wayground logo

Free Printable Worksheets

Font size

S
M
L
XL
Worksheets

Domande sulla Didattica delle Competenze

Total questions: 136

Worksheet time: 1hrs 8mins

Name
Class
Date
1.

La competenza è:

a)

Un'integrazione di conoscenza (sapere), abilità (saper fare), capacità metacognitive, metodologiche, personali e sociali

b)

Una conoscenza

c)

Un'abilità

d)

Nessuna delle precedenti

2.

La didattica per le competenze ha l'obiettivo di:

a)

Crescere cittadini abili

b)

Crescere cittadini indipendenti

c)

Crescere cittadini istruiti

d)

Crescere cittadini autonomi e responsabili

3.

Tra le competenze chiave enunciate nlla Raccomandazione del 18 Dicembre 2006 non è menzionata:

a)

Nessuna delle precedenti

b)

Competenza digitale

c)

Consapevolezza ed espressione culturale

d)

Consapevolezza ed espressione teatrale

4.

Le competenze chiave sono:

a)

8

b)

2

c)

4

d)

6

5.

La competenza comunicativa risulta dall'acquisizione della:

a)

Madrelingua

b)

Lingua scritta

c)

Lingua orale

d)

Lingua straniera

6.

La consapevolezza ed espressione culturale è una:

a)

Conoscenza

b)

Abilità

c)

Nessuna delle risposte precedent

d)

Competenza chiave

7.

Il documento Life Skills Education in Schools è stato prodotto da:

a)

Il Consiglio d'Europa

b)

L'Unione Europea

c)

Il Ministero dell'Istruzione

d)

L'Organizzazione mondiale della sanità

8.

Il documento Life Skills Education in Schools è stato prodotto nel:

a)

1999

b)

2008

c)

1998

d)

1993

9.

Le abilità per la vita individuate dall'OMS sono:

a)

8

b)

2

c)

4

d)

10

10.

Insegnare per competenze obbliga a:

a)

Enfatizzare la figura dell'insegnante rispetto a quella dell'allievo

b)

Nessuna delle precedenti

c)

Ripensare la didattica nella consapevolezza che sono gli allievi a costruire il proprio sapere

d)

Promuovere un sapere nozionistico

11.

Insegnare per competenze significa:

a)

Scegliere i contenuti considerati "irrinunciabili e fondamentali"

b)

Fare acquisire i saperi attraverso la lezione frontale

c)

Sacrificare i contenuti delle discipline

d)

Fare acquisire conoscenze

12.

Nella didattica per le competenze il docente:

a)

Impartisce saperi

b)

Non possiede alcuna responsabilità educativa

c)

Fa da mediatore, da facilitatore creando un laboratorio didattico in cui l'allievo costruisce i propri saperi e il proprio sé.

d)

Nessuna delle precedenti

13.

L'insegnamento - muro è:

a)

Formalizzato in lezioni

b)

Formalizzato in esperienze

c)

Tematico, procede organizzato attorno a problemi o a temi interessanti

d)

Nessuna delle precedenti

14.

L'insegnamento - ponte è:

a)

Regolato sulla persona

b)

Stabilito e preciso, connesso a obiettivi standardizzati

c)

Nessuna delle precedenti

d)

Centrato sull'insegnamento

15.

Nell'insegnamento muro:

a)

Lo studente costruisce la propria conoscenza

b)

La conoscenza è un processo elaborativo

c)

Lo studente fa uso di diversi supporti didattici

d)

La conoscenza è un prodotto predefinito

16.

L'insegnamento ponte:

a)

Procede in modo individualistico

b)

Procede in modo cooperativo

c)

Utilizza il libro come strumento didattico prinicipale

d)

prevede un percorso lineare (insegnante-conoscenza-studente)

17.

Il fine dell'apprendimento è:

a)

Acquisire chiavi di lettura, strategie orientative, e interpretative per far sì che il soggetto divenga sempre più consapevole della complessità e della poliedricità delle sfaccettature del reale

b)

Appropriarsi di conoscenze date

c)

Raggiungere ottimi risultati a scuola

d)

Nessuna delle precedenti

18.

