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Medioevo 3C LETT

Medioevo 3C LETT

Assessment

Presentation

History

12th Grade

Practice Problem

Hard

Created by

Claudia Bertelli

FREE Resource

29 Slides • 0 Questions

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Il Medioevo

La nascita di una nuova civiltà

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Che cos’è il Medioevo(476-V sec. A.C. al X sec.)

Il termine significa “età di mezzo”, periodo tra l’età antica e l’inizio

dell’età moderna. 476-V sec. A.C. al XIV sec.D.C ,1492

L’alimentazione nel Medioevo

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Alto Medioevo(476-V sec. D.C. al X sec.)

E’ considerata età di barbarie e

ignoranza a causa della convinzione

della fine del mondo (anno 1000 -

Bibbia).

- Si abbandonò la vita intellettuale o

pratica per dedicarsi alla vita

ascetica e prepararsi al giudizio

universale.

Basso Medioevo (dal XI al XIV sec.D.C 1000-1492)

- L’alba dell’anno 1000 segnò la fioritura politica, sociale, artistica e

letteraria. Non ci sarebbe stato questo sviluppo senza questo periodo .

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Il risveglio economico nel Basso Medioevo

Dopo l’anno 1000 rifiorirono le città, ci fu un aumento della popolazione

grazie alle migliori condizioni di vita, lo sviluppo delle attività artigianali

e agricole.

Fu introdotta la rotazione triennale (il maggese era lasciato a riposo) con

prodotti che maturavano in primavera e autunno. Il mulino ad acqua fu

utilizzato per il frumento e le stoffe.

Ripresero gli scambi commerciali e venne reintrodotta la moneta al

posto del baratto (genovino a Genova, fiorino a Firenze, ducato a

Venezia).

Genovino

Fiorino

Ducato

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Una società più dinamica

Lo sviluppo economico favorì, in Italia, Fiandre (Belgio) e Paesi Bassi,

la nascita della borghesia che cominciò ad occuparsi

dell’amministrazione delle città al posto del signore feudale.

Nasce il Comune la cui popolazione era formata da:

nobili e piccoli feudatarifuggiti dal controllo dei grandi feudatari;

il popolo grasso (mercanti, banchieri, notai, grandi

artigiani–borghesi);

ilpopolo minuto, piccola borghesia;

la plebe, operai salariati e servitori.

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Mercanti e banchieri. Le rivolte sociali pag.6

I mercanti si spostavano per le fiere con ingenti somme di denaro

talvolta preda dei briganti. Nacquero così i banchi (banche) dove

depositare il denaro e la lettera di cambio da consegnare agli uffici di

destinazione per ottenere la cifra depositata.

Nasce la professione del banchiere che insieme ai mercanti erano i

nuovi ricchi, non per titolo o possesso di terra.

I poveri erano il 20% a causa di

epidemie, carestie, guerre. Per le loro

condizioni precarie si scatenarono

violente rivolte che portarono al

progressivo sgretolamento dei comuni e

l’affermazione delle signorie e principati.

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Alla dimensione religiosa si integrarono i riti del paganesimo antico
come le usanze magiche e religiose.

La vita umana fu intesa come un “viaggio” verso Dio.

La vita ultraterrena era:

-un premio di un’esistenza di fede, beatitudine,

- o castigo per i peccati commessi.

L’idea di un purgatorio subentrò dal XIII secolo.

Nascono nuovi ordini religiosi e
movimenti penitenziali per la
purificazione dai peccati;
si sviluppa la tradizione dei
pellegrinaggi verso luoghi ritenuti
“santi”, tra cui Gerusalemme e Roma.
(Giubileo Bonifacio VIII)

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LE DUE CITTÀ

Dopo il saccheggio di Roma compiuto dai

Vandali nel 410 d.C., molti accusano Dio di

non aver impedito la distruzione di

Roma. Sant’Agostino risponde Nel De

civitate Dei (“La Città di Dio”) :
è inutile disperarsi per la sorte terrena di Roma, poiché nel mondo

creato da Dio esistono due città, la città terrena e la città celeste.

In ogni individuo le due città (umano e divino) interagiscono, come

opposizione tra:

volontà umana, che tende alla felicità immediata, e

volontà divina, che si rivela attraverso la Grazia.

