WorksheetsMASTER D.S.- LINEAMENTI DI DIRITTO SCOLASTICO
Total questions: 200
Worksheet time: 10hrs 32mins
Con la Legge Bassanini si afferma anzitutto una nuova “filosofia di governance,
basata su un diverso rapporto tra controllo centrale e decentramento”, il cui scopo è snellire le amministrazioni
basata su un diverso rapporto ispirato a criteri di accentramento”, il cui scopo è snellire le amministrazioni
basata su un diverso rapporto tra controllo periferico e accentramento”, il cui scopo è snellire le amministrazioni
basata su un diverso rapporto tra scuole”, il cui scopo è snellire le amministrazioni
La riorganizzazione del sistema formativo si realizza, in base al disposto dell’art. 22 della legge BASSANINI, anche grazie al riconoscimento di personalità giuridica a tutte le scuole, che diventano veri e propri soggetti di diritto, dotati quindi di diritti e doveri e dotati di capacità di agire, ossia di
autonoma capacità di agire in giudizio per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali
autonoma capacità di essere titolari di situazioni giuridiche soggettive attive
autonoma capacità di essere titolari di situazioni giuridiche soggettive attive e passive
autonoma capacità di compimento di atti necessari al perseguimento delle proprie finalità istituzionali
La prima normativa, che dà inizio all’affermarsi di un processo autonomistico, volto a svecchiare e rendere più efficiente il mondo scolastico, è
la L. n. 59 del 1997 (Legge Bassanini)
il D.P.R. 275 del 1999
la l. 3 del 2001
la Costituzione
Il PTOF si può definire
“il documento contabile fondamentale in ogni istituto”, che ne estrinseca le strategie, le finalità educative sulla base delle risorse (umane, finanziarie, professionali,
territoriali) disponibili
“il documento informativo fondamentale in ogni istituto”, che ne estrinseca le strategie, le finalità educative sulla base delle risorse (umane, finanziarie, professionali,
territoriali) disponibili
“il documento programmatico fondamentale in ogni istituto”, che ne estrinseca le strategie, le finalità educative sulla base delle risorse (umane, finanziarie, professionali,
territoriali) disponibili
“il documento programmatico e informativo fondamentale in ogni istituto”, che ne estrinseca le strategie, le finalità educative sulla base delle risorse (umane, finanziarie,
professionali, territoriali) disponibili
La nuova scuola inclusiva, caratterizzata dalla complessità delle situazioni oggi esistenti, variegate e sempre differenti, si pone una sfida: dimostrarsi capace
di rispondere adeguatamente e fornire soluzioni a tutte le tipologie di diversità individuali di ogni singolo alunno.
Espressioni concrete dell’autonomia didattica divengono perciò accordi di natura associativa e collaborativa che consentono a diverse amministrazioni di realizzare
congiuntamente obiettivi comuni, che non potrebbero essere adeguatamente perseguiti individualmente, in particolare per mancanza di risorse
Espressioni concrete dell’autonomia didattica divengono perciò Accordi di rete tra scuole o con altri enti, Convenzioni con enti pubblici o con enti privati, Partecipazione a
consorzi pubblici o privati
Espressioni concrete dell’autonomia didattica divengono perciò la scelta libera e programmata di metodologie, di strumenti, di tempi di insegnamento; iniziative
espressione di libertà progettuale che si spingano sino alla possibilità di un’offerta ampia che includa insegnamenti opzionali, facoltativi e aggiuntivi
Espressioni concrete dell’autonomia didattica divengono perciò i princìpi di annualità, universalità, integrità, unità, veridicità; pubblicità e trasparenza
L’autonomia didattica si identifica
nella capacità di autonoma gestione dei fondi pervenuti mediante contributi statali
nella flessibilità, diversificazione, efficienza e efficacia del servizio scolastico, che punta al migliore utilizzo delle risorse disponibili, introducendo tecnologie innovative e
realizzando un coordinamento con il contesto territoriale
nella facoltà di stipulare convenzioni e contratti
nella facoltà data alla scuola di “muoversi in modo flessibile e dinamico all’interno di un quadro precostituito di norme”
Nel Programma Annuale, che sostituisce il vecchio Bilancio di previsione, la singola istituzione scolastica
individua i vari percorsi e la progettazione degli interventi didattici e formativi che si ripropone di adottare
fissa indirizzi e azioni prioritarie, individuando risorse prevedibili; indica tutte le entrate cui ha diritto e spese che si obbliga a pagare
pianifica le attività concernenti l’area curriculare, extracurricolare, educativa e organizzativa
individua soggetti esterni per ottimizzare l’utilizzo delle risorse sia finanziarie che professionali; ripartire competenze e ruoli; condividere conoscenze che sostengano una
progettazione all’avanguardia
Attraverso il principio di annualità dell’attività di gestione,
l’istituzione scolastica fa coincidere l’anno finanziario con l’anno scolastico, non con l’anno solare, sicché il Programma ha durata annuale
sono indicate tutte le entrate e tutte le spese che devono essere previste in bilancio, senza esclusioni
l’istituzione scolastica fa coincidere l’anno finanziario con l’anno solare, non con l’anno scolastico, sicché il Programma ha durata annuale
l’istituzione scolastica fa coincidere l’anno finanziario con l’anno solare e con l’anno scolastico, sicché il Programma ha durata annuale
Lo Stato garantisce alle istituzioni scolastiche in possesso di personalità giuridica una dotazione essenziale per la realizzazione delle loro finalità educative e
formative. Tale tipo di finanziamento:
si scinde in due assegnazioni: una ordinaria, determinata in base a parametri fissi, come ad esempio il numero di studenti, il numero di classi o la tipologia di studi; l’altra
perequativa, di natura solo eventuale per istituti che si trovino in particolari difficoltà economiche, al fine di garantire uniformità del servizio di istruzione sul territorio
nazionale
si riferisce a tasse d’iscrizione provenienti dagli studenti, contributi per viaggi di istruzione, ecc.
ha natura perequativa ed è solo eventuale per istituti che si trovino in particolari difficoltà economiche, al fine di garantire uniformità del servizio di istruzione sul territorio
nazionale
ha natura ordinaria, perché viene determinata in base a parametri fissi, come ad esempio il numero di studenti, il numero di classi o la tipologia di studi;
Se riportiamo il principio sancito all’art. 11 della L. 241 del 1990 alla realtà scolastica, gli “accordi” si sostanziano
in qualunque tipo di atti autoritativi aventi a oggetto ora attività prettamente didattiche che abbiano l’obiettivo di potenziare l’offerta formativa, ora attività di
amministrazione, gestione e contabilità, ora attività di acquisto e scambio di beni e servizi
in qualunque tipo di manifestazione di volontà avente a oggetto attività prettamente didattiche
in qualunque tipo di manifestazione di volontà avente a oggetto ora attività prettamente didattiche che abbiano l’obiettivo di potenziare l’offerta formativa, ora attività di
amministrazione, gestione e contabilità, ora attività di acquisto e scambio di beni e servizi, inclusi i contratti aleatori
in qualunque tipo di manifestazione di volontà avente a oggetto ora attività prettamente didattiche che abbiano l’obiettivo di potenziare l’offerta formativa, ora attività di
amministrazione, gestione e contabilità, ora attività di acquisto e scambio di beni e servizi
Espressione massima dell’autonomia negoziale è
il PTOF
l’attività consensuale della Pubblica Amministrazione che si estrinseca nella conclusione di contratti aleatori
l’attività consensuale della Pubblica Amministrazione che si estrinseca nella conclusione di accordi
l’autonoma gestione delle risorse finanziarie
Gli accordi di rete:
sono accordi stipulati per atto scritto o anche oralmente, nel qual caso assumono la veste degli Accordi di collaborazione tra pubbliche amministrazioni (art. 15 L. 241 del
1990)
sono accordi aventi natura giuridica di contratto, precisamente aventi la veste degli Accordi di collaborazione tra pubbliche amministrazioni (art. 15 L. 241 del 1990)
sono accordi aventi natura giuridica, precisamente aventi la veste degli Accordi di cooperazione tra pubbliche amministrazioni (art. 15 L. 241 del 1990)
sono accordi non aventi natura giuridica di contratto, ma che assumono la veste degli Accordi di collaborazione tra pubbliche amministrazioni (art. 15 L. 241 del 1990)
L’Autonomia di ricerca-sperimentazione- sviluppo può considerarsi espressione di:
una funzione programmatica, consentendo all’istituzione scolastica di individuare azioni e scelte di gestione sulla base delle risorse a disposizione
riconoscimento alle scuole di competenze già proprie dell’amministrazione centrale e periferica della Pubblica Istruzione
potere di scelta discrezionale e illimitato
libertà progettuale e iniziative volte all’innovazione
L’autonomia funzionale si collega al principio di sussidiarietà, in quanto:
in base a tale principio le funzioni devono essere assegnate allo Stato per perseguire gli interessi del cittadino, presupponendo un processo di accentramento e una
rivisitazione del rapporto tra centro e periferia
in base a tale principio le funzioni devono essere assegnate al livello di governo territorialmente e funzionalmente più vicino agli interessi del cittadino, dunque presuppone
una rivisitazione del rapporto tra scuole e Stato
in base a tale principio le funzioni devono essere assegnate al livello di governo territorialmente e funzionalmente più vicino agli interessi del cittadino, dunque presuppone
una rivisitazione del rapporto tra centro e periferia e attribuisce una posizione sempre maggiormente centrale alle scuole
in base a tale principio le funzioni devono essere assegnate al livello di governo territorialmente e funzionalmente più lontano agli interessi del cittadino, dunque
presuppone una rivisitazione del rapporto tra centro e periferia e attribuisce una posizione sempre maggiormente centrale alle scuole
Se si parla di Autonomia di ricerca-sperimentazione- sviluppo, la sperimentazione abbraccia
la progettazione e la ricerca; la formazione e l’aggiornamento professionale e culturale del personale scolastico. In particolare, si riferisce all’innovazione digitale; la ricerca
didattica; gli scambi di informazione, esperienze e materiali didattici
la formazione e l’aggiornamento professionale e culturale del personale scolastico e degli alunni. In particolare, si riferisce all’innovazione nei materiali didattici e ai libri di
testo
la sperimentazione metodologico/didattica; la ricerca e gli scambi di informazione, esperienze e materiali didattici; la progettazione e la formazione del personale scolastico
la progettazione formativa e la ricerca valutativa; la formazione e l’aggiornamento professionale e culturale del personale scolastico. In particolare, si riferisce
all’innovazione metodologica e disciplinare; la ricerca didattica; gli scambi di informazione, esperienze e materiali didattici
La Riforma Moratti (L. 53 del 2003) apporta, tra le varie innovazioni, una nuova articolazione degli studi:
Scuola dell’infanzia, Primo ciclo, strutturato in scuola primaria, Secondo ciclo, ossia scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado
Scuola dell’infanzia, Scuola Primaria, Primo ciclo, Secondo ciclo
Scuola dell’infanzia, Primo ciclo, strutturato in scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, Secondo ciclo, ossia la scuola secondaria di secondo grado
Sezioni Primavera, Primo ciclo, strutturato in scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, Secondo ciclo, ossia la scuola secondaria di secondo grado
La Riforma Gentile, durante l’epoca fascista, innalza l’obbligo
a 14 anni, con severi controlli contro le inadempienze
a 16 anni, con severi controlli contro le inadempienze
a 18 anni, con severi controlli contro le inadempienze
a 20 anni, con severi controlli contro le inadempienze
Con la Legge Casati, nell’Italia preunitaria:
Si può dire che si tratteggiava ancora un apparato burocratico fortemente autonomistico, a tratti rigido e gerarchico
Si può dire che si tratteggiava ancora un apparato burocratico fortemente centralizzato, a tratti rigido e gerarchico
Si può dire che si tratteggiava ancora un apparato burocratico fortemente decentrato, a tratti rigido e gerarchico
Si può dire che si tratteggiava ancora un apparato burocratico fondato su una ripartizione di competenze
Il PTOF è la più eccellente espressione
dell’autonomia finanziaria
dell’autonomia funzionale
dell’autonomia negoziale
dell’autonomia didattica
I percorsi di alternanza scuola–lavoro sono stati ridefiniti con la denominazione
“Percorso per le competenze trasversali e per la didattica”
“Percorso per la continuità trasversale e per l’orientamento”
“Processo per le competenze trasversali e per l’orientamento”
“Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento”
La legge 107 del 2015
consta di un unico lungo articolo, suddiviso in ben 212 commi
consta di un unico lungo articolo, suddiviso in ben 200 commi
consta di ben 212 lunghi articoli
consta di ben 200 lunghi articoli
In base a successive integrazioni normative, tra cui la Legge n. 145/2018, di modifica del D.Lgs. 59 del 2017, attuativo della Legge 107 del 2015
il concorso pubblico nazionale ha cadenza biennale, è bandito su base provinciale, per titoli ed esami, per la copertura dei posti vacanti.
il concorso pubblico nazionale ha cadenza biennale, è bandito su base nazionale, per titoli ed esami, per la copertura dei posti vacanti.
il concorso pubblico nazionale ha cadenza biennale, è bandito su base regionale o interregionale, per titoli ed esami, per la copertura dei posti vacanti.
il concorso pubblico nazionale ha cadenza triennale, è bandito su base regionale o interregionale, per titoli ed esami, per la copertura dei posti vacanti.
