Search Header Logo
DNA replicazione

DNA replicazione

Assessment

Presentation

Biology

12th Grade

Practice Problem

Medium

Created by

Mario Mauro

Used 1+ times

FREE Resource

63 Slides • 16 Questions

1

media

Capitolo B2 Il DNA

1

LEZIONE 2 La struttura del DNA

2.1 La struttura primaria del DNA

Il DNA è una biomolecola polimerica i cui monomeri sono
detti desossiribonucleotidi e sono formati da tre
componenti:

un gruppo fosfato (PO4

2–), che conferisce al DNA una

carica negativa

uno zucchero a cinque atomi di carbonio, il

desossiribosio

una base azotata

2

media

Capitolo B2 Il DNA

2

LEZIONE 2 La struttura del DNA

Le basi azotate costituiscono la porzione variabile dei
desossiribonucleotidi e possono essere di quattro tipi:

la citosina (C) e la timina (T) appartengono alla

famiglia delle pirimidine, che contengono un singolo
anello di atomi di carbonio e azoto

l’adenina (A) e la guanina (G) appartengono alla

famiglia delle purine, che contengono due anelli
condensati

3

media

Capitolo B2 Il DNA

3

LEZIONE 2 La struttura del DNA

4

media

Capitolo B2 Il DNA

4

LEZIONE 2 La struttura del DNA

LA DIREZIONALITÀ DEI FILAMENTI

I nucleotidi sono uniti da un legame covalente chiamato
legame fosfodiestere, o ponte fosfodiestere, in cui il
gruppo fosfato fa da ponte tra i due nucleotidi

Un filamento di DNA presenta due caratteristiche principali:

uno “scheletro” formato dagli zuccheri e dai gruppi

fosfato dei desossiribonucleotidi

una serie di basi variabili che si proiettano all’esterno

dello scheletro a partire da ciascuno zucchero

5

media

Capitolo B2 Il DNA

5

LEZIONE 2 La struttura del DNA

6

media

Capitolo B2 Il DNA

6

LEZIONE 2 La struttura del DNA

7

media

Capitolo B2 Il DNA

7

LEZIONE 2 La struttura del DNA

Ciascun filamento di DNA ha una direzionalità o polarità e
la molecola presenta due estremità 5′ e 3′ distinte:

a un’estremità lo zucchero desossiribosio ha un

gruppo fosfato libero sul carbonio 5′

all’estremità opposta il desossiribosio presenta un

gruppo ossidrilico libero sul carbonio 3′

La sequenza dei nucleotidi è sempre riportata nella
direzione 5′→3′ e costituisce la struttura primaria dell’acido
nucleico

8

media

Capitolo B2 Il DNA

8

LEZIONE 2 La struttura del DNA

2.2 I primi indizi sulla struttura secondaria del DNA

Nel 1953 James Watson e Francis Crick proposero un
modello per la struttura secondaria del DNA, che si
proponeva di spiegare alcune importanti osservazioni sul
DNA emerse negli anni precedenti:

la struttura dei nucleotidi era nota e si sapeva che il

DNA polimerizza attraverso la formazione di legami
fosfodiestere, formando una molecola con uno
scheletro zucchero-fosfato

9

media

Capitolo B2 Il DNA

9

LEZIONE 2 La struttura del DNA

secondo le regole di Chargaff, in una molecola di

DNA il numero di purine doveva essere uguale al
numero di pirimidine (A = T, G = C)

con la cristallografia a raggi X, Rosalind Franklin e

Maurice Wilkins erano riusciti a calcolare le distanze
tra i gruppi di atomi nella molecola di DNA; tre valori
di distanze si ripetevano in modo costante (0,34 nm,
2,0 nm e 3,4 nm); la molecola del DNA doveva quindi
possedere una struttura a elica, regolare e ripetitiva

10

media

Capitolo B2 Il DNA

10

LEZIONE 2 La struttura del DNA

11

media

Capitolo B2 Il DNA

11

LEZIONE 2 La struttura del DNA

2.3 Il modello di Watson e Crick

Watson e Crick costruirono con il filo metallico una serie di
modelli strutturali, con i quali presero in esame diversi tipi
di configurazioni:

la distanza di 2,0 nm dagli studi cristallografici poteva

rappresentare l’ampiezza dell’elica

0,34 nm poteva essere la distanza tra le basi impilate

Come si spiegava dunque la distanza di 3,4 nm,
esattamente dieci volte la distanza tra una singola coppia di
basi?

