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Lezione senza titolo

Lezione senza titolo

Assessment

Presentation

History

8th Grade

Practice Problem

Hard

Created by

Mariassunta Telesca

FREE Resource

23 Slides • 0 Questions

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La Rivoluzione
francese

appunti di sintesi

prof.ssa Chiara Rossi

presentazione grafica

prof.ssa Elisabetta Sangalli

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Situazione politica pre-rivoluzionaria

Dai tempi di Luigi XIV, il Re Sole, il potere del re francese è assoluto, cioè non vincolato
da leggi e limiti costituzionali.
Per garantirsi il consenso il re elargisce benefici e privilegi, tuttavia tali benefici
rappresentano per il re un’arma a doppio taglio, poiché spesso impediscono al sovrano
di attuare delle riforme, soprattutto in ambito economico e fiscale.

1. La crisi dell’Ancien régime

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Situazione finanziaria pre-rivoluzionaria


Dalla seconda metà del Settecento la Francia si trova a dover affrontare una grave
crisi finanziaria, a causa delle spese militari e amministrative aggravate da quelle
necessarie a mantenere lo sfarzo della vita di corte.


La pressione fiscale, che grava unicamente sul terzo stato, non può essere
ulteriormente accresciuta unico modo per risanare il deficit è sottoporre a
tassazione clero e nobiltà, ma le proposte avanzate in tal senso (per es. dai
ministri Turgot e Necker) incontrano l’opposizione dei due ordini.

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Situazione sociale pre-rivoluzionaria

La situazione sociale è caratterizzata dalla disuguaglianza tipica dell’Ancien
regime: a seconda dell’ordine di appartenenza e del ruolo svolto nella società
si gode di alcuni diritti (privilegi) o si è soggetti a determinati obblighi.

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Situazione economica pre-rivoluzionaria

Nella Francia del Settecento circa l’80% della popolazione è impegnato nella

coltivazione della terra. L’economia è dunque prevalentemente agricola e
ancora non si è avviata una rivoluzione industriale.

I contadini sono sottoposti ad una pesante tassazione e sono ancora in vigore

numerosi obblighi di natura feudale, come l’obbligo di fornire giornate di
lavoro gratuito (corvées)

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Origine della Rivoluzione francese

All’origine della rivoluzione francese troviamo il malcontento per la situazione socio-
economica, per il dissesto finanziario e per il rigido assolutismo politico.
Ad esso si aggiungono:

la diffusione delle idee illuministiche di libertà e uguaglianza;

l’esempio della Rivoluzione americana;

l’impopolarità della famiglia reale, in particolare della regina Maria Antonietta.

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La convocazione degli Stati Generali

Di fronte alla difficile situazione finanziaria il re Luigi XVI decide di introdurre un’imposta fondiaria

che colpisca anche il clero e la nobiltà

Il Parlamento di Parigi si rifiuta di ratificare un simile provvedimento, sostenendo che è necessario

convocare gli Stati Generali per l’approvazione

Il re in un primo momento reagisce sciogliendo il Parlamento, successivamente – di fronte alla

mobilitazione dell’opinione pubblica – accetta di convocare gli Stati Generali.

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Operazioni che precedono l’inizio
dei lavori:

eleggere i delegati che dovranno partecipare agli Stati Generali come rappresentanti dei tre ordini

stabilire i criteri di rappresentanza quanti delegati per ciascun ordine?

stabilire le procedure di voto: per ordine (come da tradizione) o per testa?

compilare e raccogliere i CAHIERS DE DOLEANCES

Questi quaderni avrebbero dovuto dare indicazioni per riformare l’amministrazione statale. In realtà
diventano lo strumento per portare avanti una serie di richieste e rivendicazioni che giungono a mettere
in dubbio i pilastri stessi dell’Ancien régime e dell’assolutismo (costituzione, abolizione dei privilegi,
uguaglianza, libertà…)

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La rivoluzione parlamentare

Il lavori degli Stati Generali iniziano il 5 maggio 1789 presso la reggia di Versailles in un clima
teso:

il re non si mostra disponibile ad accogliere neppure le richieste moderate contenute nei
cahiers de doleances;

la questione relativa alla modalità di voto rimane irrisolta;

i rappresentanti del terzo stato toccano con mano lo sfarzo e il lusso in cui si vive a corte.

2. La caduta dell’Ancien régime

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Ciò determina una situazione di stallo tale per cui il 17 giugno 1789 i rappresentanti del terzo stato

compiono un primo atto rivoluzionario: si autoproclamano ASSEMBLEA NAZIONALE, espressione della

volontà nazionale, con l’incarico di redigere una nuova Costituzione.

