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Domande di Economia

Total questions: 85

Worksheet time: 7hrs 5mins

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1.

A cosa è dovuto il monopolio naturale?

a)

All’andamento decrescente del costo unitario nel tratto rilevante della domanda per la forte incidenza dei costi fissi.

b)

Alla costanza del costo marginale

c)

All’andamento crescente del costo unitario nel tratto rilevante della domanda per la forte incidenza dei costi.

d)

Al fatto che i costi marginali eccedono i costi medi a causa degli elevati costi fissi

2.

Cosa rappresenta l’equazione (1) nella seguente rappresentazione della dinamica dei prezzi?

a)

La curva di Phillips derivata

b)

La curva di Phillips originaria

c)

La legge di Okun

d)

L’equazione della fissazione dei prezzi (costo pieno)

3.

Cosa rappresenta l’equazione (2) nella seguente rappresentazione della dinamica dei prezzi?

a)

La curva di Phillips derivata

b)

La curva di Phillips originaria

c)

La legge di Okun

d)

L’equazione della fissazione dei prezzi (costo pieno)

4.

Cosa rappresenta l’equazione (3) nella seguente rappresentazione della dinamica dei prezzi?

a)

La curva di Phillips derivata

b)

La curva di Phillips originaria

c)

La legge di Okun

d)

L’equazione della fissazione dei prezzi (costo pieno)

5.

Cosa rappresenta l’equazione (4) nella seguente rappresentazione della dinamica dei prezzi?

a)

La curva di Phillips derivata

b)

La curva di Phillips originaria

c)

La legge di Okun

d)

L’equazione della fissazione dei prezzi (costo pieno)

6.

Cosa evidenzia il dilemma di Triffin?

a)

le difficoltà di perseguire simultaneamente l’equilibrio della bilancia dei pagamenti e del pieno impiego.

b)

le difficoltà che si frappongono a un paese che voglia rivolgersi al fondo monetario internazionale per un prestito, senza dover subire condizionamenti nella gestione della politica economica interna.

c)

Un difetto del sistema a cambio aureo: se il contenuto in oro della moneta di riserva è mantenuto costante, il sistema rischia di non fornire sufficiente liquidità internazionale.

d)

I problemi di sostenibilità del debito pubblico.

7.

Quando si parla di beni pubblici impuri?

a)

Quando i beni possono avere diversi gradi di non rivalità e non escludibilità

b)

quando la natura di bene pubblico dipende dalle condizioni dei mercati e dai livelli tecnologici raggiunti.

c)

Quando per essi lo Stato vuole assicurare un certo livello di consumo, al di là e al di sopra della quantità che ne viene autonomamente domandata dai vari individui.

d)

Quando si parla di beni associati a situazioni nelle quali l’azione di un operatore causa vantaggi o danni ad altri, senza che perciò si paghi un prezzo.

8.

Quale tra queste affermazioni può essere considerata keynesiana?

a)

un aumento della quantità di moneta in circolazione comporta un immediato pari aumento nel livello dei prezzi.

b)

La spesa per investimenti delle imprese dipende dalle aspettative e dagli umori degli imprenditori (animal spirits).

c)

La disoccupazione è sempre volontaria.

d)

Il sistema capitalistico è in grado di realizzare equilibri ottimali e stabili (piena occupazione)

9.

Quale tra queste affermazioni può essere considerata keynesiana?

a)

Il sistema capitalistico è in grado di realizzare equilibri ottimali e stabili (piena occupazione)

b)

Il sistema capitalistico non è in grado di assicurare stabilità e piena occupazione.

c)

Un aumento della quantità di moneta in circolazione comporta un immediato pari aumento nel livello dei prezzi.

d)

L'intervento pubblico è inefficace o dannoso (causa instabilità)

10.

Quale tra queste affermazioni può essere considerata keynesiana?

4 lines
11.

