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Quiz sul Manuale per l’inclusione

Total questions: 100

Worksheet time: 50mins

Name
Class
Date
1.

Chi sono gli editori del "Manuale per l’inclusione"?

a)

Luigi d’Alonzo e Catia Giaconi

b)

Mario Rossi e Lucia Bianchi

c)

Giovanni Verdi e Anna Neri

d)

Paolo Gialli e Sara Blu

2.

Qual è il titolo del libro presentato nell'immagine?

a)

Manuale per l’inclusione

b)

Guida alla didattica

c)

Enciclopedia della scuola

d)

Manuale di matematica

3.

Qual è la casa editrice del "Manuale per l’inclusione"?

a)

Scholé

b)

Mondadori

c)

Zanichelli

d)

Einaudi

4.

Chi ha scritto l'introduzione intitolata "Un'esperienza unica al mondo"?

a)

Luigi d'Alonzo

b)

Fabio Bocci

c)

Raffaele Ciambrone

d)

Lucio Cottini

5.

Qual è il titolo del Capitolo 1 scritto da Fabio Bocci?

a)

Il ruolo dell'insegnante di sostegno

b)

Il PEI

c)

La didattica inclusiva

d)

Gli spazi e il tempo nell'inclusione

6.

Di cosa tratta il Capitolo 2 scritto da Raffaele Ciambrone?

a)

Gli spazi e il tempo nell'inclusione

b)

Il rapporto con gli specialisti

c)

Il docente inclusivo: un nuovo paradigma culturale

d)

La gestione inclusiva della classe tra antichi saperi e nuove prospettive

7.

Chi è l'autore del capitolo "Quando le esigenze diventano particolari: cosa e come valutare?"?

a)

Lucio Cottini

b)

Heidrun Demo

c)

Elena Zanfroni

d)

Paolina Mulè

8.

Qual è il tema principale del Capitolo 4 scritto da Paolina Mulè?

a)

Il docente inclusivo: un nuovo paradigma culturale

b)

Il PEI

c)

Per un'inclusione diffusa: il rapporto scuola-famiglia

d)

La didattica inclusiva

9.

A cosa è dedicato il Capitolo 5 di Angelo Lascioli?

a)

Il PEI

b)

Il ruolo dell'insegnante di sostegno

c)

Gli spazi e il tempo nell'inclusione

d)

Il rapporto con gli specialisti

10.

Chi ha scritto il capitolo "Per un'inclusione diffusa: il rapporto scuola-famiglia"?

a)

Elena Zanfroni

b)

Catia Giaconi

c)

Ilaria Folci

d)

Raffaele Ciambrone

11.

Qual è il titolo del Capitolo 7 scritto da Catia Giaconi, Noemi Del Bianco e Ilaria D’Angelo?

a)

Il rapporto con gli specialisti

b)

La didattica inclusiva

c)

Il PEI

d)

Il docente inclusivo: un nuovo paradigma culturale

12.

Di cosa si occupa il Capitolo 8 scritto da Ilaria Folci?

a)

La gestione inclusiva della classe tra antichi saperi e nuove prospettive

b)

Il ruolo dell'insegnante di sostegno

c)

Gli spazi e il tempo nell'inclusione

d)

Per un'inclusione diffusa: il rapporto scuola-famiglia

13.

Chi è l'autore del capitolo "La didattica inclusiva"?

a)

Heidrun Demo

b)

Fabio Bocci

c)

Lucio Cottini

d)

Paolina Mulè

14.

Quale capitolo tratta il tema della "differenziazione didattica"?

a)

Anna Monauni - Capitolo 10

b)

Enrico Angelo Emili - Capitolo 11

c)

Serenella Besio - Capitolo 13

d)

Paola Aiello - Capitolo 18

15.

