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Interrogazione scritta di Filosofia

Total questions: 22

Worksheet time: 15mins

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1.

Rispetto al problema degli incommensurabili, Eudosso afferma che, date le grandezze A, B, C, D, dove 𝐴 : 𝐵 = 𝐶 : 𝐷 se per ogni coppia di interi positivi 𝑚, 𝑛 si ha:

a)

𝑚𝐴>𝑛𝐵 a meno che 𝑚𝐷>𝑛C

b)

𝑚𝐴>𝑛𝐵 se e solo se 𝑚𝐷>𝑛C

c)

𝑚𝐴>𝑛𝐵 se e solo se 𝑚𝐶>𝑛𝐷

d)

𝑚𝐴>𝑛𝐴 se e solo se 𝑚𝐵>𝑛𝐵

2.

F. Nietzsche scrisse un'opera intitolata

a)

I presocratici

b)

La nascita della tragedia

c)

La nascita della filosofia

d)

Le origini del pensiero greco

3.

Simplicio è:

a)

un autore presocratico, appartenente alla scuola eleatica

b)

un autore presocratico, appartenente alla scuola pitagorica

c)

un commentatore di Aristotele, che ci fornisce informazioni sui filosofi più antichi

d)

un commentatore di Platone, che ci fornisce informazioni sui filosofi più antichi

4.

Ippaso di Metaponto fu:

a)

un matematico e filosofo pitagorico

b)

uno storico greco, originario della Ionia

c)

un allievo della scuola eleatica

d)

nessuna delle precedenti

5.

Melisso di Samo:

a)

sostiene che l'essere è infinito (ápeiron)

b)

sostiene che l'essere è divino

c)

sostiene che l'essere coincide con il logos

d)

sostiene che l'essere è illusorio

6.

Pitagora:

a)

ha redatto molte opere storiografiche e matematiche

b)

è un autore prolifico di opere filosofiche databile intorno al VI sec. a.C.

c)

non ha lasciato opere che ci siano pervenute, né di ambito matematico né di carattere filosofico

d)

ha fondato diverse sette filosofiche nel sud Italia prima di trasferirsi ad Atene

7.

Quale dei seguenti concetti rappresenta un tentativo di spiegare l'origine cosmologica senza ricorrere alla mitologia?

a)

anima

b)

apeiron

c)

nous

d)

eros

8.

Parmenide è considerato l'iniziatore:

a)

della dossografia

b)

dell'epistemologia

c)

dell'ontologia

d)

della filosofia

9.

Indica l'autore del seguente frammento: "da dove infatti le cose che sono hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione secondo il dovuto"

a)

Aristotele

b)

Pitagora

c)

Eraclito

d)

Anassimandro

10.

Archita di Taranto è:

a)

un autore presocratico, appartenente alla scuola eleatica

b)

un autore presocratico, appartenente alla scuola pitagorica

c)

un commentatore di Aristotele, che ci fornisce informazioni sui filosofi più antichi

d)

un commentatore di Platone, che ci fornisce informazioni sui filosofi più antichi

11.

Secondo K. R. Popper, le concezioni astronomiche di Anassimandro:

a)

sono frutto di una visione religiosa della natura

b)

derivano direttamente dalla lettura di Omero

c)

anticipano su alcuni punti concezioni successive

d)

sono all'origine della nozione newtoniana di forza

12.

Che cosa significa il termine greco péras:

a)

limite

b)

illimitato

c)

indefinito

d)

definizione

13.

Pitagora:

a)

ha redatto molte opere storiografiche e matematiche

b)

è un autore prolifico di opere filosofiche databile intorno al VI sec. a.C.

c)

non ha lasciato opere che ci siano pervenute, né di ambito matematico né di carattere filosofico

d)

ha fondato diverse sette filosofiche nel sud Italia prima di trasferirsi ad Atene

14.

Secondo Anassimandro, la terra:

a)

ruota sul proprio asse al centro del cosmo, che è immobile

b)

resta immobile al centro del cosmo a causa della sua equidistanza ed equilibrio da tutti i punti del cosmo

c)

ruota sul proprio asse a causa della sua equidistanza e dell'equilibrio

d)

ruota sul proprio asse al centro del cosmo che si muove intorno ad essa

15.

Le notizie che disponiamo circa i Presocratici:

a)

sono per lo più false

b)

vengono per lo più da fonti indirette o posteriori

c)

vengono tutte dalla Metafisica di Aristotele

d)

ci dicono molte cose sul loro pensiero, ma poco sulla loro biografia

16.

F. Nietzsche sostenne che: esistono due principi nella civiltà greca:

a)

il pensiero greco non fu, prima di Socrate, orientato alla razionalità

b)

esistono due principi nella civiltà greca: il dionisaco e l'ateneo

c)

la tragedia greca fu l'espressione migliore del principio razionale del mondo greco

d)

la tragedia greca ebbe origine dalla filosofia presocratica

17.

