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Madrigale_2025

Madrigale_2025

Assessment

Presentation

Other

University

Practice Problem

Hard

Created by

Gioele Marozzi

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FREE Resource

13 Slides • 5 Questions

1

​Il madrigale

Gioele Marozzi

2

Qualche cenno storico

Un nome, due fattispecie

La tradizione attesta due diverse esecuzioni di madrigali, una più antica e più strutturata, definita trecentesca; una successiva e meno strutturata, definita cinquecentesca.

3

Qualche cenno storico

Etimologia

Non c'è accordo sull'etimologia della parola madrigale. Una suggestione ormai abbandonata suggeriva una derivazione da mandrialis (il riferimento andrebbe al contenuto pastorale o naturalistico del genere madrigalesco). Più probabile sembrerebbe la derivazione da matricalis (il riferimento andrebbe all’adozione della lingua materna - il volgare - per questo tipo di componimenti).

4

Qualche cenno storico

Caratteristiche condivise

In entrambe le esecuzioni, il madrigale è attestato quale forma breve, pensata esplicitamente per l'accompagnamento musicale (perlopiù in ambito profano).

5

Struttura

Madrigale trecentesco

Nell'esecuzione trecentesca, il madrigale è composto da alcune terzine (tendenzialmente da 2 a 5, riconoscibili dall'ordine rimico) seguite da un distico, da una coppia di distici o da un verso isolato.

I versi possono essere vari:

- tutti endecasillabi (forma canonica);

- endecasillabi e settenari (in rapporto variabile).

6

Multiple Choice

Quale delle seguenti affermazioni sul madrigale trecentesco è FALSA?

1

È sempre composto da endecasillabi e settenari

2

È composto da almeno una terzina (spesso da 2 a 5)

3

È una forma metrica particolarmente vicina alla musica

7

​Francesco Petrarca, RVF, 106

Nova angeletta sovra l’ale accorta A

scese dal cielo in su la fresca riva, B

là ond’io passava sol per mio destino. C

Poi che senza compagna et senza scorta A

mi vide, un laccio che di seta ordiva B

tese fra l’erba, ond’è verde il camino. C

Allor fui preso, et non mi spiacque poi, D

sì dolce lume uscia degli occhi suoi. D

8

​Francesco Petrarca, RVF, 106

Nova angeletta sovra l’ale accorta

scese dal cielo in su la fresca riva,

là ond’io passava sol per mio destino.

Poi che senza compagna et senza scorta

mi vide, un laccio che di seta ordiva

tese fra l’erba, ond’è verde il camino.

Allor fui preso, et non mi spiacque poi,

sì dolce lume uscia degli occhi suoi.

Una nuova angioletta, prudente nel volo, scese dal cielo sulla fresca sponda in cui io passeggiavo da solo com'era stabilito dal mio destino. Poiché mi vide senza compagnia né guida, tese un laccio di seta da lei filato tra l'erba che rende verde il luogo. In quell'istante fui catturato (da Amore) e non me ne pentii, (perché) dai cuoi occhi usciva una luce molto dolce.

9

Fill in the Blanks

10

​Francesco Petrarca, RVF, 106

v.1 «Nova... accorta»: perifrasi per Laura;

v.3 «sol»: aggettivo (cfr. v.4) e non avverbio;

v.5: è il laccio d'amore;

v.8 «dolce lume»: polisemia (luce, sguardo).

11

Open Ended

Quale topos si riconosce in questo madrigale?

12

Struttura

Madrigale cinquecentesco

Nell'esecuzione cinquecentesca, il madrigale assume una maggiore libertà strutturale, tanto che si parla di madrigale senza schema. La struttura si configura, di fatto, come libera successione di endecasillabi e settenari (tendendialmente al massimo 15) con schemi di rime variabili (e rari versi irrelati, spesso non più di uno).

13

​Torquato Tasso, Ecco mormorar l’onde

Ecco mormorar l’onde a

e tremolar le fronde a

e l’aura mattutina e gli arboscelli, B

e sopra i verdi rami i vaghi augelli B

cantar soavemente c

e rider l’orïente; c

Ecco già l’alba appare d

e si specchia nel mare, d

e rasserena il cielo e

e le campagne imperla il dolce gelo, E

e gli alti monti indora. f

O bella e vaga Aurora, f

l’aura è tua messaggera, e tu de l’aura G

ch’ogni arso cuor ristaura. g

14

Multiple Choice

Stilisticamente, nel madrigale, prevale:

1

La paratassi

2

L'ipotassi

3

La sintassi

4

La cronotassi

15

​Torquato Tasso, Ecco mormorar l’onde

Ecco mormorar l’onde

e tremolar le fronde

e l’aura mattutina e gli arboscelli,

e sopra i verdi rami i vaghi augelli

cantar soavemente

e rider l’orïente;

Ecco (che) alla brezza del mattino le onde producono un suono lieve e i rami e i piccoli alberi frusciano, ed (ecco che) i soavi uccellini cantano piacevolmente tra i rami verdeggianti e il cielo risplende luminoso a oriente;

16

​Torquato Tasso, Ecco mormorar l’onde

Ecco già l’alba appare

e si specchia nel mare,

e rasserena il cielo

e le campagne imperla il dolce gelo,

e gli alti monti indora.

O bella e vaga Aurora,

l’aura è tua messaggera, e tu de l’aura

ch’ogni arso cuor ristaura.

Ecco (che) ormai appare l’alba e si riflette nel mare, e rende sereno il cielo, e il dolce freddo abbellisce le campagne, e colora d’oro le alte

montagne. O bella e dolce Aurora, la brezza è tua messaggera e tu lo sei della brezza che rinfranca ogni animo bruciato (da amore).

17

Multiple Choice

Che figura retorica si può riconoscere in «bella e vaga» (v.12)?

1

Accumulazione

2

Ossimoro

3

Dittologia

4

Sinalefe

18

​Torquato Tasso, Ecco mormorar l’onde

1) vv. 1-11 — rappresentazione della natura con l’apparizione

dell’aurora;

2) vv. 12-14 — identificazione dell’alba con la donna tramite la ripresa

del senhal (Aurora, l’aura). Di ascendenza provenzale e petrarchesca, il senhal richiama il tema amoroso: Laura Peperara è infatti la donna amata dal poeta e identificata con la brezza vivificante del mattino.

Coordinazione per polisindeto;

Correlazione alba - rinascita nell'amore;

v.12 «bella e vaga»: dittologia.

​Il madrigale

Gioele Marozzi

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