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Marmio III

Total questions: 82

Worksheet time: 41mins

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1.

Egocentrismo adolescenziale (David Elkind)

a)

Consiste nell’aumentata coscienza di sé, che si riflette sulla

convinzione da parte degli adolescenti che gli altri siano interessati a

loro, e al loro senso d’unicità ed invincibilità tanto quanto lo sono loro

stessi

b)

Consiste nell’aumentata apparenza di sé, che si riflette sulla

convinzione da parte degli adolescenti che gli altri siano interessati a

loro, e al loro senso d’unicità ed invincibilità tanto quanto lo sono loro

stessi

c)

Consiste nell’aumentata coscienza di sé, che si riflette sulla

convinzione da parte degli adolescenti che gli altri non siano interessati a

loro, e al loro senso d’unicità ed invincibilità tanto quanto lo sono loro

stessi

2.

Egocentrismo adolescenziale (David Elkind) suddiviso in:

a)

1) Pubblico immaginario; 2) Fiaba personale

b)

1) Privato immaginario; 2) Fiaba personale

c)

1) Pubblico immaginario; 2) Fiaba impersonale

3.

la tendenza tipica dell’egocentrismo

adolescenziale ad assumere comportamenti per richiamare

l’attenzione su di sé- il tentativo di essere notati, visibili, e “ sul

palco”.

a)

Pubblico immaginario

b)

Fiaba personale

4.

quella parte dell’egocentrismo adolescenziale

che comprende la sensazione di unicità e di invincibilità

a)

Fiaba personale

b)

Pubblico immaginario

5.

Piaget fornì un ampio scenario concettuale per le prospettive

sull’apprendimento e la formazione

a)

Assumere un atteggiamento costruttivo.

• Facilitare l’apprendimento, piuttosto che dirigerlo.

• Considerare le conoscenze e il livello di pensiero del

bambino.

• Utilizzare valutazioni continue.

• Promuovere la salute intellettuale degli studenti.

• Trasformare l’aula in un setting di esplorazione e scoperta

b)

Assumere un atteggiamento costruttivo.

• dirigere l’apprendimento, oltre che facilitarlo.

• Considerare le conoscenze e il livello di pensiero del

bambino.

• Utilizzare valutazioni continue.

• Promuovere la salute intellettuale degli studenti.

• Trasformare l’aula in un setting di esplorazione e scoperta

c)

Assumere un atteggiamento costruttivo.

• Facilitare l’apprendimento, piuttosto che dirigerlo.

• Considerare le conoscenze e il livello di pensiero del

bambino.

• Utilizzare valutazioni non continue.

• Promuovere la salute intellettuale degli studenti.

• Trasformare l’aula in un setting di esplorazione e scoperta

6.

Valutazione della teoria di Piaget: Contributi

a)

I bambini sono pensatori attivi e costruttivi.

– Il suo modo geniale di osservare i bambini e di allestire

situazioni sperimentali per scoprire come i bambini agiscono

e si adattano al mondo.

– I bambini hanno bisogno di far calzare le loro esperienze nei

loro schemi e contemporaneamente adattare i loro schemi

alle loro esperienze.

– I cambiamenti cognitivi avvengono più facilmente se il

contesto è strutturato in modo da permettere un graduale

movimento al livello successivo più elevato

b)

I bambini sono pensatori attivi e costruttivi.

– Il suo modo geniale di osservare i bambini e di allestire

situazioni sperimentali per scoprire come i bambini agiscono

e si adattano al mondo.

– I bambini hanno bisogno di far calzare le loro esperienze nei

loro schemi e contemporaneamente adattare i loro schemi

alle loro esperienze.

– I cambiamenti percettivi avvengono più facilmente se il

contesto è strutturato in modo da permettere un graduale

movimento al livello successivo più elevato

c)

I bambini sono pensatori attivi e costruttivi.

– Il suo modo geniale di osservare i bambini e di allestire

situazioni sperimentali per scoprire come i bambini agiscono

e si adattano al mondo.

