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La dinastia degli Antonini

La dinastia degli Antonini

Assessment

Presentation

History

8th Grade

Practice Problem

Easy

Created by

Cristiano Rossi

Used 2+ times

FREE Resource

13 Slides • 6 Questions

1

La dinastia degli Antonini

Di Cristiano Rossi e Julia Pacilli

2

Intruzione

Il periodo degli Antonini è considerato l’età d’oro dell'Impero Romano, caratterizzato dal consolidamento delle strutture politiche e burocratiche, che si basano su quelle repubblicane.
 Sul piano socio-economico, si affermano di piu’ un "
modus vivendi" fatto di scambi commerciali e l'uso di moneta, segnando un contrasto con l'antica economia rurale basata sul latifondo.
Durante questo periodo, si verifica il
declino dell'aristocrazia terriera tradizionale e l'ascesa di una "nuova aristocrazia" di nomina imperiale. Inoltre, emerge una classe media in tutte le regioni imperiali, mentre lo Stato diventa sempre più in grado di controllare gli aspetti della vita civile. La parificazione giuridica tra i sudditi cresce, riducendo i privilegi dei cittadini romano-italici e creando un impero sempre più globalizzato e con diritti e doveri più equi tra i suoi abitanti.

3

media

Marco Cocceio Nerva (96-98 d.C.) fu il primo imperatore della dinastia degli Antonini e introdusse una forma di governo monarchico che ottenne il consenso del Senato, con il potere che non veniva trasmesso ai familiari ma a una persona adottata dall'imperatore con l'approvazione del Senato.

Durante il suo impero Roma raggiunse un
equilibrio tra i diversi ceti sociali, favorendo la cooperazione tra ricchi e poveri grazie a generose elargizioni statali e private.

La politica di Nerva fu caratterizzata dall’attenzione alla classe nobiliare italica e dall’alleanza con il Senato, che gli guadagnò anche l'ostilità delle forze filo-imperiali, soprattutto dei pretoriani. Questo portò a un tentativo di congiura, dopo il quale Nerva nominò successore Traiano, legato all'esercito. Nerva, uomo anziano e privo di capacità militari, morì nel 98 dopo soli due anni di regno.


Marco Cocceio Nerva

4

Multiple Choice

Quale innovazione introdusse Marco Cocceio Nerva riguardo alla successione imperiale?

1

Nomina del successore da parte del Senato, con l'approvazione dell'Imperatore

2

Scelta del successore da parte dell'imperatore in carica, con l'approvazione del Senato

3
Elezione del successore da parte del popolo.
4
Successione automatica del primo figlio maschio.

5

media

Marco Ulpio Traiano (98-117 d.C.), imperatore romano originario della Spagna, fu il primo provinciale a salire al trono.

Traiano fu celebrato per la sua
politica espansionista, che portò l’impero alla sua espansione massima, conquistando territori come la Dacia (l'attuale Romania), l’Armenia, la Mesopotamia e la Nabatea.

In politica interna, Traiano promosse
un forte centralismo statale e cercò di rafforzare l'ordine imperiale, pur mostrando deferenza verso il senato. Iniziò anche un processo di rinnovamento della nobilitas, inserendo famiglie provinciali ed equestri nel governo.

La sua politica estera e le sue riforme amministrative consolidarono il potere di Roma, mentre il suo regno segnò anche un periodo di grande prosperità economica.
Traiano morì nel 117 d.C. durante il viaggio di ritorno in Italia.


Marco Ulpio Traiano

6

media
media

​​Foro di Traiano

​​Mercato di Traiano

7

Multiple Choice

Durante il regno di Traiano, quale delle seguenti conquiste contribuì maggiormente alla ricchezza dell'Impero Romano?

1
La conquista della Gallia
2
La conquista della Dacia
3
La conquista della Britannia
4
La conquista della Mesopotamia

8

media

Il successore di Traiano, fu Publio Elio Traiano Adriano (117-138 d.C.), originario della Spagna, governatore della Siria al momento della morte di Traiano, di cui era lontano parente.

