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Smettete di odiare gli insetti

Smettete di odiare gli insetti

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Emanuele Patti

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10 Slides • 12 Questions

1

Smettete di odiare gli insetti

leggi attentamente e rispondi

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2

Smettetela di odiare gli insetti

Quando, durante una cena, qualcuno svela a un commensale ignaro che io sono un professore di entomologia e che, in parole povere, ho passato tutta la vita a occuparmi di insetti, vedo un certo stupore, e talora un’espressione di divertimento, sul volto di chi ha ricevuto l’informazione. 


Perché, diciamolo pure francamente, tra gli animali gli insetti sono di sicuro i meno popolari e l’entomologo, come icona tradizionale, è un ometto in calzoni corti, che si aggira per i campi agitando un retino.  

3


Eppure, come sosteneva Haldane, uno dei più prestigiosi genetisti del secolo appena passato, Dio avrebbe avuto una predilezione particolare per questi straordinari organismi, avendoli creati in gran numero, un milione più o meno di specie, contro, per esempio, non più di 10 mila specie di uccelli. 


E l’ometto con il retino si trova, di conseguenza, di fronte a problemi che non esito a definire giganteschi. 

4

Multiple Choice

Un “entomologo” si occupa di...

1

cacciare gli insetti

2

studiare gli insetti

3

risolvere i problemi causati dagli insetti

4

produrre pesticidi per eliminare gli insetti

5

Multiple Choice

L’espressione “icona tradizionale” significa

1

segno consueto

2

immagine diffusa

3

simbolo diffuso

4

figura consueta

6

Multiple Choice

La frase “Dio avrebbe avuto una predilezione particolare per questi straordinari organismi”

1

gli insetti sono organismi talmente straordinari

da sembrare creati da Dio

2

gli insetti sono così numerosi che sembra che Dio

li abbia preferiti ad altri organismi

3

gli insetti erano amati da Dio fin dalle origini del pianeta

4

gli insetti sono stati creati in numero maggiore rispetto agli uccelli

7

Multiple Choice

è scritta con un tono...

1

sarcastico

2

realistico

3

drammatico

4

scherzoso

8


Perché gran parte di questi animali di piccole dimensioni, ma pressoché presenti in ogni parte delle terre emerse, si nutrono di vegetali e sembra abbiano una spiccata preferenza per le piante coltivate. Per cui tonnellate di derrate, che vorremmo fossero destinate alla nostra mensa, finiscono nelle fauci di questi minuscoli, ma efficientissimi divoratori. Questo problema, che risale alla remota preistoria, fin alle origini dell’agricoltura, si è tentato di risolverlo, nel Novecento, con un rimedio che a conti fatti ha messo in discussione l’ecologia dell’intero pianeta. 

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9

Multiple Choice

Di che cosa si nutrono, in prevalenza, molti insetti?

1

Di altri insetti

2

Di vegetali coltivati

3

Di vegetali selvatici

4

Di microrganismi

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Un po’ prima della metà del secolo scorso sono apparse sui mercati delle molecole del tutto nuove, con la funzione di uccidere i nostri sgraditi commensali. Ahimè, queste molecole a effetto insetticida sono spesso dei biocidi: ammazzano gli insetti dannosi, ma insieme tutti gli altri, compresi quelli utili, e, a sua volta, la salute dell’uomo ne risulta minacciata, sia quella dell’agricoltore che li impiega sia del consumatore che ne ingerisce quotidianamente dei piccoli residui, mettendo in tavola i prodotti dei campi. 

L’uso degli insetticidi, che ha avuto inizio con il DDT negli anni Quaranta del Novecento, è andato crescendo. 

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11

Multiple Select

A chi nuoce l’uso di insetticidi? Sono possibili più risposte ...

1

Insetti

2

agricoltori

3

consumatori

4

nessuno

12

Si pensi che tracce di DDT e di composti analoghi, oggi vietati quasi ovunque, contaminano ancora il latte materno delle donne Inuit, ai confini della Terra.  


Perché, come si è capito ormai bene, l’inquinamento del pianeta è un evento globale e tutto va sempre dappertutto. Ma come difendere le nostre colture dal flagello degli insetti, con mezzi meno pericolosi? 