Quale tra queste affermazioni può essere considerata keynesiana?

a)

Variazioni dei salari nominali risolvono il problema della disoccupazione.

b)

Il sistema capitalistico è in grado di realizzare equilibri ottimali e stabili (piena occupazione).

c)

un aumento della quantità di moneta in circolazione comporta un pari aumento nel livello dei prezzi.

d)

La velocità di circolazione della moneta è pro ciclica (cresce nelle espansioni e si riduce durante le recessioni.)

12.

I keynesiani hanno una:

a)

visione liberista contro l’intervento pubblico. evidenziano l’efficienza del mercato

b)

visione liberista contro l’intervento pubblico, evidenziano l’efficienza del mercato e/o i fallimenti pubblici

c)

visione a favore dell’intervento pubblico, evidenziano i fallimenti del mercato

d)

visione a favore dell’intervento pubblico, evidenziano i fallimenti del mercato e/o i fallimenti pubblici

13.

Quale tra le seguenti può essere definita come una politica dei redditi istituzionale?

a)

Contenimento delle dinamiche inflazionistiche “premiato” dal governo attraverso incentivi fiscali.

b)

Aggravi fiscali o premi fiscali in funzione delle politiche di prezzo adottate dalle imprese (tax-based income policies).

c)

Blocco dei salari

d)

Obbligo esplicito di cooperazione o almeno arbitrato finale

14.

Quale tra le seguenti può essere definita come una politica dei redditi istituzionale?

a)

Scambio economico (vantaggi fiscali e economici per le parti che si accordato)

b)

Aggravi fiscali o premi fiscali in funzione delle politiche di prezzo adottate dalle imprese (tax-based income policies)

c)

Contenimento delle dinamiche inflazionistiche “premiato” dal governo attraverso incentivi fiscali

d)

Blocco dei salari

15.

Quale tra le seguenti può essere definita come una politica dei redditi istituzionale?

a)

Scambio politico (partecipazione del governo con propri impegni all’accordo: patto sociale)

b)

Aggravi fiscali o premi fiscali in funzione delle politiche di prezzo adottate dalle imprese (tax-based income policies)

c)

Contenimento delle dinamiche inflazionistiche “premiato” dal governo attraverso incentivi fiscali

d)

Blocco dei salari

16.

Quali sono gli effetti di un dazio sul prezzo interno?

a)

I consumatori interni troveranno più conveniente domandare il bene sul mercato estero B, nel mercato interno, si creerà quindi un eccesso di offerta che spingerà il prezzo verso il basso.

b)

I PRODUTTORI INTERNI TROVERANNO PIÙ CONVENIENTE OFFRIRE IL BENE SUL MERCATO ESTERO, NEL MERCATO INTERNO, SI CREERÀ QUINDI UN ECCESSO DI DOMANDA CHE SPINGERÀ IL PREZZO VERSO L'ALTO.

c)

I produttori esteri non troveranno più conveniente offrire il bene sul mercato interno, nel mercato interno, si creerà quindi un eccesso di domanda che spingerà il prezzo verso l’alto.

d)

I consumatori esteri non troveranno più conveniente domandare il bene sul mercato interno; nel mercato interno, si creerà quindi un eccesso di offerta che spingerà il prezzo verso il basso.

17.

Su quale fondamento si basa l’idea, riconducibile a Schumpeter, secondo la quale l’innovazione sarebbe favorita in mercati caratterizzati da elevato grado di concentrazione?

a)

diversamente dalla concorrenza, dove si considera solo il profitto addizionale, il monopolista considera l’intero profitto della nuova tecnologia, alti i profitti del monopolista sono un incentivo all’adozione di nuove tecnologie

b)

il monopolista considera solo profitto addizionale della nuova tecnologia, alti profitti del monopolista (senza innovare) sono un disincentivo disincentivo all’adozione di nuove tecnologie.

c)

diversamente dalla concorrenza, dove si considera solo il profitto addizionale, il monopolista considera l’intero profitto della nuova tecnologia, quindi, solo in presenza di potere di mercato si potrà sfruttare il va

18.