Luigi XVI fa chiudere la sala che fino a quel momento aveva ospitato i lavori, con lo scopo di impedire le

riunioni.

I rappresentanti del terzo stato occupano la cosiddetta sala della Pallacorda e giurano di non sciogliere
l’assemblea fino a quando non sarà pronta la nuova costituzione GIURAMENTO DELLA PALLACORDA.

Temendo lo scoppio di una rivolta popolare il re ordina agli altri deputati di partecipare ai lavori

dell’assemblea, che diventa ufficialmente ASSEMBLEA COSTITUENTE

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La rivoluzione dei sanculotti

La situazione diventa ancora più tesa a causa dei pessimi raccolti di quell’anno, tanto che la crisi, oltre che
politica, diventa anche economica. La situazione è particolarmente difficile a Parigi, dove si diffonde l’idea che
Luigi XVI voglia organizzare una repressione armata contro l’Assemblea Costituente.

Il 14 luglio 1789 la popolazione parigina reagisce a questa ipotesi assaltando la Bastiglia, carcere politico della
città e simbolo degli abusi dell’assolutismo. In questo modo la rivolta popolare cittadina e quella
parlamentare confluiscono in un’unica rivoluzione.

A Parigi gli insorti prendono il controllo della città e organizzano una milizia volontaria, chiamata GUARDIA
NAZIONALE (guidata da La Fayette).

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La rivoluzione dei contadini

Quando la notizia della presa della Bastiglia giunge nelle campagne, anche i contadini – esasperati
dalla carestia – decidono di ribellarsi contro il potere esercitato per secoli dai nobili.

Si diffonde l’idea che i nobili avrebbero fatto di tutto per evitare qualsiasi riforma, per questo i
contadini sono colti da un’ondata di panico collettivo: «GRANDE PAURA», che li spinge a assaltare
e distruggere i castelli e gli archivi dei nobili.

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Conseguenze

Per evitare che la situazione degeneri, l’Assemblea Costituente approva l’abolizione dei diritti feudali, dietro

riscatto e dei privilegi fiscali.

L’abolizione dei privilegi apre la strada al riconoscimento dell’uguaglianza giuridica dei cittadini tale principio

confluirà nella DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO, che sarà approvata il 26 agosto 1789.

Il 5 ottobre un corteo di donne, scortate dalla Guardia Nazionale, si reca a Versailles per chiedere a Luigi XVI:

1. di garantire il rifornimento di cibo al popolo;

2. di firmare l’abolizione dei privilegi e la Dichiarazione dei diritti;

3. di trasferirsi da Versailles al palazzo delle Tuileries a Parigi.

Successivamente l’Assemblea stabilirà la requisizione dei beni del clero e l’approvazione della Costituzione civile

del clero spaccatura preti refrattari/costituzionali.

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La Costituzione del 1791

Dopo la presa della Bastiglia numerosi nobili cercano di emigrare all’estero; anche Luigi XVI tenta di varcare i
confini, ma viene scoperto a Varennes e ricondotto a Parigi.

Questo fatto mina la credibilità del sovrano

Il CLUB più importante, quello giacobino guidato da Robespierre, si muove verso una soluzione antimonarchica e

repubblicana dai Giacobini si staccano i Foglianti di Lafayette, sostenitori di una monarchia costituzionale.

Il gruppo più radicale è quello dei Cordiglieri di Danton e Marat.

L’Assemblea Costituente è per lo più costituita da moderati indipendenti, non schierati né con la destra dei

Foglianti né con la sinistra dei Giacobini. I Giacobini sono in minoranza rispetto ai Foglianti. Tale schieramento
determina i caratteri della costituzione

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La Costituzione del 1791 stabilisce che:

la Francia è una MONARCHIA COSTITUZIONALE (Luigi XVI è re dei Francesi per

volere della nazione, non più re di Francia per volere divino);

i poteri devono essere separati;
il suffragio è censitario;
il compito di dichiarare guerra spetta all’Assemblea, non più al re.

Una volta approvata la Costituzione, l’Assemblea costituente lascia il posto all’Assemblea
legislativa.

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Svolta radicale del fenomeno rivoluzionario

Dal 1792 in poi si assiste a una svolta radicale del fenomeno rivoluzionario dovuta a due
fattori:

la crescita delle rivolte sociali;

il timore che i nobili emigrati cerchino l’appoggio dei governi stranieri per sopprimere la

rivoluzione.

Il re e la maggioranza dell’Assemblea sono favorevoli alla guerra, solo i Giacobini ritengono
che la Francia non sia in grado di affrontare gli eserciti di potenze come la Prussia e l’Austria.

