il R. (CE) 2073/2005 della commissione del 15 novembre 2005?

a)

Stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare e istituisce l'autorità Europea per la sicurezza alimentare

b)

Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande

c)

Stabilisce i controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e alimenti

d)

Stabilisce i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari

74.

Cosa regolamenta il R. (CE) 852/2004?

a)

Gestione degli allergeni

b)

Norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano

c)

Norme generali in materia di igiene dei prodotti alimentari destinate agli OSA

d)

Norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale trasformati e non

75.

Cosa regolamenta il R. (CE) 853/2004?

a)

Gestione degli allergeni

b)

Norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano

c)

Norme generali in materia di igiene dei prodotti alimentari destinate agli OSA

d)

Norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale trasformati e non

76.

Cosa regolamentava il R. (CE) 854/2004?

a)

Gestione degli allergeni

b)

Norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano

c)

Norme generali in materia di igiene dei prodotti alimentari destinate agli OSA

d)

Norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale trasformati e non

77.

Il recente regolamento (UE) 2021/382 ha apportato alcune modifiche al R.(CE) 852/2004. Di quali modifiche si tratta principalmente?

a)

Gestione allergeni

Ridistribuzione degli alimenti ai fini di donazione

Cultura della sicurezza alimentare

b)

Gestione allergeni

Etichettatura degli alimenti e delle bevande

Importazione ed esportazione dei prodotti UE

c)

Gestione allergeni

PRM e HACCP

Utilizzo dei fitofarmaci in ambito agricolo

d)

Gestione allergeni

Limite dei prezzi fissabili nell'UE

Importazione di prodotti non UE nel territorio europeo

78.

Secondo il libro bianco sulla sicurezza alimentare del 2000, chi è coinvolto nel processo della sicurezza alimentare?

a)

Produttori di mangimi

b)

Autorità competenti negli stati membri UE

c)

Consumatori

d)

Tutte le risposte sono corrette

79.

Secondo il libro bianco sulla sicurezza alimentare, chi ha la responsabilità primaria nella sicurezza alimentare?

a)

Produttori di mangimi, agricoltori e operatori del settore alimentare

b)

Consumatori e OSA

c)

Produttori delle risorse primarie

d)

Le autorità della CE

80.

Il R. (CE) 178/2002 definisce l'analisi del rischio come un processo costituito da tre componenti interconnesse tra loro. Quali sono le tre componenti?

a)

Prevenzione

Riduzione

Eliminazione

b)

Valutazione

Gestione

Comunicazione

c)

Identificazione

Gestione

Riduzione

d)

Chimico

Fisico

Biologico

81.

Secondo il libro bianco sulla sicurezza alimentare cosa è un CONTAMINANTE?

a)

Una sostanza che non viene aggiunta intenzionalmente all'alimento. Tuttavia, in caso di aggiunta intenzionale vengono fissati dei limiti massimi

b)

Una sostanza che non viene aggiunta intenzionalmente all'alimento

c)

Una distrazione durante il processo di produzione, manipolazione o distribuzione degli alimenti

d)

Un agente in grado di adulterare o sofisticare un alimento o una bevanda

82.

Cosa non è definito alimento dall'art.2 del R. (CE) 178/2002?

a)

Acqua

b)

Gomme da masticare

c)

Vegetali prima della raccolta

d)

Bevande

83.

Cosa definisce l'art. 6 del R.(CE) 178/2002?

a)

L'analisi del rischio

b)

La presentazione dei prodotti alimentari

c)

Le disposizioni sulla legge della sicurezza alimentare

d)

La rintracciabilità dei prodotti

84.

Cosa definisce l'art. 16 del R.(CE) 178/2002?

a)

L'analisi del rischio

b)

La presentazione dei prodotti alimentari e dei mangimi

c)

Le disposizioni sulla legge della sicurezza alimentare

d)

La rintracciabilità dei prodotti

85.

Cosa definisce l'art. 14 del R.(CE) 178/2002?

a)

L'analisi del rischio

b)

La presentazione dei prodotti alimentari e dei mangimi

c)

I requisiti di sicurezza degli alimenti

d)

La rintracciabilità dei prodotti

86.

