NEW
Font size
WorksheetsQuiz Inclusione Scolastica
Total questions: 10
Worksheet time: 5mins
Un alunno non riesce a completare un compito scritto per le sue difficoltà di motricità fine. Quale approccio rispecchia meglio una scuola inclusiva?
Esentarlo sempre da tutti i compiti scritti
Offrirgli strumenti compensativi (tablet, tastiera) per valorizzare le sue competenze
Lasciarlo osservare i compagni senza partecipare
Valutarlo solo oralmente senza altre strategie
In classe ci sono tre studenti con bisogni diversi: uno con difficoltà linguistiche, uno con ansia e uno con disabilità motoria. Come dovrebbe essere impostata la progettazione didattica?
Creare tre percorsi paralleli, separati dagli altri
Usare metodologie flessibili e cooperative che coinvolgano tutta la classe
Concentrare le attenzioni solo sull’alunno con disabilità certificata
Applicare la stessa attività standard a tutti senza modifiche
Un docente nota che le strategie inserite nel piano educativo non funzionano più perché l’alunno è cresciuto e le sue esigenze sono cambiate. Qual è la scelta più opportuna?
Continuare con le stesse strategie perché “sono state approvate”
Aggiornare la progettazione insieme a colleghi e famiglia
Interrompere tutte le strategie fino a nuova diagnosi
Delegare la revisione solo ai servizi sanitari
In una riunione di team, un insegnante afferma: “Il nostro compito è solo rispettare la diagnosi medica”. Quale obiezione potresti fare?
La scuola deve andare oltre la diagnosi, osservando come l’alunno funziona nei contesti reali
Ha ragione: la scuola non deve occuparsi di altro
La diagnosi è sufficiente per stabilire obiettivi e strategie educative
È meglio aspettare indicazioni precise senza intervenire
Se un ragazzo con fragilità si sente “etichettato” e escluso, cosa può ridurre questo rischio?
Creare attività inclusive in cui tutti gli studenti possano mostrare punti di forza
Evitare di coinvolgerlo per non metterlo in difficoltà
Tenerlo sempre con l’insegnante di sostegno separato dal gruppo
Dare compiti molto più semplici rispetto ai compagni senza spiegazioni
Durante un laboratorio di scienze, uno studente non partecipa perché teme di sbagliare davanti agli altri. Cosa potrebbe aiutarlo di più?
Offrirgli un ruolo protetto (ad es. osservatore o cronometrista) per rinforzare fiducia
Evitare di assegnargli qualsiasi ruolo
Riprenderlo davanti al gruppo per “spronarlo”
Escluderlo dall’attività pratica
La scuola riceve una nuova studentessa con disabilità. Alcuni docenti chiedono di “aspettare il PEI ufficiale” prima di intervenire. Quale posizione è più corretta?
Avviare subito osservazioni e strategie di accoglienza in attesa dei documenti
Non intervenire finché il PEI non è approvato
Delegare ogni azione ai soli genitori
Aspettare la relazione clinica definitiva senza fare nulla
Un alunno straniero fatica a comprendere le consegne. In un’ottica inclusiva, cosa è più efficace?
Fornire consegne semplificate, magari con immagini e gesti, utili a tutti
Lasciarlo copiare dai compagni finché non impara
Evitare di coinvolgerlo nelle verifiche
Affidargli un compagno che traduca ogni volta senza altre strategie
In una classe con forte eterogeneità, il docente vuole proporre un compito di scrittura. Quale scelta valorizza la personalizzazione?
Dare a tutti lo stesso tema da svolgere nello stesso modo
Permettere forme diverse di espressione: testo, mappa, presentazione orale
Valutare solo chi completa il compito standard
Esentare chi ha difficoltà senza alternative
Un insegnante pensa che i documenti educativi servano solo a “fare burocrazia”. Come risponderesti per valorizzarne il senso?
Sono strumenti operativi che guidano la pratica quotidiana e favoriscono inclusione
Meglio non usarli, tanto sappiamo già come lavorare
Hanno valore solo per i controlli ministeriali
Non sono utili, basta affidarsi al buon senso