– I bambini hanno bisogno di far calzare le loro esperienze nei

loro format e contemporaneamente adattare i loro format

alle loro esperienze.

– I cambiamenti cognitivi avvengono più facilmente se il

contesto è strutturato in modo da permettere un graduale

movimento al livello successivo più elevato

7.

Valutazione della teoria di Piaget: Critiche

a)

Alcune abilità cognitive emergono prima rispetto a quello

che pensava Piaget. Altre capacità possono emergere più

tardi.

– Alcuni concetti operatorio concreti non si presentano in

sincronia (décalage).

– Alcuni bambini che si trovano a uno stadio cognitivo possono

essere addestrati a ragionare ad uno stadio cognitivo più

alto.

– Cultura ed educazione esercitano influenze più forti sullo

sviluppo rispetto a quanto pensato da Piaget

b)

Alcune abilità cognitive emergono dopo rispetto a quello

che pensava Piaget. Altre capacità possono emergere più

presto.

– Alcuni concetti operatorio concreti non si presentano in

sincronia (décalage).

– Alcuni bambini che si trovano a uno stadio cognitivo possono

essere addestrati a ragionare ad uno stadio cognitivo più

alto.

– Cultura ed educazione esercitano influenze più forti sullo

sviluppo rispetto a quanto pensato da Piaget

c)

Alcune abilità cognitive emergono prima rispetto a quello

che pensava Piaget. Altre capacità possono emergere più

tardi.

– Alcuni concetti operatorio concreti non si presentano in

sincronia (décalage).

– Alcuni bambini che si trovano a uno stadio cognitivo possono

essere addestrati a ragionare ad uno stadio cognitivo più

alto.

– Cultura ed educazione esercitano influenze meno forti sullo

sviluppo rispetto a quanto pensato da Piaget

8.

Enfatizzano come i bambini usano attenzione, memoria e

strategie per elaborare informazioni

a)

neopiagetiani

b)

neobruneriani

c)

piagetiani

9.

i neopiagetiani pensano che un ritratto più accurato del pensiero dei bambini richieda

a)

attenzione verso le loro strategie, la velocità con cui

elaborano le informazioni, l’analisi dello specifico compito

implicato e la suddivisione dei problemi in passi più piccoli e precisi

b)

attenzione verso le loro strategie, la velocità con cui

elaborano le informazioni, l’analisi del compito generale

implicato e la suddivisione dei problemi in passi più piccoli e precisi

c)

attenzione verso le loro strategie, la velocità con cui

elaborano le informazioni, l’analisi dello specifico compito

implicato e la suddivisione dei problemi in passi grandi ma precisi

10.

Un altro approccio (neopiagetiano) che enfatizza l’interazione sociale è quello

denominato del ...: l’interazione sociale a

cui il bambino partecipa può produrre a certe condizioni un

disequilibrio cognitivo che induce la ricerca di un’organizzazione

mentale di ordine superiore

a)

conflitto sociocognitivo

b)

conflitto socioemotivo

c)

conflitto socioculturale

11.

Un altro approccio (neopiagetiano) che enfatizza l’interazione sociale è quello

denominato del conflitto sociocognitivo:

a)

l’interazione sociale a

cui il bambino partecipa può produrre a certe condizioni un

disequilibrio cognitivo che induce la ricerca di un’organizzazione

mentale di ordine superiore

b)

l’interazione sociale a

cui il bambino partecipa può produrre a certe condizioni un

equilibrio cognitivo che induce la ricerca di un’organizzazione

mentale di ordine superiore

c)

l’interazione sociale a

cui il bambino partecipa può produrre a certe condizioni un

disequilibrio cognitivo che induce la ricerca di un’organizzazione

mentale di ordine inferiore

12.

sottolineò il

fatto che i bambini costruiscono attivamente la loro conoscenza

a)

Vygotskij

b)

Bruner

c)

Freud

13.

le funzioni mentali hanno connessioni sociali

a)

Vygotskij

b)

Piaget

c)

Bruner

14.

