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La camera da affittare

La camera da affittare

Assessment

Presentation

Education

KG

Practice Problem

Easy

Created by

Paolo Storato

Used 7+ times

FREE Resource

20 Slides • 2 Questions

1

La camera

da affittare

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Esperimento sociale

2

​…Un salto in avanti… E vi ritrovate ad avere chi 20, chi 21, chi 25 anni… Uno di voi sta iniziando l’Università, primo anno di Medicina e c’è proprio un casino da stare sui libri! Un’altra sta studiando per diventare Maestra tra poco comincerà a fare pratica in una scuola materna. Un altro di voi già lavora da qualche mese come cuoco in un importante ristorante in centro città… Condividete un piccolo appartamento in affitto. Ma da poco uno di voi ha cambiato città. Così vi trovate a dover AFFITTARE UNA STANZA… Per trovare un nuovo/a coinquilino/a percorrete diverse strade: anzitutto vi rivolgete ad un’agenzia immobiliare, appendete annunci in università ( del tipo: si affitta una stanza singola in bellissimo-bruttissimo-nuovissimo-sporchissimo appartamento…) e magari mettete anche un’inserzione sul giornale.

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3

​Dopo pochi giorni gli aspiranti coinquilini iniziano a farsi vivi. Intanto l’agenzia immobiliare vi comunica che è stata contattata da varie persone interessate alla vostra stanza. Ovviamente può fornirvi solo alcuni dati sulle persone che hanno chiamato…sapete, per una questione di privacy! Potrete avere ulteriori dettagli in seguito, se contatterete personalmente i potenziali inquilini. Ma intanto i tempi stringono e dovete fare una scelta!

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4

  1. una hostess tedesca, INGRID KHULER

  2. un marocchino che lavora in porto, MEDI MUSIF

  3. una professoressa di matematica appena trasferita in città, ADALGISA CONELLI

  4. un extracomunitario di Yakima, 20 anni, lavapiatti, J.S.

  5. un giovane commerciante sudafricano, ADAM MAKEBA

  6. una fotomodella di New York, CARMEN DELL’OREFICE

​​Hanno risposto all’annuncio pubblicato dall’agenzia:

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5

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6

Chi sceglieresti?

​Che idee vi siete fatti dei personaggi che hanno risposto ai vostri annunci?  Come li immaginate? Quale il loro aspetto, Le loro abitudini di vita, i loro interessi? Saranno coinquilini affidabili e compatibili con le vostre esigenze? Raccogliete le idee e fate la vostra scelta. Con chi vorreste condividere il vostro appartamento?

7

Nelle prossime 2 slide ci sono i sei candidati.

Seleziona solo il candidato che vorresti come coinquilino scegliendo tra le sei opzioni.

8

Poll

PRIME 3 OPZIONI

INGRID KHULER

un hostess tedesca

MEDI MUSIF

un marocchino che lavora al porto

ADALGISA CONELLI

una prof di matematica

9

Poll

SECONDE 3 OPZIONI

J.S.

un lavapiatti extracomunitario di 20 anni di Yakima

ADAM MAKEBA

un giovane commerciante sudafricano

CARMEN DELL'OREFICE

una fotomodella di New York

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NOME: INGRID KHULER

ETA’: 60 ANNI

CITTADINANZA: tedesca

PROFESSIONE:

Hostess della compagnia Tedesca Lufthansa, è all’ultimo anno prima del pensionamento. Per motivi di salute (vene varicose alle gambe) da ormai dieci anni lavora come hostess di terra: per qualche mese dovrà occuparsi del nuovo sportello aperto nell’ aeroporto della città in cui studiate.

NOTE PERSONALI:

Ha due grandi passioni: le danze Latino Americane e l’uncinetto. Dopo la pensione vorrebbe iscriversi all’università: il suo rimpianto maggiore è, infatti, quello di non aver mai portato a termine gli studi universitari.

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NOME: MEDI MUSIF

ETA’: 26

CITTADINANZA: MAROCCHINA

PROFESSIONE:

laureando in ingegneria ambientale. Sta completando il tirocinio affiancando un noto ingegnere in un progetto di riqualificazione della zona del porto vecchio.

NOTE PERSONALI:

ragazzo schivo e riservato, trascorre il tempo libero dedicandosi alla lettura e al flauto traverso. Appena laureato ha intenzione di tornare a lavorare nel suo paese.

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​NOME: ADALGISA CONELLI

ETA’:30 ANNI

CITTADINANZA: italiana

PROFESSIONE: professoressa di matematica

NOTE PERSONALI: Vincitrice di numerosi concorsi di bellezza, Adalgisa, detta Giusi, ha posato come modella in numerosi spot pubblicitari. Nel tempo libero ama sfrecciare sulla sua moto e partecipare ai raduni di motociclisti in giro per l’Europa. Adalgisa cerca una stanza perché la sua precedente padrona di casa le ha dato lo sfratto a causa degli affitti non regolarmente pagati. Infatti, oltre ad essere smemorata, ha un amore sfrenato per lo shopping.

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13

NOME: JHON SELLER

ETA’:23 ANNI

CITTADINANZA: STATI UNITI

PROFESSIONE: lavapiatti

NOTE PERSONALI: E’ in Italia per studiare Cinema all’università, lavora perché con i soldi che gli passano i genitori non riesce a coltivare la sua passione di cinefilo. In realtà non ha passato ancora nessun esame, perché dopo il lavoro trascorre tutto il suo tempo tra cinema e televisione. Se non affronterà qualche esame gli sarà impossibile rinnovare il permesso di soggiorno e la sua presenza in Italia diverrà irregolare.