La richiesta di insegnanti di sostegno viene avanzata dalle scuole ai competenti uffici della zona e il docente sarà nominato in ruolo dal MIUR. Nel caso in cui
nella scuola che ne fa richiesta ci sia già un docente di sostegno di ruolo,
l’insegnante sarà nominato dal competente Ufficio Scolastico Regionale (USR)
l’insegnante sarà nominato dal Dirigente
non saranno nominati docenti
l’insegnante sarà nominato dal competente Ufficio Scolastico Territoriale della provincia
Il D.Lgs. 60/2017 si occupa di:
revisione dei percorsi di istruzione professionale
valutazione ed esami di Stato
sistema di formazione iniziale e accesso al ruolo dei docenti
valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali, musicali, teatrali, coreutiche e cinematografiche
Con la Riforma che determina un profondo riassetto degli istituti professionali, questi sono articolati in:
11 settori e 2 indirizzi
2 settori e 6 indirizzi
11 indirizzi
2 settori e 11 indirizzi
Gli indicatori di valutazione sono definiti dall’INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione). Ma chi
partecipa alla stesura degli indicatori?
in realtà sono definiti dall’Osservatorio, istituito presso il MIUR
dal Dirigente, con la partecipazione di un Osservatorio istituito presso il MIUR
anche un Osservatorio, istituito presso il MIUR
dalle istituzioni scolastiche, con la partecipazione di un Osservatorio istituito presso il MIUR
Sul piano amministrativo-contabile, la scuola statale all’estero seguirà le disposizioni applicabili
alle rappresentanze diplomatiche
all’USR
alle amministrazioni pubbliche
alle istituzioni scolastiche italiane
Le Sezioni Primavera accolgono bambini
tra 0 e 6 anni
tra 24 e 36 mesi
tra 0 e 3 anni
tra 3 e 36 mesi
Il D.Lgs. n. 64 del 2017 in materia di Istituzioni e iniziative scolastiche all’estero. L’idea di introdurre anche questo tema di riforma risponde essenzialmente
all’esigenza
di rafforzare il rapporto sinergico e la collaborazione tra MIUR scuole all’estero nel dar luogo a una «formazione italiana nel mondo»
di rafforzare il rapporto sinergico e la collaborazione tra Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e scuole all’estero nel dar luogo a una
«formazione italiana nel mondo»
di rafforzare il rapporto sinergico e la collaborazione tra MIUR e Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale nel dar luogo a una «formazione italiana
nel mondo»
di rafforzare il rapporto sinergico e la collaborazione tra istituzioni scolastiche e quei soggetti (pubblici o privati) che danno luogo a una «formazione italiana nel mondo»
Nell’agosto 2009 il MIUR (Nota n. 4274 del 4 agosto 2009) emana le Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Le linee guida
hanno il merito di aver ampliato l’area delle problematiche, contemplando 3 macro-categorie di alunni con disagio e categorie di strumenti operativi per orientare l’azione
pedagogico-didattica dei docenti
affermano che la lotta all’emarginazione scolastica e sociale dei bambini con difficoltà non possa essere demandata soltanto alle istituzioni
introducono il processo autonomistico
forniscono indicazioni operative utili nella pratica scolastica riconoscendo la responsabilità educativa di tutto il personale scolastico
L’inclusione realizzerebbe pienamente quel principio costituzionale
del principio di libertà personale
del diritto alla salute
del diritto allo studio
del diritto al lavoro
Proprio intorno agli anni ‘70 ha inizio un processo di riforma della scuola: si registra un graduale abbandono dei programmi scolastici in favore delle
programmazioni curricolari, da elaborare secondo le esigenze del contesto socio-culturale e delle situazioni di partenza degli alunni. Quale tra questi assume un
ruolo cardine sul punto?
la direttiva del Ministero dell’Istruzione del 27 dicembre 2012, relativa ai Bisogni educativi speciali (BES) completa il quadro italiano per l’inclusione scolastica
la relazione conclusiva della Commissione Falcucci, istituita nell’anno 1975 presso il Ministero della Pubblica Istruzione, concernente i problemi scolastici degli alunni
portatori di handicap
le Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità del MIUR 2009
gli artt. 33 e 34 della Costituzione
L’insegnante di sostegno è nominato in ruolo
dal MIUR
dalla Regione
dal Dirigente scolastico
dall’USR
In una scuola inclusiva, il collaboratore scolastico
viene definito “una figura professionale necessaria ad affrontare i problemi di autonomia e di comunicazione”
viene definito “regolatore e ottimizzatore di contesti”
ha la cosiddetta "assistenza di base" degli alunni con disabilità
è la figura che si pone al vertice del personale ATAe che va a coadiuvare il Dirigente scolastico
Nella carrellata di soggetti protagonisti della scena scolastica e, più in particolare del processo inclusivo, accanto a insegnanti, personale
educativo-assistenziale. Dirigente e DSGA,
non possiamo tralasciare il riferimento ai collaboratori scolastici
non possiamo tralasciare il riferimento all’Unione Europea
non possiamo tralasciare il riferimento agli Enti Locali
non possiamo tralasciare il riferimento alle istituzioni scolastiche all’estero
Nella scuola inclusiva, si mira a implementare
forme di didattica fondata sulla lezione frontale, che incrementino i saperi disciplinari
forme di didattica teorica, che incrementino il rapporto tra saperi disciplinari
forme di didattica collaborativa e costruttiva, che incrementino il rapporto tra saperi disciplinari e didattica per competenze
forme di didattica che escluda la didattica per competenze
La scuola si inserisce nel contesto della “società della conoscenza”:
il Dirigente, ma anche il Docente devono tralasciare la conoscenza del mondo sociale e concentrarsi prioritariamente su quella riferita alla formazione
il Dirigente, ma anche il Docente devono conoscere adeguatamente e approfonditamente il mondo della formazione
il Dirigente, ma anche il Docente devono avere una visione unitaria e statica del mondo sociale, oltre che del mondo della formazione
il Dirigente, ma anche il Docente devono avere una visione unitaria e dinamica del mondo sociale, oltre che del mondo della formazione
L’ambiente di apprendimento è quell’ambiente dove si promuove l’apprendimento
mnemonico
teorico
significativo
autonomo
Come definiamo il nuovo “ambiente di apprendimento”?
Questo è il “luogo in cui coloro che apprendono possono lavorare senza gli altri, avvalendosi a questo scopo di strumenti e risorse informative in attività di apprendimento
guidato o di problem solving”.
Questo è il “luogo in cui coloro che apprendono possono lavorare aiutandosi reciprocamente, avvalendosi a questo scopo di strumenti e risorse informative in attività di
apprendimento guidato o di problem solving”.
Questo è il “luogo in cui coloro che apprendono possono lavorare in assoluta autonomia, avvalendosi a questo scopo di strumenti e risorse informative in attività di
apprendimento guidato o di problem solving”.
Questo è il “luogo in cui coloro che apprendono possono lavorare aiutandosi reciprocamente, avvalendosi a questo scopo di strumenti e risorse informative in attività di
apprendimento imposto”.
La conoscenza è oggi intesa come
Condizione necessaria per l’emancipazione sociale e culturale, Condizione di cittadinanza nazionale e terrestre; di condivisione dell’identità civile del paese, Condizione di
utilizzo delle nuove tecnologie e Conoscenza del del digitale
Condizione necessaria per l’emancipazione sociale e culturale, Condizione di cittadinanza nazionale e terrestre; di condivisione dell’identità civile del paese, Condizione di
adeguamento ai nuovi standard di vita e di accesso al mondo del lavoro
trasmissione di saperi teorici
Condizione necessaria per l’emancipazione sociale e culturale, Condizione di cittadinanza nazionale e terrestre
La progettazione può definirsi come
un complesso processo di pianificazione che, servendosi appunto di strumenti di monitoraggio adeguati, si prefigge il raggiungimento di determinati obiettivi
un complesso processo di pianificazione che, servendosi appunto di strumenti e metodologie adeguati, si prefigge il raggiungimento di determinati obiettivi
un complesso processo di pianificazione che, servendosi appunto di adeguati Piani anticorruzione, si prefigge il raggiungimento di determinati obiettivi
un complesso processo di pianificazione che, servendosi appunto di strumenti di verifica adeguati, si prefigge il raggiungimento di determinati obiettivi
Il progetto per eccellenza è
il PTOF
il PDF
il PDP
il PEI
La cultura della progettualità si è diffusa a partire
dagli anni ‘80
dall’entrata in vigore della Costituzione
dai Decreti Delegati del 1974
dall’emanazione della Direttiva BES
Con riguardo alla tipologia di programmazione didattica, si deve opportunamente distinguere:
programmazione differenziata o programmazione semplificata che può caratterizzare il percorso dell’alunno con disabilità sia nel I che nel II ciclo di istruzione
alternativa tra programmazione differenziata o programmazione semplificata che può caratterizzare il percorso dell’alunno con disabilità nel primo ciclo di istruzione;
programmazione personalizzata nel secondo ciclo
programmazione personalizzata che può caratterizzare il percorso dell’alunno con disabilità sia nel I che nel II ciclo di istruzione
programmazione personalizzata nel primo ciclo; alternativa tra programmazione differenziata o programmazione semplificata che può caratterizzare il percorso dell’alunno
con disabilità nel II ciclo di istruzione
Sulla base di una Raccomandazione UE del 18 dicembre 2006, che poneva tra le 8 competenze-chiave dello studente europeo anche le competenze digitali
L’Italia inizia il c.d. “processo di digitalizzazione della scuola”
L’Italia inizia il c.d. “processo autonomistico della scuola”
L’Italia inizia il c.d. “processo di inclusione della scuola”
L’Italia inizia il c.d. “processo di integrazione della scuola”
Il PNI (Piano Nazionale per l’Informatica) rappresentò una prima sperimentazione didattica concernente gli Istituti Secondari di II grado, precisamente:
Liceo classico, Istituto Tecnico Commerciale
Liceo Linguistico, Liceo scientifico, Istituto Tecnico Commerciale
Liceo scientifico, Istituto Tecnico Commerciale, Liceo Artistico
Liceo classico, Liceo scientifico, Istituto Tecnico Commerciale
Il Piano Nazionale per la Scuola digitale del 2015, che si colloca nel più ampio progetto di riforma apportato dalla L. 107 del 2015, mira al rafforzamento dei
risultati raggiunti. In particolare,
si ripropone la finalità di una diffusione su larga scala degli strumenti tecnologici e laboratoriali a scuola, perfezionando le competenze digitali di tutti
si ripropone la finalità di una diffusione su larga scala degli strumenti tecnologici e laboratoriali a scuola, perfezionando le competenze digitali degli alunni
si ripropone la finalità di una diffusione su larga scala degli strumenti tecnologici e laboratoriali a scuola, perfezionando le competenze digitali del Dirigente
si ripropone la finalità di una diffusione su larga scala degli strumenti tecnologici e laboratoriali a scuola, perfezionando le competenze digitali dei docenti
Già la Carta costituzionale, fonte primaria del nostro ordinamento, assegna alla famiglia una funzione centrale nel processo di vita dell’individuo
all’art. 33
all’art. 30
all’art. 3
all’art. 2
Continuità verticale:
il concetto è identico a quello di continuità orizzontale
è quella che concerne il raccordo tra scuola ed enti locali
è quella che concerne il raccordo tra i diversi ordini e gradi di scuola
il coordinamento della azione di tutti gli operatori educativi, in particolare scuole, territorio, famiglie
L’orientamento interessa
un momento di cooperazione tra le azioni di scuole da una parte e le agenzie formative dall’altra
un momento fondamentale della vita scolastica ma, più in generale, della vita di ogni singolo individuo
un momento fondamentale della vita scolastica
un momento di cooperazione tra famiglie
Quello di “accomodamento ragionevole” è un concetto nuovo, che va a indicare
lo studente con disabilità, ove possibile, assume sempre più un ruolo diretto e di partecipazione attiva nelle scelte e nelle decisioni
tutti gli adattamenti che si impongono per garantire l’eguaglianza e l’attuazione di diritti umani e libertà fondamentali a tutti, anche ai soggetti disabili
un diritto dei soggetti con svantaggio
l’iter di accertamento della disabilità e la composizione delle commissioni mediche
La riorganizzazione dell’apparato amministrativo realizzata dalla legge Bassanini si è riproposta la finalità primaria
di realizzare una semplificazione amministrativa, rendendo più agevole, comprensibile e snello il funzionamento dell’Amministrazione pubblica
di appesantire l’attività amministrativa
di scorporare i due ministeri, Ministero dell’istruzione e Ministero dell’università e della ricerca scientifica
di incrementare e rendere più complessi passaggi procedurali, controlli e adempimenti amministrativi
La modalità principale per realizzare la “semplificazione” dell’attività amministrativa è stata ravvisata
nel conferimento, inteso quale “trasferimento, delega o attribuzione” di funzioni e compiti da Enti locali, cioè “province, comuni, comunità montane e altri enti locali” allo
Stato
nel conferimento, inteso quale “trasferimento, delega o attribuzione” di funzioni e compiti alle istituzioni scolastiche
nel conferimento, inteso quale “trasferimento, delega o attribuzione” di funzioni e compiti dal centro alla periferia, con la valorizzazione degli Enti locali, cioè “province,
comuni, comunità montane e altri enti locali”.
nel conferimento, inteso quale “trasferimento, delega o attribuzione” di funzioni e compiti dalla periferia verso il centro, con la valorizzazione degli Enti locali, cioè
“province, comuni, comunità montane e altri enti locali”.
