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psic handicap parte 2

Total questions: 58

Worksheet time: 30mins

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1.

A partire da quale età può essere fatta una diagnosi di Disturbo del Linguaggio?

a)

5 anni

b)

24 mesi

c)

36 mesi

2.

Un ritardo nell’acquisizione del linguaggio orale nei bambini bilingui suggerisce

a)

la presenza di una condizione di parlatore tardivo bilingue

b)

una maggior probabilità di sviluppare successivamente un disturbo di apprendimento

c)

un normale pattern maturativo tipico del bilinguismo

d)

la presenza di una condizione di Disturbo primario del Linguaggio bilingue

3.

l fenotipo clinico dei disturbi del linguaggio può essere caratterizzato da:

a)

Un deficit della comprensione o espressione linguistica

b)

Alterazioni del circuito temporo-frontale

c)

Un deficit di memoria di lavoro verbale

4.

Quale delle seguenti alterazioni cognitive possono contribuire al disturbo del linguaggio

a)

Nell’apprendimento implicito

b)

Nelle FE

c)

Nella velocità di elaborazione

d)

Tutte le precedenti

5.

Una debolezza nella memoria di lavoro nei disturbi del linguaggio

a)

È una caratteristica delle basi neuro-funzionali

b)

È un fattore di rischio per lo sviluppo di difficoltà di apprendimento

c)

È una caratteristica del fenotipo

6.

Dal punto di vista funzionale (non nosografico), ritardi o difficoltà nel linguaggio orale possono essere osservati

a)

Dalla prima infanzia

b)

In età scolare

c)

In età della scuola dell’infanzia

7.

Un deficit di controllo motorio può essere la causa di

a)

Disattenzione

b)

Disgrafia

c)

Disortografia

8.

Un disturbo fonetico-fonologico riguarda:

a)

Suoni e fonemi

b)

Opzione 1

9.

Quale o quali effetti possono avere i disturbi motori negli stadi di sviluppo pre-operatorio e operatorio (????)

a)

Difficoltà di separazione: stato di fusione-confusione ( stadio senso motorio)

b)

Rischio di appiattire la stimolazione sensoriale alle competenze motorie (stadio senso motorio)

c)

Difficoltà a stimolare il pensiero ipotetico (stadio formale)

d)

Scarso esame di realtà

e)

Rischio di limitare il pensiero senso-motorio

10.

Un deficit del movimento ha ricadute maggiori:

a)

Nel periodo operatorio concreto

b)

Nel periodo ipotetico-deduttivo

c)

In età adulta

d)

Nel periodo senso-motorio

11.

Le basi neuro-funzionali di un disturbo possono essere indagate

a)

Con la Risonanza Magnetica Funzionale

b)

Con l’anamnesi

c)

Con l’esame genetico

12.

Nei Disturbi di Coordinazione Motoria si osservano frequentemente ( selezionare quella sbagliata) (???)

a)

difficoltà ad ideare l’azione

b)

difficoltà di attenzione

c)

impaccio motorio

d)

difficoltà di memoria di lavoro

13.

I disturbi neuro-muscolarisono caratterizzati da:

a)

Alterazioni dell’apparato muscolare e scheletrico associate sistematicamente a difficoltà cognitive e dell’apprendimento scolastico

b)

Alterazioni esclusive dell’apparato muscolare e scheletrico

c)

Alterazioni dell’apparato muscolare e scheletrico associate in alcuni sottotipi a difficoltà cognitive e dell'apprendimento scolastico

14.

Nei disturbi di tipo neuro-muscolare le difficoltà motorie:

a)

Non necessitano di una presa in carico multidisciplinare

b)

Possono riguardare anche il sistema nervoso centrale ma solo nelle prime fasi di sviluppo

c)

Sono unicamente periferiche e dell’apparato muscolo-scheletrico

d)

Talvolta si associano a difficoltà cognitive e a quadri psicopatologici

15.