12

media

Capitolo B2 Il DNA

12

LEZIONE 2 La struttura del DNA

13

media

Capitolo B2 Il DNA

13

LEZIONE 2 La struttura del DNA

LA STRUTTURA A DOPPIA ELICA

Nel modello di Watson e Crick coerente con tutte le
evidenze sperimentali note:

due filamenti sono appaiati con gli scheletri zucchero-

fosfato verso l’esterno e le basi all’interno

le basi tra uno scheletro e l’altro, dette

complementari, formano coppie purina-pirimidina
tenute insieme da legami a idrogeno: tre legami a
idrogeno tra G e C, due tra A e T

i due filamenti di DNA sono orientati in direzioni

opposte, cioè sono antiparalleli (5′→3′ e 3′→5′)

14

media

Capitolo B2 Il DNA

14

LEZIONE 2 La struttura del DNA

15

media

Capitolo B2 Il DNA

15

LEZIONE 2 La struttura del DNA

Quando sono verificate tutte le condizioni precedenti, i
filamenti antiparalleli si avvolgono a formare una doppia
elica simile a una scala a chiocciola

Creando questo modello, Watson e Crick avevano di fatto
scoperto il principio dell’appaiamento tra basi
complementari (o appaiamento di Watson-Crick), che si
realizza tra le coppie A-T e G-C e che rende conto delle
regole empiriche formulate da Chargaff

16

media

Capitolo B2 Il DNA

16

LEZIONE 2 La struttura del DNA

AVVOLGIMENTO E STABILIZZAZIONE DELLA DOPPIA ELICA

Nella cellula il doppio filamento del DNA si avvolge a elica in
modo da ridurre al minimo i contatti tra le basi apolari e le
molecole d’acqua circostanti

I vincoli fisici imposti da queste interazioni causano un
avvolgimento dell’elica ogni 10 coppie di basi, cioè ogni 3,4
nm (la distanza osservata da Franklin e Wilkins)

17

media

Capitolo B2 Il DNA

17

LEZIONE 2 La struttura del DNA

I due filamenti sono stabilizzati dall’impilamento delle basi
(base stacking): la parte interna della doppia elica, apolare,
è schiacciata come in un sandwich tra i gruppi fosfato,
carichi negativamente e rivolti verso l’esterno

La presenza dei gruppi fosfato rende la doppia elica
complessivamente idrofila e quindi solubile in ambiente
acquoso

Il profilo esterno dell’elica presenta due solchi di ampiezza
diversa, un solco maggiore e un solco minore

18

media

Capitolo B2 Il DNA

18

LEZIONE 2 La struttura del DNA

19

media

Capitolo B2 Il DNA

19

LEZIONE 2 La struttura del DNA

2.4 Dalla struttura secondaria alla struttura terziaria

Come le proteine, anche il DNA si ripiega in una struttura
tridimensionale compatta detta struttura terziaria

Quando il DNA si avvolge troppo, o troppo poco, rispetto al
numero di coppie di basi per giro dell’elica, può ripiegarsi su
se stesso a formare strutture tridimensionali chiamate
superavvolgimenti

20

media

Capitolo B2 Il DNA

20

LEZIONE 2 La struttura del DNA

21

media

Capitolo B2 Il DNA

21

LEZIONE 2 La struttura del DNA

Il DNA delle cellule eucariote e di alcuni archebatteri forma
strutture terziarie avvolgendosi intorno a proteine
specializzate, chiamate istoni

