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L RUOLO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO TRA RESPONSABILITA', MANAGEMENT

Total questions: 125

Worksheet time: 3hrs 8mins

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Class
Date
1.

Quando nasce la scuola italiana, dell'Italia quale stato nazionale unitario e indipendente?

a)

Nel 1947

b)

Nel 1961

c)

Nel 1923

d)

Nel 1861

2.

Le radici della scuola italiana e della conseguente legislazione sono:

a)

Religiose

b)

Laiche

c)

familiari

d)

Militari

3.

1. L'attuazione dell'autonomia finanziaria, organizzativa e didattica costituisce, nella dichiarazione d'intenti posta in apertura dell'art. 21 L. 59/1997:

a)

Il percorso obbligato che il legislatore intende seguire verso una riforma della scuola in termini di modernità ed efficienza.

b)

il percorso obbligato per effettuare economie di scala

c)

Il percorso obbligato per modificare i programmi

d)

Il percorso obbligato per una riforma finanziaria della scuola

4.

Con l'introduzione dell'Autonomia si opta per un sistema organizzativo

a)

piramidale e orizzontale

b)

non piramidale ma di tipo orizzontale orizzontale

c)

non piramidale e verticale

d)

piramidale e verticale

5.

l'autonomia:

a)

è un principio consolidato nella gerarchia Ministero - Dirigente Scolastico

b)

è sicuramente un principio consolidato nella mente e nella formazione dei Dirigenti Scolastici, ma molto meno nella Amministrazione dell'Istruzione, sia centrale (ancora molto centralistica) che periferica, che si sente ancora gerarchicamente superiore al Dirigente Scolastico, mentre quel tipo di gerarchia non esiste più.

c)

è un principio non consolidato nella mente e nella formazione dei Dirigenti Scolastici, ma molto più nella Amministrazione dell'Istruzione.

d)

è sicuramente un principio consolidato nella Amministrazione dell'Istruzione, sia centrale che periferica

6.

Il cammino innovatore per la Scuola italiana è affidato, principalmente:

a)

alle persone, più che alle leggi.

b)

al Ministero dell'Istruzione

c)

alle leggi più che alle persone

d)

alle Regioni

7.

L'impianto normativo dell'art. 21 L. 59/1997 dispone che l'autonomia scolastica debba attuarsi innanzitutto attraverso

a)

L'esclusione della personalità giuridica

b)

Il riconoscimento della personalità giuridica a tutte le scuole

c)

Il riconoscimento della personalità giuridica alle scuole medie

d)

Il riconoscimento della personalità giuridica alle scuole superiori

8.

Elemento centrale e qualificante dell 'art. 21, però, è rappresentato dalla codificazione dei principi, in passato oggetto di aspre discussioni

a)

Di autonomia di sperimentazione

b)

Di autonomia organizzativa e didattica

c)

Di autonomia regionale

d)

Di autonomia comunale

9.

La possibilità di distribuire l'attività didattica in cinque giorni settimanali è espressione di:

a)

Autonomia di sperimentazione

b)

Autonomia finanziaria

c)

Autonomia didattica

d)

Autonomia organizzativa

10.

Il D.P.R. 8-3-1999, n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche) definisce l'autonomia organizzativa e didattica

delle scuole come:

a)

Garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e la concretizza nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione

mirati allo sviluppo delle istituzioni scolastiche

b)

Garanzia di libertà di insegnamento e di differenziazione culturale e la concretizza nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e

istruzione mirati allo sviluppo della persona umana

c)

Garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e la concretizza nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione

mirati alla tutela della famiglia

d)

Garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e la concretizza nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione

mirati allo sviluppo della persona umana

11.

La riforma costituzionale recata dalla Legge Cost. 18-10-2001, n. 3 di riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione disegna un quadro di poteri locali

in prospettiva:

a)

Europea

b)

Regionale

c)

Federalista

d)

Nazionale

12.

Il comma 5, art. 21, come modificato sul punto dal D.L. 28-8-2000, 240 conv. con modif., in L. 27-10-2000, n. 306, ha disciplinato la materia prevedendo:

a)

L'erogazione da parte dello Stato di una dotazione finanziaria "essenziale", in concreto necessaria a garantire il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole.

b)

L'erogazione da parte dello Stato di una dotazione finanziaria "completa", in concreto necessaria a garantire il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole.

c)

l'erogazione da parte dello Stato di una dotazione finanziaria "concreta", in concreto necessaria a garantire il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole.

d)

L'erogazione da parte dello Stato di una dotazione finanziaria "minima", in concreto necessaria a garantire il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole.

13.

Il finanziamento alle scuole si scinde in una assegnazione:

a)

unica

b)

perequativa

c)

ordinaria

d)

ordinaria e perequativa

14.

Le risorse assegnate dallo Stato e costituenti la dotazione finanziaria di istituto sono utilizzate:

a)

Senza vincoli di destinazione

b)

Con vincolo di destinazione alle sole spese in conto capitale

c)

Senza altro vincolo di destinazione che quello prioritario per lo svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie dell' istituzione interessata,

come previste ed organizzate nel Piano dell'offerta formativa.

d)

Con vincolo di destinazione alle spese di parte corrente

15.

Chi assegna le risorse finanziarie alle scuole? ( Esclusi i finanziamenti esterni di privati o Enti per specifici progetti)

a)

La Regione

b)

I Comuni

c)

Il Ministero dell'Istruzione

d)

L'Ufficio Scolastico Regionale

16.

Il Consiglio d'istituto verifica le disponibilità finanziarie dell'istituto:

a)

Entro il 1 gennaio

b)

Entro il 30 giugno

c)

Entro il 31 dicembre

d)

Entro il 31 agosto

17.

Per ogni progetto, annuale o pluriennale, deve essere indicata:

a)

La spesa complessiva prevista per la sua realizzazione e le quote di spesa attribuite a ciascun Anno finanziario

b)

La fonte di finanziamento, e le quote di spesa attribuite a ciascun Anno finanziario

c)

La fonte di finanziamento, la spesa complessiva prevista per la sua realizzazione

d)

La fonte di finanziamento, la spesa complessiva prevista per la sua realizzazione e le quote di spesa attribuite a ciascun Anno finanziario

18.

Le spese non possono superare, nel loro complessivo importo:

a)

l'importo del finanziamento statale

b)

Le entrate

c)

L'importo dei contributi privati

d)

L'importo del finanziamento regionale

19.

L'attività finanziaria e amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche si svolge sulla base di:

a)

Di un programma triennale

b)

Un programma quinquennale

c)

Di un programma biennale

d)

Di un programma annuale

20.

La gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche si esprime in termini:

a)

Di soli versamenti bancari

b)

Di cassa

c)

Di gestione del Conto Corrente

d)

Di competenza

21.

Il comma 11 della legge 107/2015 dispone in maniera espressa e puntuale che “a decorrere dall'anno scolastico 2015/2016, il Ministero dell'istruzione,

dell'università e della ricerca provvede alla tempestiva erogazione a ciascuna istituzione scolastica autonoma del fondo di funzionamento in relazione alla quota

corrispondente al periodo compreso tra il mese di settembre e il mese di dicembre dell'anno scolastico di riferimento. Entro quale mese il Ministero provvede?

a)

entro il mese di novembre

b)

entro il mese di dicembre

c)

entro il mese di ottobre

d)

entro il mese di settembre

22.

il Ministero comunica in via preventiva l'ulteriore risorsa finanziaria, tenuto conto di quanto eventualmente previsto nel disegno di legge di stabilità, relativa

al periodo compreso tra il mese di gennaio ed il mese di agosto dell'anno scolastico di riferimento, che sarà erogata nei limiti delle risorse iscritte in bilancio a

legislazione vigente entro e non oltre:

a)

il mese di febbraio dell'esercizio finanziario successivo

b)

il mese di aprile dell'esercizio finanziario successivo

c)

il mese di gennaio dell'esercizio finanziario successivo

d)

il mese di marzo dell'esercizio finanziario successivo

23.

Il quadro certo e completo della dotazione finanziaria disponibile annualmente nel bilancio di ciascuna istituzione scolastica autonoma, anche al fine della

programmazione delle attività da inserire nel Piano dell'Offerta Formativa, che viene elaborato da ciascuna scuola sulla base dei bisogni reali e contestualizzati

degli alunni e del territorio si ha:

a)

nel mese di novembre

b)

nel mese di ottobre

c)

nel mese di Dicembre

d)

nel mese di Settembre

24.

L'assegnazione e l'erogazione, entro dei limiti temporali fissati dalla legge e in termini quantitativi completi per l'intero anno scolastico, consente pertanto di

realizzare pienamente quanto previsto dalla previgente normativa sull'autonomia scolastica in materia di gestione finanziaria delle scuole, vale a dire la

predisposizione, sulla base di una certezza delle disponibilità finanziarie, del piano triennale dell'offerta formativa:

a)

entro il mese di settembre

b)

entro il mese di Dicembre

c)

entro il mese di novembre

d)

entro il mese di ottobre

25.

Il piano triennale dell'offerta formativa può essere rivisto annualmente con il relativo Programma Annuale di bilancio:

a)

entro il mese di ottobre

b)

entro il mese di settembre

c)

entro il mese di novembre

d)

entro il mese di Dicembre

26.

Le nuove disposizioni in materia finanziaria della legge 107/2015 sul piano amministrativo-contabile determinano oggettivamente delle condizioni:

a)

difficili di programmazione e gestione delle risorse finanziarie assegnate a ciascuna istituzione scolastica per la realizzazione delle proprie attività istituzionali secondo

quanto previsto dalla normativa vigente in materia di autonomia.

b)

impossibili di programmazione e gestione delle risorse finanziarie assegnate a ciascuna istituzione scolastica per la realizzazione delle proprie attività istituzionali secondo

quanto previsto dalla normativa vigente in materia di autonomia.

c)

meno favorevoli di programmazione e gestione delle risorse finanziarie assegnate a ciascuna istituzione scolastica per la realizzazione delle proprie attività istituzionali

secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di autonomia.

d)

più favorevoli di programmazione e gestione delle risorse finanziarie assegnate a ciascuna istituzione scolastica per la realizzazione delle proprie attività istituzionali

secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di autonomia.

27.

Le disposizioni del Capo II – “Programma annuale” (artt. 4-10) descrivono i contenuti e le modalità di formazione del programma annuale.

a)

annuale.

