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Relazione d’aiuto – Prof.ssa La Rosa

Total questions: 84

Worksheet time: 43mins

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1.

La (prima) definizione di relazione d'aiuto si deve, nel 1958, a:

a)

Carl Rogers

b)

Andrea Canevaro

c)

Sigmund Freud

2.

La relazione d'aiuto presuppone che i soggetti coinvolti:

a)

Siano sempre in posizione simmetrica

b)

Siano immersi in una relazione di reciprocità

c)

Non siano mai immersi in una relazione di scambio

3.

Nel contesto della relazione d'aiuto, il docente:

a)

deve strettamente attenersi alle condizioni di ineducabilità dell'alunno

b)

è chiamato a superare il pregiudizio di ineducabilità e ad accogliere le sfide dell'educabilità

c)

deve strettamente limitare l'azione educativa alla disabilità dell'allievo/dell’alunno

4.

La specificità che distingue la relazione d'aiuto dalle altre forme di relazione è relativa:

a)

all'aspetto cognitivo, che presuppone il possesso di specifiche competenze d'aiuto (intenzionalità e consapevolezza)

b)

all'aspetto emotivo

c)

all'aspetto socio-relazionale

5.

Nel contesto della relazione educativa, quale delle affermazioni indicate risulta più appropriata?

a)

L'allievo deve costruire il proprio sapere e io devo aiutarlo

b)

L'allievo deve stare bene

c)

Il docente deve finire il programma

6.

Agire nella prospettiva dell'educabilità dell'allievo significa:

a)

lavorare sulle potenzialità residue, promuovendo azioni e scelte educative compatibili con le capacità/possibilità dell'alunno

b)

lavorare in stretto riferimento alla disabilità dell'allievo

c)

lavorare sull'apprendimento

7.

Come sostiene Luigina Mortari, aver cura dell'esserci significa:

a)

far fiorire il poter essere possibile proprio dell'esistenza

b)

accudire amorevolmente gli alunni in difficoltà

c)

essere sempre presente nella vita dell'alunno

8.

La formazione è azione. La formazione è data:

a)

dal/del formare e del formarsi

b)

orientata ad educare

c)

orientata ad istruire

9.

Perché possa costruirsi una relazione d'aiuto è necessario che vi sia:

a)

la libera adesione dell'alunno

b)

capacità del docente di assistere l'alunno

c)

la "vocazione" del docente

10.

La prima definizione di relazione d'aiuto pone in luce:

a)

l'intenzionalità orientata al cambiamento

b)

l'importanza del setting

c)

la centralità dell'educatore

11.

Secondo Chieregatti/Chierregatti, "quella che si instaura tra l'insegnante e l'allievo può essere definita una relazione d'aiuto, in quanto":

a)

ci troviamo sempre di fronte ad un allievo con disabilità

b)

ci troviamo di fronte a uno che offre e a un altro che accetta

c)

ci troviamo sempre di fronte ad alunni problematici

12.

In ambito della "cura", cos'è l'incompletezza:

a)

una forma di menomazione

b)

la condizione in cui gli esseri umani hanno schemi mentali rigidi e immodificabili

c)

la necessità che l'essere umano ha di relazionarsi con gli altri per poter essere nel mondo

d)

la condizione in cui gli esseri umani sono sempre in divenire

13.

Su cosa si basa la pedagogia? Cos'è la pedagogia?

a)

Relazione d'aiuto, libera adesione, reciprocità

b)

Educazione, cura, formazione

c)

Educazione, istruzione, formazione

d)

Formazione, attenzione, cura

14.

Cosa intende la Mortari quando parla di avere cura?

a)

la volontà di instaurare un rapporto di aiuto e dipendenza non temporaneo

b)

la condizione necessaria affinché si dischiudano le possibilità dell'essere

c)

la predisposizione femminile nell'accudire l'altro senza pretendere alcun compenso

d)

fornire una stampella all'allievo da cui dipendere

15.

Per gli insegnanti/docenti, come si declina la cura? Seleziona tutte le opzioni appropriate.

a)

creare contatto fisico non intrusivo (carezza, coccola)

b)

creare un contatto fisico intrusivo

c)

non creare mai e in alcun caso alcun contatto fisico

d)

far pensare e creare comunicazione nei contenuti significativi e creare routines

e)

favorire l'elaborazione e l'espressione di sentimenti ed emozioni

16.