I complessi di DNA e istoni permettono il compattamento del
DNA in unità strutturali discrete, i cromosomi condensati,
che possono muoversi durante la divisione cellulare e che
contribuiscono alla capacità di immagazzinare e trasmettere
l’informazione ereditaria

22

media

Capitolo B2

LEZIONE 3

La replicazione del DNA

23

media

Capitolo B2 Il DNA

23

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

3.1 Le ipotesi sul meccanismo di replicazione del DNA

Watson e Crick si resero conto immediatamente che la
complementarità tra le basi indicava un modo in cui il DNA
poteva essere copiato nel processo di duplicazione o
replicazione del DNA:

i filamenti esistenti di DNA potevano servire come

stampo per la produzione di nuovi filamenti

i nucleotidi potevano essere aggiunti seguendo le

regole dell’appaiamento tra basi complementari

24

Multiple Select

Di cosa si resero conto Watson & Crick?

1

un filamento poteva servire da stampo per un nuovo filamento

2

a complementarietà delle basi poteva servire alla produzione di un nuovo filamento

3

il DNA era alla base della produzione delle proteine

4

la DNA polimerasi aggiungeva casualmente nucleotidi al nuovo filamento sontetizzato

25

media

Capitolo B2 Il DNA

24

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

TRE IPOTESI ALTERNATIVE

A metà del secolo scorso furono proposte tre ipotesi
alternative per spiegare la replicazione del DNA:

replicazione semiconservativa: i filamenti originari

(o filamenti parentali) del DNA si separano e ognuno
è impiegato come stampo per la sintesi di un nuovo
filamento; ciascuna nuova molecola di DNA consiste
quindi di un filamento preesistente e di uno
neosintetizzato

26

media

Capitolo B2 Il DNA

25

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

replicazione conservativa: le basi di entrambi i

filamenti si svincolano temporaneamente dall’elica,
servendo come stampo per la sintesi di un’elica
interamente nuova

replicazione dispersiva: la doppia elica originaria è

frammentata in piccoli segmenti, ognuno replicato con
un meccanismo semiconservativo o conservativo; i
frammenti sono saldati in due molecole di DNA, che
contengono quindi un misto di segmenti parentali e di
segmenti di nuova sintesi

27

Multiple Select

Quale modelli per la replicazione del DNA vengono proposti?

1

Replicazione semiconservativa

2

Replicazione conservativa

3

Replicazione

dispersiva

4

Replicazione randomica

28

media

Capitolo B2 Il DNA

26

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

L’ESPERIMENTO DI MESELSON E STAHL

Per testare le tre ipotesi di replicazione, era necessario
distinguere tra filamenti originari e neosintetizzati

Nel 1957, i ricercatori Meselson e Stahl fecero riprodurre
cellule di E. coli in presenza di due diversi isotopi
dell’azoto, in modo che i batteri li incorporassero nelle basi
azotate del proprio DNA:

inizialmente (generazione 0) aggiunsero alla coltura

l’isotopo “pesante15N

in seguito (generazione 1 e 2) aggiunsero l’isotopo

leggero14N

29

media

Capitolo B2 Il DNA

29

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

30

media

Capitolo B2 Il DNA

27

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

Mediante centrifugazione, separarono quindi in base alla
densità le molecole di DNA delle tre generazioni

I risultati di Meselson e Stahl supportavano l’ipotesi della
replicazione semiconservativa, proposta dagli stessi
Watson e Crick:

dopo una generazione tutte le molecole di DNA

avevano la stessa densità intermedia

dopo due generazioni, apparve una banda

corrispondente alla densità più bassa, oltre a quella a
densità intermedia

31

media

Capitolo B2 Il DNA

28

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

32

media

Capitolo B2 Il DNA

30

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

33

Multiple Choice

Quale modello per la replicazione del DNA viene accettato dopo l'esperimento di MESELSON E STAHL?