Cosa afferma il criterio paretiano?

a)

Il benessere sociale in uno Stato del mondo A è maggiore di quello in uno stato B se almeno un individuo sta meglio in A che in B senza che nessun altro stia peggio.

b)

Uno stato del mondo è un ottimo paretiano se non ne esiste un altro in cui un individuo sta meglio e nessun altro stia peggio.

c)

Assumendo un insieme completo di mercati, un equilibrio concorrenziale, se esiste, è un ottimo paretiano.

d)

Assumendo un insieme completo di mercati, ogni posizione di ottimo paretiano può essere realizzata come equilibrio concorrenziale, previa un’appropriata redistribuzione delle risorse tra individui.

19.

Cosa si intende per politica monetaria accomodante?

a)

Aumentare la base monetaria in modo da ridurre il tasso di interesse iniziale per sostenere l’aumento del reddito indotto dalla maggiore spesa pubblica.

b)

Aumentare la base monetaria in modo da assicurare l’invarianza del tasso di interesse, malgrado l’aumento di domanda di moneta indotto dalla maggiore spesa pubblica.

c)

Ridurre la base monetaria in modo da assicurare l’invariante del tasso di interesse, a seguito dell’aumento di domanda di moneta indotto dalla maggiore spesa pubblica

d)

Ridurre la base monetaria in modo da ridurre il tasso di interesse iniziale per sostenere l’aumento del reddito indotto dalla maggiore spesa pubblica.

20.

Chi sono gli intermediari finanziari?

a)

Soggetti che mettono in collegamento le unità in deficit, che risparmiano con le unità in surplus che domandano credito

b)

Soggetti che mettono in collegamento le unità in surplus, che risparmiano (famiglie) con le unità in deficit (imprese), che domandano credito

c)

Soggetti che mettono in collegamento le unità in surplus, che domandano credito con le unità in deficit, che risparmiano.

d)

Soggetti che mettono in collegamento le unità in deficit, che domandano credito con le unità in surplus, che risparmiano.

21.

Cosa si intende per aspettative razionali?

a)

Nel senso che le informazioni su cui basano le proprie scelte e formano le proprie aspettative sono complete.

b)

Nel senso che sfruttano tutte le informazioni disponibili, che non necessariamente sono complete.

c)

Quando indovinano correttamente le previsioni su variabili rilevanti per i loro problemi di massimizzazione o minimizzazione.

d)

Nel senso che non sbagliano mai le proprie previsioni.

22.

Come le politiche macroeconomiche possono influire sulle partite correnti attraverso variazioni della domanda interna?

a)

Dato un avanzo, solo se vale Marshall Lerner, una politica espansiva aumenta Y e quindi le importazioni e riducendo l’avanzo.

b)

Dato un avanzo, una politica espansiva aumenta Y e quindi riduce le esportazioni riducendo l’avanzo.

c)

Dato un avanzo, una politica espansiva aumenta Y e quindi le importazioni riducendo l’avanzo.

d)

Dato un avanzo, solo se vale Marshall Lerner, una politica espansiva aumenta Y e quindi riduce le esportazioni riducendo l’avanzo.

23.

La crescita delle spese sociali verificatisi storicamente nella generalità dei paesi sviluppati è spiegata anche:

a)

Dal fatto che la richiesta di beni e servizi sociali ha avuto una crescita proporzionale a quella del reddito pro capite

b)

Dal fatto che la produzione di beni e servizi sociali è intrinsecamente meno idonea ad usufruire dei miglioramenti produttivi indotti dallo sviluppo tecnologico

c)

Dal fatto che la richiesta di beni e servizi sociali avuto una crescita proporzionale a quella demografica

d)

Dal fatto che la produzione di beni e servizi sociali si è accompagnata allo sviluppo tecnologico

24.

Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza C?

a)

Un parametro

b)

Una variabile endogena

c)

Uno disturbo stocastico (shock)

d)

Una variabile esogena

25.

Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza Y?

a)

Un parametro

b)

Una variabile endogena

c)

Uno disturbo stocastico (shock)

d)

Una variabile esogena

26.

Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza i?

a)

Un parametro

b)

Una variabile endogena

c)

Uno disturbo stocastico (shock)

d)

Una variabile esogena

27.

Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza v?

a)

Un parametro

b)

Una variabile endogena

c)

Uno disturbo stocastico (shock)

d)

Una variabile esogena

28.

Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza p?

a)

Un parametro

b)

Una variabile endogena

c)

Uno disturbo stocastico (shock)

d)

Una variabile esogena

29.

Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza G?

a)

Un parametro

b)

Una variabile endogena

c)

Uno disturbo stocastico (shock)

d)

Una variabile esogena

30.

Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza M?

a)

Un parametro

b)

Una variabile endogena

c)

Uno disturbo stocastico (shock)

d)

Una variabile esogena

31.

Nella seguente rappresentazione del modello IS/LM, cosa indica la grandezza c?

a)

Un parametro

b)

Una variabile endogena

c)

Uno disturbo stocastico (shock)

d)

Una variabile esogena

32.

Se la propensione al risparmio è pari a 0,3 una riduzione delle tasse (in somma fissa) a 64 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
33.

Se la propensione al risparmio è pari a 0,7 una riduzione delle tasse (in somma fissa) a 71 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
34.

Se la propensione al risparmio è pari a 0,7 una riduzione delle tasse (in somma fissa) a 78 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
35.

Se la propensione al risparmio è pari a 0,6 una riduzione delle tasse (in somma fissa) a 82 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
36.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.3, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 65 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
37.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.8, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 185 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
38.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.2, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 119 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
39.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.2, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 132 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
40.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.2, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 132 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
41.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.5, un aumento della spesa pubblica in deficit pari a 89 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
42.

Se la propensione al risparmio è 0,6 un aumento della spesa pubblica in pareggio pari a 178 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
43.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.3 un aumento della spesa pubblica pari a 159, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 10%, genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
44.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.7 un aumento della spesa pubblica pari a 251, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 20%, genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
45.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.6 un aumento della spesa pubblica pari a 138, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 20%, genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
46.

Se la propensione al risparmio è pari a 0.4 un aumento della spesa pubblica pari a 258, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 10%, genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
47.

Se la propensione al consumo è pari a 0,6 una riduzione delle tasse (in somma fissa) pari a 81 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
48.

Se la propensione al consumo è pari a 0,6 un aumento della spesa pubblica in pareggio pari a 98 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
49.

Se la propensione al consumo è pari a 0,7 un aumento della spesa pubblica in pareggio pari a 68 genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
50.

Se la propensione al consumo è pari a 0.4, un aumento della spesa pubblica pari a 216, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 10%, genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
51.

Se la propensione al consumo è pari a 0.5, un aumento della spesa pubblica pari a 282, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 20%, genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
52.

Se la propensione al consumo è pari a 0.2, un aumento della spesa pubblica pari a 262, assumendo una tassazione proporzionale con aliquota del 30%, genera un incremento di reddito pari a:

4 lines
53.

Con riferimento al modello IS/LM, in che cosa consiste una politica monetaria non- accomodante?

a)

A seguito di un aumento di offerta di moneta, stimolato dall’aumento della spesa pubblica, la banca centrale non reagisce con una restrizione monetaria non riducendo il tasso di interesse, rendendo così la politica fiscale meno efficace.

b)

A seguito di un aumento di domanda di moneta, stimolata dall’aumento della spesa pubblica, la banca centrale non reagisce con una restrizione monetaria non riducendo il tasso di interesse, rendendo così la politica fiscale meno efficace.

54.