Per attività di programmazione e gestione del servizio scolastico si intendono
quelle volte alla “concreta e continua erogazione del servizio di istruzione” (L. n. 59 del 1997)
quelle volte alla “concreta e continua erogazione del servizio di istruzione” (D.Lgs. 112 del 1998)
quelle statali (D.Lgs. 112 del 1998)
quelle volte alla “concreta e discontinua erogazione del servizio di istruzione” (D.Lgs. 112 del 1998)
Le funzioni di programmazione dell’offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale, a seguito della riforma dell’amministrazione
scolastica in chiave federalista, spettano
ai Comuni
alle Province
allo Stato
alle Regioni
L’ente di governo centrale, a capo di tutte le istituzioni scolastiche e rappresentativo delle funzioni proprie dello Stato è
il Ministero dell’Economia e delle Finanze, coadiuvato da organismi che operano a livello centrale e collegati all’amministrazione
il Ministero dell’Istruzione, coadiuvato da organismi che operano a livello centrale e collegati all’amministrazione
l’USR, coadiuvato da organismi che operano a livello centrale e collegati all’amministrazione
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), coadiuvato da organismi che operano a livello centrale e collegati all’amministrazione
L’accorpamento del Ministero della pubblica istruzione e del Ministero dell’università e della ricerca, che rappresenta la più grande innovazione
del decreto legge 18 maggio 2006 n.181, convertito nella legge 17 luglio 2006 n.233
del Regolamento dell’autonomia
della Legge Bassanini, Legge n. 59 del 1997
del decreto legge (D.L. n.1 del 2020), varato dal Governo Conte II
Il nuovo Ministero dell’Istruzione è suddiviso in
2 Dipartimenti e aree, a loro volta suddivisi in Direzioni Generali
3 Dipartimenti e aree, a loro volta suddivisi in Direzioni Generali
4 Dipartimenti e aree, a loro volta suddivisi in Direzioni Generali
8 Dipartimenti e aree, a loro volta suddivisi in Direzioni Generali
L’USR rientra nella categoria:
degli uffici di livello non dirigenziale generale
degli uffici di livello dirigenziale generale
dei Dipartimenti
degli uffici di livello dirigenziale non generale
L’INVALSI (Istituto Nazionale del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione):
è un ente di ricerca che assume un ruolo primario nell’ambito della valutazione e si colloca tra gli Organismi collegati all’amministrazione centrale
è un ente territoriale e si colloca tra gli Organismi collegati all’amministrazione centrale
è un ufficio di livello dirigenziale generale del Ministero dell’istruzione e si colloca tra gli Organismi collegati all’amministrazione centrale
è un Dipartimento del Ministero dell’istruzione e si colloca tra gli Organismi collegati all’amministrazione centrale
Con il d.p.r. 20 gennaio 2009 n. 17, si determina in via definitiva l’attuale organizzazione dell’USR, che si articolano in
Centri di Servizi Amministrativi (CSA)
Uffici Scolastici Provinciali (USR)
Dipartimenti
Ambiti territoriali (AT)
L’Ufficio Scolastico Regionale è collocato in ciascun capoluogo di regione e consta al suo interno
di quattro ambiti territoriali
di quattro organi collegiali
di due ambiti territoriali
di due organi collegiali
Organo periferico dell’amministrazione della pubblica istruzione oggi è:
l’USR
il Provveditorato
la Sovrintendenza
il Ministero della pubblica Istruzione
La Legge Bassanini delegava il Governo a emanare un decreto
di riforma degli organi collegiali della pubblica istruzione di livello nazionale e periferico già esistenti
di riforma degli organi collegiali della pubblica istruzione di livello periferico già esistenti
di riforma degli organi collegiali centrali della pubblica istruzione già esistenti
di riforma, che istituisse gli organi collegiali della pubblica istruzione di livello nazionale e periferico
Il d.lgs. 233 del 1999 attua la auspicata riforma degli organi collegiali territoriali della scuola, ponendo a livello centrale:
i Consigli regionali dell’istruzione
il MIUR
il Consiglio superiore della pubblica istruzione
i consigli scolastici locali
Al fine di realizzare la gestione partecipata della scuola, mediante la cooperazione di più componenti che perseguano insieme lo scopo del pieno sviluppo della
personalità dell’alunno e del delicato processo di insegnamento-apprendimento e di trasmissione di competenze, diventa indispensabile, secondo il d.lgs. 16 aprile
1994 n.297…
l’innovazione degli ordinamenti scolastici
il conferimento della qualifica dirigenziale al capo d’istituto
l’istituzione del Collegio Docenti
l’istituzione degli organi collegiali
Durante il periodo fascista, prevaleva un modello fortemente
decentrato: si aveva una impostazione con a capo il Ministro, cui era subordinato il capo di istituto, coincidente con il preside nelle scuole medie e secondarie; con il
direttore didattico nella scuola elementare
gerarchizzato: si aveva una impostazione con a capo il capo di istituto, coincidente con il preside nelle scuole medie e secondarie; con il direttore didattico nella scuola
elementare
gerarchizzato: si aveva una impostazione con a capo il Ministro e il capo di istituto, coincidente con il preside nelle scuole medie e secondarie; con il direttore didattico
nella scuola elementare
gerarchizzato: si aveva una impostazione con a capo il Ministro, cui era subordinato il capo di istituto, coincidente con il preside nelle scuole medie e secondarie; con il
direttore didattico nella scuola elementare
La definizione che meglio descrive il Dirigente è quella di
leader e manager educativo, che promuove il successo di tutti gli studenti. Egli dunque riveste una funzione primaria nella promozione dell’inclusione
leader manageriale, che promuove il successo di tutti gli studenti. Egli dunque riveste una funzione primaria nella promozione dell’inclusione
leader educativo, che promuove il successo di tutti gli studenti. Egli dunque riveste una funzione primaria nella promozione dell’inclusione
manager educativo, che promuove il successo di tutti gli studenti. Egli dunque riveste una funzione primaria nella promozione dell’inclusione
A partire dalla Legge 107 del 2015, comma 83, il Dirigente può individuare discrezionalmente
fino al 30% dei docenti che lo coadiuvano, nell’ambito dell’organico dell’autonomia
fino al 50% dei docenti che lo coadiuvano, nell’ambito dell’organico dell’autonomia
fino al 20% dei docenti che lo coadiuvano, nell’ambito dell’organico dell’autonomia
fino al 10% dei docenti che lo coadiuvano, nell’ambito dell’organico dell’autonomia
Chi assicura la gestione unitaria della scuola e la rappresenta legalmente?
il DSGA
il Collegio Docenti
il Dirigente Scolastico
il Consiglio di circolo o d’istituto
Il PTOF:
è elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico e
approvato dal Consiglio di Istituto
è elaborato dal collegio dei docenti e approvato dal dirigente, sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti da
quest’ultimo
è elaborato dal Consiglio di istituto sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico e
approvato dal Collegio dei Docenti
è elaborato dal dirigente, che definisce anche gli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione e approvato dal Consiglio di Istituto
Una funzione importantissima del Dirigente è quella concernente
l’organizzazione interna degli uffici di segreteria, individuando aree tematiche e personale impegnato nei vari settori
l’approvazione del PTOF
l’inclusione
sovrintende con autonomia operativa allo svolgimento e all’erogazione dei servizi generali e amministrativi
La definizione dei criteri per la valorizzazione del merito
spetta al Consiglio di circolo o di istituto. Sarà poi il Dirigente, sulla base di tali criteri, ad assegnare annualmente il bonus premiale ai docenti meritevoli
spetta al Dirigente che, sulla base di tali criteri, assegna annualmente il bonus premiale ai docenti meritevoli
spetta al Comitato per la valutazione del servizio dei docenti. Sarà poi il Dirigente, sulla base di tali criteri, ad assegnare annualmente il bonus premiale ai docenti
meritevoli
spetta al Collegio dei Docenti. Sarà poi il Dirigente, sulla base di tali criteri, ad assegnare annualmente il bonus premiale ai docenti meritevoli
Le assemblee dei genitori si svolgono fuori o dentro i locali del circolo o dell’istituto; se tenute all’interno,
non è necessaria l’autorizzazione del Dirigente, che serve solo se si svolgono all’esterno
è necessaria l’autorizzazione del Consiglio di istituto
non è necessaria l’autorizzazione del Dirigente
è necessaria l’autorizzazione del Dirigente
Il Consiglio di classe, nella scuola secondaria di secondo grado , è presieduto dal Dirigente o da un docente da lui delegato e composto
dai docenti, oltre che da 4 rappresentanti dei genitori
dai docenti, oltre che da 2 dei genitori e 2 degli studenti
dai docenti, oltre che da 4 dei genitori e 4 degli studenti
dai docenti, oltre che da 8 rappresentanti dei genitori
Il Collegio Docenti è un organo collegiale che
dura in carica tre anni ed è un organo elettivo
dura in carica un anno ed è un organo elettivo
dura in carica tre anni e non è un organo elettivo
dura in carica un anno e non è un organo elettivo
Il Consiglio di circolo o di istituto per il primo grado, per le scuole con popolazione fino a 500 alunni, è composto da
14 membri
6 membri
8 membri
19 membri
Troviamo il Consiglio di intersezione:
nella scuola dell’infanzia
nella scuola primaria
nella scuola secondaria di secondo grado
nella scuola secondaria di primo grado
Pare che sia le fonti normative che alcune pronunce del Consiglio di Stato abbiano risolto i problemi interpretativi del rapporto intercorrente tra Dirigente e
Consiglio di istituto nel senso che
al Dirigente e al Consiglio spetterebbero funzioni gestionali per il conseguimento dei risultati formativi, nonchè quei poteri di indirizzo politico-amministrativo
al Dirigente spetterebbero funzioni gestionali per il conseguimento dei risultati formativi; mentre sarebbero di spettanza del Consiglio di Istituto quei poteri di indirizzo
politico-amministrativo
al Dirigente e al Consiglio di Istituto spetterebbero funzioni gestionali per il conseguimento dei risultati formativi
al Consiglio di Istituto spetterebbero funzioni gestionali per il conseguimento dei risultati formativi; mentre sarebbero di spettanza del Dirigente quei poteri di indirizzo
politico-amministrativo
I dirigenti scolastici sono reclutati, secondo la normativa vigente, dal Ministero della Pubblica Istruzione tramite
il Nucleo di valutazione
il Direttore dell’USR
l’USR
un corso-concorso pubblico nazionale
È precisamente il Direttore dell’USR di riferimento, in base alla rilevazione dell’azione dirigenziale e dei risultati conseguiti, ad adottare i provvedimenti di
valutazione dei Dirigenti
con cadenza annuale
con cadenza triennale
con cadenza quinquennale
con cadenza biennale
Il sistema Educativo Nazionale italiano distingue i percorsi di istruzione da quelli di formazione professionale.