Chi ha scritto il capitolo dedicato al "Universal Design for Learning (UDL) e curricolo inclusivo"?

a)

Enrico Angelo Emili

b)

Donatella Fantozzi

c)

Lucio Cottini

d)

Andrea Fiorucci

16.

Qual è l'argomento principale del capitolo scritto da Serenella Besio?

a)

Tecnologie assistive

b)

Disabilità intellettiva

c)

Processi didattici

d)

Gestione dell'allievo con ADHD

17.

Di cosa si occupa il capitolo scritto da Roberta Sala?

a)

La Comunicazione Aumentativa Alternativa per l'inclusione

b)

Sindrome rare nella scuola inclusiva

c)

Gestione inclusiva dell’allievo con disabilità visiva

d)

La gestione degli allievi con Disturbi Specifici di Apprendimento

18.

Quale capitolo affronta la gestione inclusiva dell’allievo con ADHD?

a)

Daniele Fedeli - Capitolo 17

b)

Moira Sannipoli - Capitolo 19

c)

Silvia Maggiolini - Capitolo 22

d)

Catia Giaconi - Capitolo 21

19.

Chi sono gli autori del capitolo sulla gestione inclusiva dell’allievo con disabilità complessa?

a)

Catia Giaconi, Ilaria D’Angelo, Noemi Del Bianco

b)

Anna Monauni, Enrico Angelo Emili, Patrizia Gaspari

c)

Lucio Cottini, Antonella Valenti

d)

Tamara Zappaterra, Antoco Luigi Zurru

20.

Quale capitolo tratta delle "Sindrome rare nella scuola inclusiva"?

a)

Silvia Maggiolini - Capitolo 22

b)

Donatella Fantozzi - Capitolo 15

c)

Andrea Fiorucci - Capitolo 20

d)

Paola Aiello - Capitolo 18

21.

Chi ha scritto il capitolo su "Gli allievi con altri bisogni educativi speciali"?

a)

Antoco Luigi Zurru

b)

Roberta Sala

c)

Serenella Besio

d)

Moira Sannipoli

22.

Chi è l'autore del capitolo intitolato "La gestione inclusiva dell’allievo con comportamenti problematici"?

a)

Filippo Dettori

b)

Stefania Pinnelli

c)

Antonello Mura

d)

Annalisa Morganti

23.

Qual è il tema principale trattato da Stefania Pinnelli nel Capitolo 26?

a)

La gestione inclusiva dell’allievo con plusdotazione

b)

La ricerca sull’inclusione in Italia

c)

La gestione inclusiva dell’allievo con comportamenti problematici

d)

Orientamento formativo e progetto di vita

24.

Quale capitolo affronta il tema dell’orientamento formativo e dei processi di inclusione?

a)

Capitolo 27

b)

Capitolo 25

c)

Capitolo 28

d)

Capitolo 26

25.

Chi sono gli autori del capitolo "La ricerca sull’inclusione in Italia"?

a)

Annalisa Morganti, Alessia Signorelli, Francesco Marsili

b)

Filippo Dettori

c)

Stefania Pinnelli

d)

Antonello Mura

26.

Quale legge ha rappresentato una tappa importante nel processo migratorio dei disabili visivi dalla scuola speciale a quella comune in Italia?

a)

Legge n. 360 del 1976

b)

Legge n. 104 del 1992

c)

Legge n. 517 del 1977

d)

Legge n. 170 del 2010

27.

Quale modello ha influenzato la progettazione educativa individualizzata per gli studenti con disabilità visiva?

a)

Modello biopsicosociale dell’ICF

b)

Modello comportamentale

c)

Modello medico tradizionale

d)

Modello psicoanalitico

28.

Secondo il testo, quali fattori interagiscono nella definizione del funzionamento di un allievo con disabilità visiva?

a)

Condizioni di salute, fattori ambientali e fattori personali

b)

Solo condizioni di salute

c)

Solo fattori ambientali

d)

Solo fattori personali

29.

