

La Terra
Presentation
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Practice Problem
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Hard
Valeria CUZZOLA
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42 Slides • 8 Questions
1
1
2
Cavazzuti, Gandola, Odone Terra, acqua, aria © Zanichelli editore 2014
3
Capitolo 1. Il pianeta Terra
1. La forma della Terra e la sua superficie
2. I sistemi di riferimento sulla Terra
3. I moti terrestri e le loro conseguenze
4. I fusi orari e la misura del tempo
5. I diversi tipi di carte geografiche
3
Lezione 1
La forma della Terra e
la sua superficie
4
Cavazzuti, Gandola, Odone Terra, acqua, aria © Zanichelli editore 2014
5
1. Agli inizi del sedicesimo secolo si
ebbe conferma della sfericità della
Terra
Aristotele nel quarto secolo a.C. pensò che il nostro pianeta fosse sferico in
base all’osservazione che se la Terra fosse piatta, un imbarcazione non
apparirebbe all’orizzonte in maniera progressiva e solo un corpo sferico
potrebbe proiettare sulla superficie lunare un’ombra circolare.
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Cavazzuti, Gandola, Odone Terra, acqua, aria © Zanichelli editore 2014
6
2. La Terra non è una sfera perfetta
perché è leggermente schiacciata
ai poli
La Terra non è una sfera perfetta poiché risulta leggermente schiacciata ai poli
per il moto di rotazione della Terra attorno al proprio asse.
La figura geometrica che si avvicina di più alla
forma della Terra è un ellissoide di rotazione,
cioè la figura che si ottiene facendo ruotare
un’ellisse intorno al suo asse minore.
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Cavazzuti, Gandola, Odone Terra, acqua, aria © Zanichelli editore 2014
7
3. La superficie terrestre presenta
numerosi rilievi e profondi
avvallamenti
La forma reale della Terra viene
rappresentata meglio da un
particolare solido non geometrico,
chiamato geoide, che mostra
rigonfiamenti e depressioni in
corrispondenza dei continenti e degli
oceani.
7
Multiple Choice
A quale figura geometrica si avvicina di più la forma della Terra?
sfera
ellissoide
geoide
8
Multiple Choice
Come si chiama il solido non geometrico che rappresenta la forma della Terra?
Geoide
Deltoide
9
Lezione 2
I sistemi di riferimento
sulla Terra
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9
4. In assenza di nuvole è possibile
orientarsi osservando il cielo
Orientarsi significa determinare la propria posizione rispetto ai quattro punti
cardinali: Est, Ovest, Nord e Sud.
Orientarsi significa determinare la propria posizione rispetto ai quattro punti
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4. In assenza di nuvole è possibile
orientarsi osservando il cielo
Per orientarsi di notte si usa la
posizione delle stelle. Nel nostro
emisfero la direzione del Nord è
indicata dalla Stella polare.
È possibile individuare la Stella polare osservando la costellazione chiamata Orsa
minore di cui la Stella polare costituisce l’estremità del timone.
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5. La bussola permette di
individuare il Nord magnetico
Lo strumento che consente di orientarsi quando non è possibile osservare la
posizione del Sole o delle stelle è la bussola. L’ago della bussola indica il
Nord magnetico.
I poli magnetici non coincidono
esattamente con i poli geografici, che
corrispondono ai punti di intersezione tra
l’asse terrestre e la superficie della Terra.
13
Multiple Choice
Come si orientavano gli antichi?
Con la bussola
Con le stelle
14
Multiple Choice
Sia la Stella Polare che l'ago della bussola indicano il
Sud
Nord
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6. Paralleli e meridiani formano il
reticolato geografico
Quando occorre individuare un punto preciso della superficie terrestre è
indispensabile fare ricorso a una serie di linee immaginarie (paralleli e
meridiani) le cui intersezioni costituiscono il reticolato geografico.
Si prendono come punti di riferimento i poli geografici, ossia i punti di
intersezioni tra l’asse e la superficie terrestre. Oltre ai poli anche la linea
dell’Equatore può risultare utile come riferimento.