Mentre i primi sono gestiti dallo Stato, i secondi rientrano nella competenza delle Province
Mentre i primi sono gestiti dalle Regioni, i secondi rientrano nella competenza dello Stato
Mentre i primi sono gestiti dallo Stato, i secondi rientrano nella competenza delle Regioni
Mentre i primi sono gestiti dalle Province, i secondi rientrano nella competenza dello Stato
Con la Riforma Moratti (L. 53/2003) si ribadisce che:
la funzione principale di ogni scuola sia quella di dettare le Indicazioni Nazionali e darvi efficacia secondo strumenti e metodologie ispirati alla flessibilità, ai bisogni degli
allievi e alle differenti realtà locali
la funzione principale di ogni scuola sia quella di dettare le norme generali a livello nazionale e darvi efficacia secondo strumenti e metodologie ispirati alla flessibilità, ai
bisogni degli allievi e alle differenti realtà locali
la funzione principale di ogni scuola sia quella di recepire strumenti e metodologie ispirati alla flessibilità, ai bisogni degli allievi e alle differenti realtà locali
la funzione principale di ogni scuola sia quella di recepire le norme generali dettate a livello nazionale e darvi efficacia secondo strumenti e metodologie ispirati alla
flessibilità, ai bisogni degli allievi e alle differenti realtà locali
Il primo ciclo è costituito da
elementari e medie, che diventano, rispettivamente, scuola primaria (quinquennale) e scuola secondaria di primo grado (triennale)
scuola dell’infanzia ed elementari, che diventano, rispettivamente, scuola primaria (quinquennale) e scuola secondaria di primo grado (triennale)
elementari e superiori, che diventano, rispettivamente, scuola primaria (quinquennale) e scuola secondaria di secondo grado (triennale)
sezioni primavera, elementari e medie, che diventano, rispettivamente, scuola primaria (quinquennale) e scuola secondaria di primo grado (triennale)
Con la Riforma Gelmini, nella Scuola secondaria di primo grado, a partire dall'anno scolastico 2009/2010, il voto è
in decimi e viene introdotta la prova nazionale dell'Invalsi di italiano e matematica nell'esame finale di licenza media
in decimi e viene introdotta la prova nazionale dell'Invalsi di inglese e matematica nell'esame finale di licenza media
in centesimi e viene introdotta la prova nazionale dell'Invalsi di inglese e matematica nell'esame finale di licenza media
in centesimi e viene introdotta la prova nazionale dell'Invalsi di italiano e matematica nell'esame finale di licenza media
PECUP sta per:
“Potenziale Educativo, Culturale, Professionale dello studente”
“Piano Educativo, Culturale, Professionale dello studente”
“Profilo Educativo, Culturale, Professionale dello studente”
“Progetto Educativo, Culturale, Professionale dello studente”
L’orario, nel primo ciclo:
è stabilito in 25 ore settimanali, estensibili fino a 50
è stabilito in 40 ore settimanali, estensibili fino a 50. Le famiglie possono chiedere un tempo ridotto, limitato alla sola fascia del mattino, per un totale di 25 ore settimanali
è articolato secondo il modello 25/30/50 ore. Il modello 40 ore è quello corrispondente al tempo pieno e prevede la contitolarità di 2 insegnanti nella stessa classe
è articolato secondo il modello 24/27/30 ore. Il modello 40 ore è quello corrispondente al tempo pieno e prevede la contitolarità di 2 insegnanti nella stessa classe
La scuola dell’infanzia:
Ha durata quinquennale, ma la sua frequenza è obbligatoria, non costituendo una scelta dei genitori
Ha durata triennale, ma la sua frequenza non è obbligatoria, costituendo una scelta dei genitori
Ha durata quinquennale, ma la sua frequenza non è obbligatoria, costituendo una scelta dei genitori
Ha durata triennale, ma la sua frequenza è obbligatoria, non costituendo una scelta dei genitori
La scuola dell’infanzia accoglie bambini di età compresa fra 3 e 5 anni compiuti entro il 31 dicembre dell’anno scolastico di riferimento. Tuttavia, è stata
prevista la possibilità di iscrivere
anche i bambini che compiano 3 anni entro il 31 dicembre dell’anno scolastico di riferimento (anticipo dell’iscrizione)
anche i bambini che compiano 3 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento (anticipo dell’iscrizione)
anche i bambini che compiano 3 anni entro il 30 giugno dell’anno scolastico di riferimento (anticipo dell’iscrizione)
anche i bambini che compiano 3 anni entro il 31 gennaio dell’anno scolastico di riferimento (anticipo dell’iscrizione)
Ciò che accomuna tutti i percorsi di istruzione secondaria di secondo grado è
la durata, di 5 anni, e l’esame di Stato finale che consente il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore. Inoltre, tutti i percorsi prevedono una
articolazione in: 2 periodi biennali e un quinto anno
la durata, di 5 anni, e l’esame di Stato finale che consente il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore. Inoltre, tutti i percorsi prevedono una
articolazione in: un primo anno e 2 periodi biennali
la durata, di 5 anni, e l’esame di Stato finale che consente il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore. Inoltre, tutti i percorsi prevedono una
articolazione in: un primo biennio, seguito da un triennio successivo
la durata, di 5 anni, e l’esame di Stato finale che consente il conseguimento di una qualifica di istruzione secondaria superiore. Inoltre, tutti i percorsi prevedono una
articolazione in: 2 periodi biennali e un quinto anno
Con riguardo ai percorsi liceali, l’orario è diverso a seconda del tipo di liceo, in base a quanto previsto dal regolamento dell’autonomia. Si prevede però
che la quota dei piani di studio rimessa alle singole istituzioni scolastiche non può superare il 30% del monte ore complessivo nel primo biennio e nel quinto anno; non può
superare il 20% nel secondo biennio
che la quota dei piani di studio rimessa alle singole istituzioni scolastiche non può superare il 20% del monte ore complessivo nel primo biennio; non può superare il 30%
nel secondo biennio e nel quinto anno
che la quota dei piani di studio rimessa alle singole istituzioni scolastiche può anche superare il 20% del monte ore complessivo nel primo biennio e nel quinto anno; può
anche superare il 30% nel secondo biennio
che la quota dei piani di studio rimessa alle singole istituzioni scolastiche non può superare il 20% del monte ore complessivo nel primo biennio e nel quinto anno; non può
superare il 30% nel secondo biennio
Gli Istituti tecnici hanno durata quinquennale, si concludono con un esame di Stato e prevedono oggi, a seguito della Riforma Gelmini:
11 indirizzi
2 settori (economico e giuridico) e 11 indirizzi
6 settori e 11 indirizzi
2 settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi
La metodologia CLIL, acronimo di
“Content and Language In Life”
“Culture and Language Integrated Learning”
“Content and Learning Integrated Language”
“Content and Language Integrated Learning”
L’insegnamento di una disciplina (non linguistica) in lingua straniera è obbligatorio
fin dal terzo anno dei licei e istituti tecnici
nell'ultimo anno degli istituti tecnici e professionali
fin dal terzo anno dei licei
nell'ultimo anno dei licei e istituti tecnici
Con la Legge 107 del 2015 i percorsi di alternanza scuola-lavoro assumono la denominazione di “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento” e
cambia il complessivo monte ore:
210 ore nel triennio terminale degli istituti professionali;150 ore nel secondo biennio e quinto anno degli istituti tecnici; 90 ore nel secondo biennio e quinto anno dei licei
200 ore nel triennio terminale degli istituti professionali;150 ore nel secondo biennio e quinto anno degli istituti tecnici; 90 ore nel secondo biennio e quinto anno dei licei
250 ore nel triennio terminale degli istituti professionali;100 ore nel secondo biennio e quinto anno degli istituti tecnici; 90 ore nel secondo biennio e quinto anno dei licei
90 ore nel triennio terminale degli istituti professionali;150 ore nel secondo biennio e quinto anno degli istituti tecnici; 210 ore nel secondo biennio e quinto anno dei licei
L’insegnamento dell’educazione civica è articolato in 33 ore annue, da svolgersi nel monte ore obbligatorio:
nelle scuole del primo ciclo viene impartito da docenti in contitolarità; nelle scuole del secondo ciclo dai docenti delle discipline storico/letterarie, nell’ambito dell’organico
dell’autonomia
viene sempre impartito solo ed esclusivamente dai docenti delle discipline giuridico-economiche, nell’ambito dell’organico dell’autonomia
nelle scuole del primo ciclo viene impartito da docenti in contitolarità; nelle scuole del secondo ciclo dai docenti delle discipline giuridico-economiche, nell’ambito
dell’organico dell’autonomia
viene sempre impartito da docenti individuati dal Dirigente nell’ambito dell’organico dell’autonomia, secondo criteri discrezionali
Qual è la legge sul procedimento amministrativo?
L. 3 del 2001
d.m. 190 del 1995
L. 59 del 1997
L. 241 del 1990
Il principio di pubblicità di cui all’art. l’art. 1 comma 1 della L. 241 del 1990:
è relazionata alla trasparenza e all’imparzialità, di cui sono espressione le norme sul diritto di accesso ai documenti, le norme sulla partecipazione al procedimento
amministrativo e quelle relative alla motivazione del provvedimento
è relazionata a interessi privatistici del cittadino nei suoi rapporti con la pubblica amministrazione
è relazionata al raggiungimento degli obiettivi prefissati con il minor impiego di mezzi personali, finanziari e procedimentali. Correlata al procedimento, questo principio
ne configura il “non aggravamento”
è relazionata al rapporto tra obiettivi prefissati e obiettivi conseguiti: l’amministrazione non solo deve adeguarsi a un formale rispetto della legge, ma deve perseguire gli
obiettivi nel miglior modo possibile
Il procedimento è caratterizzato da tre momenti tipici:
l’iniziativa, la fase integrativa dell’efficacia, il provvedimento finale
l’iniziativa, l’istruttoria, il provvedimento finale
l’iniziativa, l’istruttoria, il momento decisorio
l’iniziativa, l’istruttoria, la fase integrativa dell’efficacia
Il procedimento amministrativo è stato definito come
“sostanza della funzione”
“funzione”
“forma della funzione”
“effetto della funzione”
Il Dirigente scolastico, che rappresenta legalmente le scuole si trova a dover affrontare una complessa attività:
non solo sul piano organizzativo-didattico, ma anche gestionale-amministrativo
non solo sul piano contabile, ma anche gestionale-amministrativo
non solo sul piano organizzativo-didattico, ma anche educativo
sul piano organizzativo-didattico
Il procedimento amministrativo è:
«una serie concatenata di provvedimenti, eterogenei e autonomi, posti in essere da un unico o da diversi soggetti»
«una serie concatenata di atti e operazioni, eterogenei e autonomi, posti in essere da un unico o da diversi soggetti culminanti in un provvedimento finale»
«una serie concatenata di atti e operazioni, eterogenei e autonomi, posti in essere da un unico o da diversi soggetti»
«una serie concatenata di atti e operazioni, omogenei e autonomi, posti in essere da un unico o da diversi soggetti culminanti in un provvedimento finale»
Quando è ammessa l’ipotesi del silenzio-assenso della p.a.?
Non è mai ammessa
Solo in riferimento ai procedimenti d’ufficio, l’art. 20 della l. 241 del 1990 ammette l’ipotesi del silenzio-assenso
Solo in riferimento ai procedimenti di cui all’art. 20 della l. 241 del 1990 ammette l’ipotesi del silenzio-assenso
Solo in riferimento ai procedimenti a istanza di parte, l’art. 20 della l. 241 del 1990 ammette l’ipotesi del silenzio-assenso
Cosa prevede l’art. 117 del codice sul processo in materia di impugnativa del silenzio?
Il ricorso avverso il silenzio è proposto, anche senza previa diffida, con atto notificato all’amministrazione e ad almeno un controinteressato […]
«Il ricorso avverso il silenzio è proposto con atto notificato all’amministrazione e ad almeno un controinteressato […]
«Il ricorso avverso il silenzio è improponibile […]
«Il ricorso avverso il silenzio è proposto, solo previa diffida, con atto notificato all’amministrazione e ad almeno un controinteressato […]
La prima fase del procedimento è
l’istruttoria, che può essere su istanza di parte o d’ufficio
l’iniziativa, che può essere su istanza di parte o d’ufficio
la fase integrativa dell’efficacia, che può essere su istanza di parte o d’ufficio
il momento decisorio, che può essere su istanza di parte o d’ufficio
L’amministrazione scolastica, approfittando della delega conferitale dall’art. 2 comma 2 della l. 241 (“Nei casi in cui disposizioni di legge […] non prevedono
un termine diverso…), ha fissato
tempi più lunghi rispetto a quello ordinario di 90 giorni fissato dall’art. 2 comma 3 della l. 241
lo stesso termine ordinario di 90 giorni fissato dall’art. 2 comma 3 della l. 241
tempi più brevi rispetto a quello ordinario di 90 giorni fissato dall’art. 2 comma 3 della l. 241
lo stesso termine ordinario di 180 giorni fissato dall’art. 2 comma 3 della l. 241
L’iniziativa a istanza di parte
non può mai confondersi con la proposta
si realizza nel momento in cui l’ordinamento giuridico prevede che, al ricorrere di certi presupposti e data l’incidenza su particolari interessi pubblici affidati alla cura
dell’amministrazione, la necessità di avvio del procedimento si attivi in automatico
non va a correlarsi al dovere dell’amministrazione di procedere
prevede la presenza di un atto di impulso da parte di un soggetto privato, oppure pubblico, nel qual caso diverso dalla p.a.
Perchè è importante il momento iniziale del procedimento?
è rilevante in quanto da questo si può stabilire se il procedimento è a iniziativa di parte o d’ufficio
è irrilevante
è rilevante in quanto da questo decorre il termine entro il quale il procedimento deve concludersi
è rilevante per stabilire se o meno decorre il termine entro il quale il procedimento deve concludersi
Chi è il responsabile del procedimento?
Questa figura è stata introdotta dalla l. 241 del 1990 e configura quel soggetto investito di particolari funzioni solo nella fase di avvio del procedimento
Questa figura è stata introdotta dalla l. 241 del 1990 e configura quel soggetto punibile in forza della sua responsabilità nella fase di avvio del procedimento sia nel suo
complessivo svolgimento
Questa figura è stata introdotta dalla l. 241 del 1990 e configura l’unità organizzativa responsabile della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché
dell’adozione del provvedimento finale
Questa figura è stata introdotta dalla l. 241 del 1990 e configura quel soggetto investito di particolari funzioni sia nella fase di avvio del procedimento sia nel suo
complessivo svolgimento
Chi riveste il ruolo di responsabile del procedimento nella realtà scolastica?
Nella realtà scolastica, questa figura viene a coincidere, di regola con il DSGA, che assume precise responsabilità, a partire dall’avvio del procedimento, durante la gestione
dell’istruttoria fino alla fase conclusiva. Può capitare che egli deleghi l’istruttoria del singolo procedimento a un dipendente ma sempre con atto scritto.