Solo nel Giudizio universale siriconosceranno i giusti che faranno

parte della città celeste e i malvagi che apparterranno all’altra realtà.

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L’AUCTORITAS

E’ la fiducia incondizionata nei

confronti di un autore o di un’opera.

Inizialmente, le auctoritates

ammesse erano:

le sacre scritture;

opere dei padri della Chiesa(Sant’Atanasio, San Basilio,

Sant’Agostino, San Girolamo, San Gregorio Magno).

Se il significato letterale della scrittura sembrava in contrasto con i
precetti della religione cattolica si rimandava ad un significato
nascosto del testo biblico da interpretare tramite la lettura simbolica
e allegorica.

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L’AUCTORITAS

In seguito, il concetto di auctoritas fu esteso

anche ai grandi classici latini (Cicerone, Virgilio,

Orazio, Seneca) e, a partire dal XII secolo, al

filosofo greco Aristotele.

Egli fu considerato, almeno fino al ‘600,

l’auctoritas per eccellenza, da citare anche

soltanto con la formula ipse dixit (“l’ha detto

lui”), grazie alla diffusione del suo pensiero

promossa dalla filosofia scolastica.

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SIMBOLISMO MEDIOEVALE

E’ diffusa la convinzione che la vera vita

cominci dopo la morte e che tutto ciò
che ciò che percepiamo è soltanto
un’immagine limitata della perfezione del
mondo ultraterreno.
Su ciò si fonda il concetto di simbologia.
Tutto il creato appare come una manifestazione della volontà divina e
anche la natura presenta dei significati nascosti.
I minerali, le piante, gli animali
sono studiati in apposite raccolte

Lapidari, Erbari e Bestiari – espressione

della grandiosità del creato, in cui
i colori, le proprietà curative, le
caratteristiche fisiche diventano
simboli di determinati vizi o virtù.

La rosa dà il miele alle api.

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SIMBOLISMO MEDIOEVALE

I numeri assumono un significato simbolico-teologico:

il tre è il numero perfetto in quanto espressione della Trinità,
l’uno è assoluto e sacro perché unico come Dio.

La grammatica risponde a logiche simboliche, perché “i nomi sono segni

che comunicano la vera essenza delle cose”.

I gesti hanno un forte significato
simbolico, da quelli liturgici, come il
segno della croce, a quelli politici e
sociali:
basti pensare a tutta la simbologia della
cerimonia dell’investitura.

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L’ALLEGORIA

L’allegoria medievale richiama i significati morali e religiosi della

Bibbia che ha una duplice lettura: una letterale e una allegorico,

nascosto, interpretabile.

Per esempio, la fuga degli Ebrei dall’Egitto e la loro uscita dalla

schiavitù può significare, oltre all’episodio storico in sé

(significato letterale), anche la

liberazione dell’umanità dal

peccato originale (significato

allegorico) riportata da Dante

nel Convivio e, soprattutto,

nell’Epistola a Cangrande

(Polisemia).

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LA CHIESA CENTRO DELLA VITA CULTURALE

Le invasioni barbariche provocarono la

disgregazione di Roma.

Nei primi secoli del Medioevo, la Chiesa si

promotrice di un limitato sistema di

istruzione. Dal VII secolo invece, sotto l’impulso di

Benedetto da Norcia (490-560), fiorirono in tutta l’Europa i

monasteri benedettini che divennero luoghi di conservazione delle

opere letterarie dell’età antica e centri di elaborazione di una nuova

cultura cristiana, dove il pensiero dei filosofi, come Platone e

Aristotele, veniva reinterpretato in chiave cristiana.

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Nei loro laboratori (scriptoria) i benedettini iniziarono un’imponente

opera di trascrizione a mano (da qui il termine “amanuensi”) di testi

sacri, delle opere dei Padri della Chiesa e delle opere della cultura

classica.

Un’operazione analoga fu svolta anche dagli studiosi arabi, che

trascrissero molti testi dei filosofi greci.

I libri, sia per l’elevato costo della pergamena, sia per la difficoltà di

riprodurli, erano considerati preziosi e scarsamente usati anche nelle

scuole, dove prevaleva l’insegnamento orale.

L’istruzionepopolare si basava sulle

prediche in lingua volgare e i cicli

pittorici o scultorei sulle storie della

Bibbia e le vite dei Santi che ornavano le

chiese (“Bibbie dei poveri”).