Per gli insegnanti/docenti, come si declina la cura? Seleziona tutte le opzioni appropriate.

a)

attenzione valorizzazione dell'alunno, lavorare sull'autostima, dare regole, creare contatto fisico non intrusivo, ascoltare, far pensare

b)

l'amore, l'affetto e la voglia di aiutarsi

c)

dare tempo alla relazione da costruire

d)

non dare tempo alla relazione da costruire

e)

pretendere che la relazione si costruisca in modo immediato

17.

Per gli insegnanti/docenti, come si declina la cura? Seleziona tutte le opzioni appropriate.

a)

dare regole (motivandole, condividendole, vivendole in modo ludico/con autorevolezza)

b)

dare regole rigide senza fornire alcuna spiegazione

c)

dare regole e farle mettere in pratica in modo autoritario

d)

ascoltare

e)

parlare esclusivamente

18.

Per gli insegnanti/docenti, come si declina la cura? Seleziona tutte le opzioni appropriate.

a)

indicare le metodologie d'apprendimento, essere autorevoli, stimolare a dare sempre il massimo, giudicare

b)

fornire significative relazioni d'aiuto, rendendo dipendente l'alunno dalla propria presenza

c)

farsi ascoltare

d)

ascoltare

19.

Che cos'è la reciprocità?

a)

la relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell'altro la crescita, lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato che integrato

b)

la volontà di fare del bene senza ricevere nulla in cambio

c)

la scoperta o conferma del fatto che ciò che accade ad uno dei protagonisti agirà sull'altro e viceversa

d)

il volersi bene a vicenda

e)

è una relazione di scambio tra due soggetti profondamente coinvolti

20.

Cos'è la cura?

a)

occuparsi dell'altro non pensando a curare sé stessi

b)

un'occupazione femminile non retribuita

c)

la formazione dell'allievo

d)

aspetto fondamentale che contraddistingue la relazione d'aiuto in ambito educativo-didattico

e)

capacità di far fiorire il meglio dell'altro e di prendersi cura dell'esistenza altrui per renderlo autonomo e a sua volta in grado di prendersi cura di sé e degli altri (Montanari)

21.

Che cos’è la relazione d’aiuto?

a)

Una/La relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell’altro la crescita, lo sviluppo, la maturazione ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato e/o integrato.

b)

La relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell'altro l'autostima, la metacognizione, l'empatia

c)

La scoperta o conferma del fatto che ciò che accade ad uno dei protagonisti agirà sull'altro e viceversa

d)

L’approccio all’alunno attraverso forme di assistenzialismo

22.

In ambito della “CURA”. Cosa si intende con sostanza relazionale

a)

La condizione in cui gli esseri umani hanno schemi mentali rigidi e immodificabili

b)

La necessità dell’/che essere umano ha di relazionarsi con gli altri (e da quelle relazioni dipende il nostro essere nel mondo) per poter essere nel mondo

c)

La condizione in cui gli esseri umani sono sempre in divenire

23.

In ambito della “CURA”. Cosa si intende con dipendenza

a)

Da altri (soprattutto se riferito a bambini, anziani, neonati)

b)

Dall’ambiente fisico privo di relazioni

c)

Dalle sole risorse individuali

24.

In ambito della “CURA”. Cosa si intende con vulnerabilità/fragilità

a)

Perché i nostri progetti dipendono sempre dagli altri

b)

Perché coincide con autosufficienza totale

25.

In ambito educativo didattico cosa significa relazione significativa

a)

Posizione di asimmetria necessaria tra docente e discente che presuppone che chi dà aiuto ha la competenza per farlo

b)

Far sì che il "sapere" trasmesso dall'insegnante rimanga a lungo nell'allievo

c)

Volontà non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà

d)

Capacità di instaurare una relazione d'aiuto con consapevolezza e intenzionalità padroneggiando

razionalmente le nostre abilità e la nostra personalità

26.

