
IMPIANTI IDRICI
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Pietro Arcuri
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1
L’ORO BLU:
VIAGGIO TRA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE, EMOZIONI ED IMPIANTI IDRAULICI
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GLI UOMINI SONO COME GLI INGEGNERI. PER LORO IN TEORIA FUNZIONA TUTTO, IN PRATICA IL PRIMO IDRAULICO CHE PASSA SA FARE DI MEGLIO....
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Poll
IN BASE ALLE TUE CONOSCENZE, TI RITIENI IN GRADO DI PROGETTARE UN IMPIANTO IDRICO, TENENDO PRESENTE LE DISTANZE PREVISTE TRA I SANITARI, I MATERIALI PIU' IDONEI PER LE TUBAZIONI, I SIFONI, LE VALVOLE, LA DIFFERENZA TRA ACQUE NERE E ACQUE BIANCHE, ECC.?
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La distribuzione dell’acqua, nella maggior parte degli impianti idrici, si realizza tramite allacciamento a collettore. Ogni singolo punto di erogazione che termina con un rubinetto, è servito da un proprio tubo, posato sottotraccia, tramite unica soluzione senza giunzioni, partendo dal collettore.
Pertanto, nei casi in cui si rende necessario intervenire per eventuali riparazioni non è necessario procedere alla chiusura dell’intero impianto idrico.
A differenza dell’ormai superato allacciamento di tipo tradizionale (un tubo per l’acqua fredda e un tubo per l’acqua caldo partono dalla colonna e si allacciano a ogni sanitario) l’allacciamento a collettore prevede una cassetta di ispezione, in materiale plastico, da collocare quanto più possibile in posizione centrale rispetto all’ubicazione dei terminali.
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Multiple Choice
In un impianto con allacciamento a collettore nei casi in cui si rende necessario eseguire riparazioni, è necessario procedere alla chiusura dell'intero impianto
FALSO
VERO
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Per la posa in opera delle tubazioni è importante fare in modo che quelle verticali e quelle orizzontali siano allineate secondo il proprio asse, installandole in modo parallelo alle pareti, attribuendo la pendenza prevista dal progetto e disposte al di sotto di apparecchi elettrici o altri impianti in cui transiti corrente. Le tubazioni devono essere disposte nella struttura muraria o in intercapedini tenendo conto del numero di tubi da collocare e del loro diametro.
I tubi devono essere passare dentro manicotti, in acciaio zincato o in materia plastica, di diametro uguale alla tubazione. Nello spazio compreso tra tubo e manicotto si può inserire materiale isolante (lana di vetro o materiale sintetico).
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Nella posa in opera dei tubi bisogna rispettare i seguenti punti:
- la posa in opera dei tubi per il trasporto di acqua potabile deve essere eseguita rispettando 1 m di distanza da quelli utilizzati per il deflusso di altro genere, situandoli comunque ad un livello più alto di questi ultimi;
- i tubi per l’acqua fredda devono essere posati sempre al di sotto di quelli dell’acqua calda.
Per i collegamenti previsti, si deve provvedere a disporre, a valle delle valvole di intercettazione, gli allacci degli apparecchi igienici: queste valvole sono poste nello stesso locale in cui sono disposti questi apparecchi. Pertanto, le tubazioni sono collegate tramite flange o bocchettoni a 3 pezzi.
Anche i raccordi, realizzati con curve e pezzi speciali, devono essere disposti rispettando le pendenze e gli allineamenti previsti nel progetto.
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Multiple Choice
Per la posa in opera delle tubazioni è importante fare in modo che quelle verticali e quelle orizzontali siano allineate secondo il proprio asse, installandole in modo parallelo alle pareti, attribuendo la pendenza prevista dal progetto e disposte al di sotto di apparecchi elettrici o altri impianti in cui transiti corrente.
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Multiple Choice
Le tubazioni devono essere disposte nella struttura muraria o in intercapedini tenendo conto:
DELLA GRANDEZZA DELL'AMBIENTE
DEL MATERIALE A DISPOSIZIONE
DEL NUMERO DI TUBI DA COLLOCARE E DEL LORO DIAMETRO
DEL MATERIALE DEI TUBI DA COLLOCARE
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Open Ended
I tubi per l’acqua fredda devono essere posati sempre al di sotto di quelli:
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Fill in the Blanks
I TUBI DEVONO PASSARE DENTRO I:
AIUTO: M-------I
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Qualora si debba procedere ad un cambio di direzione, il raccordo deve essere posizionato senza incidere sulla velocità del fluido idraulico e senza rallentarne il transito. Relativamente alle tubazioni, devono essere sostenute in modo stabile e sicuro, mediante appositi sostegni che tengano conto del peso del materiale. A tal proposito, si ricorre a staffe e supporti apribili o a mensole solidali con le strutture portanti. Per la posa in opera di tubi in materia plastica e metallo, è opportuno considerare il coefficiente di dilatazione lineare.
In conclusione, la rete idrica deve rispettare tutta la normativa vigente relativamente a materiali adoperati, dimensionamento, igiene e sicurezza.
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La dilatazione lineare crea delle sollecitazioni meccaniche che, se non adeguatamente contenute, possono danneggiare l'impianto stesso. Le tubazioni in materiale sintetico hanno dilatazioni termiche superiori a quelle in materiale metallico, ma sviluppano sforzi meccanici significativamente inferiori.