In particolare, l’articolo 4 prevede che il programma annuale debba essere coerente con le previsioni del P.T.O.F. e redatto in termini di cassa

b)

In particolare, l’articolo 4 prevede che il programma annuale debba essere coerente con le previsioni del Ministero. e redatto in termini di competenza

c)

In particolare, l’articolo 4 prevede che il programma annuale debba essere coerente con le previsioni del P.T.O.F. e redatto in termini di competenza

d)

In particolare, l’articolo 4 prevede che il programma annuale debba essere staccato dalle previsioni del P.T.O.F. e redatto in termini di competenza

28.

il fondo di riserva

a)

deve essere iscritto fra le spese del Ministero, rappresenta un accantonamento di risorse, da determinarsi nella misura massima del dieci per cento della dotazione

finanziaria ordinaria, per aumentare gli stanziamenti la cui entità si dimostri insufficiente, nonché per spese impreviste o per eventuali maggiori spese.

b)

non deve essere iscritto fra le spese del programma annuale, rappresenta un accantonamento di risorse, da determinarsi nella misura massima del dieci per cento della

dotazione finanziaria ordinaria, per aumentare gli stanziamenti la cui entità si dimostri insufficiente, nonché per spese impreviste o per eventuali maggiori spese.

c)

deve essere iscritto fra le spese del programma annuale, rappresenta un accantonamento di risorse, da determinarsi nella misura massima del dieci per cento della dotazione

finanziaria ordinaria, per aumentare gli stanziamenti la cui entità si dimostri insufficiente, nonché per spese impreviste o per eventuali maggiori spese.

d)

deve essere iscritto fra le spese del programma annuale, rappresenta un accantonamento di risorse, da determinarsi nella misura massima del trentaper cento della dotazione

finanziaria ordinaria, per aumentare gli stanziamenti la cui entità si dimostri insufficiente, nonché per spese impreviste o per eventuali maggiori spese.

29.

Il D.I. 44/2001 prevede il riconoscimento di autonomia negoziale alle scuole per il raggiungimento dei propri fini istituzionali.

Nell'ambito di tale autonomia negoziale, le istituzioni scolastiche possono stipulare convenzioni e contratti, con esclusione di quelli:

a)

di durata annuale

b)

a carattere aleatorio

c)

di durata biennale

d)

bilaterali

30.

Nell'ambito dell'autonomia negoziale, le istituzioni scolastiche possono stipulare convenzioni e contratti, con esclusione in genere, di quelli riferibili a:

a)

operazioni finanziarie speculative e alla partecipazione a società di persone e società di capitali

b)

operazioni finanziarie speculative e alla partecipazione a società cooperative

c)

operazioni finanziarie estere e alla partecipazione a società di persone e società di capitali

d)

operazioni finanziarie speculative e alla partecipazione a società semplici

31.

Nell'ambito dell'autonomia negoziale le istituzioni scolastiche possono stipulare convenzioni e contratti, con esclusione di quelli a carattere aleatorio e, in

genere, quelli riferibili a operazioni finanziarie speculative e alla partecipazione a società di persone e società di capitali:

a)

fatta salva la costituzione e partecipazione a consorzi costituiti nella forma della società a responsabilità limitata.

b)

fatta salva la costituzione e partecipazione a consorzi costituiti nella forma della società di capitali

c)

fatta salva la costituzione e partecipazione a consorzi costituiti nella forma della società semplice

d)

fatta salva la costituzione e partecipazione a consorzi costituiti nella forma della società in accomandita

32.

i poteri di gestione negoziale:

a)

Spettano al Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi

b)

Spettano al dirigente scolastico

c)

Spettano al collegio dei docenti

d)

Spettano al consiglio d'Istituto

33.

Le reti di scuole costituiranno, nei prossimi anni, lo strumento organizzativo per il cambiamento e l'innovazione. Esse consentiranno, e per chi ne fa già parte,

consentono:

a)

rigidità organizzativa, scambio di esperienze e utilizzo ottimale delle risorse umane e finanziarie.

b)

flessibilità didattica, scambio di esperienze e utilizzo ottimale delle risorse umane e finanziarie.

c)

flessibilità organizzativa, scambio di esperienze e utilizzo ottimale delle risorse umane e finanziarie.

d)

flessibilità organizzativa, scambio di esperienze e utilizzo ridotto delle risorse umane e finanziarie.

34.

Le istituzioni scolastiche possono costituire o aderire:

a)

a consorzi pubblici e privati per assolvere compiti istituzionali coerenti con le indicazioni ministeriali e per l'acquisizione di servizi e beni che facilitino lo svolgimento dei

compiti di carattere formativo.

b)

a consorzi solo pubblici per assolvere compiti istituzionali coerenti col Piano dell'offerta formativa e per l'acquisizione di servizi e beni che facilitino lo svolgimento dei

compiti di carattere formativo.

c)

a consorzi pubblici e privati per assolvere compiti istituzionali coerenti col Piano dell'offerta formativa e per l'acquisizione di servizi e beni che facilitino lo svolgimento

dei compiti di carattere formativo.

d)

a consorzi solo privati per assolvere compiti istituzionali coerenti col Piano dell'offerta formativa e per l'acquisizione di servizi e beni che facilitino lo svolgimento dei

compiti di carattere formativo.

35.

l'accordo di rete è depositato:

a)

presso il MIUR

b)

presso le segreterie delle scuole

c)

presso l'USR

d)

presso la Regione

36.

Se l'accordo di rete prevede attività didattiche o di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento, è approvato, oltre che dal consiglio di

circolo o di istituto:

a)

anche dalla Regione

b)

anche dal MIUR

c)

anche dall'USR

d)

anche dal collegio dei docenti delle singole scuole interessate per la parte di propria competenza.

37.

L'accordo di rete:

a)

può prevedere lo scambio temporaneo di studenti

b)

può prevedere lo scambio temporaneo di docenti

c)

può prevedere lo scambio definitivo di docenti

d)

non può prevedere lo scambio temporaneo di docenti

38.

L'accordo di rete può avere a oggetto:

a)

di amministrazione e contabilità, ferma restando l'autonomia dei singoli bilanci; di acquisto di beni e servizi, di organizzazione e di altre attività coerenti con le finalità

istituzionali

b)

attività didattiche, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento; di amministrazione e contabilità, ferma restando l'autonomia dei singoli bilanci;

di acquisto di beni e servizi, di organizzazione e di altre attività coerenti con le finalità istituzionali

c)

attività didattiche, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento; di amministrazione e contabilità, ferma restando l'autonomia dei singoli bilanci

d)

attività didattiche, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento; di acquisto di beni e servizi, di organizzazione e di altre attività coerenti con le

finalità istituzionali

39.

la creazione di una rete:

a)

non può in alcun modo determinare la nascita di una nuova persona giuridica

b)

può determinare la nascita di una nuova persona giuridica

c)

può determinare la nascita di nuovi enti pubblici

d)

può i determinare la nascita di nuovi enti privati

40.

Con l'accordo di rete:

a)

si dà vita a una fondazione

b)

si dà vita ad un soggetto autonomo rispetto alle scuole facenti parte di esso

c)

non si dà vita a un'organizzazione rivolta a permettere alle Istituzioni scolastiche di perseguire più agevolmente le proprie finalità istituzionali

d)

non si dà vita ad un soggetto autonomo rispetto alle scuole facenti parte di esso ma solo ad un'organizzazione rivolta a permettere alle Istituzioni scolastiche di perseguire

più agevolmente le proprie finalità istituzionali.

41.

Gli accordi devono essere stipulati:

a)

per atto scritto

b)

verbalmente

c)

con una conferenza di servizi

d)

con scambio di note

42.

La possibilità e l'opportunità di costituire reti di scuole è stata colta dalle istituzioni scolastiche:

a)

con accordi resi obbligatori dal MIUR per raggiungere obiettivi comuni su temi specifici

b)

con accordi resi obbligatori dall'USR per raggiungere obiettivi comuni su temi specifici

c)

con accordi prevalentemente spontanei per raggiungere obiettivi comuni su temi specifici

d)

con accordi resi obbligatori dalla Regione per raggiungere obiettivi comuni su temi specifici

43.

L'autonomia didattica è finalizzata:

a)

al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione, nel rispetto della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e del diritto ad apprendere.

b)

al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione

c)

al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione, nel rispetto della libertà di insegnamento

d)

al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte delle

famiglie e del diritto ad apprendere.

44.

L'Autonomia didattica si sostanzia nella scelta libera e programmata di metodologie, strumenti, organizzazione e tempi di insegnamento, da adottare:

a)

nel rispetto di ogni iniziativa che sia espressione di libertà progettuale, compresa l'eventuale offerta di insegnamenti opzionali, facoltativi o aggiuntivi e nel rispetto delle

esigenze formative degli studenti.

b)

nel rispetto della possibile pluralità di opzioni metodologiche, e in ogni iniziativa che sia espressione di libertà progettuale, esclusa l'eventuale offerta di insegnamenti

opzionali, facoltativi o aggiuntivi e nel rispetto delle esigenze formative degli studenti.

c)

senza opzioni metodologiche, ma con ogni iniziativa che sia espressione di libertà progettuale, compresa l'eventuale offerta di insegnamenti opzionali, facoltativi o

aggiuntivi e nel rispetto delle esigenze formative degli studenti.

d)

nel rispetto della possibile pluralità di opzioni metodologiche, e in ogni iniziativa che sia espressione di libertà progettuale, compresa l'eventuale offerta di insegnamenti

opzionali, facoltativi o aggiuntivi e nel rispetto delle esigenze formative degli studenti.

45.

L'esercizio dell'autonomia didattica da parte delle istituzioni scolastiche può comportare l'adozione di alcune tipiche forme di flessibilità quali:

a)

l'articolazione non modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività che può comportare il superamento del gruppo-classe, come unità" di riferimento e

recepimento della didattica modulare, o una diversa strutturazione del lavoro degli insegnanti

b)

l'articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività che non comportino il superamento del gruppo-classe, come unità" di riferimento e

recepimento della didattica modulare, o una diversa strutturazione del lavoro degli insegnanti

c)

l'articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività che può comportare il superamento del gruppo-classe, come unità" di riferimento e

recepimento della didattica modulare, senza una diversa strutturazione del lavoro degli insegnant

d)

l'articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività che può comportare il superamento del gruppo-classe, come unità" di riferimento e

recepimento della didattica modulare, o una diversa strutturazione del lavoro degli insegnanti

46.

L'esercizio dell'autonomia didattica da parte delle istituzioni scolastiche può comportare l'adozione di alcune tipiche forme di flessibilità quali:

a)

la definizione dei curricoli strutturati in una quota disciplinare e oraria obbligatoriamente definita dal Ministero e in una quota restante, in relazione alla quale la scuola ha

una certa discrezionalità

b)

la definizione dei curricoli strutturati in una quota disciplinare e oraria obbligatoriamente definita dal Ministero e in una quota restante definita dalla Regione

c)

la definizione dei curricoli strutturati in una quota disciplinare e oraria obbligatoriamente definita dalla Regione e in una quota restante, in relazione alla quale la scuola ha

una certa discrezionalità

d)

la definizione dei curricoli strutturati in una quota disciplinare e oraria obbligatoriamente definita dal Ministero e in una quota restante, in relazione alla quale la scuola non

ha una discrezionalità

47.

L'esercizio dell'autonomia didattica da parte delle istituzioni scolastiche può comportare l'adozione di alcune tipiche forme di flessibilità quali:

a)

la scelta, l'adozione e l'utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici

b)

la scelta, l'adozione e l'utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici favorendo l'introduzione e l'utilizzazione di tecnologie innovative

c)

la scelta, l'adozione e l'utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici senza l'introduzione e l'utilizzazione di tecnologie innovative

d)

la scelta, l'adozione e l'utilizzazione delle metodologie e degli strumenti organizzativi favorendo l'introduzione e l'utilizzazione di tecnologie innovative

48.