Nella realtà scolastica, questa figura viene a coincidere, di regola con il Dirigente scolastico, che assume precise responsabilità, a partire dall’avvio del procedimento,
durante la gestione dell’istruttoria fino alla fase conclusiva. Può capitare che il Dirigente deleghi l’istruttoria del singolo procedimento a un dipendente, come ad esempio al
DSGA, al vicario, a un addetto di segreteria, ecc., anche in mancanza di atto scritto.
Nella realtà scolastica, questa figura viene a coincidere, di regola e senza eccezioni con il Dirigente scolastico, che assume precise responsabilità, a partire dall’avvio del
procedimento, durante la gestione dell’istruttoria fino alla fase conclusiva.
Nella realtà scolastica, questa figura viene a coincidere, di regola con il Dirigente scolastico, che assume precise responsabilità, a partire dall’avvio del procedimento,
durante la gestione dell’istruttoria fino alla fase conclusiva. Può capitare che il Dirigente deleghi l’istruttoria del singolo procedimento a un dipendente ma sempre con atto
scritto.
Quali sono le forme di responsabilità in cui incorre il responsabile del procedimento, specie in ambito scolastico?
Responsabilità civile, Responsabilità disciplinare, Responsabilità penale, Responsabilità dirigenziale
Responsabilità civile, Responsabilità penale e Responsabilità amministrativa
Responsabilità amministrativo – contabile, Responsabilità civile, Responsabilità disciplinare, Responsabilità penale, Responsabilità dirigenziale
Responsabilità amministrativo – contabile e Responsabilità dirigenziale
La Responsabilità amministrativo-contabile sorge in capo al Dirigente qualora l’inerzia cagioni
un danno ingiusto
un danno erariale
un danno morale
un danno patrimoniale
Nel caso di Responsabilità civile, il richiedente può esperire un’azione risarcitoria. In tal caso:
il DSGA e il Dirigente responsabile del procedimento risponderanno in solido, secondo l’art. 28 della Costituzione
l’amministrazione inerte è principalmente responsabile del procedimento, secondo l’art. 28 della Costituzione
l’amministrazione inerte e il Dirigente responsabile del procedimento risponderanno in solido, secondo l’art. 28 della Costituzione
l’amministrazione inerte e il DSGA responsabile del procedimento risponderanno in solido, secondo l’art. 28 della Costituzione
«Gli atti normativi e per quelli a contenuto generale», come disposto dal comma 2 dell’art. 3:
sono soggetti a facoltà di scelta della p.a. circa la necessità o meno della motivazione
sono interessati all’obbligo di motivazione
seguono le disposizioni applicabili ad altri atti
sono esenti dall’obbligo di motivazione
il provvedimento è esecutivo quando
produce effetti rilevanti per l’ordinamento giuridico
è adottato d’ufficio
oltre a produrre effetti giuridici, produce modificazioni nel mondo del fatto e nel mondo del diritto
presenta la prerogativa di poter essere portato a esecuzione dall’amministrazione anche coattivamente contro la volontà del soggetto obbligato e senza una previa pronuncia
giurisdizionale
Gli atti che limitano la sfera giuridica dei privati
possono contenere una motivata clausola di immediata efficacia
sono efficaci immediatamente e direttamente dalla loro emanazione
sono inefficaci
sono immediatamente efficaci solamente con la comunicazione (o notifica) nei confronti dei destinatari
L’Efficacia del provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati è contemplata:
all’art. 21-bis
all’art.21-nonies
all’art. 21-quater
all’art. 21-ter
Il contenuto dispositivo dell’atto:
consta sia del contenuto necessario, che si esplica nella vicenda giuridica tipizzata dalla legge, sia del contenuto accidentale, sempre che esista discrezionalità in capo alla
p.a
consta del contenuto necessario, che si esplica nella vicenda giuridica tipizzata dalla legge, e del contenuto accidentale, sempre che non esista discrezionalità in capo alla
p.a.
consta del contenuto necessario, che si esplica nel contenuto accidentale, sempre che esista discrezionalità in capo alla p.a.
consta del contenuto accidentale, sempre che esista discrezionalità in capo alla p.a.
Quali sono le caratteristiche «strutturali» di un atto amministrativo
intestazione, preambolo, motivazione
soggetto, oggetto, forma
pubblicità e finalità
intestazione, preambolo, motivazione, dispositivo, data, la sottoscrizione e il luogo della sua emanazione
In linea generale, quando l’atto si dice “nullo”?
il provvedimento viola norme di azione relative all’esercizio del potere
il provvedimento viola norme attributive del potere
il provvedimento viola norme relative al “merito amministrativo”
il provvedimento produce gli stessi effetti dell’atto legittimo, tuttavia, in questo caso, precari
L’annullabilità consegue a un atto
inefficace
che presenta vizi di legittimità
che manca dei suoi elementi essenziali
che presenta vizi di merito
L’incompetenza relativa:
ha origine dalla violazione della norma di azione che definisce quale organo sia competente e costituisce un vizio di legittimità che rende l’atto annullabile
darebbe luogo a carenza di potere e renderebbe l’atto nullo (e non annullabile)
coincide con l’incompetenza assoluta
costituisce un vizio di merito
L’illegittimità per vizi di merito
è anche definita inopportunità del provvedimento e contempla i casi in cui la scelta discrezionale della p.a. confligge con parametri giuridici
è anche definita inopportunità del provvedimento e contempla i casi in cui la scelta discrezionale della p.a. confligge con parametri non giuridici
contempla gli stessi casi in cui si realizzano vizi di legittimità
è anche definita determina la nullità del provvedimento e contempla i casi in cui la scelta discrezionale della p.a. confligge con parametri non giuridici
La violazione di legge individua, come ben si comprende, la contrarietà dell’atto rispetto a una qualunque norma dell’ordinamento giuridico, diversa da quelle
concernenti la competenza, e precisamente
solo fonti parlamentari, visto che l’art. 21-octies norma parla di “legge” intesa in senso formale, con cui l’atto si sia posto in contrasto
solo fonti legislative nazionali, visto che l’art. 21-octies norma parla di “legge” intesa in senso formale, con cui l’atto si sia posto in contrasto
solo fonti legislative, visto che l’art. 21-octies norma parla di “legge” intesa in senso formale, con cui l’atto si sia posto in contrasto. Sono quindi escluse norme
Costituzionali, comunitarie, regolamenti e statuti, ecc.
qualunque fonte normativa, quindi diversa dalla legge intesa in senso formale, con cui l’atto si sia posto in contrasto. Si porti l’esempio di norme Costituzionali,
comunitarie, regolamenti e statuti, ecc.
La giustizia amministrativa affida il ruolo di difesa dell’Istituzione scolastica, dinanzi al giudice amministrativo:
all’Avvocatura dello Stato
al Difensore civico
alla Dirigenza scolastica
all’avvocato d’ufficio
Il d.lgs. 14 marzo 2013 n.33, “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle
pubbliche amministrazioni” ha introdotto:
l’accesso civico, c.d. “chiuso” o “semplice”, cioè quel diritto di accesso riconosciuto a chiunque e indipendentemente dall’obbligo di pubblicazione
l’accesso “aperto” o “generalizzato”, cioè quel diritto di accesso riconosciuto agli interessati solo per atti e informazioni soggetti a obbligo di pubblicazione, qualora questa
sia stata omessa
l’accesso “aperto” o “generalizzato”, cioè quel diritto di accesso riconosciuto a chiunque e indipendentemente dall’obbligo di pubblicazione
l’accesso civico, c.d. “chiuso” o “semplice”, cioè quel diritto di accesso riconosciuto agli interessati solo per atti e informazioni soggetti a obbligo di pubblicazione, qualora
questa sia stata omessa
Una istanza di accesso per atti che non sono stati ancora formalmente adottati o che non sono stati ancora formati
è l’unica a essere contemplata dall’ordinamento giuridico
è sempre ammessa
è inammissibile
è legittima e ammissibile
L’art. 22 definisce il "documento amministrativo" come:
«ogni rappresentazione cartacea del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti
attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale».
«ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico
procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse».
«ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico
procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro
disciplina sostanziale».
«ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico
procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, caratterizzati dalla natura esclusivamente pubblicistica della loro
disciplina sostanziale».
L’art. 10 della legge sul procedimento, con riguardo all’accesso endoprocedimentale, contiene il riferimento a quali soggetti legittimati?
tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione
giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'access
le amministrazioni pubbliche, ma anche aziende autonome, enti pubblici, gestori di pubblici servizi, e privati ma solo limitatamente all’attività di pubblico interesse
disciplinata dal diritto nazionale e dal diritto dell’UE
tutti i soggetti privati che vantano un interesse economico
tutti coloro che possono legittimamente partecipare al procedimento, che vantano cioè interessi legittimi o procedimentali
Quando il diritto di accesso è correlato all’istituto della partecipazione, è preordinato cioè alla conoscenza di documenti e atti amministrativi in funzione della
partecipazione al procedimento, si definisce
Accesso esoprocedimentale
Accesso generalizzato
Accesso endoprocedimentale
Accesso civico
L’istanza di accesso deve:
essere rivolta all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene e deve essere corredata da motivazione
essere rivolta al controinteressato e deve essere corredata da motivazione
deve essere obbligatoriamente presentata verbalmente, anche senza motivazione
essere rivolta all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene, ma non è necessario sia corredata da motivazione
Secondo la legge 241 del 1990, deve sussistere una coincidenza tra legittimazione personale all’esercizio del diritto di accesso e interesse al procedimento.
Questo interesse può identificarsi in:
mera curiosità e interessi generici
solo ed esclusivamente in un diritto soggettivo
un diritto soggettivo, ma anche un interesse legittimo o ancora un interesse collettivo
un interesse di natura strettamente personale dell’interessato
La differenza tra accesso contemplato nella legge sul procedimento e “accesso civico” della normativa successiva è stata sottolineata dalla giurisprudenza,
prima tra tutte la pronuncia del Consiglio di Stato, sez. IV, 18 luglio 2013, n. 1904. Tale differenza poggerebbe sul fatto che:
l’accesso civico riconosce “il diritto degli interessati di prendere visione ed estrarre copia dei documenti amministrativi” a tutela di situazioni giuridiche rilevanti per
l’ordinamento. Invece con la legge 241 del 1990 si è voluto tutelare il diritto della collettività alla generalità delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività
dell’amministrazione e di relativi documenti
Questa affermazione non è veritiera. La giurisprudenza afferma che non c’è alcuna differenza: l’accesso di cui alla legge 241 del 1990 e l’accesso civico contemplato dalle
norme successive tutelano gli stessi interessi
la legge 241 del 1990 riconosce “il diritto degli interessati di prendere visione ed estrarre copia dei documenti amministrativi” a tutela di situazioni giuridiche rilevanti per
l’ordinamento. Invece con l’accesso civico delle successive norme si è voluto tutelare il diritto della collettività alla generalità delle informazioni concernenti l’organizzazione e
l’attività dell’amministrazione e di relativi documenti
la legge 241 del 1990 riconosce l’accesso civico. Le successive norme, invece, hanno voluto tutelare “il diritto degli interessati di prendere visione ed estrarre copia dei
documenti amministrativi” a tutela di situazioni giuridiche rilevanti per l’ordinamento
L’atto interno endoprocedimentale, che si sostanzia in relazioni ispettive, pareri, valutazioni tecniche, nulla-osta, ecc.:
Secondo il D.Lgs. 33 del 2013, l’atto interno sarebbe soggetto a doverosa pubblicazione da parte dell’amministrazione. Per questa ragione, l’interessato, al fine di prendere
visione dell’atto, non dovrà necessariamente ricorrere all’istanza di accesso
Secondo il D.Lgs. 33 del 2013, l’atto interno non sarebbe soggetto a doverosa pubblicazione da parte dell’amministrazione. Per questa ragione, l’interessato, al fine di
prendere visione dell’atto, dovrà necessariamente ricorrere all’istanza di accesso
Secondo il D.Lgs. 33 del 2013, l’atto interno sarebbe soggetto a doverosa pubblicazione da parte dell’amministrazione. Per questa ragione, l’interessato, al fine di prendere
visione dell’atto, dovrà necessariamente ricorrere all’istanza di accesso
Secondo il D.Lgs. 33 del 2013, l’atto interno non sarebbe soggetto a doverosa pubblicazione da parte dell’amministrazione. Per questa ragione, l’interessato, al fine di
prendere visione dell’atto, non può ricorrere all’istanza di accesso
Qual è la differenza tra accesso formale e accesso informale?