1

Replicazione semiconservativa

2

Replicazione conservativa

3

Replicazione

dispersiva

4

Replicazione randomica

34

media

Capitolo B2 Il DNA

31

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

3.2 Un modello per la sintesi del DNA

Quali molecole e meccanismi sono responsabili dei processi
di copiatura del DNA?

LA DNA POLIMERASI

La DNA polimerasi, scoperta nel 1958, è l’enzima che
catalizza la sintesi del DNA attraverso la formazione di
legami fosfodiestere tra i nucleotidi:

esistono diversi tipi di DNA polimerasi
tutte le DNA polimerasi funzionano in un’unica

direzione e la sintesi del DNA procede sempre in
direzione 5′→3′

35

media

Capitolo B2 Il DNA

32

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

36

Multiple Select

La DNA polemerasi è un enzima che:

1

catalizza la formazione di legami fosfodieterici

2

Aggiunge nuovi nucleotidi all'estremità 3' del filamento in formazione

3

Aggiunge nuovi nucleotidi all'estremità 5' del filamento in formazione

4

può solo allungare filamenti preesistenti

37

media

Capitolo B2 Il DNA

33

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

Quando viene sintetizzato il DNA si forma una struttura,
chiamata bolla di replicazione, generata dallo svolgimento
momentaneo dell’elica e dall’allontanamento dei due
filamenti del DNA originario

Inizialmente, la bolla di replicazione si forma in
corrispondenza di una specifica sequenza di basi chiamata
origine della replicazione (una sola nei procarioti,
numerose negli eucarioti)

38

media

Capitolo B2 Il DNA

35

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

39

Match

Match the following

Inizio della replicazione del DNA

Procarioti

Eucarioti

Cromosoma circolare

Cromosomi lineari

Origine di replicazione

unica origine di replicazione

più origini di replicazione

Procarioti

Eucarioti

40

media

Capitolo B2 Il DNA

34

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

La sintesi del nuovo DNA avviene in corrispondenza di una
regione di ciascuna bolla chiamata forcella di replicazione
(dalla forma a Y assunta dal DNA quando i due filamenti si
separano)

In ogni bolla di replicazione, la sintesi del nuovo DNA
avviene contemporaneamente in corrispondenza di
entrambe le forcelle di replicazione, cioè è bidirezionale

41

Multiple Select

Forcella di replicazione

1

In ogni bolla ne sono presenti due

2

in prossimità di esse si separano i due filamenti originari

3

la replicazione avviene solo presso una forcella di replicazione

4

Non tutte le bolle di replicazione presentano forcelle di replicazione

42

media

Capitolo B2 Il DNA

36

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

APERTURA DELLA DOPPIA ELICA E SINTESI DEL PRIMER

L’inizio della replicazione avviene mediante:

la DNA elicasi che separa i due filamenti di DNA

utilizzando l’energia prodotta dall’idrolisi dell’ATP

negli eucarioti, le proteine SSBP (single-strand

binding proteins) che si legano ai filamenti separati di
DNA evitando che si riavvolgano in una doppia elica

le topoisomerasi, che tagliano il DNA distorto e

attorcigliato (a causa della separazione dei filamenti)
lasciando che i filamenti si srotolino, e poi li risaldano

43

Match

Match the following

DNA elicasi

Topoisomerasi

Single Strand Binding Proteins

Pinza di scorrimento

Apre il doppio filamento

favorisce il progredire della forcella

legano il filamento che non si richiude

tiene in posizione la DNA polimerasi

44

media

37

Capitolo B2 Il DNA

L’INIZIO DELLA REPLICAZIONE

1.

L’elica del DNA
viene aperta e
viene sintetizzato
il primer

2.

