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3 - EUROPEO

Total questions: 86

Worksheet time: 43mins

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1.
Tra le fonti primarie del diritto dell'Unione europea non vi sono:
a)
le raccomandazioni
b)
i Protocolli e gli allegati ai Trattati
c)
i Trattati istitutivi
d)
i Trattati relativi all'ammissione di nuovi Stati membri nell'Unione europea
2.
Attualmente si intendono per Trattati istitutivi:
a)
il Trattato sull'Unione europea e il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
b)
il Trattato di Parigi e il Trattato di Lisbona
c)
Trattato istitutivo della CECA e il TUE
d)
il TCE e il TUE
3.
Tra gli accordi internazionali che hanno apportato modifiche ai Trattati di Roma non vi è:
a)
l'accordo di stabilizzazione e associazione tra l'Unione europea e il Kosovo del 27 ottobre 2015
b)
il Trattato di Nizza del 26 febbraio 2001
c)
l'Atto unico del 17 e 28 febbraio 1986
d)
il Trattato di adesione del 16 aprile 2003
4.
Tra le fonti primarie del diritto dell'Unione europea vi sono:
a)
gli accordi internazionali che hanno apportato modifiche Trattati di Roma istitutivi della CEE e della CEEA
b)
i pareri
c)
le decisioni
d)
le raccomandazioni
5.
Tra i principi generali elaborati dalla Corte di Giustizia nell'ambito dell'esercizio della propria attività giurisprudenziale di carattere interpretativo vi è:
a)
il principio della tutela del legittimo affidamento
b)
il principio di buona gestione finanziaria
c)
il principio di attribuzione
d)
il principio di uguaglianza dei cittadini dell'Unione
6.
I principi generali del diritto dell'Unione:
a)
hanno un'origine pretoria ed è la Corte di Giustizia ad elaborarli traendoli da sistemi differenti da quello europeo
b)
hanno origine consuetudinaria
c)
hanno un'origine pretoria e sono elaborati dai giudici costituzionali degli Stati membri
d)
hanno un'origine pretoria ed è la Corte di Giustizia ad elaborarli traendoli dal sistema europeo
7.
I principi generali del diritto dell'Unione europea assumono un rango:
a)
pariordinato rispetto ai Trattati
b)
subordinato rispetto ai Trattati
c)
subordinato sia al diritto derivato che agli accordi internazionali conclusi dall'Unione
d)
pariordinato sia al diritto derivato che agli accordi internazionali conclusi dall'Unione
8.
Tra i principi generali del diritto dell'Unione europea non vi è:
a)
il principio di non ingerenza negli affari interni di uno Stato
b)
il principio di proporzionalità
c)
l principio di sussidiarietà
d)
il principio di attribuzione
9.
Tra i principi generali del diritto dell'Unione europea espressamente richiamati nei Trattati vi è:
a)
il principio di una economia di mercato aperta e in libera concorrenza
b)
il principio della certezza del diritto
c)
il principio di non retroattività
d)
il principio del rispetto dei diritti quesiti
10.
Gli atti atipici di diritto derivato:
a)
non sono esplicitamente previsti dai Trattati
b)
sono esplicitamente previsti dai Trattati
c)
non vanno posti sullo stesso piano rispetto agli atti tipici
d)
sono subordinati agli atti tipici
11.
Sono fonti derivate con carattere giuridicamente vincolante:
a)
regolamenti, direttive, decisioni
b)
raccomandazioni, regolamenti, direttive
c)
regolamenti, pareri, decisioni
d)
regolamenti, direttive, pareri
12.
Sono fonti derivate con carattere giuridicamente non vincolante:
a)
pareri e raccomandazioni
b)
pareri e decisioni
c)
pareri e regolamenti
d)
raccomandazioni e regolamenti
13.
Ai sensi dell'art. 288, co. 2, TFUE, il Regolamento ha tre caratteristiche costitutive. Tra queste non vi è che:
a)
è obbligatorio con riguardo al risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi
b)
ha portata generale
c)
è obbligatorio in tutti i suoi elementi
d)
è direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri
14.