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​NOME: ADAM MAKEBA

ETA’: 31 ANNI

CITTADINANZA: SUDAFRICANA

PROFESSIONE: Commerciante: ha aperto e gestisce un proprio negozio di informatica.

NOTE PERSONALI: Nel tempo libero è volontario in un’associazione culturale dove insegna italiano agli stranieri e tiene un corso di percussioni e danze africane.

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NOME: CARMEN DELL’OREFICE

ETA’:74

CITTADINANZA: STATUNITENSE PROFESSIONE: FOTOMODELLA

NOTE PERSONALI: conosciuta per il suo temperamento lunatico ed iracondo, a lei si è ispirata Meryl Streep per il suo antipatico personaggio nel film “il Diavolo Veste Prada”. Nei ritagli di tempo tra una seduta di massaggi e la palestra, realizza a maglia abiti per i nipotini.

16

Hai scelto in modo corretto?

Hai cambiato idea?

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Pregiudizio

LESSICO

dal latino praeiudicíum giudizio anticipato

1) Il pregiudicare: giudizio dato in anticipo.

2) Opinione concepita senza approfondire la conoscenza di qualche cosa o senza rivedere criticamente quanto trasmesso dalla tradizione o affermato da altri e pertanto inesatto o falso, preconcetto: avere pregiudizi razziali; anche credenza superstiziosa: pregiudizio molto diffuso nel popolo.

3) Lesione degli interessi di qualcuno, specialmente nel linguaggio giuridico: senza pregiudizio di terzi. Per estensione, danno: recare pregiudizio alla salute.

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Sociologia

In campo sociologico, l'espressione pregiudizio è solitamente associata all'analisi delle relazioni etniche e denota un atteggiamento di antipatia – sino all'ostilità aggressiva – nei confronti di un gruppo umano caratterizzato sotto il profilo razziale, linguistico o religioso. Il pregiudizio, che è stato oggetto di studi importanti in campo psicologico-sociale, va però concettualmente distinto dalla discriminazione. Quest'ultima si rappresenta come l'esito di processi sociali – affidati ai comportamenti quotidiani o addirittura alle norme giuridiche – che mirano a negare o limitare concretamente le rivendicazioni d'identità e di rappresentatività istituzionale del gruppo umano oggetto del pregiudizio. I pregiudizi, insomma, attengono alla sfera delle opinioni e degli atteggiamenti, mentre la discriminazione costituisce un processo effettivo di esclusione di gruppi o individui da opportunità riconosciute ad altri. Frequente è il caso della discriminazione patita nei luoghi di lavoro da gruppi particolari (come i nomadi o alcune comunità di immigrati), sui quali pesa un pregiudizio fondato nella maggior parte dei casi sul “sentito dire”, anziché su esperienze dirette. È infatti provato come il gruppo che nutre opinioni preconcette tenderà a rifiutare la stessa possibilità di ascolto al gruppo oggetto del pregiudizio. Il pregiudizio è infatti relativamente stabile e persistente, e stenta a deperire anche in presenza di informazioni che lo contraddicono. 

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Un suo tratto distintivo è il ricorso al pensiero stereotipico, che irrigidisce in una rappresentazione convenzionale l'immagine dell'altro (percepito come diverso). Questa rappresentazione può essere sostanzialmente innocua se si limita a veicolare luoghi comuni diffusi fra comunità affini (la rumorosità degli Italiani, la scarsa fantasia degli Svizzeri, la prosopopea dei Francesi, ecc.). L'ostilità si produce in forma acuta – sino al disprezzo e al pregiudizio attivo – quando gli stereotipi sono alimentati da ansie e paure cui tendono ad associarsi in maniera ricorrente. In questi casi – esemplare la sindrome di allarme sociale che interessa anche gruppi non etnici, dai tossicodipendenti agli ex detenuti o (per altri aspetti) agli omosessuali – il pregiudizio produce quasi sempre discriminazione. È peraltro possibile che la discriminazione non discenda direttamente da un pregiudizio, ma sia l'effetto di un'opinione diffusa che condiziona i comportamenti personali.

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La parabola del buon samaritano

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Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».

Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: «Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno». Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così».

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Papa Francesco: “Superare barriere e pregiudizi. Per imparare ad amare chi sta dall’altra parte”

Papa Francesco ci pone queste domande: “Io sono capace di amare i miei nemici? Tutti abbiamo gente, non so se nemici, ma che non va d’accordo con noi, che sta ‘dall’altra parte’; o qualcuno ha gente che gli ha fatto del male… Io sono capace di amare quella gente? Quell’uomo, quella donna che mi ha fatto del male, che mi ha offeso? Sono capace di perdonarlo?”.

“Ognuno – ha esortato – risponda nel suo cuore”.

L’amore “ci stimola al dialogo e ci aiuta ad ascoltarci e conoscerci reciprocamente”. E’ un amore che, aprendoci verso l’altro, diventa “la base delle relazioni umane” e rende capaci di “superare le barriere delle proprie debolezze e dei propri pregiudizi”. “L’amore di Gesù in noi”, prosegue, “crea ponti, insegna nuove vie, innesca il dinamismo della fraternità”, ribadisce Papa Francesco che è partito dal “comandamento nuovo” che Gesù dà ai discepoli prima della Passione: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.

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La camera

da affittare

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