Il Decreto Legislativo n.96 del 7 agosto 2019 (Decreto Inclusione)

a)

apporta integrazioni e modifiche correttive al Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 96

b)

apporta integrazioni e modifiche correttive al Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 86

c)

apporta integrazioni e modifiche correttive al Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66

d)

apporta integrazioni e modifiche correttive al Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 676

49.

Con il Decreto Inclusione

a)

Le norme vengono riviste mettendo sempre di più al centro Il Ministero e le sue necessità. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno che, d’ora in poi, avverrà anche

con il coinvolgimento delle famiglie, fino ad oggi lasciate fuori da questo processo.

b)

Le norme vengono riviste mettendo sempre di più al centro il docente e le sue necessità. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno che, d’ora in poi, avverrà anche

con il coinvolgimento delle famiglie, fino ad oggi lasciate fuori da questo processo.

c)

Le norme vengono riviste mettendo sempre di più al centro lo studente e le sue necessità. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno che, d’ora in poi, avverrà senza il

coinvolgimento delle famiglie

d)

Le norme vengono riviste mettendo sempre di più al centro lo studente e le sue necessità. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno che, d’ora in poi, avverrà anche

con il coinvolgimento delle famiglie, fino ad oggi lasciate fuori da questo processo.

50.

Con il Decreto Inclusione

a)

Sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune saranno decisi non in modo ‘standard’, in relazione al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico veramente

individualizzato che guarderà alle caratteristiche di tutto il gruppo classe

b)

Sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune saranno decisi non in modo ‘standard’, non in relazione al tipo di disabilità.

c)

Sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune saranno decisi in modo ‘standard’, in relazione al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico veramente

individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente.

d)

Sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune saranno decisi non in modo ‘standard’, in relazione al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico veramente

individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente.

51.

la Flipped Classroom è

a)

una metodologia didattica innovativa che prevede un’ inversione dei momenti classici delle didattica: la lezione frontale a scuola e lo studio individuale a casa.

b)

una metodologia didattica innovativa che prevede l'abolizione della didattica.

c)

una metodologia didattica antica che prevede un’ inversione dei momenti classici delle didattica: la lezione frontale a scuola e lo studio individuale a casa.

52.

Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa:

a)

è coerente con gli obiettivi generali ed educativi delle reti di scuole e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della

programmazione territoriale dell'offerta formativa.

b)

è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi, determinati a livello nazionale e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed

economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell'offerta formativa.

c)

è coerente con gli obiettivi generali ed educativi del MIUR determinati a livello nazionale e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà

locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell'offerta formativa.

d)

è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi, determinati a livello regionale e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed

economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell'offerta formativa.

53.

Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa:

a)

comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, valorizza le corrispondenti professionalità e indica gli insegnamenti e le discipline tali

da coprire sia il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell'organico dell'autonomia, sulla base del monte orario degli insegnamenti, con riferimento anche alla quota di

autonomia dei curricoli e agli spazi di flessibilità, nonché del numero di alunni con disabilità, ferma restando la possibilità di istituire posti di sostegno in deroga nei limiti delle

risorse previste a legislazione vigente, sia il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell'offerta formativa

b)

comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, valorizza le corrispondenti professionalità senza indicare gli insegnamenti e le

discipline tali da coprire sia il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell'organico dell'autonomia, sulla base del monte orario degli insegnamenti.

c)

comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, valorizza le corrispondenti professionalità e indica gli insegnamenti e le discipline tali

da coprire sia il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell'organico dell'autonomia, sulla base del monte orario degli insegnamenti, con riferimento anche alla quota di

autonomia dei curricoli e agli spazi di flessibilità, nonché del numero di alunni con disabilità

54.

Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) indica altresì il fabbisogno relativo ai posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, il fabbisogno

di infrastrutture e di attrezzature materiali, nonché i piani di miglioramento dell'Istituzione scolastica previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, che è il Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione in materia di Istruzione e Formazione. La precisazione è di

particolare rilevanza perché:

a)

incide sul processo di valutazione della scuola

b)

incide sul processo di valutazione del Dirigente Scolastico

c)

incide sul processo di valutazione degli studenti

d)

incide sul processo di valutazione dei docenti

55.

Nei Piani Triennali dell'Offerta Formativa della scuola secondaria di secondo grado vanno inclusi anche:

a)

i percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro così come indicato nell'art. 1, comma 33 della Legge 107/2015.

b)

i verbali del collegio dei docenti

c)

i risultati della valutazione

d)

i risultati delle prove INVALSI

56.

L'autonomia organizzativa è finalizzata:

a)

alla realizzazione della strutturazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture,

all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale.

b)

alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla erogazione delle risorse, all'introduzione di tecnologie

innovative e al coordinamento con il contesto territoriale.

c)

alla realizzazione della parificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture,

all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale.

d)

alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle

strutture, all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale.

57.

L'Autonomia Organizzativa:

a)

si esplica liberamente, senza il superamento dei vincoli in materia di unità oraria della lezione, dell'unitarietà del gruppo classe e delle modalità di organizzazione e impiego

dei docenti, secondo finalità di ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche, materiali e temporali, fermi restando i giorni di attività didattica annuale previsti

a livello nazionale

b)

si esplica liberamente, anche mediante superamento dei vincoli in materia di unità oraria della lezione, ma non dell'unitarietà del gruppo classe e delle modalità di

organizzazione e impiego dei docenti, secondo finalità di ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche, materiali e temporali, fermi restando i giorni di attività

didattica annuale previsti a livello nazionale

c)

si esplica liberamente, anche mediante superamento dei vincoli in materia di unità oraria della lezione, dell'unitarietà del gruppo classe e delle modalità di organizzazione e

impiego dei docenti, secondo finalità di ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche, materiali e temporali, anche superando i giorni di attività didattica

annuale previsti a livello nazionale

d)

si esplica liberamente, anche mediante superamento dei vincoli in materia di unità oraria della lezione, dell'unitarietà del gruppo classe e delle modalità di organizzazione e

impiego dei docenti, secondo finalità di ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche, materiali e temporali, fermi restando i giorni di attività didattica annuale

previsti a livello nazionale

58.

Gli adattamenti del calendario scolastico sono stabiliti dalle istituzioni scolastiche in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell'offerta formativa, nel

rispetto delle funzioni in materia di determinazione del calendario scolastico esercitate:

a)

dalle Regioni.

b)

dalle reti di scuole

c)

dalle Provice

d)

dal Ministero

59.

L'autonomia «funzionale»:

a)

consiste nel riconoscimento alle istituzioni scolastiche, di funzioni e competenze già proprie delle Province

b)

consiste nel riconoscimento alle istituzioni scolastiche, di funzioni e competenze già proprie delle Regioni

c)

consiste nel riconoscimento alle istituzioni scolastiche, di funzioni e competenze già proprie dell' amministrazione centrale e periferica della pubblica istruzione

d)

consiste nel riconoscimento alle istituzioni scolastiche, di funzioni e competenze già proprie dei Comuni

60.

La Costituzione della Repubblica italiana entrò in vigore

a)

il 1° gennaio 1948.

b)

il 1° gennaio 1947.

c)

il 1° gennaio 1946.

d)

il 1° gennaio 1949.

61.

l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione deriva dalla stessa Carta Costituzionale, ma divenne materia di insegnamento con la denominazione di

“Educazione civica”

a)

solo nel 1958 quando il Ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro portò all’approvazione il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 giugno 1958,

n. 585, Programmi per l'insegnamento dell'educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica.

b)

solo nel 1968 quando il Ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro portò all’approvazione il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 giugno 1958,

n. 585, Programmi per l'insegnamento dell'educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica.

c)

solo nel 1957 quando il Ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro portò all’approvazione il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 giugno 1958,

n. 585, Programmi per l'insegnamento dell'educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica.

d)

solo nel 1959 quando il Ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro portò all’approvazione il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 giugno 1958,

n. 585, Programmi per l'insegnamento dell'educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica.

62.

il Discorso ai giovani sulla Costituzione che fu pronunciato da Piero Calamandrei nel salone degli Affreschi della Società Umanitaria

a)

il 26 gennaio 1965

b)

il 26 gennaio 1985

c)

il 26 gennaio 1955

d)

il 26 gennaio 1975

63.

Nell’ambito dell’insegnamento del tema generale di Cittadinanza e Costituzione sono previste

a)

anche aree di arretramento

b)

anche aree di approfondimento.

c)

anche aree di sostentamento.

d)

anche aree di assetamento.

64.

Nelle scuole del secondo ciclo, l'insegnamento e' affidato ai docenti abilitati all'insegnamento

a)

delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell'ambito dell'organico dell'autonomia.

b)

delle discipline umanistiche, ove disponibili nell'ambito dell'organico dell'autonomia.

c)

delle discipline scientifiche, ove disponibili nell'ambito dell'organico dell'autonomia.

d)

delle discipline filosofiche, ove disponibili nell'ambito dell'organico dell'autonomia.

65.

Le istituzioni scolastiche prevedono nel curricolo di istituto l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, specificandone anche, per ciascun anno di

corso, l'orario,

a)

che non puo' essere inferiore a 63 ore annue, da svolgersi nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti.

b)

che non puo' essere inferiore a 33 ore annue, da svolgersi nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti.

c)

che non puo' essere inferiore a 83 ore annue, da svolgersi nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti.

d)

che non puo' essere inferiore a 53 ore annue, da svolgersi nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti.

66.

La cittadinanza non è dunque solo una caratteristica anagrafica e giuridica, ma è anche

a)

una dimensione spirituale e culturale, analogica e relazionale, che si sviluppa con il sentimento e con la coscienza della propria identità, della propria e dell’altrui dignità e

della propria appartenenza ad uno o più contesti relazionali e istituzionali.

b)

una dimensione spirituale e culturale, psicologica e relazionale, che si sviluppa con il sentimento e con la coscienza della propria identità, della propria e dell’altrui dignità e

della propria appartenenza ad uno o più contesti relazionali e istituzionali.

c)

una dimensione tridimensionale, psicologica e relazionale, che si sviluppa con il sentimento e con la coscienza della propria identità, della propria e dell’altrui dignità e

della propria appartenenza ad uno o più contesti relazionali e istituzionali.

d)

una dimensione spirituale e culturale, psicologica e relazionale, che si sviluppa con il sentimento e con la coscienza della propria identità, della propria e dell’altrui dignità e

del proprio isolamento da più contesti relazionali e istituzionali.

67.

La LEGGE 20 agosto 2019, n. 92

a)

ha regolato l’introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica.

b)

ha regolato l’introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione scientifica.

c)

ha regolato l’introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione fisica.

d)

ha regolato l’introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione letteraria.

68.