I Regolamenti erano stati rinominati "leggi europee" da:
a)
il Trattato "costituzionale" europeo
b)
il Trattato di Maastricht
c)
l'Atto Unico europeo
d)
il Trattato di Amsterdam
15.
Il requisito della "portata generale" dei Regolamenti:
a)
è determinato dal dato qualitativo rappresentato dal modo di individuazione dei destinatari
b)
si ricollega al fatto che il Regolamento si rivolge a tutte le persone fisiche e giuridiche presenti sul territorio europeo
c)
è determinato dal dato quantitativo rappresentato dal numero o dall'identità dei destinatari
d)
si ricollega al fatto che il Regolamento si rivolge necessariamente a tutti gli Stati membri
16.
Quale tra le seguenti affermazioni non è riferibile alla Direttiva?
a)
è direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri
b)
è obbligatoria solo con riguardo al risultato da raggiungere
c)
ha lo scopo di armonizzare le legislazioni nazionali
d)
vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi
17.
La mancata o inadeguata trasposizione della Direttiva nel diritto interno produce alcuni effetti, tra i quali:
a)
la possibilità per il singolo di chiedere, a determinate condizioni, il risarcimento dei danni subiti in ragione dell'illegittima inerzia dello Stato membro
b)
la necessità, per le autorità giurisdizionali nazionali, di adire la Corte di Giustizia in via pregiudiziale per far valere la violazione del diritto dell'Unione
c)
la facoltà delle autorità nazionali di disapplicare il diritto interno incompatibile con gli effetti giuridici prodotti dalla diretta applicabilità della Direttiva
d)
la possibilità per il singolo di chiedere in ogni caso il risarcimento dei danni subiti in ragione dell'illegittima inerzia dello Stato membro
18.
Ferma restando la libertà di scelta delle forme e dei mezzi di recepimento della Direttiva, i provvedimenti di recepimento adottati dagli Stati:
a)
devono essere non equivoci e idonei a modificare il diritto interno per garantire il pieno raggiungimento dell'obiettivo prescritto dalla Direttiva
b)
possono consistere in semplici prassi amministrative
c)
possono eventualmente essere comunicati alla Commissione
d)
devono essere non equivoci e di portata generale
19.
La Decisione trova applicazione:
a)
in entrambi i Trattati, a differenza del Regolamento e della Direttiva
b)
solo nell'ambito del TFUE, come il Regolamento e la Direttiva
c)
solo nell'ambito del TUE, come il Regolamento e la Direttiva
d)
in entrambi i Trattati, come il Regolamento e la Direttiva
20.
La Decisione:
a)
è obbligatoria in tutti i suoi elementi
b)
è obbligatoria solo con riguardo al risultato da raggiungere
c)
anche se designa i destinatari è obbligatoria nei confronti di tutti
d)
non può mai designare dei destinatari
21.
Le Istituzioni legittimate ad adottare le Decisioni in ambito TFUE sono:
a)
il Consiglio ed il Parlamento europeo, la Commissione, la BCE, il Consiglio europeo
b)
il Parlamento europeo e la BCE nelle materie di propria competenza
c)
solo il Consiglio ed il Parlamento europeo
d)
il Consiglio e la Commissione in materia di concorrenza ed aiuti di Stato
22.
Non sono tra i destinatari dei pareri:
a)
le organizzazioni internazionali
b)
le persone fisiche e giuridiche
c)
gli Stati membri
d)
le altre Istituzioni dell'Unione
23.
Le raccomandazioni:
a)
sono atti non vincolanti, come i pareri
b)
sono atti vincolanti, come i pareri
c)
sono atti vincolanti, come le decisioni
d)
sono atti non vincolanti, come le decisioni
24.
Le Istituzioni che possono adottare Raccomandazioni sono:
a)
il Consiglio, la Commissione e la Banca centrale europea
b)
il Consiglio e la Commissione
c)
il Consiglio ed il Parlamento europeo
d)
il Consiglio ed il Parlamento europeo, la Commissione, la BCE, il Consiglio europeo
25.