L’accesso formale può tranquillamente aversi nei casi in cui non risulta l’esistenza di controinteressati, perciò mediante una richiesta avanzata anche in via verbale
all’ufficio dell’amministrazione. L’accesso informale si ha nel caso di istanze che fanno sorgere seri dubbi circa la legittimazione del richiedente e del suo interesse
La differenza è la stessa che intercorre tra “accesso chiuso” e “accesso aperto”
L’accesso informale può tranquillamente aversi nei casi in cui non risulta l’esistenza di controinteressati, perciò mediante una richiesta avanzata anche in via verbale
all’ufficio dell’amministrazione. L’accesso formale si ha nel caso di istanze che fanno sorgere seri dubbi circa la legittimazione del richiedente e del suo interesse
c’è alcuna differenza tra queste due forme di accesso
Ove i poteri istruttori del Dirigente siano esercitati comportando una incisione sulla sfera giuridica di terzi, essi:
determinano sempre responsabilità penale in capo al Dirigente
devono essere espressamente conferiti per legge e non meramente derivanti dalla funzione di responsabile del procedimento
l’esercizio di detti poteri è inammissibile
derivano implicitamente dalla funzione di responsabile del procedimento rivestita dal Dirigente
Durante la fase istruttoria del procedimento di accesso, compito del Dirigente è anche quello di individuare preliminarmente eventuali controinteressati cui
trasmettere copia dell'istanza di accesso civico. Si deve dare possibilità al controinteressato di formulare la propria motivata opposizione entro
30 giorni dalla ricezione della comunicazione, durante i quali il termine per la conclusione resta sospeso; decorso tale termine l'amministrazione provvede sull'istanza
(quindi, il termine di conclusione può allungarsi fino a 40 giorni)
15 giorni dalla ricezione della comunicazione, durante i quali il termine per la conclusione resta sospeso; decorso tale termine l'amministrazione provvede sull'istanza
(quindi, il termine di conclusione può allungarsi fino a 40 giorni)
20 giorni dalla ricezione della comunicazione, durante i quali il termine per la conclusione resta sospeso; decorso tale termine l'amministrazione provvede sull'istanza
(quindi, il termine di conclusione può allungarsi fino a 40 giorni)
10 giorni dalla ricezione della comunicazione, durante i quali il termine per la conclusione resta sospeso; decorso tale termine l'amministrazione provvede sull'istanza
(quindi, il termine di conclusione può allungarsi fino a 40 giorni)
Quando può aversi il rifiuto dell’accesso da parte dell’Istituzione scolastica?
il rifiuto dell’accesso consegue generalmente all’accertamento di carenza di un diritto soggettivo del richiedente, ovvero di carenza di motivazione dell’istanza o ancora nelle
ipotesi di atti soggetti a segretazione e perciò non accessibili
il rifiuto dell’accesso consegue generalmente all’accertamento di carenza di legittimazione del richiedente, ovvero di carenza di motivazione dell’istanza o ancora nelle
ipotesi di atti accessibili
il rifiuto dell’accesso consegue generalmente all’accertamento della presenza di legittimazione del richiedente e della motivazione dell’istanza
il rifiuto dell’accesso consegue generalmente all’accertamento di carenza di legittimazione del richiedente, ovvero di carenza di motivazione dell’istanza o ancora nelle
ipotesi di atti soggetti a segretazione e perciò non accessibili
La decisione sul procedimento di accesso del Dirigente può consistere
nel rifiuto e nel differimento
sempre nell’accettazione dell’istanza, in quanto non può disporre un rifiuto
sempre nel consenso all’accesso agli atti e all’estrazione di copia
nell’accettazione dell’istanza, nel rifiuto e nel differimento
La giurisprudenza, in particolare il Consiglio di Stato, ha voluto proporre qualche soluzione in ordine ai conflitti emergenti tra segretazione dell’atto, e quindi
diniego di accesso, e la tutela di un diritto costituzionale, cioè quello di difesa. Quali le conclusioni cui è pervenuto?
Le conclusioni cui giunse il Consiglio di Stato sul punto, con la decisione 4 febbraio 1997 n. 5 è che il diritto alla difesa prevale sulla accessibilità dell’atto
Le conclusioni cui giunse il Consiglio di Stato sul punto, con la decisione 4 febbraio 1997 n. 5 è che il diritto alla difesa prevale sulla segretazione dell’atto e sulla tutela
della riservatezza
Le conclusioni cui giunse il Consiglio di Stato sul punto, con la decisione 4 febbraio 1997 n. 5 è che il diritto alla segretazione dell’atto e sulla tutela della riservatezza
prevale su quello alla difesa
La questione rimane dubbia, senza puntuali soluzioni
Il diritto alla privacy è:
non è meritevole di tutela alla stregua di quello di accesso e diffusione di atti in possesso della pubblica amministrazione
maggiormente meritevole di tutela rispetto a quello di accesso e diffusione di atti in possesso della pubblica amministrazione
meritevole di tutela alla stregua di quello di accesso e diffusione di atti in possesso della pubblica amministrazione
non rilevante in ambito scolastico
Cosa si intende per “dati sensibili”
dati prettamente personali dai quali si desumono: l’origine razziale ed etnica, le convinzioni filosofiche e religiose, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati,
associazioni e organizzazioni di vario genere, nonché lo stato di salute e la vita sessuale
il complesso di dati personali (che si riferiscono a qualunque altra informazione rispetto ai dati sensibili, relativa a persone fisiche o giuridiche, enti o associazioni,
identificati o identificabili indirettamente) ripartito in una o più unità e organizzato secondo una pluralità di criteri determinati che ne facilitano il trattamento
raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, modificazione, estrazione, utilizzo, blocco, comunicazione, diffusione, ma anche cancellazione e
distruzione di dati
il complesso di dati personali
Il Testo Unico sulla protezione dei dati personali (D.Lgs. n. 196 del 2003) è anche chiamato
Carta in materia di Protezione dei dati personali
Codice in materia di Protezione dei dati personali
Decreto in materia di Protezione dei dati personali
Convenzione in materia di Protezione dei dati personali
Sia il Presidente che i membri che costituiscono l’Autorità Garante durano in carica:
9 anni
5 anni
7 anni
4 anni
La funzione di Presidente e membri del Garante:
non determina incompatibilità con qualunque altra attività di consulenza o professionale, a pena di decadenza. Ma possono essere amministratori o dipendenti di enti
pubblici o privato e ricoprire cariche elettive
determina incompatibilità con qualunque altra attività di consulenza o professionale, a pena di decadenza. Ma essi possono essere amministratori o dipendenti di enti
pubblici o privato e ricoprire cariche elettive
determina incompatibilità con qualunque altra attività di consulenza o professionale, a pena di decadenza. Inoltre, non possono essere amministratori o dipendenti di enti
pubblici o privato, né ricoprire cariche elettive
non determina incompatibilità con qualunque altra attività di consulenza o professionale, a pena di decadenza. Inoltre, non possono essere amministratori o dipendenti di
enti pubblici o privato e ricoprire cariche elettive
La L. 675 del 1996, all’art. 1 co. 1 essa specifica e garantisce che «il trattamento dei dati personali si svolga
nel rispetto dei diritti di studenti e docenti, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identità personale»
nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identità personale»
nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla riservatezza dei dati»
nel rispetto dei diritti delle istituzioni scolastiche, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identità personale»
Qual è la definizione di “trattamento” fornita dalla normativa in materia di tutela della privacy?
si tratta delle operazioni volte a mettere a conoscenza dei dati personali soggetti indeterminati in qualunque forma (anche tramite messa a disposizione o possibilità di
consultazione)
si tratta delle operazioni volte mettere a conoscenza dei dati personali, in qualunque modo possibile (anche tramite messa a disposizione o possibilità di consultazione) uno
o più soggetti determinati diversi dal titolare
si tratta in sintesi delle operazioni di comunicazione e diffusione dei dati
si tratta delle operazioni, svolte con o senza ausilio di mezzi elettronici o automatizzati, che consentono raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione,
modificazione, estrazione, utilizzo, blocco, comunicazione, diffusione, ma anche cancellazione e distruzione di dati
Con riguardo al diritto di accesso, la natura dei dati sensibili, idonei a svelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni politiche e religiose, l’adesione a
partiti politici, ecc., la legge 241 pone, in questi casi, un limite all’accesso.
Tale accesso è consentito solamente ove sia strettamente indispensabile
Tale accesso è sempre consentito
Non sono in realtà previsti limiti
Tale accesso è consentito solamente ove sia disposto dall’amministrazione
Il d.p.r. 184 del 2006, al fine di tutelare i controinteressati, impone anzitutto all’amministrazione l’obbligo
di dare a questi comunicazione della richiesta di accesso. Tale previsione consentirebbe al controinteressato di presentare motivata opposizione entro i successivi 10 giorni
di rifiutare la richiesta di accesso. Tale previsione consentirebbe al controinteressato di presentare motivata opposizione entro i successivi 10 giorni
di accogliere la richiesta di accesso. Tale previsione consentirebbe al controinteressato di presentare motivata opposizione entro i successivi 10 giorni
di richiedere al controinteressato obbligatoria opposizione entro i successivi 10 giorni
Circa la possibilità del controinteressato di partecipare al procedimento, ossia a quel complesso iter che si apre a partire dall’istanza presentata dal
richiedente
la legge sul procedimento non la prescrive, rimangono dubbie le soluzioni agli inevitabili conflitti tra accesso e tutela della riservatezza. Così appare necessario il Garante,
che ha posto risoluzione ai problemi di cui sopra.
la legge sul procedimento la prescrive espressamente
la legge sul procedimento non la prescrive, rimangono dubbie le soluzioni agli inevitabili conflitti tra accesso e tutela della riservatezza. Così appare necessario il Codice
sulla privacy, che ha posto risoluzione ai problemi di cui sopra.
la legge sul procedimento non la prescrive, rimangono dubbie le soluzioni agli inevitabili conflitti tra accesso e tutela della riservatezza. Così appare necessario il d.p.r. 184
del 2006, che ha posto risoluzione ai problemi di cui sopra.
Nel caso di accesso a dati, informazioni o documenti propri richiesti dal soggetto possessore all’amministrazione pubblica, l’esercizio dei diritti di ottenere
l’aggiornamento, la rettificazione, l’integrazione, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima, la conservazione dei dati,
è assolutamente preclusa dall’art. 10 comma 5 del Codice sulla privacy. Unico caso eccezionale, e il motivo è evidente, è quello in cui «la scomposizione dei dati trattati o
la privazione di alcuni elementi renda incomprensibili i dati personali relativi all’interessato»
avviene in modalità telematica
avviene con mezzi formali, anche ammessi in modalità telematica
avviene con mezzi informali e semplificati, anche ammessi in modalità telematica
L’art. 7 del D.Lgs. 196 del 2003, collocato nei Titolo II “Diritti dell’interessato”, norma relativa al diritto di accesso ai dati personali riconosce al soggetto
titolare
il diritto di ottenere l’indicazione della provenienza dei dati trattati dall’ente pubblico, dei soggetti responsabili del trattamento e di coloro che potrebbero usufruire della
comunicazione e diffusione di tali dati, ma non delle finalità e modalità di trattamento
il diritto di ottenere l’indicazione della modalità di trattamento, delle finalità e dei soggetti responsabili del trattamento e di coloro che potrebbero usufruire della
comunicazione e diffusione di tali dati, ma non provenienza dei dati trattati dall’ente pubblico
il diritto di ottenere l’indicazione di coloro che potrebbero usufruire della comunicazione e diffusione di tali dati
il diritto di ottenere l’indicazione della provenienza dei dati trattati dall’ente pubblico, delle finalità e modalità di trattamento, dei soggetti responsabili del trattamento e di
coloro che potrebbero usufruire della comunicazione e diffusione di tali dati
Il diritto di ottenere l’aggiornamento, la rettificazione, l’integrazione, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima, la conservazione dei dati quando
è soggetto a limitazione?
non può essere esercitato qualora il trattamento sia realizzato dal soggetto pubblico «per esclusive finalità inerenti a contenziosi con l’interessato» (art. 8 comma 2).
non può essere esercitato qualora il trattamento sia realizzato dal titolare «per esclusive finalità inerenti alla tutela di propri diritti e libertà fondamentali» (art. 8 comma 2).
non può essere esercitato qualora il trattamento sia realizzato dal titolare «per esclusive finalità inerenti alla propria difesa in giudizio» (art. 8 comma 2).
non può essere esercitato qualora il trattamento sia realizzato dal soggetto pubblico «per esclusive finalità inerenti alla politica monetaria e valutaria, al sistema dei
pagamenti, al controllo degli intermediari e dei mercati creditizi e finanziari, nonché alla tutela della loro stabilità» (art. 8 comma 2).
In materia di impiego e di rapporti di lavoro e relativamente alla gestione del personale, il Garante ha adottato specifici atti. In particolare, sia la materia del
pubblico impiego che quella dell’impiego privato hanno subito notevoli influenze a seguito.
dell’emanazione dello Statuto dei lavoratori
dell’emanazione delle “Linee guida in materia di trattamento dei dati personali di lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro in ambito pubblico” del 14 giugno
2007 n.23
dell’emanazione della legge sul procedimento, art. 20
dell’emanazione dell’opuscolo “La scuola a prova di privacy”
Gli atti, contratti, provvedimenti e negozi adottati in violazione del diritto alla privacy per i quali è proposto reclamo o segnalazione dinanzi al Garante:
sono sempre inefficaci e inutilizzabili, anche se il Garante non ha il potere di annullare atti o negozi, invalidando la loro efficacia
sono inefficaci e inutilizzabili in quanto il Garante ha il potere di invalidarne l’efficacia e di pronunciarsi sulla responsabilità penale, oltre che civile del titolare del
trattamento
potrebbero essere validamente utilizzati per finalità istituzionali, secondo quanto solo il Garante può disporre
potrebbero essere validamente utilizzati per finalità istituzionali, in quanto il Garante non ha il potere di annullare atti o negozi, invalidando la loro efficacia.