L'educazione civica

a)

contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a diminuire la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunita', nel rispetto delle

regole, dei diritti e dei doveri, sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea per sostanziare, in

particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalita', cittadinanza attiva e digitale, sostenibilita' ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona.

b)

impedisce di formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunita', nel rispetto

delle regole, dei diritti e dei doveri, sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea per sostanziare, in

particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalita', cittadinanza attiva e digitale, sostenibilita' ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona.

c)

contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunita', senza il

rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri, sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea per sostanziare,

in particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalita', cittadinanza attiva e digitale, sostenibilita' ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona.

d)

contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunita', nel rispetto

delle regole, dei diritti e dei doveri, sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea per sostanziare, in

particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalita', cittadinanza attiva e digitale, sostenibilita' ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona.

69.

In questa società complessa, tecnologicamente avanzata e contraddittoria assume un ruolo primario sotto il profilo economico, sociale, personale:

a)

la conoscenza

b)

la famiglia

c)

l'educazione

d)

la tradizione

70.

Nella società della conoscenza è vero che gli studenti sono, in genere, tecnologicamente attrezzati, ma per il resto?

Per il resto:

a)

occorre coniugare l'analisi del sociale con i bisogni formativi delle nuove generazioni

b)

occorre coniugare scuola e lavoro

c)

occorre coniugare le esigenze delle scuole con quelle del territorio

d)

occorre coniugare esigenze locali e nazionali

71.

L'obiettivo fondamentale da porsi nello sforzo di riorganizzazione del sistema scolastico è quello di fare in modo che al momento dell'uscita dal percorso

decennale di istruzione obbligatoria ogni giovane disponga delle competenze chiave, da tempo individuate dall'UE e da altri organismi internazionali, da

sviluppare a un livello sufficiente per preparare tutti i giovani per ulteriori forme di apprendimento e per la vita adulta, riferite a:

a)

comunicazione nella lingua madre; comunicazione nelle lingue straniere; competenza digitale; imparare a imparare; competenze interpersonali, interculturali e sociali e

competenza civica; imprenditorialità; espressione culturale.

b)

comunicazione nella lingua madre; comunicazione nelle lingue straniere; competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; competenza digitale;

imparare a imparare; competenze interpersonali, interculturali e sociali e competenza civica; imprenditorialità;

c)

comunicazione nella lingua madre; comunicazione nelle lingue straniere; competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; competenza digitale;

imparare a imparare; competenze interpersonali, interculturali e sociali e competenza civica; imprenditorialità; espressione culturale.

d)

comunicazione nelle lingue straniere; competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; competenza digitale; imparare a imparare; competenze

interpersonali, interculturali e sociali e competenza civica; imprenditorialità; espressione culturale.

72.

Progettare e creare un ambiente di apprendimento è molto più difficile che progettare una serie di interventi didattici tradizionalmente intesi.

Oltre alla modifica fisica degli ambienti di apprendimento, con il superamento della tradizionale organizzazione d'aula, occorre:

a)

che gli studenti siano stimolati, attraverso la lezione frontale, a prospettare vari modi di soluzione personale (e proprio per questo gli ambienti sono definiti generativi), con

la possibilità, poi, di mettere a confronto queste loro ipotesi con le modalità avanzate dagli esperti o le soluzioni adottate in diversi contesti.

b)

che gli studenti siano stimolati, attraverso la discussione di gruppo, a prospettare vari modi di soluzione personale (e proprio per questo gli ambienti sono definiti flessibili),

con la possibilità, poi, di mettere a confronto queste loro ipotesi con le modalità avanzate dagli esperti o le soluzioni adottate in diversi contesti.

c)

che gli studenti siano stimolati, attraverso la discussione di gruppo, a prospettare vari modi di soluzione personale (e proprio per questo gli ambienti sono definiti

generativi), con la possibilità, poi, di mettere a confronto queste loro ipotesi con le modalità avanzate dagli esperti o le soluzioni adottate in singoli contesti.

d)

che gli studenti siano stimolati, attraverso la discussione di gruppo, a prospettare vari modi di soluzione personale (e proprio per questo gli ambienti sono definiti

generativi), con la possibilità, poi, di mettere a confronto queste loro ipotesi con le modalità avanzate dagli esperti o le soluzioni adottate in diversi contesti.

73.

COMPETENZA:

a)

capacità di padroneggiare e utilizzare le conoscenze in un contesto non disciplinare o lavorativo

dimensione metacognitiva, di consapevolezza

b)

capacità di padroneggiare e utilizzare le conoscenze in un contesto solo lavorativo,

dimensione metacognitiva, di consapevolezza

c)

capacità di padroneggiare e utilizzare le conoscenze in un contesto solo disciplinare

dimensione metacognitiva, di consapevolezza

d)

capacità di padroneggiare e utilizzare le conoscenze in un contesto disciplinare o lavorativo

dimensione metacognitiva, di consapevolezza

74.

La competenza comprende:

a)

conoscenze dichiarative (che cosa);

abilità procedurali diverse (come) attinenti a uno specifico settore o campo disciplinare;

abilità di tipo trasversale, che riguardano per esempio la comprensione della lettura, l'utilizzazione di modalità di produzione scritta o grafica;

le abilità di studio.

b)

abilità procedurali diverse (come) attinenti a uno specifico settore o campo disciplinare;

abilità di tipo trasversale, che riguardano per esempio la comprensione della lettura, l'utilizzazione di modalità di produzione scritta o grafica;

le abilità di studio.

c)

conoscenze dichiarative (che cosa);

abilità procedurali diverse (come) attinenti a uno specifico settore o campo disciplinare;

abilità di tipo trasversale, che riguardano per esempio la comprensione della lettura, l'utilizzazione di modalità di produzione scritta o grafica;

d)

conoscenze dichiarative (che cosa);

abilità di tipo trasversale, che riguardano per esempio la comprensione della lettura, l'utilizzazione di modalità di produzione scritta o grafica;

le abilità di studio.

75.

Basare il curricolo sulle competenze significa:

a)

intendere l'apprendimento come un processo attivo di costruzione di conoscenze, abilità, atteggiamenti in un contesto di non interazione dell'allievo con gli insegnanti, i

compagni, i media didattici

b)

intendere l'apprendimento come un processo statico di costruzione di conoscenze, abilità, atteggiamenti in un contesto di interazione dell'allievo con gli insegnanti, i

compagni, i media didattici

c)

intendere l'apprendimento come un processo attivo di costruzione di conoscenze, abilità, atteggiamenti in un contesto di interazione dell'allievo con gli insegnanti, i

compagni, i media didattici

d)

intendere l'apprendimento come un processo attivo di costruzione di nozioni in un contesto di interazione dell'allievo con gli insegnanti, i compagni, i media didattici

76.

L'attenzione ai processi implica nell'insegnante:

a)

un atteggiamento di costante monitoraggio nei confronti dei progressi dell'allievo

b)

un atteggiamento di costante monitoraggio delle disposizioni ministeriali

c)

un atteggiamento di intermittente monitoraggio nei confronti dei progressi dell'allievo

d)

un atteggiamento di costante monitoraggio nei confronti dei progressi della scuola

77.

Il sistema educativo di istruzione e di formazione italiano è organizzato in base

a)

ai principi della abilità e dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.

b)

ai principi della sussidiarietà e dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.

c)

ai principi della informazione e dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.

d)

ai principi della comunicazione e dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.

78.

Il sistema educativo è organizzato come segue:

a)

sistema integrato zero-sei anni, non obbligatorio, della durata complessiva di 3 anni, articolato in servizi educativi per l’infanzia¸ gestiti dagli Enti locali, direttamente o

attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accolgono i bambini tra i tre e i trentasei mesi; scuola dell’infanzia, che può essere gestita dallo Stato,

dagli Enti locali, direttamente o attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accoglie i bambini tra i tre e i sei anni

b)

sistema integrato zero-sei anni, non obbligatorio, della durata complessiva di 6 anni, articolato in servizi educativi per l’infanzia¸ gestiti dagli Enti locali, direttamente o

attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accolgono i bambini tra i tre e i trentasei mesi; scuola dell’infanzia, che può essere gestita dallo Stato,

dagli Enti locali, direttamente o attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accoglie i bambini tra i tre e i sei anni;

c)

sistema integrato zero-tre anni, non obbligatorio, della durata complessiva di 6 anni, articolato in servizi educativi per l’infanzia¸ gestiti dagli Enti locali, direttamente o

attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accolgono i bambini tra i tre e i trentasei mesi; scuola dell’infanzia, che può essere gestita dallo Stato,

dagli Enti locali, direttamente o attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accoglie i bambini tra i tre e i sei anni;

d)

sistema integrato zero-sei anni, obbligatorio, della durata complessiva di 6 anni, articolato in servizi educativi per l’infanzia¸ gestiti dagli Enti locali, direttamente o

attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accolgono i bambini tra i tre e i trentasei mesi; scuola dell’infanzia, che può essere gestita dallo Stato,

dagli Enti locali, direttamente o attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accoglie i bambini tra i tre e i sei anni;

79.

Il sistema educativo è organizzato come segue:

a)

primo ciclo di istruzione, obbligatorio, della durata complessiva di 6 anni, articolato in scuola primaria¸ di durata quinquennale, per le alunne e gli alunni da 6 a 11 anni;

scuola secondaria di primo grado, di durata triennale, per le alunne e gli alunni da 11 a 14 anni;

b)

primo ciclo di istruzione, obbligatorio, della durata complessiva di 12 anni, articolato in scuola primaria¸ di durata quinquennale, per le alunne e gli alunni da 6 a 11 anni;

scuola secondaria di primo grado, di durata triennale, per le alunne e gli alunni da 11 a 14 anni;

c)

primo ciclo di istruzione, obbligatorio, della durata complessiva di 4 anni, articolato in scuola primaria¸ di durata quinquennale, per le alunne e gli alunni da 6 a 11 anni;

scuola secondaria di primo grado, di durata triennale, per le alunne e gli alunni da 11 a 14 anni;

d)

primo ciclo di istruzione, obbligatorio, della durata complessiva di 8 anni, articolato in scuola primaria¸ di durata quinquennale, per le alunne e gli alunni da 6 a 11 anni;

scuola secondaria di primo grado, di durata triennale, per le alunne e gli alunni da 11 a 14 anni;

80.

Il sistema educativo è organizzato come segue:

a)

secondo ciclo di istruzione articolato in due tipologie di percorsi: scuola secondaria di secondo grado, di durata triennale, per le studentesse e gli studenti che hanno

concluso positivamente il primo ciclo di istruzione. Le scuole organizzano percorsi di liceo, di istituti tecnici e di istituti professionali per le studentesse e gli studenti da 14 a

19 anni; percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale(IeFP) di competenza regionale, rivolti sempre alle studentesse e agli studenti che hanno

concluso positivamente il primo ciclo di istruzione.

b)

secondo ciclo di istruzione articolato in due tipologie di percorsi: scuola secondaria di secondo grado, di durata quinquennale, per le studentesse e gli studenti che hanno

concluso positivamente il primo ciclo di istruzione. Le scuole organizzano percorsi di liceo, di istituti tecnici e di istituti professionali per le studentesse e gli studenti da 14 a

19 anni; percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale(IeFP) di competenza regionale, rivolti sempre alle studentesse e agli studenti che hanno

concluso positivamente il primo ciclo di istruzione.

c)

secondo ciclo di istruzione articolato in due tipologie di percorsi: scuola secondaria di secondo grado, di durata biennale, per le studentesse e gli studenti che hanno

concluso positivamente il primo ciclo di istruzione. Le scuole organizzano percorsi di liceo, di istituti tecnici e di istituti professionali per le studentesse e gli studenti da 14 a

19 anni; percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale(IeFP) di competenza regionale, rivolti sempre alle studentesse e agli studenti che hanno

concluso positivamente il primo ciclo di istruzione.

d)

secondo ciclo di istruzione articolato in due tipologie di percorsi: scuola secondaria di secondo grado, di durata quinquennale, per le studentesse e gli studenti che hanno

concluso positivamente il primo ciclo di istruzione. Le scuole organizzano percorsi di liceo, di istituti tecnici e di istituti professionali per le studentesse e gli studenti da 14 a

29 anni; percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale(IeFP) di competenza regionale, rivolti sempre alle studentesse e agli studenti che hanno

concluso positivamente il primo ciclo di istruzione.

