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Esame sociologia dei consumi 21 gennaio 2026

Total questions: 16

Worksheet time: 8mins

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1.

Secondo la teoria marxiana, da cosa è principalmente determinato il consumo?

a)

Dalle scelte razionali e autonome degli individui

b)

Dai modi di produzione che ne definiscono caratteristiche storiche e simboliche

c)

Dal gusto personale costruito culturalmente

d)

Dal valore estetico degli oggetti di consumo

2.

Qual è la principale differenza tra valore d’uso e valore di scambio in Marx?

a)

Il valore d’uso riguarda la funzione pratica dell’oggetto, il valore di scambio la sua commerciabilità

b)

Il valore d’uso riguarda lo status sociale, il valore di scambio riguarda il bisogno

c)

Il valore d’uso è quantificabile in denaro, il valore di scambio è simbolico

d)

Il valore d’uso è astratto, il valore di scambio è concreto

3.

In che senso, secondo Adorno e Horkheimer, l’industria culturale produce passività nei consumatori?

a)

Offrendo contenuti troppo complessi

b)

Stimolando bisogni standardizzati e riducendo la capacità critica

c)

Limitando l’accesso ai beni culturali

d)

Favorendo l’isolamento sociale dei singoli

4.

Cosa intende Jean Baudrillard con il concetto di valore‑segno?

a)

Il valore affettivo legato all’esperienza personale

b)

Il valore simbolico di un oggetto all’interno di un sistema di segni

c)

Il valore economico di un bene nel mercato globale

d)

Il valore d’uso determinato dalla funzione tecnica

5.

Nei cultural studies, il consumo viene principalmente interpretato come:

a)

Un’attività passiva e subordinata alla produzione

b)

Un effetto diretto dell’industria culturale sul pubblico

c)

Un comportamento guidato prevalentemente da bisogni naturali

d)

Una pratica quotidiana produttiva di significato e di appropriazione

6.

Secondo Stuart Hall, quali sono le tre modalità di decodifica dei messaggi mediali da parte dei pubblici?

a)

Dominante, oppositiva, negoziale

b)

Dominante, critica, alternativa

c)

Egemonica, deviante, resistente

d)

Passiva, attiva, creativa

7.

Nella teoria di Michel de Certeau, cosa distingue le tattiche dalle strategie?

a)

Le tattiche appartengono alle élite, le strategie ai gruppi subordinati

b)

Le tattiche sono l’arte dei più deboli che agiscono nel campo dell’altro

c)

Le strategie sono sempre illegali, le tattiche sempre legali

d)

Le strategie operano sul tempo, le tattiche sullo spazio

8.

Cosa si intende per creatività profana secondo Paul Willis?

a)

La creatività artistica delle avanguardie culturali

b)

Una forma di consumo esclusivamente oppositiva e politicizzata

c)

La capacità dei gruppi subordinati di riappropriarsi creativamente degli oggetti di consumo

d)

L’abilità delle industrie culturali di produrre nuovi significati

9.

Secondo le teorie della pratica, quale dimensione dell’agire sociale viene posta in particolare evidenza nello studio dei consumi?

a)

L’autonomia simbolica dei consumatori rispetto alle strutture sociali

b)

La centralità della scelta individuale strategica

c)

Il carattere routinizzato, incorporato e performativo dell’azione

d)

Il calcolo razionale e l’intenzionalità cosciente

10.

Nel pensiero di Pierre Bourdieu, l’habitus può essere definito come:

a)

Un insieme rigido di norme imposte dall’esterno

b)

Una competenza puramente cognitiva basata sull’apprendimento scolastico

c)

Un’espressione individuale libera da vincoli strutturali

d)

Un principio generatore e classificatore di pratiche incorporato dagli individui

11.

Quale funzione svolge il gusto nella teoria bourdieusiana del consumo?

a)

Funziona come senso dell’orientamento sociale e strumento di distinzione

b)

È il risultato diretto del reddito disponibile

c)

È un fattore esclusivamente individuale e psicologico

d)

È un criterio universale di valutazione estetica

12.

Secondo il modello di Elizabeth Shove e colleghi, una pratica di consumo è composta da:

a)

Capitale economico, culturale e simbolico

b)

Scelte, preferenze, valori

c)

Produzione, distribuzione, consumo

d)

Materiali, competenze, significati

13.

Nell’approccio delle teorie della pratica al consumo, il consumatore è soprattutto concepito come:

A.
B.
C.
D.

a)

Un soggetto sovrano capace di orientare il mercato

b)

Un individuo determinato esclusivamente dalla struttura di classe

c)

Un attore strategico che esprime la propria identità

d)

Un portatore di pratiche socialmente organizzate

14.

Secondo il capitolo, perché i consumi possono essere considerati una forma di “economia morale”?

a)

Perché implicano valutazioni di giusto, buono e legittimo da parte degli stessi attori sociali

b)

Perché sono giudicati moralmente solo dagli osservatori esterni

c)

Perché sono sottratti a qualunque valutazione etica

d)

Perché seguono esclusivamente logiche di prezzo e utilità

15.

Qual è il significato della de‑moralizzazione del lusso secondo gli autori?

a)

Il lusso diventa universalmente condannato come immorale

b)

Il lusso perde valore simbolico a favore della produzione

c)

Il lusso viene reinterpretato come economicamente utile e socialmente legittimo

d)

Il lusso viene abolito come categoria di consumo

16.

Che ruolo svolge la scelta individuale nella cultura di consumo contemporanea?

a)

È una pretesa normativa che legittima le pratiche di consumo

b)

Descrive accuratamente le pratiche reali dei consumatori

c)

È un concetto superato dagli studi sociologici

d)

Riguarda solo i consumi di lusso