Cosa definisce l'art. 17 del R.(CE) 178/2002?

a)

L'analisi del rischio

b)

La presentazione dei prodotti alimentari e dei mangimi

c)

Chi deve garantire l'applicazione dei contenuti del regolamento

d)

La rintracciabilità dei prodotti

87.

Cosa definisce l'art. 18 del R.(CE) 178/2002?

a)

L'analisi del rischio

b)

La presentazione dei prodotti alimentari e dei mangimi

c)

Chi deve garantire l'applicazione dei contenuti del regolamento

d)

La rintracciabilità dei prodotti

88.

Cosa definisce l'art. 22 del R.(CE) 178/2002?

a)

L'analisi del rischio

b)

L'istituzione dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare

c)

Chi deve garantire l'applicazione dei contenuti del regolamento

d)

La rintracciabilità dei prodotti

89.

La rintracciabilità:

a)

È disposta in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distibuzione

b)

Garantisce il massimo requisito in sicurezza di igiene alimentare

c)

È un potente strumento di comunicazione e informazione per i consumatori

d)

Rende un prodotto rintracciabile

90.

Come viene attuata la rintracciabilità di un prodotto?

a)

Attraverso un codice a barre che identifica il lotto

b)

Attraverso un codice a barre che identifica il prodotto

c)

Attraverso sistemi e procedure che consentano di fornire le informazioni richieste dalle autorità che le richiedono

d)

Attraverso la comunicazione e l'informazione tra produttore e consumatore

91.

L'art. 1 del R. 852/2004 stabilisce le norme generali in materia di igiene degli alimenti destinate agli OSA, tenendo conto in particolare di alcuni principi.

Quale, tra quelli elencati, è uno dei principi indicati dal regolamento?

a)

Gli alimenti importati devono rispondere agli standard igienici stabiliti dalla CE

b)

Identificare il pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili

c)

Igiene personale

d)

Predisposizione della documentazione HACCP

92.

L'art. 1 del R. 852/2004 stabilisce le norme generali in materia di igiene degli alimenti destinate agli OSA, tenendo conto in particolare di alcuni principi.

Quale, tra quelli elencati, è uno dei principi indicati dal regolamento?

a)

Determinare i criteri microbiologici e il controllo delle temperature

b)

Identificare il pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili

c)

Igiene personale

d)

Predisposizione della documentazione HACCP

93.

L'art. 1 del R. 852/2004 stabilisce le norme generali in materia di igiene degli alimenti destinate agli OSA, tenendo conto in particolare di alcuni principi.

Quale, tra quelli elencati, è uno dei principi indicati dal regolamento?

a)

I manuali della corretta prassi costituiscono una importante fonte di informazione

b)

Identificare il pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili

c)

Igiene personale

d)

Predisposizione della documentazione HACCP

94.

L'art. 1 del R. 852/2004 stabilisce le norme generali in materia di igiene degli alimenti destinate agli OSA, tenendo conto in particolare di alcuni principi.

Quale, tra quelli elencati, è uno dei principi indicati dal regolamento?

a)

La responsabilità principale per la sicurezza alimentare incombe all'OSA

b)

Identificare il pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili

c)

Igiene personale

d)

Predisposizione della documentazione HACCP

95.

L'art. 1 del R. 852/2004 stabilisce le norme generali in materia di igiene degli alimenti destinate agli OSA, tenendo conto in particolare di alcuni principi.

Quale, tra quelli elencati, è uno dei principi indicati dal regolamento?

a)

Garantire la sicurezza lungo tutta la catena alimentare

b)

Identificare il pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili

c)

Igiene personale

d)

Predisposizione della documentazione HACCP

96.

Cosa definisce l'art.5 del R.(CE) 852/2004?

a)

I controlli ufficiali, la registrazione e il riconoscimento delle imprese alimentari

b)

L'elaborazione, la diffusione e l'uso dei manuali HACCP nazionali e comunitari

c)

L'analisi dei pericoli e di CCP

d)

I requisiti generali in materia di igiene per la produzione primaria e le operazioni associate

97.