Nella didattica per le competenze, le competenze rappresentano:

a)

Le strategie e i processi

b)

Nessuna delle risposte precedenti

c)

I saperi acquisiti

d)

I risultati finali

19.

L'ambiente di apprendimento deve:

a)

Rispettare un metodo prestabilito

b)

Nessuna delle risposte precedenti

c)

Fornire strumenti significativi scelti dall'insegnante

d)

Garantire ad ogni persona la possibilità di mu

20.

L'apprendimento deve:

a)

Rispettare un metodo prestabilito

b)

Nessuna delle risposte precedenti

c)

Fornire strumenti significativi scelti dall'insegnante

d)

Garantire ad ogni persona la possibilità di muoversi al suo interno in modo autonomo

21.

Il ruolo dell'insegnante è quello di:

a)

Enfatizzare la lezione frontale

b)

Impartire nozioni

c)

Creare le condizioni in grado di attivare e supportare un percorso cognitivo significativo e consapevole

d)

Strutturare il processo di apprendimento

22.

Gli allievi, all'interno dell'ambiente di apprendimento:

a)

Possono utilizzare solo gli strumenti didattici informatici

b)

Possono utilizzare solo le risorse informative

c)

Devono seguire le direttive dell'insegnante

d)

Hanno libero accesso alle risorse informative e agli strumenti

23.

L'apprendimento avviene:

a)

Attraverso un processo mnemonico

b)

Attraverso la lezione frontale

c)

Attraverso un processo meccanico di acquisizione dei saperi

d)

All'interno di un contesto in cui la persona costruisce competenze

24.

Affinchè l'apprendimento sia significativo è necessario che:

a)

Avvenga sul libro di testo

b)

Nessuna delle risposte precedenti

c)

Avvenga in una realtà significativa

d)

Avvenga individualmente

25.

Le istituzioni scolastiche per costruire il curricolo seguono:

a)

Le Indicazioni europee

b)

Le Indicazioni Nazionali

c)

Nessuna delle precedenti

d)

Le Indicazioni di settore

26.

Il curricolo nella didattica per le competenze:

a)

Rappresenta il compendio della progettazione e della pianificazione dell'intera offerta formativa della scuola

b)

Coincide con la programmazione didattica

c)

Nessuna delle precedenti

d)

Riveste un ruolo secondario nella progettualità didattica

27.

L'ambiente di apprendimento deve:

a)

Nessuna delle precedenti

b)

Essere ricco di risorse e ad ogni persona deve essere data la possibilità di muoversi al suo interno in modo autonomo senza seguire un metodo prestabilito

c)

Essere ricco di risorse che gli allievi possono utilizzare seguendo un metodo prestabilito

d)

Essere ricco di risorse e ad ogni persona deve essere data la possibilità di muoversi al suo interno secondo delle indicazioni precise e prestabilite

28.

Il punto da cui partire nella realizzazione del curricolo è rappresentato da:

a)

Le materie

b)

L'identificazione delle competenze che si vogliono raggiungere nel processo di apprendimento

c)

Nessuna delle risposte precedenti

d)

Le discipline

29.

Le discipline rappresentano:

a)

Il fine dell'apprendimento

b)

Il mezzo attraverso cui prende forma la competenza

c)

Gli apprendimenti

d)

Nessuna delle risposte precedenti

30.

Le Indicazioni Nazionali richiamano gli insegnanti a:

a)

Costruire percorsi didattici interdisciplinari

b)

Costruire percorsi didattici disciplinari separati gli uni dagli altri

c)

Nessuna delle precedenti

d)

Costruire percorsi didattici pluridisciplinari

31.

Il DM 139/2007 individuava:

a)

2 competenze culturali di base

b)

4 competenze culturali di base

c)

16 competenze culturali di base

d)

8 competenze culturali di base

32.

Le competenze culturali contribuiscono allo sviluppo delle:

a)

Competenze disciplinari

b)

Abilità

c)

Conoscenze

d)

Competenze chiave

33.

In quale documento vi è il superamento delle discipline consderate separatamente le une dalle altre

a)

Le Indicazioni Nazionali 2006

b)

Nessuna delle risposte precedenti

c)

DM 139/2007

d)

Indicazioni Nazionali 2012

34.