Con riferimento al modello IS/LM in cosa consiste una politica monetaria accomodante?

a)

A seguito di un aumento di domanda di moneta, stimolato dall’aumento della spesa pubblica, la banca centrale reagisce con una espansione monetaria che mantiene il tasso d’interesse costante incrementando il reddito in modo tale che la politica fiscale risulti il più efficace possibile

b)

A seguito di un aumento di domanda di moneta, stimolato dall’aumento della spesa pubblica, la banca centrale reagisce con una espansione monetaria incrementando il tasso d’interesse, incrementando così il reddito in modo tale che la politica fiscale risulti il più efficace possibile

c)

A seguito di un aumento di domanda di moneta, stimolato dall’aumento della spesa pubblica, la banca centrale reagisce con una restrizione monetaria che mantiene il tasso d’interesse costante incrementando il reddito in modo tale che la politica fiscale risulti il più efficace possibile

d)

A seguito di un aumento di domanda di moneta, stimolato dall’aumento della spesa pubblica, la banca centrale reagisce con una restrizione monetaria incrementando il tasso d’interesse, incrementando così il reddito, in modo tale che la politica fiscale risulti il più efficace possibile

55.

Considerando la curva IS in un’economia aperta possiamo affermare che:

a)

Ha una pendenza maggiore rispetto al caso di economia chiusa, perché il moltiplicatore è minore.

b)

Ha la stessa pendenza rispetto al caso di economia chiusa.

c)

Ha una pendenza maggiore rispetto al caso di economia chiusa, perché il moltiplicatore è maggiore.

d)

Ha una pendenza maggiore se la mobilità dei capitali è minore

56.

Che cos’è l’effetto J (o curva J)?

a)

indica le condizioni necessarie perché la spesa pubblica con bilancio in pareggio abbia un effetto espansivo sul reddito.

b)

indica le condizioni necessarie affinché una svalutazione del tasso di cambio migliori la bilancia dei pagamenti.

c)

Un possibile andamento del saldo dei movimenti di beni, che a seguito di una svalutazione prima peggiora e solo dopo migliora.

d)

Descrive gli effetti dell’aspettativa di apprezzamento del tasso di cambio sul saldo dei movimenti di capitale di un paese.

57.

Qual è la sequenza logica delle fasi della scelta pubblica che porta al calcolo del tasso di rendimento atteso?

a)

1) attualizzazione costi-benefici; 2) valutazione costi-benefici attesi; 3) individuazione alternative

b)

1) individuazione alternative; 2) valutazione costi-benefici attesi; 3) attualizzazione costi e benefici

c)

1) individuazione alternative; 2) attualizzazione costi-benefici; 3) valutazione costi-benefici attesi

d)

1) valutazione costi-benefici; 2) attualizzazione costi-benefici; 3) individuazione alternative

58.

In un regime di concorrenza perfetta, cosa suggerire al produttore se il prezzo di mercato è 7, il costo marginale 5 e quello medio è 3?

a)

Ridurre la produzione

b)

Aumentare la produzione

c)

Non fare nulla

d)

Uscire dal mercato

59.

In un regime di concorrenza perfetta, cosa suggerire al produttore se il prezzo di mercato è 21, il costo marginale è 15 e quello medio è 9?

4 lines
60.

In un regime di concorrenza perfetta, cosa suggerire al produttore se il prezzo di mercato è 21, il costo marginale è 15 e quello medio è 9?

a)

Ridurre la produzione

b)

Aumentare la produzione

c)

Non fare nulla

d)

Uscire dal mercato

61.

In un regime di concorrenza perfetta, cosa suggerire al produttore se il prezzo di mercato è 9, il costo marginale è 9 e quello medio è 15?

a)

Ridurre la produzione

b)

Aumentare la produzione

c)

Non fare nulla

d)

Uscire dal mercato

62.

In un regime di concorrenza perfetta, cosa suggerire al produttore se il prezzo di mercato è 3.5, il costo marginale è 2.5 e quello medio è 1.5?

a)

Ridurre la produzione

b)

Aumentare la produzione

c)

Non fare nulla

d)

Uscire dal mercato

63.