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13

Un modo, che risale alla fine dell’Ottocento, e che si ispira alla lotta per la vita di Darwin, chiamato comunemente lotta biologica, consiste nell’opporre agli insetti vegetariani, che divorano i raccolti, gli insetti carnivori, che mangiano questi indiscreti espropriatori. Per avere a disposizione un gran numero dei benefici ausiliari sono nate nel mondo delle biofabbriche, in cui si allevano, si confezionano e si vendono agli agricoltori questi insetti che divorano altri insetti, perché li diffondano sui campi quando se ne presenti la necessità. Con la mia équipe dell’Istituto di Entomologia di Bologna abbiamo fondato una di queste biofabbriche, la sola in Italia, alla periferia di Cesena, che ha preso il nome prima di Biolab, ora di Bioplanet, e che è gestita da una ventina di miei allievi. 

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Le multinazionali della chimica non hanno mai visto di buon occhio queste attività alternative ai pesticidi e tendono a screditarle come inefficienti. Ma la lotta biologica in molti casi funziona e per crescere, avrebbe bisogno di una convinta volontà politica ambientalista. 

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Un’altra delle attività svolte con i miei collaboratori è stata quella del contenimento delle zanzare nella Bassa Bolognese, nei Lidi Ferraresi e nel Parco del delta del Po. L’ipotesi era di far diminuire le popolazioni di queste indiscrete succhiatrici di sangue senza dover diffondere in giro i pesticidi di cui sopra. La strategia consiste nell’individuare i corpi idrici più atti a favorire lo sviluppo delle larve di zanzara per immettere nelle acque una tossina microbiologica, del tutto innocua dal punto di vista ecologico e sanitario, trascurando, se non in casi di emergenza, gli interventi chimici contro gli adulti, che, eseguiti in gran numero, costituiscono una minaccia per la salute. Si prescrive di combattere le radici del male, le larve, mettendo in atto una strategia di interventi puntiformi invece di coinvolgere il territorio.  

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Un’ulteriore attività svolta nel mio istituto è stata quella di impiegare l’ape come un bioindicatore dell’inquinamento ambientale. Il nostro insetto può venir considerato alla stregua di un sensore mobile: raccoglie nettare e polline sui fiori, acqua nei fossi, propoli sulle gemme degli alberi e può intercettare delle particelle atmosferiche sospese. 


Questo bottino lo riporta nell’alveare e lo mette a disposizione dei nostri laboratori. I pesticidi sparsi in pieno campo e, prima della benzina verde, il piombo negli agglomerati urbani costituiscono le sostanze di cui l’ape ci ha consentito di fare l’inventario, rivelandosi una sentinella ecologica. 

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17

Multiple Choice

Celli propone di “difendere le colture dal flagello degli insetti” tramite

1

l’uso di molecole di sintesi

2

la lotta biologica

3

l’uso dell’ape come bioindicatore

4

la semina di colture resistenti agli insetti

18

Multiple Select

Dal testo si desume che le cause principali di una scarsa diffusione della lotta biologica sono (due scelte)

1

l’assenza di biofabbriche

2

il boicottaggio delle multinazionali della chimica

3

l’assenza di una volontà politica ambientalista

4

la poca credibilità della figura dell’entomologo

19

Multiple Choice

Come si cerca di diminuire la popolazione di zanzare nella Bassa Bolognese, nei Lidi Ferraresi e nel Parco del delta del Po?

1

Riducendo i corpi idrici che favoriscono lo sviluppo delle larve di zanzare

2

Riducendo le larve di zanzare con metodi innocui per ambiente e salute

3

Con molecole di sintesi

4

Eliminando le zanzare adulte con interventi puntiformi

20

Multiple Choice

Nel testo si dice che “l’ape è una sentinella ecologica” perché..

1

individua i pesticidi

2

si nutre di pesticidi

3

permette agli studiosi di identificare le sostanze che inquinano l’ambiente

4

permette agli studiosi di identificare gli ambienti che sono stati inquinati

21

Multiple Select

Indica, fra quelle elencate, le attività svolte dall’autore del testo.

1

Contenimento delle zanzare

2

Caccia agli insetti col retino

3

Utilizzo dell’ape come bioindicatore dell’inquinamento ambientale

4

Studio dell’apparato visivo dell’ape

5

Fondazione della biofabbrica Bioplanet

22

Multiple Select

Gli scopi principali del testo di Celli sono due. Individua quali affermazioni sono corrette.

1

Far conoscere le biofabbriche da lui gestite e i progetti

che riguardano gli insetti

2

Spiegare in che cosa consiste il mestiere dell’entomologo

e far sì che si diffonda la lotta biologica

3

Spiegare in che cosa consiste il mestiere dell’entomologo

e far conoscere i suoi progetti

4

Far conoscere i suoi progetti e portare esempi

sulla vita degli insetti

Smettete di odiare gli insetti

leggi attentamente e rispondi

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