WorksheetsLa musica nel Novecento
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Schoemberg. LA VITA Nato a Vienna nel (a) ,Il suo interesse per la (b) e la ricerca di nuove teorie musicali lo spinsero nel (c) a fondare a Vienna una scuola denominata in seguito «Scuola musicale di Vienna», che avrà una grande importanza per l’affermazione delle sue idee. Le sue opere furono espressione della profonda crisi dell’Europa di inizio secolo: Schönberg frequentò i movimenti artistici d’avanguardia legati all’ (d) , dedicandosi anche alla pittura ed entrando a far parte del movimento «Il cavaliere azzurro» fondato dal pittore (e) .Con l’avvento del nazismo si trasferì in un primo tempo in Francia, e poi negli Stati Uniti, dove rimase fino alla morte, avvenuta a Los Angeles nel 1951
LO STILE Schönberg dedicò tutta la vita alla sperimentazione e al superamento delle regole compositive della musica tradizionale. Nelle sue opere infatti (a) scompare, il ritmo (b) e il canto si trasforma in una specie di (c) . Queste caratteristiche sono già evidenti in una delle sue composizioni più celebri, il (d) basato su 21 poesie, nel quale il musicista introdusse per l’appunto il canto parlato, più vicino alla declamazione che al canto vero e proprio.Le sue ricerche musicali trovarono la più radicale conclusione nell’elaborazione del (e) totalmente innovativo, che esercitò grandissima influenza sui compositori contemporanei.
LA VITA Debussy nacque a Saint Germaine-en-Laye (Parigi) nel 1862 da una famiglia di piccoli commercianti. Studiò pianoforte e composizione al Conser-vatorio di Parigi e successivamente si perfezionò a Roma, dove vinse un impor-tante premio di composizione. Ritornato a Parigi, frequentò con grande entusiasmo gli ambienti artistici (a) , e si interessò alla musica di (b) Durante l’Esposizione di Parigi del 1889 scoprì la musica orientale giavanese e ne restò profondamen-te affascinato, al punto che cercherà di ricreare sonorità simili nei suoi brani.Nel 1894 Debussy con (c) (Preludio al pomeriggio di un fauno), considerato la (d) , ottenne un grande successo che lo portò alla fama internazionale. Si dedicò anche al melodramma e nel 1911 collaborò con D’Annunzio, scriven-do le musiche di scena per il dramma Le martyre de Saint Sébastien (Il martirio di San Sebastiano). Morì a Parigi nel 1918.
LO STILE A proposito della musica di Debussy si parla spesso di (a) , basandosi su un parallelismo con la pittura di quegli stessi anni. Come i pittori impressionisti rifiutavano il disegno come base della pittura per concentrarsi esclusivamente sul (b) , così Debussy imperniò la propria espressione sul (c) che in campo musicale svolge una funzione analoga a quella del (d) Inoltre, utilizzò una scala musicale formata da sole sei note, detta esatonale, dalla quale era stata eliminata la sensibile (il Si nella scala di Do maggiore, per esempio) per dare un senso di sospensione; in questa stessa scala, poi, trasformò tutti gli intervalli di un semitono in intervalli di un tono, in modo da avere sempre la stessa distanza tra le note. Ne nacque una musica (e) un po’ orientaleggianti, profondamente innovativa rispetto ai canoni della musica romantica. Per questo motivo Debussy viene con-siderato ancora oggi uno dei padri della musica del Novecento.Di lui ricordiamo Prélude à l’après-midi d’un faune, l’opera teatrale Pelléas et Mélisande, i Preludi per pianoforte, i Not-turni per orchestra, La mer (Il mare) e Images (Immagini)
Preludio al pomeriggio di un fauno. Debussy trasse ispirazione da una poesia del poeta francese Stéphane Mallarmé, che narra le emozioni di un fauno (leggendaria divinità dei boschi) al suo risveglio da un sogno in un assolato pomeriggio estivo. Debussy non volle descrivere con precisione il contenuto della poesia, ma cercò di ricreare attraverso la musica le (a) evocate dalle parole. La musica non segue uno schema preciso ed è caratterizzata da una melodia che viene continuamente elaborata e modificata. (vedi pag 229)
Gustav Mahler LA VITA Nato nel 1860 in Boemia da una famiglia di modesti commercianti ebrei, Gustav Mahler iniziò gli studi presso il Conservatorio di (a) . Grande fortuna ebbe invece la sua carriera di (b) fu subito apprezzato in Austria e Germania e via via raggiunse la fama in tutto il mondo. Per dieci anni mantenne l’incarico di (c) .Nel 1907 si trasferì in America per dirigere il teatro (d) . Nel 1911 ritornò a Vienna dove morì lo stesso anno, senza aver goduto, in vita, del meritato riconoscimento che la sua produzione otterrà, invece, in seguito.
