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L’Europa dei totalitarismi

L’Europa dei totalitarismi

Assessment

Presentation

Social Studies

6th - 8th Grade

Practice Problem

Hard

Created by

Giulia Mura

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FREE Resource

15 Slides • 0 Questions

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L’Europa dei totalitarismi

Cpia Carbonia 2022/23

prof.ssa Mura Giulia

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Introduzione

Il XX secolo in Europa è stato caratterizzato dall’avvento
di regimi politici totalitari, favoriti da movimenti
nazionalistici come conseguenza di una profonda crisi che
interessò l’economia dopo la fine della prima guerra
mondiale. Il Novecento è il secolo in cui le masse
assumono un ruolo importante nella storia: infatti lo
sviluppo del settore industriale comportò un sempre
maggior impiego della forza lavoro, con conseguente
concentrazione sul territorio di un gran numero di persone
che favorì l’affermarsi di alcuni sistemi politici.

I tre principali regimi totalitari del Novecento in Europa
sono stati il comunismo stalinista, il nazismo e il
fascismo/franchismo,

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1.1 L’Unione Sovietica sotto Stalin.

Alla fine degli anni Venti J. Stalin prese il potere
in Unione Sovietica eliminando tutti i suoi rivali
politici. La dittatura di Stalin, detta stalinismo, fu
un esempio di totalitarismo, cioè di un sistema
politico che controlla, attraverso il partito unico e
la polizia segreta, ogni aspetto della vita
pubblica e privata di un Paese, reprimendo ogni
dissenso interno e instaurando il culto della
personalità del capo.

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1.2 L’Unione Sovietica sotto Stalin.

Per risollevare l’economia Stalin ordinò la
collettivizzazione

forzata

delle

campagne,

facendo deportare o uccidere i piccoli proprietari
terrieri (kulaki). Questo provocò una grave
carestia e milioni di morti. Negli anni Trenta
Stalin impose anche l’industrializzazione forzata.

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1.3 L’Unione Sovietica sotto Stalin.

Per mantenere il controllo dello Stato, Stalin
ordinò le cosiddette “purghe” del periodo del
Terrore staliniano: processi pubblici durante i
quali furono condannati a morte uomini di spicco
del partito e stretti collaboratori di Stalin.

I dissidenti furono eliminati o rinchiusi nei Gulag,
i campi di prigionia e lavoro in Siberia. Lo
stalinismo proseguì finì alla morte di Stalin nel
1953.

L’ultima fotografia dello scrittore Osip Mandelshtam, 1938. Fonte:
archivio

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1.4 Le purghe staliniane.

Le Purghe staliniane consistevano
nell’epurazione di tutti i quadri dirigenti del
Partito comunista dell’Unione Sovietica che
potessero fare ombra a Stalin, voluta dal
dittatore nella seconda metà degli anni Trenta e
attuata dalla polizia segreta mediante assassinii,
arresti e deportazioni illegali e soprattutto
attraverso processi-farsa, basati su false
prove e false testimonianze, estorcendo con
l’inganno o la tortura false confessioni, e
conclusi sempre con la condanna, spesso a
morte, degli imputati.

fontev

Fonte dell’immagine:
https://www.iluoghidellamemoria.it/le-grandi-purgh
e-staliniane/

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2.1 L’ascesa del nazismo in Germania

Sfruttando il malcontento nato dalla crisi
economica della Repubblica di Weimar, alla fine
degli anni Venti in Germania si affermò il Partito
nazionalsocialista dei lavoratori guidato da Adolf
Hitler. Il nazismo era un movimento nazionalista
e razzista, che vedeva negli ebrei e nei
comunisti la causa della crisi tedesca e un
impedimento alla conquista dello spazio vitale
della Germania.

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2.2 L’ascesa del nazismo in Germania

La borghesia, gli industriali e l’esercito
appoggiarono Hitler perchè lo consideravano un
argine contro il comunismo: nel 1933 il Partito
nazista vinse le elezioni e Hitler ottenne
l’incarico di cancelliere. In pochi mesi, però,
mise fuori legge tutti i partiti tranne quello
nazista e fece approvare le leggi speciali, che
trasformarono la Germania in un regime
totalitario. Nacque così il Terzo Reich, di cui
Hitler era il Fuhrer cioè la guida.

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3.1 La Germania nazista.

Il Terzo Reich si basava su una struttura
gerarchica al vertice della quale c'era Hitler. Il
nazismo, attraverso la SS (l’elite militare del
partito nazista) e la Gestapo (la polizia segreta),
represse con la violenza ogni forma di dissenso.
Attraverso le sue organizzazioni controllava tutta
la società. la propaganda, la repressione, la
censura su informazione e cultura e il
miglioramento delle condizioni economiche
assicurarono al nazismo un vasto consenso tra i
tedeschi.