Cos’è il counseling?

a)

È la strategia di aiuto per cui l'educatore non ha il compito di fare o dare qualcosa, ma ha la funzione di aiutare la persona a definire il problema, a imparare a gestirlo, assumendosi pienamente la responsabilità delle scelte compiute

b)

È la strategia di aiuto per cui l'educatore ha il compito di agire significativamente con un intervento mirato, ha la funzione di aiutare la persona a svolgere un compito preciso

c)

  È la strategia di aiuto per cui l'educatore ha la funzione di aiutare la persona a capire le sue difficoltà

d)

L’educatore interviene con una serie di consulente volte al superamento delle difficoltà

27.

Quali sono le 3 dimensioni della cura

a)

Merimna, epimeleia e therapeia

b)

Merimna, maieutica e attenzione

c)

Merimna, epimeleia e funzionalita'

28.

Cos’è l’ascolto attivo? (Gordon)

a)

Ascolto che restituisce come uno specchio quello che viene detto

b)

Ascolto filtrato, che seleziona le informazioni più importanti e li rielabora seguendo i propri modelli mentali

c)

Ascolto che comporta l'interazione con l'utente con un feedback su quello che si è appena ricevuto da chi parla(Vuol dire collegarsi all’altro con la meta-cognizione, cogliere ogni aspetto del messaggio, la postura, il tono di voce, le esitazioni e le emozioni che trapelano da quanto viene detto. È formato da 4 fasi: silenzio, accoglimento, inviti calorosi e ascolto riflessivo).

d)

Ascolto di parole senza nessuna partecipazione

29.

Che cos'è l'autobiografia?

a)

Una strategia educativa per avviare una meta-riflessione sul proprio vissuto

b)

Una strategia didattica per avviare una meta-riflessione sul proprio vissuto scolastico

c)

È il racconto retrospettivo in prosa che un individuo reale fa della propria esistenza

30.

Quali sono le caratteristiche della relazione d'aiuto?

a)

Asimmetria, carattere temporale d'aiuto, intervento dei processi, osservazione nel tempo, reciprocità e libera adesione

b)

Asimmetria, carattere temporale d'aiuto, osservazione nel tempo, dipendenza e problem solving

c)

Rispetto della personalità, intervento educativo mirato, valorizzazione delle qualità

d)

Simmetria, carattere temporale d'aiuto, intervento dei processi, osservazione temporanea, reciprocità e libera adesione

31.

In ambito educativo didattico, cosa significa competenza cognitiva?

a)

Far sì che il "sapere" trasmesso dall'insegnante rimanga a lungo nell'allievo

b)

Capacità di instaurare una relazione d'aiuto con consapevolezza e intenzionalità padroneggiando razionalmente le nostre abilità e la nostra personalità

c)

Posizione di asimmetria necessaria tra docente e discente che presuppone che chi dà aiuto ha la competenza per farlo

d)

  Volontà non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà

32.

Cosa si intende con fioritura dell'essere?

a)

Avere cura dell'esserci, rispondere alla chiamata di salvaguardare e far fiorire il poter essere possibile proprio dell'esistenza

b)

Avere cura di non essere troppo presenti per non interferire troppo nello sviluppo dell'alunno

c)

Educare alla non violenza, alla condivisione e all'ascolto per far fiorire l'alunno in un contesto di empatia

d)

Instaurare nell'alunno l'ambizione di diventare perfetti

33.

In ambito educativo didattico cosa significa superiore adattamento?

a)

Posizione di asimmetria necessaria tra docente e discente che presuppone che chi dà aiuto ha la competenza per farlo

b)

Volontà non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà

c)

Far sì che il "sapere" trasmesso dall'insegnante rimanga a lungo nell'allievo

d)

Capacità di instaurare una relazione d'aiuto con consapevolezza e intenzionalità padroneggiando razionalmente le nostre abilità e la nostra personalità

34.

Cosa si intende per competenza d'aiuto?

a)

Si intende quella capacità di dare vita a quella relazione umana in modo consapevole, controllato ed intenzionale. Si dà per scontato che chi dà aiuto ha le competenze per poterlo fare (competenze cognitive)

b)

Si intende quella capacità di dare vita a quella relazione umana in modo amicale, empatico e non intenzionale. Mi dà per scontato che chi dà aiuto ha le competenze innate

c)

Si dà per scontato che chi dà aiuto ha le competenze innate

d)

Si intende quella capacità di dare vita a quella relazione umana in modo inconsapevole, incontrollato e non intenzionale. Si dà per scontato che chi da aiuto non sempre ha le competenze per poterlo fare (competenze cognitive)

35.