Sulla base delle indicazioni dal Garante, e indirettamente dalla normativa, in ambito scolastico è stato adottato un regolamento attuativo, che dà seguito alle
disposizioni di cui sopra:
Si tratta del del d.p.r. 184 del 2006
Si tratta delle “Linee guida in materia di trattamento dei dati personali di lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro in ambito pubblico” del 14 giugno 2007
n.23.
Si tratta dell’opuscolo “La scuola a prova di privacy”
Si tratta del d.m. 7 dicembre 2006, n. 305, Regolamento recante identificazione dei dati sensibili e giudiziari trattati e delle relative operazioni effettuate dal Ministero
della pubblica istruzione, in attuazione degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante «Codice in materia di protezione dei dati personali»
Corruzione e illegalità costituiscono al contempo due fenomeni con una incidenza negativa sull’immagine di un Paese, generativi di danni su più livelli:
economico, sociale e culturale
pubblico, religioso e morale
economico, sociale e religioso
privato, economico e culturale
Nel 1999, il Consiglio d’Europa ha adottato:
la convenzione civile di Strasburgo, ratificata con Legge 28 giugno 2012, n. 110, per uniformare alcune fattispecie penali, cui ha fatto seguito la Convenzione penale sulla
corruzione di Strasburgo del 4 novembre 1999, ratificata con Legge 28 giugno 2012, n. 112
la convenzione penale di Strasburgo, ratificata con Legge 28 giugno 2012, n. 110, per uniformare alcune fattispecie penali, cui ha fatto seguito il GRECO
la convenzione penale di Strasburgo, ratificata con Legge 28 giugno 2012, n. 110, per uniformare alcune fattispecie penali, cui ha fatto seguito la Convenzione civile sulla
corruzione di Strasburgo del 4 novembre 1999, ratificata con Legge 28 giugno 2012, n. 112
la convenzione penale di Strasburgo, ratificata con Legge 28 giugno 2012, n. 110, per uniformare alcune fattispecie penali
Importante approdo nel quadro internazionale è la Convenzione ONU contro la corruzione, cd. Convenzione di Merida, del 2003. Essa consta di:
un Preambolo e ben 71 articoli suddivisi in VII titoli
un Preambolo e ben 72 articoli suddivisi in VIII titoli
un Preambolo e ben 71 articoli suddivisi in VIII titoli
un Preambolo e ben 70 articoli suddivisi in VIII titoli
Quale delle seguenti normative contiene una definizione espressa di “corruzione” nel quadro nazionale?
la circolare del Dipartimento della Funzione pubblica n. 1 del 25/01/2013
la legge 2012 n. 190, “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e della illegalità nella Pubblica Amministrazione”
gli artt. 318, 319 e 319 ter del codice penale
La Legge 28 giugno 2012, n. 112, di ratifica della Convenzione civile sulla corruzione di Strasburgo del 4 novembre 1999 del Consiglio d’Europa
Si tenta di contrastare il fenomeno corruttivo, incentivando, due valori e il loro rispetto nei comportamenti sia di dipendenti che di dirigenti. Quali?
princìpi di “efficienza” e “trasparenza”
princìpi di “giustizia” ed “equità”
princìpi di “economicità” ed “etica”
princìpi di “etica” e “trasparenza”
A livello nazionale, si ha il Piano nazionale di prevenzione della corruzione, contemplato nel D.lgs. 97 del 2016, adottato
dal Dipartimento della funzione pubblica
dal Responsabile della Trasparenza
dal Responsabile della prevenzione della corruzione
dall’ANAC
Il Piano di Prevenzione dalla corruzione, individuando specifici e ben delineati obiettivi strategici, si caratterizza per la sua natura
programmatica
politica
sociale
economica
Il Piano Triennale di Prevenzione dalla corruzione,
ben lungi dall’essere un documento di studio, si qualifica anche nel contesto delle scuole come un atto statistico che, sulla base di indagini previamente svolte, assume la
funzione di strumento per l’individuazione di misure concrete da realizzare e di controlli da effettuare al fine della verifica circa la corretta applicazione delle misure
si qualifica anche nel contesto delle scuole come un atto che, sulla base di indagini previamente svolte, assume la funzione di strumento per l’individuazione di misure
concrete da realizzare e di controlli da effettuare al fine della verifica circa la corretta applicazione delle misure
si qualifica anche nel contesto delle scuole come un atto di monitoraggio che, sulla base di indagini previamente svolte, assume la funzione di strumento per
l’individuazione di misure concrete da realizzare e di controlli da effettuare al fine della verifica circa la corretta applicazione delle misure
si qualifica anche nel contesto delle scuole come un documento di studio e indagine che, proprio sulla base di indagini previamente svolte, assume la funzione di strumento
per l’individuazione di misure concrete da realizzare e di controlli da effettuare al fine della verifica circa la corretta applicazione delle misure
Il Piano triennale (PTPCT)
è adottato dal Dirigente quale Responsabile della Trasparenza e predisposto dal MIUR
è adottato dal Direttore di USR quale Responsabile della prevenzione della corruzione (RPC) nei confronti delle istituzioni scolastiche e predisposto dal MIUR
è adottato dal MIUR e predisposto dal Dirigente quale Responsabile della Trasparenza nei confronti delle istituzioni scolastiche
è adottato dal MIUR e predisposto dal Direttore di USR quale Responsabile della prevenzione della corruzione (RPC) nei confronti delle istituzioni scolastiche
Nella legge sul procedimento, si legge che la mancata o incompleta pubblicazione, da parte delle pubbliche amministrazioni, configura violazione degli
standard qualitativi ed economici e comporta l’insorgere di
responsabilità dell’USR ai sensi dell'art. 21 del d.lgs. n. 165 del 2001
responsabilità dirigenziale ai sensi dell'art. 21 del d.lgs. n. 165 del 2001
responsabilità in capo ai dipendenti ai sensi dell'art. 21 del d.lgs. n. 165 del 2001
responsabilità della Regione ai sensi dell'art. 21 del d.lgs. n. 165 del 2001
Il Responsabile della prevenzione della Corruzione (RPCT) presso le Istituzioni scolastiche:
è collocato presso l’Ufficio Scolastico Regionale e coincide con il suo Direttore Generale ovvero con i Dirigenti titolari di uffici scolastici regionali di livello non generale
è collocato presso ogni Istituzione scolastica e viene a coincidere con il Dirigente
è collocato presso l’Ufficio Scolastico Provinciale e coincide con il Suo Direttore Generale
è collocato presso ogni Istituzione scolastica e viene a coincidere con il DSGA
Nella Sezione “Trasparenza” del Piano, “l’amministrazione evidenzia prevalentemente gli obiettivi strategici in materia di trasparenza e individua
il Responsabile della Prevenzione della Corruzione
gli atti accessibili secondo la legge 241 del 1990
le responsabilità e le competenze riguardo alla trasmissione e alla pubblicazione dei documenti, delle informazioni e dei dati richiesti dalla normativa”
la trasmissione e la pubblicazione dei documenti, delle informazioni e dei dati richiesti dalla normativa”
Nella Sezione “Trasparenza” del Piano Triennale MIUR 2020-2022, si rinvia al d.lgs. 33/2013 (art. 1 co. 2), che, nel riferirsi alla normativa sulla trasparenza
sancisce che essa è:
“condizione di garanzia di inclusione nonché dei diritti civili, politi e sociali, integra il diritto al buon andamento e concorre alla realizzazione di un’amministrazione aperta
al territorio”.
“condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive nonché dei diritti civili, politi e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla
realizzazione di un’amministrazione aperta al servizio del cittadino”.
“condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive del cittadino”.
“condizione di garanzia di libero e incondizionato accesso agli atti della pubblica amministrazione del cittadino e del diritto ad una buona amministrazione”.
Qual è stata l’esigenza cui si è cercato di rispondere con la normativa introdotta dal D.Lgs. 81 del 2008, Testo Unico in materia di tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro, specificamente modificato e integrato dal D.Lgs. 3 agosto 2009 n.106?
quella di apprestare e garantire cure gratuite agli indigenti
quella di porre una rettifica alle disposizioni contenute nella Costituzione italiana
quella di prevenire e contrastare il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, sempre crescente e con conseguenze negative sia dal punto di vista
sociale sia dal punto di vista economico
quella di ampliare le disposizioni già contenute all’interno della Costituzione italiana in materia di tutela della salute
Il “diritto alla salute contemplato all’art.32 della Costituzione italiana è inteso quale
diritto al trattamento sanitario
diritto del soggetto a essere tutelato contro le malattie in senso stretto
globale benessere psico-fisico
obbligo per il soggetto di curarsi
Chi, in ambito scolastico, è investito del potere di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del personale?
i lavoratori designati dal Dirigente ad adottare tutte le misure necessarie
il Dirigente scolastico
il Medico competente
il Servizio di prevenzione e protezione
Chi ha il potere e la responsabilità di realizzare interventi strutturali e di manutenzione che assicurino la sicurezza di locali ed edifici scolastici di ogni ordine
e grado?
il Dirigente scolastico
i funzionari preposti agli uffici interessati
il Comune
Gli Enti Locali
In ambito scolastico, da chi è impersonata la figura del “preposto” di cui all’art.18 c.3 del D.Lgs. 81/08 ?
da pubbliche amministrazioni o pubblici uffici, responsabili di far rispettare la normativa antiinfortunistica
dal soggetto delegato dal Dirigente, perché dotato di specifica qualificazione, a specifiche competenze nell’organizzazione della prevenzione, responsabili di far rispettare
la normativa antiinfortunistica
dalle segreteria, responsabili di far rispettare la normativa antiinfortunistica
dai docenti e dagli assistenti tecnici nel caso di utilizzo di laboratori, apparecchiature particolari, responsabili di far rispettare la normativa antiinfortunistica
I casi di infezione da COVID-19 venivano collocati, da una interpretazione prevalente, nella categoria degli infortuni sul lavoro. E facilmente si ipotizzava
una analogia tra i presupposti per l’erogazione dell’indennizzo INAIL (per infortunio, appunto) e i presupposti della responsabilità penale per omissione colposa o
dolosa del datore di lavoro, quindi del Dirigente scolastico (artt. 437/451 c.p.). Questo profilo è stato molto controverso:
Alcune pronunce giurisprudenziali recenti chiariscono definitivamente che si esclude la punibilità dell’agente qualora «l’esercizio del diritto o l’adempimento del dovere»
derivi direttamente da un’imposizione di natura giuridica o, quantomeno, da un legittimo ordine appartenente alla Autorità pubblica, come in effetti si è verificato, con un
esplicito richiamo da parte del Ministero dell’art. 51 del codice penale
Una comunicazione MIUR chiarisce definitivamente che si esclude la punibilità dell’agente qualora «l’esercizio del diritto o l’adempimento del dovere» derivi direttamente
da un’imposizione di natura giuridica o, quantomeno, da un legittimo ordine appartenente alla Autorità pubblica, come in effetti si è verificato, con un esplicito richiamo da
parte del Ministero dell’art. 51 del codice penale
Una comunicazione MIUR chiarisce definitivamente che la responsabilità del personale dirigenziale sia configurabile sempre e si prevede per di più la punibilità
dell’agente qualora «l’esercizio del diritto o l’adempimento del dovere» derivi direttamente da un’imposizione di natura giuridica, riconoscendogli pertanto il potere di adottare
comportamenti opposti a quanto previsto dalle disposizioni vigenti, al fine di frenare il contagio
Rimane dubbio, data soprattutto la mancanza di precise indicazioni e di pronunce giurisprudenziali per situazioni di emergenza pandemica
Il Dirigente, sempre nella sua veste di datore di lavoro, designa anche il medico competente. La sua nomina si rende necessaria solo quando
siano presenti rischi e qualora siano svolte mansioni che impongano la sorveglianza sanitaria
il numero dei dipendenti (esclusi gli allievi) sia superiore a 200 unità
il numero dei dipendenti (esclusi gli allievi) sia inferiore a 200 unità
sia necessario informare ogni lavoratore circa l’importanza e i risultati della sorveglianza sanitaria
I compiti in generale svolti dal servizio di prevenzione e protezione
possono essere assunti direttamente ed esclusivamente dal Medico competente nel sistema dell’istituzione scolastica, qualora il numero dei dipendenti (esclusi gli allievi) sia
inferiore a 200 unità
possono essere assunti direttamente ed esclusivamente dal Dirigente scolastico, nella veste di datore di lavoro nel sistema dell’istituzione scolastica, qualora il numero dei
dipendenti (esclusi gli allievi) sia inferiore a 200 unità
non possono mai essere assunti direttamente ed esclusivamente dal Dirigente scolastico, nel sistema dell’istituzione scolastica
possono essere assunti direttamente ed esclusivamente dal Dirigente scolastico, nella veste di datore di lavoro nel sistema dell’istituzione scolastica, qualora il numero dei
dipendenti (esclusi gli allievi) sia superiore a 200 unità
Il Servizio di prevenzione e protezione riveste funzioni sono spiccatamente:
“dirigenziali”
“esecutive”
“consulenziali”
“di prevenzione”
Con riguardo al servizio di prevenzione e protezione, i soggetti coinvolti sono:
il Datore di Lavoro, che si occupa esclusivamente della sovrintendenza; il medico competente, che si occupa della valutazione dei rischi e effettua la sorveglianza sanitaria;
in ultimo, addetti ed eventuali consulenti esterni
il Datore di Lavoro e il medico competente, che si occupano della sua organizzazione e ne nominano i componenti; gli addetti ed eventuali consulenti esterni, che
collaborano alla valutazione dei rischi e effettuano la sorveglianza sanitaria
il Datore di Lavoro, che si occupa della sua organizzazione e ne nomina i componenti; il medico competente, che collabora alla valutazione dei rischi e effettua la
sorveglianza sanitaria; in ultimo, addetti ed eventuali consulenti esterni
il Datore di Lavoro, che si occupa della sua organizzazione e ne nomina i componenti; il medico competente e gli addetti, che collaborano alla valutazione dei rischi e
effettuano la sorveglianza sanitaria
Il Documento di valutazione dei rischi, di cui all’art. 17 del D.Lgs. 81 del 2008
deve contenere l’indicazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori presenti all’interno della propria attività
deve contenere l’indicazione delle visite mediche necessarie. In particolare: visita medica volta ad accertare che non ci siano controindicazioni alla mansione cui il
lavoratore è destinato e una visita medica periodica volta a verificare lo stato di salute del lavoratore, dichiarandolo “idoneo” alla mansione specifica, da ripetersi anche al
cambio mansione
deve contenere l’indicazione di tutte le modalità per ridurre i rischi e le misure prioritarie da adottare
deve contenere l’indicazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori presenti all’interno della propria attività e di tutti i lavoratori che operano all’interno
dell’ambiente di lavoro; tutti i pericoli presenti, ossia quelli che possono cagionare infortunio o malattia professionale; le modalità per ridurre i rischi e le misure prioritarie da
adottare
Lo stress da lavoro-correlato può intendersi come
una risposta negativa e dannosa che emerge quando il lavoratore è troppo giovane, o al contrario prossimo alla pensione
una risposta negativa e dannosa che emerge nel momento in cui la richiesta di prestazione lavorativa non collima con capacità, risorse e mezzi che il lavoratore riesce a
impiegare per far fronte a tale richiesta
un tipo di rischio connesso alla scarsa conoscenza del sistema di relazioni aziendali, delle attrezzature e delle macchine con cui il lavoratore viene a contatto, tale da
determinare comportamenti disciplinari errati e aggressivi
un tipo di rischio connesso alla tipologia contrattuale flessibile
Cos’è il “Modello di organizzazione e gestione”?