Chi tra i seguenti è considerato uno dei padri della tiflologia italiana menzionati nel testo?

a)

Augusto Romagnoli

b)

Maria Montessori

c)

Giovanni Gentile

d)

Cesare Lombroso

30.

Qual è l’obiettivo della prospettiva bio-psico-sociale nella gestione dell’allievo con disabilità visiva?

a)

Riconoscere e valorizzare il portato delle componenti bio-psico-sociali e il modo in cui esse concorrono a definire il funzionamento dell’allievo

b)

Concentrarsi solo sul deficit visivo

c)

Ignorare i fattori ambientali

d)

Applicare solo metodi tradizionali di insegnamento

31.

Quali sono i due principali criteri valutativi per la classificazione dei deficit visivi secondo la Legge n. 138 del 2001?

a)

L'acuità visiva e il campo visivo

b)

La percezione dei colori e la memoria visiva

c)

La sensibilità al contrasto e la profondità

d)

La visione centrale e la visione periferica

32.

Cosa indica il termine "visus" nella valutazione dei deficit visivi?

a)

La capacità dell’occhio di distinguere dettagli e forme degli oggetti

b)

La percezione della profondità

c)

La sensibilità al contrasto

d)

La percezione dei colori

33.

Come viene definita la cecità legale secondo la classificazione dei deficit visivi?

a)

Una perdita severa della funzione visiva

b)

Una perdita parziale della funzione visiva

c)

Una perdita della percezione dei colori

d)

Una perdita della memoria visiva

34.

Quale legge italiana ha ridefinito la classificazione e la quantificazione dei deficit visivi nel 2001?

a)

Legge n. 138

b)

Legge n. 382

c)

Legge n. 104

d)

Legge n. 517

35.

Quale delle seguenti affermazioni è corretta riguardo il campo visivo?

a)

Descrive l’intera area che una persona può vedere quando fissa un punto centrale senza muovere gli occhi o la testa

b)

Misura la capacità dell’occhio di distinguere dettagli

c)

Indica la percezione dei colori

d)

Riguarda solo la visione centrale

36.

Quali sono le principali tipologie di compromissione visiva secondo la classificazione della Legge n. 138 del 2001?

a)

Cecità totale, cecità parziale, ipovedenti gravi, ipovedenti medio-gravi, ipovedenti lievi

b)

Cecità centrale, cecità periferica, cecità mista

c)

Cecità acquisita, cecità congenita, ipovisione tardiva

d)

Cecità cromatica, cecità di profondità, cecità di contrasto

37.

Quale modello di gestione e presentazione dell’informazione sensoriale viene abbandonato in caso di privazione visiva severa o assoluta?

a)

Un modello tipicamente oculocentrico, quello dei vedenti e degli ipo-vedenti

b)

Un modello multisensoriale con caratteristiche specifiche

c)

Un modello basato solo sull’udito

d)

Un modello esclusivamente tattile

38.

Cosa può generare una ipovisione nell’allievo secondo il testo?

a)

Rallentamento e difficoltà nelle abilità visuo-percettive

b)

Miglioramento della memoria visiva

c)

Aumento della velocità di lettura

d)

Facilità nell’apprendimento della scrittura

39.

Quale adattamento è richiesto per le abilità come la lettura e la scrittura in caso di compromissione visiva totale?

a)

Una traduzione degli input e degli output in un altro codice (es. Braille o audio)

b)

L’uso esclusivo di immagini ingrandite

c)

L’apprendimento della lingua dei segni

d)

La memorizzazione di testi a memoria

40.

Quale effetto produce la deprivazione visiva assoluta sullo sviluppo del linguaggio?

a)

Produce uno scollamento del triangolo semiotico e difficoltà legate all’astrazione

b)

Favorisce la produzione di frasi complesse

c)

Non ha alcun effetto sul linguaggio

d)

Facilita la comprensione dei concetti astratti

41.