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Cavazzuti, Gandola, Odone Terra, acqua, aria © Zanichelli editore 2014
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6. Paralleli e meridiani formano il
reticolato geografico
Tra l’Equatore e i poli si possono individuare infiniti
altri circoli, detti paralleli, determinati
dall’intersezione con la superficie terrestre di piani
paralleli al piano equatoriale.
Intersecando la superficie terrestre con piani che comprendano l’asse terrestre e
che passino per entrambi i poli, si individuano dei circoli tutti uguali: ciascuno è
formato da un meridiano e da un antimeridiano. Quello che passa per Greenwich è
il meridiano fondamentale.
17
I paralleli, in altre parole...
Cosa sono i paralleli terrestri?
I paralleli sono le circonferenze "parallele" appunto all'Equatore, la line perpendicolare all'asse terrestre che è anche detta parallelo fondamentale. Tale Equatore divide, per convenzione, la Terra in due emisferi: l'emisfero boreale (dove viviamo noi) e l'emisfero australe.
L'Equatore però non è l'unico parallelo fondamentale: ci sono anche il Tropico del Cancro (più a Nord rispetto all'Equatore) e il Tropico del Capricorno (Più a Sud rispetto all'Equatore), che corrispondono ai luoghi dei solstizi (d'estate e d'inverno), ossia dove i raggi del sole cadono perpendicolarmente in occasione dei due eventi astronomici.
Ci sono 90 paralleli, separati di 1° a Nord dell'Equatore e altri 90 paralleli a sud dell'Equatore.
18
Multiple Choice
I paralleli in totale sono
90
180
19
Multiple Choice
Il parallelo più grande è
L'equatore
Il meridiano di Greenwich
20
I meridiani, in altre parole...
I meridiani sono dunque circonferenze che "tagliano" la superficie della Terra passando da Polo a Polo. Ogni circonferenza però viene per convenzione divisa in due semicirconferenze opposte:
Il meridiano: la semicirconferenza che va dal Polo Nord al Polo Sud.
L'antimeridiano: la semicirconferenza esattamente opposta al meridiano.
Per comprendere questi due concetti dobbiamo ricordarci che la Terra è sferica, dunque per ogni punto individuato ce n'è un altro esattamente opposto dall'altra parte del pianeta.
21
Curiosità sui meridiani:
I meridiani distano tra loro di 1° e compiendo un giro completo intorno alla Terra sono 360 in totale.
Il meridiano fondamentale o zero- il meridiano con longitudine pari a zero, passa per la città inglese di Greenwich, vicino a Londra, dunque viene detto anche Meridiano di Greenwich.
Ogni meridiano misura 20.004,5 km di lunghezza.
Nei luoghi in cui passa lo stesso meridiano si fa mezzogiorno nello stesso momento.
22
Multiple Choice
Il meridiano è opposto all'antimeridiano
VERO
FALSO
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Multiple Choice
Come si chiamano le linee immaginarie parallele all'Equatore?
Meridiani
Paralleli
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7. Le coordinate geografiche
consentono di determinare la
posizione di un punto sulla Terra
Le coordinate geografiche sono la latitudine, la longitudine e l’altitudine.
La latitudine di un punto P è la
distanza angolare tra il parallelo
passante per P e l’Equatore.
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7. Le coordinate geografiche
consentono di determinare la
posizione di un punto sulla Terra
L’altitudine o quota di un punto P si determina con particolari strumenti detti
altimetri.
La longitudine di un punto P è la
distanza angolare tra il meridiano
passante per P e il meridiano
fondamentale passante per
Greenwich.
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Lezione 3
I moti terrestri e le loro
conseguenze
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17
8. Le orbite dei pianeti sono
descritte dalle leggi di Keplero
La prima legge di Keplero afferma che i pianeti, nel loro moto intorno al Sole,
percorrono orbite ellittiche di cui il Sole occupa uno dei due fuochi.
Esiste un punto dell’orbita, detto
perielio, in cui il pianeta si trova più
vicino al Sole, e un punto detto afelio,
in cui il pianeta si trova più lontano dal
Sole.
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18
8. Le orbite dei pianeti sono
descritte dalle leggi di Keplero
La seconda legge di Keplero afferma
che il raggio vettore descrive aree uguali
in intervalli di tempo uguali.
