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LEOPARDI

Total questions: 43

Worksheet time: 22mins

Name
Class
Date
1.
            La famiglia di Leopardi è di orientamento politico progressista e democratico. 
a)
V
b)
F
2.
            Leopardi vive una prima profonda crisi nel 1819, dopo un fallito tentativo di fuga da Recanati e dopo alcuni mesi di malattia agli occhi.         
a)
V
b)
F
3.
L’ambiente intellettuale di Roma e il fasto monumentale della città suscitano l’entusiasmo di Leopardi. 
a)
V
b)
F
4.
            A Firenze Leopardi stringe una duratura amicizia con i liberali moderati che frequentano la rivista “Antologia” fondata da Gian Pietro Vieusseux.         
a)
V
b)
F
5.
            Leopardi trascorre gli ultimi anni della sua vita a Napoli, dove muore nel 1837.
a)
V
b)
F
6.
Nelle lettere a Pietro Giordani, Leopardi esprime i suoi progetti letterari e la sua insofferenza per l’ambiente di Recanati.
a)
V
b)
F
7.
Nel pensiero di Leopardi le “illusioni” hanno sempre valenza negativa, perché impediscono all’uomo di giungere alla verità.
a)
V
b)
F
8.
            Secondo Leopardi, gli antichi vivevano con più sofferenza rispetto agli uomini contemporanei, perché non sapevano servirsi della ragione
a)
V
b)
F
9.
Leopardi prende pubblicamente posizione contro le tesi romantiche, ma di fatto è vicino al gusto romantico per la critica al classicismo pedantesco, per l’esaltazione di ciò che è fantasioso e per la tensione verso l’infinito. 
a)
V
b)
F
10.
A differenza dei progressisti napoletani, Leopardi non crede che le scoperte tecnologiche e il miglioramento delle condizioni materiali porteranno pace e benessere: è convinto che scateneranno guerre imperialistiche tra i paesi dominanti.
a)
V
b)
F
11.
La produzione poetica di Leopardi è raccolta nei Canti, che ebbero tre edizioni durante la vita del poeta, nel 1831 a Firenze, nel 1835 a Napoli e nel 1845 ancora a Firenze.
a)
V
b)
F
12.
I Canti sono suddivisibili in tre sezioni: le Canzoni, gli Idilli, e i Canti composti tra il 1830 e il 1836 (ivi incluso il “ciclo di Aspasia”).
a)
V
b)
F
13.
Le Canzoni, composte fra il 1818 e il 1823, hanno impianto classicistico, riprendono lo schema metrico della tradizione e adottano un linguaggio aulico e ricercato, ma trattano temi nuovi e propri del pensiero originale di Leopardi
a)
V
b)
F
14.
Nella tradizione classica gli “idilli” erano brevi componimenti, prevalentemente descrittivi, ambientati in un mondo pastorale idealizzato, anche se la collocazione originaria non era esclusivamente bucolica. 
a)
V
b)
F
15.
L’intento degli Idilli è essenzialmente descrittivo, come si evince chiaramente, per esempio, da La sera del dì di festa. 
a)
V
b)
F
16.
            Fra gli Idilli e i “grandi idilli” intercorre un lungo periodo di silenzio poetico, in cui Leopardi sprofonda in uno stato d’animo di aridità che non lascia spazio all’immaginazione; egli si dedica perciò alla prosa filosofica e alla ricerca dell’«arido vero», che trova espressione nello Zibaldone. 
a)
V
b)
F
17.
Il risorgimento è la più significativa tra le odi civili.
a)
V
b)
F
18.
Nei Canti, e in particolare nei “grandi idilli”, Leopardi abbandona gli schemi strofici tradizionali per la “canzone libera” detta appunto “leopardiana”. 
a)
V
b)
F
19.
Il personaggio poetico di Aspasia, cui Leopardi dedica l’omonimo “ciclo”, con il suicidio si arroga la libertà di rifiutare l’infelicità umana
a)
V
b)
F
20.
La Palinodia al marchese Gino Capponi è animata dalla polemica contro l’ottimismo progressista. 
a)
V
b)
F
21.
Per Leopardi la natura
a)
non offre mai consolazioni all’uomo: sin dalle prime opere è  rappresentata come una divinità crudele che prova piacere nel veder soffrire l’uomo.
b)
            può essere controllata e dominata dall’uomo grazie al progresso e alle scoperte scientifiche.
c)
coincide sempre con la Provvidenza divina, che agisce per il bene anche se in modo imperscrutabile.
d)
inizialmente è vista come madre benevola, per-ché offre all’uomo la possibilità di difendersi dalla durezza della realtà.