Come viene compensata la compromissione visiva secondo il testo?

a)

Attraverso la memoria sensoriale tattile ed ecoica-uditiva e altri canali sensoriali

b)

Solo con l’uso di dispositivi elettronici

c)

Con l’apprendimento di una nuova lingua

d)

Attraverso la memorizzazione visiva

42.

Cosa rappresenta la vicarianza dei sensi negli allievi con cecità?

a)

L’utilizzo strategico di altri canali sensoriali e l’attivazione di funzioni cognitive

b)

La perdita totale di tutte le funzioni sensoriali

c)

L’uso esclusivo della memoria visiva

d)

La dipendenza dall’aiuto degli altri

43.

Secondo la prospettiva olistica di funzionamento, cosa può limitare lo sviluppo di alcune funzioni negli allievi con disabilità visiva?

a)

La presenza di barriere fisiche e/o culturali o l’assenza di facilitatori

b)

L’uso di strumenti tecnologici

c)

La presenza di insegnanti di sostegno

d)

L’apprendimento di nuove lingue

44.

Quale delle seguenti dimensioni può influenzare la rappresentazione delle potenzialità di un minore con disabilità visiva secondo una prospettiva sociodemografica?

a)

L’appartenenza etnico-linguistica

b)

L’orientamento politico

c)

La preferenza musicale

d)

Il colore degli occhi

45.

Perché il reddito familiare è considerato una dimensione importante per l’alunno con disabilità visiva?

a)

Perché può influenzare la possibilità di investire in risorse aggiuntive e strumenti di supporto

b)

Perché determina la scelta della scuola

c)

Perché influisce sulla lingua parlata in casa

d)

Perché stabilisce il numero di fratelli

46.

Quale caratteristica personale influenza la scelta delle attività e degli ausili che verranno proposti all’alunno con disabilità visiva?

a)

L’età

b)

Il colore dei capelli

c)

La stagione di nascita

d)

La preferenza sportiva

47.

Cosa si intende per “esperienze passate ed educazione ricevuta” in relazione all’alunno con disabilità visiva?

a)

Autonomie sviluppate, livello culturale acquisito e conoscenza di altri contesti ambientali

b)

La quantità di libri letti in un anno

c)

La partecipazione a gare sportive

d)

La capacità di parlare più lingue

48.

Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio il concetto di "Perseveranza e resistenza all’errore" per un alunno con disabilità visiva?

a)

La capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti dell’ambiente.

b)

La capacità di riconoscere e coltivare le proprie passioni.

c)

La costanza e la fermezza nel perseguire i propri scopi e nel tener fede ai propri propositi, resistendo al fallimento.

d)

La predisposizione alla manualità e alla gestione della memoria.

49.

Cosa si intende per "Capacità di adattamento" in un alunno con disabilità visiva?

a)

La capacità di esprimere comportamenti disfunzionali.

b)

La predisposizione ad adeguarsi rapidamente ed efficacemente ai cambiamenti degli ambienti, anche se non totalmente accessibili.

c)

La tendenza a sviluppare stereotipie motorie.

d)

La valutazione negativa di sé stessi.

50.

Quale delle seguenti opzioni rappresenta un esempio di "Interessi e motivazioni" per un alunno con disabilità visiva?

a)

La capacità di resistere al fallimento.

b)

La predisposizione alla manualità.

c)

Riconoscere e coltivare passioni come arte e sport, anche se possono sembrare eccentriche.

d)

La gestione delle emozioni e attribuzione di significati agli eventi.

51.

Cosa sono i "Comportamenti disfunzionali e problematici" secondo il testo?

a)

La capacità di adattarsi ai cambiamenti ambientali.

b)

La predisposizione a presentare comportamenti che interferiscono con l’apprendimento e il benessere scolastico, spesso di natura relazionale e comunicativa.

c)

La tendenza a coltivare passioni eccentriche.

d)

La valutazione positiva di sé stessi.