La terza legge di Keplero afferma che i quadrati dei tempi di rivoluzione
dei pianeti sono proporzionali al cubo delle loro distanze medie dal Sole.
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9. Il moto di rotazione della Terra ha
come principale conseguenza
l’alternarsi del dì e della notte
Rispetto a un osservatore posto sul prolungamento a Nord dell'asse terrestre, la
Terra ruota su se stessa in senso antiorario, da Ovest a Est.
I punti di intersezione tra l’asse terrestre e la superficie della Terra sono i poli
geografici.
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9. Il moto di rotazione della Terra ha
come principale conseguenza
l’alternarsi del dì e della notte
L’asse di rotazione, che punta attualmente a Nord verso la stella polare, forma
un angolo di 66° e 33’ rispetto al piano dell’orbita terrestre.
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9. Il moto di rotazione della Terra ha
come principale conseguenza
l’alternarsi del dì e della notte
Per compiere una rotazione completa intorno al proprio asse rispetto a una
direzione «fissa» nello spazio, la Terra impiega 23 ore, 56 minuti e 4 secondi;
questo valore è chiamato giornosidereo.
Il giornosolare corrisponde invece all’intervallo di tempo che occorre perché la
Terra rivolga nuovamente un dato punto della sua superficie verso il Sole,
oppure il tempo compreso tra due passaggi consecutivi del Sole nello stesso
punto del cielo per una data località.
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9. Il moto di rotazione della Terra ha
come principale conseguenza
l’alternarsi del dì e della notte
La più importante conseguenza del moto di rotazione della Terra è l’alternarsi
delle ore di luce (il dì) e di buio (la notte).
La Terra, ruotando su se stessa, espone ai raggi del
Sole punti via via diversi della propria superficie: in
ogni istante una metà è illuminata, mentre l’altra metà
è al buio. L’emisfero illuminato è separato da quello
buio da una linea detta circolodiilluminazione.
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10. L’effetto Coriolis è un’altra
conseguenza della rotazione
terrestre
Nell’emisfero boreale un corpo che si muove da Nord a Sud o viceversa viene
deviato verso destra.
Nell’emisfero australe la deviazione avviene verso sinistra.
Questo fenomeno è detto effetto Coriolis.
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11. Il moto di rivoluzione della Terra
determina l’alternarsi delle stagioni
La Terra gira intorno al Sole compiendo un moto di rivoluzione con un’orbita
ellittica. La durata di un giorno completa è di circa 365 giorni (anno solare), la
distanza del sole è di 147 milioni di km, mentre la distanza massima è intorno
ai 152 milioni di km.
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12. Le ore di buio e di luce variano
al variare del periodo dell'anno
Poiché l’asse terrestre è sempre inclinato rispetto al piano dell'orbita, nel corso
dell’anno si verificano le seguenti situazioni:
• equinozio d’autunno (23 settembre) ed equinozio di primavera (21 marzo): la
durata del dì è uguale a quella della notte;
• solstizio d’estate (21 giugno): il dì ha la durata massima;
• solstizio d’inverno (22 dicembre): il dì ha la durata minima.
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12. Le ore di buio e di luce variano
al variare del periodo dell'anno
Gli equinozi
e i solstizi anticipano
ogni anno di circa 20
minuti, questo
fenomeno è detto
precessione degli
equinozi.
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Lezione 4
I fusi orari e la misura
del tempo
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13. Per convenzione, in ogni
nazione esiste un orario comune a
tutte le località
Se dovessimo regolari i nostri orologi sull’ora reale, il mezzogiorno dovrebbe
coincidere con il momento in cui il sole si trova alla sua massima altezza
sull’orizzonte, cioè al suo punto di culminazione. Fin dal secolo scorso, si è
deciso di fissare un orariocomuneconvenzionale.
Inoltre, durante i mesi di maggiore insolazione, è stata adottata l’oralegale, per
guadagnare un'ora di luce e ridurre i consumi di energia elettrica.