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4.1 La persecuzione degli ebrei e il mito della “razza
ariana”.

Hitler sfruttò l'antisemitismo già diffuso in
Germania e in Europa come strumento politico
per raccogliere consenso. la Germania di Hitler
era un regime totalitario fondato sul razzismo: il
mito della razza ariana era la giustificazione
ideologica delle violenze contro ebrei e altre
minoranze. L'ideologia nazista portò le leggi
razziali contro gli ebrei e al pogrom (sommossa
sanguinosa contro gli Ebrei) della Notte dei
cristalli (tra 9 e 10 novembre 1938). Molti ebrei
tedeschi furono costretti a lasciare la Germania
e chi non ci riuscì fu deportato nei campi di
concentramento dove si consumò la Shoah cioè
lo sterminio di sei milioni di ebrei.

Berlino, 10 novembre 1938 vetrine di un negozio di un'attività
condotta da ebrei distrutte durante la Notte dei cristalli

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5.1 La guerra civile in Spagna.

In Spagna nel 1936 scoppiò una guerra civile tra
il governo repubblicano e l'esercito guidato dai
nazionalisti del partito falangista, che aveva
tentato un colpo di stato. Al fianco dei
repubblicani si schierarono i volontari stranieri
delle Brigate internazionali, mentre Mussolini e
Hitler inviarono aiuti militari ai nazionalisti. Nel
1939 prevalsero i nazionalisti comandati dal
Generale dell'esercito Francisco Franco, che si
proclamò caudillo di Spagna (ossia capo
supremo militare e politico) e instaurò una
dittatura conservatrice appoggiata dalla Chiesa
cattolica, chiamata franchismo, che durò fino al
1975, quando Franco morì.

https://www.analisidellopera.it/guernica-di-pablo-
picasso/

Guernica
Dipinto di Pablo Picasso

https://www.analisidellopera.it/guernica-di-pab
lo-picasso/

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5.2 La guerra civile in Spagna.

Nel 1939 prevalsero i nazionalisti comandati dal
Generale dell'esercito Francisco Franco, che si
proclamò caudillo di Spagna (ossia capo
supremo militare e politico) e instaurò una
dittatura conservatrice appoggiata dalla Chiesa
cattolica, chiamata franchismo, che durò fino al
1975, quando Franco morì.

Francisco Franco

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6.1 Il regime fascista in Italia.

Il regime fascista inizia quando nel 1925, con
l’omicidio dell’onorevole Matteotti, Benito
Mussolini diventa leader incontrastato del potere
politico in Italia ottenendo da Re Vittorio
Emanuele III l’incarico di formare il governo
nazionale. Per garantirsi la stabilità politica il
Duce emanò, nel 1926, le leggi “fascistissime”,
eliminando la libertà di opinione, i diritti sindacali
e dichiarando illegale ogni altro partito che non
fosse il PNF (Partito Nazionale Fascista). Per
controllare i “dissidenti” Mussolini istituì il
Tribunale speciale e l’OVRA, una polizia fatta di
spie che avevano il compito di scovare gli
antifascisti.

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7.1 L’affermarsi dei totalitarismi

Le ragioni principali che favorirono l’affermarsi
dei regimi totalitari furono l’obbedienza e il
consenso delle masse ottenuti grazie alla
propaganda e alla violenza che in poco tempo
spazzarono

via

le

libertà

faticosamente

conquistate dai popoli dell’Europa.

La maggior parte degli individui che aderì alle
ideologie naziste e comuniste non si sentì così
responsabile del male arrecato, sostenendo di
aver eseguito solo degli ordini. In realtà tutti
furono responsabili dei crimini commessi e
l’obbedienza è sempre stata la prima delle virtù
nelle scuole totalitarie.

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Riflessione

I totalitarismi sono prodotti storici che possono
riproporsi, in altri luoghi e tempi, con altri
protagonisti. Per questo motivo è utile oggi
studiare le esperienze totalitarie del Novecento,
mostrando che non si tratta di eventi oramai
passati, ma ideologie ancora presenti nella
società seppure in forma minoritaria, pronte a
riesplodere nei momenti di crisi e sofferenza
sociale.

https://www.youtube.com/watch?v=xiQQm4kSGTs

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L’Europa dei totalitarismi

Cpia Carbonia 2022/23

prof.ssa Mura Giulia

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