L'art. 207 TFUE attribuisce la competenza a stipulare accordi:
a)
con uno o più Stati terzi o con organizzazioni internazionali
b)
tra Stati terzi
c)
tra due o più Stati membri
d)
tra gli Stati membri e gli Stati terzi
26.
Nella procedura di conclusione degli accordi internazionali è prevista la sola consultazione del Parlamento:
a)
in tutti i casi tranne alcune specifiche tipologie di accordi
b)
per gli accordi che hanno ripercussioni finanziarie considerevoli per l'Unione
c)
per gli accordi di associazione
d)
per l'accordo sull'adesione dell'Unione alla CEDU
27.
Gli accordi internazionali conclusi dall'Unione si collocano, nella gerarchia delle fonti:
a)
in una posizione intermedia fra i Trattati e gli atti derivati
b)
in posizione pariordinata rispetto agli atti derivati
c)
in posizione pariordinata rispetto ai Trattati
d)
in posizione pariordinata rispetto agli atti derivati
28.
Il mercato era da realizzare, nel corso dei decenni, mediante un processo graduale che avrebbe visto come prima fase:
a)
l'armonizzazione delle normative nazionali
b)
l'applicazione diretta del regime giuridico-amministrativo europeo
c)
l'istituzione di una tariffa doganale comune
d)
il mutuo riconoscimento delle normative nazionali
29.
L'obiettivo della creazione di un mercato interno fu introdotto:
a)
dall'Atto Unico Europeo
b)
dai Trattati di Roma
c)
dal Trattato di Amsterdam
d)
dal Trattato di Maastricht
30.
La creazione di un mercato comune passava per una serie di fattori, tra i quali non vi era:
a)
una sempre maggiore applicazione diretta del regime giuridico-amministrativo europeo al posto di quelli nazionali
b)
l'istituzione di una tariffa doganale comune ed una politica commerciale comune verso gli Stati terzi
c)
l'abolizione dei dazi doganali e delle restrizioni quantitative alle esportazioni e alle importazioni tra gli Stati membri
d)
l'eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione di tutti i fattori produttivi
31.
Ai sensi dell'art. 36 TFUE, in alcuni casi eccezionali lo Stato membro può temporaneamente fissare divieti o restrizioni alla circolazione delle merci per motivi:
a)
di moralità pubblica
b)
di lealtà dei negozi commerciali
c)
di efficacia dei controlli fiscali
d)
di protezione della salute pubblica
32.
Nell'ambito della libera circolazione delle merci, il divieto delle restrizioni quantitative tra gli Stati membri ha delle eccezioni, fra le quali l'ipotesi in cui sussistano "esigenze imperative" attinenti a:
a)
l'efficacia dei controlli fiscali
b)
l'ordine pubblico
c)
la tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o la preservazione dei vegetali
d)
la pubblica sicurezza
33.
Come previsto dagli artt. 28 e 30 TFUE, nell'ambito dell'unione doganale:
a)
vige un divieto assoluto ed inderogabile di apporre dazi all'importazione o all'esportazione per qualunque scambio di merci tra gli Stati membri
b)
vi è l'obbligo di apporre dazi all'importazione o all'esportazione per qualunque scambio di merci tra gli Stati membri
c)
vige un divieto assoluto ed inderogabile di apporre dazi all'esportazione, ma non all'importazione, per qualunque scambio di merci tra gli Stati membri
d)
vige un divieto assoluto ed inderogabile di apporre dazi all'importazione, ma non all'esportazione, per qualunque scambio di merci tra gli Stati membri
34.
I fattori produttivi oggetto della libera circolazione sono:
a)
merci, persone, servizi, capitali
b)
merci, lavoro, capitale
c)
terra, lavoro e capitale
d)
lavoro, capitale, imprenditori
35.