81.

L'Istruzione tecnica si divide in

a)

tre settori e undici indirizzi

b)

quattro settori e undici indirizzi

c)

due settori e dodicii indirizzi

d)

due settori e undici indirizzi

82.

I settori dell'Istruzione Tecnica sono

a)

il settore economico e quello tecnologico

b)

il settore storico e quello tecnologico

c)

il settore economico e quello industriale

d)

il settore umanistico e quello tecnologico

83.

Gli istituti professionali sono caratterizzati

a)

da 20 indirizzi di studio

b)

da tredici indirizzi di studio

c)

da dodici indirizzi di studio

d)

da undici indirizzi di studio

84.

Nei nuovi Istituti professionali:

a)

percorsi di apprendimento non personalizzati, un bilancio formativo pergruppi di studenti, docenti tutor che lavorano con i singoli per motivare, orientare e costruire in

modo progressivo il percorso formativo, un modello didattico che raccorda direttamente gli indirizzi di studio ai settori produttivi di riferimento per offrire concrete

prospettive di occupabilità. E ancora: metodologie didattiche per apprendere in modo induttivo, attraverso esperienze di laboratorio e in contesti operativi, analisi e soluzione

di problemi legati alle attività economiche di riferimento, lavoro cooperativo per progetti, possibilità di attivare percorsi di alternanza scuola-lavoro già dalla seconda classe del

biennio.

b)

percorsi di apprendimento personalizzati, un bilancio formativo per ciascun studente, docenti tutor che lavorano con i singoli per motivare, orientare e costruire in modo

progressivo il percorso formativo, un modello didattico che distingue gli indirizzi di studio ai settori produttivi di riferimento per offrire concrete prospettive di occupabilità. E

ancora: metodologie didattiche per apprendere in modo induttivo, attraverso esperienze di laboratorio e in contesti operativi, analisi e soluzione di problemi legati alle attività

economiche di riferimento, lavoro cooperativo per progetti, possibilità di attivare percorsi di alternanza scuola-lavoro già dalla seconda classe del biennio.

c)

percorsi di apprendimento personalizzati, un bilancio formativo per ciascun studente, docenti tutor che lavorano con i singoli per motivare, orientare e costruire in modo

progressivo il percorso formativo, un modello didattico che raccorda direttamente gli indirizzi di studio alle direttive ministeriali per offrire concrete prospettive di

occupabilità. E ancora: metodologie didattiche per apprendere in modo induttivo, attraverso esperienze di laboratorio e in contesti operativi, analisi e soluzione di problemi

legati alle attività economiche di riferimento, lavoro cooperativo per progetti, possibilità di attivare percorsi di alternanza scuola-lavoro già dalla seconda classe del biennio.

d)

percorsi di apprendimento personalizzati, un bilancio formativo per ciascun studente, docenti tutor che lavorano con i singoli per motivare, orientare e costruire in modo

progressivo il percorso formativo, un modello didattico che raccorda direttamente gli indirizzi di studio ai settori produttivi di riferimento per offrire concrete prospettive di

occupabilità. E ancora: metodologie didattiche per apprendere in modo induttivo, attraverso esperienze di laboratorio e in contesti operativi, analisi e soluzione di problemi

legati alle attività economiche di riferimento, lavoro cooperativo per progetti, possibilità di attivare percorsi di alternanza scuola-lavoro già dalla seconda classe del biennio.

85.

Con il decreto legislativo 61 del 13 aprile 2017 gli istituti professionali diventano

a)

scuole territoriali dell'innovazione, aperte e concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica.

b)

scuole territoriali dell'innovazione,chiuse e concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica.

c)

scuole territoriali dell'innovazione, aperte e concepite come entii di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica.

d)

scuole regionali dell'innovazione, aperte e concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica.

86.

I percorsi formativi degli ITS Academy si articolano in:

a)

bimestri

b)

pentamestri

c)

trimestri

d)

semestri

87.

Si accede ai corsi ITS

a)

se si è in possesso del diploma di laurea

b)

se si è in possesso del diploma di istruzione secondaria inferiore.

c)

se si è in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore.

d)

se si è in possesso del diploma di istruzione tecnica.

88.

I poli tecnico professionali:

a)

sono interconnessioni funzionali, formalizzate attraverso un accordo verbale, tra i soggetti della filiera formativa (istituti tecnici e professionali, organismi formativi

accreditati, ITS, università e centri di ricerca) e le imprese della filiera produttiva che perseguono obiettivi comuni attraverso la condivisione di risorse professionali,

strumentali, logistiche e finanziarie e mediante la realizzazione di un programma di rete

b)

sono interconnessioni funzionali, formalizzate attraverso un accordo di rete, tra i soggetti della filiera formativa (istituti tecnici e professionali, organismi formativi

accreditati, ITS, università e centri di ricerca) e le imprese della filiera produttiva che perseguono obiettivi comuni attraverso la condivisione di risorse professionali,

strumentali, logistiche e finanziarie e mediante la realizzazione di un programma di rete

c)

sono interconnessioni funzionali, formalizzate attraverso un accordo di rete, tra i soggetti della filiera formativa (istituti tecnici e professionali, organismi formativi

accreditati, ITS, università e centri di ricerca) e le imprese della filiera produttiva che perseguono obiettivi comuni attraverso la condivisione di risorse professionali,

strumentali, logistiche e finanziarie

d)

sono interconnessioni funzionali, formalizzate attraverso un accordo di rete, tra i soggetti della filiera formativa (istituti tecnici e professionali, organismi formativi

accreditati, ITS, università e centri di ricerca) e le imprese della filiera produttiva che perseguono obiettivi comuni attraverso la condivisione di risorse professionali e

mediante la realizzazione di un programma di rete

89.

I Poli Tecnico - Professionali sono:

a)

reti di soggetti operanti nell'istruzione e nella formazione, a tutti i livelli, e di imprese o aggregati di imprese che si impegnano per perseguire lo scopo comune di operare

insieme per supportare la Regione nella definizione della propria offerta formativa, mediante l'analisi della normativa esistente, ma anche per instaurare nuove sinergie e

valorizzare quelle già esistenti, al fine di avvicinare i giovani in formazione al mondo del lavoro.

b)

reti di soggetti operanti nell'istruzione e nella formazione, a tutti i livelli, e di imprese o aggregati di imprese che si impegnano per perseguire lo scopo comune di operare

insieme per supportare la Regione nella definizione della propria offerta formativa, mediante l'analisi dei fabbisogni formativi dell'area economico professionale di

riferimento, ma anche per instaurare nuove sinergie e valorizzare quelle già esistenti, al fine di avvicinare i giovani in formazione al mondo del lavoro.

c)

reti di soggetti che non operano nell'istruzione e nella formazione, a tutti i livelli, e di imprese o aggregati di imprese che si impegnano per perseguire lo scopo comune di

operare insieme per supportare la Regione nella definizione della propria offerta formativa, mediante l'analisi dei fabbisogni formativi dell'area economico professionale di

riferimento, ma anche per instaurare nuove sinergie e valorizzare quelle già esistenti, al fine di avvicinare i giovani in formazione al mondo del lavoro.

d)

reti di soggetti operanti nell'istruzione e nella formazione, a tutti i livelli, e di imprese o aggregati di imprese che si impegnano per perseguire lo scopo comune di operare

insieme per supportare lo Stato nella definizione della propria offerta formativa, mediante l'analisi dei fabbisogni formativi dell'area economico professionale di riferimento,

ma anche per instaurare nuove sinergie e valorizzare quelle già esistenti, al fine di avvicinare i giovani in formazione al mondo del lavoro.

90.

Il polo tecnico professionale, favorendo una relazione stabile tra scuole, organismi formativi, ITS, università, centri di ricerca e aziende delle più varie

dimensioni, si presta ad essere il naturale volano:

a)

delle politiche di Governo e di transizione dei giovani verso il mercato del lavoro, come anche di tirocini e apprendistato.

b)

delle politiche di alternanza scuola lavoro e di transizione dei giovani verso il mercato del lavoro, come anche di tirocini e apprendistato.

c)

delle politiche per il diritto allo studio e di transizione dei giovani verso il mercato del lavoro, come anche di tirocini e apprendistato.

d)

delle politiche regionali e di transizione dei giovani verso il mercato del lavoro, come anche di tirocini e apprendistato.

91.

si definiscono scuole paritarie, a tutti gli effetti degli ordinamenti vigenti, in particolare per quanto riguarda l'abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi

valore legale:

a)

le istituzioni scolastiche non statali, escluse quelle degli enti locali (che normalmente sono denominate scuole civiche), che, a partire dalla scuola per l'infanzia,

corrispondono agli ordinamenti generali dell'istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie e sono caratterizzate da alcuni requisiti di qualità ed efficacia.

b)

le istituzioni scolastiche non statali, comprese quelle degli enti locali (che normalmente sono denominate scuole civiche), che, a partire dalla scuola per l'infanzia, non

corrispondono agli ordinamenti generali dell'istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie e sono caratterizzate da alcuni requisiti di qualità ed efficacia.

c)

le istituzioni scolastiche non statali, comprese quelle degli enti locali (che normalmente sono denominate scuole civiche), che, a partire dalla scuola secondaria di primo

grado, corrispondono agli ordinamenti generali dell'istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie e sono caratterizzate da alcuni requisiti di qualità ed

efficacia.

d)

le istituzioni scolastiche non statali, comprese quelle degli enti locali (che normalmente sono denominate scuole civiche), che, a partire dalla scuola per l'infanzia,

corrispondono agli ordinamenti generali dell'istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie e sono caratterizzate da alcuni requisiti di qualità ed efficacia.

92.

L'art. 33 della Costituzione, dopo aver sancito il diritto-dovere dello Stato di istituire scuole per tutti gli ordini e gradi, riconosce ad enti e privati il diritto di

dar vita a scuole ed istituti di educazione:

a)

senza oneri per lo Stato.

b)

senza oneri per le Regioni

c)

con oneri per lo Stato.

d)

con oneri per la Regione

93.