52.

Secondo il testo, quale ruolo giocano "Autostima ed efficacia" nel benessere psicologico e scolastico di un alunno con disabilità visiva?

a)

Non hanno alcun ruolo rilevante.

b)

Sono importanti solo per le materie scientifiche.

c)

Sono fondamentali per la valutazione complessiva che l’alunno ha di sé stesso e per la convinzione di poter eseguire compiti specifici e raggiungere obiettivi particolari.

d)

Servono solo a migliorare la memoria.

53.

Qual è il ruolo dei fattori ambientali nel contesto scolastico di un alunno con disabilità visiva?

a)

Sono variabili marginali che non influenzano l'apprendimento

b)

Sono variabili che coinvolgono solo gli studenti

c)

Sono variabili centrali che possono avere un'influenza positiva o negativa sull'apprendimento

d)

Sono fattori che riguardano solo la famiglia dell'alunno

54.

Cosa si intende per strumenti tiflotecnici?

a)

Strumenti musicali per studenti con disabilità visiva

b)

Strumenti assistivi orientati a superare il deficit visivo

c)

Libri in formato digitale per tutti gli studenti

d)

Software per la gestione della classe

55.

Quale dei seguenti è un esempio di strumento tiflotecnico per persone con cecità o grave ipovisione?

a)

Microscopio digitale

b)

Braille

c)

Lavagna interattiva multimediale

d)

Calcolatrice scientifica

56.

Secondo il testo, quale documento stabilisce la tipologia e la modalità di fornitura di protesi e ausili a carico del Servizio Sanitario Nazionale?

a)

Codice Civile Italiano

b)

Nomenclatore Tariffario delle protesi e degli ausili (DPCM 12/01/2017)

c)

Costituzione Italiana

d)

Regolamento scolastico nazionale

57.

Quale classificazione internazionale viene citata per la vasta area degli strumenti tiflotecnici?

a)

ISO 14001:2015

b)

ISO 9999:2022

c)

ISO 9001:2015

d)

ISO 27001:2013

58.

Quale tra i seguenti strumenti è utilizzato per l’ingrandimento delle immagini per persone ipovedenti?

a)

Occhiali correttivi

b)

Calcolatrici parlanti

c)

Tastiere ingrandite

d)

Display Braille

59.

Quale prodotto viene utilizzato per la scrittura in Braille?

a)

Alfabetiere Braille

b)

Lettore DAISY

c)

Tastiera ingrandita

d)

Carta geografica tattile

60.

Quale tecnologia permette il riconoscimento ottico dei caratteri nei documenti cartacei?

a)

Software OCR

b)

Tavoletta Braille

c)

Compasso tattile

d)

Audiolibri

61.

Quale dispositivo permette di ascoltare e riprodurre file audio per studenti con disabilità visiva?

a)

Lettore DAISY

b)

Piano in feltro

c)

Tastiera ad alta leggibilità

d)

Display Braille

62.

Quale tra questi strumenti è utile per eseguire calcoli e operazioni matematiche per studenti non vedenti?

a)

Calcolatrici parlanti

b)

Tavoletta Braille

c)

Display Braille

d)

Tastiera facilitata

63.

Quale dispositivo di uscita permette di produrre documenti in codice Braille?

a)

Stampanti Braille

b)

Tastiere ingrandite

c)

Lettori DAISY

d)

Software OCR

64.

Quale tra le seguenti app è pensata per persone con vista fragile, ipovisione o cecità?

a)

ShareHab

b)

Google Maps

c)

WhatsApp

d)

Instagram

65.

Quale strumento viene utilizzato per la lettura alternativa di documenti cartacei?

a)

Audiolibri

b)

Compasso tattile

c)

Tastiera facilitata

d)

Carta geografica tattile

66.

Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente uno dei tipi di supporti per alunni con deficit visivo menzionati nel testo?

a)

Supporti pensati e costruiti dal personale scolastico, come l'uso di materiale di riciclo per produrre un alfabeto accessibile.

b)

Supporti esclusivamente acquistati da aziende esterne senza adattamenti.

c)

Solo dispositivi digitali senza componenti tattili.

d)

Strumenti che non richiedono alcuna personalizzazione.

67.

Secondo il testo, quale aspetto è importante considerare nella scelta degli strumenti tiflodidattici per un alunno con disabilità visiva?

a)

La tipologia del deficit visivo e i bisogni educativi dell’alunno.

b)

Il colore degli strumenti.

c)

La marca dello strumento.

d)

La velocità di produzione dello strumento.

68.

Cosa si intende per “tecnologia assistiva” secondo il testo?

a)

Un prodotto didattico accessibile che non è fine a sé stesso, ma il suo valore dipende dall’uso didattico e dagli obiettivi educativi.

b)

Un qualsiasi dispositivo elettronico.

c)

Un libro tradizionale senza adattamenti.

d)

Un software per la gestione delle presenze.

69.

Quale delle seguenti azioni è suggerita per supportare l’alunno con disabilità visiva nell’esplorazione del contesto scolastico?

a)

Utilizzare specifici strumenti come casellari e riproduzioni tattili degli ambienti.

b)

Lasciare che l’alunno esplori da solo senza alcun supporto.

c)

Fornire solo spiegazioni verbali senza strumenti tattili.

d)

Limitare l’accesso dell’alunno agli spazi comuni.

70.

Secondo il testo, quale ruolo possono avere le tecnologie e i prodotti accessibili nella scuola?

a)

Possono diventare incubatori di partecipazione e favorire la rappresentazione positiva di tutti gli alunni.

b)

Servono solo a soddisfare bisogni assistenziali.

c)

Sono utili solo per gli insegnanti.

d)

Non hanno alcun impatto sul contesto scolastico.

71.

Quale delle seguenti azioni è consigliata per promuovere la realizzazione di contesti scolastici accessibili per studenti con disabilità visiva?

a)

Fornire segnaletica in Braille o a caratteri ingranditi nelle aule e nei corridoi.

b)

Aumentare il numero di compiti scritti.

c)

Ridurre le attività pratiche in classe.

d)

Limitare l’uso di materiali tattili.

72.

Perché le relazioni a scuola sono considerate fondamentali per gli alunni con disabilità visiva?

a)

Perché influenzano sia il rendimento scolastico sia lo sviluppo personale e sociale.

b)

Perché permettono di evitare le attività fisiche.

c)

Perché riducono la necessità di materiali didattici.

d)

Perché eliminano tutte le barriere architettoniche.

73.

Cosa dovrebbero fare i docenti per sostenere gli alunni con disabilità visiva?

a)

Fornire sostegno emotivo e gestire le specifiche esigenze educative, sociali ed emotive.

b)

Limitare la comunicazione con la famiglia.

c)

Evitare l’uso di attività strutturate.

d)

Concentrarsi solo sui contenuti teorici.

74.

Qual è il ruolo della famiglia nello sviluppo di un bambino con disabilità visiva secondo il testo?

a)

Fornire supporto emotivo, promuovere l’autonomia e garantire le migliori opportunità di crescita.

b)

Limitarsi a seguire le indicazioni degli insegnanti.

c)

Evitare di intervenire nelle attività scolastiche.

d)

Concentrarsi solo sull’aspetto medico.

75.

Secondo il testo, cosa dovrebbe essere favorito nelle prime fasi evolutive per i bambini con disabilità visiva?

a)

Esperienze di orientamento immaginativo-motorio e uso strategico degli altri sensi.

b)

Limitare le attività di gruppo.

c)

Evitare l’uso di materiali tattili.

d)

Concentrarsi solo sull’apprendimento visivo.

76.