Inizia la sintesi
del nuovo
filamento di DNA

45

media

Capitolo B2 Il DNA

38

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

La DNA polimerasi non è in grado di iniziare la sintesi “da
zero” su un filamento stampo, ma può solo allungare
l’estremità 3′ di un filamento preesistente appaiato al
filamento stampo

Questa estremità 3′ è fornita da un breve filamento di RNA
chiamato primer, o innesco, che è complementare e
appaiato al filamento stampo di DNA

46

media

Capitolo B2 Il DNA

39

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

Il primer è sintetizzato dall’enzima primasi, appartenente
alla classe delle RNA polimerasi, che possono iniziare una
sintesi da zero su uno stampo

Una volta che il primer è appaiato, la DNA polimerasi può
iniziare ad aggiungere desossiribonucleotidi in direzione
5′→3′

Una proteina a forma di anello, chiamata pinza di
scorrimento, mantiene la polimerasi correttamente
posizionata sul DNA durante la sintesi

47

Open Ended

L'RNA primasi è un enzima che ha la funzione di:

48

media

Capitolo B2 Il DNA

40

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

FILAMENTO CONTINUO E FILAMENTO DISCONTINUO

La sintesi del DNA procede in due modi diversi su ciascun
filamento stampo:

il filamento di DNA sintetizzato verso la forcella di

replicazione è chiamato filamento continuo, perché
la sua sintesi può procedere senza interruzioni nella
direzione in cui si sposta la forcella di replicazione

l’altro filamento, chiamato filamento discontinuo,

deve essere sintetizzato nella direzione opposta,
allontanandosi dalla forcella di replicazione

49

media

Capitolo B2 Il DNA

41

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

50

Match

Match the following

leading strand

lagging strand

Coniugi Okazaki

filamento continuo

filamento discontinuo

autori della scoperta del meccanismo

51

media

Capitolo B2 Il DNA

42

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

Il filamento discontinuo viene sintetizzato in numerosi piccoli
frammenti, chiamati frammenti di Okazaki dal nome dei
loro scopritori

Questi frammenti vengono poi uniti tra loro dall’enzima DNA
ligasi, che catalizza la formazione di un legame
fosfodiestere tra le estremità 3′ e 5′ di frammenti adiacenti

52

media

43

Capitolo B2 Il DNA

LA SINTESI DEL FILAMENTO DISCONTINUO
NEI BATTERI

1.

Aggiunta del primer:
La primasi sintetizza il
primer di RNA

2.

Sintesi del primo frammento
di Okazaki: La DNA polimerasi
III sintetizza il primo frammento
di Okazaki del filamento
discontinuo procedendo in
direzione 5′→3′

3.

Sintesi del secondo
frammento di Okazaki:
La primasi e la DNA
polimerasi III sintetizzano
un altro frammento di
Okazaki

53

media

44

Capitolo B2 Il DNA

LA SINTESI DEL FILAMENTO DISCONTINUO
NEI BATTERI

4.

Sostituzione del primer:
La DNA polimerasi I
rimuove i ribonucleotidi del
primer e li sostituisce con
desossiribonucleotidi in
direzione 5′→3′

5.

Saldatura dei frammenti:
La DNA ligasi unisce i
desossiribonucleotidi
adiacenti con un legame
fosfodiestere

54

Match

Match the following

Frammenti di Okazaki

DNA polimerasi I

Ligasi

Legami fosfodiesterici

sostituisce il primer con DNA

Frammenti di DNA del lagging strand

Elimina il primer

Enzima che congiunge i frammenti

Ligasi

DNA polimerasi I

55

media

Capitolo B2 Il DNA

45

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

IL REPLISOMA

La sintesi del filamento continuo e quella del filamento
discontinuo avvengono in modo strettamente coordinato

Gli enzimi e le altre proteine che partecipano alla sintesi del
DNA cooperano in una complessa macchina molecolare
chiamata replisoma o complesso di replicazione, una
struttura altamente dinamica