La precoce origine dei disturbi del neuro-sviluppo deve:

a)

Stimolare interventi preventivi precoci

b)

Scoraggiare da un intervento tempestivo

c)

Portare a rigidi schemi di esito

d)

Adottare modelli deterministici di sviluppo

16.

Nei disturbi del neuro-sviluppo può essere importante intervenire precocemente sulle FE

a)

Per favorire la consapevolezza delle difficoltà

b)

Per rafforzare i processi “dominio generali

c)

Per rafforzare processi “dominio specific

d)

Per favorire conoscenze esplicite

17.

Con “chiave di comprensione dei disturbi del neuro-sviluppo è nello sviluppo stesso” si sottolinea l'importanza

a)

Dei dati neuro-funzionali

b)

Delle traiettorie di sviluppo

c)

Del contesto in cui avvengono le prime fasi di sviluppo

d)

Nessuna delle precedenti

18.

Identifica il disturbo del neuro-sviluppo che più frequentemente è in comorbidità con altri disturbi

a)

ADHD

b)

Paralisi cerebrale infantile

c)

Disturbi del controllo degli impulsi e della condotta

d)

Dislessia evolutiva

19.

Nei disturbi neuro-visivi è necessario sostenere la relazione:

a)

Con stimolazioni continue da parte dell’ambiente famigliare

b)

Grazie all’intervento riabilitativo da parte degli specialisti

c)

Tramite il dialogo tonico-funzionale genitore-bambino *

d)

Nessuna delle precedenti

20.

Il disturbo della regolazione della processazione sensoriale:

a)

È un esempio tipico di disturbo della relazione di attaccamento

b)

Ha un’origine monogenica

c)

Si associa frequentemente ad alterazioni della sostanza bianca cerebrale

d)

Dipende dalle cure materne e dall’atmosfera familiare

21.

il disturbo uditivo in età evolutiva si associa frequentemente a:

a)

Un deficit nel mantenere in memoria le informazioni verbali

b)

Un deficit cognitivo generalizzato

c)

Un deficit di inibizione delle risposte verbali automatiche

22.

L’intervento nel caso di disturbo uditivo in età evolutiva deve essere finalizzato a raggiungere

a)

Buone abilità di Funzioni Esecutive

b)

Competenze comunicative pienamente adeguate per lo sviluppo cognitivo, socio-relazionale e la qualità della vita

c)

Competenze sufficienti di linguaggio orale al fine di un buon adattamento nel “contesto udente

23.

Nei bambini con sordità le difficoltà di memoria di lavoro verbale sembrano associate

a)

A difficoltà di discriminazione fonologica

b)

Allo scarso uso dei processi di reiterazione sub-vocale

c)

Ad un ridotto lessico

d)

Tutte le precedenti

24.

A quale età un bambino sordo congenito può smettere di produrre suoni?

a)

A circa 12 mesi

b)

Dopo 2 anni

c)

Non produce mai suoni

d)

A circa 6 mesi

25.

Durante i primi anni di scuola primaria un bambino sordo congenito può mostrare difficoltà

a)

Nel pensiero astratto

b)

Nell’accesso alle operazioni logiche

c)

Nell’acquisizione delle corrispondenze grafema-fonema

d)

Nelle abilità di integrazione visuo-motoria

26.

I disturbi uditivi centrali possono indurre più difficilmente processi di plasticità cerebrale se (selezionare la risposta sbagliata)

a)

si verificano in età prescolare

b)

sono associati ad altre disabilità

c)

Sono perlinguali

d)

non sono seguiti da una buona stimolazione ambientale

27.

I disturbi dell’umore in età evolutiva possono essere favoriti da:

a)

Familiarità per disturbi dell’umore

b)

Conflitti familiari

c)

Abitudini (ritmi sonno-veglia, uso di sostanze, dipendenze)

d)

Tutte le precedenti *

28.

In un grave disturbo dell’umore in età evolutiva si consiglia:

a)

Un intervento psicoeducativo

b)

L’attuazione di un PDP

c)

Un intervento farmacologico, psicoeducativo e psicoterapico

d)

Nessuna delle precedenti

29.

disturbi dell’umore e dell’ansia in età evolutiva:

a)

Hanno un’incidenza elevata, dall’1% al 5%

b)

Caratterizzano il 20% della popolazione

c)

Sono rari e transitori

30.