In ambito educativo didattico cosa significa intenzionalità?

a)

Volontà non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà

b)

Capacità di instaurare una relazione d'aiuto con consapevolezza e intenzionalità padroneggiando razionalmente le nostre abilità e la nostra personalità (competenza cognitiva)

c)

Posizione di asimmetria necessaria tra docente e discente che presuppone che chi dà aiuto ha la competenza per farlo

d)

Far si che il "sapere" trasmesso dall'insegnante rimanga a lungo nell'allievo

36.

Quali sono le possibili trappole della relazione d'aiuto (educatore)?

a)

Ambiguità fra il desiderio di riuscita e il tentativo di ostacolare gli obiettivi di cambiamento (allontanamento da sé). Tentativo di alimentare il legame di dipendenza, invece di lavorare gradatamente per scioglierlo

b)

Ambiguità fra il desiderio di riuscita e il tentativo di ostacolare gli obiettivi di cambiamento. Fornire strumenti e consapevolezza per procedere all'autoguarigione

c)

Desiderio non di superare la disabilità ma di migliorare le potenzialità residue dell'alunno in difficoltà

d)

Tentativo di sciogliere il legame di dipendenza, cercando di lavorare gradatamente per eliminarlo

e)

    Confusione, tentativo di dimostrare l’inutilità dell’aiuto, attribuzione all’altro dei propri pensieri

37.

Quali sono le possibili trappole della relazione d'aiuto (educando)?

a)

Confusione, tentativo di dimostrare l'inutilità dell'aiuto, attribuzione all'altro dei propri pensieri

b)

Chiarezza comunicativa e assunzione di responsabilità personale

c)

Sviluppo di autoefficacia e autonomia nella gestione dei compiti

38.

Il rapporto tra insegnante e allievo è buono quando si fonda su...

a)

Franchezza e trasparenza, Considerazione, Interdipendenza, Distinzione e Rispetto delle reciproche necessità

b)

Franchezza e trasparenza, Aspetto giudicante, Interdipendenza, Distinzione e Rispetto delle reciproche necessità

c)

Franchezza e trasparenza, Considerazione, Interdipendenza, Distinzione e disapprovazione

d)

   Franchezza e trasparenza, Considerazione, Sarcasmo, Distinzione e Rispetto delle reciproche necessità

39.

Cosa deve fornire il docente?

a)

Aiuto non assistenza (non bisogna fermarsi alla sfera della disabilità)

b)

Assistenzialismo

c)

Regole e disciplina

d)

   Fornire una stampella da cui dipendere 

40.

Cos'è l'ingiunzione paradossale?

a)

Il doppio legame, o ingiunzione paradossale, può essere usato come leva di controllo o di cambiamento. È la costrizione a scegliere fra due alternative altrettanto sgradevoli, svantaggiose, rischiose, costose

b)

Il doppio legame, o ingiunzione paradossale, può essere usato come leva di supporto. È la costrizione a scegliere fra due alternative altrettanto gradevoli e vantaggiose

c)

Il doppio legame, o ingiunzione paradossale, può essere usato come leva di controllo o di consolidamento. È il consiglio a scegliere fra più alternative altrettanto sgradevoli, svantaggiose, rischiose, costose

d)

È il consiglio a scegliere fra più alternative altrettanto sgradevoli, svantaggiose rischiose, costose.

e)

    È la costrizione a scegliere fra due alternative altrettanto gradevoli e vantaggiose.

41.

Quali sono le caratteristiche fondamentali che un educatore deve avere?

a)

Evitare atteggiamenti di impotenza o onnipresenza, attivare una relazione simmetrica, accettazione incondizionata dell'altro, ascolto attivo dello studente

b)

Attivare una relazione orizzontale, evitare atteggiamenti suadenti, ascolto attivo

c)

Evitare atteggiamenti di impotenza o onnipresenza, attivare una relazione asimmetrica, accettazione incondizionata dell'altro, ascolto attivo dello studente

d)

a)     Evitare atteggiamenti di impotenza o onnipresenza, attivare una relazione asimmetrica, accettazione incondizionata dell'altro, avere un'interpretazione personale dello studente

 

42.