L’evoluzione della mente avviene tramite l’acquisizione di strutture psichiche a complessità crescente: funzioni psichiche inferiori e superiori

a)

Vygotskij

b)

Piaget

c)

Bruner

15.

Vygotskij

a)

L’evoluzione della mente avviene tramite l’acquisizione di strutture psichiche a complessità crescente: funzioni psichiche inferiori e superiori

b)

L’evoluzione della mente avviene tramite l’acquisizione di strutture psichiche a diversità crescente: funzioni psichiche inferiori e superiori

c)

L’evoluzione della mente avviene tramite l’acquisizione di format psicologici a complessità crescente: funzioni psichiche inferiori e superiori

16.

percezione, motricità, emozioni,

attenzione spontanea, memoria non volontaria

a)

funzioni psichiche inferiori

b)

funzioni psichiche superiori

17.

funzioni psichiche inferiori

a)

percezione, motricità, emozioni,

attenzione spontanea, memoria non volontaria

b)

percezione, motricità, sentimenti,

attenzione spontanea, memoria non volontaria

c)

percezione, motricità, emozioni,

attenzione spontanea, memoria volontaria

18.

attenzione volontaria, pensiero,

calcolo, memoria logica, ragionamento

a)

funzioni psichiche inferiori

b)

funzioni psichiche superiori

19.

funzioni psichiche superiori

a)

attenzione volontaria, pensiero,

calcolo, memoria logica, ragionamento

b)

attenzione volontaria, percezione,

calcolo, memoria logica, ragionamento

c)

attenzione volontaria, pensiero,

calcolo, memoria logica, inferenza

20.

Attraverso l’acquisizione del linguaggio le funzioni inferiori si

interiorizzano trasformandosi in funzioni psichiche superiori

a)

Vygotskij

b)

Piaget

c)

Bruner

21.

Vygotskij

a)

Attraverso l’acquisizione del linguaggio le funzioni inferiori si

interiorizzano trasformandosi in funzioni psichiche superiori

b)

Attraverso l’acquisizione del linguaggio le funzioni superiori si

interiorizzano trasformandosi in funzioni psichiche inferiori

c)

Attraverso l’acquisizione del linguaggio le funzioni inferiori si

esteriorizzano trasformandosi in funzioni psichiche superiori

22.

la transizione da un’intelligenza pratica, legata

alla realtà, ad un’intelligenza condivisa e condivisibile perché

astratta, non avviene solo attraverso il linguaggio

a)

Vygotskij

b)

Bruner

c)

Piaget

23.

sistemi di segni (parole, numeri)

appresi non per imitazione o condizionamento, ma come il

prodotto dello sviluppo storico culturale

a)

mediatori simbolici

b)

mediatori cognitivi

c)

format cognitivi

24.

mediatori simbolici

a)

sono anche chiamati mediatori culturali (derivano

dall’appartenere ad una cultura e ne mediano

l’acquisizione da parte del singolo)

b)

sono anche chiamati mediatori culturali (derivano

dall’appartenere ad una cultura e ne mediano

l’acquisizione da parte del gruppo)

c)

sono anche chiamati mediatori culturali (derivano

dall’appartenere ad una etnia e ne mediano

l’acquisizione da parte del singolo)

25.

mediatori simbolici

a)

sistemi di segni (parole, numeri)

appresi non per imitazione o condizionamento, ma come il

prodotto dello sviluppo storico culturale

b)

sistemi di segni (parole, numeri)

appresi non per percezione o condizionamento, ma come il

prodotto dello sviluppo storico culturale

c)

sistemi di segni (parole, numeri)

appresi non per imitazione o condizionamento, ma come il

prodotto dello sviluppo storico cognitivo

26.

mediatori simbolici

a)

Vygotskij

b)

Bruner

c)

Piaget

27.