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14. La Terra è divisa in 24 fusi orari
Poiché la Terra compie una rotazione di 360° in 24 ore, la superficie terrestre si
può suddividere in 24 spicchi, detti fusi orari, ciascuno dell’ampiezza di 15° di
longitudine.
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15. Nell’attraversare l’antimeridiano
di Greenwich occorre cambiare data
L’antimeridiano di Greenwich separa due zone che hanno la medesima ora
poiché appartengono al medesimo fuso orario, ma che differiscono per il giorno:
attraversando l’antimeridiano di Greenwich, che coincide con la linea del
cambiamento di data, non si devono più spostare le lancette dell’orologio, ma si
deve cambiare la data del giorno.
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Lezione 5
I diversi tipi di carte
geografiche
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16. Le carte geografiche riportano
su un piano regioni differenti della
superficie terrestre
L’oggetto che ci fornisce l’immagine più realistica del nostro
pianeta è il mappamondo.
Molto più dettagliate e maneggevole sono le carte
geografiche, che rappresentano sul piano, mediante una
opportuna simbologia, una regione più o meno estesa della
Terra.
Il compito di operare la trasposizione dalla realtà alla
rappresentazione grafica viene svolta dai cartografi.
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16. Le carte geografiche riportano
su un piano regioni differenti della
superficie terrestre
Il primo problema del cartografo è il trasferimento di una superficie curva su una
superficie piana, che comporta delle deformazioni.
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16. Le carte geografiche riportano
su un piano regioni differenti della
superficie terrestre
Una carta molto usata è la
proiezionediMercatore che
rispetta l’isogonia (cioè gli angoli
reali sono riportati inalterati), ma non
l’equivalenza (cioè le aree
rappresentate non sono
proporzionali a quelle reali).
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16. Le carte geografiche riportano
su un piano regioni differenti della
superficie terrestre
La proiezione di Peters è una carta
perfettamente equivalente: rispetta
gli effettivi rapporti tra le superfici dei
continenti, conferendo pari dignità ai
Paesi più sviluppati quanto alle
nazioni più povere.
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17. Le carte geografiche possono
essere classificate in base alla scala
La superficie terrestre rappresentata su carta è sempre più piccola di quella reale.
Il rapporto tra le misure sulla carta e quelle reali è detto scala. La scala si esprime
con una frazione: al numeratore si trova l’unità di misura sulla carta e al
denominatore un numero che indica quante volte è stata ridotta la dimensione
reale.
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17. Le carte geografiche possono
essere classificate in base alla scala
In base alla scala utilizzata esistono quattro tipi differenti di carte:
1. Le cartegenerali rappresentano superfici ampie della Terra, come uno Stato o
un continente.
2. Le cartecorografiche rappresentano una regione.
3. Le cartetopografiche rappresentano zone più ristrette.
4. Le piante e le mappe rappresentano zone molto ristrette di territorio e riportano
un numero maggiore di particolari.
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18. Ogni tipo di carta geografica ha
una simbologia specifica
Le carte geografiche si possono diversificare anche per il contenuto specifico in
esse rappresentato; tali carte si dicono cartetematiche.
Per esempio, se vengono messi in evidenza i
nomi delle capitali e delle città più importanti si
dicono cartepolitiche; se vengono messi in
evidenza monti, fiumi, laghi o pianure si
dicono carte fisiche.
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Cavazzuti, Gandola, Odone Terra, acqua, aria © Zanichelli editore 2014
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18. Ogni tipo di carta geografica ha
una simbologia specifica
Oltre le carte fisiche e politiche si
possono citare le carte geologiche, le
carte climatiche, le carte stradali o le
carte storiche. Ogni carta geografica
dispone di una legenda la cui
simbologia dipende dallo scopo per cui
la carta è stata disegnata.
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19. La differenza di altezza o
profondità tra due punti può essere
evidenziata dalle curve di livello
Per rappresentare le differenze di altitudine, o quota,
presenti in un territorio si utilizzano le curvedilivello,
linee immaginarie che uniscono tutti i punti che si
trovano alla stessa altitudine. Se uniscono punti che
si trovano alla stessa altitudine, si dicono isoipse; se
sono alla stessa profondità, le curve di livello si
dicono isobate.
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