Che cos'è la libera adesione?

a)

L'adesione ha un progetto educativo individualizzato

b)

La relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell'altro la crescita, lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato che integrato

c)

Il nodo cruciale della relazione d’aiuto; si riferisce alla volontà di riporre fiducia sull’altro da ambo i lati

d)

Il desiderio e la necessità dell'incontro, in cui sia chi si propone come sostegno, sia chi lo cerca dimostra disponibilità

e)

   La scoperta o conferma del fatto che ciò che accade ad uno dei protagonisti agirà sull'altro e viceversa

43.

Cos'è l'Educabilità?

a)

Un pregiudizio, che non tiene conto del "poter essere possibile"

b)

Guardare all'allievo non in relazione ai suoi limiti ma in riferimento alle sue potenzialità residue, promuovendo azioni e scelte educative compatibili con le capacità/possibilità

c)

Forzare l'allievo a superare i propri limiti senza tener conto delle sue potenzialità

d)

Educare significa fornire una stampella all'allievo da cui dipendere

44.

Come può essere definita l'ineducabilità?

a)

Una sfida che non può esser vinta

b)

Quando un allievo non può essere educato e l'insegnante non deve far nulla

c)

Un pregiudizio, che non tiene conto del "poter essere possibile"

d)

   Osservazione dei limiti e delle potenzialità

45.

Che cosa distingue la relazione d'aiuto dalle altre relazioni umane?

a)

L'aspetto ludico pratico cioè la dimensione dell'aiuto libero e giocoso

b)

L'aspetto cognitivo cioè la dimensione dell'intenzionalità consapevole

c)

La dipendenza reciproca

d)

L'amore, l'affetto e la voglia di aiutarsi

46.

Come sostiene Luigina Mortari, aver cura significa

a)

Agire sui processi

b)

Essere sempre presente nella vita dell’alunno

c)

Assistere l’alunno

47.

Quella dell'insegnante specializzato per le attività di sostegno didattico è una professione

a)

Che implica aiuto

b)

Che si basa sull’aiuto

c)

Che rifiuta l’aiuto

48.

Quale tra queste affermazioni è vera

a)

La relazione d’aiuto ha luogo tra due individui in condizione di perfetta simmetria

b)

La relazione di aiuto ha luogo solo in setting strutturati

c)

La relazione di aiuto ha luogo dall’incontro tra due individui, uno in condizioni di sofferenza, conflitto, disabilità, l’altro in una posizione di “superiore” adattamento, competenze e abilità

49.

Nella relazione d'aiuto di tipo professionale coesistono

a)

Accompagnamento della persona e armonizzazione dei processi educativi e formativi con esigenze individuali e sociali

b)

Esclusiva centratura sulla prestazione e sul risultato

c)

Trasmissione unidirezionale di nozioni standard

d)

Controllo disciplinare come fine prioritario

50.

Musaio: l'educatore ha tra i suoi compiti

a)

Aiutare la persona presa in carico nel processo di autoformazione

b)

Sostituirsi alla famiglia nelle scelte esistenziali

c)

Limitarsi alla gestione burocratica dei casi

d)

Orientare solo agli esiti occupazionali

51.

La metafora della “casa in costruzione” si ricollega

a)

All’idea della formazione di sé

b)

Alla standardizzazione delle procedure didattiche

c)

Alla chiusura autoreferenziale del docente

d)

Alla delega totale ai servizi esterni

52.

Negli anni Sessanta e Settanta abbiamo assistito a

a)

Un’emersione identitaria contrassegnata dalla contestazione

b)

Una stabilità sociale priva di movimenti culturali

c)

Un ritorno al tradizionalismo scolastico generalizzato

d)

La completa depoliticizzazione dei giovani

53.

Nella relazione d’aiuto intesa in senso professionale, è in primo piano

a)

Una progettualità intenzionale e condivisa

b)

La spontaneità occasionale senza pianificazione

c)

L’improvvisazione individuale del professionista

d)

La sola adesione a protocolli senza riflessione

54.

