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WorksheetsDomande sulla Didattica delle Competenze
Total questions: 136
Worksheet time: 1hrs 8mins
La competenza è:
Un'integrazione di conoscenza (sapere), abilità (saper fare), capacità metacognitive, metodologiche, personali e sociali
Una conoscenza
Un'abilità
Nessuna delle precedenti
La didattica per le competenze ha l'obiettivo di:
Crescere cittadini abili
Crescere cittadini indipendenti
Crescere cittadini istruiti
Crescere cittadini autonomi e responsabili
Tra le competenze chiave enunciate nlla Raccomandazione del 18 Dicembre 2006 non è menzionata:
Nessuna delle precedenti
Competenza digitale
Consapevolezza ed espressione culturale
Consapevolezza ed espressione teatrale
Le competenze chiave sono:
8
2
4
6
La competenza comunicativa risulta dall'acquisizione della:
Madrelingua
Lingua scritta
Lingua orale
Lingua straniera
La consapevolezza ed espressione culturale è una:
Conoscenza
Abilità
Nessuna delle risposte precedent
Competenza chiave
Il documento Life Skills Education in Schools è stato prodotto da:
Il Consiglio d'Europa
L'Unione Europea
Il Ministero dell'Istruzione
L'Organizzazione mondiale della sanità
Il documento Life Skills Education in Schools è stato prodotto nel:
1999
2008
1998
1993
Le abilità per la vita individuate dall'OMS sono:
8
2
4
10
Insegnare per competenze obbliga a:
Enfatizzare la figura dell'insegnante rispetto a quella dell'allievo
Nessuna delle precedenti
Ripensare la didattica nella consapevolezza che sono gli allievi a costruire il proprio sapere
Promuovere un sapere nozionistico
Insegnare per competenze significa:
Scegliere i contenuti considerati "irrinunciabili e fondamentali"
Fare acquisire i saperi attraverso la lezione frontale
Sacrificare i contenuti delle discipline
Fare acquisire conoscenze
Nella didattica per le competenze il docente:
Impartisce saperi
Non possiede alcuna responsabilità educativa
Fa da mediatore, da facilitatore creando un laboratorio didattico in cui l'allievo costruisce i propri saperi e il proprio sé.
Nessuna delle precedenti
L'insegnamento - muro è:
Formalizzato in lezioni
Formalizzato in esperienze
Tematico, procede organizzato attorno a problemi o a temi interessanti
Nessuna delle precedenti
L'insegnamento - ponte è:
Regolato sulla persona
Stabilito e preciso, connesso a obiettivi standardizzati
Nessuna delle precedenti
Centrato sull'insegnamento
Nell'insegnamento muro:
Lo studente costruisce la propria conoscenza
La conoscenza è un processo elaborativo
Lo studente fa uso di diversi supporti didattici
La conoscenza è un prodotto predefinito
L'insegnamento ponte:
Procede in modo individualistico
Procede in modo cooperativo
Utilizza il libro come strumento didattico prinicipale
prevede un percorso lineare (insegnante-conoscenza-studente)
Il fine dell'apprendimento è:
Acquisire chiavi di lettura, strategie orientative, e interpretative per far sì che il soggetto divenga sempre più consapevole della complessità e della poliedricità delle sfaccettature del reale
Appropriarsi di conoscenze date
Raggiungere ottimi risultati a scuola
Nessuna delle precedenti
Nella didattica per le competenze, le competenze rappresentano:
Le strategie e i processi
Nessuna delle risposte precedenti
I saperi acquisiti
I risultati finali
L'ambiente di apprendimento deve:
Rispettare un metodo prestabilito
Nessuna delle risposte precedenti
Fornire strumenti significativi scelti dall'insegnante
Garantire ad ogni persona la possibilità di mu
L'apprendimento deve:
Rispettare un metodo prestabilito
Nessuna delle risposte precedenti
Fornire strumenti significativi scelti dall'insegnante
Garantire ad ogni persona la possibilità di muoversi al suo interno in modo autonomo
Il ruolo dell'insegnante è quello di:
Enfatizzare la lezione frontale
Impartire nozioni
Creare le condizioni in grado di attivare e supportare un percorso cognitivo significativo e consapevole
