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WorksheetsRelazione d’aiuto – Prof.ssa La Rosa
Total questions: 84
Worksheet time: 43mins
La (prima) definizione di relazione d'aiuto si deve, nel 1958, a:
Carl Rogers
Andrea Canevaro
Sigmund Freud
La relazione d'aiuto presuppone che i soggetti coinvolti:
Siano sempre in posizione simmetrica
Siano immersi in una relazione di reciprocità
Non siano mai immersi in una relazione di scambio
Nel contesto della relazione d'aiuto, il docente:
deve strettamente attenersi alle condizioni di ineducabilità dell'alunno
è chiamato a superare il pregiudizio di ineducabilità e ad accogliere le sfide dell'educabilità
deve strettamente limitare l'azione educativa alla disabilità dell'allievo/dell’alunno
La specificità che distingue la relazione d'aiuto dalle altre forme di relazione è relativa:
all'aspetto cognitivo, che presuppone il possesso di specifiche competenze d'aiuto (intenzionalità e consapevolezza)
all'aspetto emotivo
all'aspetto socio-relazionale
Nel contesto della relazione educativa, quale delle affermazioni indicate risulta più appropriata?
L'allievo deve costruire il proprio sapere e io devo aiutarlo
L'allievo deve stare bene
Il docente deve finire il programma
Agire nella prospettiva dell'educabilità dell'allievo significa:
lavorare sulle potenzialità residue, promuovendo azioni e scelte educative compatibili con le capacità/possibilità dell'alunno
lavorare in stretto riferimento alla disabilità dell'allievo
lavorare sull'apprendimento
Come sostiene Luigina Mortari, aver cura dell'esserci significa:
far fiorire il poter essere possibile proprio dell'esistenza
accudire amorevolmente gli alunni in difficoltà
essere sempre presente nella vita dell'alunno
La formazione è azione. La formazione è data:
dal/del formare e del formarsi
orientata ad educare
orientata ad istruire
Perché possa costruirsi una relazione d'aiuto è necessario che vi sia:
la libera adesione dell'alunno
capacità del docente di assistere l'alunno
la "vocazione" del docente
La prima definizione di relazione d'aiuto pone in luce:
l'intenzionalità orientata al cambiamento
l'importanza del setting
la centralità dell'educatore
Secondo Chieregatti/Chierregatti, "quella che si instaura tra l'insegnante e l'allievo può essere definita una relazione d'aiuto, in quanto":
ci troviamo sempre di fronte ad un allievo con disabilità
ci troviamo di fronte a uno che offre e a un altro che accetta
ci troviamo sempre di fronte ad alunni problematici
In ambito della "cura", cos'è l'incompletezza:
una forma di menomazione
la condizione in cui gli esseri umani hanno schemi mentali rigidi e immodificabili
la necessità che l'essere umano ha di relazionarsi con gli altri per poter essere nel mondo
la condizione in cui gli esseri umani sono sempre in divenire
Su cosa si basa la pedagogia? Cos'è la pedagogia?
Relazione d'aiuto, libera adesione, reciprocità
Educazione, cura, formazione
Educazione, istruzione, formazione
Formazione, attenzione, cura
Cosa intende la Mortari quando parla di avere cura?
la volontà di instaurare un rapporto di aiuto e dipendenza non temporaneo
la condizione necessaria affinché si dischiudano le possibilità dell'essere
la predisposizione femminile nell'accudire l'altro senza pretendere alcun compenso
fornire una stampella all'allievo da cui dipendere
Per gli insegnanti/docenti, come si declina la cura? Seleziona tutte le opzioni appropriate.
creare contatto fisico non intrusivo (carezza, coccola)
creare un contatto fisico intrusivo
non creare mai e in alcun caso alcun contatto fisico
far pensare e creare comunicazione nei contenuti significativi e creare routines
favorire l'elaborazione e l'espressione di sentimenti ed emozioni
Per gli insegnanti/docenti, come si declina la cura? Seleziona tutte le opzioni appropriate.
attenzione valorizzazione dell'alunno, lavorare sull'autostima, dare regole, creare contatto fisico non intrusivo, ascoltare, far pensare
l'amore, l'affetto e la voglia di aiutarsi
dare tempo alla relazione da costruire
non dare tempo alla relazione da costruire
pretendere che la relazione si costruisca in modo immediato
Per gli insegnanti/docenti, come si declina la cura? Seleziona tutte le opzioni appropriate.