La zona di sviluppo prossimale (ZPD)

a)

Definita anche area di sviluppo potenziale o prossimo (ZPD)

b)

Definita anche area di sviluppo potenziale o successivo (ZPD)

c)

Definita anche area di sviluppo vicinale o prossimo (ZPD)

28.

La zona di sviluppo prossimale (ZPD)

a)

è il termine usato da Vygotskij per riferirsi alla differenza tra

il livello di sviluppo effettivo di un individuo, manifestato

quando risolve un compito da solo, e il suo livello di sviluppo

potenziale, che si potrebbe esprimere se il compito fosse

risolto con le indicazioni ed i suggerimenti di un adulto o di

un pari più competente

b)

è il termine usato da Vygotskij per riferirsi alla differenza tra

il livello di sviluppo potenziale di un individuo, manifestato

quando risolve un compito da solo, e il suo livello di sviluppo

effettivo, che si potrebbe esprimere se il compito fosse

risolto con le indicazioni ed i suggerimenti di un adulto o di

un pari più competente

c)

è il termine usato da Vygotskij per riferirsi alla differenza tra

il livello di sviluppo effettivo di un individuo, manifestato

quando risolve un compito da solo, e il suo livello di sviluppo

potenziale, che si potrebbe esprimere se il compito fosse

risolto con le indicazioni ed i suggerimenti di

un pari più competente

29.

livello di sviluppo effettivo di un individuo

a)

manifestato

quando risolve un compito da solo

b)

che si potrebbe esprimere se il compito fosse

risolto con le indicazioni ed i suggerimenti di un adulto o di

un pari più competente

30.

livello di sviluppo

potenziale

a)

che si potrebbe esprimere se il compito fosse

risolto con le indicazioni ed i suggerimenti di un adulto o di

un pari più competente

b)

manifestato

quando risolve un compito da solo

31.

limite superiore della zona di sviluppo prossimale

a)

livello di responsabilità aggiuntiva che il bambino riesce ad assumere attraverso l'assistenza di un istruttore esperto

b)

livello di capacità di risoluzione dei problemi raggiunto dal bambino da solo

32.

limite inferiore zona di sviluppo prossimale

a)

livello di responsabilità aggiuntiva che il bambino riesce ad assumere attraverso l'assistenza di un istruttore esperto

b)

livello di capacità di risoluzione dei problemi raggiunto dal bambino da solo

33.

scaffolding

a)

graduare il livello di supporto, modulandolo sul

bambino e fa riferimento al fatto che nelle interazioni sociali

le differenze fra i partecipanti si risolvono in un’azione

reciproca, tale per cui uno dei due agisce “come può e come

sa fare” mentre l’altro fa “tutto il resto”

b)

graduare il livello di supporto, modulandolo sul

bambino e fa riferimento al fatto che negli interventi educativi

le differenze fra i partecipanti si risolvono in un’azione

reciproca, tale per cui uno dei due agisce “come può e come

sa fare” mentre l’altro fa “tutto il resto”

c)

graduare il livello di supporto, modulandolo sul

bambino e fa riferimento al fatto che nelle interazioni sociali

le differenze fra i partecipanti si risolvono in un’azione

reciproca, tale per cui uno dei due agisce “come può e come

sa fare”

34.

scaffolding

a)

Il tipo ed il grado di supporto (scaffold) dipendono dal

compito e dal bambino

b)

Il tipo ed il grado di supporto (scaffold) dipendono dal bambino

c)

Il tipo ed il grado di supporto (scaffold) dipendono dal

tempo e dal bambino

35.

un importante strumento di scaffolding

a)

dialogo

b)

scrittura

c)

LIM

36.

Le strategie di scaffolding possono essere le più diverse

a)

vero

b)

falso

37.

sosteneva che i bambini usino il linguaggio

non solo per comunicare ma anche per pianificare, guidare e

monitorare il loro stesso comportamento

a)

Piaget

b)

Vygotskij

c)

Bruner

38.