Strutturare il processo di apprendimento
Gli allievi, all'interno dell'ambiente di apprendimento:
Possono utilizzare solo gli strumenti didattici informatici
Possono utilizzare solo le risorse informative
Devono seguire le direttive dell'insegnante
Hanno libero accesso alle risorse informative e agli strumenti
L'apprendimento avviene:
Attraverso un processo mnemonico
Attraverso la lezione frontale
Attraverso un processo meccanico di acquisizione dei saperi
All'interno di un contesto in cui la persona costruisce competenze
Affinchè l'apprendimento sia significativo è necessario che:
Avvenga sul libro di testo
Nessuna delle risposte precedenti
Avvenga in una realtà significativa
Avvenga individualmente
Le istituzioni scolastiche per costruire il curricolo seguono:
Le Indicazioni europee
Le Indicazioni Nazionali
Nessuna delle precedenti
Le Indicazioni di settore
Il curricolo nella didattica per le competenze:
Rappresenta il compendio della progettazione e della pianificazione dell'intera offerta formativa della scuola
Coincide con la programmazione didattica
Nessuna delle precedenti
Riveste un ruolo secondario nella progettualità didattica
L'ambiente di apprendimento deve:
Nessuna delle precedenti
Essere ricco di risorse e ad ogni persona deve essere data la possibilità di muoversi al suo interno in modo autonomo senza seguire un metodo prestabilito
Essere ricco di risorse che gli allievi possono utilizzare seguendo un metodo prestabilito
Essere ricco di risorse e ad ogni persona deve essere data la possibilità di muoversi al suo interno secondo delle indicazioni precise e prestabilite
Il punto da cui partire nella realizzazione del curricolo è rappresentato da:
Le materie
L'identificazione delle competenze che si vogliono raggiungere nel processo di apprendimento
Nessuna delle risposte precedenti
Le discipline
Le discipline rappresentano:
Il fine dell'apprendimento
Il mezzo attraverso cui prende forma la competenza
Gli apprendimenti
Nessuna delle risposte precedenti
Le Indicazioni Nazionali richiamano gli insegnanti a:
Costruire percorsi didattici interdisciplinari
Costruire percorsi didattici disciplinari separati gli uni dagli altri
Nessuna delle precedenti
Costruire percorsi didattici pluridisciplinari
Il DM 139/2007 individuava:
2 competenze culturali di base
4 competenze culturali di base
16 competenze culturali di base
8 competenze culturali di base
Le competenze culturali contribuiscono allo sviluppo delle:
Competenze disciplinari
Abilità
Conoscenze
Competenze chiave
In quale documento vi è il superamento delle discipline consderate separatamente le une dalle altre
Le Indicazioni Nazionali 2006
Nessuna delle risposte precedenti
DM 139/2007
Indicazioni Nazionali 2012
Le competenze comunicative della lingua italiana è compito:
Nessuna delle risposte precedenti
Del solo insegnante di italiano
Dall'insegnante delle Lingue straniere
Condiviso da tutti gli insegnanti
Quale documento organizza le discipline in assi culturali stabiliti
DM 10/2000
Le Indicazioni Nazionali 2012
Le Indicazioni Nazionali 2006
DM 139/2007
Gli stili cognitivi si caratterizzano per:
Uguaglianza
Convergenza
Polarità opposte
Divergenz
Gli stili cognitivi si caratterizzano per:
Uguaglianza
Convergenza
Polarità opposte
Divergenza
Individua, tra i seguenti stili cognitivi, quello errato:
Verbale-visuale
Convergente-divergente
Sistematico-analitico
Impulsivo-Riflessivo
Il "buon elaboratore delle informazioni" considera l'errore:
Un fallimento
Non un fallimento, ma un grado della padronanza, un livello da cui partire o ripartire
Nessuna delle risposte precedenti
Un motivo per abbandonare il percorso formativo
Gli stili di attribuzione influenzano il modo in cui le persone percepiscono:
La propria emotività
La propria formazione culturale
La propria autostima
La realtà che li circonda, il loro modo di agire, di risolvere compiti assegnati e di gestire le informazioni.