Per quanto riguarda la scuola primaria e la scuola secondaria di primo e secondo grado:

a)

alcune Regioni sono intervenute con delle specifiche leggi regionali, che hanno istituito il cosiddetto « buono scuola», cioè un finanziamento alle famiglie che scelgono di

iscrivere i loro figli alle scuole paritarie, al fine di compensare il costo della retta di iscrizione e rendere paritaria anche la scelta di una scuola diversa da quella statale.

b)

alcune Province sono intervenute con specifici Regolamenti, che hanno istituito il cosiddetto « buono scuola», cioè un finanziamento alle famiglie che scelgono di iscrivere

i loro figli alle scuole paritarie, al fine di compensare il costo della retta di iscrizione e rendere paritaria anche la scelta di una scuola diversa da quella statale.

c)

lo Stato è intervenuto con delle specifiche leggi, che hanno istituito il cosiddetto « buono scuola», cioè un finanziamento alle famiglie che scelgono di iscrivere i loro figli

alle scuole paritarie, al fine di compensare il costo della retta di iscrizione e rendere paritaria anche la scelta di una scuola diversa da quella statale.

d)

I Comuni sono intervenuti con specifici Regolamenti, che hanno istituito il cosiddetto « buono scuola», cioè un finanziamento alle famiglie che scelgono di iscrivere i loro

figli alle scuole paritarie, al fine di compensare il costo della retta di iscrizione e rendere paritaria anche la scelta di una scuola diversa da quella statale.

94.

Lo Stato, al fine di sostenere la funzione pubblica svolta dalle scuole paritarie nell'ambito del sistema nazionale di istruzione, eroga contributi:

a)

alle scuole secondarie di primo e secondo grado, in possesso del riconoscimento di parità secondo i criteri e i parametri definiti dal D.M. 21-5-2007.

b)

alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, in possesso del riconoscimento di parità secondo i criteri e i parametri definiti dal D.M. 21-5-2007.

c)

alle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, in possesso del riconoscimento di parità secondo i criteri e i parametri definiti dal D.M. 21-5-2007.

d)

alle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, in possesso del riconoscimento di parità secondo i criteri e i parametri definiti dal D.M.

21-5-2007.

95.

Con circolare n. 31/2003 il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha messo a punto le indicazioni per attuare la L. 62/2000. La domanda di

parità, secondo la circolare, va presentata dalle scuole che aspirano ad essere qualificate paritarie. Tali scuole devono:

a)

essere già funzionanti e riconosciute, ovvero le scuole materne autorizzate, le elementari parificate, le medie e secondarie superiori legalmente riconosciute o pareggiate. È

consentita la presentazione della domanda anche alle scuole private e a quelle in corso di formazione purché, in tale ultimo caso, abbiano corsi completi o a partire dalla prima

classe, in vista dell'istituzione dell'intero corso, all'inizio dell'anno scolastico successivo a quello dell'inoltro della domanda;

impegnarsi ad adottare un bilancio conforme alle disposizioni vigenti, ovvero secondo criteri di coerenza e competenza, cui va allegata una relazione o nota integrativa che sia

redatta dagli amministratori e che rende conoscibili i risultati della gestione;

costituire organi collegiali il cui funzionamento sia ispirato al criterio della partecipazione democratica;

accettare l'iscrizione di qualsiasi studente, compresi i diversamente abili;

assicurare ai docenti l'applicazione del contratto di settore;

disporre di un corpo docente abilitato all'insegnamento;

disporre di una struttura edilizia adeguata allo scopo.

b)

essere già funzionanti e riconosciute, ovvero le scuole materne autorizzate, le elementari parificate, le medie e secondarie superiori legalmente riconosciute o pareggiate. È

consentita la presentazione della domanda anche alle scuole private e a quelle in corso di formazione purché, in tale ultimo caso, abbiano corsi completi o a partire dalla prima

classe, in vista dell'istituzione dell'intero corso, all'inizio dell'anno scolastico successivo a quello dell'inoltro della domanda;

presentare i dati documentali che definiscono il proprio status giuridico, nonché il progetto educativo e le linee fondanti del Piano dell'offerta formativa;

impegnarsi ad adottare un bilancio conforme alle disposizioni vigenti, ovvero secondo criteri di coerenza e competenza, cui va allegata una relazione o nota integrativa che sia

redatta dagli amministratori e che rende conoscibili i risultati della gestione;

costituire organi collegiali il cui funzionamento sia ispirato al criterio della partecipazione democratica;

accettare l'iscrizione di qualsiasi studente, compresi i diversamente abili;

assicurare ai docenti l'applicazione del contratto di settore;

disporre di un corpo docente abilitato all'insegnamento;

disporre di una struttura edilizia adeguata allo scopo.

c)

essere già funzionanti e riconosciute, ovvero le scuole materne autorizzate, le elementari parificate, le medie e secondarie superiori legalmente riconosciute o pareggiate. È

consentita la presentazione della domanda anche alle scuole private e a quelle in corso di formazione purché, in tale ultimo caso, abbiano corsi completi o a partire dalla prima

classe, in vista dell'istituzione dell'intero corso, all'inizio dell'anno scolastico successivo a quello dell'inoltro della domanda;

presentare i dati documentali che definiscono il proprio status giuridico, nonché il progetto educativo e le linee fondanti del Piano dell'offerta formativa;

impegnarsi ad adottare un bilancio conforme alle disposizioni vigenti, ovvero secondo criteri di coerenza e competenza, cui va allegata una relazione o nota integrativa che sia

redatta dagli amministratori e che rende conoscibili i risultati della gestione;

costituire organi collegiali il cui funzionamento sia ispirato al criterio della partecipazione democratica;

accettare l'iscrizione di qualsiasi studente, compresi i diversamente abili;

assicurare ai docenti l'applicazione del contratto di settore;

disporre di un corpo docente abilitato all'insegnamento;

d)

presentare i dati documentali che definiscono il proprio status giuridico, nonché il progetto educativo e le linee fondanti del Piano dell'offerta formativa;

impegnarsi ad adottare un bilancio conforme alle disposizioni vigenti, ovvero secondo criteri di coerenza e competenza, cui va allegata una relazione o nota integrativa che sia

redatta dagli amministratori e che rende conoscibili i risultati della gestione;

costituire organi collegiali il cui funzionamento sia ispirato al criterio della partecipazione democratica;

accettare l'iscrizione di qualsiasi studente, compresi i diversamente abili;

assicurare ai docenti l'applicazione del contratto di settore;

disporre di un corpo docente abilitato all'insegnamento;

disporre di una struttura edilizia adeguata allo scopo.

96.

Il T.U. istruzione agli artt. 492 e ss., precisa che al personale docente della scuola nei casi di violazione dei propri doveri possono essere inflitte le seguenti

sanzioni disciplinari:

a)

censura;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio fino ad un mese;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio da oltre un mese a sei mesi;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e utilizzazione, trascorso il periodo di sospensione, per lo svolgimento di compiti diversi da quelli

inerenti la propria funzione;

destituzione.

b)

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio fino ad un mese;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio da oltre un mese a sei mesi;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e utilizzazione, trascorso il periodo di sospensione, per lo svolgimento di compiti diversi da quelli

inerenti la propria funzione;

destituzione.

c)

avvertimento scritto;

censura;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio fino ad un mese;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio da oltre un mese a sei mesi;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e utilizzazione, trascorso il periodo di sospensione, per lo svolgimento di compiti diversi da quelli

inerenti la propria funzione;

destituzione.

d)

avvertimento scritto;

censura;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio fino ad un mese;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio da oltre un mese a sei mesi;

sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e utilizzazione, trascorso il periodo di sospensione, per lo svolgimento di compiti diversi da quelli

inerenti la propria funzione;

97.

La destituzione consiste nella cessazione del rapporto d'impiego.

La destituzione va irrogata dall'Ufficio procedimenti disciplinari dell'USR:

a)

- per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione;

- per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, all' Amministrazione, agli alunni e alle famiglie;

- per avere commesso, concorso o tollerato illecito uso di beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito;

- per avere commesso, concorso a commettere pubblicamente gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime;

- per avere richiesto e accettato compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;

- per grave abuso di autorità.

b)

- per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, all' Amministrazione, agli alunni e alle famiglie;

- per avere commesso, concorso o tollerato illecito uso di beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito;

- per avere commesso, concorso a commettere pubblicamente gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime;

- per avere richiesto e accettato compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;

- per grave abuso di autorità.

c)

- per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione;

- per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, all' Amministrazione, agli alunni e alle famiglie;

- per avere commesso, concorso o tollerato illecito uso di beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito;

- per avere commesso, concorso a commettere pubblicamente gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime;

- per avere richiesto e accettato compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;

d)

- per avere commesso, concorso o tollerato illecito uso di beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito;

- per avere commesso, concorso a commettere pubblicamente gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime;

- per avere richiesto e accettato compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;

- per grave abuso di autorità.

98.

Le sanzioni disciplinari del Dirigente Scolastico

a)

1) sanzione pecuniaria da un minimo di € 150,00 ad un massimo di € 350,00;

2) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione;

3) licenziamento con preavviso;

4) licenziamento senza preavviso.

b)

1) sanzione pecuniaria da un minimo di € 1500,00 ad un massimo di € 3500,00;

2) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione;

3) licenziamento con preavviso;

4) licenziamento senza preavviso.

c)

1) sanzione pecuniaria da un minimo di € 250,00 ad un massimo di € 450,00;

2) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione;

3) licenziamento con preavviso;

4) licenziamento senza preavviso.

d)

1) sanzione pecuniaria da un minimo di € 350,00 ad un massimo di € 550,00;

2) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione;

3) licenziamento con preavviso;

4) licenziamento senza preavviso.

99.

IL DOVERE DI VIGILANZA

a)

l’art. 2048 , 3° c . del c.c. prevede una responsabilità semplice a carico dei docenti in quanto essa si basa su di una colpa presunta , ossia sulla presunzione di una "culpa in

vigilando", di un negligente adempimento dell’obbligo di sorveglianza sugli allievi, vincibile solo con la prova liberatoria di non aver potuto impedire il fatto.

E’ necessario cioè che venga provato da parte dell’insegnante il caso fortuito, ossia un evento straordinario non prevedibile o superabile con la diligenza dovuta in relazione al

caso concreto ( età, grado di maturazione degli allievi, condizioni ambientali ecc) .

b)

l’art. 2048 , 3° c . del c.c. prevede una responsabilità "aggravata" a carico dei docenti in quanto essa si basa su di una colpa graqve , ossia sulla presunzione di una "culpa in

vigilando", di un negligente adempimento dell’obbligo di sorveglianza sugli allievi, vincibile solo con la prova liberatoria di non aver potuto impedire il fatto.

E’ necessario cioè che venga provato da parte dell’insegnante il caso fortuito, ossia un evento straordinario non prevedibile o superabile con la diligenza dovuta in relazione al

caso concreto ( età, grado di maturazione degli allievi, condizioni ambientali ecc) .

c)

l’art. 2048 , 3° c . del c.c. prevede una responsabilità "aggravata" a carico dei docenti in quanto essa si basa su di una colpa presunta , ossia sulla presunzione di una "culpa

in vigilando", di un negligente adempimento dell’obbligo di sorveglianza sugli allievi, vincibile solo con la prova liberatoria di non aver potuto impedire il fatto.