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La caduta della monarchia

La Francia dichiara guerra all’Austria e alla Prussia. Nelle prime battaglia la Francia subisce grandi sconfitte.
I sanculotti per protesta invadono le Tuileries e chiedono:

la deposizione del re,

la convocazione di una CONVENZIONE per formulare una nuova costituzione

Il duca di Brunswick, comandante dell’esercito austro-prussiano, annuncia di colpire Parigi qualora venga fatto del

male al re.

Questa minaccia spinge nuovamente la folla all’insurrezione:

un Comune rivoluzionario assume il controllo di Parigi,
il re viene imprigionato con la sua famiglia,
vengono indette le elezioni per formare la Convenzione,
i sanculotti assaltano le prigioni.

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La Convenzione (1792-1793)

20 settembre 1792

Iniziano i lavori della Convenzione (l’assemblea è formata a destra dai moderati Girondini, a sinistra dai più radicali
Montagnardi – Giacobini e Cordiglieri – e al centro dalla cosiddetta Palude, formata da coloro i quali non avevano un
preciso orientamento politico.

L’esercito francese ottiene una prima vittoria a Valmy La vittoria di Valmy porta nuova energia al fronte dei
rivoluzionari

21 settembre: Abolizione della monarchia e proclamazione della repubblica

Processo e condanna di Luigi XVI

Si diffonde la teoria della «esportazione della rivoluzione», per «liberare» altri paesi dall’assolutismo
monarchico.

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L’affermazione dei Giacobini

La Convenzione si trova a dover affrontare diversi problemi:

di fronte all’ «esportazione della rivoluzione» molti intellettuali europei ritirano il loro appoggio ai rivoluzionari;

si costituisce la prima coalizione anti-francese (guidata dall’Inghilterra);

la crisi economica peggiora

nella VANDEA si sviluppa un vasto movimento di rivolta (vera e propria guerra civile che durerà anni).

I Girondini al governo non riescono a gestire la situazione di crisi giugno 1793

NELLA CONVENZIONE SI AFFERMANO I GIACOBINI

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La Costituzione del 1793

Nel giugno del 1793 la Convenzione approva la nuova Costituzione rispetto a quella del 1791 la nuova
Costituzione:

non prevede una monarchia costituzionale, ma una REPUBBLICA;

non prevede un suffragio censitario, ma un suffragio universale;

prevede di affidare il potere legislativo a una assemblea eletta dai cittadini.

Questa Costituzione non entrerà in vigore; si costituirà infatti un COMITATO DI SALUTE PUBBLICA, dotato di
pieni poteri, per far fronte alla situazione di crisi.

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Il Terrore

Le misure repressive adottate da Robespierre e dal Comitato di Salute Pubblica
danno il via al periodo del TERRORE:

si approva la legge sui sospetti;

si ottengono delle vittorie militari (Valmy) che scongiurano il pericolo di una

invasione straniera;

si avvia una sistematica politica di scristianizzazione nuovo calendario… non

condivisa da tutti i rivoluzionari.

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Il colpo di Stato del 9 termidoro
il governo del Direttorio

Le misure repressive di Robespierre non sono appoggiate né dagli arrabbiati né dagli indulgenti Robespierre reagisce
inasprendo ulteriormente la sua politica (GRAN TERRORE)

Alcuni membri della Convenzione e del Comitato di Salute Pubblica organizzano un colpo di Stato.

Il 9 TERMINDORO Robespierre viene ghigliottinato FASE TERMIDORIANA della Rivoluzione.

Essa rappresenta la reazione della borghesia al governo giacobino, in questo periodo:

si attuano provvedimenti economici, come la liberalizzazione del mercato, in accordo con gli interessi della classe
mercantile;

nasce il fenomeno della cosiddetta GIOVENTÙ DORATA (moscardini) contro Giacobini e preti costiuzionali;

l’esercito riesce a ottenere diverse vittorie militari che consentono alla Francia di invadere Belgio, Olanda e Renania.

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La Costituzione dell’anno III – 1795

Nel 1795 la Convenzione approva una nuova Costituzione; in essa:

si ristabilisce il suffragio censitario;

si stabilisce di affidare il potere legislativo a un sistema bicamerale;

si stabilisce di affidare il potere esecutivo a un DIRETTORIO composta da cinque componenti, uno dei quali

doveva essere sostituito ogni anno.

Il governo del Direttorio è minacciato da destra e da sinistra, come dimostra la fallita congiura degli Eguali
organizzata da Babeuf.

Per rafforzare il proprio prestigio il Direttorio decide di organizzare una spedizione militare ai danni dell’Austria,
attaccandola dalla Renania e dall’Italia la Campagna d’Italia viene affidata al giovane generale Napoleone
Bonaparte.

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La Rivoluzione
francese

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