Le competenze comunicative della lingua italiana è compito:

a)

Nessuna delle risposte precedenti

b)

Del solo insegnante di italiano

c)

Dall'insegnante delle Lingue straniere

d)

Condiviso da tutti gli insegnanti

35.

Quale documento organizza le discipline in assi culturali stabiliti

a)

DM 10/2000

b)

Le Indicazioni Nazionali 2012

c)

Le Indicazioni Nazionali 2006

d)

DM 139/2007

36.

Gli stili cognitivi si caratterizzano per:

a)

Uguaglianza

b)

Convergenza

c)

Polarità opposte

d)

Divergenz

37.

Gli stili cognitivi si caratterizzano per:

a)

Uguaglianza

b)

Convergenza

c)

Polarità opposte

d)

Divergenza

38.

Individua, tra i seguenti stili cognitivi, quello errato:

a)

Verbale-visuale

b)

Convergente-divergente

c)

Sistematico-analitico

d)

Impulsivo-Riflessivo

39.

Il "buon elaboratore delle informazioni" considera l'errore:

a)

Un fallimento

b)

Non un fallimento, ma un grado della padronanza, un livello da cui partire o ripartire

c)

Nessuna delle risposte precedenti

d)

Un motivo per abbandonare il percorso formativo

40.

Gli stili di attribuzione influenzano il modo in cui le persone percepiscono:

a)

La propria emotività

b)

La propria formazione culturale

c)

La propria autostima

d)

La realtà che li circonda, il loro modo di agire, di risolvere compiti assegnati e di gestire le informazioni.

41.

R. J. Stenberg ha elaborato una teoria su:

a)

Il pensiero intelligente

b)

La psicologia dinamica

c)

La psicologia dello sviluppo

d)

Le intelligenze multiple

42.

"Frame of mind" è il titolo di un'opera scritta da

a)

Jung

b)

Piaget

c)

Freud

d)

Gardner

43.

Non è una delle dimensioni delle intelligenze teorizzate da Gardner:

a)

Intelligenza corporeo-cinestatica

b)

Intelligenza esistenziale

c)

Intelligenza fisica

d)

Intelliegenza spaziale e visiva

44.

La teoria delle intelligenze multiple è stata elaborata da:

a)

Bruner

b)

Gardner

c)

Watson

d)

Piaget

45.

Il pensiero creativo comprende:

a)

La capacità di giudicare

b)

La capacità di giudicare

c)

La capacità di realizzare progetti

d)

La capacità di creare

46.

La teoria sul "Pensiero intelligente" è stata elaborata da:

a)

Jung

b)

Stenberg

c)

Vygotsky

d)

Freud

47.

Il pensiero analitico comprende:

a)

La capacità di intuire

b)

La capacità di scoprire

c)

La capacità di immaginare

d)

La capacità di confrontare

48.

Spenberg sostiene che il pensiero umano si fonda su:

a)

Nessuna delle precedenti

b)

7 tipi di intelligenze

c)

3 tipi di intelligenze

d)

2 tipi di intelligenze

49.

Il pensiero pratico comprende:

a)

La capacità di scoprire

b)

La capacità di valutare

c)

La capacità di realizzare progetti

d)

La capacità di giudicare

50.

Secondo Stenberg il pensiero umano si fonda su:

a)

2 tipi di intelligenza

b)

3 tipi di intelligenza

c)

8 tipi di intelligenza

d)

4 tipi di intelligenza

51.

Per gli allievi che non hanno stima in se stessi può essere importante:

a)

Nessuna delle risposte precedenti

b)

Lavorare insieme agli altri e condividere le responsabilità

c)

Lavorare singolarmente

d)

Non condividere le responsabilità

52.

Uno dei compiti della scuola è quello di giungere ai:

a)

Linguaggi informali

b)

Linguaggio effettivo

c)

Linguaggio reale

d)

Linguaggi formali e simbolici

53.