LO STILE Lo stile di Mahler è un insieme di elementi che traggono spunto da diverse realtà musicali quali la (a) , le danze popolari boeme, le marce militari, i valzer viennesi. L’effetto che risulta non è sempre una fusione armoniosa, ma più (b) che rispecchia (c) del compositore.Mahler si interessò principalmente a due generi compositivi: (d) (composizione per voce e accompagnamento).Delle (e) da lui scritte, le prime quattro sono accompagnate da un programma; in molte poi, si fa ampio uso di solisti vocali e cori. Composte per un’orchestra di grandi dimensioni, sono ricche di idee musicali ora intense e drammatiche, ora più scherzose e ironiche
Sinfonia n. 1 in Re maggiore «Il titano»: 3o movimento, Marcia funebre
Mahler compose questa sinfonia fra il 1885 e il 1888 e la diresse personalmente nella prima esecuzione a Budapest. Il titolo Il titano era ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore romantico tedesco Jean Paul, il cui protagonista è (a) , che si contrappone al mondo con la sua sola (b) .In questo brano Mahler immaginò che (c) o accompagnassero alla tomba la bara di un (d) , mentre un’orchestrina suonava come marcia funebre la famosa canzone popolare (e) . La scena, ispirata al compositore da un’antica stampa tratta da un vecchio libro di fiabe, ha un carattere ironico ed è la rap-presentazione del mondo alla rovescia: il ruolo degli animali, da sempre vittime, è ribaltato e il perdente questa volta è il cacciatore. Mahler utilizza quattro melodie. La prima (A) è la melodia di Fra Martino, scritta però in modo minore per renderla più triste e malinconica; la seconda (B) è una melodia molto ironica, eseguita contemporaneamente a quella di Fra Martino; la terza (C), dal carat-tere più brillante, ricorda una danza di zingari; la quarta (D), giocosa, crea un’atmosfera più spensierata e festosa
Descrivi il brano "Il funerale del cacciatore", indicando chi l'ha composto, dove e' inserito, come si svolge (vedi domande pag 228)
Tema dal "Funerale del cacciatore" di Gustav Mahler Colloca le note sulle battute corrispondenti
trascinandole
LA VITA Gershwin nacque a (a) nel 1898 da una famiglia di origine russa. Compì studi musicali in (b) , dedicandosi soprattutto alla musica (c) e scrivendo canzoni per una modesta casa editrice.L’infanzia trascorsa nei (d) della sua città gli permise di conoscere la musica popolare americana, (e) .
LO STILE Gershwin ebbe il merito di aver saputo (a) in un unico stile compositivo diversi tipi di musica. Infatti nei suoi brani (b) presenti nella musica americana e soprattutto nel (c) con (d) della musica (e) . La musica classica diventò così più attuale, più facile da ascoltare perché ricca di riferimenti musicali noti al pubblico.
Tratta dal melodramma (a) , Summertime è (b) che nell’opera viene cantata da Clara, la moglie di un pescatore, per far addormentare il suo bambino. Il brano ebbe un immediato successo, tanto da essere conosciuto ancor prima della sua rappresentazione. Divenuto uno tra gli standard più popolari, è stato interpretato da un gran numero di artisti in chiave (c) e anche (d) , oltre a essere stato tradotto in molte lingue, tra cui l’italiano.
Nell’opera Officium di Garbarek si fondano generi musicali appartenenti a epoche storiche distanti quasi cinque secoli.