Vygotskij

a)

sosteneva che i bambini usino il linguaggio

non solo per comunicare ma anche per pianificare, guidare e

monitorare il loro stesso comportamento

b)

sosteneva che i bambini usino il linguaggio

non solo per comunicare ma anche per pianificare, elaborare e

monitorare il loro stesso comportamento

c)

sosteneva che i bambini usino il linguaggio

non solo per comunicare ma anche per pianificare, guidare e

monitorare il comportamento altrui

39.

un importante strumento di pensiero

durante la prima infanzia, rappresenta la transizione più

precoce verso una maggiore comunicatività a livello sociale

(mentre secondo Piaget questo linguaggio è egocentrico e

immaturo)

a)

linguaggio interiore

b)

scaffolding

40.

linguaggio interiore

a)

un importante strumento di pensiero

durante la prima infanzia, rappresenta la transizione più

precoce verso una maggiore comunicatività a livello sociale

(mentre secondo Piaget questo linguaggio è egocentrico e

immaturo)

b)

un importante strumento di pensiero

durante la prima infanzia, rappresenta la transizione più

precoce verso una maggiore socialità a livello comunicativo

(mentre secondo Piaget questo linguaggio è egocentrico e

immaturo)

c)

un importante strumento di pensiero

durante la prima infanzia, rappresenta la trasformazione più

precoce verso una maggiore comunicatività a livello sociale

(mentre secondo Piaget questo linguaggio è egocentrico e

immaturo)

41.

Strategie di insegnamento

a)

Valutazione della zona di sviluppo prossimale del bambino.

– Utilizzo della zona di sviluppo prossimale del bambino

nell’insegnamento.

– Uso di compagni di classe più abili come insegnanti.

– Monitoraggio ed incoraggiamento all’uso del linguaggio

interiore negli allievi.

– Localizzazione delle istruzioni in contesti significativi.

– Trasformazione dell’aula secondo le idee di Vygotskij

b)

Valutazione della zona di sviluppo prossimale del bambino.

– Utilizzo della zona di sviluppo prossimale del bambino

nell’insegnamento.

– Uso di compagni di classe meno abili come insegnanti.

– Monitoraggio ed incoraggiamento all’uso del linguaggio

interiore negli allievi.

– Localizzazione delle istruzioni in contesti significativi.

– Trasformazione dell’aula secondo le idee di Vygotskij

c)

Valutazione della zona di sviluppo prossimale del bambino.

– Utilizzo della zona di sviluppo prossimale del bambino

nell’insegnamento.

– Uso di compagni di classe più abili come insegnanti.

– Monitoraggio ed incoraggiamento all’uso del linguaggio

interiore negli allievi.

– Localizzazione delle istruzioni in contesti scolastici.

– Trasformazione dell’aula secondo le idee di Vygotskij

42.

Importanza sul ruolo del contesto sociale nell’apprendimento

e alla costruzione del sapere attraverso l’interazione sociale

a)

Vygotskij

b)

Bandura

c)

Piaget

43.

enfatizza la collaborazione, l’interazione sociale e le

attività socioculturali

a)

Vygotskij

b)

Bruner

c)

Bandura

44.

Il punto d’arrivo può cambiare a seconda di quali abilità sono

considerate più importanti in una cultura specifica

a)

Vygotskij

b)

Bruner

c)

Bandura

45.

Approccio socio-costruttivista di Vygotskij

a)

Importanza sul ruolo del contesto sociale nell’apprendimento

e alla costruzione del sapere attraverso l’interazione sociale.

• enfatizza la collaborazione, l’interazione sociale e le

attività socioculturali.

• Il punto d’arrivo può cambiare a seconda di quali abilità sono

considerate più importanti in una cultura specifica

b)

Importanza sul ruolo del contesto sociale nell’apprendimento

e alla costruzione del sapere attraverso l’interazione sociale.

• enfatizza la collaborazione, l’interazione sociale e le

attività socioculturali.