L'articolo 46 del TFUE demanda l'adozione, mediante direttive o regolamenti, delle misure necessarie per attuare la libera circolazione dei lavoratori:
a)
al Parlamento europeo ed al Consiglio
b)
al Parlamento europeo ed al Consiglio europeo
c)
alla Commissione ed al Consiglio
d)
al Parlamento europeo ed alla Commissione
36.
Ai sensi dell'articolo 45, paragrafo 3, TFUE, la libera circolazione importa il diritto:
a)
tutti i diritti di cui alle altre risposte ma fatte salve le limitazioni giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica
b)
di prendere dimora in uno degli Stati membri al fine di svolgervi un'attività di lavoro
c)
di rimanere sul territorio di uno Stato membro dopo aver occupato un impiego
d)
di rispondere a offerte di lavoro effettive
37.
La libera circolazione disciplinata dal Titolo IV del TFUE non ha come destinatari:
a)
tutti i cittadini europei nell'ambito dello Spazio di libertà, sicurezza e giustizia
b)
le persone che esercitano un'attività autonoma in regime di "libera prestazione dei servizi" all'interno dell'Unione europea
c)
le persone che esercitano un'attività autonoma in regime di "libertà o diritto di stabilimento" nel territorio di un altro Stato membro
d)
le persone che esercitano un'attività subordinata salariata o stipendiata
38.
Il Regolamento (CEE) n. 1612/68 del Consiglio del 15 ottobre 1968:
a)
è stato abrogato dal Regolamento di codificazione n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2011
b)
è stato abrogato dalla direttiva n. 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004
c)
è relativo al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi
d)
è ancora in vigore
39.
La direttiva n. 68/360/CEE del Consiglio del 15 ottobre 1968:
a)
è stata abrogata dalla direttiva n. 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004
b)
è ancora in vigore
c)
è relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi
d)
è stata abrogata dal Regolamento di codificazione n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2011
40.
Il Regolamento (CEE) n. 15/61 del 26 agosto 1961:
a)
manteneva il principio della priorità del mercato nazionale del lavoro
b)
prevedeva l'assimilazione del lavoratore straniero a quello del Paese d'impiego in due anni
c)
includeva, tra i beneficiari del diritto di libera circolazione, i lavoratori stagionali e frontalieri
d)
sanciva il criterio di priorità del mercato comunitario
41.
Il Regolamento (CEE) n. 38/64 del 25 marzo 1964 sanciva:
a)
il criterio di priorità del mercato comunitario
b)
l'assimilazione del lavoratore straniero a quello del Paese d'impiego in quattro anni
c)
l'esclusione, dai beneficiari del diritto di libera circolazione, i lavoratori stagionali e frontalieri
d)
il principio della priorità del mercato nazionale del lavoro
42.
Con riguardo alla nozione di lavoratore, nel tempo la Corte di Giustizia ha precisato che:
a)
la nozione è da interpretare in modo autonomo rispetto ai diritti nazionali del lavoro
b)
tale nozione non dipende dal diritto comunitario
c)
non è di sua competenza pronunciarsi in materia
d)
tale nozione dipende dai diritti interni dei singoli Stati membri
43.
La Corte di Giustizia ha individuato i criteri che consentono l'individuazione di un rapporto di lavoro dipendente; tra tali criteri non vi è:
a)
l'obbligazione di risultato e non di mezzi per il lavoratore
b)
il vincolo di subordinazione
c)
la durata prolungata del rapporto di lavoro
d)
la retribuzione
44.
La disciplina comunitaria in materia di libera circolazione è applicabile ad un soggetto che si sposti alla ricerca di un impiego?
a)
sì, come sancito dalla Direttiva n. 38/2004/CE
b)
no, non è applicabile
c)
sì, lo afferma chiaramente l'articolo 45, paragrafo 3, lettera a), TFUE
d)
sì, lo ha sempre affermato con chiarezza la Corte di Giustizia
45.
Non sono applicabili ai cittadini degli altri Stati membri le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri che limitano il numero o la percentuale degli stranieri occupati:
a)
per impresa, per ramo di attività, per regioni o su scala nazionale
b)
per ramo di attività, per regioni o su scala nazionale
c)
per impresa, per regioni
d)
per impresa, per regioni o su scala nazionale
46.
Ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 4, del Regolamento (UE) n. 492/2011, nella misura in cui prevedano o autorizzino condizioni discriminatorie nei confronti dei lavoratori cittadini degli altri Stati membri, sono nulle:
a)
le clausole di contratti collettivi o individuali o di altre regolamentazioni collettive
b)
le clausole di contratti collettivi
c)
le clausole di contratti individuali
d)
le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri
47.
L'articolo 45 del TFUE sancisce l'abolizione di qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità, tra lavoratori degli Stati membri per quanto riguarda:
a)
l'impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro
b)
l'impiego e la retribuzione
c)
l'accesso all'impiego
d)
la retribuzione e le altre condizioni di lavoro
48.
Non è previsto dall'articolo 7 della direttiva n. 38/2004/CE che abbia il diritto di soggiornare nel territorio di un altro Stato membro, per un periodo superiore a tre mesi, ciascun cittadino dell'Unione:
a)
senza alcuna condizione o formalità salvo il possesso di una carta d'identità o di un passaporto in corso di validità
b)
a condizione di essere lavoratore subordinato o autonomo nello Stato membro ospitante
c)
a condizione di essere iscritto presso un istituto pubblico o privato per seguirvi a titolo principale un corso di studi
d)
a condizione di disporre, per se stesso e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti
49.
Con riguardo al diritto di soggiorno, si distinguono tre tipologie del diritto, tra le quali non è previsto:
a)
il diritto di soggiorno fino ad un mese
b)
il diritto di soggiorno permanente
c)
il diritto di soggiorno fino a tre mesi
d)
il diritto di soggiorno per un periodo superiore a tre mesi
50.
Ai sensi dell'articolo 6 della direttiva n. 38/2004/CE ha il diritto di soggiornare nel territorio di un altro Stato membro, per un periodo fino a tre mesi, ciascun cittadino dell'Unione:
a)
senza alcuna condizione o formalità salvo il possesso di una carta d'identità o di un passaporto in corso di validità
b)
a condizione di disporre, per se stesso e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti
c)
a condizione di essere iscritto presso un istituto pubblico o privato per seguirvi a titolo principale un corso di studi
d)
a condizione di essere lavoratore subordinato o autonomo nello Stato membro ospitante
51.
L'articolo 45, paragrafo 3, del TFUE, assicura la libera circolazione dei lavoratori «fatte salve le limitazioni giustificate da motivi di:
a)
ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica
b)
tutela della salute e della vita delle persone, moralità pubblica e ordine pubblico
c)
tutela della salute e della vita delle persone, pubblica sicurezza e sanità pubblica
d)
moralità pubblica, ordine pubblico e pubblica sicurezza
52.
Ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 2, della direttiva n. 2004/38/CE, i provvedimenti che limitano l'esercizio del diritto di libera circolazione, adottati da uno Stato membro per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, devono:
a)
essere adottati esclusivamente in relazione al comportamento personale della persona nei riguardi della quale essi sono applicati
b)
rispettare il principio di sussidiarietà
c)
rispettare il principio di attribuzione
d)
essere adottati erga omnes
53.
Con riguardo al limite alla libera circolazione rappresentato dall'impiego nelle pubbliche amministrazioni, il D.P.C.M. n. 174/1994 non individua, tra i «posti» riservati ai cittadini italiani:
a)
i posti degli insegnanti presso le scuole statali
b)
i posti dei ruoli civili e militari della Presidenza del Consiglio e di alcuni Ministeri
c)
i posti dei magistrati
d)
i posti dei livelli dirigenziali delle amministrazioni dello Stato
54.
Per la Direttiva 2006/123/CE la definizione di «stabilimento» implica:
a)
che l'attività economica sia esercitata dal prestatore a tempo determinato
b)
un'infrastruttura stabile a partire dalla quale viene effettivamente svolta l'attività di prestazione di servizi
c)
che l'attività economica sia esercitata dal prestatore a tempo indeterminato
d)
l'esercizio effettivo di un'attività economica da parte del prestatore
55.