Il disturbo d’ansia in età evolutiva sembra associarsi prevalentemente a:

a)

Un deficit intellettivo

b)

Uno stile di attaccamento insicuro-ambivalente

c)

Uno stile di attaccamento sicuro

31.

La fobia scolastica può essere considerata:

a)

Un disturbo psicosomatico

b)

Una tipologia del disturbo dell’umore

c)

Una tipologia di una cattiva educazione

d)

Una patologia di disturbo d'ansia

32.

Un disturbo visivo ha effetti maggiori:

a)

Nell’infanzia, quando si costruisce la vita mentale

b)

In adolescenza, quando la vista è essenziale per le relazioni sociali

c)

Non ci sono differenze legate all’età

d)

In età adulta quando le richieste ambientali sono molto elevate

33.

Il bambino cieco o ipovedente congenito:

a)

È a maggior rischio di sviluppo psicologico atipico

b)

Ha uno sviluppo indipendente dal contesto ambientale

c)

Non può accedere al pensiero simbolico in assenza di condotte imitative

34.

L’intervento multimodale e multisensoriale nei bambini con cecità agisce

a)

Sull’ambiente educativo

b)

Sulla famiglia

c)

Sull’individuo

d)

Sui fattori di rischio

35.

Un deficit di ricostruzione della percezione visiva degli oggetti ( i.e. agnosia) può determinare una difficoltà di

a)

ricostruire la forma delle parole

b)

mettere a fuoco le lettere

c)

coordinare i movimenti per completare un’azione

d)

percepire informazioni alla periferia del campo visivo

36.

L’intervento riabilitativo in caso di disabilità visiva è più efficace se

a)

Non dipende dall'età

b)

Inizia prima dei 2 anni

c)

Introduce ausili per la sintesi vocale

d)

È intensivo in età scolare quando le richieste ambientali sono maggiori

37.

Lo sviluppo dell’intelligenza in caso di disabilità visiva può essere caratterizzato da

a)

Ritardo nell’esplosione del vocabolario espressivo

b)

Ritardo nei primi stadi di sviluppo

c)

Difficoltà di attaccamento

d)

Deficit cognitivo di grado lieve permanente

38.

Una disabilità visiva precoce può associarsi frequentemente a:

a)

Difficoltà relazionali e di accesso ad un pensiero operatorio

b)

Una disabilità uditiva

c)

Un disturbo specifico di apprendimento

d)

Una disabilità intellettiva

39.

Un disturbo visivo in età evolutiva può riguardare:

a)

La periferia dell’occhio

b)

L’elaborazione centrale da parte del cervello

c)

coordinamento oculare

d)

controllo dei movimenti oculari

e)

Tutte le precedenti

40.

disturbi specifici dell’apprendimento sono considerati ad origine

a)

Poligenica

b)

Probabilistica

c)

Multifattoriale

d)

Tutte le risposte

41.

Secondo le raccomandazioni per la pratica clinica dei DSA

a)

Per ogni DSA c’è un test da utilizzare

b)

Non ci sono strumenti standardizzati affidabili

c)

Ogni clinico sceglie secondo la propria libertà e responsabilità gli strumenti che forniscono maggiori informazioni sulle condizioni del soggetto

d)

È consigliabile utilizzare strumenti diffusi a livello internazionale

42.

Un genitore porta una relaz. di un pedagogista ecc…

a)

Opzione 1

b)

VIENE RICHIESTA UNA VALUTAZIONE MULTIDISCIPLINARE

43.

Perché il disturbo specifico di aprendimento è considerato “specifico”?

a)

Opzione 1

b)

PERCHE’ LE CADUTE NEGLI APPRENDIMENTI SONO DISCREPANTI RISPETTO ALLE CAPACITA’ COGNITIVE E NEUROLOGICHE NELLA NORMA

44.