Indica: come inizia il brano (voci o strumenti), da chi è eseguita la parte improvvisata, quali sono i generi musicali presenti nel brano
Abbina l'autore alla corrente artistica
Schonberg
Espressionismo
Debussy
Impressionismo
Gershwin
Jazz
Mahler
La sinfonia e il Lied
Strawinsky
Musica per balletto
Abbina i brani con gli autori o lo stile
Strawinsky
La sagra della primavera
Debussy
Prelude a l'apres-midi d'un faune
Ravel
Bolero
Mahler
Sinfonia "Il Titano"
Schonberg
Dodecafonia
La Turandot è un’opera in tre atti scritta da (a) con la collaborazione dei librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni. La vicenda è tratta dall’omonima (b) scritta nel 1762 da Carlo Gozzi.Si tratta dell’ultimo lavoro del compositore toscano che, afflitto da un male incurabile, (c) e l’opera fu terminata dal (d) . La prima della Turandot si tenne alla (e) . Fu diretta da Arturo Toscanini, che a un preciso punto del terzo atto fece tacere l’orchestra, depose la bacchetta e rivolto al pubblico con voce commossa disse: «Qui finisce l’opera perché a questo punto il Maestro è morto».
Turandot è (a) e narra la storia della (b) che, non volendo sottostare ad alcun matrimonio, organizza una gara nella quale i suoi pretendenti devono risolvere (c) : il vincitore potrà chiedere in cambio qualsiasi cosa, ma (d) . Sarà un principe sconosciuto (per questo chiamato Ignoto), che non solo si aggiudicherà la vittoria, ma (e) conquisterà il cuore di Turandot.
Gli anni della produzione musicale di Puccini coincisero con quelli in cui (a) dominava le scene italiane. Tuttavia la sua musica andò ben oltre il suo tempo e (b) . Il (c) e l’abolizione della suddivisione in brani chiusi sono tipici della produzione pucciniana, che predilige melodie morbide, solo apparentemente sentimentali, che non scivolano mai nel virtuosismo. Oltre alla già citata Manon Lescaut, ricordiamo altri famosissimi melodrammi quali (d) , Tosca, (e) , La fanciulla del West (rappresentata la prima volta al Teatro Metropolitan di New York) e Turandot, rimasta incompiuta
Aria Nessun dorma (da Turandot). Siamo nel terzo atto: il Principe ha risolto i tre indovinelli ma, spinto dall’amore, decide di dare alla principessa una prova del suo sincero affetto offrendole una possibilità di vincere la gara: se prima dell’alba Turandot scoprirà il suo vero nome, egli sacrificherà ugualmente la sua vita. La Principessa allora ordina che a Pechino quella notte nessuno dorma per cercare di scoprire il nome del Principe. Seduto sui gradini della reggia, il Principe (il cui nome è Calaf ) attende l’alba intonando una dolce melodia.Il brano si apre con (a) , dal carattere quieto e pensieroso; segue il secondo tema, (b) ; riappare poi il primo tema leggermente variato e interrotto dalle voci lontane del coro femminile. Il tenore conclude l’aria con (c) , magnificamente accompagnato dall’orchestra. Il finale (d) , in cui viene ripetuto per tre volte: « (e) !»
Il carattere del primo tema (da 0.05) eseguito dal tenore è?
Il carattere del secondo tema (da 0.50) eseguito dal tenore è?
Quale parola il tenore ripete per 3 volte (da 2.32) nel finale?
Descrivi quello che osservi, rispondi alle domande ed indica chi è l'autore di quest'aria, ed in quale opera e' inserita
Descrivi il brano, indicando, chi l'ha composto, dove è inserito (quale opera), quali caratteristiche ha
PASSACAGLIA CELTICA, (pag 250) un brano di Rolf Lislevand. Si tratta della rielaborazione di una passacaglia (forma musicale barocca) arricchita da percussioni, tra le quali spicca il bodhrán(un tipo di tamburo), e da elementi armonici tratti dalla musica celtica. Negli ultimi anni è accaduto sempre più spesso che musicisti contemporanei di diversa provenienza etnica e stilistica si incontrassero per realizzare composizioni e incidere dischi insieme. Il brano inizia con (a) , la melodia e' eseguita (da 0:09) dal (b) , successivamente da 0:27 è eseguita da (c) , il brano e' costituito da (d)
Abbina le composizioni musicali agli autori
"Funerale del cacciatore" dalla Sinfonia "Il Titano"
Mahler
Summertime dall'opera "Porgy and Bess"
Gershwin
Nessun dorma dalla "Turandot"
Puccini
Passacaglia celtica
Rolf Lislevand
Prelude all'apres-midi d'un faune
Debussy