è un concetto correlato alle “condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione,
un esito più grave o infausto”
è uno strumento che consente un’attenta valutazione. Si può definire quel sistema attraverso cui il Dirigente può conoscere approfonditamente tutti i possibili rischi
esistenti nell’istituzione scolastica
è “l’insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle
modalità di svolgimento dell'attività lavorativa”
è uno strumento che consente di definire obblighi di prevenzione e di assicurarne l’adempimento. Si può definire quale sistema di analisi della organizzazione aziendale nel
suo complesso, volto a combinare le componenti umane, dunque tutti i soggetti titolari di posizioni rilevanti ai fini della sicurezza, con risorse organizzative e strutturali, al fine
di una adeguata distribuzione di compiti e responsabilità
Il Dirigente è tenuto a descrivere azioni e procedure da intraprendere al fine della gestione delle emergenze nel “Piano delle emergenze”. Questo prevede una
articolazione in:
Tre “sottopiani”: procedure di emergenza nel primo soccorso, nella prevenzione incendi, nella evacuazione dei lavoratori
Una parte generale, che enumera le possibili situazioni di emergenza che possono sussistere; due “sottopiani”: procedure di emergenza nel primo soccorso, nella
prevenzione incendi
Una parte generale, che enumera le possibili situazioni di emergenza che possono sussistere; tre “sottopiani”: procedure di emergenza nel primo soccorso, nella prevenzione
incendi, nella evacuazione dei lavoratori
Una parte generale, che enumera sia le possibili situazioni di emergenza che possono sussistere sia tre “sottopiani” concernenti procedure di emergenza nel primo soccorso,
nella prevenzione incendi, nella evacuazione dei lavoratori
Un punto importante nel processo di riforma dei rapporti di lavoro è stato quello di:
prevedere anche per quei rapporti in cui la parte datoriale è rappresentata dalla p.a., una «pubblicizzazione», ossia un processo di regolamentazione mediante una disciplina
privatistica caratterizzata dall’utilizzo di contratti collettivi di lavoro.
prevedere anche per quei rapporti in cui la parte datoriale è rappresentata dalla p.a., una «privatizzazione», ossia un processo di regolamentazione mediante una disciplina
pubblicistica caratterizzata dall’utilizzo di contratti collettivi di lavoro.
prevedere anche per quei rapporti in cui la parte datoriale è rappresentata dalla p.a., una «pubblicizzazione», ossia un processo di regolamentazione mediante una disciplina
pubblicistica caratterizzata dall’utilizzo di contratti collettivi di lavoro.
prevedere anche per quei rapporti in cui la parte datoriale è rappresentata dalla p.a., una «privatizzazione», ossia un processo di regolamentazione mediante una disciplina
privatistica caratterizzata dall’utilizzo di contratti collettivi di lavoro.
Originariamente, il rapporto di pubblico impiego era plasmato sulle esigenze organizzative della p.a. e si muoveva in coerenza con il fine ultimo da questa
perseguito, ossia l’interesse pubblico. La p.a. rivestiva dunque:
una posizione di «supremazia speciale» ed esercitava poteri negoziali nel rapporto di lavoro, che era così caratterizzato da bilateralità
una posizione di «inferiorità speciale», sottoposta ai poteri autoritativi della controparte nel rapporto di lavoro, che era così caratterizzato da unilateralità
una posizione paritaria, ma esercitava poteri autoritativi nel rapporto di lavoro, che era così caratterizzato da unilateralità
una posizione di «supremazia speciale» ed esercitava poteri autoritativi nel rapporto di lavoro, che era così caratterizzato da unilateralità
Con il D. Lgs. n. 29/93, viene modificato l’atto posto alla base del rapporto di impiego:
questo è adesso un contratto individuale di lavoro che riveste la forma del provvedimento amministrativo, e non più un contratto collettivo
questo è adesso un atto autoritativo della pubblica amministrazione, che riveste la forma del contratto tipico di diritto privato, e non più contratto individuale di lavoro che
riveste la forma del contratto tipico di diritto privato
questo è adesso un atto unilaterale di nomina da parte della pubblica amministrazione, e non più contratto individuale di lavoro che riveste la forma del contratto tipico di
diritto privato
questo è adesso un contratto individuale di lavoro che riveste la forma del contratto tipico di diritto privato, e non più un atto unilaterale di nomina da parte della pubblica
amministrazione
I contratti collettivi, una volta stipulati, devono essere sottoposti al controllo della Corte dei Conti la quale dovrà pronunciare giudizio di compatibilità
economico-finanziaria entro i successivi 40 giorni. Decorso il termine di 40 giorni, senza pronuncia della Corte, i contratti
divengono annullabili
divengono efficaci e vincolanti
divengono inefficaci e non più vincolanti
divengono nulli
In base alle riforme intercorse rispetto al passato, con riguardo alle amministrazioni statali, l’Avvocatura di Stato può adire a sé la trattazione della causa,
qualora si tratti di “questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici”
sempre in quanto è il difensore istituzionale per eccellenza
mai, in quanto oggi il potere di difendere l’istituzione scolastica in giudizi lavoristici spetta al Dirigente scolastico
ove si tratti di contenziosi lavoristici
La tesi pubblicistica relativa al conferimento dell’incarico,
vuole che l’atto di conferimento dell’incarico dirigenziale si sostanzi in un atto negoziale del datore di lavoro e la giurisdizione circa le controversie relative al
conferimento, non possono che essere devolute al giudice amministrativo in applicazione dell’art. 63 co.1, d.lgs. n.165 del 2001
vuole che l’atto di conferimento dell’incarico dirigenziale si sostanzi in un atto negoziale del datore di lavoro e la giurisdizione circa le controversie relative al
conferimento, non possono che essere devolute al giudice ordinario in applicazione dell’art. 63 co.1, d.lgs. n.165 del 2001
vuole che l’atto di conferimento dell’incarico dirigenziale si sostanzi in un provvedimento amministrativo, perciò soggetto alla giurisdizione del giudice amministrativo
vuole che l’atto di conferimento dell’incarico dirigenziale si sostanzi in un provvedimento amministrativo, perciò soggetto alla giurisdizione del giudice ordinario
La ripartizione di giurisdizione avviene, dopo il processo di riforma:
per merito e non sulla base della posizione giuridica tutelata
per materia e non sulla base della posizione giuridica tutelata
non c’è ripartizione di giurisdizione
sulla base della posizione giuridica tutelata e non per materia
Cosa si indica con il concetto di “spoils system”?
il sistema che determina la prosecuzione degli incarichi dirigenziali in corso di svolgimento in concomitanza con il subentro di una nuova compagine governativa
il sistema che determina la cessazione degli incarichi dirigenziali in corso di svolgimento in concomitanza con il subentro di una nuova compagine governativa
il sistema fondato sul divieto di impiego di moderne tecnologie, come l’utilizzo del telelavoro e forme di riunione da remoto nel contesto della pubblica amministrazione e
del lavoro pubblico
il sistema fondato su moderne tecnologie, come l’utilizzo del telelavoro e forme di riunione da remoto nel contesto della pubblica amministrazione e del lavoro pubblico
“Dirigenza pubblica” è un concetto che indica:
il personale che occupa la posizione più elevata all’interno della amministrazione, con attribuzioni relative all’organizzazione e all’esercizio dell’attività gestoria
il personale che occupa la posizione più bassa all’interno della amministrazione, senza attribuzioni relative all’organizzazione e all’esercizio dell’attività gestoria
il personale che occupa la posizione più elevata all’interno della amministrazione, senza attribuzioni relative all’organizzazione e all’esercizio dell’attività gestoria
il personale che occupa la posizione più elevata all’interno della amministrazione, con attribuzioni relative alla sola gestione dei rapporti sindacali
Con la Legge n. 124 del 2017, c.d. Legge Madia, la principale novità è stata quella di dar luogo a “un più ampio mercato della dirigenza, che coincide con il
territorio nazionale, nell’ambito del quale selezionare il dirigente cui si intende attribuire l’incarico”. Questo significa in termini pratici
che si è voluto procedere a una nuova modalità di selezione del ruolo dirigenziale, superando i confini dei criteri pubblicistici
che si è voluto procedere a una unificazione e a un coordinamento di ruoli, superando i confini della singola amministrazione
che si è voluto procedere a una trasformazione dei ruoli, disciplinati adesso in base alle regole del mercato e della concorrenza
che si è voluto procedere a una disgregazione di ruoli, superando i confini della singola amministrazione
Il D.Lgs. 165 del 2001 ha introdotto un principio cardine nell’ambito della riforma dell’organizzazione e dei rapporti di lavoro nel settore pubblico. Il
riferimento è
alla distinzione “formale” tra politica e amministrazione
alla distinzione “funzionale” tra politica e amministrazione
alla distinzione “etica” tra politica e amministrazione
alla distinzione “sostanziale” tra politica e amministrazione
L’attività di «macro-organizzazione», ossia di indirizzo politico-amministrativo e di controllo spetta
agli Enti locali
agli organi politici (i Ministeri)
al Presidente della Repubblica
ai Dirigenti pubblici
La Dirigenza, allora, esercita oggi:
due diverse tipologie di potere: un potere pubblico, volto al soddisfacimento di poteri pubblici e un potere privato datoriale nella gestione dei rapporti lavoristici
un potere privato datoriale, per effetto della processo di privatizzazione del pubblico impiego
due diverse posizioni: un potere ministeriale, volto al perseguimento di obiettivi finali da un lato, ma una posizione di lavoratore subordinato rispetto al potere privato
datoriale
un potere essenzialmente pubblico, volto al soddisfacimento di poteri pubblici
Le disposizioni di modifica introdotte dalla legge n. 145/2002 (legge "Frattini") a proposito della dirigenza amministrativa in genere trovano applicazione
anche per la dirigenza scolastica. Con riguardo al meccanismo dello spoils system, ossia la cessazione e rotazione di incarichi al momento del passaggio da un
Governo all'altro,
ne rappresenta un’eccezione, in quanto non compatibile in questo settore
si estende solo in certe materie, tra cui quella scolastica
rientra in tale applicazione
ne rappresenta il punto principale di adeguamento
Per il settore scolastico, la legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016), comma 217, riscrivendo l'art. 29 del d. lgs. n. 165/2001, ha ricondotto la materia delle
procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici
alla competenza del MIUR
alla competenza della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (SSPA)
alla competenza della singola amministrazione
alla competenza del Ministero della Pubblica Amministrazione
È il Consiglio di Stato a chiarire che proprio l'art. 19 del d.lgs. n. 165/2001 indica la natura ..… degli incarichi dirigenziali,
«costituzionale»
«contrattuale»
«legislativa»
«provvedimentale»
Un importante principio, esteso anche ai Dirigenti scolastici in materia di trattamento economico, è quello di
«normatività»
«unilateralità»
«onnicomprensività»
«contrattualità»
