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Lucano "Pharsalia"

Lucano "Pharsalia"

Assessment

Presentation

Other

12th Grade

Medium

Created by

Chiara Catello

Used 1+ times

FREE Resource

26 Slides • 12 Questions

1

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LUCANO

2

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Guarda il video poi rispondi alle domande

3

Multiple Choice

Lucano nasce

1

nel 49 d.C. a Roma

2

nel 39 d.C. a Cordoba

3

nel 46 d.C. a Napoli

4

nel 36 d.C. in Gallia Narbonense

4

Multiple Select

Lucano era (2 risposte corrette)

1

figlio del fratello di Seneca.

2

inizialmente amico di Nerone

3

figlio della figlia di Seneca

4

imparentato con Nerone

5

Multiple Select

Quali delle seguenti affermazioni sulla Pharsalia sono corrette:

1

il poema è incompiuto.

2

è un poema epico-storico

3

celebra la grandezza di Roma

4

ha come eroe positivo Cesare

5

è pervasa da uno stoicismo pessimistico

6

Multiple Choice

Lucano fu costretto al suicidio:
1
nel 62 a.C. quando Seneca fu allontanato da Nerone
2
nel 62 a.C., durante la congiura di Pisone
3
nel 65 d.C., in seguito alla congiura di Pisone
4
nel 66 d.C., in seguito alla congiura di Pisone

7

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La biografia

Marco Anneo Lucano, nipote del filosofo Seneca, nasce a Cordova,
in Spagna, nel 39 d.C.

Lucano > La biografia

Ner
one

Nel 40 si trasferisce a Roma, dove diventa
allievo dello stoico Anneo Cornuto.
L’ingegno brillante e il genio poetico
gli permettono di essere apprezzato
per un certo periodo da Nerone, ma
tra i due sopravviene una misteriosa rottura.

Nel 65 aderisce alla congiura di Pisone,
a seguito della quale è costretto al suicidio.

8

Multiple Choice

Cosa successe a Farsalo?

1

luogo della battaglia tra Pompeo e Cesare, in cui quest'ultimo fu sconfitto

2

luogo dello scontro tra Cesare e Pompeo, in cui quest'ultimo fu sconfitto

3

luogo in cui Pompeo perse la vita contro Cesare

4

luogo in cui Cesare venne incoronato princeps

9

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La Pharsalia

Della produzione di Lucano si è salvata soltanto l’opera più importante,
il Bellum civile o Pharsalia. Ecco gli elementi utili a inquadrarla:

Lucano > La Pharsalia

gli elementi fondamentali della Pharsalia

titolo
Bellum civile: fa riferimento alla guerra civile tra Cesare e Pompeo

Pharsalia: richiama la battaglia di Farsalo (48)

genere letterario

poema epico-storico

datazione

60-65

struttura

10 libri – probabilmente dovevano essere 12 ma l’opera è incompiuta

tema la guerra civile tra pompeiani e cesariani, dal passaggio del .__. Rubicone alla rivolta che Cesare deve domare ad Alessandria

10

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La Pharsalia

Lucano > La Pharsalia

11

Multiple Choice

Rispetto a Virgilio,Lucano con il Bellum Civile

1

vuole denunciare la dissoluzione di un popolo a causa di una guerra fratricida

2

vuole celebrare Roma per le istituzioni repubblicane e democratiche

3

vuole presentare uno spaccato di storia recente, senza giudicare

4

vuole dimostrare quanto Roma sia splendente sotto il principato di Cesare

12

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L’“anti-Virgilio”

Il poema di Lucano è una delle opere più innovative
composte in età neroniana, al punto da poter essere
considerato il rovesciamento dell’Eneide.

Ecco gli aspetti di maggiore originalità:
eliminazione dell’apparato divino e mitologico
(concili degli dèi, interventi divini);
•presenza di documentazione storica
recupero dell’elemento magicoe sovrannaturale
(magia, necromanzia);
scelta di una guerra fratricida e nefasta come tema
portante; decadenza e sovvertimento dei valori
•assenza di un eroe e di una prospettiva positiva.

Lucano > La Pharsalia > L’”anti-Virgilio”

Catone
l’Uticense

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Il Proemio (T3. pp.150ss.)

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Il poeta e il principe

Lucano > La Pharsalia > Il poeta e il principe

La Pharsalia, dopo la protasi, presenta un entusiastico e quasi
iperbolico elogio di Nerone. Gli studiosi hanno formulato due ipotesi:
l’elogio è sincero e nasce dalle speranze di rigenerazione
politico-sociale suscitate dall’avvento al potere di Nerone e dal
quinquennium felix;
il carattere turgido e barocco dello stile potrebbe essere interpretato
come segno di un’ironia latente nei confronti dell’imperatore.

Vasiliy Smirnov, La morte di Nerone (1888)

A sostegno della seconda ipotesi
va ricordato come a partire
dal IV libro il pessimismo
del poeta si faccia sempre più fosco.

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Eroi a confronto: Lavoro di gruppo

Lucano > La Pharsalia > I personaggi

FORMARE 4 GRUPPI DA 5 STUDENTI CIASCUNO.