Quale dei seguenti concetti filosofici è fondamentale per comprendere la dottrina dell'immobilità dell'essere di Parmenide?

a)

il divenire

b)

la molteplicità

c)

la sfera

d)

il tetraktis

18.

L'essere di Parmenide:

a)

non coincide con l'arché dei filosofi precedenti, perché è conosciuto grazie a una rivelazione divina

b)

supera il monismo dei filosofi precedenti perché introduce una realtà puramente astratta e razionale

c)

supera il monismo dei filosofi precedenti perché è conoscibile in due modi diversi (due vie)

d)

non coincide con l'arché dei filosofi precedenti, perché si identifica con una figura geometrica

19.

La filosofia presocratica:

a)

nasce in Ionia, intorno al VII-VI sec. a.C.

b)

nasce in Ionia, intorno al V sec. a.C.

c)

si sviluppa tra il VII e il V sec. d.C.

d)

si sviluppa in Grecia intorno al VII sec. a.C.

20.

Tra le opere dossografiche possiamo ricordare:

a)

Metafisica di Aristotele

b)

il poema Sulla natura di Parmenide

c)

le opere di Omero ed Esiodo

d)

Vite dei filosofi di Diogene Laerzio

21.

Il pitagorismo

a)

riprende elementi dei misteri orfici

b)

riprende elementi della religione greca tradizionale

c)

ispirerà profondamente Aristotele

d)

ispirerà profondamente Platone, un allievo di Aristotele

22-24.

Estratto sui pitagorici da Aristotele, Metafisica

Contemporaneamente a questi autori e prima di essi quelli che sono chiamati pitagorici, essendosi occupati di matematica per primi, e avendola fatta progredire, nutriti di nozioni matematiche, pensarono che i principi della matematica fossero i principi di tutti gli esseri. Tra i principi matematici i numeri sono primi per natura, e i pitagorici credettero di vedere nei numeri, più che nel fuoco, nella terra e nell’acqua, molte somiglianze con le cose che sono e che divengono, sicché una proprietà dei numeri sarebbe la giustizia, un’altra l’anima e l’intelletto e così via, si può dire, per ciascuna delle altre cose. Inoltre nei numeri essi videro anche esprimersi le proprietà delle diverse specie di armonia e i rapporti che le costituiscono. Infine tutte le altre cose apparivano modellate sui numeri in tutta la loro natura, e i numeri da parte loro sembravano come i termini assolutamente primi di tutta la natura. Per queste ragioni essi credettero che gli elementi dei numeri fossero gli elementi di tutti gli esseri, e che tutto l’universo fosse armonia e numero. Si misero a raccogliere e a ordinare tutti quegli aspetti che nei numeri e nelle specie delle armonie potevano andare d'accordo con le proprietà, le parti e l'ordine generale dell'universo. e, se in qualche parte questa corrispondenza veniva meno, si precipitavano a superare le lacune con aggiunte, per rendere compatta la loro trattazione.

— Aristotele, Metafisica, I, 5 985 a-986 a, a cura di C. A. Viano, UTET, Torino 1975

22.

Che cosa intende dire Aristotele quando afferma che, per i Pitagorici "i numeri sono primi per natura"?

a)

Che per i Pitagorici la struttura profonda della realtà è di tipo numerico

b)

Che per i Pitagorici i numeri prima svolgono, in virtù delle loro proprietà matematiche, un ruolo particolare nella natura

c)

Che per i Pitagorici i numeri hanno più importanza delle altre entità matematiche perché si trovano in natura

d)

Che per i Pitagorici i numeri sono elementi naturali, come dimostrato dall'ordine della natura

23.

Secondo Aristotele, quale comportamento adottano i Pitagorici quando colgono qualche forma di incoerenza tra le proprietà dei numeri e della natura?

a)

Si prodigano per recuperare la coerenza perduta anche attraverso l'uso di elementi non numerici

b)

Fanno ricorso all'osservazione e all'esperienza diretta della natura per ritrovare un elemento di coerenza

c)

Riconoscono la fondamentale impossibilità della natura di corrispondere pienamente alla perfezione ideale della matematica

d)

Tentano di superare l'incoerenza apparente con nuovi elementi che vadano a corroborare l'idea di una corrispondenza tra numeri e natura

24.

Secondo Aristotele, cosa porta i Pitagorici a sostenere le loro convinzioni circa il rapporto tra numeri e natura?

a)

La corrispondenza dei numeri con elementi come fuoco, terra e acqua

b)

La corrispondenza dei numeri con l'anima

c)

Le somiglianze tra i numeri e le cose naturali

d)

La somiglianza tra i numeri e le proprietà più importanti per la vita umana, come l'intelletto e la giustizia