22.
Nella Zibaldone si trova la più elaborata definizione del cosiddetto “pessimismo storico”, secondo cui
a)
l’uomo primitivo e antico trovava nella natura – madre benigna – la possibilità di coltivare felici illusioni e speranze: solo il progresso della ragione (che è un progresso “storico”) ha precluso ai moderni questo rimedio contro l’infelicità
b)
la sofferenza dell’uomo ha radici storiche lontanissime, impossibili da individuare per gli studiosi del tempo presente.
c)
le sofferenze dell’uomo risalgono a un’epoca storica ormai lontana, mentre il presente ha messo   fine a qualsiasi pessimismo e restituito agli esseri viventi la pienezza vitale. 
d)
gli uomini che si occupano di studi storici sono vittime del pessimismo esistenziale con una frequenza particolarmente alta.
23.
Nelle Operette morali Leopardi
a)
sceglie come protagonisti esclusivamente personaggi contemporanei, per trasferire il discorso filosofico sul piano dell’attualità.
b)
manifesta il suo impegno morale e civile, in quanto si propone di «scuotere» i lettori e combattere i luoghi comuni del suo tempo.
c)
realizza una serie di trattati filosofici speculativi. 
d)
adotta la forma del dialogo a fini comici, creando nella sua produzione una sorta di “pausa” umoristica
24.
I modelli letterari del romanzo incompiuto Storia di un’anima sono
a)
gli esametri virgiliani dell’Eneide e delle Bucoliche
b)
          le poesie di Vincenzo Monti.
c)
le saghe epiche del nord Europa, molto apprezzate dai romantici italiani.
d)
I dolori del giovane Werther di Wolfgang Goethe e le Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo
25.
L’atteggiamento di Leopardi nei confronti della vita può essere definito
a)
ottimista e fiducioso.
b)
rinunciatario e lamentoso.
c)
ribelle ma disperato.
d)
irrazionale e spiritualista
26.
Per ciò che riguarda il Romanticismo, Leopardi
a)
          si collega alla scuola lombarda, che tende a una poesia animata da intenti civili e morali.
b)
condivide le critiche da esso avanzate al classicismo accademico e pedantesco
c)
ne critica il titanismo e l’enfasi posta sul sentimento
d)
vi ritrova il suo stesso retroterra filosofico, sensista e materialistico.
27.
Canti
a)
è il titolo scelto da Ranieri per l’edizione postuma delle poesie di Leopardi.
b)
è il titolo scelto dal poeta fin dalla prima edizione, e allude alla natura lirica e alla varietà dei componimenti, diversi per temi e struttura metrica.
c)
è il titolo della maggiore opera poetica di Leopardi, e rimanda all’omonima raccolta di Petrarca.
d)
è il titolo che Leopardi sceglie per la seconda edizione della raccolta, in sostituzione del più consueto Canzoniere, troppo legato alla tradizione e inoltre adatto più alle giovanili Canzoni che agli Idilli
28.
            Il titanismo 
a)
            è una costante dell’atteggiamento di Leopardi, in questo pienamente romantico
b)
appartiene alla fase giovanile di Leopardi e trova espressione nel suicidio dei personaggi di Bruto e Saffo, cui sono dedicate due Canzoni.
c)
trova espressione nelle forme patetiche e grandiose (appunto “titaniche”) di quelli che non a caso la critica definisce “grandi idilli”.
d)
è un atteggiamento di sterile ribellione che Leopardi rifiuta recisamente fin dai suoi primi scritti.
29.
            L’Infinito
a)
          è tra le massime espressioni della poetica del «vago».
b)
è l’unica poesia in cui Leopardi esprime una seppur labile fede nella vita oltremondana
c)
appartiene ai “grandi idilli”.
d)
trova una precisa corrispondenza sul piano teorico in alcuni passi delle Operette morali.
30.
Nei “grandi idilli”
a)
sono eliminate le locuzioni «peregrine» che negli Idilli hanno la funzione di impreziosire un linguaggio per lo più semplice e armonico.
b)
lo stile riprende i moduli arditi e aulici delle Canzoni
c)
          coesistono miracolosamente il «caro immaginar» e la consapevolezza del «vero».
d)
lo stile si fa aspro, scarno, e la sintassi risulta spezzata e complessa.
31.