R. J. Stenberg ha elaborato una teoria su:
Il pensiero intelligente
La psicologia dinamica
La psicologia dello sviluppo
Le intelligenze multiple
"Frame of mind" è il titolo di un'opera scritta da
Jung
Piaget
Freud
Gardner
Non è una delle dimensioni delle intelligenze teorizzate da Gardner:
Intelligenza corporeo-cinestatica
Intelligenza esistenziale
Intelligenza fisica
Intelliegenza spaziale e visiva
La teoria delle intelligenze multiple è stata elaborata da:
Bruner
Gardner
Watson
Piaget
Il pensiero creativo comprende:
La capacità di giudicare
La capacità di giudicare
La capacità di realizzare progetti
La capacità di creare
La teoria sul "Pensiero intelligente" è stata elaborata da:
Jung
Stenberg
Vygotsky
Freud
Il pensiero analitico comprende:
La capacità di intuire
La capacità di scoprire
La capacità di immaginare
La capacità di confrontare
Spenberg sostiene che il pensiero umano si fonda su:
Nessuna delle precedenti
7 tipi di intelligenze
3 tipi di intelligenze
2 tipi di intelligenze
Il pensiero pratico comprende:
La capacità di scoprire
La capacità di valutare
La capacità di realizzare progetti
La capacità di giudicare
Secondo Stenberg il pensiero umano si fonda su:
2 tipi di intelligenza
3 tipi di intelligenza
8 tipi di intelligenza
4 tipi di intelligenza
Per gli allievi che non hanno stima in se stessi può essere importante:
Nessuna delle risposte precedenti
Lavorare insieme agli altri e condividere le responsabilità
Lavorare singolarmente
Non condividere le responsabilità
Uno dei compiti della scuola è quello di giungere ai:
Linguaggi informali
Linguaggio effettivo
Linguaggio reale
Linguaggi formali e simbolici
Secondo la didattica "flessibile" e "induttiva" è anche importante:
Valorizzare al massimo l’apprendimento del singolo
Valorizzare l'apprendimento deduttivo
Valorizzare l'apprendimento induttivo
Valorizzare al massimo l’apprendimento e il supporto reciproco tra pari
Il vantaggio dei mediatori didattici analogici risiede nel:
Apprendere passivamente
Coinvolgere emotivamente e personalmente l'allievo
Non coinvolgere l'allievo dal punto di vista emotivo
Rappresentare l'esperienza a un livello formale
Il limite dei mediatori didattici iconici è rappresentato da:
La difficoltà di passare dal particolare al generale
La difficoltà di rappresentare la realtà
La difficoltà di passare dal generale al particolare
La difficoltà di interpretare la realtà
I mediatori didattici analogici:
Sono incapaci, da soli, di fissare un apprendimento
Sono in grado, da soli, di fissare un apprendimento
Non presentano limiti
Presentano solo vantaggi
Il vantaggio dei mediatori simbolici è rappresentato da:
La scarsa generalizzazione
La distanza dalla realtà
La forte generalizzazio
Il vantaggio dei mediatori simbolici è rappresentato da:
La scarsa generalizzazione
La distanza dalla realtà
La forte generalizzazione
La vicinanza con la realtà
Il vantaggio dei mediatori didattici iconici risiede nella:
rappresentazione dell'esperienza a un livello informale
scissione dalla realtà
Nessuna delle risposte precedenti
capacità di oggettivazione
I mediatori didattici attivi sono collegati a:
L'esperienza indiretta
Nessuna delle risposte precedenti
L'esperienza diretta
L'atteggiamento passivo
La didattica flessibile procede:
Privilegiando i mediatori didattici attivi
Privilegiando i mediatori didattici analogici
Privilegiando i mediatori didattici iconici
Attraverso l’utilizzo di mediatori didattici diversi
La relazione tra insegnante e allievo è:
Nessuna delle risposte precedenti
Meccanica
Finalizzata a facilitare e favorire l'acquisizione del sapere
Deterministica
I mediatori della didattici si suddividono in:
Attivi, iconoci, analogici,strumentali
Nessuna delle precedenti
Attivi, iconoci, analogici, informatici
Attivi, iconoci, analogici, simbolici
Tra le caratteristiche condivise e fondamentali relative alle diverse teorie elaborate sull'apprendimento cooperative, rientr:
La valutazione del gruppo a discapito di quella individuale
Gruppi piccoli e omogenei
Interazione promozionale, faccia a faccia
Nessuna delle precedenti
Il cooperative learning è:
Una metodologia didattica
Una teoria psicologica
Una teoeria pedagogica
Un metodo di studio
Il lavoro di gruppo permette agli allievi di:
Nessuna delle risposte precedenti
Non apprendere in modo corretto
Apprendere con più facilità
Apprendere con più difficoltà
Nel cooperative learning la valutazione "valuta":
La qualità dei membri del gruppo
La qualità del lavoro di gruppo e il lavoro di ogni membro che lo compone
La qualità del lavoro del gruppo
Nessuna delle risposte precedenti
La normativa europea riconosce la valenza degli approcci cooperativi:
Nessuna delle risposte precedenti
Solo in alcuni ordini di scuola
Si
No
L'interdipendenza agisce su:
I compiti, le risorse
Gli obiettivi, i compiti
Gli obiettivi, i compiti, le risorse, la valutazione
Le risorse, la valutazione
Nella valutazione dei processi si osserva:
Nessuna delle risposte precedenti
I singoli membri
Il gruppo
Il gruppo e i singoli membri
Nella valutazione dei prodotti si individuano i criteri della valutazione rispetto:
Rispetto alla capacità del leader di coordinare il lavoro del gruppo
Rispetto allo spirito cooperativo dei soggetti
Al tipo di prodotto che il gruppo è stato chiamato a realizzare
Rispetto all'impegno dei singoli allievi
Nel valutare l'apporto individuale al compito del gruppo è importante:
Effettuare un osservazione del processo e una relazione "finale di riflessione-ricostruzione"
Realizzare una relazione finale di ricostruzione
Realizzare una relazione finale di riflessione
Osservare il processo
Il cooperative learning rende possibile imparare e:
superare delle difficoltà cognitive
superare delle difficoltà comportamentali
superare delle difficoltà cognitive e relazionali
superare delle difficoltà relazionali
Gli studenti sono portati a confrontare i problemi con una figura esperta nella fase di:
Esplorazione
Riflessione
Ricerca
Articolazione
Tra le criticità che la metodologia dell’apprendistato cognitivo può presentare non vi è:
L'impossibilità, per i discenti, di confrontare i problemi con una figura esperta
La difficoltà nell'organizzare il lavoro
La difficoltà relazionale
Il rischio dell'imitazione passiva
Quali, tra le seguenti, può essere considerata una parola chiave dell'approccio metacognitivo:
Individualità
Passività
Consapevolezza
Dipendenza
La responsabilità, nel processo di apprendimento, chiama l'allievo a:
Farsi carico dell'insuccesso dell'altro
Essere attivo rispetto al proprio apprendimento
Sostituirsi all'altro in difficoltà
Nessuna delle risposte precedenti
L'insegnante e l'allievo, nel processo di insegnamento-apprendimento:
Condividono il raggiungimento degli stessi traguardi formativi
Condividono solo gli obiettivi legati agli assi culturali
Condividono solo gli obiettivi legati alle discipline
Non condividono gli stessi obiettivi formativi
L'insegnante deve condividere con l'allievo
I propri obiettivi formativi
Il senso dell'apprendimento
Nessuna delle risposte precedenti
Il proprio metodo di insegnamento
Il "contratto formativo", secondo Castoldi, richiama:
L'alleanza, tra insegnante e allievo, fondata su un obiettivo comune
Nessuna delle risposte precedenti