56

media

Capitolo B2 Il DNA

46

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

57

media

Capitolo B2 Il DNA

48

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

3.3 La replicazione dei telomeri

IL PROBLEMA DELLA REPLICAZIONE DELLE ESTREMITÀ
CROMOSOMICHE

La regione all’estremità di un cromosoma eucariote è
chiamata telomero

58

media

Capitolo B2 Il DNA

49

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

La DNA polimerasi può completare la sintesi del filamento
continuo

L’ultima porzione del filamento discontinuo, invece, non può
essere replicata perché risulta troppo corta per permettere
la sintesi di un nuovo primer

L’estremità non replicata rimane a singolo filamento e viene
infine degradata: il risultato è un progressivo
accorciamento dei telomeri

59

media

50

Capitolo B2 Il DNA

L’ACCORCIAMENTO DEI CROMOSOMI
DURANTE LA REPLICAZIONE DEL DNA

1.

Il filamento discontinuo si
avvicina al completamento:
La DNA polimerasi sintetizza
l’ultimo frammento di Okazaki
del filamento discontinuo. Un
enzima (non mostrato)
degrada l’ultimo primer

2.

Il filamento discontinuo è
troppo corto: Dopo che il
primer è stato rimosso, la
porzione terminale del
filamento stampo non viene
replicata

60

Open Ended

in quale dei due filamenti di nuova sintesi si assiste all'accorciamento?

61

media

Capitolo B2 Il DNA

51

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

IL RUOLO DELLA TELOMERASI

I telomeri sono formati da brevi sequenze di basi ripetute
innumerevoli volte (es. TTAGGG negli esseri umani)

L’enzima telomerasi replica il DNA telomerico:

impiegando uno stampo di RNA che è parte

integrante dell’enzima stesso

agendo in un numero limitato di tipi cellulari

62

Multiple Select

la telomerasi

1

Contiene al suo interno uno stampo di RNA

2

Allunga il filamento originiario

3

Allunga il filamento di nuova sintesi

4

è attiva in tutte le cellule

63

media

Capitolo B2 Il DNA

52

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

Negli esseri umani, la telomerasi è presente principalmente
nelle cellule che producono i gameti e nelle cellule staminali,
ma non nella maggior parte delle cellule somatiche

I cromosomi delle cellule somatiche diventano quindi
gradualmente sempre più corti e questo progressivo
accorciamento dei telomeri contribuisce al fenomeno
dell’invecchiamento

64

Open Ended

In quali cellule si assiste all'accorciamento dei cromosomi?

65

media

Capitolo B2 Il DNA

53

LEZIONE 3 La replicazione del DNA

TELOMERASI E CELLULE TUMORALI

La maggior parte delle cellule tumorali contiene una
telomerasi attiva, una delle modifiche chiave che
potrebbero permettere alle cellule tumorali di dividersi in
modo illimitato

Sono in corso ricerche per valutare se farmaci in grado di
bloccare la telomerasi possano essere efficaci nella terapia
antitumorale

66

media

Capitolo B2

LEZIONE 4

La riparazione di errori e danni

nel DNA

67

media

Capitolo B2 Il DNA

55

LEZIONE 4 La riparazione di errori e danni nel DNA

4.1 La correzione degli errori durante la sintesi del DNA

La DNA polimerasi lavora molto in fretta ed è molto
accurata:

in tutti gli organismi l’incidenza di errori durante la

replicazione del DNA è di circa un
desossiribonucleotide sbagliato ogni miliardo (109)

68

media

Capitolo B2 Il DNA

56

LEZIONE 4 La riparazione di errori e danni nel DNA

Le cellule dispongono di accurati meccanismi di
correzione degli errori che possono verificarsi durante la
replicazione

Le mutazioni che possono sfuggire a questi sistemi di
correzione e riparazione rappresentano la causa principale
dello sviluppo di tumori

69

media

Capitolo B2 Il DNA

57

LEZIONE 4 La riparazione di errori e danni nel DNA

IL MECCANISMO DI CORREZIONE DI BOZZE

Si stima che la DNA polimerasi inserisca un
desossiribonucleotide sbagliato ogni 100 000