C’è coincidenza tra cura materna e cura pedagogica

a)

No, stabilire tale coincidenza porta alla ghettizzazione dei ruoli professionali maschili e femminili

b)

Sì, perché ogni cura deriva da modelli materni

c)

Sì, purché sia sostenuta da normative

d)

Non è rilevante distinguere i due piani

55.

Nel sostegno dell’adolescente con disabilità, hanno un ruolo la classe e il gruppo dei pari

a)

Sì, nel senso della creazione di uno sfondo inclusivo

b)

No, il sostegno è un percorso esclusivamente individuale

c)

Solo se la classe è omogenea per capacità

d)

Solo in presenza di figure sanitarie

56.

Mortari ritiene il paradigma della cura materna

a)

Un modello importante ma non esclusivo della relazione di cura

b)

L’unico modello legittimo per ogni relazione educativa

c)

Un riferimento superato e non più attuale

d)

Un paradigma da evitare in ambito scolastico

57.

La scuola, per contribuire al miglioramento dell’inclusione sociale, può essere parte di

a)

Una comunità educante

b)

Un’agenzia di selezione meritocratica

c)

Un luogo neutro rispetto ai problemi sociali

d)

Un servizio centrato solo sulla valutazione

58.

Come definirebbe i legami di attaccamento che un adolescente stabilisce con il gruppo dei pari

a)

Importanti, soprattutto per la loro funzione formativa

b)

Marginali e privi di influenza sui percorsi

c)

Pericolosi e sempre da scoraggiare

d)

Indifferenti rispetto alla crescita identitaria

59.

Qual è il carattere prevalente degli obiettivi dell’educatore di comunità

a)

Il carattere educativo/formativo

b)

La sola gestione amministrativa del territorio

c)

La promozione di competizione individuale

d)

L’intrattenimento senza finalità educative

60.

Nella relazione professionale d’aiuto sono necessari

a)

Confini più netti rispetto a quelli della relazione decontestualizzata

b)

Eliminazione di ogni confine per favorire spontaneità

c)

Totale identificazione personale con l’utente

d)

Segretezza assoluta senza trasparenza

61.

In che cosa consiste l’autoesame dell’insegnante/educatore

a)

Nella continua messa in discussione di sé e dei propri approcci

b)

Nella conferma acritica delle pratiche abituali

c)

Nel controllo esterno delegato a ispettori

d)

Nel confronto esclusivo con pari senza autoanalisi

62.

Gli obiettivi dell’educatore extrascolastico sono di tipo prevalentemente

a)

Educativo/formativo

b)

Puramente ricreativo

c)

Unicamente terapeutico clinico

d)

Orientato solo alla disciplina

63.

Nella prospettiva di Musaio sono in primo piano

a)

I concetti di persona e comunità piuttosto che quelli di individuo e rete

b)

La centralità della performance individuale

c)

La costruzione di reti tecniche senza attenzione ai soggetti

d)

La separazione rigida tra individuo e collettività

64.

Nella relazione d’aiuto

a)

Ci sono confini intesi come barriere psicologiche interiorizzate da soggetti coinvolti

b)

Non devono esistere confini di alcun tipo

c)

I confini sono solo norme scritte e non percezioni

d)

I confini coincidono con la distanza affettiva permanente

65.

L’adolescente con disabilità a scuola e nei contesti educativi

a)

Deve essere coinvolto in attività legate alla sessualità, all’emotività e alla relazione

b)

Va escluso da temi affettivi per evitare complessità

c)

Deve concentrarsi unicamente su abilità accademiche

d)

È opportuno che non partecipi a progetti di educazione relazionale

66.

Nella relazione ciò che non è immediatamente produttivo può essere

a)

Momento di crescita

b)

Spreco di tempo da evitare

c)

Indice di inefficienza professionale

d)

Segnale che la relazione deve essere interrotta

67.

Per Fadda, nella relazione di cura, le persone

a)

Assumono ruoli la cui distanza si trasforma nel tempo

b)

Mantengono ruoli fissi e immutabili

c)

Scambiano ruoli solo attraverso regole burocratiche

d)

Eliminano ogni distanza fin dall’inizio

68.