Il sabato del villaggio
a)
si chiude con un’immagine funerea, ovvero con una fanciulla che morendo addita la morte e «una tomba ignuda» come il fine di tutto.
b)
offre lo spunto a Leopardi per descrivere il proprio amore infelice: dopo una giornata di festa il poeta non dorme vagheggiando la donna amata, ben sapendo che ella riposa tranquilla e non pensa affatto a lui.
c)
presenta alcuni spunti di tipo sociale, raffigurando un falegname costretto a lavorare fino all’alba
d)
ha per tema centrale la disillusione delle speranze, poiché la fine dell’attesa coincide con la delusione.
32.
Perché possiamo affermare che in A Silvia il filtro della memoria e il filtro dell’immaginazione si sommano l’uno all’altro? 
a)
            Perché l’io lirico ricorda la propria gioventù e fantastica a proposito di quella di Silvia
b)
Perché il poeta ricorda il tenero rapporto intrattenuto con la giovane e immagina in quale modo il legame avrebbe potuto proseguire
c)
Perché il poeta da giovane percepiva il canto della fanciulla senza poter conoscere di preciso da dove provenisse e perché, prendendo parola nella poesia, si accinge a riportare alla memoria quell’esperienza ormai lontana.
d)
Perché il poeta crea con la sua fantasia l’esistenza di Silvia e il suo canto, fingendo che siano passati alcuni anni da quando aveva conosciuto la ragazza.
33.
La Ginestra rappresenta la fase eroica del pessimismo leopardiano e supera la visione negativa del mondo 
a)
V
b)
F
34.
Nella Ginestra Leopardi
a)
esprime la delusione subita nel rapporto con Fanny Targioni Tozzetti, dopo la quale egli smette di credere nell’amore, definito «inganno estremo».
b)
rappresenta il piacere che si prova nell’attesa di un evento futuro, ma che è destinato a cessare non appena il fatto si verifica
c)
propone una diversa idea di progresso: dalla coscienza della comune condizione di vittime può nascere tra gli uomini una nuova solidarietà
d)
sostiene che il piacere è «figlio d’affanno», ossia nasce dalla cessazione del dolore
35.
I componimenti che Leopardi definisce Idilli
a)
hanno un’ambientazione agreste.
b)
ritraggono la vita quotidiana di personaggi di estrazione borghese, fatta di eventi semplici e di una tranquilla serenità.
c)
mostrano la durezza della realtà in modo oggettivo, come immagini fissate fedelmente su un quadro.
d)
rappresentano la realtà esterna in modo soggettivo, attraverso lo sguardo e i sentimenti del poeta.
36.
Nel Dialogo della Natura e di un Islandese
a)
la Natura afferma che compie il male senza accorgersene, in obbedienza a leggi oggettive.
b)
la morte e la vita sono presentate come dolorose ma non prive di senso.
c)
il protagonista comprende che il dolore è l’unico mezzo per sfuggire alla noia.
d)
l’Islandese trova conforto alla sua infelicità nel rapporto con altri uomini, anch’essi vittime della Natura.
37.
Chi era Aspasia ?
a)
Fanny Targioni Tozzetti
b)
Teresa Fattorini
c)
Paolina Ranieri 
d)
Cortigiana di Pericle 
38.
Nei Paralipomeni della Batracomiomachia
a)
I granchi sono i  liberali napoletani 
b)
i topi sono i borbonici 
c)
i granchi sono i francesi 
d)
i topi sono i liberali napoletani 
39.
Le  fasi del pessimismo leopardiano 
a)
esistenziale, cosmico, eroico 
b)
esistenziale, storico, cosmico, eroico 
c)
cosmico, eroico, esistenziale, progressivo
d)
storico, fato, cosmico, eroico
40.
La filosofia di Leopardi è idealista
a)
V
b)
F
41.
La  poetica di Leopardi si fonda su:
a)
Sensismo, edonismo, idealismo
b)
utilitarismo e sensismo
c)
definito, ricordo, speranza
d)
vago, indefinito, rimembranza 
42.
La conversione di Leopardi «dall’erudizione al bello»determina
l
a)
L’adesione alla corrente del Romanticismo
b)
avviene intorno al 1815
c)
è provocata dalla lettura delle opere di Antonio Ranieri
d)
consiste nel passaggio dalla poesia alla filosofia
43.
Durante il soggiorno a Firenze (1830-33) 
a)
compone la maggior parte delle canzoni e degli idilli
b)
è ospite dello zio materno Carlo Antici
c)
partecipa attivamente al dibattito culturale e politico della città
d)
abbandona la poesia e si dedica allo studio della filosofia