• Il punto d’arrivo non può cambiare a seconda di quali abilità sono

considerate più importanti in una cultura specifica

c)

Importanza sul ruolo del contesto asociale nell’apprendimento

e alla costruzione del sapere attraverso l’interazione sociale.

• enfatizza la collaborazione, l’interazione sociale e le

attività socioculturali.

• Il punto d’arrivo può cambiare a seconda di quali abilità sono

considerate più importanti in una cultura specifica

46.

L’applicazione della teoria di Piaget per l’insegnamento

implica

a)

che gli studenti hanno bisogno di sostegno

nell’esplorazione del loro mondo e per la scoperta della

conoscenza

b)

che gli alunni hanno bisogno di molte occasioni di

apprendimento in presenza dell’insegnante e di compagni più

esperti

47.

La principale implicazione, invece, per Vygotskij

è

a)

che gli alunni hanno bisogno di molte occasioni di

apprendimento in presenza dell’insegnante e di compagni più

esperti

b)

che gli studenti hanno bisogno di sostegno

nell’esplorazione del loro mondo e per la scoperta della

conoscenza

48.

Valutazione della teoria di Vygotskij: Critiche

a)

Sovrastima il ruolo del linguaggio rispetto al pensiero.

• L’enfasi su collaborazione e guida ha dei potenziali punti

deboli: l’aiuto dell’adulto può essere eccessivo e il

bambino può impigrirsi

b)

Sovrastima il ruolo del linguaggio rispetto al pensiero.

• L’enfasi su collaborazione e guida ha dei potenziali punti

deboli: l’aiuto dell’adulto può essere eccessivo e il

bambino può diventare iperattivo

c)

Sovrastima il ruolo del pensiero rispetto al linguaggio.

• L’enfasi su collaborazione e guida ha dei potenziali punti

deboli: l’aiuto dell’adulto può essere eccessivo e il

bambino può impigrirsi

49.

Vygotskij: contesto socioculturale

a)

grande enfasi

b)

poca enfasi

50.

Vygotskij

a)

costruttivista sociale

b)

costruttivista cognitivo

51.

Vygotskij: processi fondamentali

a)

zona di sviluppo prossimale, linguaggio, dialogo, strumenti culturali

b)

zona di sviluppo prossimale, linguaggio, monologo, strumenti culturali

c)

zona di sviluppo prossimale, linguaggio, dialogo, strumenti cognitivi

52.

Vygotskij: ruolo del linguaggio

a)

un ruolo fondamentale, il linguaggio partecipa fortemente nella formazione del pensiero

b)

un ruolo minimo, è il pensiero a determinare principalmente il linguaggio

53.

Vygotskij: concezione dell'educazione

a)

ha il ruolo principale, aiuta i bambini ad apprendere gli strumenti culturali

b)

ha il semplice compito di perfezionare le capacità cognitive già emerse del bambino

54.

Vygotskij: implicazioni per l'insegnamento

a)

l'insegnante è un facilitatore e una guida, non un direttore; crea diverse possibilità di apprendimento per i bambini attraverso se stesso e i compagni più capaci

b)

l'insegnante è un facilitatore e una guida; fornisce al bambino il sostegno necessario per esplorare il loro mondo e andare alla scoperta del loro sapere

55.

Piaget: contesto socio-culturale

a)

poca enfasi

b)

grande enfasi

56.

Piaget

a)

costruttivista cognitivo

b)

costruttivista sociale

57.

Piaget: processi fondamentali

a)

schemi, assimilazione, accomodamento, operazioni, conservazione, classificazione, ragionamento ipotetico-deduttivo

b)

schemi, assimilazione, accomodamento, conservazione, classificazione, ragionamento ipotetico-deduttivo

c)

schemi, assimilazione, accomodamento, operazioni, conservazione, classificazione, ragionamento ipotetico-induttivo

58.

Piaget: linguaggio

a)

un ruolo minimo, è il pensiero a determinare principalmente il linguaggio

b)

un ruolo fondamentale, il linguaggio partecipa fortemente nella formazione del pensiero

59.