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Nel caso di un filo di ferro, indicato con l0 la lunghezza iniziale e con l1 quella finale, si ottiene:
l1= l0+ variazione di allungamento (Δl).
dall’aumento di temperatura t subìto dal filo riscaldato, dalla lunghezza iniziale l0 e dal tipo di materiale di cui è costituito il filo
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Tale dipendenza è definita dal coefficiente di dilatazione lineare λ (lambda), che è uguale numericamente all’allungamento subìto da un filo metallico lungo 1 m quando la sua temperatura è aumentata di 1 °C. L’unità di misura di λ nel SI è il K-1, ma spesso si utilizza il °C-1.
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Poll
RISPETTO AL PRIMO SONDAGGIO, HAI ACQUISTO QUALCHE COMPETENZA O RITIENI DI ESSERE IN GRADO DI PROGETTARE UN IMPIANTO IDRICO SENZA ALCUN SUPPORTO?
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LA POSIZIONE IN CUI COLLOCARE LE TUBATURE DIPENDE DALL'AMBIENTE NEL QUALE SONO COLLOCATE LE DIVERSE APPARECCHIATURE. PERTANTO, E' FONDAMENTALE REALIZZARE UNO SCHEMA TOPOGRAFICO DELL'IMPIANTO IDRICO RICORRENDO AD UNA PIANTA IN SCALA 1:50 O 1:20 DELL'ABITAZIONE.
E' ANCHE IMPORTANTE REALIZZARE UN REPORT FOTOGRAFICO DELL'IMPIANTO PRIMA DELLA SUA COPERTURA SOTTO I MASSETTI DI CALPESTIO.
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Le norme nazionali, relativamente agli ambienti sanitari (bagni) non indicano superficie minima o massima di posa ma elencano esclusivamente gli apparecchi sanitari:
- a uso domestico (classici apparecchi presenti nei nostri bagni);
- a uso collettivo (comprensivi eventualmente di orinatoi, lavabi a canale, vasi alla turca e lavapiedi).
Soltanto le normative tecniche regionali stabiliscono le dotazioni minime dei servizi igienici (per sapere quanto deve misurare la superficie di un ambiente sanitario).
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Nelle abitazioni ad uso civile, mediamente i locali sanitari coprono il 7% della superficie totale abitabile.
Per l’edilizia non residenziale esistono normative specifiche che fissano la dotazione minima di apparecchi sanitari in funzione del tipo di utenza e del numero di presenze.
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Le normative di alcune Regioni prevedono 3 tipologie di ambienti sanitari:
- bagno normale dotato di 4 apparecchi (bidet, lavandino, vasca/doccia e wc);
- locale igienico dotato di 3 apparecchi (bidet, lavandino e wc)
- antibagno dotato solo di lavandino.
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Alcune Regioni prevedono per alloggi con superficie pari a 45 m2, con 2/3 posti letto, un bagno soltanto mentre quelli con 4 posti letto e superficie pari a 65 m2, prevedono oltre al bagno, l’antibagno. Trattandosi di normative regionali, questi parametri possono variare da regione a regione.
Generalmente, nelle abitazioni ad uso civile, quando vi è un solo bagno , questo è ubicato nella “zona notte”; quando ci sono 2 bagni, l’altro è localizzato nella “zona giorno”.
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Per rendere fruibile gli apparecchi sanitari e per consentire adeguata pulizia, sono previsti degli spazi minimi:
tra il fianco del vaso (wc) e un muro laterale: almeno 15 cm
tra vaso e bidet: 20 cm
tra il bidet e la doccia/vasca: 20 cm
tra il vaso e la doccia/vasca: 20 cm
tra il bidet e il lavabo: 10 cm
tra il vaso e il lavabo: 10 cm
tra due lavabi: 10 cm
tra il lavabo e la doccia/vasca: 5 cm
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Tutti gli apparecchi devono trovarsi a una distanza minima pari a 55 cm da una parete frontale o da altro sanitario posto anch’esso frontalmente
nel caso vi sia soltanto un vaso all’interno di un locale, questo deve avere almeno una larghezza di 80 cm e una lunghezza di 130 cm.
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Quali sono le caratteristiche fondamentali dei materiali che costituiscono gli apparecchi sanitari?
Robustezza meccanica
Durata
Assenza di difetti
Resistenza all’abrasione
Pulizia di tutte le parti
Resistenza alla corrosione
Adeguatezza alle prestazioni da fornire
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Multiple Select
QUALI SONO ALCUNE CARATTERISTICHE DEI MATERIALI CHE COSTITUISCONO GLI APPARECCHI SANITARI?
NON SONO PREVISTE CARATTERISTICHE FONDAMENTALI
DURATA
RESISTENZA ALL'ABRAZIONE
FLESSIBITA'
RESISTENZA ALLA CORROSIONE
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I materiali che garantiscono tali caratteristiche, superando così i test previsti dalla normativa, sono:
gres porcellanato;
porcellana vetrificata;
ghisa e acciaio porcellanato;
acciaio inossidabile;
metacrilato;
polietilene.
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Il materiale ceramico è costituito di miscele di materiali argillosi che, dopo essere stati modellati nella forma desiderata, sono smaltati a crudo e sottoposti a monocottura, in modo da ottenere una superficie brillante, non porosa e facile da pulire e igienizzare, due caratteristiche essenziali, queste ultime, tenendo conto della destinazione e dell’utilizzo specifico di tali manufatti.
34
Multiple Select
QUALI SONO ALCUNI MATERIALI CHE GARANTISCONO LE CARATTERISTICHE ESSENZIALI PREVISTE DALLA NORMATIVA?
VETRO
GRES PORCELLANATO
AMIANTO
ACCIAIO INOSSIDABILE
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Tra qualche anno avremo tutti filosofi e nessuno capace di aggiustare un rubinetto!
L’ORO BLU:
VIAGGIO TRA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE, EMOZIONI ED IMPIANTI IDRAULICI
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