Secondo la didattica "flessibile" e "induttiva" è anche importante:

a)

Valorizzare al massimo l’apprendimento del singolo

b)

Valorizzare l'apprendimento deduttivo

c)

Valorizzare l'apprendimento induttivo

d)

Valorizzare al massimo l’apprendimento e il supporto reciproco tra pari

54.

Il vantaggio dei mediatori didattici analogici risiede nel:

a)

Apprendere passivamente

b)

Coinvolgere emotivamente e personalmente l'allievo

c)

Non coinvolgere l'allievo dal punto di vista emotivo

d)

Rappresentare l'esperienza a un livello formale

55.

Il limite dei mediatori didattici iconici è rappresentato da:

a)

La difficoltà di passare dal particolare al generale

b)

La difficoltà di rappresentare la realtà

c)

La difficoltà di passare dal generale al particolare

d)

La difficoltà di interpretare la realtà

56.

I mediatori didattici analogici:

a)

Sono incapaci, da soli, di fissare un apprendimento

b)

Sono in grado, da soli, di fissare un apprendimento

c)

Non presentano limiti

d)

Presentano solo vantaggi

57.

Il vantaggio dei mediatori simbolici è rappresentato da:

a)

La scarsa generalizzazione

b)

La distanza dalla realtà

c)

La forte generalizzazio

58.

Il vantaggio dei mediatori simbolici è rappresentato da:

a)

La scarsa generalizzazione

b)

La distanza dalla realtà

c)

La forte generalizzazione

d)

La vicinanza con la realtà

59.

Il vantaggio dei mediatori didattici iconici risiede nella:

a)

rappresentazione dell'esperienza a un livello informale

b)

scissione dalla realtà

c)

Nessuna delle risposte precedenti

d)

capacità di oggettivazione

60.

I mediatori didattici attivi sono collegati a:

a)

L'esperienza indiretta

b)

Nessuna delle risposte precedenti

c)

L'esperienza diretta

d)

L'atteggiamento passivo

61.

La didattica flessibile procede:

a)

Privilegiando i mediatori didattici attivi

b)

Privilegiando i mediatori didattici analogici

c)

Privilegiando i mediatori didattici iconici

d)

Attraverso l’utilizzo di mediatori didattici diversi

62.

La relazione tra insegnante e allievo è:

a)

Nessuna delle risposte precedenti

b)

Meccanica

c)

Finalizzata a facilitare e favorire l'acquisizione del sapere

d)

Deterministica

63.

I mediatori della didattici si suddividono in:

a)

Attivi, iconoci, analogici,strumentali

b)

Nessuna delle precedenti

c)

Attivi, iconoci, analogici, informatici

d)

Attivi, iconoci, analogici, simbolici

64.

Tra le caratteristiche condivise e fondamentali relative alle diverse teorie elaborate sull'apprendimento cooperative, rientr:

a)

La valutazione del gruppo a discapito di quella individuale

b)

Gruppi piccoli e omogenei

c)

Interazione promozionale, faccia a faccia

d)

Nessuna delle precedenti

65.

Il cooperative learning è:

a)

Una metodologia didattica

b)

Una teoria psicologica

c)

Una teoeria pedagogica

d)

Un metodo di studio

66.

Il lavoro di gruppo permette agli allievi di:

a)

Nessuna delle risposte precedenti

b)

Non apprendere in modo corretto

c)

Apprendere con più facilità

d)

Apprendere con più difficoltà

67.

Nel cooperative learning la valutazione "valuta":

a)

La qualità dei membri del gruppo

b)

La qualità del lavoro di gruppo e il lavoro di ogni membro che lo compone

c)

La qualità del lavoro del gruppo

d)

Nessuna delle risposte precedenti

68.

La normativa europea riconosce la valenza degli approcci cooperativi:

a)

Nessuna delle risposte precedenti

b)

Solo in alcuni ordini di scuola

c)

Si

d)

No

69.

L'interdipendenza agisce su:

a)

I compiti, le risorse

b)

Gli obiettivi, i compiti

c)

Gli obiettivi, i compiti, le risorse, la valutazione

d)

Le risorse, la valutazione

70.

Nella valutazione dei processi si osserva:

a)

Nessuna delle risposte precedenti

b)

I singoli membri

c)

Il gruppo

d)

Il gruppo e i singoli membri

71.