In un regime di concorrenza perfetta, cosa suggerire al produttore se il prezzo di mercato è 3, il costo marginale è 3 e quello medio è 5?

a)

Ridurre la produzione

b)

Aumentare la produzione

c)

Non fare nulla

d)

Uscire dal mercato

64.

In un regime di concorrenza perfetta in cui il costo marginale è pari a 5 e quello medio è pari a 3, calcolare il profitto di un’impresa che vende 30 unità di bene: COSTI: CM *Q = 3 * 30 = 90 RICAVI (CMA = RMA): 5 * 30 = 150 PROFITTO (R - C): 150 - 90 = 60

a)

30

b)

60

c)

150

d)

90

65.

In un regime di concorrenza perfetta in cui il costo marginale è pari a 5 e quello medio è pari a 3, calcolare il profitto di un’impresa che vende 10 unità di bene:

a)

-50

b)

-10

c)

-30

d)

-20

66.

Quale affermazione non è corretta?

a)

Il criterio di pareto equivale a dare a ogni cittadino il diritto di veto.

b)

Miglioramento paretiano e ottimo paretiano sono sinonimi.

c)

Il criterio di pareto equivale a una votazione all’unanimità

d)

Ottimo paretiano e efficienza paretiana sono sinonimi

67.

Quale affermazione non è corretta?

a)

l’ottimo paretiano equivale a una votazione all’unanimità

b)

ottimo paretiano e efficienza paretiana sono sinonimi

c)

miglioramento paretiano e ottimo paretiano sono concetti distinti

d)

il criterio di pareto equivale a dare a ogni cittadino il diritto di veto

68.

Quale affermazione non è corretta?

a)

MIglioramento paretiano e ottimo paretiano sono concetti distinti

b)

L’ottimo paretiano equivale a dare a ogni cittadino il diritto di veto

c)

Ottimo paretiano e efficienza paretiana sono sinonimi

d)

Il criterio di pareto equivale a una votazione all’unanimità

69.

A quali problemi pratici può trovarsi di fronte il regolamentatore nel disegnare politiche per eliminare le esternalità?

a)

La difficoltà a reperire informazioni sui costi opportunità privati e sui costi e valori sociali

b)

la non escludibilità dei beni oggetto di esternalità: se una unità del bene è offerta a un soggetto, è offerta gratis a tutti gli altri

c)

la non rivalità dei beni oggetto di esternalità, ossia che la stessa unità del bene può essere consumata da più soggetti, senza che ciò riduca la sua utilità per i soggetti che la consumano.

d)

la presenza di diritti di proprietà individuali sulle risorse, per cui ognuno le usa non tenendo conto degli effetti sugli altri.

70.

Quale argomento suggerisce che sia preferibile ricorrere all’impresa pubblica piuttosto che regolamentare le imprese private?

a)

Il regolatore potrebbe avere incentivi distorti (cattura del regolatore).

b)

L’esistenza di incentivi per verso del management pubblico e il potenziale del clientelismo.

c)

la maggiore informazione che l’impresa privata ha sulla struttura dei costi (asimmetria informativa).

d)

Ragioni legate alla necessità di riduzione della spesa pubblica

71.

Dato un valore attuale dei benefici di un progetto pubblico pari a 16 e dei costi pari a 4, calcolare il VAN relativo del progetto: B-C/C =16-4/4=3

a)

-4

b)

-12

c)

-3

d)

-16

72.

Dato un valore attuale dei benefici di un progetto pubblico pari a 1,6 e dei costi pari a 0.4, calcolare il VAN relativo del progetto: B-C/C =1,6-0.4/0.4=3

a)

-1.6

b)

-3

c)

-1.2

d)

-4

73.

Dato un valore attuale dei benefici di un progetto pubblico pari a 1,6 e dei costi pari a 0.4, calcolare il VAN relativo del progetto:

a)

-1.6

b)

-3

c)

-1.2

d)

-4

74.