Piaget: concezione dell'educazione

a)

ha il ruolo principale, aiuta i bambini ad apprendere gli strumenti culturali

b)

ha il semplice compito di perfezionare le capacità cognitive già emerse del bambino

60.

Piaget: implicazioni per l'insegnamento

a)

l'insegnante è un facilitatore e una guida, non un direttore; crea diverse possibilità di apprendimento per i bambini attraverso se stesso e i compagni più capaci

b)

l'insegnante è un facilitatore e una guida; fornisce al bambino il sostegno necessario per esplorare il loro mondo e andare alla scoperta del loro sapere

61.

sostiene che qualsiasi processo mentale,

incluso il linguaggio, abbia un’origine sociale e che la

cognizione sia influenzata dalla cultura

a)

Bruner

b)

Piaget

c)

Vygotskij

62.

Bruner

a)

sostiene che qualsiasi processo mentale,

incluso il linguaggio, abbia un’origine sociale e che la

cognizione sia influenzata dalla cultura

b)

sostiene che qualsiasi processo mentale,

inclusa la metacognizione, abbia un’origine sociale e che la

cognizione sia influenzata dalla cultura

c)

sostiene che qualsiasi processo mentale,

incluso il linguaggio, abbia un’origine biologica e che la

cognizione sia influenzata dalla cultura

63.

L’autore sottolinea e approfondisce l’importanza dell’adulto

in interazione col bambino per l’acquisizione del linguaggio

a)

Bruner

b)

Vygotskij

c)

Piaget

64.

si propone di interpretare i modi in

cui la società e la cultura influenzano lo sviluppo

individuale

a)

psicologia culturale

b)

psicologia pedagogica

c)

psicologia dello sviluppo

65.

format

a)

schemi interattivi o modelli

di azione in base ai quali si svolgono le interazioni abituali fra

genitore e bambino fin dai primi giorni di vita

b)

schemi interattivi o modelli

di pensiero in base ai quali si svolgono le interazioni abituali fra

genitore e bambino fin dai primi giorni di vita

c)

schemi interattivi o modelli

di azione in base ai quali si svolgono le interazioni occasionali fra

genitore e bambino fin dai primi giorni di vita

66.

Bruner

a)

format

b)

modelli

c)

stadi

67.

Bruner

a)

La regolarità con cui avvengono gli scambi tra adulto e

bambino, aiuta il bambino nell’acquisizione del linguaggio e

nello sviluppo della conoscenza

b)

La regolarità con cui avvengono gli scambi tra adulto e

bambino, aiuta il bambino nell’acquisizione della logica e

nello sviluppo della conoscenza

c)

L'occasionalità con cui avvengono gli scambi tra adulto e

bambino, aiuta il bambino nell’acquisizione del linguaggio e

nello sviluppo della conoscenza

68.

Lo sviluppo cognitivo come creazione di rappresentazioni

sempre più sofisticate

a)

Rappresentazione esecutiva; Rappresentazione iconica; Rappresentazione simbolica

b)

Rappresentazione esecutiva; Rappresentazione icastica; Rappresentazione simbolica

c)

Rappresentazione volontaria; Rappresentazione iconica; Rappresentazione simbolica

69.

Bruner: Rappresentazione esecutiva

a)

(0-1 anno): il bambino

codifica la realtà attraverso l’azione

b)

(0-3 anno): il bambino

codifica la realtà attraverso l’azione.

c)

(0-1 anno): il bambino

codifica la realtà attraverso la percezione.

70.

rappresentazione esecutiva

a)

(0-1 anno): il bambino

codifica la realtà attraverso l’azione.

b)

(2-6/7 anni): il bambino

codifica la realtà per mezzo di immagini ; questo tipo di

rappresentazione è collegato all’imitazione

c)

(dai 7 anni): la realtà è

codificata attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici

come il numero

71.