Qual è il ruolo centrale e predittivo per la promozione e la gestione dell’inclusione degli alunni con disabilità visiva secondo il testo?

a)

Gli atteggiamenti e le rappresentazioni dei docenti

b)

Le risorse economiche della scuola

c)

La presenza di tecnologie avanzate

d)

La quantità di studenti nella classe

77.

Quale tra i seguenti NON è un servizio di supporto menzionato per gli alunni con disabilità visiva?

a)

Servizi di trascrizione in Braille

b)

Servizi di audio lettura di libri

c)

Acquisto di ausili tiflotecnici e sussidi ottici

d)

Corsi di lingua straniera obbligatori

78.

Chi valuta la necessità della figura degli assistenti alla comunicazione per studenti con disabilità visiva?

a)

L’unità multidisciplinare deputata all’integrazione scolastica

b)

Il dirigente scolastico

c)

Gli studenti stessi

d)

Il Ministero dell’Istruzione

79.

A cosa servono i servizi di trascrizione in Braille e a caratteri ingranditi dei testi di studio?

a)

A rendere accessibile e fruibile il testo di studio agli alunni con disabilità visiva

b)

A tradurre i testi in altre lingue

c)

A semplificare i contenuti per tutti gli studenti

d)

A fornire riassunti dei libri di testo

80.

Quale organizzazione è citata come la più nota per i servizi di audio lettura di libri per persone con disabilità visiva?

a)

Centro Nazionale del Libro Parlato dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti

b)

Ministero della Salute

c)

Associazione Italiana Dislessia

d)

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

81.

Secondo il lessico ICF, come può essere interpretata l’esperienza di apprendimento di un alunno con disabilità visiva?

a)

Alla luce dell’esecuzione di un compito didattico o di un suo impedimento e del coinvolgimento o esclusione in una situazione di apprendimento e relazione.

b)

Come una semplice difficoltà a leggere i testi scolastici.

c)

Solo come una questione di accessibilità fisica agli spazi scolastici.

d)

Come una mancanza di interesse verso le attività scolastiche.

82.

Cosa si intende per “performance” registrate in classe secondo il testo?

a)

Ciò che un alunno ha possibilità di fare, anche con il supporto dei fattori contestuali.

b)

Il voto finale ottenuto dall’alunno.

c)

La partecipazione alle attività sportive.

d)

La frequenza alle lezioni.

83.

Cosa assicura la programmazione didattica equipollente per un alunno con disabilità sensoriale?

a)

La medesima valenza formativa della programmazione ordinaria.

b)

Un percorso più breve rispetto agli altri studenti.

c)

La totale esclusione dalle attività pratiche.

d)

Unicamente la partecipazione alle attività ricreative.

84.

Quale strategia viene suggerita per l’alunno con ipovisione per la fruizione dei contenuti didattici?

a)

Uso strategico della luce e del contrasto cromatico, ingrandimenti ed essenzializzazioni.

b)

Solo l’ascolto delle lezioni senza materiali visivi.

c)

L’uso esclusivo di materiali digitali.

d)

La partecipazione solo alle attività sportive.

85.

Nel primo ordine di scuola, perché è importante il ricorso agli ausili e alle pratiche didattiche basate sulla multisensorialità?

a)

Per il raggiungimento degli obiettivi che fanno riferimento ai campi d’esperienza e allo sviluppo immaginativo-motorio.

b)

Per evitare che gli alunni si annoino durante le lezioni.

c)

Per ridurre il numero di insegnanti necessari.

d)

Per aumentare la difficoltà delle attività proposte.

86.

Cosa diventa tattile per gli alunni ciechi nel passaggio alla scuola primaria?

a)

Il riconoscimento e la stessa segnografia.

b)

La partecipazione alle attività sportive.

c)

La lettura dei libri di testo tradizionali.

d)

L’uso di strumenti musicali.

87.

