
Il clima
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Science
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9th - 12th Grade
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Pietro Blu Giandonato
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31 Slides • 10 Questions
1
Il tempo e il clima
UNITÀ B2
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
Terra.blu con chimica © Zanichelli editore 2015
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Il clima
globale
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
Terra.blu con chimica © Zanichelli editore 2015
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Il clima
Il clima è lo stato medio del tempo atmosferico in una determinata
località, rilevato nell’arco di almeno 20-30 anni. Le differenze tra i climi
sono dovute principalmente alle differenze di radiazione solare ricevuta.
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
Terra.blu con chimica © Zanichelli editore 2015
Il clima di una regione è determinato
da un insieme di numerosi fattori, in
primo luogo astronomici. Infatti, in
conseguenza della sfericità della
Terra, l’inclinazione dei raggi solari è
diversa a seconda della latitudine;
questa è la causa principale delle
grandi differenze osservabili nelle
temperature: mediamente basse nelle
regioni polari, mediamente alte in
quelle equatoriali.
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Il criterio più largamente adottato per classificare i climi della Terra fu
proposto all’inizio del XX secolo dallo scienziato austriaco Wladimir
Köppen.
La classificazione dei climi di Köppen
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
Terra.blu con chimica © Zanichelli editore 2015
Per identificare i
vari climi egli si
basò sulla
piovosità e sulla
temperatura
che determinano
la distribuzione
dei diversi tipi di
vegetazione, che
è strettamente
legata ai regimi
climatici.
5
Drag and Drop
6
Drag and Drop
7
Drag and Drop
8
In base a questo criterio si possono classificare i climi della Terra in sette
categorie, riconducibili a cinque gruppi principali.
La classificazione dei climi
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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Le temperature non scendono mai sotto i 18 °C. Le precipitazioni annue e l’umidità sono elevate. La vegetazione tipica è la foresta equatoriale.
Questi climi caratterizzano le zone delle basse latitudini a cavallo dell’Equatore.
Climi caldi e umidi
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Vi sono climi aridi caldi e climi
aridi freddi. Entrambi sono
caratterizzati da forti escursioni
termiche quotidiane e scarsa
piovosità (inferiore ai
250 mm/anno); vegetazione scarsa e
di tipo arbustivo, o assente.
Climi aridi caldi e freddi
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
Terra.blu con chimica © Zanichelli editore 2015
I climi aridi caldi sono tipici delle
latitudini a cavallo dei Tropici,
dove sono presenti i grandi
deserti caldi (in giallo).
I climi aridi freddi sono presenti
entro la grande massa
continentale asiatica, dove ci
sono i deserti freddi e le steppe.
12
Le temperature medie estive sono
di poco superiori ai 10 °C; le medie
invernali sono inferiori a 0 °C. Le
precipitazioni sono scarse.
In questi climi prevale la foresta di
conifere o taiga.
Climi freddi
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
Terra.blu con chimica © Zanichelli editore 2015
Sono i climi presenti alle
latitudini medio-alte, quasi
esclusivamente nell’emisfero
boreale, essendo legati alle
grandi masse continentali
dell’Asia e dell’America
settentrionale. Sono tipici
anche delle grandi catene
montuose.
13
Il paesaggio tipico è quello
dei ghiacci e, dove vi è
vegetazione, si trova la
tundra.Il suolo, a qualche
metro di profondità, resta
gelato tutto l’anno ed è
chiamato permafrost.
Climi polari
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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Nei climi polari la
temperatura del mese più
caldo non supera i 10 °C e
le precipitazioni sono
estremamente scarse. Sono
presenti nelle regioni artiche
e antartiche, alle alte
latitudini.
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La vegetazione spontanea è
costituita da vari tipi di alberi:
la foresta decidua (con le
foglie che cadono in inverno),
la foresta sempreverde o la
macchia mediterranea.
Climi temperati
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Nei climi temperati le
temperature del mese più
freddo sono comprese tra
-3°C e 18°C. Le
precipitazioni, dai 400 agli
800 mm/anno,
consentono lo sviluppo
dell’agricoltura.