Bruner: rappresentazione iconica

a)

(2-6/7 anni): il bambino

codifica la realtà per mezzo di immagini ; questo tipo di

rappresentazione è collegato all’imitazione

b)

(2-6/9 anni): il bambino

codifica la realtà per mezzo di immagini ; questo tipo di

rappresentazione è collegato all’imitazione

c)

(2-6/7 anni): il bambino

codifica la realtà per mezzo di immagini ; questo tipo di

rappresentazione è collegato all’azione

72.

Bruner: rappresentazione simbolica

a)

(dai 7 anni): la realtà è

codificata attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici

come il numero

b)

(dai 10 anni): la realtà è

codificata attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici

come il numero

c)

(dai 7 anni): la realtà è

codificata attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici

come il disegno

73.

Rappresentazione iconica

a)

(0-1 anno): il bambino

codifica la realtà attraverso l’azione.

b)

(2-6/7 anni): il bambino

codifica la realtà per mezzo di immagini ; questo tipo di

rappresentazione è collegato all’imitazione

c)

(dai 7 anni): la realtà è

codificata attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici

come il numero.

74.

rappresentazione simbolica

a)

(0-1 anno): il bambino

codifica la realtà attraverso l’azione.

b)

(2-6/7 anni): il bambino

codifica la realtà per mezzo di immagini ; questo tipo di

rappresentazione è collegato all’imitazione

c)

(dai 7 anni): la realtà è

codificata attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici

come il numero

75.

La narrazione per Bruner richiede quattro componenti fondamentali

a)

l’agentività, la sequenzialità, la sensibilità, la prospettiva

b)

l’agentività, la seriazione, la sensibilità, la prospettiva

c)

l’agentività, la sequenzialità, la percezione, la prospettiva

76.

l'agentività

a)

ossia il riconoscimento della responsabilità umana nelle

azioni orientate al perseguimento di uno scopo

b)

che ordina e collega gli eventi di una vicenda

c)

all’alternanza tra il canonico e lo straordinario della

vicenda umana

d)

che determina il punto di vista adottato dal narratore

77.

l'agentività

a)

ossia il riconoscimento della responsabilità umana nelle

azioni orientate al perseguimento di uno scopo

b)

ossia il riconoscimento della responsabilità psichica nelle

azioni orientate al perseguimento di uno scopo

c)

ossia il riconoscimento della responsabilità umana nei pensieri orientati al perseguimento di uno scopo

78.

la sequenzialità

a)

che ordina e collega gli eventi di una vicenda

b)

all’alternanza tra il canonico e lo straordinario della

vicenda umana

c)

ossia il riconoscimento della responsabilità umana nelle

azioni orientate al perseguimento di uno scopo

d)

che determina il punto di vista adottato dal narratore

79.

la sensibilità

a)

all’alternanza tra il canonico e lo straordinario della

vicenda umana

b)

che determina il punto di vista adottato dal narratore

c)

che ordina e collega gli eventi di una vicenda

d)

ossia il riconoscimento della responsabilità umana nelle

azioni orientate al perseguimento di uno scopo

80.

la prospettiva

a)

che determina il punto di vista adottato dal narratore

b)

all’alternanza tra il canonico e lo straordinario della

vicenda umana

c)

che ordina e collega gli eventi di una vicenda

d)

ossia il riconoscimento della responsabilità umana nelle

azioni orientate al perseguimento di uno scopo

81.

una forma di narrazione mentale di eventi,

riguardanti l’azione e l’intenzionalità umane, il cui prodotto è la

narrazione

a)

pensiero narrativo

b)

pensiero onniscente

c)

pensiero computazionale

82.

pensiero narrativo

a)

una forma di narrazione mentale di eventi,

riguardanti l’azione e l’intenzionalità umane, il cui prodotto è la

narrazione

b)

una forma di narrazione di eventi,

riguardanti l’azione e l’intenzionalità umane, il cui prodotto è la

narrazione

c)

una forma di narrazione mentale di eventi,

riguardanti l’azione e l’intenzionalità umane, il cui prodotto è l'intenzionalità