Cosa definisce l'art.6 del R.(CE) 852/2004?

a)

I controlli ufficiali, la registrazione e il riconoscimento delle imprese alimentari

b)

L'elaborazione, la diffusione e l'uso dei manuali HACCP nazionali e comunitari

c)

L'analisi dei pericoli e di CCP

d)

I requisiti generali in materia di igiene per la produzione primaria e le operazioni associate

98.

Cosa definiscono gli art.7,8,9 del R.(CE) 852/2004?

a)

I controlli ufficiali, la registrazione e il riconoscimento delle imprese alimentari

b)

L'elaborazione, la diffusione e l'uso dei manuali HACCP nazionali e comunitari

c)

L'analisi dei pericoli e di CCP

d)

I requisiti generali in materia di igiene per la produzione primaria e le operazioni associate

99.

L'art.5 del R.(CE) 852/2004 indica che gli OSA predispongono, attuano e mantengono una o più procedure basate sui principi HACCP.

Indicare il principio n°1:

a)

Condurre un'analisi dei pericoli e identificare le misure di controllo.

b)

Determina i punti critici di controllo (CCP).

c)

Stabilire limiti critici convalidati.

d)

Stabilire un sistema per monitorare il controllo dei CCP.

100.

L'art.5 del R.(CE) 852/2004 indica che gli OSA predispongono, attuano e mantengono una o più procedure basate sui principi HACCP.

Indicare il principio n°2:

a)

Condurre un'analisi dei pericoli e identificare le misure di controllo.

b)

Determina i punti critici di controllo (CCP).

c)

Stabilire limiti critici convalidati.

d)

Stabilire un sistema per monitorare il controllo dei CCP.

101.

L'art.5 del R.(CE) 852/2004 indica che gli OSA predispongono, attuano e mantengono una o più procedure basate sui principi HACCP.

Indicare il principio n°3:

a)

Condurre un'analisi dei pericoli e identificare le misure di controllo.

b)

Determina i punti critici di controllo (CCP).

c)

Stabilire limiti critici convalidati.

d)

Stabilire un sistema per monitorare il controllo dei CCP.

102.

L'art.5 del R.(CE) 852/2004 indica che gli OSA predispongono, attuano e mantengono una o più procedure basate sui principi HACCP.

Indicare il principio n°3:

a)

Condurre un'analisi dei pericoli e identificare le misure di controllo.

b)

Determina i punti critici di controllo (CCP).

c)

Stabilire limiti critici convalidati.

d)

Stabilire un sistema per monitorare il controllo dei CCP.

103.

L'art.5 del R.(CE) 852/2004 indica che gli OSA predispongono, attuano e mantengono una o più procedure basate sui principi HACCP.

Indicare il principio n°4:

a)

Condurre un'analisi dei pericoli e identificare le misure di controllo.

b)

Determina i punti critici di controllo (CCP).

c)

Stabilire limiti critici convalidati.

d)

Stabilire un sistema per monitorare il controllo dei CCP.

104.

L'art.5 del R.(CE) 852/2004 indica che gli OSA predispongono, attuano e mantengono una o più procedure basate sui principi HACCP.

Indicare il principio n°5:

a)

Stabilire le azioni correttive da intraprendere quando il monitoraggio indica che si sia verificata una deviazione da un limite critico in un CCP.

b)

Validare il piano HACCP e stabilire procedure di verifica per confermare che il sistema funzioni come previsto.

c)

Stabilire la documentazione relativa a tutte le procedure e registrazioni appropriate a questi principi e alla loro applicazione.

d)

Stabilire un sistema per monitorare il controllo dei CCP.

105.

L'art.5 del R.(CE) 852/2004 indica che gli OSA predispongono, attuano e mantengono una o più procedure basate sui principi HACCP.

Indicare il principio n°6:

a)

Stabilire le azioni correttive da intraprendere quando il monitoraggio indica che si sia verificata una deviazione da un limite critico in un CCP.

b)

Validare il piano HACCP e stabilire procedure di verifica per confermare che il sistema funzioni come previsto.

c)

Stabilire la documentazione relativa a tutte le procedure e registrazioni appropriate a questi principi e alla loro applicazione.

d)

Stabilire un sistema per monitorare il controllo dei CCP.