E’ necessario cioè che venga provato da parte dell’insegnante il caso fortuito, ossia un evento straordinario non prevedibile o superabile con la diligenza dovuta in relazione al

caso concreto ( età, grado di maturazione degli allievi, condizioni ambientali ecc) .

d)

l’art. 2048 , 3° c . del c.c. prevede una responsabilità "aggravata" a carico dei docenti in quanto essa si basa sul dolo , ossia sulla presunzione di una "culpa in vigilando", di

un negligente adempimento dell’obbligo di sorveglianza sugli allievi, vincibile solo con la prova liberatoria di non aver potuto impedire il fatto.

E’ necessario cioè che venga provato da parte dell’insegnante il caso fortuito, ossia un evento straordinario non prevedibile o superabile con la diligenza dovuta in relazione al

caso concreto ( età, grado di maturazione degli allievi, condizioni ambientali ecc) .

100.

La lettera dell’art. 61 stabilisce che nel caso in cui l’Amministrazione " risarcisca il terzo dei danni subiti per comportamenti degli alunni sottoposti a

vigilanza "

a)

la responsabilità patrimoniale degli insegnanti è limitata ai soli casi di dolo

b)

la responsabilità patrimoniale degli insegnanti è esclusa

c)

la responsabilità patrimoniale degli insegnanti è limitata ai soli casi di colpa grave.

d)

la responsabilità patrimoniale degli insegnanti è limitata ai soli casi di dolo e colpa grave.

101.

Ai sensi dell' art. 397 T.U. 297/94 la funzione ispettiva si svolge in collaborazione con gli uffici centrali, regionali e provinciali dell' Amministrazione

scolastica ed è diretta alla realizzazione delle finalità di istruzione e di formazione affidate alle istituzioni scolastiche ed educative. Essa è esercitata da ispettori

tecnici che, più in particolare, svolgono i seguenti compiti:

a)

- elaborazione di progetti per attuare gli obiettivi indicati dal ministro in materia di politica scolastica;

-promozione delle attività di aggiornamento del personale direttivo e docente della scuola di ogni ordine e grado;

-attività di assistenza tecnico-didattica, studio e ricerca e consulenza sui progetti di sperimentazione;

-verifiche e ispezioni concernenti specifiche situazioni disposte dal Ministro e dagli uffici dell' Amministrazione scolastica.

b)

- elaborazione di progetti per attuare gli obiettivi indicati dal ministro in materia di politica scolastica;

-consulenza in merito a programmi scolastici, sussidi didattici e tecnologie educative;

-promozione delle attività di aggiornamento del personale direttivo e docente della scuola di ogni ordine e grado;

-attività di assistenza tecnico-didattica, studio e ricerca e consulenza sui progetti di sperimentazione;

c)

-consulenza in merito a programmi scolastici, sussidi didattici e tecnologie educative;

-promozione delle attività di aggiornamento del personale direttivo e docente della scuola di ogni ordine e grado;

-attività di assistenza tecnico-didattica, studio e ricerca e consulenza sui progetti di sperimentazione;

-verifiche e ispezioni concernenti specifiche situazioni disposte dal Ministro e dagli uffici dell' Amministrazione scolastica.

d)

- elaborazione di progetti per attuare gli obiettivi indicati dal ministro in materia di politica scolastica;

-consulenza in merito a programmi scolastici, sussidi didattici e tecnologie educative;

-promozione delle attività di aggiornamento del personale direttivo e docente della scuola di ogni ordine e grado;

-attività di assistenza tecnico-didattica, studio e ricerca e consulenza sui progetti di sperimentazione;

-verifiche e ispezioni concernenti specifiche situazioni disposte dal Ministro e dagli uffici dell' Amministrazione scolastica.

102.

Con Atto di indirizzo per l'esercizio della funzione ispettiva tecnica di cui al DM 28 dicembre 2017, n. 1046

a)

la funzione ispettiva è stata soppressa nel quadro delle norme generali sull'istruzione e formazione, anche al fine di realizzare le finalità e le strategie d i innovazione del

'"sistema nazionale di istruzione e formazione·' indicate nella Legge 13 luglio 201 5, n. 107.

b)

la funzione ispettiva è stata ridefinita nel quadro delle norme generali sull'istruzione e formazione, anche al fine di eliminare le finalità e le strategie d i innovazione del

'"sistema nazionale di istruzione e formazione·' indicate nella Legge 13 luglio 201 5, n. 107.

c)

la funzione ispettiva è stata ridefinita nel quadro delle norme generali sull'istruzione e formazione, anche al fine di realizzare le finalità e le strategie d i innovazione del

'"sistema nazionale di istruzione e formazione·' indicate nella Legge 13 luglio 201 5, n. 107.

d)

la funzione ispettiva è stata ridefinita nel quadro della Costituzione

103.

Il ruolo e le funzioni del dirigente scolastico nella scuola sono cambiate rispetto al passato. La responsabilità di dirigere un'organizzazione “complessa” come

la scuola richiede al dirigente

a)

capacità manageriali e di leadership di medio livello.

b)

capacità manageriali e di leadership di buon livello.

c)

capacità manageriali e di leadership di basso livello.

d)

capacità manageriali e di leadership di alto livello.

104.

L'art. 25 DLgs 165/2001 assegna al dirigente scolastico il compito di una gestione unitaria dell'istituzione, il che significa sovraintendere al funzionamento

generale dell'istituzione scolastica, in tutti i suoi aspetti:

a)

amministrativo, organizzativo e contabile.

b)

didattico, organizzativo e contabile.

c)

didattico, amministrativo, organizzativo e contabile.

d)

didattico, amministrativo, organizzativo

105.

La riforma sulla dirigenza scolastica, in rapporto all'evoluzione e alla trasformazione del sistema educativo nazionale ed europeo, ha indubbiamente puntato:

a)

alla creazione di manager pubblici destinatari di ampi poteri di gestione, ma sicuramente con maggiori responsabilità nella realizzazione degli obiettivi e dei risultati delle

strutture amministrative alle quali sono stati preposti.

b)

alla creazione di manager pubblici destinatari di ampi poteri di gestione, ma sicuramente con minori responsabilità nella realizzazione degli obiettivi e dei risultati delle

strutture amministrative alle quali sono stati preposti.

c)

alla creazione di manager privati destinatari di ampi poteri di gestione, ma sicuramente con maggiori responsabilità nella realizzazione degli obiettivi e dei risultati delle

strutture amministrative alle quali sono stati preposti.

d)

alla creazione di manager pubblici destinatari di limitati poteri di gestione, ma sicuramente con maggiori responsabilità nella realizzazione degli obiettivi e dei risultati delle

strutture amministrative alle quali sono stati preposti.

106.

Il dirigente scolastico:

a)

assicura la gestione unitaria dell'istituzione scolastica, quindi ne ha la rappresentanza legale, non è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei

risultati del servizio offerto all'utenza.

b)

assicura la gestione unitaria dell'istituzione scolastica, ma non ne ha la rappresentanza legale, ed è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei

risultati del servizio offerto all'utenza.

c)

assicura la gestione unitaria dell'istituzione scolastica, quindi ne ha la rappresentanza legale, ed è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei

risultati del servizio offerto all'utenza.

d)

assicura la gestione unitaria dell'istituzione scolastica, quindi ne ha la rappresentanza legale, ed è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali ma non

dei risultati del servizio offerto all'utenza.

107.

Spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare il dirigente:

a)

organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza ed efficacia formativa ed è anche titolare delle relazioni con le famiglie

b)

organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza ed efficacia formativa e non è titolare delle relazioni sindacali.

c)

organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza ed efficacia formativa ed è anche titolare delle relazioni sindacali.

d)

organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza ed efficacia formativa ed è anche titolare delle relazioni personali

108.

Il dirigente scolastico è:

a)

un leader educativo che promuove il successo formativo della scuola sviluppando, articolando, implementando e gestendo una “visione” dell'apprendimento condivisa e

supportata da tutta la comunità scolastica .

b)

un leader politico che promuove il successo formativo di tutti gli studenti sviluppando, articolando, implementando e gestendo una “visione” dell'apprendimento condivisa

e supportata da tutta la comunità scolastica .

c)

un leader organizzativo che promuove il successo formativo di tutti gli studenti sviluppando, articolando, implementando e gestendo una “visione” dell'apprendimento

condivisa e supportata da tutta la comunità scolastica .

d)

un leader educativo che promuove il successo formativo di tutti gli studenti sviluppando, articolando, implementando e gestendo una “visione” dell'apprendimento

condivisa e supportata da tutta la comunità scolastica .

109.

Tra le qualità del Dirigente scolastico una competenza assolutamente necessaria è:

a)

conoscere le circolari ministeriali

b)

conoscere i docenti

c)

conoscere le leggi

d)

conoscere come si insegna.

110.

i Contesti non Formali

a)

sono le organizzazioni lavorative o l’associazionismo di categoria professionale, dove l’apprendimento si basa sulle pratiche professionali e sulle attività formative di

aggiornamento richieste per ricoprire un determinato ruolo all’interno di un’azienda.

b)

sono le organizzazioni non lucrative, dove l’apprendimento si basa sulle pratiche professionali e sulle attività formative di aggiornamento richieste per ricoprire un

determinato ruolo all’interno di un’azienda.

c)

sono le organizzazioni lavorative o l’associazionismo di categoria professionale, dove l’apprendimento si basa sulle pratiche scolastiche e sulle attività formative di

aggiornamento a scuola

d)

sono le organizzazioni lavorative o l’associazionismo di categoria professionale, dove non c'è l’apprendimento all’interno di un’azienda.

111.

i Contesti Informali

a)

sono rappresentati da tutti i meccanismi di Isolamento dalla famiglia ai new media, associazioni sportive-culturali e sociali ecc., luoghi che forniscono gli strumenti per un

apprendimento derivato dall’esperienza scaturita dalle relazioni sociali.

b)

sono rappresentati da tutti i meccanismi di conflitto dalla famiglia ai new media, associazioni sportive-culturali e sociali ecc., luoghi che forniscono gli strumenti per un

apprendimento derivato dall’esperienza scaturita dalle relazioni sociali.

c)

sono rappresentati da tutti i meccanismi di socializzazione dalla famiglia ai new media, associazioni sportive-culturali e sociali ecc., luoghi che forniscono gli strumenti per

un apprendimento derivato dall’esperienza scaturita dalle relazioni sociali.

d)

sono rappresentati da tutti i meccanismi di scolarizzazione di massa dalla famiglia ai new media, associazioni sportive-culturali e sociali ecc., luoghi che forniscono gli

strumenti per un apprendimento derivato dall’esperienza scaturita dalle relazioni sociali.

112.