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LA NASCITA DELLE PRIME SCUOLE

Sorsero le prime scuole per l’istruzione dei monaci e scuole di teologia.

Nelle residenze dei vescovi sorsero le “SCUOLE EPISCOPALI”per i

sacerdoti e i figli di nobili o ricchi borghesi.

Nel IX secolo Carlo Magno, pur semianalfabeta, creò una scuola formata

da storici, filosofi, grammatici provenienti da tutta Europa: la SCUOLA

PALATINA (presso il palatium, il palazzo imperiale di

Aquisgrana-Germania), diretta dal monaco

inglese

Alcuino di York.

Ciò favorì la “rinascita carolingia”

che però fu di breve durata, a

causa di guerre e instabilità politica.

Cattedrale di Aquisgrana

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Dal latino alle lingue volgari pag.10

Roma aveva imposto a tutti i popoli conquistati le leggi e la lingua

latina.

Durante il declino dell’Impero romano, si distinguono due tipi di latino:

- la lingua colta degli eruditi e dei sapienti (sermo doctus),

- la lingua parlata quotidianamente dal popolo (sermo vulgaris)

perché usata dal vulgus, (dal latino: popolo).

In Europa il sermo vulgaris rimase come base

comune, ma i diversi popoli “barbari” lo

elaborarono in “volgare” che divenne una

lingua nuova.

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Dal latino alle lingue volgari

In Europa si distinsero dueceppi linguistici:

- quello SETTENTRIONALE, in cui prevalsero le caratteristiche
germaniche dando origine alle lingue ANGLOSASSONI (tedesco,
svedese, danese e norvegese);

- quello MERIDIONALE, in cui emergono i segni della romanità e da cui
presero avvio le LINGUE

NEOLATINE O ROMANZE

(italiano, francese, spagno-

lo, portoghese, rumeno).

Il latino rimase ancora per

molto tempo la lingua della

cultura e della Chiesa e del

diritto.

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LA PRIMA DIFFUSIONE DEL VOLGARE

Il volgare si affermò prima nella lingua parlata e poi in quella scritta.

La prima testimonianza del volgare nei documenti scritti risale in Italia al

secolo X (Indovinello veronese VIII-IX sec. Placido capuano 960).

In Francia già prima della metà del IX secolo erano presenti

testimonianze circa l’uso del volgare scritto: con il Giuramenti di

Strasburgo (842) due figli di Ludovico il Pio, Ludovico il Germanico e

Carlo il Calvo davanti ai loro eserciti, si giurarono

fedeltàcontroLotario, l’altro loro fratello,

erede del titolo imperiale:

perché il giuramento fosse comprensibile

ai soldati, il primo utilizzò il volgare

tedesco, il secondo il volgarefrancese.

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Indovinello veronese VIII-IX sec.pag.10

Conservata nella biblioteca Capitolare di Verona. Il testo di base latina
presenta elementi volgari. Descrive il lavoro di un aratore, ma in
realtà si riferisce ad uno scrivano: “spingeva avanti i buoi (le dita della
mano), arava i prati bianchi (le pagine dei libri), teneva un aratro
bianco (la penna d’oca) e seminava un seme nero” (l’inchiostro).

“spingeva avanti i buoi (le dita della mano),
arava i prati bianchi (le pagine dei libri),
teneva un aratro bianco (la penna d’oca)
e seminava un seme nero “(l’inchiostro).

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Placito capuano(960)pag.10

Considerato il più antico esempio di volgare italiano anche nella struttura

sintattica. E’ la sentenza di una controversia, in favore del monastero, sul

possesso di alcuni terreni tra l’abate di Montecassino e un nobile emessa a

Capua. Si basa sul giuramento in volgare di tre testimoni procurati dall’abate che

confermano, dopo trent’anni, il possesso delle terre da parte del monastero

(usucapione).

La formula del

giuramento è scritta in

volgare perché fosse

comprensibile ai

testimoni , provenienti

dal contado, che

dovevano pronunciarla.

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LAICIZZAZIONE DELLA CULTURA pag.12

Con la nascita del comune e l’emergente ceto borghese, aumentano il

bisogno d’istruzione. Nel XII secolo, accanto alle scuole gestite dagli

ecclesiastici, sorsero scuolelaiche aperte a tutti, anche se costose.