Si concentrò sulla
difesa dei confini, costruendo fortificazioni lungo tutto l'impero, come il famoso Vallo di Adriano in Britannia.

Adriano si distinse per una politica orientalistica, concedendo maggiore autonomia alle regioni orientali e mostrando tolleranza verso i culti orientali, pur perseguitando severamente il cristianesimo e l'ebraismo.

Abbandonò ambizioni espansionistiche e ridusse il controllo su province costose come l'Armenia e la Mesopotamia. Sotto il suo governo, le province fiorirono urbanisticamente, tanto che Adriano è ricordato come il maggiore "urbanizzatore" dell'impero.




​​Publio Elio Traiano Adriano

9

media
media
media

Fonda Antinopoli

Costruisce Villa Adriana

Fa restaurare il Pantheon

Arte e Cultura

10

Multiple Choice


Quale fu una delle principali caratteristiche della politica estera di Adriano durante il suo regno?

1
Espansione territoriale verso l'est.
2
Alleanza con le tribù germaniche.
3
Ritiro delle legioni romane dalle province.
4
Consolidamento dei confini dell'Impero Romano.

11

media

Tito Elio Antonino (138-161), fu il successore di Adriano noto come "il Pio", per l’immagine da lui fornita di se stesso come di un imperatore interamente dedito al bene dei propri sudditi, rispettoso del senato e favorevole alla pace.

Il suo governo si concentrò sul consolidamento dell'impero e sulla politica di pace, sia interna che esterna, con l’obiettivo di garantire la durata eterna dell'impero.

Durante il suo regno, cominciarono a manifestarsi le prime incursioni barbariche, che segnalavano l’inizio di futuri movimenti migratori più ampi, previsti sotto il regno del suo successore.

Tito Elio Antonino

12

Multiple Choice

Quali misure adottò l'imperatore Tito Elio Antonino per garantire la stabilità e la durabilità dell'Impero Romano, e come il suo governo si distinse da quello di Adriano?

1
Adriano implementò una politica di guerra attiva contro i barbari.
2
Antonino Pio si concentrò sulla conquista di nuovi territori.
3
Antonino Pio garantì stabilità con una politica di pace e investimenti, mentre Adriano si concentrò sulla difesa dei confini.
4
Antonino Pio abolì tutte le tasse per i cittadini romani.

13

media

​Durante il regno di Marco Aurelio (161-180), l'impero affrontò una crescente crisi, segnata da continue invasioni.

noto come l'ultimo grande imperatore amante della  filosofia stoica

si trovò a fronteggiare principalmente due conflitti militari: le guerre contro i
Parti e le guerre contro i popoli germanici

Marco Aurelio affrontò questa invasione con gravi difficoltà, anche a causa di una pestilenza tra le sue truppe, e dovette reclutare soldati da gruppi meno tradizionali, come schiavi e mercenari germanici

Le guerre e le spese militari portarono a un aumento della pressione fiscale e a un abbassamento del valore della moneta

Marco Aurelio Antonino Augusto

14

Multiple Choice

Quali furono le principali difficoltà che Marco Aurelio dovette affrontare durante il suo regno, e come rispose l'imperatore alle invasioni barbariche e alle crisi interne?

1
Le principali difficoltà furono le ribellioni degli schiavi e le crisi religiose. Marco Aurelio rispose con la persecuzione dei dissidenti.
2
Le principali difficoltà furono le guerre civili e le invasioni persiane. Marco Aurelio rispose con la costruzione di fortificazioni.
3
Le principali difficoltà furono le carestie e le epidemie. Marco Aurelio rispose con alleanze diplomatiche.
4
Le principali difficoltà furono le invasioni barbariche e le crisi interne. Marco Aurelio rispose con campagne militari e riforme economiche.

15

media


Nel 180, Marco Aurelio morì e il principato passò a suo figlio Commodo (180-192), che segnò una svolta nella politica romana.