dare regole (motivandole, condividendole, vivendole in modo ludico/con autorevolezza)
dare regole rigide senza fornire alcuna spiegazione
dare regole e farle mettere in pratica in modo autoritario
ascoltare
parlare esclusivamente
Per gli insegnanti/docenti, come si declina la cura? Seleziona tutte le opzioni appropriate.
indicare le metodologie d'apprendimento, essere autorevoli, stimolare a dare sempre il massimo, giudicare
fornire significative relazioni d'aiuto, rendendo dipendente l'alunno dalla propria presenza
farsi ascoltare
ascoltare
Che cos'è la reciprocità?
la relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell'altro la crescita, lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato che integrato
la volontà di fare del bene senza ricevere nulla in cambio
la scoperta o conferma del fatto che ciò che accade ad uno dei protagonisti agirà sull'altro e viceversa
il volersi bene a vicenda
è una relazione di scambio tra due soggetti profondamente coinvolti
Cos'è la cura?
occuparsi dell'altro non pensando a curare sé stessi
un'occupazione femminile non retribuita
la formazione dell'allievo
aspetto fondamentale che contraddistingue la relazione d'aiuto in ambito educativo-didattico
capacità di far fiorire il meglio dell'altro e di prendersi cura dell'esistenza altrui per renderlo autonomo e a sua volta in grado di prendersi cura di sé e degli altri (Montanari)
Che cos’è la relazione d’aiuto?
Una/La relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell’altro la crescita, lo sviluppo, la maturazione ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato e/o integrato.
La relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell'altro l'autostima, la metacognizione, l'empatia
La scoperta o conferma del fatto che ciò che accade ad uno dei protagonisti agirà sull'altro e viceversa
L’approccio all’alunno attraverso forme di assistenzialismo
In ambito della “CURA”. Cosa si intende con sostanza relazionale
La condizione in cui gli esseri umani hanno schemi mentali rigidi e immodificabili
La necessità dell’/che essere umano ha di relazionarsi con gli altri (e da quelle relazioni dipende il nostro essere nel mondo) per poter essere nel mondo
La condizione in cui gli esseri umani sono sempre in divenire
In ambito della “CURA”. Cosa si intende con dipendenza
Da altri (soprattutto se riferito a bambini, anziani, neonati)
Dall’ambiente fisico privo di relazioni
Dalle sole risorse individuali
In ambito della “CURA”. Cosa si intende con vulnerabilità/fragilità
Perché i nostri progetti dipendono sempre dagli altri
Perché coincide con autosufficienza totale
In ambito educativo didattico cosa significa relazione significativa
Posizione di asimmetria necessaria tra docente e discente che presuppone che chi dà aiuto ha la competenza per farlo
Far sì che il "sapere" trasmesso dall'insegnante rimanga a lungo nell'allievo
Volontà non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà
Capacità di instaurare una relazione d'aiuto con consapevolezza e intenzionalità padroneggiando
razionalmente le nostre abilità e la nostra personalità
Cos’è il counseling?
È la strategia di aiuto per cui l'educatore non ha il compito di fare o dare qualcosa, ma ha la funzione di aiutare la persona a definire il problema, a imparare a gestirlo, assumendosi pienamente la responsabilità delle scelte compiute
È la strategia di aiuto per cui l'educatore ha il compito di agire significativamente con un intervento mirato, ha la funzione di aiutare la persona a svolgere un compito preciso
È la strategia di aiuto per cui l'educatore ha la funzione di aiutare la persona a capire le sue difficoltà
L’educatore interviene con una serie di consulente volte al superamento delle difficoltà
Quali sono le 3 dimensioni della cura
Merimna, epimeleia e therapeia
Merimna, maieutica e attenzione
Merimna, epimeleia e funzionalita'
Cos’è l’ascolto attivo? (Gordon)
Ascolto che restituisce come uno specchio quello che viene detto
Ascolto filtrato, che seleziona le informazioni più importanti e li rielabora seguendo i propri modelli mentali
Ascolto che comporta l'interazione con l'utente con un feedback su quello che si è appena ricevuto da chi parla(Vuol dire collegarsi all’altro con la meta-cognizione, cogliere ogni aspetto del messaggio, la postura, il tono di voce, le esitazioni e le emozioni che trapelano da quanto viene detto. È formato da 4 fasi: silenzio, accoglimento, inviti calorosi e ascolto riflessivo).