Materia di insegnamento erano le ARTI LIBERALI (riservate a chi era

libero da attività manuali):

TRIVIO” di carattere letterario (grammatica, retorica, dialettica),

QUADRIVIO” di carattere scientifico (aritmetica, geometria,

astronomia, musica), preparazione di base l’università.

Nel secolo XIII si diffuse anche lo studio delle arti meccaniche, tra cui

l’architettura e la pittura, ritenute infe-

riori perché erano svolte a scopo di lucro

(le arti liberali, che erano invece praticate

per puro amore della sapienza).

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LE UNIVERSITA’

Erano associazioni private di docenti e studenti (universitas, significa

totalità”). Gli insegnanti inizialmente erano chierici e si utilizzava il

latino. La Chiesa imponeva una struttura gerarchica del sapere con al

vertice la teologia.

Successivamente l’università fu più autonoma in risposta alle

esigenze di elevazione culturale delle emergenti classi borghesi.

Prevedeva solo quattro facoltà:

arti (arti liberali, con particolare

attenzione alla dialettica), medicina,

teologia e diritto (canonico e civile).

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LE UNIVERSITA’

Gli STUDENTI erano giovani di famiglie facoltose o chierici che si

spostavano da una città all’altra per seguire le lezioni dei maestri più

famosi (i cosiddetti chiericivaganti o goliardi).

Talvolta provenienti dai ceti più poveri aspiravano a un’ascesa sociale

grazie alle loro produzioni in latino.

Le università più antiche erano Bologna (1088 e famosa per gli studi

giuridici), Salerno (per gli studi di

medicina, potenziata da Federico II),

Oxford in Inghileterra e Parigi dove si

affermò la filosofia

scolastica

(scienza/teologia).

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NUOVA CONCEZIONE DEL TEMPO

Con la laicizzazione della cultura si affermò una nuova concezione del

tempo, non più scandito dai ritmi della natura e delle attività

agricole, ma scientificamente misurabile.

Comparvero i primi orologi meccanici sulle torri delle chiese e dei

comuni (secolo XIV), segno di una concezione sociale del tempo,

legata al ritmo delle attività cittadine agli affari.

Il “tempo del mercante”, fondato sul calcolo delle ore di lavoro, si

identificò con il denaro.

Vengono introdotti:

l’abaco, per i calcoli più complessi e

i numeri arabi, più rapidi rispetto ai numeri

romani.

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NUOVA CONCEZIONE DELLO SPAZIO

Anche il concetto di spazio cambiò grazie alle spedizioni commerciali

su scala sempre più ampia.

L’Occidente si aprì a realtà nuove che trovarono la più alta

espressione letteraria nel Milione di Marco Polo (1254-1324), il libro

in cui il mercante veneziano descrisse il suo viaggio in Cina.

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non fare

L’INTELLETTUALE NELL’ETA’ COMUNALE
Si afferma l’intellettuale civile, impegnato nelle vicende politiche,

maestro di valori civili e etici, strumento di propaganda e formazione del

pubblico. Esempio:

Cronica del fiorentino Dino Compagnicon l’intento di “scrivere il vero

delle cose certe”;

il Novellino, anonimo, raccolta di novelle che si rivolge a «coloro che non

sanno e chiederanno di sapere»;

il Conviviodantesco.

Con il sorgere delle signorie, si afferma l’intellettualecortigiano

(talvolta anche consigliere politico e ambasciatore - Dante e Petrarca),

stipendiato dai signori in cambio del compito di esaltare e glorificare le

imprese del proprio mecenate attraverso la sua opera.

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non fare

LA NUOVA CONCEZIONE DELL’UOMO
Duns Scoto distinse tra filosofia e teologia che

devono essere due discipline separate;

Guglielmo da Ockham sostenne

l’impossibilità di pieno accordo tra dogmi

cristiani e ragione.

In base all’empirismo sostiene che la fede, che

va oltre i limiti della ragione, non può essere

compresa dall’uomo.

L’uomo non è più passivo davanti all’autorità

dei testi sacri, ma attivo e con la ragione può

raggiungere verità assolute (non in contrasto

con quelle di fede)

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GRAZIE PER L’ATTENZIONE

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Il Medioevo

La nascita di una nuova civiltà

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