I Contesti Formali

a)

fanno riferimento al mondo dell’Associazionismo come la scuola, la formazione professionale e l’università. Un apprendimento formale che comporta il conseguimento di

conoscenze, abilità e competenze, che vengono riconosciute attraverso l’acquisizione di certificazioni.

b)

fanno riferimento al mondo dell’Impresa come la scuola, la formazione professionale e l’università. Un apprendimento formale che comporta il conseguimento di

conoscenze, abilità e competenze, che vengono riconosciute attraverso l’acquisizione di certificazioni.

c)

fanno riferimento al mondo della politica come la scuola, la formazione professionale e l’università. Un apprendimento formale che comporta il conseguimento di

conoscenze, abilità e competenze, che vengono riconosciute attraverso l’acquisizione di certificazioni.

d)

fanno riferimento al mondo dell’Istruzione come la scuola, la formazione professionale e l’università. Un apprendimento formale che comporta il conseguimento di

conoscenze, abilità e competenze, che vengono riconosciute attraverso l’acquisizione di certificazioni.

113.

Per Management, si intendono

a)

tutte quelle attività volte all'esclusione di risorse umane, finanziarie, amministrative e tecniche che permettono ad un’azienda o organizzazione di poter raggiungere gli

obiettivi condivisi.

b)

tutte quelle attività volte al trasferimento di risorse umane, finanziarie, amministrative e tecniche che permettono ad un’azienda o organizzazione di poter raggiungere gli

obiettivi condivisi.

c)

tutte quelle attività volte al coordinamento di risorse umane, finanziarie, amministrative e tecniche che permettono ad un’azienda o organizzazione di poter raggiungere gli

obiettivi condivisi.

d)

tutte quelle attività volte al licenziamento di risorse umane, finanziarie, amministrative e tecniche che permettono ad un’azienda o organizzazione di poter raggiungere gli

obiettivi condivisi.

114.

La Leadership per essere efficace deve assolvere due tipologie di funzioni:

a)

rigida e compressa

b)

relazionale e funzionale

c)

politica e mediatrice

d)

rassicurante e pratica

115.

Un buon leader deve saper coordinare diversi tipi di approccio alla Leadership:

a)

da quello politico (strutturato al contesto e ai compiti), a quello individuale (in base alle proprie attitudini) a quello carismatico (che valorizza ogni singolo membro del

gruppo)

b)

da quello situazionale (strutturato al contesto e ai compiti), a quello individuale (in base alle proprie attitudini) a quello solitario (che valorizza ogni singolo membro del

gruppo).

c)

da quello situazionale (strutturato al contesto e ai compiti), a quellopubblico (in base alle proprie attitudini) a quello carismatico (che valorizza ogni singolo membro del

gruppo).

d)

da quello situazionale (strutturato al contesto e ai compiti), a quello individuale (in base alle proprie attitudini) a quello carismatico (che valorizza ogni singolo membro del

gruppo).

116.

Per svolgere la sua funzione di leadership, il leader potrà adottare quattro stili differenti a seconda della natura del compito e delle caratteristiche dei

dipendenti:

a)

Leadership direttiva, Leadership supportiva, Leadership orientata al fallimento, Leadership partecipativa

b)

Leadership direttiva, Leadership supportiva, Leadership orientata alla riuscita, Leadership non partecipativa

c)

Leadership direttiva, Leadership supportiva, Leadership orientata alla riuscita, Leadership partecipativa

d)

Leadership ordinatrice, Leadership supportiva, Leadership orientata alla riuscita, Leadership partecipativa

117.

Il Dirigente Scolastico deve possedere

a)

una buona cultura umanistica di base, ben costruita e assimilata, che rende il dirigente capace di districarsi in una legislazione complessa, ampia ed in continuo mutamento.

b)

una buona cultura storica di base, ben costruita e assimilata, che rende il dirigente capace di districarsi in una legislazione complessa, ampia ed in continuo mutamento.

c)

una buona cultura scientifica di base, ben costruita e assimilata, che rende il dirigente capace di districarsi in una legislazione complessa, ampia ed in continuo mutamento.

d)

una buona cultura giuridica di base, ben costruita e assimilata, che rende il dirigente capace di districarsi in una legislazione complessa, ampia ed in continuo mutamento.

118.

il Dirigente Scolastico:

a)

non è il capo di un ufficio, ma piuttosto la guida e l'animatore di una comunità professionale che persegue fini materiali

b)

è il capo di un ufficio

c)

non è il capo di un ufficio, ma piuttosto la guida e l'animatore di una comunità professionale che persegue fini immateriali.

d)

non è il capo di un ufficio, ma piuttosto la guida e l'animatore di una comunità professionale che persegue fini politici

119.

La "leadership":

a)

è il processo attraverso il quale si influenzano le attività di un gruppo disorganizzato, nei suoi sforzi per la fissazione e il perseguimento dei propri obiettivi.

b)

è il processo attraverso il quale si influenzano le attività di un gruppo limitato, nei suoi sforzi per la fissazione e il perseguimento dei propri obiettivi.

c)

è il processo attraverso il quale si influenzano le attività di un gruppo organizzato, nei suoi sforzi per la fissazione e il perseguimento dei propri obiettivi.

d)

è il processo attraverso il quale si influenzano le attività di un gruppo disomogeneo, nei suoi sforzi per la fissazione e il perseguimento dei propri obiettivi.

120.

Compito primario del leader:

a)

è il possesso di mezzi finanziari

b)

è il possesso di una vision (progetto, percorso operativo fondato su precisi criteri) che gli consenta di tracciare la rotta della propria organizzazione e di conferire senso alle

azioni di ciascun cooperatore.

c)

è il possesso di capacità emotive

d)

è il possesso di relazioni

121.

Si può definire management:

a)

il processo di individuazione degli obiettivi di un'azienda/impresa/organizzazione (sia essa statale o privata) e di guida della gestione della medesima verso il

conseguimento di tali obiettivi, attraverso l'assunzione di decisioni sull'impiego delle risorse disponibili con esclusione di quelle umane.

b)

il processo di individuazione delle risorse di un'azienda/impresa/organizzazione (sia essa statale o privata) e di guida della gestione della medesima verso il conseguimento

di tali obiettivi, attraverso l'assunzione di decisioni sull'impiego delle risorse disponibili, in particolare di quelle umane.

c)

il processo di individuazione degli obiettivi di un'azienda/impresa/organizzazione (sia essa statale o privata) e di guida della gestione della medesima verso il

conseguimento di tali obiettivi

d)

il processo di individuazione degli obiettivi di un'azienda/impresa/organizzazione (sia essa statale o privata) e di guida della gestione della medesima verso il

conseguimento di tali obiettivi, attraverso l'assunzione di decisioni sull'impiego delle risorse disponibili, in particolare di quelle umane.

122.

Quali sono le differenze sostanziali considerato che sia il manager, sia il leader lavorano con le persone convogliando gli sforzi dei singoli e dei gruppi verso

gli obiettivi organizzativi?:

a)

il management si confronta con la complessità e la sua efficacia si misura con il grado di ordine e di coerenza che riesce a realizzare; al contrario, la leadership si misura

con il cambiamento e, dunque, agisce indicandone la direzione e la visione.

b)

il management si confronta con la semplicità e la sua efficacia si misura con il grado di ordine e di coerenza che riesce a realizzare; al contrario, la leadership si misura con

il cambiamento e, dunque, agisce indicandone la direzione e la visione.

c)

il management si confronta con la flessibilità e la sua efficacia si misura con il grado di ordine e di coerenza che riesce a realizzare; al contrario, la leadership si misura con

il cambiamento e, dunque, agisce indicandone la direzione e la visione.

d)

il management si confronta con la complessità e la sua efficacia si misura con il grado di ordine e di coerenza che riesce a realizzare; al contrario, la leadership si misura

con la conservazione e, dunque, agisce indicandone la direzione e la visione.

123.

LE PRIORITÀ ORGANIZZATIVE

del Dirigente Scolastico (Art. 1 c. 3 Legge n. 107 /2015):

a)

La realizzazione di una scuola aperta, laboratorio permanente di ricerca

La flessibilità didattica ed organizzativa

L'articolazione modulare del monte ore

La possibilità di potenziamento del quadro orario anche oltre i limiti ordinamentali

La programmazione oraria plurisettimanale e i ricorso alle classi aperte

L'integrazione e miglior utilizzo di risorse di ogni natura

Il coordinamento con il contesto territoriale

L'apertura della comunità scolastica al territorio, con il coinvolgimento pieno delle istituzioni e delle realtà locali

La partecipazione all'assunzione delle decisioni e al compimento delle scelte da parte degli organi collegiali

b)

La realizzazione di una scuola aperta, laboratorio permanente di ricerca

La flessibilità didattica ed organizzativa

L'articolazione modulare del monte ore

La possibilità di potenziamento del quadro orario anche oltre i limiti ordinamentali

La programmazione oraria plurisettimanale e i ricorso alle classi aperte

L'integrazione e miglior utilizzo di risorse di ogni natura

Il coordinamento con il contesto territoriale

L'apertura della comunità scolastica al territorio, con il coinvolgimento pieno delle istituzioni e delle realtà locali

c)

La flessibilità didattica ed organizzativa

L'articolazione modulare del monte ore

La possibilità di potenziamento del quadro orario anche oltre i limiti ordinamentali

La programmazione oraria plurisettimanale e i ricorso alle classi aperte

L'integrazione e miglior utilizzo di risorse di ogni natura

Il coordinamento con il contesto territoriale

L'apertura della comunità scolastica al territorio, con il coinvolgimento pieno delle istituzioni e delle realtà locali

La partecipazione all'assunzione delle decisioni e al compimento delle scelte da parte degli organi collegiali

d)

L'articolazione modulare del monte ore

La possibilità di potenziamento del quadro orario anche oltre i limiti ordinamentali

La programmazione oraria plurisettimanale e i ricorso alle classi aperte

L'integrazione e miglior utilizzo di risorse di ogni natura

Il coordinamento con il contesto territoriale

L'apertura della comunità scolastica al territorio, con il coinvolgimento pieno delle istituzioni e delle realtà locali

La partecipazione all'assunzione delle decisioni e al compimento delle scelte da parte degli organi collegiali

124.

è compito attribuito al Dirigente Scolastico ai sensi dell'art. 1 c. 14.4 della Legge n.107del 13.7.2015:

a)

La formulazione degli indirizzi per le attività dei docenti e delle scelte di gestione e di amministrazione

b)

La formulazione degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte didattiche

c)

La formulazione degli indirizzi per le attività degli studenti e delle scelte di gestione e di amministrazione

d)

La formulazione degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione

125.

Per definire l'atto di indirizzo il Dirigente Scolastico:

a)

dovrà effettuare una rilettura attenta delPTOF per raccogliere sia criticità e punti di forza emersi nell'autovalutazione sia le proposte di miglioramento.

b)

dovrà effettuare una rilettura attenta del RAV di scuola per raccogliere sia criticità e punti di forza emersi nell'autovalutazione sia le proposte di miglioramento.

c)

dovrà effettuare una rilettura attenta delle circolari ministeriali per raccogliere sia criticità e punti di forza emersi nell'autovalutazione sia le proposte di miglioramento.

d)

dovrà effettuare una rilettura attenta delle Leggi per raccogliere sia criticità e punti di forza emersi nell'autovalutazione sia le proposte di miglioramento.