Dato un valore attuale dei benefici di un progetto pubblico pari a 2 e dei costi pari a 1, calcolare il VAN relativo del progetto:

a)

-0.25

b)

-2

c)

-0.5

d)

-1

75.

Dato un valore attuale dei benefici di un progetto pubblico pari a 2 e dei costi pari a 1, calcolare il VAN assoluto del progetto:

a)

-0.25

b)

-2

c)

-0.5

d)

-1

76.

Dato un valore attuale dei benefici di un progetto pubblico pari a 8 e dei costi pari a 2, calcolare il VAN assoluto del progetto:

a)

-6

b)

-3

c)

-4

d)

-8

77.

Quale tra le seguenti rientra nelle cause che possono determinare un’esigenza di coordinamento degli interventi di politica economica?

a)

Presenza di esternalità

b)

Incoerenza temporale

c)

Mancanza di informazioni da parte dell’operatore pubblico sui costi e benefici privati

d)

Legame fra le scelte in vari periodi

78.

Quale tra le seguenti rientra nelle cause che possono determinare un’esigenza di coordinamento degli interventi di politica economica?

a)

Molteplicità di obiettivi

b)

Presenza di esternalità

c)

Incoerenza temporale

d)

Mancanza di informazioni da parte dell’operatore pubblico sui costi e benefici privati

79.

Quale tra le seguenti NON rientra nelle cause che possono determinare un’esigenza di coordinamento degli interventi di politica economica?

a)

molteplicità di strumenti disponibili

b)

incoerenza temporale

c)

molteplicità di obiettivi

d)

legame fra le scelte in vari periodi

80.

Quale problematica può essere associata ad una politica dei prezzi attuata con la fissazione del margine di profitto?

a)

Per attuarla occorre una differenza positiva tra il tasso di inflazione e il miglioramento previsto della produttività.

b)

Per attuarla occorrono molte informazioni sulle vendite dell’impresa.

c)

Le imprese tenderanno a gonfiare i costi medi.

d)

Le imprese tenderanno alla sovracapitalizzazione (effetto Averch-Johnson)

81.

Quale problematica può essere associata ad una politica dei prezzi attuata con la fissazione del tasso di rendimento sul capitale?

a)

Per attuarla occorrono informazioni molto attendibili sui costi.

b)

per attuarla occorre una differenza positiva tra il tasso di inflazione e il miglioramento previsto della produttività.

c)

Le imprese tenderanno alla sovracapitalizzazione (effetto Averch-Johnson).

d)

Le imprese tenderanno a gonfiare i costi medi.

82.

Quale problematica può essere associate ad una politica dei prezzi attuata con la fissazione di un prezzo massimo (price cap)?

a)

Per attuarla serve una differenza positiva tra tasso di inflazione e il miglioramento previsto della produttività

b)

Le imprese tendono a gonfiare i costi

c)

Per attuarla occorrono informazioni molto attendibili sui costi

d)

Le imprese tenderanno alla sovracapitalizzazione (effetto Averch- johnson)

83.

Data l’equazione quantitativa della moneta e assumendo che la velocità di circolazione sia costante e pari a 0.5. Se il reddito è fisso (lungo periodo), di quanto variano i prezzi quando la moneta aumenta di 1?

a)

-1

b)

-0.5

c)

1

d)

0.5

84.

Data l’equazione quantitativa della moneta e assumendo che la velocità di circolazione sia costante e pari a 0.5. Se i prezzi sono fissi (lungo periodo), di quanto varia il reddito quando la moneta aumenta di 2?

a)

1

b)

-1

c)

2

d)

-2

85.

Data l’equazione quantitativa della moneta e assumendo che la velocità di circolazione sia costante e pari a 0.5. Se i prezzi sono fissi (breve periodo), di quanto varia il reddito quando la moneta aumenta di 4?

a)

-4

b)

-2

c)

4

d)

2