Nella valutazione dei prodotti si individuano i criteri della valutazione rispetto:

a)

Rispetto alla capacità del leader di coordinare il lavoro del gruppo

b)

Rispetto allo spirito cooperativo dei soggetti

c)

Al tipo di prodotto che il gruppo è stato chiamato a realizzare

d)

Rispetto all'impegno dei singoli allievi

72.

Nel valutare l'apporto individuale al compito del gruppo è importante:

a)

Effettuare un osservazione del processo e una relazione "finale di riflessione-ricostruzione"

b)

Realizzare una relazione finale di ricostruzione

c)

Realizzare una relazione finale di riflessione

d)

Osservare il processo

73.

Il cooperative learning rende possibile imparare e:

a)

superare delle difficoltà cognitive

b)

superare delle difficoltà comportamentali

c)

superare delle difficoltà cognitive e relazionali

d)

superare delle difficoltà relazionali

74.

Gli studenti sono portati a confrontare i problemi con una figura esperta nella fase di:

a)

Esplorazione

b)

Riflessione

c)

Ricerca

d)

Articolazione

75.

Tra le criticità che la metodologia dell’apprendistato cognitivo può presentare non vi è:

a)

L'impossibilità, per i discenti, di confrontare i problemi con una figura esperta

b)

La difficoltà nell'organizzare il lavoro

c)

La difficoltà relazionale

d)

Il rischio dell'imitazione passiva

76.

Quali, tra le seguenti, può essere considerata una parola chiave dell'approccio metacognitivo:

a)

Individualità

b)

Passività

c)

Consapevolezza

d)

Dipendenza

77.

La responsabilità, nel processo di apprendimento, chiama l'allievo a:

a)

Farsi carico dell'insuccesso dell'altro

b)

Essere attivo rispetto al proprio apprendimento

c)

Sostituirsi all'altro in difficoltà

d)

Nessuna delle risposte precedenti

78.

L'insegnante e l'allievo, nel processo di insegnamento-apprendimento:

a)

Condividono il raggiungimento degli stessi traguardi formativi

b)

Condividono solo gli obiettivi legati agli assi culturali

c)

Condividono solo gli obiettivi legati alle discipline

d)

Non condividono gli stessi obiettivi formativi

79.

L'insegnante deve condividere con l'allievo

a)

I propri obiettivi formativi

b)

Il senso dell'apprendimento

c)

Nessuna delle risposte precedenti

d)

Il proprio metodo di insegnamento

80.

Il "contratto formativo", secondo Castoldi, richiama:

a)

L'alleanza, tra insegnante e allievo, fondata su un obiettivo comune

b)

Nessuna delle risposte precedenti

c)

L'alleanza, tra i docenti della scuola, fondata sulla condivisione di traguardi comuni

d)

L'alleanza, tra gli allievi di una classe, fondata su un obiettivo comune

81.

Nell'approccio metacognitivo l'insegnante:

a)

Sollecita l'apprendimento logico-matematico

b)

Sollecita l'apprendimento linguistico

c)

Sollecita l'autonomia e l'assunzione di responsabilità del discente stimolando un atteggiamento riflessivo e critico

d)

Sollecita l'abilità relazionale e di cooperative learning

82.

L'insegnante, nello studio di caso reale riveste un ruolo fondamentale:

a)

Nella gestione delle fasi

b)

Nella preparazione del caso e nella gestione delle fasi

c)

Nel momento valutativo

d)

Nella preparazione del caso

83.

Il docente, nello studio di casi reali:

a)

Riveste un ruolo marginale

b)

Riveste un ruolo fondamentale esclusivamente nella preparazione del caso

c)

Riveste un ruolo fondamentale sia nella preparazione del caso sia nelle fasi in cui si articola lo studio

d)

Riveste un ruolo fondamentale esclusivamente nelle fasi in cui si articola lo studio

84.

Lo studio di casi reali ha una connotazione:

a)

Nomotetica

b)

Idiografica

c)

Teorica

d)

Olistica

85.