15
Multiple Choice
Climi alle basse latitudini a cavallo dell'equatore, la T non scende mai sotto i 18°C, precipitazioni elevate, foresta equatoriale
temperati
aridi
caldi e umidi
polari
freddi
16
Multiple Choice
Climi caldi a cavallo dell'equatore e freddi in continente, precipitazioni scarse, vegetazione assente o bassa (savana, deserto, steppa)
temperati
aridi
caldi e umidi
polari
freddi
17
Multiple Choice
Climi a latitudini medio-alte o elevate altitudini, T estive inferiori a 10°C invernali sotto gli 0°C, precipitazioni scarse, foresta di conifere o taiga
temperati
aridi
caldi e umidi
polari
freddi
18
Multiple Choice
Climi a elevate latitudini, T mai superiori a 10°C invernali sotto gli 0°C, precipitazioni estremamente scarse, tundra
temperati
aridi
caldi e umidi
polari
freddi
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Multiple Choice
Climi a medie latitudini, T invernali tra -3°C e 18°C invernali sotto gli 0°C, precipitazioni medie, foresta decidua, sempreverde, macchia
temperati
aridi
caldi e umidi
polari
freddi
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Il clima
in Italia
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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La nostra penisola si trova a metà
strada tra l’Equatore e il Polo nord.
Per questa sua posizione
intermedia l’Italia rientra nel gruppo
dei climi temperati caratterizzati
dalla stagionalità, che non
conoscono né il perenne caldo
torrido tropicale né il gelo quasi
costante delleregioni polari.
Sono queste le condizioni in cui si
sono sviluppate le società
economicamente più avanzate,
favorite dal clima equilibrato, che
comprende sia il caldo sia il freddo.
La situazione climatica dell’Italia
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All’interno della fascia temperata, l’Italia presenta alcune differenze climatiche minori, soprattutto tra Settentrione e Meridione. Al nord la temperatura media è leggermente più bassa (estiva circa 20°C invernale circa 0°C) e precipitazioni distribuite tutto l'anno.
Si ha un clima più simile a quello dell’Europa continentale. L’arco alpino mantiene comunque le nostre regioni settentrionali al riparo dalle masse d’aria fredda provenienti dal Nord Europa.
La situazione climatica dell’Italia
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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Al centro e al sud invece è maggiore l’influenza mitigatrice del mare e di conseguenza il tempo è più mite, con minori sbalzi di temperatura sia stagionali sia giornalieri.
Le temperature annue sono fra 10°C e 25°C con inverno mite, mentre l’estate è molto calda e secca. Le precipitazioni sono scarse d'estate e concentrate in inverno.
La situazione climatica dell’Italia
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Drag and Drop
26
Drag and Drop
27
I venti dominanti sull’Italia sono i
venti occidentali, che che fanno
parte della circolazione generale
dell’atmosfera e provengono da
sud-ovest, portando aria umida e
calda.
Dopo essere passati sul Tirreno,
risalgono gli Appennini,
generando una elevata piovosità
sul versante tirrenico.
Ci sono anche venti locali come:
• il maestrale;
• la bora;
• il libeccio;
• lo scirocco.
I venti in Italia
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I cambiamenti climatici
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Negli ultimi 2 milioni di anni si sono verificate numerose oscillazioni
climatiche, con l’alternanza di lunghe ondate glaciali (glaciazioni), seguite
da fasi di clima più mite (periodi interglaciali).
Il clima del passato
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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●Fase calda medievale - indicativamente dall’800 al 1200, durante la quale i
Vichinghi colonizzarono la Groenlandia.
●Piccola età glaciale - tra il 1550 e il 1850 si sono avute in Europa temperature
medie più basse di quelle attuali, con fiumi e laghi che sono ghiacciati.
●Le 4 principali grandi glaciazioni - Günz (900-1200 ma), Mindel (300-455
ma), Riss (200-130 ma), Würm (110-12 ma).
31
Fattori astronomici esterni,
come i cambiamenti
nell’attività solare, incidono
sulla quantità di energia che
raggiunge il nostro pianeta.
Anche variazioni nella forma
dell’orbita terrestre, dovute
all’influenza gravitazionale del
Sole, della Luna e degli altri
pianeti, modificano la distanza
media Terra-Sole, con
ripercussioni sul clima.
Il clima del passato
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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Circa 75.000 anni fa, una
gigantesca eruzione del
supervulcano indonesiano Toba
portò una riduzione delle
temperature tale che numerosi
organismi furono prossimi
all’estinzione e, secondo alcuni
studiosi, anche la popolazione dei
nostri antenati subì un drastico calo
numerico.