Ascolto di parole senza nessuna partecipazione
Che cos'è l'autobiografia?
Una strategia educativa per avviare una meta-riflessione sul proprio vissuto
Una strategia didattica per avviare una meta-riflessione sul proprio vissuto scolastico
È il racconto retrospettivo in prosa che un individuo reale fa della propria esistenza
Quali sono le caratteristiche della relazione d'aiuto?
Asimmetria, carattere temporale d'aiuto, intervento dei processi, osservazione nel tempo, reciprocità e libera adesione
Asimmetria, carattere temporale d'aiuto, osservazione nel tempo, dipendenza e problem solving
Rispetto della personalità, intervento educativo mirato, valorizzazione delle qualità
Simmetria, carattere temporale d'aiuto, intervento dei processi, osservazione temporanea, reciprocità e libera adesione
In ambito educativo didattico, cosa significa competenza cognitiva?
Far sì che il "sapere" trasmesso dall'insegnante rimanga a lungo nell'allievo
Capacità di instaurare una relazione d'aiuto con consapevolezza e intenzionalità padroneggiando razionalmente le nostre abilità e la nostra personalità
Posizione di asimmetria necessaria tra docente e discente che presuppone che chi dà aiuto ha la competenza per farlo
Volontà non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà
Cosa si intende con fioritura dell'essere?
Avere cura dell'esserci, rispondere alla chiamata di salvaguardare e far fiorire il poter essere possibile proprio dell'esistenza
Avere cura di non essere troppo presenti per non interferire troppo nello sviluppo dell'alunno
Educare alla non violenza, alla condivisione e all'ascolto per far fiorire l'alunno in un contesto di empatia
Instaurare nell'alunno l'ambizione di diventare perfetti
In ambito educativo didattico cosa significa superiore adattamento?
Posizione di asimmetria necessaria tra docente e discente che presuppone che chi dà aiuto ha la competenza per farlo
Volontà non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà
Far sì che il "sapere" trasmesso dall'insegnante rimanga a lungo nell'allievo
Capacità di instaurare una relazione d'aiuto con consapevolezza e intenzionalità padroneggiando razionalmente le nostre abilità e la nostra personalità
Cosa si intende per competenza d'aiuto?
Si intende quella capacità di dare vita a quella relazione umana in modo consapevole, controllato ed intenzionale. Si dà per scontato che chi dà aiuto ha le competenze per poterlo fare (competenze cognitive)
Si intende quella capacità di dare vita a quella relazione umana in modo amicale, empatico e non intenzionale. Mi dà per scontato che chi dà aiuto ha le competenze innate
Si dà per scontato che chi dà aiuto ha le competenze innate
Si intende quella capacità di dare vita a quella relazione umana in modo inconsapevole, incontrollato e non intenzionale. Si dà per scontato che chi da aiuto non sempre ha le competenze per poterlo fare (competenze cognitive)
In ambito educativo didattico cosa significa intenzionalità?
Volontà non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà
Capacità di instaurare una relazione d'aiuto con consapevolezza e intenzionalità padroneggiando razionalmente le nostre abilità e la nostra personalità (competenza cognitiva)
Posizione di asimmetria necessaria tra docente e discente che presuppone che chi dà aiuto ha la competenza per farlo
Far si che il "sapere" trasmesso dall'insegnante rimanga a lungo nell'allievo
Quali sono le possibili trappole della relazione d'aiuto (educatore)?
Ambiguità fra il desiderio di riuscita e il tentativo di ostacolare gli obiettivi di cambiamento (allontanamento da sé). Tentativo di alimentare il legame di dipendenza, invece di lavorare gradatamente per scioglierlo
Ambiguità fra il desiderio di riuscita e il tentativo di ostacolare gli obiettivi di cambiamento. Fornire strumenti e consapevolezza per procedere all'autoguarigione
Desiderio non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà
Tentativo di sciogliere il legame di dipendenza, cercando di lavorare gradatamente per eliminarlo
Confusione, tentativo di dimostrare l’inutilità dell’aiuto, attribuzione all’altro dei propri pensieri
Quali sono le possibili trappole della relazione d'aiuto (educando)?