Lo studio di casi reali ha una connotazione:

a)

Nomotetica

b)

Idiografica

c)

Teorica

d)

Olistica

86.

Dal punto di vista procedurale, lo studio di casi reali si suddivide in:

a)

Tre fasi

b)

Quattro fasi

c)

Due fasi

d)

Nessuna delle risposte precedenti

87.

In quante fasi si articola lo studio di caso reale

a)

4

b)

2

c)

1

d)

3

88.

Lo studio di caso reale:

a)

Non è realizzabile nell'ambito scolastico

b)

E' molto diffuso nella scuola

c)

Nessuna delle risposte precedenti

d)

E' diffuso maggiormente nella pedagogia degli adulti

89.

Lo studio di caso reale è:

a)

Un metodo di analisi delle scienze biologiche

b)

Una metodologia

c)

Una metodo di analisi delle scienze psicologiche

d)

Una teoria utilizzata esclusivamente nella ricerca sociale

90.

Lo studio di caso reale si sviluppa in:

a)

3 fasi

b)

Nessuna delle precedenti

c)

4 fasi

d)

2 fasi

91.

L'insegnante nell'approccio dialogico:

a)

E' esterno al gruppo

b)

E' il leader del gruppo

c)

E' parte integrante del gruppo

d)

E' estraneo al gruppo

92.

L'approccio dialogico pone enfasi:

a)

sul lavoro di gruppo

b)

sulla risposta

c)

sulla domanda

d)

Nessuna delle risposte precedenti

93.

Nell'approccio dialogico l'insegnante:

a)

Non fornisce risposte

b)

Avvicina gli allievi alle diverse “prospettive di comprensione” e li “guida” a una maggiore riflessione sulla pluralità di significati sottesi alla problematica oggetto di discussione

c)

Avvicina gli allievi alla propria prospettiva di comprensione

d)

Avvicina gli allievi alla risposta oggettiva e assoluta

94.

La resistenza da parte degli allievi si può verificare maggiormente:

a)

Nell'apprendistato cognitivo

b)

Nessuna delle risposte precedenti

c)

Nell'approccio dialogico

d)

Nell'approccio autobiografico

95.

L'approccio autobiografico supporta e valorizza l'allievo:

a)

Sul piano psicologico

b)

Sul piano comportamentale

c)

Sul piano cognitivo, sociale ed emotivo

d)

Nessuna delle risposte precedenti

96.

Nell'approccio autobiografico l'interlocutore:

a)

Deve seguire le direttive del leader del gruppo

b)

Deve seguire uno schema prestabilito

c)

Deve essere messo a proprio agio

d)

Deve seguire le direttive dell'insegnante

97.

L'allievo nel braingstorming è stimolato a:

a)

interagire esclusivamente con i contenuti messi a tema

b)

fornire il proprio contributo e metterlo in relazione con quello degli altri

c)

Nessuna delle precedenti

d)

interagire sclusivamente con gli altri

98.

Il brainstorming è:

a)

Una proposta metodologica

b)

Una teoriapedagogica

c)

Una fase di un percorso metodologico

d)

Un'attività extracurricolare

99.

Chi gestisce il braistorming deve:

a)

Favorire la condivisione delle idee ed evitare contributi non attinenti al tema trattao

b)

Non interferire in alcun modo nel gruppo

c)

Nominare un leader del gruppo

d)

Esprimere giudizi

100.

La metodologia didattica "soluzione ai problemi reali, affonda le sue radici:

a)

Nell'empirismo

b)

Nell'attivismo pedagogico

c)

Nessuna delle precedenti

d)

Nel positivismo

101.

La soluzione di problemi reali permette di:

a)

Nessuan delle risposte precedenti

b)

Rendere passivo il ruolo dell'allievo nel processo di apprendimento

c)

Sostituire la lezione frontale

d)

Superare i limiti di astrattezza propri del processo di apprendimento della didattica tradizionale

102.

Uno dei rischi dell'approccio "soluzione di problemi reali" è:

a)

Non raggiungere i traguardi formativi fissati

b)

Non risponedere alle aspettative della scuola come ente di formazione

c)

Far prevalere la logica produttivistica su quella formativa

d)

Creare tensioni nel gruppo

103.