LEGGERE il passo relativo all’EROE assegnato e
RISPONDERE alle seguenti DOMANDE:

1)

Chi è l’eroe di cui si parla? Fanne una breve presentazione,
se necessario puoi cercare informazioni su internet.

2)

Quali caratteristiche fisiche e caratteriali e quali valori gli
vengono attribuiti in questo passo?

3)

Quali figure retoriche vengono impiegate nel passo e che
valenza hanno?

4)

L’eroe appare come una figura positiva o negativa? Perché?

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Eroi a confronto

Lucano > La Pharsalia > I personaggi

A.

ENEA (Aen. IV, 437-449)

Talibus orabat, talisque miserrima fletus
fertque refertque soror. sed nullis ille mouetur
fletibus aut uoces ullas tractabilis audit;
fata obstant placidasque uiri deus obstruit auris.

440

ac uelut annoso ualidam cum robore quercum
Alpini Boreae nunc hinc nunc flatibus illinc
eruere inter se certant; it stridor, et altae
consternunt terram concusso stipite frondes;
ipsa haeret scopulis et quantum uertice ad auras

445

aetherias, tantum radice in Tartara tendit:
haud secus adsiduis hinc atque hinc uocibus heros
tunditur, et magno persentit pectore curas;
mens immota manet, lacrimae uoluuntur inanes.

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Eroi a confronto

Lucano > La Pharsalia > I personaggi

A.

ENEA (Aen. IV, 437-449)

Con queste parole pregava, e questi pianti la sventurata
sorella porta e riferisce. Ma Enea al pianto non si piega,
non s'intenerisce e nemmeno ascolta le preghiere: si oppone
il fato;un dio lo rende sordo, imperturbabile. E come, qua e
là, con raffiche lottano fra loro le tramontane alpine per
abbattere una quercia vigorosa dal fusto annoso; si leva un
frastuono e tutto intorno al tronco squassato si spargono
dalla cima a terra le fronde, e quella s'abbarbica alle rocce e
quanto più svetta nella distesa del cielo, tanto con le sue
radici si protende verso il Tartaro. non altrimenti l’eroe è
scosso di qua e di là dalle assidue preghiere e nel suo cuore
generoso sente gli affanni; ma il proposito rimane
irremovibile; le lacrime scorrono a vuoto.

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B.

POMPEO (Phars. I 129-143)

nec coiere pares. alter uergentibus annis
in senium longoque togae tranquillior usu

130

dedidicit iam pace ducem, famaeque petitor
multa dare in uolgus, totus popularibus auris
inpelli plausuque sui gaudere theatri,
nec reparare nouas uires, multumque priori
credere fortunae. stat magni nominis umbra,

135

qualis frugifero quercus sublimis in agro
exuuias ueteris populi sacrataque gestans
dona ducum nec iam ualidis radicibus haerens
pondere fixa suo est, nudosque per aera ramos
effundens trunco, non frondibus, efficit umbram,

140

et quamuis primo nutet casura sub Euro,
tot circum siluae firmo se robore tollant,
sola tamen colitur. [...]

22

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B.

POMPEO (Phars. I 129-143)

Né vennero l'un contro l'altro sullo stesso piano: l'uno,
mentre gli anni declinavano verso l'età tarda, reso più
pacato dalla consuetudine con l'attività civile, aveva
disimparato con la pace l'arte del condottiero e, bramoso di
fama,

dava

molto

al

volgo,

si

lasciava

trascinar

completamente

dall'umore

del

popolo

e

godeva

dell'applauso del suo teatro, senza allestire nuove forze, dal
momento che faceva invece grande affidamento sulla
fortuna di un tempo. S'innalza, ombra di un grande nome,
come una quercia imponente in un campo fecondo, recante
le spoglie di un popolo antico e i doni sacri dei capi e, non
riuscendo più ad aderire con forti radici al terreno, sta in
piedi solo con il suo peso: effondendo nell'aria i rami nudi,
fa ombra con il tronco, non con le fronde, e, sebbene
ondeggi, minacciando di crollare al primo soffio dell'euro e
si innalzino intorno tanti alberi dal solido tronco,
purtuttavia solo essa è venerata.

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C. CESARE (Phars. I 143-157)

[...] Sed non in Caesare tantum
nomen erat nec fama ducis, sed nescia uirtus
stare loco, solusque pudor non uincere bello.

145

acer et indomitus, quo spes quoque ira uocasset,
ferre manum et numquam temerando parcere ferro,
successus urguere suos, instare fauori
numinis, inpellens quidquid sibi summa petenti
obstaret gaudensque uiam fecisse ruina, 150
qualiter expressum uentis per nubila fulmen
aetheris inpulsi sonitu mundique fragore
emicuit rupitque diem populosque pauentes
terruit obliqua praestringens lumina flamma:
in sua templa furit, nullaque exire uetante

155

materia magnamque cadens magnamque reuertens
dat stragem late sparsosque recolligit ignes.