Confusione, tentativo di dimostrare l'inutilità dell'aiuto, attribuzione all'altro dei propri pensieri
Chiarezza comunicativa e assunzione di responsabilità personale
Sviluppo di autoefficacia e autonomia nella gestione dei compiti
Il rapporto tra insegnante e allievo è buono quando si fonda su...
Franchezza e trasparenza, Considerazione, Interdipendenza, Distinzione e Rispetto delle reciproche necessità
Franchezza e trasparenza, Aspetto giudicante, Interdipendenza, Distinzione e Rispetto delle reciproche necessità
Franchezza e trasparenza, Considerazione, Interdipendenza, Distinzione e disapprovazione
Franchezza e trasparenza, Considerazione, Sarcasmo, Distinzione e Rispetto delle reciproche necessità
Cosa deve fornire il docente?
Aiuto non assistenza (non bisogna fermarsi alla sfera della disabilità)
Assistenzialismo
Regole e disciplina
Fornire una stampella da cui dipendere
Cos'è l'ingiunzione paradossale?
Il doppio legame, o ingiunzione paradossale, può essere usato come leva di controllo o di cambiamento. È la costrizione a scegliere fra due alternative altrettanto sgradevoli, svantaggiose, rischiose, costose
Il doppio legame, o ingiunzione paradossale, può essere usato come leva di supporto. È la costrizione a scegliere fra due alternative altrettanto gradevoli e vantaggiose
Il doppio legame, o ingiunzione paradossale, può essere usato come leva di controllo o di consolidamento. È il consiglio a scegliere fra più alternative altrettanto sgradevoli, svantaggiose, rischiose, costose
È il consiglio a scegliere fra più alternative altrettanto sgradevoli, svantaggiose rischiose, costose.
È la costrizione a scegliere fra due alternative altrettanto gradevoli e vantaggiose.
Quali sono le caratteristiche fondamentali che un educatore deve avere?
Evitare atteggiamenti di impotenza o onnipresenza, attivare una relazione simmetrica, accettazione incondizionata dell'altro, ascolto attivo dello studente
Attivare una relazione orizzontale, evitare atteggiamenti suadenti, ascolto attivo
Evitare atteggiamenti di impotenza o onnipresenza, attivare una relazione asimmetrica, accettazione incondizionata dell'altro, ascolto attivo dello studente
a) Evitare atteggiamenti di impotenza o onnipresenza, attivare una relazione asimmetrica, accettazione incondizionata dell'altro, avere un'interpretazione personale dello studente
Che cos'è la libera adesione?
L'adesione ha un progetto educativo individualizzato
La relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell'altro la crescita, lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato che integrato
Il nodo cruciale della relazione d’aiuto; si riferisce alla volontà di riporre fiducia sull’altro da ambo i lati
Il desiderio e la necessità dell'incontro, in cui sia chi si propone come sostegno, sia chi lo cerca dimostra disponibilità
La scoperta o conferma del fatto che ciò che accade ad uno dei protagonisti agirà sull'altro e viceversa
Cos'è l'Educabilità?
Un pregiudizio, che non tiene conto del "poter essere possibile"
Guardare all'allievo non in relazione ai suoi limiti ma in riferimento alle sue potenzialità residue, promuovendo azioni e scelte educative compatibili con le capacità/possibilità
Forzare l'allievo a superare i propri limiti senza tener conto delle sue potenzialità
Educare significa fornire una stampella all'allievo da cui dipendere
Come può essere definita l'ineducabilità?
Una sfida che non può esser vinta
Quando un allievo non può essere educato e l'insegnante non deve far nulla
Un pregiudizio, che non tiene conto del "poter essere possibile"
Osservazione dei limiti e delle potenzialità
Che cosa distingue la relazione d'aiuto dalle altre relazioni umane?