Il clima del passato
Sul clima agiscono anche eventi geologici attribuibili alla dinamica
interna del nostro pianeta: gigantesche eruzioni vulcaniche proiettano
nell’atmosfera quantità enormi di gas, di ceneri e polveri in grado di
oscurare la luce solare. È probabile che le grandi eruzioni vulcaniche del
passato abbiano avuto effetti drammatici sul clima e sulla vita sulla Terra.
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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Il lago Toba è il risultato delle eruzioni del
supervulcano.
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Anche il sollevamento di catene montuose porta a cambiamenti nella
circolazione atmosferica. Circa 45 milioni di anni fa la migrazione verso
nord dell’India, un tempo unita all’Antartide, e la sua collisione con l’Asia
portò alla formazione della catena dell’Himalaya e dell’altopiano tibetano.
Il clima del passato
Si è creata così
una barriera che
ha alterato la
circolazione dei
venti e instaurato
il regime dei
monsoni e
condizionando il
clima di una
vasta regione.
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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Quale clima ci attende nei
prossimi secoli? Ai fattori naturali
che provocano fluttuazioni
climatiche si sono aggiunte in epoca
recente le attività umane.
L’uso di combustibili fossili ha
prodotto un sensibile aumento della
quantità di CO2 immessa in
atmosfera, amplificando il naturale
effetto serra.
In poco più di un secolo, la
concentrazione di CO2 nell’aria è
passata da 280 ppm nel 1890 a 412
ppm nel 2020 e continua ad
aumentare.
Il clima del futuro
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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Nel grafico dinamico viene evidenziata la correlazione tra l’aumento
della concentrazione di CO2 e quello della temperatura globale.
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La documentazione che consente di andare a ritroso nel tempo, e di
annotare l’allarmante aumento della CO2 atmosferica, è contenuta in un
archivio molto particolare: i ghiacci dell’Antartide in cui sono
imprigionate bollicine di gas atmosferici e polveri, che vengono analizzati.
Il clima del futuro
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Il riscaldamento del pianeta
dovuto all’effetto serra, è
definito riscaldamento globale o
global warming.
Il riscaldamento produrrebbe lo
scioglimento dei ghiacci polari
con sollevamento del livello dei
mari e la scomparsa di migliaia
di chilometri quadrati di aree
costiere, popolate da milioni di
persone.
Ecco come diventerebbe l'Italia
entro il 2100. Le stime parlano
di un aumento del livello dei
mari tra i 30 e i 90 cm.
Il clima del futuro
Gainotti, Modelli Incontro con le scienze della
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Le retroazioni nei cambiamenti climatici
La risposta del sistema climatico a una perturbazione mette in
gioco una serie di interazioni che possono accentuare la
perturbazione (retroazione positiva) o contrastarla (retroazione
negativa). Vediamone alcuni esempi.
1) Il riscaldamento atmosferico
provoca un aumento
dell’evaporazione. L’atmosfera
contiene dunque una quantità
maggiore di vapore acqueo che,
essendo un gas serra, produce un
ulteriore aumento della
temperatura (retroazione
positiva).
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Le retroazioni nei cambiamenti climatici
2) La maggiore umidità provoca
un aumento della copertura
nuvolosa bassa, che riflette le
radiazioni solari verso lo spazio
(effetto albedo), facendo a sua
volta diminuire la temperatura
(retroazione negativa).
1) Il riscaldamento
atmosferico provoca un
aumento
dell’evaporazione.
L’atmosfera contiene
dunque una quantità
maggiore di vapore acqueo
che, essendo un gas serra,
produce un ulteriore
aumento della temperatura
(retroazione positiva).
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Le retroazioni nei cambiamenti climatici
1) Il riscaldamento
atmosferico provoca un
aumento
dell’evaporazione.
L’atmosfera contiene
dunque una quantità
maggiore di vapore acqueo
che, essendo un gas serra,
produce un ulteriore
aumento della temperatura
(retroazione positiva).
3) In seguito al riscaldamento
atmosferico diminuiscono le
superfici coperte da neve e ghiacci
che riflettono le radiazioni solari; le
superfici scoperte, più scure, e gli
oceani assorbono energia
aumentando il riscaldamento
(retroazione positiva).
40
Le retroazioni nei cambiamenti climatici
4) Un aumento della CO2 favorisce la crescita di piante e alghe che la
utilizzano nella fotosintesi.
Come risultato, si
avrebbe un
ulteriore
assorbimento
della CO2
dell’aria, e una
concomitante
diminuzione
dell'effetto serra
(retroazione
negativa).
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Cambiamento della temperatura globale
Il tempo e il clima
UNITÀ B2
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