La progettazione può essere definita come:

a)

Mezzo fondamentale per rispondere esclusivamente alla burocrazia dell'istituto scolastico

b)

Mezzo fondamentale per rispondere esclusivamente alla burocrazia ministeriale

c)

Mezzo fondamentale per

104.

Nela progettazione scolastica, secondo Castoldi, prevale la visione:

a)

Professionale

b)

Formativa

c)

Amministrativa

d)

Educativa

105.

Secondo Mario Castoldi, il momento della valutazione va pensato:

a)

Come obiettivo finale di formazione individuale

b)

Per obiettivi individualizzati

c)

Come accreditamento di competenze personali

d)

Come accertamento degli scarti tra progetto iniziale e processo reale, con successiva regolazione delle non conformità rilevate

106.

La progettazione è pensata come:

a)

Un momento individuale

b)

Un momento che segue l’azione didattica

c)

Un momento che va parallelamente all’azione didattica

d)

Un momento che precede l’azione didattica

107.

La programmazione per obiettivi dei programmi ministeriali si rifà alla:

a)

Logica della razionalità tecnica

b)

Logica induttiva

c)

Logica deduttiva

d)

Logica empirista

108.

La logica della razionalità tecnica richiama un approccio:

a)

Sistemico

b)

Induttivo

c)

Analitico

d)

Deduttivo

109.

Secondo la logica della razionalità tecnica i momenti del progettare - agire - valutare sono:

a)

Fasi di un unico processo che possono svolgersi senza un ordine prestabilito

b)

Nessuna delle precedenti

c)

Fasi di un unico processo che si svolgono in successione

d)

Singole fasi di tre differenti processi

110.

La logica della complessità rinvia all'idea di un apprendimento:

a)

Complesso e addestrativo

b)

Nessuna delle precedenti

c)

Complesso e multilaterale

d)

Sequenziale e addestrativo

111.

Chi propone il concetto della riflessione in azione?

a)

Goleman

b)

Piaget

c)

Shon

d)

Castoldi

112.

L'implementazione rappresenta la fase della progettazione in cui:

a)

Si sviluppa l'azione formativa

b)

Si valuta l'azione formativa

c)

Si orienta l'azione formativa

d)

Nessuna delle precedenti

113.

Tra i passaggi chiave della progettazione vi è:

a)

La formazione

b)

La valutazione

c)

La rendicontazione

d)

La ricerca

114.

Quaglino individua:

a)

Tre passaggi chiave dell'azione formativa

b)

Otto passaggi chiave dell'azione formativa

c)

Quattro passaggi chiave dell'azione formativa

d)

Due passaggi chiave dell'azione formativa

115.

La logica che caratterizza la programmazione per obiettivi è:

a)

La gerarchia mezzi-fini

b)

Costruttivista

c)

La gerarchia fini-mezzi

d)

Analitica

116.

La programmazione per obiettivi si è diffusa in Italia all'inizio degli annia:

a)

Ottanta

b)

Settanta

c)

Novanta

d)

Sessanta

117.

La programmazione per obiettivi è centrata su:

a)

Nessuna delle precedenti

b)

I contenuti culturali

c)

I traguardi formativi

d)

I processi formativi

118.

La programmazione per concetti è influenzata dalle:

a)

Scienze cognitive

b)

Scienze della logica

c)

Scienze empiriche

d)

Scienze sociali

119.

Nella programmazione a sfondo progettuale:

a)

Lo "sfondo "può essere rappresentato un personaggio fantastico

b)

Lo "sfondo" non può essere rappresentato dalla realizzazione di un progetto

c)

Lo "sfondo" non può essere rappresentato da un ambiente

d)

Lo "sfondo "non può essere rappresentato da una problematica che deve essere affrontata attraverso diversi passaggi

120.

Il modulo didattico si colloca nel punto di intersezione tra:

a)

La strategia deduttiva e la struttura molare

b)

La strategia induttiva e la struttura molare

c)

La strategia deduttiva e la struttura molecolare

d)

Nessuna delle precedenti

121.