L'alleanza, tra i docenti della scuola, fondata sulla condivisione di traguardi comuni
L'alleanza, tra gli allievi di una classe, fondata su un obiettivo comune
Nell'approccio metacognitivo l'insegnante:
Sollecita l'apprendimento logico-matematico
Sollecita l'apprendimento linguistico
Sollecita l'autonomia e l'assunzione di responsabilità del discente stimolando un atteggiamento riflessivo e critico
Sollecita l'abilità relazionale e di cooperative learning
L'insegnante, nello studio di caso reale riveste un ruolo fondamentale:
Nella gestione delle fasi
Nella preparazione del caso e nella gestione delle fasi
Nel momento valutativo
Nella preparazione del caso
Il docente, nello studio di casi reali:
Riveste un ruolo marginale
Riveste un ruolo fondamentale esclusivamente nella preparazione del caso
Riveste un ruolo fondamentale sia nella preparazione del caso sia nelle fasi in cui si articola lo studio
Riveste un ruolo fondamentale esclusivamente nelle fasi in cui si articola lo studio
Lo studio di casi reali ha una connotazione:
Nomotetica
Idiografica
Teorica
Olistica
Lo studio di casi reali ha una connotazione:
Nomotetica
Idiografica
Teorica
Olistica
Dal punto di vista procedurale, lo studio di casi reali si suddivide in:
Tre fasi
Quattro fasi
Due fasi
Nessuna delle risposte precedenti
In quante fasi si articola lo studio di caso reale
4
2
1
3
Lo studio di caso reale:
Non è realizzabile nell'ambito scolastico
E' molto diffuso nella scuola
Nessuna delle risposte precedenti
E' diffuso maggiormente nella pedagogia degli adulti
Lo studio di caso reale è:
Un metodo di analisi delle scienze biologiche
Una metodologia
Una metodo di analisi delle scienze psicologiche
Una teoria utilizzata esclusivamente nella ricerca sociale
Lo studio di caso reale si sviluppa in:
3 fasi
Nessuna delle precedenti
4 fasi
2 fasi
L'insegnante nell'approccio dialogico:
E' esterno al gruppo
E' il leader del gruppo
E' parte integrante del gruppo
E' estraneo al gruppo
L'approccio dialogico pone enfasi:
sul lavoro di gruppo
sulla risposta
sulla domanda
Nessuna delle risposte precedenti
Nell'approccio dialogico l'insegnante:
Non fornisce risposte
Avvicina gli allievi alle diverse “prospettive di comprensione” e li “guida” a una maggiore riflessione sulla pluralità di significati sottesi alla problematica oggetto di discussione
Avvicina gli allievi alla propria prospettiva di comprensione
Avvicina gli allievi alla risposta oggettiva e assoluta
La resistenza da parte degli allievi si può verificare maggiormente:
Nell'apprendistato cognitivo
Nessuna delle risposte precedenti
Nell'approccio dialogico
Nell'approccio autobiografico
L'approccio autobiografico supporta e valorizza l'allievo:
Sul piano psicologico
Sul piano comportamentale
Sul piano cognitivo, sociale ed emotivo
Nessuna delle risposte precedenti
Nell'approccio autobiografico l'interlocutore:
Deve seguire le direttive del leader del gruppo
Deve seguire uno schema prestabilito
Deve essere messo a proprio agio
Deve seguire le direttive dell'insegnante
L'allievo nel braingstorming è stimolato a:
interagire esclusivamente con i contenuti messi a tema
fornire il proprio contributo e metterlo in relazione con quello degli altri
Nessuna delle precedenti
interagire sclusivamente con gli altri
Il brainstorming è:
Una proposta metodologica
Una teoriapedagogica
Una fase di un percorso metodologico
Un'attività extracurricolare
Chi gestisce il braistorming deve:
Favorire la condivisione delle idee ed evitare contributi non attinenti al tema trattao
Non interferire in alcun modo nel gruppo
Nominare un leader del gruppo
Esprimere giudizi
La metodologia didattica "soluzione ai problemi reali, affonda le sue radici:
Nell'empirismo
Nell'attivismo pedagogico
Nessuna delle precedenti
Nel positivismo
La soluzione di problemi reali permette di:
Nessuan delle risposte precedenti
Rendere passivo il ruolo dell'allievo nel processo di apprendimento
Sostituire la lezione frontale
Superare i limiti di astrattezza propri del processo di apprendimento della didattica tradizionale
Uno dei rischi dell'approccio "soluzione di problemi reali" è:
Non raggiungere i traguardi formativi fissati
Non risponedere alle aspettative della scuola come ente di formazione
Far prevalere la logica produttivistica su quella formativa
Creare tensioni nel gruppo
La progettazione può essere definita come:
Mezzo fondamentale per rispondere esclusivamente alla burocrazia dell'istituto scolastico
Mezzo fondamentale per rispondere esclusivamente alla burocrazia ministeriale
Mezzo fondamentale per
Nela progettazione scolastica, secondo Castoldi, prevale la visione:
Professionale
Formativa
Amministrativa
Educativa
Secondo Mario Castoldi, il momento della valutazione va pensato:
Come obiettivo finale di formazione individuale
Per obiettivi individualizzati
Come accreditamento di competenze personali
Come accertamento degli scarti tra progetto iniziale e processo reale, con successiva regolazione delle non conformità rilevate
La progettazione è pensata come:
Un momento individuale
Un momento che segue l’azione didattica
Un momento che va parallelamente all’azione didattica
Un momento che precede l’azione didattica
La programmazione per obiettivi dei programmi ministeriali si rifà alla:
Logica della razionalità tecnica
Logica induttiva
Logica deduttiva
Logica empirista
La logica della razionalità tecnica richiama un approccio:
Sistemico
Induttivo
Analitico
Deduttivo
Secondo la logica della razionalità tecnica i momenti del progettare - agire - valutare sono:
Fasi di un unico processo che possono svolgersi senza un ordine prestabilito
Nessuna delle precedenti
Fasi di un unico processo che si svolgono in successione
Singole fasi di tre differenti processi
La logica della complessità rinvia all'idea di un apprendimento:
Complesso e addestrativo
Nessuna delle precedenti
Complesso e multilaterale
Sequenziale e addestrativo
Chi propone il concetto della riflessione in azione?
Goleman
Piaget
Shon
Castoldi
L'implementazione rappresenta la fase della progettazione in cui:
Si sviluppa l'azione formativa
Si valuta l'azione formativa
Si orienta l'azione formativa
Nessuna delle precedenti
Tra i passaggi chiave della progettazione vi è:
La formazione
La valutazione
La rendicontazione
La ricerca
Quaglino individua:
Tre passaggi chiave dell'azione formativa
Otto passaggi chiave dell'azione formativa
Quattro passaggi chiave dell'azione formativa
Due passaggi chiave dell'azione formativa
La logica che caratterizza la programmazione per obiettivi è:
La gerarchia mezzi-fini
Costruttivista
La gerarchia fini-mezzi
Analitica
La programmazione per obiettivi si è diffusa in Italia all'inizio degli annia:
Ottanta
Settanta
Novanta
Sessanta
La programmazione per obiettivi è centrata su:
Nessuna delle precedenti
I contenuti culturali
I traguardi formativi
I processi formativi
La programmazione per concetti è influenzata dalle:
Scienze cognitive
Scienze della logica
Scienze empiriche
Scienze sociali
Nella programmazione a sfondo progettuale:
Lo "sfondo "può essere rappresentato un personaggio fantastico
Lo "sfondo" non può essere rappresentato dalla realizzazione di un progetto
Lo "sfondo" non può essere rappresentato da un ambiente
Lo "sfondo "non può essere rappresentato da una problematica che deve essere affrontata attraverso diversi passaggi
