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PEDAGOGIA EGIZI

Total questions: 25

Worksheet time: 13mins

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1.

La religione nel mondo antico aveva principalmente una funzione individuale e privata, più che sociale.

a)

Vero

b)

Falso

2.

Mito e rito possono essere considerati le prime forme di pedagogia attivata su larga scala sociale.

a)

Vero

b)

Falso

3.

Il mito aveva il compito di spiegare l’origine del mondo attribuendo i fenomeni esclusivamente all’azione umana.

a)

Vero

b)

Falso

4.

Attraverso i riti pubblici il popolo apprendeva le norme che regolavano il cosmo e la società umana.

a)

Vero

b)

Falso

5.

Nella società egizia gli scribi occupavano una posizione inferiore rispetto ai contadini.

a)

Vero

b)

Falso

6.

La scrittura geroglifica era accessibile a tutti gli Egizi in quanto semplice da apprendere.

a)

Vero

b)

Falso

7.

L’educazione dello scriba privilegiava soprattutto la dimensione utilitaristica piuttosto che quella etica.

a)

Vero

b)

Falso

8.

In origine, l’idea di immortalità nell’antico Egitto era riservata esclusivamente al faraone.

a)

Vero

b)

Falso

9.

Il mito di Osiride spiegava simbolicamente il rapporto tra caos, ordine e successione del potere politico.

a)

Vero

b)

Falso

10.

Nell’evoluzione della religione egizia, l’etica sostituì completamente il rito.

a)

Vero

b)

Falso

11.

La religione nelle prime civiltà aveva soprattutto la funzione di:

a)

Garantire coesione sociale

b)

Spiegare fenomeni scientifici

c)

Rafforzare l’autorità militare

d)

Educare solo i sacerdoti

12.

Il mito, secondo il testo, è principalmente:

a)

Un racconto che spiega l’origine e il senso della realtà

b)

Una leggenda priva di valore educativo

c)

Un insieme di norme giuridiche

d)

Un rito collettivo

13.

Il rito pubblico aveva valore educativo perché:

a)

Riproduceva simbolicamente le azioni divine

b)

Era riservato ai sacerdoti

c)

Sostituiva l’educazione familiare

d)

Eliminava i conflitti sociali

14.

Il faraone imitava gli dèi durante i riti per:

a)

Garantire ordine e stabilità cosmica

b)

Dimostrare la propria forza militare

c)

Imporre obbedienza al popolo

d)

Trasmettere leggi scritte

15.

Gli scribi erano socialmente importanti perché:

a)

Dominavano l’arte della scrittura

b)

Gestivano i lavori agricoli

c)

Guidavano i riti religiosi

d)

Esercitavano funzioni militari

16.

L’apprendimento della scrittura geroglifica richiedeva:

a)

Un lungo e complesso percorso formativo

b)

Uno studio rapido

c)

Solo memoria orale

d)

Nessuna selezione sociale

17.

I testi educativi sugli scribi avevano lo scopo di:

a)

Evidenziare i vantaggi della professione

b)

Trasmettere valori morali profondi

c)

Criticare l’istruzione

d)

Diffondere la religione

18.

Nell’educazione dello scriba prevaleva:

a)

La dimensione utilitaristica

b)

La formazione etica

c)

L’educazione filosofica

d)

L’educazione democratica

19.

Nel mito egizio, Osiride rappresenta:

a)

Il sovrano morto

b)

Il caos

c)

Il giudice dei vivi

d)

Il popolo

20.

Seth simboleggia:

a)

Il caos e il disordine

b)

La giustizia

c)

L’armonia

d)

La rinascita

21.

Horus rappresenta:

a)

Il nuovo sovrano che ristabilisce l’ordine

b)

Il faraone defunto

c)

Il giudice ultraterreno

d)

Il popolo

22.

Per gli Egizi, la morte era percepita come:

a)

Una rottura dell’ordine e della giustizia

b)

Un evento naturale

c)

Un destino inevitabile

d)

Una punizione divina

23.

La pratica dell’imbalsamazione aveva lo scopo di:

a)

Garantire l’integrità del corpo e l’immortalità

b)

Celebrare il faraone

c)

Mostrare la ricchezza

d)

Prevenire malattie

24.

Con l’evoluzione religiosa, Osiride divenne:

a)

Giudice ultraterreno delle anime

b)

Dio del sole

c)

Protettore dei vivi

d)

Dio della scrittura

25.

Nell’ultima fase della religione egizia, l’immortalità era concessa:

a)

A tutti, purché moralmente puri

b)

Solo ai sacerdoti

c)

Solo a chi conosceva i riti

d)

Solo al faraone