L'aspetto ludico pratico cioè la dimensione dell'aiuto libero e giocoso
L'aspetto cognitivo cioè la dimensione dell'intenzionalità consapevole
La dipendenza reciproca
L'amore, l'affetto e la voglia di aiutarsi
Come sostiene Luigina Mortari, aver cura significa
Agire sui processi
Essere sempre presente nella vita dell’alunno
Assistere l’alunno
Quella dell'insegnante specializzato per le attività di sostegno didattico è una professione
Che implica aiuto
Che si basa sull’aiuto
Che rifiuta l’aiuto
Quale tra queste affermazioni è vera
La relazione d’aiuto ha luogo tra due individui in condizione di perfetta simmetria
La relazione di aiuto ha luogo solo in setting strutturati
La relazione di aiuto ha luogo dall’incontro tra due individui, uno in condizioni di sofferenza, conflitto, disabilità, l’altro in una posizione di “superiore” adattamento, competenze e abilità
Nella relazione d'aiuto di tipo professionale coesistono
Accompagnamento della persona e armonizzazione dei processi educativi e formativi con esigenze individuali e sociali
Esclusiva centratura sulla prestazione e sul risultato
Trasmissione unidirezionale di nozioni standard
Controllo disciplinare come fine prioritario
Musaio: l'educatore ha tra i suoi compiti
Aiutare la persona presa in carico nel processo di autoformazione
Sostituirsi alla famiglia nelle scelte esistenziali
Limitarsi alla gestione burocratica dei casi
Orientare solo agli esiti occupazionali
La metafora della “casa in costruzione” si ricollega
All’idea della formazione di sé
Alla standardizzazione delle procedure didattiche
Alla chiusura autoreferenziale del docente
Alla delega totale ai servizi esterni
Negli anni Sessanta e Settanta abbiamo assistito a
Un’emersione identitaria contrassegnata dalla contestazione
Una stabilità sociale priva di movimenti culturali
Un ritorno al tradizionalismo scolastico generalizzato
La completa depoliticizzazione dei giovani
Nella relazione d’aiuto intesa in senso professionale, è in primo piano
Una progettualità intenzionale e condivisa
La spontaneità occasionale senza pianificazione
L’improvvisazione individuale del professionista
La sola adesione a protocolli senza riflessione
C’è coincidenza tra cura materna e cura pedagogica
No, stabilire tale coincidenza porta alla ghettizzazione dei ruoli professionali maschili e femminili
Sì, perché ogni cura deriva da modelli materni
Sì, purché sia sostenuta da normative
Non è rilevante distinguere i due piani
Nel sostegno dell’adolescente con disabilità, hanno un ruolo la classe e il gruppo dei pari
Sì, nel senso della creazione di uno sfondo inclusivo
No, il sostegno è un percorso esclusivamente individuale
Solo se la classe è omogenea per capacità
Solo in presenza di figure sanitarie
Mortari ritiene il paradigma della cura materna
Un modello importante ma non esclusivo della relazione di cura
L’unico modello legittimo per ogni relazione educativa
Un riferimento superato e non più attuale
Un paradigma da evitare in ambito scolastico
La scuola, per contribuire al miglioramento dell’inclusione sociale, può essere parte di
Una comunità educante
Un’agenzia di selezione meritocratica
Un luogo neutro rispetto ai problemi sociali
Un servizio centrato solo sulla valutazione
Come definirebbe i legami di attaccamento che un adolescente stabilisce con il gruppo dei pari
Importanti, soprattutto per la loro funzione formativa
Marginali e privi di influenza sui percorsi
Pericolosi e sempre da scoraggiare
Indifferenti rispetto alla crescita identitaria
Qual è il carattere prevalente degli obiettivi dell’educatore di comunità
Il carattere educativo/formativo
La sola gestione amministrativa del territorio
La promozione di competizione individuale
L’intrattenimento senza finalità educative
Nella relazione professionale d’aiuto sono necessari
Confini più netti rispetto a quelli della relazione decontestualizzata
Eliminazione di ogni confine per favorire spontaneità
Totale identificazione personale con l’utente
Segretezza assoluta senza trasparenza
In che cosa consiste l’autoesame dell’insegnante/educatore
Nella continua messa in discussione di sé e dei propri approcci
Nella conferma acritica delle pratiche abituali
Nel controllo esterno delegato a ispettori
Nel confronto esclusivo con pari senza autoanalisi
Gli obiettivi dell’educatore extrascolastico sono di tipo prevalentemente
Educativo/formativo
Puramente ricreativo
Unicamente terapeutico clinico
Orientato solo alla disciplina
Nella prospettiva di Musaio sono in primo piano
I concetti di persona e comunità piuttosto che quelli di individuo e rete