Un segno precursore della dislessia evolutiva è:

a)

LA PRESENZA DI UN DISTURBO DEL LINGUAGGIO

b)

Opzione 1

45.

Il gioco di finzione è frequentemente assente:

a)

Nel disturbo dello spettro dell’autismo

b)

Nella disabilità intellettiva di grado lieve

c)

Nel disturbo dell’attenzione

46.

L’endofenotipo di un disturbo è costituito:

a)

Dalle basi genetiche del disturbo

b)

Dall’insieme dei sintomi comportamentali

c)

Dalle caratteristiche dei processi cognitivi emotivi e neuro-funzionali sottostanti

47.

Quale o quali tipologie di diagnosi descrive/ono l’endofenotipo?

a)

La diagnosi nosografica

b)

Nessuna delle precedenti

c)

La diagnosi di sviluppo

d)

La diagnosi incentrata sulla manifestazione del disturbo

e)

La diagnosi eziopatogenitica

48.

Le principali cause dell’epilessia sono

a)

Ambientali e seondarie ad eventi stressanti

b)

Strutturali, genetiche, metaboliche, infettive o autoimmuni

c)

Psicologiche e socio-relazionali

49.

In caso di crisi epilettica in classe è necessario chiamare l’ambulanza

a)

In presenza di cianosi o crisi tonico-cliniche

b)

Sempre

c)

Se è già stata fatta una diagnosi di epilessia

50.

Indica quali disordini cognitivi sono frequenti in casi di epilessia:

a)

Difficoltà visive e linguistiche

b)

Ritiro sociale e profilo simil-autistico

c)

Vulnerabilità attentiva e mnestica

51.

La fobia scolastica può essere considerata

a)

Un disturbo psicosomatico

b)

Una tipologia di disturbo dell’umore

c)

Una tipologia di disturbo d’ansia

d)

Il riflesso di una cattiva educazione

52.

Funzionamento Intellettivo Limite

a)

È una tipologia di disabilità intellettiva lieve in assenza di difficoltà di adattamento

b)

È una condizione di disagio socio-ambientale accompagnata da bassa intelligenza

c)

Prevede un funzionamento cognitivo e di adattamento sotto una deviazione standard dalla media

53.

Quale di queste condizioni può emergere progressivamente con l’età?

a)

funzionamento intellettivo limite

b)

disturbo della regolazione e processazione sensoriale

c)

disabilità intellettiva grave

d)

disturbo motorio da Paralisi cerebrale infantile

54.

La triade sintomatologica “iperattività, inattenzione e impulsività” :

a)

Può essere riscontrata in molti quadri clinici a ponte tra vari disturbi

b)

Si manifesta solo nei casi più gravi dell’ADHD

c)

È specifica solo nell’ADHD

d)

Può essere riscontrata solo in alcune tipologie di disturbo di apprendimento

55.

Quali possono essere conseguenze di problemi a carico della memoria di lavoro?( Più risposte corrette)

a)

Incapacità di ricordare attività future

b)

Utilizzo degli stessi schemi in contesti differenti

c)

Difficoltà nello svolgimento di doppi compiti

d)

Distraibilità verso stimoli interferenti

e)

Scarsa flessibilità cognitiva nell’affrontare i problemi

56.

Il modello ABC di analisi di un comportamento significa:

a)

Guardare ai comportamenti più funzionali per un certo scopo e un certo adattamento

b)

Interpretare le funzioni adattive dei comportamenti osservati

c)

Adottare una modalità strutturata di osservazione del comportamento dei suoi antecedenti e delle sue conseguenze

57.

Il Parent Training è un intervento di elezione.

a)

Nei disturbi dell’apprendimento

b)

Nei disturbi del comportamento e dell’attenzione

c)

Nella disabilità intellettiva

58.

Il parenting rappresenta un fattore protettivo per lo sviluppo caratterizzato da:

a)

Uno stile autoritario

b)

Uno stile autorevole

c)

Uno stile permissivo

d)

Nessuna delle precedenti