Commodo adottò uno stile di governo più autocratico e autoritario, simile a quello di Nerone, accentuando il militarismo e l’autoritarismo in risposta alle recenti invasioni barbariche.

Evitò guerre significative e cercò di stabilire la pace con i Germani, ma il suo governo fu caratterizzato da un crescente potere statale, persecuzioni verso il senato e un aumento della centralizzazione.

Mostrò tolleranza religiosa e pose fine alle persecuzioni contro i cristiani.

Nel 192 fu assassinato in un complotto ordito da senatori, pretoriani e dalla sua amante Marcia. Dopo la sua morte, venne sottoposto a damnatio memoriae dal senato, ma fu riabilitato e divinizzato dall’imperatore Settimio Severo.

Commodo ("Ercole romano")

16

Multiple Choice

In che modo il regno di Commodo differì da quello dei suoi predecessori e quali furono le caratteristiche principali del suo governo?

1

Commodo mantenne una politica pacifista e filosofica simile a quella di Marco Aurelio, concentrandosi sulla stabilità interna senza aumentare il militarismo.

2

Commodo adottò uno stile di governo più autocratico e autoritario, cercando di mantenere la pace con i Germani, ma perseguitando il senato e aumentando la centralizzazione del potere.

3

Commodo fu un imperatore che favorì l'espansione dell'Impero Romano attraverso guerre contro le tribù germaniche e la continuazione della politica di alleanze con i barbari.

4

Durante il regno di Commodo, Roma visse un periodo di grande prosperità economica grazie alle sue riforme fiscali e alla pacifica convivenza con le tribù barbariche.

17

La nuova aristocrazia italica e provinciale

La nuova aristocrazia italica e provinciale abbandonò gli ideali repubblicani, riconoscendo che i suoi interessi potevano essere difesi solo da un forte potere imperiale. L’ideale repubblicano fu sostituito dalla figura del “buon imperatore”, giusto e generoso, che tutelava il popolo e l’aristocrazia, mantenendo la disciplina tra i soldati e permettendo ai benestanti di godere dei loro beni senza eccessive tasse.

 La burocrazia imperiale crebbe, con funzionari imperiali che si occupavano della riscossione delle tasse e dell’amministrazione delle terre imperiali, tra cui il prefetto dell’annona che gestiva i rifornimenti alimentari.

Il culto dell’imperatore divenne obbligatorio, con
statue e iscrizioni che celebravano gli imperatori e i loro familiari, e tutti i funzionari, anche i più piccoli, esigevano adulazioni.

18

La situazione dell’esercito

L'esercito svolgeva un ruolo cruciale nella vita delle province, costruendo infrastrutture come strade, acquedotti e edifici pubblici. Tuttavia, il mantenimento dell'esercito, formato da circa 400.000 soldati, gravava pesantemente sulla popolazione provinciale, con imposte destinate principalmente all'esercito e obblighi di lavoro per gli abitanti.

Nell'esercito persistevano anche contrasti tra soldati e comandanti, con le cariche più alte riservate a cavalieri e senatori.

C'erano fenomeni di corruzione tra i comandanti, e casi di tradimento e passaggio al nemico non erano rari. Questi problemi contribuirono agli sforzi dei Flavi e degli Antonini di evitare conflitti.

 A partire dal governo di Vespasiano, l'esercito romano vide un incremento del reclutamento di soldati dalle province, grazie alla diffusione della cittadinanza romana.

La pratica di Claudio di concedere la cittadinanza ai veterani dei reparti ausiliari
rafforzò la romanizzazione delle province e la fedeltà dei soldati. I reparti ausiliari venivano formati da soldati di diverse tribù e non venivano lasciati nelle stesse province da cui provenivano.


Il reclutamento dei provinciali portò a un
cambiamento nella composizione sociale dell'esercito. Prima, l'esercito era composto principalmente da Italici poveri, ma ora includeva anche abitanti delle province più agiati, attratti dalla carriera militare, dalla cittadinanza romana e dai privilegi.

19

Grazie per l'attenzione

media

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