La centralità della performance individuale
La costruzione di reti tecniche senza attenzione ai soggetti
La separazione rigida tra individuo e collettività
Nella relazione d’aiuto
Ci sono confini intesi come barriere psicologiche interiorizzate da soggetti coinvolti
Non devono esistere confini di alcun tipo
I confini sono solo norme scritte e non percezioni
I confini coincidono con la distanza affettiva permanente
L’adolescente con disabilità a scuola e nei contesti educativi
Deve essere coinvolto in attività legate alla sessualità, all’emotività e alla relazione
Va escluso da temi affettivi per evitare complessità
Deve concentrarsi unicamente su abilità accademiche
È opportuno che non partecipi a progetti di educazione relazionale
Nella relazione ciò che non è immediatamente produttivo può essere
Momento di crescita
Spreco di tempo da evitare
Indice di inefficienza professionale
Segnale che la relazione deve essere interrotta
Per Fadda, nella relazione di cura, le persone
Assumono ruoli la cui distanza si trasforma nel tempo
Mantengono ruoli fissi e immutabili
Scambiano ruoli solo attraverso regole burocratiche
Eliminano ogni distanza fin dall’inizio
Il professionista d’aiuto fonda la sua azione
Anche su orizzonti di riflessione e non solo su elementi tecnico/pratici
Esclusivamente su procedure standard
Unicamente su strumenti di misurazione
Soprattutto su routine operative prive di analisi
La maturazione di uno sguardo partecipato da parte dell'educando è un obiettivo sottolineato da
Musaio
Fadda
La disabilità è sempre più posta in connessione con
tutto l'arco della vita
solo la fase scolare
esclusivamente la dimensione clinica
Qual è la funzione della classe rispetto all'alunno con disabilità?
Ambiente inclusivo
Spazio di selezione
Contesto di sola valutazione sommativa
La pedagogia della relazione di aiuto si fonda su
Modalità operative proprie di una prospettiva pedagogica
Procedure unicamente terapeutiche
Regole amministrative
Il sapere fondamentale dell'educatore (al di là delle specificità professionali) è quello
Relazionale
Tecnico-procedurale
Meramente disciplinare
Adolescenti con disabilità motoria devono essere stati preparati a:
attraversare la pubertà nonostante e a dispetto di limitazioni fisiche
evitare qualsiasi attività legata alla crescita
rinviare indefinitamente le sfide della maturazione
Gli adolescenti con deficit cognitivo devono essere aiutati a:
elaborare mentalmente le trasformazioni fisiche
sopprimere le emozioni legate ai cambiamenti
ignorare i segnali del corpo
I brani di Fadda e Musaio sono messi a confronto per
confrontare le caratteristiche della relazione di cura con quelle della relazione d'aiuto
stabilire la superiorità di uno sull'altro
analizzare esclusivamente aspetti clinici
La funzione del professionista dell'aiuto
Non si riduce a fornire risposte ai bisogni
Consiste soltanto nel soddisfare richieste immediate
È definita da protocolli standard senza valutazione
L'aiuto in campo pedagogico, secondo Musaio:
Non coincide del tutto con quello che si offre nelle relazioni quotidiane
È identico a qualsiasi forma di supporto informale
Si limita a consigli generici
In cosa consiste, tra le altre cose, il sostegno educativo dei ragazzi con disabilità?
Aiuto ad elaborare il significato dei cambiamenti fisici e sessuali tipici della fase
Incoraggiamento a evitare il tema della corporeità
Sostituzione delle esperienze con spiegazioni astratte
La vera inclusione sociale
si gioca nel coinvolgere la totalità di un gruppo anche in contrasto ai modelli oggi dominanti
si limita all'integrazione formale di pochi individui
dipende solamente da regolamenti scritti
Distinzione da relazione d'aiuto di tipo pedagogico da una di tipo terapeutico
La relazione pedagogica riguarda solo l'apprendimento e non a eventuali deficit dell'allievo
La relazione pedagogica tratta principalmente patologie
La relazione pedagogica coincide con un trattamento medico
Nella nostra civiltà e cultura l'adolescenza è una lunga fase intermedia:
vengono elaborati i cambiamenti
si sospendono i processi di crescita
non si affrontano le trasformazioni
La relazione d’aiuto in ambito educativo didattico
Si caratterizza per la natura permanente dell’aiuto
Prevede che l’alunno sia sempre pronto ad accettare l’aiuto
Presuppone che l’alunno sia sempre un soggetto attivo, con un proprio sguardo sul mondo
La relazione d’aiuto in ambito educativo didattico:
Si costruisce interamente intorno all’esperienza di apprendimento
Può esprimersi solo come relazione di supporto emotivo dell’alunno
SI caratterizza per essere esperienza di cura educativa