106.

L'art.5 del R.(CE) 852/2004 indica che gli OSA predispongono, attuano e mantengono una o più procedure basate sui principi HACCP.

Indicare il principio n°7:

a)

Stabilire le azioni correttive da intraprendere quando il monitoraggio indica che si sia verificata una deviazione da un limite critico in un CCP.

b)

Validare il piano HACCP e stabilire procedure di verifica per confermare che il sistema funzioni come previsto.

c)

Stabilire la documentazione relativa a tutte le procedure e registrazioni appropriate a questi principi e alla loro applicazione.

d)

Stabilire un sistema per monitorare il controllo dei CCP.

107.

Definizione di LIVELLO ACCETTABILE:

a)

livello di rischio al di sotto del quale l'alimento è considerato sicuro in base all'uso previsto.

b)

livello di pericolo al di sotto del quale l'alimento è considerato sicuro in base all'uso previsto.

c)

livello di pericolo al di sopra del quale l'alimento è considerato sicuro in base all'uso previsto.

d)

livello di rischio al di sopra del quale l'alimento è considerato sicuro in base all'uso previsto.

108.

Definizione di CONTAMINAZIONE:

a)

criterio, osservabile o misurabile, relativo a una misura di controllo presso un CCP che separa l'accettabilità dall'inaccettabilità dell'alimento.

b)

qualsiasi agente biologico, chimico o fisico, materiale estraneo o altre sostanze non aggiunte intenzionalmente agli alimenti che potrebbero comprometterne la sicurezza o l'idoneità.

c)

l'introduzione o il verificarsi di un contaminante nel prodotto alimentare o nell'ambiente

d)

l'incorporazione involontaria di un alimento o ingrediente allergenico in un altro alimento che non è destinato a contenere tale alimento o ingrediente allergenico.

109.

Definizione di AZIONE CORRETTIVA:

a)

criterio, osservabile o misurabile, relativo a una misura di controllo presso un CCP che separa l'accettabilità dall'inaccettabilità dell'alimento.

b)

qualsiasi azione o attività che può essere utilizzata per prevenire o eliminare un pericolo o ridurlo a un livello accettabile

c)

fase in cui una misura di controllo, o più misure di controllo, risultano essenziali per controllare un rischio significativo e vengono applicate in un sistema HACCP.

d)

qualsiasi azione intrapresa, quando si verifica una deviazione, al fine di ristabilire il controllo, separare e identificare l’eventuale prodotto non conforme interessato, e prevenire o ridurre al minimo il ripetersi della medesima deviazione

110.

Definizione di PUNTO CRITICO DI CONTROLLO:

a)

criterio, osservabile o misurabile, relativo a una misura di controllo presso un CCP che separa l'accettabilità dall'inaccettabilità dell'alimento.

b)

qualsiasi azione o attività che può essere utilizzata per prevenire o eliminare un pericolo o ridurlo a un livello accettabile

c)

fase in cui una misura di controllo, o più misure di controllo, risultano essenziali per controllare un rischio significativo e vengono applicate in un sistema HACCP.

d)

qualsiasi azione intrapresa, quando si verifica una deviazione, al fine di ristabilire il controllo, separare e identificare l’eventuale prodotto non conforme interessato, e prevenire o ridurre al minimo il ripetersi della medesima deviazione

111.

Definizione di DEVIAZIONE:

a)

criterio, osservabile o misurabile, relativo a una misura di controllo presso un CCP che separa l'accettabilità dall'inaccettabilità dell'alimento.

b)

qualsiasi azione o attività che può essere utilizzata per prevenire o eliminare un pericolo o ridurlo a un livello accettabile

c)

fase in cui una misura di controllo, o più misure di controllo, risultano essenziali per controllare un rischio significativo e vengono applicate in un sistema HACCP.

d)

mancato raggiungimento di un limite critico o mancato rispetto di una procedura GHP