Baldacci riconduce i modelli progettuali a:

a)

Otto tipologie di fondo

b)

Due tipologie di fondo

c)

Quattro tipologie di fondo

d)

Tre tipologie di fondo

122.

La valutazione delle competenze si propone di:

a)

Nessuna delle precedenti

b)

Riconoscere la capacità dell'allievo di riuscire a utilizzare il sapere nella vita reale

c)

Accertare se ciò che si doveva apprendere è stato appreso

d)

Riconoscere le conoscenze acquisite dall'allievo

123.

Il progetto PISA si rivolge a studenti di

a)

Otto anni

b)

Nessuna delle precedenti

c)

Quattordici anni

d)

Quindici anni

124.

L'IEA ha promosso:

a)

Il progetto PISA e il progetto TIMMS

b)

Il progetto TIMMS e il progetto PIRLS

c)

Il progetto PIRLS e il progetto PISA

d)

Nessuna delle precedenti

125.

La valutazione degli apprendimenti e del comportamento nel II ciclo di istruzione, sono espressi in:

a)

Numeri

b)

Giudizi

c)

Nessuna delle precedenti

d)

Lettere

126.

Le rubriche ponderate forniscono:

a)

Un insieme di criteri per valutare il livello di padronanza che è stato raffigurato relativamente a un preciso traguardo di competenze

b)

Un insieme di criteri finalizzati a valutare una singola prestazione

c)

Criteri a cui assegnare un peso differente nella valutazione complessiva

d)

Nessuna delle precedenti

127.

Le rubriche olistiche:

a)

Articolano le diverse dimensioni che costituiscono la competenza

b)

Puntano ad osservare la competenza nella sua interezza

c)

Mirano a una declinazione più particolareggiata di aspetti specifici della competenza

d)

Forniscono un insieme di criteri finalizzati a valutare una singola prestazione

128.

Le rubriche generali:

a)

Articolano le diverse dimensioni che costituiscono la competenza

b)

Forniscono un insieme di criteri finalizzati a valutare una singola prestazione

c)

Offrono un insieme di criteri per valutare il livello di padronanza che è stato raggiunto relativamente a un preciso traguardo di competenza

d)

Offrono “un’idea complessiva della qualità della competenza” di un allievo

129.

Le dimensioni, i criteri, gli indicatori, i livelli, le ancore, sono le componenti della:

a)

Programmazione didattica

b)

Progettazione didattica

c)

Nessuna delle precedenti

d)

Rubrica valutativa

130.

L'analisi delle competenze avviene su:

a)

Nessuna delle precedenti

b)

Due livelli

c)

Quattro livelli

d)

Otto livelli

131.

Il momento autovalutativo rappresenta:

a)

Un'opportunità di riflessione del soggetto sulla propria esperienza formativa

b)

Un'opportunità di riflessione del soggetto sulla propria esperienza relazionale

c)

Nessuna delle precedenti

d)

Un'opportunità di riflessione del soggetto sulla propria esperienze cognitiva

132.

la valutazione iniziale è anche definita:

a)

Valutazione in itienere

b)

Valutazione formativa

c)

Nessuna delle precedenti

d)

Valutazione diagnostica/orientativa

133.

Le prove strtturali:

a)

Nessuna delle precedenti

b)

Sono semplici da leggere e interpretare in quanto le risposte che sono previste sono univoche con un punteggio predeterminato

c)

Hanno il vanataggio di fornire indicazioni circa la capacità di ragionamento dell'allievo di saper argomentare, di effettuare collegamenti

d)

Sono difficili da interpretare e per questo hanno bisogno di solidi criteri di lettura

134.

Nello scritto: "la valutazione delle azioni educative", Charles Hadji:

a)

Analizza esempi di rubriche valutative

b)

Nessuna delle precedenti

c)

Evidenzia alcune distorsioni che mettono in discussione l'affidabilità della valutazione

d)

Descrive le fasi della valutazione

135.

"La valutazione delle azioni educative" è uno scritto di:

a)

Piaget

b)

Bruner

c)

Vygotskij

d)

Hadji

136.

Nella curva di Gauss

a)

La mediana e la media convergono

b)

M