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l'Antica Grecia e le Olimpiadi

l'Antica Grecia e le Olimpiadi

Assessment

Presentation

Arts

6th Grade

Practice Problem

Hard

Created by

Francesco De Franco

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FREE Resource

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Le Olimpiadi e l'Antica Grecia

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Le Olimpiadi e L'Antica Grecia



Le Olimpiadi nell’antica Grecia erano celebrate ogni quattro anni nel santuario di Zeus a Olimpia (nell’Elide, regione del Peloponneso orientale).

Secondo la tradizione, la prima Olimpiade si svolse nel 776 a.C., anno che divenne per i Greci l’inizio di uno dei loro sistemi di datazione. L’ultima si svolse nel 393 d.C., per un totale di 292 edizioni.

Secondo il poeta greco Pindaro (518 a.C. circa – 438 a.C. circa), si trattava in origine di giochi funebri in onore di Pelope, l’eroe leggendario che diede il nome al Peloponneso e che lì era sepolto.

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Le Olimpiadi e L'Antica Grecia


La storia è questa: Enomao, antico re dell’Elide, non voleva dare in sposa a nessuno la figlia Ippodamia, perché un oracolo aveva profetizzato che il futuro genero l’avrebbe ucciso. Enomao inventò allora un bel trucco: sfidava i pretendenti di Ippodamia in una corsa di carri, sapendo che comunque avrebbe vinto lui perché i suoi cavalli, doni di Ares, erano divini e imbattibili.


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Le Olimpiadi e L'Antica Grecia






Già dodici pretendenti ci avevano rimesso la testa, quando fu la volta di Pelope. Il giovane si fece donare i cavalli da Poseidone perché fossero invincibili e per maggiore sicurezza corruppe l’auriga di Enomao, Mirtilo, che alterò i mozzi delle ruote del cocchio del suo padrone, provocandone la morte in un incidente durante la gara.


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Come si svolgevano le Olimpiadi nell’antica Grecia


In occasione delle Olimpiadi era bandita una “tregua sacra” fra le città eventualmente in conflitto. La tregua permetteva innanzitutto ad atleti e spettatori di recarsi senza pericolo sul luogo della gara; poi favoriva un regolare e pacifico svolgimento di competizioni e feste.

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Come si svolgevano le Olimpiadi nell’antica Grecia



Le Olimpiadi comprendevano ben tredici specialità sportive, dieci per adulti e tre riservate ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni.

Il primo giorno era dedicato alla cerimonia di apertura (come oggi), con riti e sacrifici in onore di Zeus; l’ultimo giorno a quello di chiusura, con la premiazione dei vincitori, incoronati con la corona d’ulivo, e un gran banchetto.

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Come si svolgevano le Olimpiadi nell’antica Grecia


cinque giorni centrali erano riservati alle gare. Le gare si svolgevano seguendo un ordine tradizionale: corsa dei carri; dei cavalli, montati dai fantini; poi le cinque specialità del péntathlon – lancio del disco, salto in lungo, lancio del giavellotto, corsa dei 200 metri e lotta; quindi le gare di corsa; poi lotta, pugilato e infine il violentissimo pancrazio, nel quale era permesso tutto (tranne cavare gli occhi all’avversario): calci, pugni, torsioni delle membra, colpi bassi; il combattimento terminava solo quando uno dei due contendenti non era più in grado di continuare o alzava le braccia, dichiarandosi sconfitto. In caso di incidenti mortali non era prevista punizione.


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Come si svolgevano le Olimpiadi nell’antica Grecia


C’erano anche, come s’è detto, gare riservate ai giovani (corsa, lotta e pugilato) e non mancava uno spazio riservato alle donne: una corsa in onore di Era, cui partecipavano solo giovani nubili. È facile ipotizzare che le partecipanti fossero per lo più donne spartane, perché solo a Sparta le fanciulle praticavano lo sport e potevano mostrare il corpo nudo. Gli atleti, infatti, almeno in età classica, gareggiavano nudi, come mostrano le innumerevoli testimonianze artistiche. Secondo alcuni studiosi, questa abitudine è da ricollegare ad antichi riti di iniziazione comuni a molte culture primitive, attraverso i quali i giovani, superando una serie di prove, diventavano pienamente adulti.

 


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Come si svolgevano le Olimpiadi nell’antica Grecia

Le olimpiadi si disputavano presso il santuario di Olimpia. Antico santuario ed oracolo di Zeus, situato sul lato occidentale del Peloponneso, nella parte meridionale dell'Elide, tra il fiume Alfeo e il torrente Cladeo. Grazie ai giochi olimpici a cui partecipavano greci di ogni stirpe, il santuario assunse grande importanza.

 


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Opera dello scultore Mirone (500-450 a.C.) giunge a noi in una delle copie marmoree di età romana, così come tutti gli altri bronzi del famoso artista greco. Il lanciatore di disco (460-450 a.C.) è colto nel momento che precede il lancio, in un attimo immobile e cristallizzato. Non c’è, in realtà, dinamismo ma la rappresentazione del moto in senso astratto. La scultura è pensata per una visione frontale dalla quale si può cogliere l’ampio gesto del braccio con il disco in mano che, insieme all’altro accostato al ginocchio, crea un’ampia curva che si completa con la gamba sinistra. Il tema non è nuovo nell’arte greca: lo sportivo incarna la bellezza ideale; il corpo giovane e atletico con i muscoli ben rilevati è l’ideale classico per eccellenza


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