Il professionista d’aiuto fonda la sua azione

a)

Anche su orizzonti di riflessione e non solo su elementi tecnico/pratici

b)

Esclusivamente su procedure standard

c)

Unicamente su strumenti di misurazione

d)

Soprattutto su routine operative prive di analisi

69.

La maturazione di uno sguardo partecipato da parte dell'educando è un obiettivo sottolineato da

a)

Musaio

b)

Fadda

70.

La disabilità è sempre più posta in connessione con

a)

tutto l'arco della vita

b)

solo la fase scolare

c)

esclusivamente la dimensione clinica

71.

Qual è la funzione della classe rispetto all'alunno con disabilità?

a)

Ambiente inclusivo

b)

Spazio di selezione

c)

Contesto di sola valutazione sommativa

72.

La pedagogia della relazione di aiuto si fonda su

a)

Modalità operative proprie di una prospettiva pedagogica

b)

Procedure unicamente terapeutiche

c)

Regole amministrative

73.

Il sapere fondamentale dell'educatore (al di là delle specificità professionali) è quello

a)

Relazionale

b)

Tecnico-procedurale

c)

Meramente disciplinare

74.

Adolescenti con disabilità motoria devono essere stati preparati a:

a)

attraversare la pubertà nonostante e a dispetto di limitazioni fisiche

b)

evitare qualsiasi attività legata alla crescita

c)

rinviare indefinitamente le sfide della maturazione

75.

Gli adolescenti con deficit cognitivo devono essere aiutati a:

a)

elaborare mentalmente le trasformazioni fisiche

b)

sopprimere le emozioni legate ai cambiamenti

c)

ignorare i segnali del corpo

76.

I brani di Fadda e Musaio sono messi a confronto per

a)

confrontare le caratteristiche della relazione di cura con quelle della relazione d'aiuto

b)

stabilire la superiorità di uno sull'altro

c)

analizzare esclusivamente aspetti clinici

77.

La funzione del professionista dell'aiuto

a)

Non si riduce a fornire risposte ai bisogni

b)

Consiste soltanto nel soddisfare richieste immediate

c)

È definita da protocolli standard senza valutazione

78.

L'aiuto in campo pedagogico, secondo Musaio:

a)

Non coincide del tutto con quello che si offre nelle relazioni quotidiane

b)

È identico a qualsiasi forma di supporto informale

c)

Si limita a consigli generici

79.

In cosa consiste, tra le altre cose, il sostegno educativo dei ragazzi con disabilità?

a)

Aiuto ad elaborare il significato dei cambiamenti fisici e sessuali tipici della fase

b)

Incoraggiamento a evitare il tema della corporeità

c)

Sostituzione delle esperienze con spiegazioni astratte

80.

La vera inclusione sociale

a)

si gioca nel coinvolgere la totalità di un gruppo anche in contrasto ai modelli oggi dominanti

b)

si limita all'integrazione formale di pochi individui

c)

dipende solamente da regolamenti scritti

81.

Distinzione da relazione d'aiuto di tipo pedagogico da una di tipo terapeutico

a)

La relazione pedagogica riguarda solo l'apprendimento e non a eventuali deficit dell'allievo

b)

La relazione pedagogica tratta principalmente patologie

c)

La relazione pedagogica coincide con un trattamento medico

82.

Nella nostra civiltà e cultura l'adolescenza è una lunga fase intermedia:

a)

vengono elaborati i cambiamenti

b)

si sospendono i processi di crescita

c)

non si affrontano le trasformazioni

83.

La relazione d’aiuto in ambito educativo didattico

a)

  Si caratterizza per la natura permanente dell’aiuto

b)

Prevede che l’alunno sia sempre pronto ad accettare l’aiuto

c)

Presuppone che l’alunno sia sempre un soggetto attivo, con un proprio sguardo sul mondo

84.

La relazione d’aiuto in ambito educativo didattico:

a)

Si costruisce interamente intorno all’esperienza di apprendimento

b)

Può esprimersi solo come relazione di supporto emotivo dell’alunno

c)

SI caratterizza per essere esperienza di cura educativa