Il modulo didattico si colloca nel punto di intersezione tra:
La strategia deduttiva e la struttura molare
La strategia induttiva e la struttura molare
La strategia deduttiva e la struttura molecolare
Nessuna delle precedenti
Baldacci riconduce i modelli progettuali a:
Otto tipologie di fondo
Due tipologie di fondo
Quattro tipologie di fondo
Tre tipologie di fondo
La valutazione delle competenze si propone di:
Nessuna delle precedenti
Riconoscere la capacità dell'allievo di riuscire a utilizzare il sapere nella vita reale
Accertare se ciò che si doveva apprendere è stato appreso
Riconoscere le conoscenze acquisite dall'allievo
Il progetto PISA si rivolge a studenti di
Otto anni
Nessuna delle precedenti
Quattordici anni
Quindici anni
L'IEA ha promosso:
Il progetto PISA e il progetto TIMMS
Il progetto TIMMS e il progetto PIRLS
Il progetto PIRLS e il progetto PISA
Nessuna delle precedenti
La valutazione degli apprendimenti e del comportamento nel II ciclo di istruzione, sono espressi in:
Numeri
Giudizi
Nessuna delle precedenti
Lettere
Le rubriche ponderate forniscono:
Un insieme di criteri per valutare il livello di padronanza che è stato raffigurato relativamente a un preciso traguardo di competenze
Un insieme di criteri finalizzati a valutare una singola prestazione
Criteri a cui assegnare un peso differente nella valutazione complessiva
Nessuna delle precedenti
Le rubriche olistiche:
Articolano le diverse dimensioni che costituiscono la competenza
Puntano ad osservare la competenza nella sua interezza
Mirano a una declinazione più particolareggiata di aspetti specifici della competenza
Forniscono un insieme di criteri finalizzati a valutare una singola prestazione
Le rubriche generali:
Articolano le diverse dimensioni che costituiscono la competenza
Forniscono un insieme di criteri finalizzati a valutare una singola prestazione
Offrono un insieme di criteri per valutare il livello di padronanza che è stato raggiunto relativamente a un preciso traguardo di competenza
Offrono “un’idea complessiva della qualità della competenza” di un allievo
Le dimensioni, i criteri, gli indicatori, i livelli, le ancore, sono le componenti della:
Programmazione didattica
Progettazione didattica
Nessuna delle precedenti
Rubrica valutativa
L'analisi delle competenze avviene su:
Nessuna delle precedenti
Due livelli
Quattro livelli
Otto livelli
Il momento autovalutativo rappresenta:
Un'opportunità di riflessione del soggetto sulla propria esperienza formativa
Un'opportunità di riflessione del soggetto sulla propria esperienza relazionale
Nessuna delle precedenti
Un'opportunità di riflessione del soggetto sulla propria esperienze cognitiva
la valutazione iniziale è anche definita:
Valutazione in itienere
Valutazione formativa
Nessuna delle precedenti
Valutazione diagnostica/orientativa
Le prove strtturali:
Nessuna delle precedenti
Sono semplici da leggere e interpretare in quanto le risposte che sono previste sono univoche con un punteggio predeterminato
Hanno il vanataggio di fornire indicazioni circa la capacità di ragionamento dell'allievo di saper argomentare, di effettuare collegamenti
Sono difficili da interpretare e per questo hanno bisogno di solidi criteri di lettura
Nello scritto: "la valutazione delle azioni educative", Charles Hadji:
Analizza esempi di rubriche valutative
Nessuna delle precedenti
Evidenzia alcune distorsioni che mettono in discussione l'affidabilità della valutazione
Descrive le fasi della valutazione
"La valutazione delle azioni educative" è uno scritto di:
Piaget
Bruner
Vygotskij
Hadji
Nella curva di Gauss
La mediana e la media convergono
M