Su cosa si basa il sistema del codice Braille?

a)

Sui punti in altorilievo

b)

Sulle lettere dell'alfabeto latino

c)

Sui colori delle lettere

d)

Sui suoni prodotti dalla lettura

88.

Quanti puntini al massimo può contenere un segno Braille all'interno di un rettangolo?

a)

6

b)

4

c)

8

d)

2

89.

Perché il Braille viene definito "Codice" e non "alfabeto"?

a)

Perché può rappresentare lettere, numeri, segni di interpunzione e notazioni musicali

b)

Perché è usato solo per le lettere

c)

Perché è un linguaggio parlato

d)

Perché è un sistema di colori

90.

Qual è una delle responsabilità della scuola riguardo al codice Braille?

a)

Assicurare l'insegnamento e l'apprendimento del codice Braille

b)

Insegnare solo la matematica agli studenti ciechi

c)

Evitare l'uso di tecnologie assistive

d)

Limitare l'accesso ai libri in Braille

91.

Cosa permette di sviluppare l'apprendimento del Braille nei bambini ciechi?

a)

Funzioni e operazioni cognitive consapevoli della parola, ortografia, motricità fine e senso-percettivo

b)

Solo la memoria visiva

c)

Solo la capacità di ascolto

d)

Solo la scrittura a mano

92.

Come vengono descritte e spiegate le immagini agli studenti con disabilità visiva?

a)

Descrivendo soggetto, colori, stile, grandezza e funzione

b)

Mostrando solo la foto

c)

Facendo ascoltare una musica

d)

Ignorando le immagini

93.

Perché è importante l'esplorazione tattile per gli studenti ciechi?

a)

Perché attiva la memoria e la capacità di astrazione

b)

Perché migliora la vista

c)

Perché aiuta a riconoscere i suoni

d)

Perché insegna a scrivere più velocemente

94.

Perché l’esplorazione tattile per gli studenti ciechi deve essere guidata?

a)

Perché è più lenta e ambigua rispetto ad altri tipi di esplorazione.

b)

Perché è più veloce e precisa rispetto alla vista.

c)

Perché non richiede spiegazioni aggiuntive.

d)

Perché è sempre più efficace della vista.

95.

Quale strumento viene suggerito per supportare la costruzione tattile delle immagini per gli studenti con disabilità visiva?

a)

Guide audio e didascalie Braille.

b)

Libri illustrati a colori.

c)

Video esplicativi.

d)

Mappe concettuali digitali.

96.

Dal punto di vista linguistico, quali sono i principali ostacoli per gli studenti con disabilità visiva nella comprensione di un testo?

a)

Leggibilità e comprensibilità.

b)

Velocità di lettura e memoria.

c)

Pronuncia e ortografia.

d)

Capacità di scrittura e calcolo.

97.

Cosa si raccomanda per i contenuti più complessi e lontani dall’esperienza degli alunni con disabilità visiva?

a)

Esplicitare i contenuti intervenendo sul lessico.

b)

Ignorare le difficoltà e proseguire normalmente.

c)

Utilizzare solo immagini.

d)

Evitare di trattare argomenti complessi.

98.

Secondo il testo, quale visione dovrebbero assumere insegnanti ed educatori riguardo la disabilità visiva?

a)

Una visione sistemica che eviti cliché e categorizzazioni cliniche.

b)

Una visione esclusivamente clinica.

c)

Una visione basata solo sulle difficoltà.

d)

Una visione che ignori le potenzialità evolutive.

99.

Chi è l'autore del libro "Pensiero e linguaggio" pubblicato da Laterza?

a)

L.S. Vygotskij

b)

Andrea Fiorucci

c)

Perez-Pereira M

d)

E.A. Emili

100.

Quale pubblicazione dell'OMS riguarda la "Classificazione internazionale delle sindromi e disturbi psichici e comportamentali"?

a)

ICD-10 (1993)

b)

ICF (2001)

c)

DSM-5 (2013)

d)

ICD-11 (2022)