Gli articoli 49-55 del TFUE hanno ad oggetto:
a)
il diritto o libertà di stabilimento
b)
la libera prestazione dei servizi
c)
la libera circolazione dei capitali
d)
la libera circolazione dei servizi
56.
Gli articoli 56-62 del TFUE hanno ad oggetto:
a)
a libera circolazione o prestazione dei servizi
b)
la libera circolazione dei capitali
c)
la libera circolazione delle merci
d)
il diritto o libertà di stabilimento
57.
La convergenza degli ordinamenti, come disciplinata dalla Direttiva 2006/123 si persegue mediante diversi strumenti, tra i quali non vi sono:
a)
i libri bianchi della Commissione europea
b)
il confronto tra gli Stati membri, di concerto con la Commissione, su aspetti particolarmente rilevanti per un'effettiva liberalizzazione
c)
la revisione periodica, ad opera della Commissione, dell'applicazione dell'art. 16 della Direttiva
d)
i codici di condotta a livello europeo
58.
L'art. 57 TFUE definisce come «servizi» le «prestazioni fornite normalmente dietro retribuzione»; tra queste non ricomprende:
a)
le attività subordinate
b)
le attività di carattere commerciale
c)
le attività di carattere industriale
d)
le attività delle libere professioni
59.
La direttiva n. 96/71/CE:
a)
è relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi
b)
è relativa alla libera circolazione dei servizi
c)
è stata abrogata dalla direttiva 2014/67/UE
d)
è stata abrogata dalla direttiva 2006/123
60.
La direttiva 2014/67/UE si pone come obiettivo primario quello di:
a)
garantire il rispetto di un appropriato livello di protezione dei diritti dei lavoratori distaccati per una prestazione transfrontaliera di servizi
b)
garantire la libera prestazione dei servizi
c)
garantire la libertà di stabilimento
d)
garantire la libera circolazione dei capitali
61.
La direttiva 2014/67/UE si applica:
a)
alle imprese stabilite in uno Stato membro che, nel quadro di una prestazione di servizi transnazionale, distacchino lavoratori nel territorio di un altro Stato membro
b)
alle sole attività subordinate
c)
alle imprese stabilite in uno Stato membro che delocalizzino la produzione nel territorio di uno Stato terzo
d)
in caso di trasferimento transnazionale dell'impresa
62.
La problematica della legge nazionale applicabile nei casi di distacco dei lavoratori sul territorio dell'Unione europea è stata più volte oggetto di pronunce della Corte di Giustizia a partire dalla sentenza:
a)
Rush Portuguesa Lda c. Office national d'immigration
b)
Laval un Partneri Ltd c. Svenska Byggnadsarbetareförbundet
c)
International Transport Worker's Federation e Finnish Seamen's Union c. Viking Line ABP e OÜ Viking Line Eesti
d)
Dirk Rüffert c. Land Niedersachsen
63.
A quali conclusioni è giunta la Corte di Giustizia nella sentenza Laval?
a)
l'azione collettiva intrapresa rappresentava una restrizione alla libera prestazione dei servizi non giustificata alla luce dell'obiettivo della protezione dei lavoratori
b)
un'azione collettiva posta in essere nella forma di un blocco dei cantieri non rappresenta mai una restrizione giustificata alla libera prestazione dei servizi
c)
il diritto di intraprendere un'azione collettiva costituiva, nel caso di specie, una ragione imperativa di interesse generale tale da giustificare una restrizione alla libera prestazione dei servizi
d)
il diritto di intraprendere un'azione collettiva costituisce sempre una ragione imperativa di interesse generale tale da giustificare una restrizione alla libera prestazione dei servizi
64.
Quando la Corte di Giustizia si è pronunciata nei casi Viking e Laval?
a)
nel dicembre 2007
b)
nel giugno 2008
c)
nel marzo 1990
d)
nell'aprile 2008
65.