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C. CESARE (Phars. I 143-157)

[In Cesare non era solo un nome, una gloria di capo, ma
un valore instancabile, ed unica vergogna vincere senza
combattere; fiero e indomito, dovunque lo chiamava la
speranza o l'ira, portava la mano, e mai risparmiava il
ferro nell'offesa, incalzava la vittoria, sforzava il favore
divino, avventandosi su qualunque cosa ostacolasse la
sua brama di dominio e compiacendosi di essersi aperto
la via seminando rovine. Così il fulmine sprigionato dai
venti attraverso le nubi balena fra lo strepito dell'etere
percosso e il fragore dell'universo, e squarcia il giorno e
atterisce i popoli tremanti, accecandoli con la fiamma
guizzante infuria negli şpazi celesti, e poiché nessuna
materia si oppone al suo scatenarsi, piombando e
impennandosi infligge una grande, vasta strage e
riunisce i fuochi sparsi.

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D.

CATONE (Phars. II 380-391)

[...] Hi mores, haec duri inmota Catonis

380

secta fuit, seruare modum finemque tenere
naturamque sequi patriaeque inpendere uitam
nec sibi sed toti genitum se credere mundo.
huic epulae uicisse famem, magnique penates
summouisse hiemem tecto, pretiosaque uestis

385

hirtam membra super Romani more Quiritis
induxisse togam, Venerisque hic <unic>us usus,
progenies: urbi pater est urbique maritus,
iustitiae cultor, rigidi seruator honesti,
in commune bonus; nullosque Catonis in actus

390

subrepsit partemque tulit sibi nata uoluptas.

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D.

CATONE (Phars. II 380-391)

Questi i costumi, questa la condotta indefettibile del
rigoroso Catone: osservare la misura, non travalicare il limite, seguire la natura, votare la vita alla patria e
convincersi di non esser nato per sé ma per tutti gli
uomini. Per lui era un banchetto vincere la fame, una
sontuosa dimora ripararsi con un tetto dalle intemperie, una veste preziosa mettersi addosso una ruvida toga, secondo l'antica consuetudine quirite, e fine ultimo dell'amore la generazione dei figli; padre dell'Urbe, suo marito, osservante della giustizia, cultore dell'onestà più rigida, retto nell'interesse della comunità: nel suo comportamento non penetrò mai un piacere che pensasse solo a se stesso.

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CATONE (Phars. II 380-391) TESTO LATINO

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I personaggi della Pharsalia

La Pharsalia non ha un personaggio principale, di vera statura eroica.
L’azione ruota invece intorno a tre personalità diverse e in conflitto
tra loro:

Lucano > La Pharsalia > I personaggi

i personaggi principali del Bellum civile

Cesare

personaggio di sinistra grandezza, spesso guidato dalla temerarietà, è
l’incarnazione del furor, la negazione della clementia, l’aspirazione a porsi al di
sopra della respublica

Pompeo

​personaggio in declino, afflitto da una sorta di senilità politica e di fiacchezza militare, si ripiega sempre più sulla sfera affettiva e privata

rappresenta la crisi del saggio stoico, che impugna le armi contro un destino avverso per difendere la causa che considera giusta

Catone

29

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Lo stile

Lucano > La Pharsalia > Lo stile

La lingua della Pharsalia è accentuatamente
retorica. Essa si connota per:
la spinta verso il pathos e il sublime,
concessione al gusto del tempo, ma anche
specchio della passione che anima il poeta;
•il concettismo (ricorso ad artifici linguistici);
il ritmo narrativo incalzante, generato da una
rapidissima successione di periodi
le cui frasi spesso travalicano i confini
del verso (enjambement);
presenza massiccia di apostrofi
e di sententiae.
•gusto per l’orrido.

Jean-Léon Gérôme, Cleopatra e Cesare (1866)

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QUIZ CONCLUSIVO:

LUCANO E LA PHARSALIA

33

Multiple Choice

Il Bellum Civile
1
prevedeva 24 libri ma si interrompe bruscamente al decimo
2
prevedeva in tutto 10 libri, l'ultimo dei quali è giunto mutilo
3
è in 12 libri sul modello dell'Eneide
4
prevedeva probabilmente 12 libri, ma si interrompe al decimo

34

Multiple Choice

Il periodo di cui si parla nel poema di Lucano va dal: 
1
49 a.C al 48 a.C
2
50 a.C. al 49 a.C.
3
48 a.C. al 47 a.C.
4
47 a.C. al 46 a.C.

35

Multiple Choice

Alle tragedie di quale autore può essere accostato il poema  di Lucano per la presenza di lunghi monologhi e il gusto dell'orrido?
1
Eschilo
2
Euripide
3
Accio
4
Seneca

36

Multiple Choice

Le fonti di Lucano per il suo poema sono

1

Seneca, Livio e Virgilio

2

Livio, Asinio Pollione e Seneca il Retore

3

Svetonio, Livio e Cesare

4

Asinio Pollione, Orazio ed Ennio

37

Multiple Choice

Con quale termine Lucano si riferisce a Cesare

1

Saetta

2

Fulmine

3

Fuoco

4

Burrasca

38

Multiple Choice

Quale paragone viene usato per Pompeo?

1

Salice piangente

2

Quercia distrutta

3

Quercia instabile

4

Salice spezzato

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LUCANO

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