Questa incidenza deve essere ulteriormente ridotta dal
momento che l’effettiva frequenza di errori nella replicazione
è molto più bassa (1 su 109nucleotidi)

70

media

Capitolo B2 Il DNA

58

LEZIONE 4 La riparazione di errori e danni nel DNA

Una parte della DNA polimerasi si comporta infatti da
esonucleasi e rimuove i desossiribonucleotidi sbagliati, che
riconosce perché provocano un appaiamento errato, o
mismatch, tra i nucleotidi dei due filamenti

La capacità della DNA polimerasi di riconoscere e rimuovere
gli errori è chiamata correzione di bozze (proofreading)

71

media

Capitolo B2 Il DNA

59

LEZIONE 4 La riparazione di errori e danni nel DNA

72

Open Ended

Qual è il meccanismo della correzione di bozze?

73

media

Capitolo B2 Il DNA

60

LEZIONE 4 La riparazione di errori e danni nel DNA

In una piccola percentuale di casi la DNA polimerasi lascia
una base appaiata in modo errato all’interno del filamento
neosintetizzato e va oltre

Entrano quindi in azione altre proteine deputate alla
riparazione delle anomalie di appaiamento che
permettono la rimozione del DNA contenente l’errore

La DNA polimerasi poi sintetizza il DNA mancante,
utilizzando il filamento originario come stampo, e la DNA
ligasi lo salda al filamento preesistente

74

media

Capitolo B2 Il DNA

61

LEZIONE 4 La riparazione di errori e danni nel DNA

4.2 La riparazione del DNA danneggiato

Altri meccanismi intervengono per riparare i danni che la
molecola di DNA può subire successivamente

I geni possono essere danneggiati da diversi agenti tra cui:

luce solare
raggi X
composti chimici come i radicali liberi

75

Multiple Select

Quali sono le cause della formazione di dimeri Timina-Timina?

1

Raggi UV

2

Raggi X

3

Rumore

4

Sostanze chimiche (radicali liberi)

76

media

Capitolo B2 Il DNA

62

LEZIONE 4 La riparazione di errori e danni nel DNA

Uno dei meccanismi sviluppati dagli organismi per riparare il
DNA danneggiato è la riparazione per escissione dei
nucleotidi, che provvede a riparare i danni causati
dall’esposizione alla luce ultravioletta (UV)

La radiazione UV può causare la formazione di legami
covalenti tra basi pirimidiniche adiacenti sullo stesso
filamento di DNA (es. dimeri di timina) che bloccano la
DNA polimerasi

77

media

Capitolo B2 Il DNA

63

LEZIONE 4 La riparazione di errori e danni nel DNA

78

media

64

Capitolo B2 Il DNA

LA RIPARAZIONE PER ESCISSIONE DEI NUCLEOTIDI

1.

Individuazione dell’errore: Un complesso di
proteine rileva l’irregolarità nella struttura del DNA

2.

Taglio del DNA: Un enzima taglia il DNA ai due
lati della regione danneggiata

3.

Escissione dei nucleotidi: Una DNA elicasi
svolge l’elica e rimuove la regione danneggiata

4.

Sostituzione dei nucleotidi: La DNA polimerasi
colma la lacuna sintetizzando il tratto di DNA
mancante

5.

Unione dei nucleotidi: La DNA ligasi lega il tratto
di DNA neosintetizzato al filamento preesistente

79

Open Ended

Come avviene la riparazione per escissione?

media

Capitolo B2 Il DNA

1

LEZIONE 2 La struttura del DNA

2.1 La struttura primaria del DNA

Il DNA è una biomolecola polimerica i cui monomeri sono
detti desossiribonucleotidi e sono formati da tre
componenti:

un gruppo fosfato (PO4

2–), che conferisce al DNA una

carica negativa

uno zucchero a cinque atomi di carbonio, il

desossiribosio

una base azotata

Show answer

Auto Play

Slide 1 / 79

SLIDE