In quale sentenza la Corte di Giustizia si è pronunciata in merito ad un'azione collettiva intrapresa da un raggruppamento di sindacati nei confronti di un'impresa, al fine di indurla a sottoscrivere un contratto collettivo dal contenuto tale da impedirle di avvalersi della sua libertà di stabilimento?
a)
International Transport Worker's Federation e Finnish Seamen's Union c. Viking Line ABP e OÜ Viking Line Eesti
b)
Laval un Partneri Ltd c. Svenska Byggnadsarbetareförbundet
c)
Dirk Rüffert c. Land Niedersachsen
d)
Rush Portuguesa Lda c. Office national d'immigration
66.
La sentenza della Corte di Giustizia nel caso Commissione c. Lussemburgo è stata resa:
a)
in occasione di una procedura di infrazione
b)
a seguito di rinvio a titolo pregiudiziale
c)
ha dato un'interpretazione espansiva del richiamo all'ordine pubblico
d)
nel dicembre 2007
67.
Nella sentenza Rüffert la Corte di Giustizia:
a)
riduce la portata della clausola del trattamento più favorevole di cui alla direttiva n. 96/71/CE a soli due casi
b)
nega la facoltà, per le imprese aventi sede in altri Stati membri, di sottoscrivere volontariamente nello Stato membro ospitante un contratto collettivo di lavoro eventualmente più favorevole
c)
amplia la tutela dei lavoratori contro fenomeni di dumping sociale
d)
amplia la portata della clausola del trattamento più favorevole di cui alla direttiva n. 96/71/CE
68.
Quando la Corte di Giustizia si è pronunciata nel caso Rüffert?
a)
nell'aprile 2008
b)
nel dicembre 2007
c)
nel giugno 2008
d)
nel marzo 1990
69.
I "pagamenti" possono essere definiti come:
a)
quei trasferimenti di valuta che costituiscono la controprestazione di una sottostante transazione
b)
tutte le operazioni di investimento di denaro
c)
tutte le operazioni di trasferimento di denaro
d)
tutte le operazioni di trasferimento, collocazione ed investimento di denaro
70.
Quando si parla di movimenti relativi ai "capitali" ci si riferisce a:
a)
tutte le operazioni di trasferimento, collocazione ed investimento di denaro
b)
tutte le operazioni di trasferimento di denaro
c)
quei trasferimenti di valuta che costituiscono la controprestazione di una sottostante transazione
d)
tutte le operazioni di investimento di denaro
71.
Tra le molteplici tipologie di movimenti di capitali richiamate nell'allegato I della Direttiva 88/361/CEE non vi sono:
a)
gli investimenti indiretti
b)
le cauzioni, le altre garanzie ed i diritti di pegno
c)
gli investimenti diretti
d)
gli investimenti immobiliari
72.
Gli accordi in contrasto con l'art. 101, par. 1, sono:
a)
nulli di pieno diritto ed automaticamente
b)
vietati ma occorre una previa decisione in tal senso
c)
anche se l'impresa dimostra che il comportamento anticoncorrenziale contribuisce a migliorare la produzione, il comportamento è comunque vietato
d)
annullabili
73.
L'art. 107, par. 1, vieta gli aiuti, concessi dagli Stati a talune imprese o produzioni, che falsino la concorrenza; a tale divieto sono applicabili le deroghe automatiche di cui all'art. 107, par. 2, ai sensi del quale sono compatibili con il mercato comune:
a)
gli aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori, a condizione che siano accordati senza discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti
b)
gli aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno stato membro
c)
gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche
d)
gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione
74.
Tra i comportamenti ritenuti incompatibili e vietati dall'art. 101, par. 1, del TFUE non vi è che:
a)
gli Stati membri limitino o controllino la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli investimenti
b)
le imprese limitino o controllino la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli investimenti
c)
le imprese fissino direttamente o indirettamente i prezzi di acquisto o di vendita ovvero altre condizioni di transazione
d)
le imprese ripartiscano i mercati o le fonti di approvvigionamento
75.
Gli obiettivi di politica economica e monetaria europea implicano il rispetto, da parte degli Stati membri e dell'Unione, dei principi "direttivi", indicati dall'art. 119, par. 3, TFUE, tra i quali non vi è il mantenimento:
a)
di un elevato tasso di occupazione
b)
della stabilità dei prezzi
c)
della sostenibilità della bilancia dei pagamenti
d)
di finanze pubbliche e condizioni monetarie sane
76.
Tra i settori che attengono alla Unione economica e monetaria (UEM), ricade nella competenza concorrente dell'Unione il settore:
a)
dei trasporti
b)
della definizione delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno
c)
della politica monetaria per gli Stati membri che adottano l'euro
d)
della politica commerciale comune
77.
Tra i settori che più direttamente attengono alla Unione economica e monetaria (UEM), ricade nella competenza esclusiva dell'Unione il settore:
a)
dell'unione doganale
b)
della coesione economica, sociale e territoriale
c)
dell'agricoltura e della pesca
d)
del mercato interno
78.
Se lo Stato non adotta interventi conformi alle indicazioni ricevute dalle Istituzioni dell'Unione nel corso del Semestre europeo, l'Unione europea può adottare
a)
un avvertimento del Consiglio
b)
un avvertimento della Commissione
c)
le misure di sorveglianza preventiva del bilancio
d)
le misure di sorveglianza correttiva del bilancio
79.
Il Semestre europeo si apre:
a)
a novembre con la presentazione da parte della Commissione di due documenti: l'Analisi annuale della crescita e la Relazione sul meccanismo di allerta
b)
ad aprile con la presentazione da parte degli Stati membri dei programmi di stabilità o di convergenza
c)
a novembre con la presentazione da parte della Commissione dei programmi di stabilità o di convergenza
d)
ad aprile con la presentazione da parte della Commissione di due documenti: l'Analisi annuale della crescita e la Relazione sul meccanismo di allerta
80.
Il semestre europeo si realizza mediante il dialogo ed il controllo da parte delle Istituzioni europee su determinate politiche degli Stati membri tra le quali non vi sono:
a)
le politiche monetarie
b)
le politiche economiche
c)
le politiche di stabilità o di convergenza
d)
le politiche occupazionali
81.
La Banca Centrale Europea (BCE) è stata elevata al rango di Istituzione:
a)
dal Trattato di Lisbona
b)
dal Trattato di Nizza
c)
dal Trattato di Amsterdam
d)
dal Trattato di Maastricht
82.
Gli organi decisionali della BCE sono:
a)
il Comitato esecutivo ed il Consiglio direttivo
b)
il Consiglio esecutivo ed il Comitato direttivo
c)
il Comitato esecutivo ed il Comitato di verifica
d)
il Consiglio direttivo ed il Comitato di verifica
83.
La politica monetaria dell'Unione è condotta da:
a)
BCE e SEBC
b)
BCE e BEI
c)
SEBC e BEI
d)
BCE e Commissione europea
84.
I due pilastri dell'Unione bancaria sono:
a)
il Meccanismo di vigilanza unico ed il Meccanismo di risoluzione unico
b)
il Meccanismo di vigilanza unico e gli stress test
c)
il Fondo di risoluzione unico e la Direttiva BRRD
d)
la Direttiva BRRD e gli stress test
85.
La nuova disciplina dell'Unione europea in materia di risanamento e risoluzione degli enti creditizi va a sostituirsi:
a)
al modello della vigilanza nazionale armonizzata
b)
al Meccanismo di risoluzione unico
c)
al Meccanismo di vigilanza unico
d)
all'Unione bancaria
86.
Il Meccanismo di vigilanza unico comprende:
a)
la Banca centrale europea e le autorità di vigilanza nazionali degli Stati partecipanti
b)
la Banca centrale europea ed il Sistema europeo di banche centrali
c)
il Sistema europeo di banche centrali e le autorità di vigilanza nazionali degli Stati partecipanti
d)
la Banca europea per gli investimenti e le autorità di vigilanza nazionali degli Stati partecipanti